Nuovi rischi, persone e aziende chiedono polizze che ancora non ci sono

Cambiamenti ambientali, rischi cibernetici, conflitti geopolitici, malattie infettive: sono tra i nuovi rischi più sentiti da parte della popolazione mondiale. Rischi molto differenti da quelli di un tempo e rispetto ai quali si sta creando un gap tra quello che le Compagnie assicurative fino a questo momento hanno offerto con le loro polizze e le coperture che, invece, i consumatori vorrebbero, sia a livello di linee personali che commerciali.

A dirlo è il World Insurance Report 2019, realizzato da Capgemini ed Efma, che ha incentrato la sua annuale ricerca proprio sui ‘nuovi rischi’.

Dopo l’attenzione dedicata nelle passate edizioni all’impatto della digital transformation sulle assicurazioni, il nuovo lavoro mette a fuoco come tale trasformazione digitale sia la chiave per le Compagnie per rispondere ai nuovi, complessi bisogni, permettendo di concepire nuovi modelli di polizze e di business non più gestibili attraverso modalità tradizionali. L’enfasi ritorna quindi sul prodotto assicurativo, che non può che essere technology-driven, ma il primo passo (per le Compagnie) è la consapevolezza che il tema ‘nuovi rischi’ sia da guardare dritto in faccia e risolvere in modo innovativo, cosa che rappresenta naturalmente anche una grande opportunità di business.

Vi sono diversi mega-trend che stanno avendo un impatto enorme sullo scenario dei rischi, tra di essi vi sono i cambiamenti climatici, le nuove tecnologie, l’evoluzione delle tendenze sociali e demografiche, le nuove esigenze mediche e sanitarie, un contesto economico e di business messo a dura prova da trasformazioni anche geopolitiche (basta pensare alla guerra sui dazi Usa-Cina, ndr.).

Questi fattori di rischio, che si riscontrano con differenti priorità in tutto il mondo, non possono più essere ignorati,  hanno grande ripercussione sulla vita, la salute, la proprietà e l’attività delle persone, e rappresentano per le assicurazioni non solo una responsabilità coerente con la loro missione sociale, ma anche una grande opportunità commerciale. Finora poco compresa dalle Compagnie, se, come dice il report (a fronte di una survey condotta tra 8000 clienti assicurativi), gli individui si sentono esposti e preoccupati perché non trovano la copertura che vorrebbero tra i prodotti assicurativi esistenti. La transizione non è semplice, richiede sforzi sia dal lato ‘culturale’ (che va incentrato sul cliente), sia dal lato tecnologico, organizzativo, delle competenze.

I rischi sanitari e medici sono una delle principali preoccupazioni dei singoli individui, mentre i clienti business riferiscono di essere preoccupati per i rischi derivanti dalle trasformazioni aziendali; per entrambi, il cyber risk è una minaccia prioritaria. Il livello di soddisfazione dei consumatori è piuttosto basso: meno di un quarto dei clienti commerciali e meno del 15% dei singoli assicurati ritengono di essere coperti in modo completo contro i rischi emergenti.

Le pipeline di prodotti degli assicuratori non sono in linea con le crescenti preoccupazioni dei clienti per i rischi emergenti, dice il report, cioè ancora non riflettono le esigenze connesse al nuovo sceanrio di rischio: tra gli assicuratori intervistati (circa 140 senior executives di tutte le linee di business,  di 23 mercati), il 50% o meno ha riconosciuto l’impatto dei rischi emergenti nel determinare la domanda di nuove offerte da parte dei clienti e meno del 40% degli assicuratori vita e malattia ha costruito una pipeline di nuovi prodotti per coprire i rischi emergenti in modo completo. Mentre oltre il 55% dei clienti è pronto a esplorare nuovi modelli assicurativi, solo il 26% degli assicuratori sta esplorando tali modelli.

Una enorme opportunità ancora da cogliere, nonostante i clienti siano pronti a condividere i dati e a pagare di più per migliorare i servizi di prevenzione dei rischi laddove percepiscano una correlazione positiva tra la propria esposizione al rischio e l’offerta assicurativa, in cui sono positivamente valutati i servizi a valore aggiunto, personalizzati e flessibili, in particolare dalle persone esperte di tecnologia e dalle grandi imprese.

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Pensione integrativa, ecco la startup insurtech che se ne occupa e come funziona

Prima o poi ci pensiamo tutti. Diciamoci la verità: arriva un momento nella nostra vita professionale in cui dobbiamo fare i conti con la pensione. Se, quando e come arriverà la pensione è un argomento che tendiamo a rimandare ma che andrebbe affrontato con attenzione. Ed è anche un settore in continua evoluzione su cui le compagnie assicurative, e con loro anche le startup, si stanno impegnando con diverse soluzioni.
Propensione è una di queste. Startup innovativa che offre una consulenza personalizzata per la scelta e l’acquisto di prodotti assicurativi e di previdenza integrativa, opera come società d’intermediazione assicurativa online specializzata nel settore della previdenza ed è iscritta come Broker nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi. La startup, fondata a Trieste nel 2016 e operativa da marzo 2018, è guidata da Alberto Maturi in qualità di Presidente e Giancarlo Scotti, co-founder del progetto, entrambi manager di lunga esperienza nel settore finanziario e assicurativo.

Una insurtech per la pensione integrativa: perché è nata Propensione e come funziona

L’obiettivo di Propensione è diventare il consulente di riferimento online sulla previdenza integrativa.
La pensione integrativa è uno dei temi strategici per l’Italia e per i principali Paesi europei. A tutt’oggi, il 70% degli aventi diritto in Italia non ha ancora aderito a una forma di previdenza integrativa. Eppure il fondo pensione è un prodotto di risparmio finalizzato, tutelato, flessibile e soprattutto offre diversi vantaggi in termini di agevolazioni fiscali. Inoltre, la previdenza integrativa è un prodotto di domanda e non di offerta. Ciò lo rende da un lato ideale da distribuire online, dall’altro in grado di minimizzare i costi distributivi sfruttando le leve del digitale come canale di collocamento.
È in questo contesto che nasce Propensione.it, una digital company con un target ben preciso composto da lavoratori tra i 25 ai 55 anni, decision-makers, lavoratori dipendenti nel settore pubblico o privato, autonomi e on-liner. Si tratta di 5,2 milioni di lavoratori italiani, che rappresentano il 23% del numero totale di lavoratori maggiorenni (pari a 22,5 milioni).
Per offrire agli utenti una consulenza personalizzata per orientarsi tra i numerosi prodotti pensionistici sul mercato, la società ha elaborato un percorso in 6 tappe che individua il prodotto di previdenza integrativa più adatto sulla base del profilo personale e professionale degli utenti. Partendo da un’approfondita analisi della situazione pensionistica pubblica e integrativa degli utenti, viene individuato il gap previdenziale e un algoritmo proprietario che incrocia i dati degli utenti con i dati dei fondi convenzionati, suggerisce il comparto d’investimento più adatto e offre un ranking dei fondi. Si passa poi a identificare la soluzione più adatta al profilo e alla sottoscrizione del prodotto direttamente sul portale Propensione.it. Infine, in caso di mutamenti delle esigenze, il cliente continuerà a essere accompagnato nel suo percorso.
L’applicazione offre un cammino graduale di avvicinamento alle tematiche della previdenza integrativa attraverso gli strumenti digitali, mettendo a disposizione le informazioni e gli strumenti necessari per scegliere in modo consapevole tra i migliori prodotti offerti dal mercato. Una insurtech, dunque, che rappresenta la sintesi innovativa dell’incontro fra il mondo finanziario-assicurativo e quello digitale, rendendo la competenza e l’esperienza a portata di clic.

10 motivi per sottoscrivere un fondo di pensione

Propensione.it punta molto anche sull’informazione degli utenti. Molte persone, infatti, soprattutto i giovanissimi, non sono ancora consapevoli di quello che è definito “gap previdenziale”, ossia la differenza non coperta tra ultimo reddito e pensione.

Dalla ricerca Previdenza, quale futuro? svolta da Ania in collaborazione con Gfk è emerso che sono in pochi coloro che hanno un’idea precisa su quello che sarà l’ammontare della propria futura pensione pubblica e questa mancanza di informazione genera i timori maggiori. Inoltre, la ricerca dimostra che i più informati hanno deciso di agire per tempo puntando sulla previdenza integrativa (aumento del risparmio previdenziale del 21% per coloro che hanno ricevuto la busta arancione e +15% per coloro che hanno fatto il calcolo online, sul sito dell’INPS). Ecco perché sul suo sito, la startup ha pubblicato i motivi per cui è opportuno (e conveniente) sottoscrivere un fondo di pensione.

1. Integrare la propria pensione pubblica di base
Grazie alla previdenza integrativa è possibile avere delle risorse aggiuntive che si affiancano alla pensione pubblica.

2. È uno strumento flessibile
La previdenza integrativa è una forma di risparmio finalizzato che massimizza i propri risultati nel tempo, perché flessibile, potendo cambiare le somme investite a seconda delle esigenze, il capitale ed i rendimenti si rivalutano e i vantaggi fiscali si cumulano.

3. Vantaggi fiscali
Il regime fiscale della previdenza integrativa è agevolato rispetto a qualsiasi altro strumento di investimento innanzitutto perché lo Stato ne incentiva l’adesione.
I contributi versati annualmente nella forma pensionistica integrativa sono deducibili dal proprio reddito dichiarato ai fini IRPEF, entro il tetto massimo di deducibilità pari a 5.164,57€ annui. Per i giovani alla loro prima occupazione è previsto un ulteriore bonus di 2.582,29 euro annui, a partire dal quinto anno di partecipazione al fondo pensione e per i successivi 20 anni.

Il risparmio fiscale consiste, quindi, nell’abbattimento del reddito imponibile, dal momento che i contributi versati vengono sottratti, con conseguenti minori imposte IRPEF da versare.
Inoltre sono previste delle ulteriori agevolazioni fiscali:
I rendimenti ottenuti con la gestione finanziaria del fondo pensione sono tassati con l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui redditi con aliquota del 20% anziché quella del 26% normalmente applicata alle altre forme di investimento.
È prevista una tassazione agevolata anche in fase di erogazione della pensione integrativa, sia essa liquidata sotto forma di rendita e/o capitale. Viene applicata una ritenuta, a titolo d’imposta, con aliquota massima del 15%, inferiore rispetto alle aliquote IRPEF applicate sui redditi complessivi (che vanno dal 23 al 43%). A partire dal 15° anno di partecipazione ad una qualsiasi forma pensionistica integrativa, l’aliquota viene ulteriormente ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione successivo, nel limite di 6 punti percentuali complessivi (in sostanza dal 15% fino al 9%).

È possibile dedurre anche i versamenti effettuati a favore di un familiare “fiscalmente a carico”.
Tutte queste agevolazioni si traducono in un maggior importo di pensione integrativa.

4. Un fondo sicuro
Il risparmio attuato con la previdenza integrativa è fortemente tutelato e protetto, sia dal fallimento del gestore (banca, impresa assicurativa, SGR o SIM) che dagli eventuali creditori dell’aderente.

5. Il grado di rischio/rendimento dell’investimento si sceglie liberamente
Il sistema di previdenza integrativa funziona secondo il meccanismo della capitalizzazione: quanto versato viene investito nei mercati finanziari, e con il capitale accumulato ed i relativi rendimenti si ottiene, al termine del piano di risparmio, la propria pensione integrativa.
Ogni forma pensionistica mette a disposizione diversi comparti di gestione in cui versare i propri contributi, ciascuno differenziato per grado di rischio/rendimento a seconda degli strumenti finanziari di cui si compone.

6. COVIP, la legge presidia gli investimenti
La COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) è l’autorità amministrativa indipendente che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione a tutela degli aderenti e dei loro risparmi destinati alla previdenza. L’autorità di Vigilanza opera a tutela della trasparenza del sistema e del rispetto della normativa.
Le forme pensionistiche integrative operano nei mercati finanziari al pari delle altre forme di investimento, ma la legge detta dei criteri specifici e dei limiti prudenziali agli investimenti quando hanno finalità pensionistiche a cui i gestori devono obbligatoriamente attenersi.

7. Fondo pensione: riscatto e anticipazione
Il fondo pensione è uno strumento flessibile nell’utilizzo delle risorse accumulate. Infatti, queste ultime, fermo restando l’obiettivo primario di tutelare il tenore di vita al momento del pensionamento, possono essere anche utilizzate per far fronte ad altre importanti esigenze:
l’anticipazione del fondo pensione: si può richiedere anticipatamente una parte di quanto accumulato, fino al 75% per spese sanitarie o acquisto/ristrutturazione della prima casa e fino al 30% per qualsiasi altra esigenza;
il riscatto del fondo pensione: si può richiedere il 50% o il 100% di quanto accumulato in caso di perdita del lavoro o sopraggiunta invalidità permanente.
Infine, nell’ottica di una tutela previdenziale più ampia, sono previste due ulteriori misure a favore degli eredi o altri beneficiari degli aderenti: il riscatto in caso di morte prima del pensionamento e la possibilità di rendere reversibile la pensione integrativa.

8. Prepensionamento: è possibile la pensione anticipata?
Con l’ultima legge di bilancio, l’utilità della previdenza integrativa si è fatta ancora più ampia: quanto accumulato presso il fondo pensione può essere percepito prima del pensionamento previsto nel proprio regime pubblico sotto forma di Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).
Se l’inoccupazione sopraggiunge in un’età prossima al pensionamento (nei cinque anni antecedenti) o addirittura dieci anni prima se si è inoccupati da più di due, la RITA funge da reddito ponte tra la cessazione dell’attività lavorativa ed il momento in cui si accede alla pensione pubblica, consentendo di avere, di fatto, una pensione anticipata.

9. Libertà di scelta nella costruzione della propria pensione integrativa
Aderendo ad una forma di previdenza complementare, l’iscritto costruisce attivamente e liberamente la propria pensione integrativa, viste le flessibilità del sistema:
libertà di scelta del fondo pensione a cui aderire, anche se il lavoratore ne ha uno di categoria di riferimento;
libertà di cambiare fondo pensione se le esigenze mutano nel tempo, trasferendo la posizione accumulata in quello prescelto senza limiti e conservando tutti i vantaggi fiscali;
libertà di scelta del comparto gestionale in cui far confluire ed investire le risorse versate;
flessibilità contributiva, quanto ad ammontare dei versamenti, modalità, variabilità e sospensione degli stessi;
per i lavoratori dipendenti, facoltà di conferire o meno il proprio TFR maturando anziché lasciarlo in azienda;
libertà nella scelta della prestazione finale: rendita, capitale o mista.

10. Un consulente online per la tua previdenza
Propensione.it offre un servizio di consulenza completo, che aiuta ad orientarsi nel mondo della previdenza integrativa. È importante, infatti, informarsi e compiere le scelte in maniera consapevole: grazie alla sezione Guida Pensione è possibile trovare tutte le risposte alle proprie domande.
PEPP: la previdenza integrativa con passaporto europeo
Propensione sta informando i suoi utenti anche sui PEPP, acronimo inglese di Pan European Pension Product con i quali il panorama della previdenza integrativa europeo si arricchirà di un nuovo prodotto.
Si tratta di prodotti pensionistici europei a sottoscrizione individuale che si affiancheranno ai già esistenti prodotti dei regimi nazionali. I PEPP potranno essere sottoscritti da tutti: lavoratori dipendenti, autonomi, studenti e avranno le stesse caratteristiche all’interno di tutta l’Unione Europea. La loro creazione risponde soprattutto alle esigenze dei cosiddetti smart workers, lavoratori alla costante ricerca della flessibilità e di un prodotto disegnato per un mercato del lavoro caratterizzato da una crescente mobilità.

Perché un mercato europeo previdenziale?

L’Unione Europea ha l’obiettivo di ridurre la frammentazione del mercato dei capitali che impedisce ai fornitori di massimizzare la diversificazione del rischio, di stimolare l’innovazione e le economie di scala e quindi di proporre prodotti pensionistici a costi bassi.
In questo contesto si inserisce il PEEP, un prodotto pensionistico europeo che può creare un quadro paneuropeo per le pensioni.
La proposta non vuole sostituire nè armonizzare gli schemi attualmente presenti a livello nazionale, piuttosto vuole creare un parallelo sistema europeo per il risparmio volontario che, attraverso la creazione di un marchio di qualità, possa aumentare la fiducia dei consumatori europei per i prodotti pensionistici individuali.
L’idea è di realizzare un mercato più sicuro e più efficiente in termini di costi, che dovranno essere accessibili e trasparenti.

Le caratteristiche dei PEPP

Oltre ai minori costi derivanti dall’efficienza di un mercato meno frammentato, i consumatori beneficeranno della portabilità dei PEPP tra Stati membri. I PEPP saranno trasferibili all’interno del territorio europeo grazie a un “passaporto” che ne agevolerà la distribuzione transfrontaliera.
Inoltre, ai PEPP saranno associati vantaggi fiscali. Al momento non è ancora chiaro che strada verrà percorsa ma, insieme al Regolamento, la Commissione ha emanato anche una Raccomandazione invitando tutti gli Stati membri a attribuire ai PEPP lo stesso regime fiscale applicato ai piani individuali pensionistici nazionali.

Il mercato della previdenza integrativa europea: numeri e impatto

Dallo studio di E&Y su un quadro europeo delle pensioni individuali, effettuato nel 2017 su richiesta della Commissione Europea, emerge che il valore del mercato delle pensioni integrative in Europa, che nel 2017 equivaleva a 700 miliardi di euro, nel 2030 si stima aumenti a 1.400 miliardi senza l’introduzione dei PEPP e a 2.100 miliardi con l’introduzione dei PEPP.

Su un totale di 243 milioni di cittadini europei che hanno un’età compresa tra i 25 e i 59 anni, nel 2017 il 27% ha già aderito alla previdenza integrativa.

Pepp: la pensione del futuro per i lavoratori del futuro?

Come spiega il team di Propensione.it sul suo sito, con i Pepp si vuole creare un “marchio di fabbrica” conosciuto nel mondo. Un prodotto all’avanguardia, adatto a una popolazione in costante movimento e ai lavoratori del futuro che sono proiettati verso la flessibilità nel mercato del lavoro. Per questo motivo i Pepp dovranno essere acquistabili online, in modo da essere facilmente accessibili a tutti.
Restano però le sfide, prima fra tutte quella rappresentata dal regime fiscale applicabile: gli Stati membri dovranno impegnarsi ad applicare in maniera comune le indicazioni date a livello europeo e armonizzare la disciplina anche con i prodotti nazionali.

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Linear e The Jackal insieme contro la distrazione alla guida

È guerra aperta contro l’uso dello smartphone al volante: per contrastare questa abitudine entrano in azione l’ironia dei The Jackal e l’app di Linear

Quali sono le abitudini più pericolose degli automobilisti? Fino a qualche anno fa il rischio maggiore era quello della guida in stato di ebbrezza, ma adesso il nemico numero uno è tecnologico e solo apparentemente innocuo: si tratta del nostro smartphone, un accessorio inseparabile che fatichiamo a mettere via anche quando siamo al volante.

La guida distratta dallo smartphone è così diffusa che non è per niente facile convincere gli automobilisti dei suoi rischi. È per questa ragione che Linear ha scelto una strategia non convenzionale e la sottile ironia dei The Jackal per colpire nel segno. L’obiettivo? Promuovere una guida più sicura, anche grazie ad un’applicazione per smartphone.

  • I rischi reali della guida con smartphone

Cosa accade quando si guida con lo smartphone e perché il pericolo è spesso sottovalutato

  • L’ironia The Jackal per contrastare le distrazioni da smartphone

La campagna di sensibilizzazione che vede protagonisti i The Jackal e lo smartphone

  • BestDriver: l’app che premia gli automobilisti virtuosi

Ecco l’app Linear che aiuta i conducenti a guidare in modo responsabile

I rischi reali della guida con smartphone

Chi mai guiderebbe bendato mentre si muove in città o in autostrada? Di certo nessuno che abbia a cuore la propria vita! Eppure basta che lo smartphone ci distragga per pochi secondi per ottenere un risultato molto simile. Una distrazione di 10 secondi ad una velocità di 100km/h equivale a percorrere a occhi chiusi una distanza simile a quella di 3 campi da calcio!

Durante 10 secondi di distrazione potrebbe accadere qualsiasi cosa, come un’improvvisa frenata della macchina che ci precede, un ostacolo inaspettato al centro della strada o semplicemente un restringimento della carreggiata che fino al giorno prima non c’era.

L’unico modo per proteggerci dagli imprevisti che possono capitare mentre guidiamo, è prestare sempre la massima attenzione a quello che accade in strada. Del resto, se dobbiamo proprio usare il cellulare, esistono dei dispositivi che permettono di farlo in tutta sicurezza, come il vivavoce o l’auricolare.

Il problema delle frequenti distrazioni da smartphone è legato soprattutto al rischio percepito dagli automobilisti. Nonostante il pericolo sia così alto, è troppo spesso sottovalutato dai conducenti, convinti che gli incidenti dovuti al cellulare capitino sempre agli altri.

La bassa percezione del rischio non potrebbe essere più distante dalla realtà, infatti guidare con lo smartphone può causare incidenti simili a quelli della guida in stato di ebbrezza.

Visto che questo nemico della sicurezza è così subdolo, Linear ha pensato ad una campagna di sensibilizzazione non convenzionale e per l’occasione ha chiamato in causa degli alleati d’eccezione, i The Jackal.

L’ironia The Jackal per contrastare le distrazioni da smartphone

Le campagne che promuovono una guida più sicura hanno spesso dei toni drammatici e mettono l’accento sulle conseguenze della guida distratta dallo smartphone. Dopotutto non è raro che questi incidenti provochino dei danni spesso irreparabili come gravi lesioni, disabilità e perfino la morte di chi si trova nell’abitacolo o dei pedoni.

Linear ha voluto stravolgere gli schemi pensando a una comunicazione non convenzionale, così – insieme all’agenzia di comunicazione Isobar – ha pensato ad una campagna di sensibilizzazione in grado di coinvolgere davvero gli automobilisti.

The Jackal e la loro ironia si sono rivelati dei partner perfetti per raggiungere questo scopo. La Content Factory napoletana è nota per i suoi esilaranti sketch che prendono spunto dai comportamenti della gente comune: questa volta il protagonista è proprio lo smartphone.

Si è trattato di una sfida non facile che i The Jackal hanno accolto con grande entusiasmo. Come trattare una tematica così delicata con un tono leggero e ironico? Il video racconta le 23 cose più stupide che facciamo con lo smartphone e questa escalation si conclude proprio con l’uso del cellulare alla guida, con tanto di incidente.

Il risultato è inaspettato e lascia senza parole, spingendo chi guarda il video ad un’inevitabile riflessione. È probabile che ognuno di noi si riveda in qualcuno dei comportamenti che sono raccontati con ironia, ma quello che più di tutti può avere delle conseguenze disastrose è proprio la distrazione da smartphone al volante, che causa ogni anno più di 35.000 incidenti solo in Italia.

Non è la prima volta che i The Jackal affrontano delle tematiche così importanti, ma questa volta si sono sentiti particolarmente coinvolti. Spesso i loro video vengono guardati proprio da cellulare e quindi hanno sentito il dovere di sensibilizzare il loro pubblico ad un uso più responsabile del dispositivo.

BestDriver: l’app che premia gli automobilisti virtuosi

L’impegno di Linear per contrastare le distrazioni al volante legate allo smartphone va avanti da anni ed è culminata con la realizzazione di una rivoluzionaria app. L’applicazione Linear BestDriver, realizzata in collaborazione con Leithà (il competence center del Gruppo Unipol per i Big Data e l’Artificial Intelligence), è in grado di riconoscere gli spostamenti in auto e rilevare tutte le possibili distrazioni da smartphone, come il tap sullo schermo o le chiamate senza vivavoce o auricolare.

L’app registra anche lo stile di guida del guidatore, ma non si limita a monitorare il comportamento alla guida. Infatti gli automobilisti che guidano in modo prudente e senza distrazioni, vengono premiati con buoni regalo Amazon.it non appena si raggiungono alcuni traguardi.

Guidare in modo responsabile per 4 settimane o per 5 ore senza nessuna distrazione, può quindi far vincere dei premi reali, invogliando il conducente ad adottare uno stile di guida più corretto. Sono previsti premi anche per chi lascia un feedback, in modo da favorire l’uso dell’app e quindi anche la filosofia della sicurezza al volante come valore della comunità.

La lotta alle distrazioni alla guida si combatte quindi su più fronti. Da un lato abbiamo il video dei The Jackal che spinge i conducenti a riflettere sulla portata di un comportamento tanto diffuso quanto pericoloso, dall’altro lato la tecnologia dell’app Linear BestDriver aiuta gli automobilisti a monitorare le proprie abitudini al volante e non lasciarsi distrarre.

Ognuna di queste iniziative può avere un impatto significativo sul comportamento dei guidatori e salvaguardare la vita non solo di chi guida, ma anche dei passeggeri e degli altri utenti della strada. Forse ci vorrà del tempo prima che il messaggio venga recepito dalla maggioranza degli automobilisti, ma si sta già facendo strada una maggiore sensibilità verso i rischi della guida distratta dallo smartphone.

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Elezioni europee 2019: come votare in Italia

elezioni europee 2019

Per le Elezioni Europee 2019 sono chiamati alle urne 51 milioni di cittadini dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea per rinnovare la composizione dell’Europarlamento.

Elezioni Europee 2019, come si vota in Italia

Le elezioni europee si terranno in Italia domenica 26 maggio dalle ore 7:00 alle 23:00. Può votare chiunque abbia compiuto 18 anni, sarà necessario presentarsi presso gli uffici elettorali di sezione ed esibire un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale.

Per le elezioni europee non si applica il sistema del voto per corrispondenza, se sei stabilmente residente in un Paese dell’Unione europea, puoi recarti presso le apposite sezioni elettorali istituite dalla rete diplomatico-consolare.

Dove si può votare?

Devi recarti presso il seggio elettorale in cui sei iscritto. Se non sai qual è, devi rivolgerti al tuo Comune di residenza.

Militari, forze di polizia, vigili del fuoco e naviganti possono votare nel comune in cui si trovano per causa di servizio.

Condizioni particolari di voto sono previste per chi i trova in ospedale, elettori affetti da infermità tali da renderne impossibile l’allontanamento dall’abitazione, detenuti, elettori non deambulanti in sezioni diverse dalla propria se questa non è accessibile.

Quanti membri del Parlamento europeo sono eletti in Italia?

L’Italia eleggerà 73 Membri del Parlamento europeo, più 3 che potranno essere assegnati al nostro Paese quando il Regno Unito uscirà dall’Unione europea.

Scheda elettorale

Recandoti al seggio elettorale, riceverai una scheda di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale in cui sei iscritto:

  • Grigia per l’Italia Nord-Occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia);
  • Marrone per l’Italia Nord-Orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna);
  • Fucsia per l’Italia Centrale(Toscana, Umbria, Marche, Lazio);
  • Arancione per l’Italia Meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria);
  • Rosa per l’Italia Insulare in Sicilia e Sardegna.

Il Viminale ha pubblicato l’elenco delle liste e dei candidati, puoi selezionarli per circoscrizione, partito, movimento o gruppo politico.

Come si vota

Potrai esprimere la tua preferenza tracciando una X sul simbolo del partito (o della coalizione). Accanto al simbolo ci sono 3 spazi bianchi dove poter indicare al massimo tre nomi di candidati deputati Ue.

Non è obbligatorio scrivere dei nomi, ma se lo fai attenzione a queste due regole:

  1. Non è ammesso il voto disgiunto
    cioè non puoi votare un partito e indicare il nome di un candidato di un’altra coalizione/partito.
  2. Alternanza di genere
    non puoi votare né tutte donne né tutti uomini, se lo fai il terzo nome non viene considerato.

Risultati delle elezioni europee 2019

Lunedì 27 maggio si conosceranno i risultati del voto in tutta l’Unione. Martedì 28 si terrà una riunione informale del Consiglio Europeo per valutare l’esito delle elezioni e iniziare a discutere dei candidati alle più alte cariche istituzionali. Entro mercoledì 29 si conosceranno gli eurodeputati italiani. Il 2 luglio, invece, si terrà la prima sessione del nuovo Parlamento, con il compito primario di eleggere il nuovo presidente della Commissione.

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Come scegliere il migliore motore a benzina

Come scegliere il miglior motore a benzina?  Sarebbe migliore una analisi dettagliata di tutte le tecniche costruttive oppure dobbiamo semplicemente preoccuparci di poche informazioni sintetiche? Questi sono temi che probabilmente dipendono molto da chi di voi sta seguendo l’acquisto di un nuovo automezzo. Probabilmente qualche giovane ragazzo di voi potrebbe appassionarsi alle meraviglie quasi magiche con cui sono ingegnerizzati i motori moderni, una delle espressioni più ingegnose dell’operato umano. Magari, invece, le gentili donzelle preferirebbero mediamente affrontare il tema della motorizzazione della loro nuova auto sulla base di un’analisi meno tecnica e più semplice e concreta.

Quando si sceglie la propria nuova automobile è normale dedicare un po’ di tempo a comprendere le caratteristiche della sua motorizzazione. Selezionare la migliore auto che incontri le nostre necessità dipende da molti fattori e spesso le caratteristiche principali che ci fanno propendere per uno o per l’altro veicolo non sono nemmeno legate così strettamente al suo motore. Peraltro che si tratti di un’auto a benzina o di una diesel non c’è proprio possibilità di sbagliarci, noi compreremo sempre l’auto per il suo motore, perché alla fine ogni veicolo sarà al servizio della nostra mobilità.

Per questo motivo, anche se a volte non è in cima ai nostri pensieri, dovremmo sempre avere un occhio di riguardo per capire quale sia il migliore motore in circolazione. Anzi, potremmo spingerci oltre e dire che anche se è vero che la migliore auto non è quella che ha la migliore motorizzazione, possiamo anche affermare che quasi sempre, se saremo costretti a cambiare forzatamente la nostra auto, sarà sicuramente stata colpa del suo motore.

Proviamo dunque ad introdurre una nostra visione dei parametri su cui valutare il migliore motore a benzina da selezionare.

Identificare quale sia il migliore motore a benzina in circolazione non è affatto semplice. Più in generale, indipendentemente dal fatto che il nostro veicolo sia a benzina o diesel o un propulsore bifuel, dovremo sempre tenere a mente che veicoli di fascia differente avranno sistemi di propulsione assai differenti tra loro.

Ad esempio, anche se il principio di funzionamento nel suo complesso sarà sostanzialmente identico tra un’auto a benzina di bassa cilindrata e una di grossa cilindrata, le caratteristiche costruttive e anche i vincoli sul funzionamento risulteranno comunque molto differenti e questo, in una certa misura, impatterà la progettazione dell’engine (per dirla all’inglese). I veicoli di bassa cilindrata spesso richiedono una grande attenzione ai consumi, gli utenti delle ammiraglie delle case automobilistiche blasonate saranno invece attenti alla prontezza e prestanza del loro mezzo e considereranno lo spreco di carburante un male minore.

Sarebbe quindi necessario a nostro avviso stilare molte differenti graduatorie e valutazioni in funzione della tipologia di automezzo e della fascia di utenza.

Caratteristiche tecniche motore a benzina

Ma allora come possiamo muoverci per scegliere il migliore motore a benzina? Noi proponiamo di sfruttare il più possibile gli elementi caratteristici che le case produttrici ci forniscono. Tutte quante, chi più esplicitamente, chi meno danno ampia visibilità delle caratteristiche tecniche dei loro motori. Poi ogni motore, che spesso è condiviso tra più modelli della stessa casa, e non raramente si può ritrovare sui modelli di più marchi, quando viene inserito in un veicolo modifica alcune sue caratteristiche in conseguenza del peso, dell’aerodinamica e di altre caratteristiche fisiche dell’auto in cui è inserito. Quelli che seguono sono i parametri chiave su cui dobbiamo concentrarci nelle nostre valutazioni, infatti un motore a benzina si differenzia dall’altro per:

  • cilindrata, indicata spesso in centimetri cubici (o litri) delle sue camere di scoppio dove viene sprigionata la potenza del motore;
  • numero di cilindri, il numero di cilindri determina le modalità di sincronizzazione degli “scoppi” che forniscono il movimento all’automezzo;
  • potenza (indicata in cavalli (cv) o in kw), rende atto della massima energia di movimento il motore è in grado di generare nell’unità di tempo;
  • coppia: rende atto di come il motore “risponda” quando lavora ai bassi regimi; ad esempio, i motori turbo hanno una coppia migliore;
  • consumi di carburante: ossia, ad esempio, quanto carburante viene “bruciato” per percorrere cento chilometri. Si tratta di una misura, come altre tra i parametri che qui citiamo, che cambia a seconda del tipo di guida che stiamo conducendo (in città, ciclo extraurbano, sportiva, ecc. In genere si usa come misura indicativa semplificata i consumi di carburante nel ciclo misto;
  • emissioni di CO2:  rendono conto di quanto “inquinante” è un automezzo;
  • accelerazione: è legata indirettamente alla potenza del veicolo e alla progressione della sua coppia, e descrive sinteticamente quanto pronto è lo scatto della nostra auto. Si misura quasi sempre con il tempo con cui il veicolo da fermo su un rettilineo riesce a raggiungere la velocità di 100km/h;
  • durata: è uno dei parametri che consideriamo più importanti. I costruttori sono dei furbacchioni perché forniscono tutti gli altri dati, ma su questo tacciono sistematicamente. Magari associano ai loro autoveicoli un congruo periodo di garanzia, e questo è sufficiente per tranquillizzarci, ma la storia del mercato automobilistico è piena di aneddoti su motorizzazioni riuscite male, di manutenzioni costose per tenere in efficienza il proprio veicolo, di consumi degradati, e tante altre situazioni simili che hanno spinto automobilisti a cambiare anzitempo il loro mezzo. Per valutare la durata spesso raccogliere informazioni in rete, pur con le difficoltà del caso, può essere una strada  per evitare brutte sorprese.

Valutare un “engine” solo sulla base di questi parametri è sicuramente allo stesso tempo una grande semplificazione e una sicura limitazione, perché la migliore motorizzazione dipende dalla qualità della sua progettazione e della sua fabbricazione. Vediamo comunque nel seguito le dotazioni di alcuni dei migliori modelli a benzina della fascia dei segmenti A e B e verifichiamo le loro caratteristiche.

Caratteristiche dei motori a benzina nel 2019

Per esemplificare su come si potrebbe procedere nell’analisi delle prestazioni dei migliori motori a benzina valutiamo nel seguito alcuni casi pratici, tratti dalla documentazione che le case produttrici indicano per i loro modelli in vendita nel 2019.

Motore Auto Cilind.
(cc)
Pot.
(cv)
Accel.
0-100
Cons.
(l/100km)
Emis.
(gr/km co2)
500 – Motore Benzina 0.9 TwinAir Turbo 105cv Fiat 500 900 105 10 4,2 99
500 – Motore Benzina 1.2 69cv Start&Stop Fiat 500 1200 69 12,9 5,2 120
1.0 TSI BlueMotion Technology Volkswagen
Up!
1000 90 5,1 116
PureTech82 S&S Manuale a 5 Rapporti S&S Peugeot 208 1200 83 12,2 4,7 109
1.0 T-GDi 100 cv Hyundai i-20 1000 100 10,8 5,5 109

Selezionando le auto di interesse nelle proprie valutazioni si potrà facilmente creare uno specchietto come quello qui sopra in cui risulta semplice poi confrontare tra loro le prestazioni di differenti motorizzazioni ed eventualmente orientare le nostre scelte verso quella che ha la migliore emissione o quella più potente o quella con la migliore accelerazione.

I migliori motori a benzina del 2019

Nel caso considerato, in cui abbiamo cercato di identificare alcune delle proposizioni recenti del 2019 di alcune case automobilistiche nella fascia A e B, ad esempio troviamo.

Per la Fiat 500 con  il Motore Benzina 0.9 TwinAir Turbo 105cv , un motore benzina di ultima generazione con soli tre cilindri per ridurre i consumi garantendo comunque molta potenza come conseguenza del turbo compressore, valori dichiarati di 4,2 litri per 100km e 99 gr/km rispettivamente per consumi ed emissioni. Questo veicolo possiamo dire che è molto indicato sia per chi vuole avere dimensioni contenute per muoversi facilmente in città che per viaggiare con un motore scattante e con poche vibrazioni anche in autostrada.

La Volkswagen Up! con il motore TSI BlueMotion Technology  1000 di cilindrata abbiamo grossi benefici sia a livello di consumo che di emissioni.  Non solo, secondo Casa Madre, avendo il turbo a geometria variabile migliora anche la risposta del motore. Appena si rilascia l’acceleratore, grazie alla funzione veleggiamento, si spegne il motore e l’inerzia continua il movimento portando a risparmiare sulla benzina.

La Peugeot 208 invece beneficia dei motori a benzina di ultima generazione PureTech82 S&S Manuale a 5 Rapporti S&S (vincitori di alcuni riconoscimenti negli ultimi anni), motorizzazioni che offrono ottime prestazioni e consumi. Queste motorizzazioni usano tecnologia condivisa anche con altre case automobilistiche come la Citroen.

Dello stesso segmento delle Peugeot anche la Hyundai i-20 con la sua motorizzazione 1.0 T-GDi 100 cv  presenta ottima potenza con bassa cilindrata, ottime emissioni, con consumi sopra la soglia psicologica dei 5 litri per 100km.

 

 

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La migliore offerta gas del 2019

migliore offerta gas 2019

Per scegliere la migliore offerta gas è necessario prendere  dimestichezza con la lettura della bolletta così da avere ben chiaro alcuni fondamentali aspetti che possono far variare, anche di molto, l’importo da pagare

  • Controlla il costo del SMC (standard metri cubi). Lo trovi indicato sotto la voce “materia prima”.
  • Gli oneri per il trasporto, quelli di sistema e la gestione del contatore.
  • Quote variabili e straordinarie come i Bonus Energia a favore di chi rientra sotto una fascia di reddito minima.

Ovviamente tutto dipende dalle tue abitudini di consumo in base alle quali potrai scegliere la migliore offerta gas per te.

Iberdrola: Eco Click Extra Gas

Iberdrola, storico fornitore spagnolo presente nel territorio italiano dal 2006 nelle vesti di grossista, batte la concorrenza con l’offerta Eco Click Extra Gas a un prezzo/Smc di solo 0,25€. Questo fa decisamente precipitare il costo della bolletta rispetto alla concorrenza.

Diventa ancora più invitante grazie ad uno sconto pari al 50 per cento della componente gas per i primi due mesi di contratto. È una tra le proposte più appetibili per coloro che intendono cambiare fornitore di gas o passare al mercato libero abbandonando il mercato tutelato (o Servizio di Maggior Tutela).

Privilegi dell’offerta:

  •  soli 18,57€ di spesa mensile;
  •  il prezzo è fisso e non prevede spese di attivazione;
  •  tariffa bloccata per 12 mesi;
  •  con l’attivazione dell’offerta è prevista la bolletta digitale e il suo pagamento con domiciliazione bancaria.

Per diventare cliente puoi richiedere un subentro nel caso tu sia titolare di un contatore al momento chiuso, oppure un semplice cambio di fornitura se hai un’utenza già attiva e vuoi cambiare il tuo gestore per risparmiare.

La compagnia distribuisce anche un prodotto EcoClick Extra Luce con un pacchetto inscindibile gas e luce, in cui il 100% dell’energia elettrica fornita è compensata con fonti rinnovabili, con impianti, eolici, fotovoltaici, solari, idroelettrici, geotermici, biomasse o biogas. La produzione di energia verde viene certificata dalle Garanzie di Origine, emessi dal GSE, ovvero il Gestore dei Servizi Energetici.

Se scegli Iberdrola per un’utenza domestica, avrai diritto ad sconto del 20% sul prezzo dell’energia in promozione speciale.

Next Energy Gas di Sorgenia

Ecco la migliore offerta gas pensata per uso domestico e ufficio. Con Next Energy Gas paghi solo ciò che consumi, arrivando a risparmiare fino ad oltre 260€ l’anno sulla bolletta.

Conosci l’offerta:

  • costo/Smc 0,2520€ per soli 18,37€ di spesa mensile;
  • tariffa fissa garantita per 12 mesi;
  • pagamento con addebito bancario;
  • 30€ di sconto se porti un amico;
  • conversione delle spese tramite sistema Cashback;
  • Fully Digital Care per il controllo delle tue bollette.

Vediamo meglio insieme il dettaglio dell’offerta. Oltre al prezzo competitivo a metro cubo e alla scontistica dedicata a coloro che invitano nuovi amici o parenti a sottoscrivere il contratto di fornitura, è previsto anche un sistema di raccolta punti Payback. Aderendo al programma, li potrai convertire in premi o sconti sui tuoi acquisti.

Il sistema Fully Digital Care ti consente di avere accesso immediato all’Area Clienti e all’App MySorgenia per gestire i tuoi consumi, inviarci l’autolettura del contatore e consultare la tua fattura online.
Per i meno digitalizzati o per risoluzioni di problematiche specifiche, un numero verde sempre a tua disposizione ti permetterà di parlare direttamente con un’operatore.

In più, come nuovo cliente, ti regalano 3 mesi di abbonamento gratuito al Corriere delle Sera.

Eni Gas e Luce

Eni, colosso nella distribuzione dell’energia, irrompe sul mercato con la migliore proposta del 2019: Eni Link Basic Gas.
Ecco l’offerta nel suo dettaglio:

  • prezzo/Smc 0,25€ per soltanto 18,77€ mensili;
  • tariffa fissa per 12 mesi;
  • sistema di fatturazione digitale;
  • addebito sul tuo conto corrente;
  • a tutti i nuovi clienti, in regalo Amazon Echo Input, l’assistente vocale Smart Home;
  • Sky gratis per 6 mesi.

Agli evidenti vantaggi di un costo a metro cubo decisamente competitivo, Eni aggiunge alla sua offerta un migliore metodo di gestione dei consumi. Ti permette di controllare la fornitura comodamente online attraverso l’addebito diretto e bollette digitali. Grazie alla tua preziosa collaborazione nel rispettare l’ambiente, ti assicura uno sconto del 10% sui corrispettivi gas e/o luce per un anno, non prorogabile.

Inoltre, accedendo all’area My Eni, saprai come migliorare i consumi della tua casa. Tenendo il Tuo Diario Energetico, analizzerai quanto gas e riscaldamento influiscano sulle spese mensili e scoprirai la tua strategia di risparmio. Potrai sempre gestire la tua fornitura via web tramite pc, smartphone o tablet.

Sottoscrivendo l’offerta, avrai in omaggio un semestre gratuito di Sky. Coloro che sono già abbonati alla nota pay tv, hanno la possibilità di aggiungere un pacchetto a scelta tra Cinema, Sport o Calcio, scontato del 50% per 24 mensilità.

L’offerta è valida solo online. Accedi alla sezione apposita per sottoscrivere il tuo abbonamento.

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Tassa rifiuti 2019: quando pagare la TARI, esenzioni e riduzioni

 

Chi non paga la tassa rifiuti 2019? Chi ha diritto ad uno sconto? Ecco come non pagare la TARI o ottenerne una riduzione.

Tassa rifiuti: cos’è e chi deve pagarla

La Tassa rifiuti o TARI è una tassa comunale destinata a finanziare lo smaltimento dei rifiuti. La tassa riguarda chi possiede o detiene a qualsiasi titolo (ad esempio in affitto) immobili o aree scoperte che possono produrre rifiuti.
Nel caso in cui la detenzione riguarda un periodo breve, inferiore ai 6 mesi, la TARI riguarderà esclusivamente che possiede l’area tassabile a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.

Esenzione tassa rifiuti

Ci sono due tipologie di aree escluse dalla tassa rifiuti:

  • aree scoperte pertinenziali a quelle tassabili (si pensi ad un cortile condominiale);
  • aree comuni dei condomini (ad esempio scalinate o androni);
  • aree che non producono autonomamente rifiuti (come balconi, cantine o terrazze);
  • locali che, per situazioni particolari e comprovate, non producono rifiuti;
  • immobili disabitati, ma nel rispetto di determinate condizioni (come utenze disattivate e assenza di arredi e suppellettili).

Tutto ciò in via generale, ma occorre ricordare che trattandosi di una tassa comunale, i Comuni hanno una certa autonomia regolamentare e quindi possono stabilire ulteriori esenzioni. Quindi il nostro primo consiglio è quello di cercare il regolamento del tuo Comune per essere certo dei tuoi diritti/doveri in materia.

Calcolo e scadenza TARI 2019

La TARI si calcola in base alla superficie calpestabile degli immobili. I Comuni prendono in considerazione, ai fini dei calcoli, l’80% della superficie catastale per gli immobili iscritti nel catasto edilizio urbano. Per tutte gli altri immobili non iscritti a suddetto registro, si fa riferimento alla superficie calpestabile.

Purtroppo a differenza di altre tasse comunali, come IMU e TASI, le scadenze non sono uniche a livello nazionale ma variano di comune in comune. Si può pagare in un’unica soluzione oppure viene suddivisa in un minimo di due e un massimo di 4 rate, anch’esse con scadenze definite dal Comune in cui è sito l’immobile. Tipicamente le scadenze sono le seguenti:

  • prima rata il 31 marzo;
  • seconda rata il 30 giugno;
  • terza rata il 31 luglio;
  • quarta rata il 30 settembre.

Sarà comunque direttamente l’ente di riferimento a comunicarti importi e scadenze, inviandoti l’avviso di pagamento direttamente a casa.

[clickToTweet tweet=”Tassa rifiuti 2019: come non pagare o pagare meno https://www.6sicuro.it/casa/tassa-rifiuti-2019 di @MichelaCalculli” quote=”Tassa rifiuti 2019: come non pagare o pagare meno “]

Riduzione Tassa rifiuti 2019

Come detto, ogni Comune ha un regolamento proprio e possono definire autonomamente alcuni sconti e riduzioni sulla tassa. Ecco alcuni esempi:

  • riduzione fino al 10% per chi ricicla l’organico utilizzando i contenitori per il compostaggio;
  • sconto fino all’80% nel caso in cui, per determinati periodi, non vi sia il regolare servizio di smaltimento dei rifiuti (assenza del servizio, violazione del regolamento, interruzione del servizio per motivi sindacali ecc.);
  • riduzione fino al 60% nel caso in cui i cassonetti siano posizionati distanti dall’abitazione del soggetto che deve conferire i rifiuti;
  • sconti per abitazioni occupate da una sola persona, da soggetti che trascorrono all’estero più di sei mesi l’anno, da nuclei familiari in condizioni di disagio economico;
  • riduzioni per immobili utilizzati saltuariamente (come le case vacanza), fabbricati rurali, immobili detenuti da enti del Terzo settore, locali di culto, locali commerciali danneggiati dalla presenza di cantieri;
  • sconti per soggetti che smaltiscono in proprio parte dei rifiuti prodotti.

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Pagine bianche

 

pagine bianche

Pagine bianche: come inserire il numero

Vuoi scoprire come inserire il tuo numero di telefono su Pagine Bianche?

Il più grande archivio telefonico nazionale raccoglie i dati di milioni di abbonati. Per far parte di questa vasta lista non devi far altro che sottoscrivere un contratto con qualsiasi operatore del Paese e fornire il tuo consenso alla pubblicazione.

Sei tu a scegliere come comparire, attraverso il rilascio dei vari consensi sul modulo della privacy della tua compagnia telefonica.

Puoi decidere di inserire solo nominativo e telefono fisso oppure aggiungere indirizzo e recapito cellulare.

Pagine bianche, quindi, ti permette di essere rintracciabile solo e soltanto se presti il consenso una volta attivato un contratto telefonico. Inoltre, sei tu a decidere con quali dati comparire sul grande database dei numeri telefonici.

Come cancellarsi da Pagine Bianche

Cancellarsi da Pagine Bianche è semplice. Vediamo insieme come procedere.

Potresti avere bisogno di maggior riservatezza e scegliere per questo di disdire il tuo abbonamento all’elenco telefonico nazionale.

Per cancellarsi dalla rubrica degli abbonati bisogna rivolgersi alla propria compagnia telefonica, che, per legge e in accordo col consenso alla privacy sottoscritto dall’utente, è l’ente incaricato della gestione dei dati.

Ogni azienda di telefonia rispetta una propria procedura, che può richiedere la compilazione e l’invio di modulistica oppure semplicemente una registrazione vocale nella quale si attesti la richiesta.

Pagine Bianche online provvederà immediatamente all’eliminazione dal database in rete, mentre permarranno le informazioni sul cartaceo già stampato e distribuito fino alla nuova diffusione.

Cancellarsi è quindi un’operazione facile e veloce, realizzabile in tempi piuttosto brevi. Una volta giunta comunicazione da parte dell’operatore, l’aggiornamento avviene in modo molto rapido, garantendo sempre la tutela dei desideri del cliente.

Attenzione! Non c’è bisogno di disdire il proprio recapito telefonico fisso se non vogliamo essere disturbati dalle chiamate commerciali o pubblicità. Per questo ti basterà chiedere l’inserimento del tuo numero nel Registro delle Opposizioni.

Come trovare un numero di telefono

Non riesci più a trovare il numero di telefono che avevi diligentemente registrato nella rubrica del cellulare o il post-it col recapito del tuo commercialista è volato via? Non preoccuparti, perché oggi recuperare un contatto telefonico è un’operazione estremamente semplice e veloce. Se sei un tradizionalista, ancora legato all’utilizzo del cartaceo, non devi fare altro che sfogliare l’elenco del telefono, che Pagine Bianche mette a tua disposizione o chiamare direttamente la compagnia al 1240. Se, invece vuoi trovare i recapiti in modo più mirato, vai direttamente su www.paginebianche.it e cerca ciò che ti occorre.

Vediamo insieme i servizi offerti:

  • cercare un numero di telefono fisso o mobile, inserendo nome e cognome e città dell’intestatario;
  • scoprire chi ti ha chiamato, digitando il numero da cui sei stato contattato;
  • trovare prefissi internazionali;
  • sapere da dove ti è giunta una chiamata estera, attraverso l’inserimento del prefisso.

La ricerca digitale è rapida e di facile uso anche per i meno pratici di internet. Il sito si apre direttamente sulla pagina di “trova persone e professionisti” e, dopo aver inserito i dati in tuo possesso, troverai ciò che cerchi.

Pagine Bianche è disponibile anche come app per smartphone e tablet.

Cosa succede se cambio operatore?

Capiamo insieme cosa succede al cambio di operatore telefonico.

Sollecitati da numerose offerte e promozioni, siamo spesso tentati di sperimentare nuove compagnie di telefonia. Le pratiche di migrazione sono agili e richiedono sempre meno burocrazia.

Cambiare operatore significa soltanto fare attenzione alla documentazione fornita, perché al numero ci pensa il nuovo gestore. Quest’ultimo include anche l’elenco telefonico nazionale tra gli enti destinatari del contratto contenente tutte le clausole relative alla privacy e alla trasmissione dei dati.

Firmando, quindi, il gestore andrà a trasmettere nuovamente il nostro recapito, che sarà invariato a differenza dell’operatore telefonico.

Italiaonline S.p.A, l’azienda che distribuisce Pagine Bianche nel Paese, riceve perciò dai gestori telefonici nazionali tutti i recapiti di coloro che vogliano rendersi reperibili tramite pubblica consultazione e li diffonde attraverso la pubblicazione delle Pagine Bianche.

Come contattare Pagine Bianche

Come puoi contattare Pagine Bianche? Al 1240 rispondono operatori disponibili giorno e notte per fornirti numeri telefonici e informazioni di vario genere, tipo:

  • elenco abbonati;
  • visure catastali;
  • certificati;
  • disponibilità e orari di treni, aerei, traghetti e bus.

Il costo della chiamata è di 0,37€ alla risposta più 0,024€ al secondo dai fissi, con tariffa trasparente che si differenzia da un operatore mobile all’altro.

Per chiamate diurne, ti suggeriamo di contattare il Numero Verde di Pagine Bianche 800.00.12.56 dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì.

Breve riassunto per aiutarti, vedendo insieme tutto ciò che Pagine Bianche cartacee e online ci propongono.

Come cancellarsi da Pagine Bianche:

  • contatta il tuo operatore telefonico;
  • tramite sottoscrizione o registrazione vocale (a scelta del gestore) disdici l’abbonamento.

Come trovare un numero di telefono:

  • consulta la rubrica digitale sul sito www.paginebianche.it;
  • sfoglia l’elenco telefonico cartaceo;
  • chiama il 1240;
  • scarica l’app.

Cosa succede se cambio operatore:

  • firma al gestore l’autorizzazione alla nuova pubblicazione su Pagine Bianche;
  • attendi la trasmissione dei tuoi dati da parte dell’operatore a Italiaonline S.p.A.

Come contattare Pagine Bianche:

  • chiama il 1240 per consultare l’elenco telefonico o per informazioni e servizi (visure catastali, certificati, disponibilità e orari di treni, aerei, traghetti e bus, ecc…);

Numero Verde 800.00.12.56 dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì.

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Smart mobility, a MCE4x4 2019 anche BNP Paribas Cardif e Cargeas Assicurazioni

Parola d’ordine in città: smart mobility.
Inquinamento, congestione del traffico, incidenti, parcheggi hanno reso nelle aree urbane contemporanee urgente e prioritario lavorare a supporto di una viabilità e mobilità più sostenibili. Milano è in Italia tra le città più inquinate e congestionate dal traffico, ma è anche tra quelle che maggiormente stanno portando avanti politiche volte alla soluzione di questi problemi.
E dato che molte soluzioni hanno alla base nuove tecnologie e le invenzioni delle startup, l’iniziativa MCE4X4 nata per volontà di Assolombarda, di Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi e in collaborazione con Nuvolab, si propone di facilitare l’incontro tra il mondo industriale dei settori della mobilità, dell’energia, dei servizi urbani con quello delle startup portatrici di innovazioni significative in questi settori. 

Quest’anno l’iniziativa è partita alcuni mesi fa con il lancio di una call per la selezione di 16 startup, quelle che effettivamente avranno la possibilità di incontrare a Palazzo Mezzanotte diverse grandi aziende italiane e internazionali con cui poter avviare collaborazioni e opportunità di business.

Tra queste grandi aziende ci sono BNP Paribas Cardif e Cargeas Assicurazioni, che insieme a Arval Italia, società del Gruppo BNP Paribas leader nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità, hanno aderito a questa iniziativa in qualità di gold sponsor nell’ambito dell’ormai consolidato percorso di interazione con giovani startup per innovare il settore della smart mobility.

Per Andrea Veltri – Deputy CEO Digital Transformation di BNP Paribas Cardif – “Il cliente non cerca solo un mezzo di locomozione, ma direttamente soluzioni di mobilità, sempre più accessibili, sostenibili e sicure. Nostro compito è abilitare il processo di trasformazione e consentire ai clienti di muoversi in serenità, incentrando la protezione sulla persona e non solamente sul mezzo che utilizza”.

“Contaminazione è la parola chiave per sviluppare innovazione nel settore Insurance” sostiene Pietro Guglielmi, Chief Customer, Distribution and Partnership di Cargeas Assicurazioni. “Questo è un settore molto regolamentano e poco dinamico, in cui, più che in altri, c’è bisogno di nuove idee, talenti e rottura degli schemi tradizionali, per poter sviluppare nuovi modelli di servizi assicurativi e attivare meccanismi di crescita strutturale”.

Le startup che saranno presenti a MCE4x4

MCE4x4 è suddiviso in 4 sezioni:

– Super Interaction che vedrà la partecipazione di Link Innovation, che progetta e produce veicoli elettrici innovativi che si inseriscono nel mercato della last mile mobility; GiPStech che fornisce infrastruttura e servizi di localizzazione ad altissime performance dove il GPS non è sufficiente, per esempio in ambienti indoor di grandi dimensioni; Dilium Carscare che ha sviluppato un sistema integrato basato su intelligenza artificiale e big data che consente di avere sotto controllo il proprio veicolo in un’app; Wise Town, un ecosistema di applicazioni e strumenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini in un ambiente collaborativo;
– la sezione Super Cleantech vede partecipare Acc che ha sviluppato, progetta e costruisce i veicoli ZodiaCGo Volt che è la preferita dal sondaggio social e ha sviluppato una piattaforma di scooter sharing elettrico senza trascurare il design; anche Scuter propone un servizio di mobility as a service basato su scooter elettrico che si guida senza casco progettato apposta per l’uso condiviso; E-Gap è invece il primo servizio di ricarica mobile per veicoli elettrici, sviluppato per affrontare la ancora troppo ridotta diffusione di colonnine dedicate;
– la sezione Super Enterprise vede Aircnc, piattaforma B2B per la condivisione di ore macchina. Vi è poi Upooling che è la prima app per il carpooling con chiave digitale e un’intelligenza artificiale capace di ottimizzare i costi della mobilità aziendale; Brochesia sviluppa soluzioni software per smart glasses per migliorare l’efficienza delle aziende, riducendo tempi e costi attraverso la realtà aumentata; mentre Movesion propone Mobility City, sistema in grado di monitorare le abitudini di mobilità e la propensione al cambiamento degli utenti in modo preciso e in tempo reale;
– per la categoria Super Services sono state selezionate: Auting che ha messo a punto un servizio per la condivisione auto tra privati mettendo in contatto chi possiede un’auto poco utilizzata con chi ne ha bisogno per un breve periodo; Tiassisto24 (di cui abbiamo scritto qui) è la piattaforma in cloud di micro-servizi assicurativi, automobilistici e legali per gli automobilisti. Ci sono poi Veontime, una piattaforma per spedire documenti e pacchi usando le linee bus con guadagni in termini di tempo, soldi e protezione dell’ambiente. E poi Wher, l’app per la mobilità femminile che aiuta le donne a sentirsi più consapevoli, sicure e libere in città.

(Photo credits: MarkusMark)

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Auto connessa, perché il mercato è destinato a crescere ancora

Nel 2018, il mercato Internet of Things (IoT) in Italia è arrivato a toccare i 5 miliardi di euro, con una crescita del +35% rispetto al 2017. Più della metà del fatturato IoT continua a essere generato dai contatori gas ed elettrici e dalle auto connesse. La Smart Car da soddisfazione, con un mercato che supera di poco il miliardo di euro (21%, +37% rispetto al 2017), e può contare su 14 milioni di veicoli connessi a fine 2018, oltre un terzo del parco circolante in Italia.

A prevalere in termini di di diffusione sono i box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con nalità assicurative (69%, +14% nel 2018), sul mercato ormai da molti anni, ma la crescita è trainata principalmente dalle auto nativamente connesse (31%, +69% nel 2018): il 70% dei veicoli immatricolati nel 2018 è dotato di sistema di connessione tramite SIM o bluetooth fin dalla fase di produzione. Dall’altro lato troviamo le soluzioni di Smart Logistics a supporto del trasporto (465 milioni di euro, +29%), utilizzate per la gestione delle otte aziendali e di antifurti satellitari (a ne 2018 si registrano 1,5 milioni di mezzi per il trasporto merci connessi tramite SIM).

Il trend e i fattori che influenza il mercato

L’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano sostiene che il mercato dell’auto connessa continuerà a crescere ed essere uno dei pilastri della crescita IoT in Italia, anche perché alcuni fattori giocano a suo favore. Per esempio,  l’entrata in vigore – a marzo 2018 – dell’obbligo normativo legato all’eCall farà vedere i suoi frutti nei prossimi anni, perché riguarda le nuove omologazioni e non le semplici immatricolazioni di veicoli già sul mercato. Inoltre, tutti i produttori di auto si sentono oramai più sicuri in questo mercato potendo contare sulla componente hardware già installata in fase di produzione e sono in grado di puntare sui servizi abilitati dalla connettività come differenziale competitivo, fattore importante in un mercato ormai molto maturo come quello dell’auto: manutenzione preventiva/predittiva basata sul monitoraggio dei componenti, fornitura di consigli per ridurre il consumo di carburante, possibilità di gestire l’apertura o la regolazione della temperatura dell’auto da remoto sono alcuni esempi dei servizi offerti.

Effettivamente, osservando dal punto di vista del consumatore la proposta di servizi innovativi, legati alla connettività, in ambito auto è molto più chiara da comprendere, contrariamente a quanto avviene in ambito smart home, dove ancora molti servizi non hanno, o non sono percepiti, come reale valore dalle persone.

Aggiungiamo, inoltre, che anche altre disposizioni di legge potrebbero influenzare il settore, come abbiamo raccontato in questo articolo, la stessa black box potrebbe diventare obbligatoria entro il 2022 in tutta Europa: obiettivo è rendere le strade più sicure, ma è chiaro che la scatola nera è un dispositivo che si presta a molteplici utilizzi.

Per l’Osservatorio, un ulteriore stimolo all’innovazione sarà dato nei prossimi mesi dalla crescente integrazione degli smart speaker nelle auto, consentendo agli utenti di interagire con l’auto tramite la voce. In questo ambito, determinante sarà (come successo anche nel mercato smart home) il ruolo delle big tech: Amazon sta puntando sull’utilizzo di un dispositivo fisico, Echo Auto, che può essere acquistato e installato sulle auto già in circolazione e che progressivamente sta iniziando a essere integrato in alcuni Paesi in diversi modelli di auto. Simile strategia per Google, che sta anche esplorando la strada dell’integrazione con dispositivi e asset con cui l’auto interagisce, come ad esempio le colonnine di ricarica per le auto elettriche. L’auto a guida autonoma per il momento può attendere: siamo ancora in fase sperimentale e in Italia solo Modena e Torino sono tra le prime città che, nel corso del 2018, hanno permesso alle aziende di iniziare a testare anche in Italia queste soluzioni.

L’opportunità ‘smart car’ per il mercato assicurativo

Per il settore assicurativo, la crescita del mercato smart car è una buona notizia, ed è arrivato il momento di pensare a nuovi servizi e nuovi modelli di polizza: auto connessa significa “dati” e i dati forniscono nuovi elementi per la definizione di rischio, prezzi, modelli di business. Non è un caso che alcune dei principali casi di startup insurtech di successo, come Metromile e Cuvva, siano proprio dei disruptor delle polizze auto.

Secondo McKinsey, l’aumento delle applicazioni per l’auto connessa sta creando un ecosistema digitale completamente nuovo intorno all’auto, che comprende non solo gli OEM automobilistici, ma gli operatori di telecomunicazioni, i produttori di sensori e chip, gli operatori di piattaforme digitali come Uber, gli istituti di ricerca, i centri di standardizzazione e, naturalmente, gli assicuratori.

Le auto connesse consentono alle Compagnie una determinazione dei rischi più precisa. Gli assicuratori del settore auto, ad esempio, hanno sempre fatto affidamento su indicatori indiretti, come l’età, l’indirizzo e la solvibilità di un conducente, per la determinazione dei premi. Ora sono disponibili dati sul comportamento del conducente e sull’utilizzo di un veicolo, come la velocità di guida e la frequenza di guida notturna.

Un altro aspetto positivo è che le auto connesse consentono agli assicuratori di interagire più frequentemente con i propri clienti e di offrire nuovi servizi sulla base dei dati raccolti. Attualmente, spesso nella relazione con l’assicurato l’unico touchpoint è rappresentato da agenti o broker e limitato ai momenti del rinnovo contrattuale e della gestione del sinistro.

Ma non solo. Sebbene molte funzionalità dell’auto connessa siano indirizzate a diminuire la frequenza dei sinistri, tutta la tecnologia a bordo del veicolo, come i sensori, farà lievitare l’importo medio dei sinistri, per gli elevati costi di riparazione, dice McKinsey. Un rischio che potrebbe indurre le Compagnie ad aumentare i premi: ma già qui, una più scrupolosa differenziazione tra clienti ad alto e basso rischio consentita dai dati aggiuntivi ottenuti dal nuovo ecosistema, permette una maggiore personalizzazione della polizza ‘meritocratica’ sulla base della profilazione senza ricorrere ad aumentare le tariffe per gli automobilisti ad alto rischio. Inoltre, le Compagnie possono individuare nuove strade per compensare la ‘perdita’ riducendo la spesa per i sinistri attraverso una selezione del rischio ottimizzata: con una lotta più efficace alle frodi, l’aumento dell’uso di officine di riparazione alleate e l’offerta di assistenza e servizi smart, come segnalare agli automobilisti gli interventi di manutenzione necessari o individuare soluzioni di parcheggio intelligenti. Gli assicuratori possono anche vendere i loro dati e le loro soluzioni di analisi a terzi, come le agenzie mediatiche che si concentrano sulla pubblicità basata sulla localizzazione.

Insomma, la tecnologia hardware c’è: la partita si sposta tutta su come utilizzarla creando valore e servizi smart.

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