Hippo, la società insurtech US delle polizze casa, diventa un unicorno

E’ nata in California dall’iniziativa di due imprenditori seriali di orgini israeliane e sta rivoluzionando il mercato delle polizze casa, rivolgendosi con le sue proposte ai consumatori finali. Il suo modello di business, basato su un uso di diverse tecnologie integrate, le ha permesso di conquistare grossi finanziatori lungo il suo percorso e recentemente di chiudere un round da 100 milioni di dollari, che hanno portato la sua valutazione a oltre miliardo, accreditandola nel Club degli unicorni (società innovative valutate oltre il miliardo di dollari) che include già realtà come Clover, Lemonade, Zenefits, Oscar Health, Root Insurance.

Cosa fa Hippo

Sensori collegati a Internet, immagini satellitari, automazione, big data: Hippo ha sviluppato un sistema di tecnologie integrate per offrire ai proprietari di case polizze assicurative migliori (e idealmente più economiche). L’azienda facilita il processo di sottoscrizione dei potenziali clienti compilando automaticamente le risposte ai questionari utilizzando open data pubblici. Tiene sotto controllo le estensioni delle proprietà dei clienti, come nuove piscine o ponti, utilizzando la fotografia aerea. E, in collaborazione con Comcast, che è anche uno dei suoi investitori, mette a disposizione gratuitamente kit di sensori collegati a Internet per aiutare i clienti a prevenire i danni causati da inondazioni, incendi, intrusioni e altri disastri.

Consente ai proprietari di ottenere un preventivo in 60 secondi, acquistare online velocemente e a costi contenuti un’assicurazione sulla casa e ottenere una polizza smart home, che  include la protezione di beni come elettrodomestici, elettronica di consumo, computer e altre attrezzature di uffici domestici.
Oltre ai suoi partner diretti dell’industria assicurativa, Hippo ha costruito una vasta rete di distribuzione di partner, tra cui costruttori di case come Lennar, finanziatori come Better.com, assicuratori proprietari di case come First American Property & Casualty Insurance Company e marchi chiave all’interno della Connected Home come Xfinity.

Con la sua formula assicurativa (che segue il concetto della preventive insurance), e la nuova iniziezione di capitali, è pronta a coprire l’80% del mercato statunitense dei proprietari di immobili.

“Abbiamo lanciato Hippo per trasformare l’ormai superato e spesso frustrante rapporto che le persone hanno con la loro assicurazione casa, rendendolo più accessibile, moderno, e che offre sempre un valore aggiunto”, ha detto Assaf Wand, co-fondatore e CEO di Hippo, in una nota stampa. “Non solo oltre il 60% dei proprietari di case statunitensi è sottoassicurato, ma l’assicurazione tradizionale interagisce con loro solo in occasione di una richiesta di risarcimento. Stiamo fornendo polizze più complete e aiutando i clienti a prevenire i sinistri attraverso servizi di protezione, programmi e avvisi che salvaguardano la loro casa, il più grande bene personale di una famiglia”.

“Hippo è risultata essere una delle aziende a più alta crescita che abbiamo visto tra i suoi omologhi assicurativi e più in generale in ambito FinTech”, ha detto Noah Knauf, general partner di Bond, uno dei fondi d’investimento coinvolti. “Il team di Hippo è di livello mondiale e siamo entusiasti di collaborare con loro per costruire la compagnia assicurativa di nuova generazione”.

Al momento Hippo è in realtà un nuovo modello di broker assicurativo, le sue polizze sono sottoscritte da Topa Insurance, Spinnaker Insurance e Canopius Insurance, a loro volta riassicurate con colossi dell’industria.

Hippo, esempio vincente di startup smart home

Lo sviluppo del mercato smart home abbiamo spesso indicato come possa trovare slancio grazie al coinvolgimento dell’industria assicurativa, che utilizzando  dispositivi connessi e big data può oggi offrire nuovi servizi e nuove formule assicurative, più vicine al cliente sul fronte della prevenzione dei danni, prima ancora che sulla riparazione.

Hippo è un esempio vincente della nuova frontiera di digital home insurance, ‘proattiva, non reattiva’ come loro stessi affermano: con i dispositivi smart home, nel suo caso kit di sensori Comcast oltre a dispositivi di altri partner, permette ai proprietari di rendere la casa più sicura e prevenire danni; di ottenere copertura non solo per i danni più tradizionali, ma per quelli legati a un moderno lifestyle, ad esempio quelli relativi ad attrezzature da ufficio o i costi del ripristino di una linea telefonica/internet per chi lavora da casa; offre polizze anche contro rischi di catastrofi naturali come i terremoti, alluvioni, forti venti.

“L’adozione della smart home è alla base di un cambiamento necessario nell’assicurazione sulla casa”, ha detto Yuval Harry, capo delle partnership a Hippo Insurance, in una nota stampa . “Il nostro focus sulla preventive insurance si traduce nel permettere a a tutti i nostri clienti di proteggere meglio le loro case prima che il danno si verifichi e fornire loro le soluzioni domestiche smart che aiutano il raggiungimento di questo obiettivo è una delle nostre priorità.”

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Ai Digital360 Awards 2019 la nuova tecnologia Viasat per il mercato assicurativo

Viasat, l’azienda attiva a livello europeo nell’offerta di sistemi di sicurezza satellitari, è già da qualche tempo impegnata nell’offerta di soluzioni (basate su utilizzo di scatola nera) alle imprese assicurative che consentono alle stesse di implementare nuovi modelli di business articolati e personalizzabili come il Pay Per Use o il Pay As You Drive.

In occasione dei Digital360 Awards, il contest promosso da gruppo Digital360 per promuovere l’innovazione digitale in Italia, Viasat ha presentato (ed è arrivato in finale) per un progetto di innovazione tecnologica sviluppato insieme a Wiit, l’azienda che eroga servizi di hosted private and hybrid cloud, e volto a soddisfare le nuove esigenze del mercato assicurativo, in grande accelerazione negli ultimi anni.

Il progetto ha previsto l’implementazione di piattaforme cloud che rispondessero all’esigenza di gestire ed elaborare reportistica da big data in tempo reale e alla necessità di costruire una piattaforma integrata di servizi per l’utente finale basati sull’intelligenza artificiale; inoltre è stata creata una piattaforma di test di nuove soluzioni che garantisse elevata scalabilità e disponibilità di risorse.

Nello specifico è stata realizzata una soluzione in grado di:

  • sviluppare un modello IT on-demand con servizi modulabili per la gestione dell’evoluzione del servizio nel tempo;
  • ospitare tutta la crescita futura e le nuove aziende acquisite da Viasat in modo rapido e sicuro utilizzando i datacenter di Wiit e facendo leva per le componenti più critiche, sulla sicurezza del data center Tier IV di Milano;
  • garantire la semplificazione delle architetture e potenziare il percorso di trasformazione progressiva delle piattaforme proprietarie;
  • facilitare l’accesso a un ampio ventaglio di tecnologie di livello enterprise per assicurare alte prestazioni e performance in maniera modulare secondo le necessità operative e garantire le performance delle nuove tecnologie sviluppate da Viasat;
  • razionalizzare i costi anche in ottica di total cost of ownership.Il progetto è partito a gennaio di quest’anno e nei primi 3 mesi ha coinvolto 100mila dispositivi, a fine anno si arriverà a 500mila.

Tra le particolarità di questa soluzione, vi è un modello di pricing non basato su KPI tecnologici generici (processori, RAM, throughput, storage, elaborazioni al secondo), ma su indicatori di performance di business. Il fine era permettere a Viasat di abilitare un modello di business in cui i costi sottostanti seguissero in maniera speculare i ricavi.

(Fonte: ZeroUno)

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Le distrazioni da smartphone al volante e la tecnologia che può contrastarle

Distrazioni da smartphone sempre più frequenti? Il rimedio più efficace potrebbe arrivare dalla telematica e dalle tecnologiche polizze assicurative.

I nostri smartphone sono sempre più tecnologici e con l’aumentare delle funzioni disponibili, crescono anche le distrazioni al volante. La guida distratta continua ad essere la prima causa di incidente stradale, seguita dallo stato di ebbrezza o l’assunzione di droghe da parte del conducente.

Le sanzioni e i controlli da parte delle forze dell’ordine non hanno ancora ottenuto risultati significativi sull’abitudine di usare lo smartphone alla guida, ma il ricorso alla telematica potrebbe cambiare le cose. Scopriamo in cosa consiste e in che modo può essere risolutiva.

  • Le più frequenti cause di distrazione al volante

Ecco perché le distrazioni da smartphone preoccupano sempre più i conducenti e in cosa consistono

  • Cosa accade quando siamo distratti dallo smartphone alla guida

Scopri come cambia il nostro modo di guidare mentre ci distraiamo alla guida a causa dello smartphone

  • Cos’è la telematica e come potrebbe ridurre le distrazioni da smartphone

Perché la telematica (e l’assicurazione auto) può contrastare le distrazioni al volante legate all’uso dello smartphone

Le più frequenti cause di distrazione al volante

Le statistiche sui comportamenti più diffusi alla guida si aggiornano di continuo e secondo l’ultima ricerca condotta da una società americana specializzata nella telematica, l’abitudine che più di tutte preoccupa i conducenti (il 40,6%) è la distrazione da smartphone.

La guida sotto l’effetto di alcool e sostanze stupefacenti si trova solo al secondo posto e mette in apprensione solo il 35,1% degli automobilisti. Il 23,2% è invece allarmato dallo stile di guida pericoloso, come il superamento dei limiti di velocità o i cambi di direzione improvvisi.

Il sondaggio fa emergere anche un altro dato molto interessante e che rappresenta una vera e propria ammissione di colpa da parte degli intervistati. Il 56% di loro dichiara infatti di distrarsi alla guida a causa dello smartphone.

I comportamenti distratti più diffusi sono le chiamate senza auricolare, l’invio di messaggi di testo o le impostazioni delle app che funzionano da navigatore. Il 9% degli intervistati ammette anche di guardare dei video sul proprio smartphone durante la guida.

La quasi totalità delle distrazioni al volante (il 75,6% del totale) è legata allo smartphone, che risulta quindi essere l’indiziato numero uno anche quando si va alla ricerca delle cause degli incidenti stradali.

Le preoccupazioni degli automobilisti sulle distrazioni da smartphone non sono però sufficienti a modificare il loro stile di guida. Il 96% dei conducenti conosce bene le norme sulla sicurezza stradale, eppure l’abitudine di usare il cellulare al volante sembra avere la meglio.

Cosa accade quando siamo distratti dallo smartphone alla guida

Sono oramai lontani i tempi in cui il telefono cellulare serviva solo per telefonare o inviare i brevi messaggi di testo chiamati SMS. Adesso i nostri smartphone non hanno niente da invidiare a un computer e permettono di interagire in modi che prima credevamo impensabili.

Email, videochiamate, gestione di file e un numero sempre maggiore di app, hanno reso lo smartphone un dispositivo multifunzione e sempre connesso, capace di attrarre la nostra attenzione in qualunque momento del giorno, anche mentre stiamo guidando.

Il crescere delle funzionalità disponibili sul cellulare ha aumentato anche le potenziali distrazioni. Se pensiamo che anche una chiamata con l’auricolare assorbe buona parte della nostra attenzione, immaginiamo cosa può succedere quando invece non solo la nostra mente, ma anche gli occhi sono rivolti verso il nostro dispositivo e non sulla strada, anche se per pochi secondi.

Quando la mente è altrove e non è concentrata su quello che accade in strada, il nostro modo di guidare cambia e questo accade senza che ce ne rendiamo conto. A volte siamo così presi da una conversazione al cellulare da rallentare in modo esagerato, altre volte invece non ci accorgiamo che la velocità è maggiore di quella consigliata dal buonsenso.

Sempre più spesso si punta il dito anche sul navigatore installato sul cellulare, perché l’abitudine di impostare le indicazioni stradali mentre si guida è potenzialmente pericolosa e anche molto diffuso. Le società che realizzano queste app stanno già pensando a delle soluzioni per bloccare alcune funzionalità quando il veicolo è in movimento.

Cos’è la telematica e come potrebbe ridurre le distrazioni da smartphone

Se le sanzioni sono state finora inefficaci e le stesse preoccupazioni dei conducenti non riescono a modificare il loro comportamento alla guida, allora serve un incentivo diverso per risolvere il problema delle distrazioni al volante e la soluzione potrebbe arrivare dalla telematica.

La telematica è quella scienza che mette in relazione le tecnologie informatiche con i sistemi che trasmettono informazioni a distanza. L’uso della telematica al servizio della sicurezza sulle strade, potrebbe rappresentare una vera e propria svolta e indurre gli automobilisti ad adottare dei comportamenti più responsabili alla guida.

L’applicazione della telematica nel settore auto non è una novità, infatti le vetture oggi sono sempre più connesse e in grado di comunicare con diversi dispositivi. Grazie all’uso di alcuni software avanzati, è possibile rilevare guasti o incidenti e trasmettere questi dati al conducente o agli operatori del soccorso stradale.

In che modo la telematica può ridurre le distrazioni da smartphone? La svolta potrebbe arrivare proprio dalle assicurazioni e dalla diffusione delle polizze assicurative telematiche basate sugli smarpthone.

Le compagnie assicurative danno grande importanza allo stile di guida e si stanno attivando per cercare di comprendere quello dei propri assicurati.

Alcune compagnie assicurative estere hanno già adottato innovazioni che vanno proprio in questa direzione: hanno infatti lanciato app che scontano la polizza assicurativa in base allo stile di guida.

Se l’ammontare del premio assicurativo viene collegato anche allo stile di guida del conducente, il desiderio di risparmiare sulla polizza potrebbe indurre il cliente a mettere via lo smartphone mentre guida.

Chi stipula una polizza di questo tipo dovrebbe solo richiedere l’installazione di un’app sul proprio smartphone e autorizzare la rilevazione di una serie di dati, come la velocità media, le frenate improvvise e proprio l’uso del telefonino durante la guida.

Quando la rilevazione lascia emergere un comportamento responsabile da parte del conducente, quest’ultimo avrà la possibilità di risparmiare sull’assicurazione auto, che è una delle voci di spese che più incidono sul bilancio familiare.

Anche Linear è in prima linea per combattere la pericolosa abitudine della distrazione da smartphone alla guida ed è già proiettata verso innovazioni per aiutare gli automobilisti a guidare in modo più responsabile.

L’app Linear BestDriver va in questa direzione: premia gli automobilisti più virtuosi con dei buoni regalo Amazon.it. L’app aiuta a tenere sotto controllo ben 3 parametri di guida: distrazioni, velocità e fluidità. Ognuno può quindi regolarsi in base alle statistiche registrate e partecipare a estrazioni “instant-win” dei buoni regalo.

Per usare l’app basta scaricarla, registrarsi e attivare il GPS. Una volta rilevato il movimento del veicolo, il software attiva subito la rilevazione dei dati, senza la necessità di accendere l’app manualmente. La semplicità di utilizzo, la sicurezza e i premi in palio sono degli ottimi motivi per installare l’app e diventare degli automobilisti più responsabili.

Se il problema della distrazione da smartphone nasce proprio dall’evoluzione tecnologica dei nostri cellulari, forse è proprio questa stessa tecnologia a offrire gli strumenti più efficaci per incentivare uno stile di guida rispettoso delle regole sulla sicurezza.

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Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene è tra i vini bianchi italiani più famosi al mondo.

Sulla provenienza di questo vitigno italiano ci sono differenti teorie, alcune delle quali vedono nell’odierno vino Prosecco il mitico Pucino, che l’imperatrice Livia Augusta si faceva inviare a Roma nelle anfore di terracotta dal porto di Aquileia.

Quella più accreditata è legata però al paese di Prosecco, un comune del Carso triestino, dove veniva chiamato Glera.

Partendo dal paese di Prosecco, quasi quattro secoli fa, sarebbe arrivato nella Marca Trevigiana, trovando nei colli di Conegliano e Valdobbiadene, oggi patrimonio Unesco, la propria zona di elezione.

Il cammino del Prosecco proseguì fino ai colli Euganei, dove il vitigno prese il nome di Serprina.

Il successo riscosso negli anni dalla versione spumante, lo ha portato nel 2008 a produrre 57 milioni di bottiglie per un valore di 370 milioni di euro. Oggi ne vengono prodotte 550 milioni, di cui 460 sono Doc ma solo 90 milioni sono DOCG.

Nel 2008 il nome “Prosecco” era ancora solo il nome del vitigno, poteva quindi essere usato ovunque e da chiunque, nonostante i quindici Comuni della provincia di Treviso avessero ottenuto la DOC nel 1969.

Con lo scopo di tutelare questo vino bianco, il Consorzio di Tutela ha pensato di estendere la DOC a tutte le zone del Veneto e del Friuli Venezia Giulia in cui era autorizzata la coltivazione del vitigno, comprendendo la località Prosecco in provincia di Trieste, ottenendo così la tutela internazionale della Denominazione.

Per difendersi dalle imitazioni estere si creò un secondo problema, quello della produzione della prima area della DOC qualitativamente superiore rispetto alla zona estesa della nuova DOC così, nel 2009, gli è stata riconosciuta la DOCG, con la menzione di Superiore di Cartizze per la produzione di un’area di 107 ettari del comprensivo di Valdobbiadene, diventato il CRU di denominazione.

Il Prosecco DOCG di Conegliano e Valdobbiadene è molto più di un prodotto della terra: unisce la sapienza antica e la costante ricerca di qualità, è il risultato di un legame profondo tra vignaioli e territorio, tra fatica e bellezza, un legame che solo una lunga e faticata storia può generare.

Prosecco: caratteristiche organolettiche

È tra i vini bianchi italiani apprezzato per la sua fragranza fruttata, la rifermentazione in autoclave permette di mantenere intatti i profumi dell’uva glera: profumata di frutta, pera bianca, mela verde, albicocca e di fiori di rosa, glicine e acacia.

Il clima ideale e l’abilità di generazioni di viticoltori che hanno saputo “domare” colline che arrivano al 70% di pendenza coperte da vitigni autoctoni a bassa resa, danno un vino elegante, dal perlage raffinato, dal gusto rotondo e dai profumi complessi, adatto a tutto pasto, dall’aperitivo al dessert.

Delle diverse tipologie la più nota ed emblematica è lo Spumante, che a seconda del residuo zuccherino, si distingue anche in Brut, Extra Dry e Dry:

  • Il Brut è vivace, profuma di agrumi e di note vegetali, è perfetto con pesce, verdure e primi strutturati.
  • Extra Dry, adatto per l’aperitivo perché ha profumi intensi di frutta e un’acidità vivace, si sposa con condimenti vegetali, legumi, formaggi freschi e carni bianche.
  • Dry esalta il gusto fruttato e floreale e si abbina con ricette piccanti o dolci a pasta secca.

La DOCG prevede anche la tipologia Extra Brut, con limitatissima presenza di zuccheri residui. Al contrario la maggiore presenza di zuccheri amplifica l’espressione aromatica del vitigno che produce:

  • vini dal colore paglierino scarico, con tenui profumi floreali e fruttati.
  • Sapore gradevolmente amarognolo e non molto di corpo nel tipo Secco, fruttato nei tipi Amabili e Dolce.
  • In bocca il corpo è snello e leggero, con fresca acidità e buona armonia complessiva.
  • La gradazione alcolica minima è di 10,5° ( anche per la tipologia Frizzante, mentre per la tipologia Spumante è di 11°).

Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene è ottimo anche come vino fermo e può essere elaborato con quantità variabile di bollicine. La sua tradizione più antica, infatti, è di vino frizzante, non di spumante.

Per riconoscere il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: sulla bottiglia è riportato il nome della denominazione seguito da “Superiore” per lo spumante. Infine, è possibile trovare in etichetta la parola “Rive” che indica le pendici delle colline che caratterizzano il Conegliano Valdobbiadene spumante.

Dove nasce il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

La terra di elezione è storicamente la provincia di Treviso, in particolar modo le colline che congiungono Conegliano e Valdobbiadene.

In questi terreni terrazzati e particolarmente scoscesi è frequente trovare piante che hanno anche un secolo di vita che convivono nello stesso vitigno con piante giovani. Appena fuori dell’abitato di Valdobbiadene si incontrano i vigneti che danno vita alla ristretta e celebre zona del Cartizze.

I 15 paesi della DOCG del Prosecco sono Conegliano, il capoluogo Valdobbiadene, Susegana, San Vendiamiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison Valmarino, Follina,Miane, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Fara di Soligo e Vidor.

Come abbinare il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Per stappare il Prosecco più adatto all’occasione bisogna considerare il grado di dolcezza.

È da servire fresco, è un vino facile, sobrio, dal sapore fruttati leggermente aromatico e per questo è più di un vino da pasto, va bene per un brindisi o per bagnare una breve pausa con stuzzichini.

Si adatta a quasi tutte le mensa e dà il meglio di sé con i piatti di pesce e crostacei, ma anche legumi, ortaggi, formaggi ed ottima base per fantastici Cocktail.

Antipasti con il Prosecco

Per gli antipasti e aperitivi è meglio scegliere un Extra Dry; da abbinare con i cichéti, tipici bocconcini veneti come crostini di polenta e baccalà mantecata, polenta anche al nero di seppia, fettina di pane e soppressa o con formaggi di malga come la Casatella trevigiana, Piave fresco, oppure con uovo sodo e acciuga, sarde in saòr, o pesciolini fritti, avanotti o pescetti di mare.

Primi piatti con il Prosecco

Per primi è secondi e meglio abbinare il Brut, più facile e versatile può reggere tutto il pasto. Primi piatti di mare o con verdure tipiche del veneto come il radicchio e l’asparago igp. Ma anche con piatti preparati con le castagne di Combai altra prelibatezza della Marca Gioiosa.

  • Raviolo abbracciato con ripieno di sciopet ( carletti o spinacini) su crema di piselli;
  • Risi e bisi; Risotto con radicchio trevigiano; Risotto con asparagi; Risotto con nero di seppia; Spaghetti con le vongole o con i frutti di mare.

Secondi piatti con il Prosecco

Per i piatti di crudo pesce è consigliabile abbinare l’Extra Brut; il gusto secco bilancia la dolcezza dei crostacei e conchiglie come capesante.

  • Gnocchetti di polenta croccante con salsa di broccoli e asparagi bianchi- da abbinare con un DOCG Brut
  • Avanotti fritti con polenta
  • Trota ai ferri con polenta
  • Baccalà alla vicentina
  • Insalata di gamberi
  • Spiedini di pesce ai ferri o fritti.

Dolci con il Prosecco

I dolci si abbinano bene al Cartizze e al Prosecco Dry che si abbina molto bene anche a piatti etnici leggermente piccanti.

I dolci tipici sono secchi, dolci poveri di materie prime del terra, farina gialla, uva appassita, burro, noci e nocciole, castagne:

  • biscotti del Conegliano Valdobbiadene, impastato con tre farine e uva passa.
  • Zaletti, tipici dolci di farina gialla di mais e uva passa da abbinare al Cartizze.
  • Fregolotta, con mandorle e nocciole tritate grossolonamente con zucchero, uova e burro e una miscela di farina gialla e bianca.
  • Busolà, biscotti molto dolci con impasto di farina gialla e uva passa ammorbidita nel vino.
  • Macafame, un classico dolce di recupero di pane e polenta, mele e uvetta.

 

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Contratto tirocinio e stage: come funziona nel 2019

Contratto tirocinio stage

Stai per iniziare un tirocinio e non sai se hai diritto a un rimborso spese? Oppure il tuo piano di studi lo permette ma vorresti sapere come regolarti nel lavoro, cosa si intende per progetto formativo tanto altro ancora? Se sì, in questo articolo ti diciamo tutto quello che c’è da sapere sul contratto che regola gli stage e tirocini, soffermandoci su cosa la Legge dice nel 2019.

Contratto stage e tirocini: di cosa si tratta

Prima di parlare di contratto, una doverosa precisazione: per tirocinio, conosciuto anche come stage, si intende un periodo di orientamento al lavoro e di formazione che in nessun caso ha carattere di subordinazione. Non è dunque paragonabile a un lavoro, dal punto di vista contrattuale, vero e proprio.

Per quanto riguarda la Legge che regola gli stage, questa è regolata dalle rispettive normative regionali e nel 2017 la Conferenze Stato Regioni è intervenuta per regolarizzarne alcuni aspetti come la durata, l’ottenimento dell’indennità legato alla presenza e la premialità per incentivare le assunzioni. Inoltre è stata prevista una sanzione amministrativa per chi non rispetta tale regolamentazione: si va dai 1000 ai 6mila euro per chi prende stagisti senza pagarli.

Ecco cosa è previsto dalle linee guida:

  • la presenza diventa fondamentale: il tirocinante ottiene un’indennità piena se garantisce almeno il 70% delle presenze. L’indennità minima resta comunque di 300 euro lordi mensili e non può essere inferiore
  • è stato introdotto un premio alle aziende che le dovrebbe incentivare ad assumere i tirocinanti alla fine dello stage
  • è stato anche definito il numero massimo di tirocinanti per azienda:
    liberi professionisti e piccoli imprenditori senza dipendenti possono avere 1 tirocinante; imprese con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra 1 e 5 sempre 1 tirocinante; impresa o ente con dipendenti a tempo indeterminato da 6 a 20: fino a un massimo di 2 tirocinanti; impresa o ente con 21 o più dipendenti a tempo indeterminato: fino a un massimo del 10% dei dipendenti a tempo indeterminato, con arrotondamento all’unità superiore
  • nei casi in cui il soggetto ospitante sia una Cooperativa sociale di tipo B si applicano i seguenti limiti che sono per l’appunto differenti. Cooperativa sociale di tipo B con dipendenti a tempo indeterminato fino a 5: fino a un massimo di 2 tirocinanti; Cooperativa sociale di tipo B  con dipendenti a tempo indeterminato da 6 a 19: fino a un massimo di 4 tirocinanti; Cooperativa sociale di tipo B con dipendenti a tempo indeterminato da 20 e oltre: fino a un massimo del 20% dei dipendenti a tempo indeterminato;
  • Lo stage non può essere utilizzato in nessun caso per lavori che non prevedono una formazione preliminare, ossia non si può usare lo stage per sostituire un dipendente a contratto a tempo indeterminato.

Durata massima dello stage

  • il tirocinio extracurriculare potrà durare un massimo 12 mesi, ma per la prima volta viene introdotto anche il limite minimo di due mesi che, a sua volta, si riduce a uno per le attività stagionali e a 2 settimane per tirocini svolti da studenti e attivati ai servizi lavoro;
  • Il tirocinio curriculare, ossia formativo e di orientamento non può andare oltre i 6 mesi
  • Tirocini a favore dei soggetti svantaggiati: massimo 24 mesi.

Come funziona lo stage

Per attivare i tirocini nel 2019  è necessaria una convenzione tra l’ente promotore università, scuola superiore, sia pubblica che privata, ente che eroga master, ma anche Centri per l’Impiego, Centri di formazione professionale ecc… e il soggetto ospitante che è appunto il posto dove sarà effettuato il tirocinio.

Possono essere, in quest’ultimo caso, aziende, studi professionali, partite IVA, enti pubblici ecc… E ovviamente in questo rapporto è da inserire il tirocinante, quindi i protagonisti sono tre.

A legarli tutti insieme c’è un progetto formativo che è redatto dal soggetto ospitante e dallo stagista per stabilire in cosa consiste lo stage, quali sono i diritti e doveri di entrambi ecc…

Lo stagista dovrà essere seguito e accompagnato nel suo percorso da 2 tutor: uno dell’ente promotore e l’altro dell’azienda ospitante. Ogni tutor può seguire massimo fino a 20 persone, che possono aumentare se ce ne sono alcune che seguono lo stesso progetto formativo.

Compenso minimo dello stage

Lo abbiamo in parte accennato, ma vista la prassi ancora comune di non pagare gli stage lo ricordiamo anche qui: uno stage deve essere retribuito e l’importo mensile minimo non deve scendere sotto i 300 euro.

Tirocinio e indennità di disoccupazione

Si tratta di un’indennità, non di uno stipendio, questo significa che se stai facendo uno stage mentre ti trovi in disoccupazione, non perdi questo status.L’indennità però in questo caso non ti viene riconosciuta perché la regola generale vuole che NASpI e indennità di partecipazione siano incompatibili tra loro.

Pertanto anche se, come abbiamo detto, non si tratta di un vero contratto di lavoro dipendente, questa indennità però, a livello fiscale, è a tutti gli effetti assimilabile a uno stipendio da lavoro dipendente e lo Stato, ovviamente, volendo evitare un inutile dispendio di risorse, impedisce la cumulabilità di questa due misure.

Bisogna però fare un’eccezione per i tirocini attivati nell’ambito del programma Garanzia Giovani che, per quanto riguarda la compatibilità tra NASpI e indennità di tirocinio, fanno riferimento al messaggio 3632/2015 dell’Inps che recita così:

“Se l’importo dell’indennità di tirocinio è inferiore o uguale alla NASpI, l’indennità di tirocinio non viene pagata e viene erogata la NASPI; se l’importo dell’indennità di tirocinio è superiore all’importo dell’indennità della NASPI, l’Istituto eroga la differenza solo se superiore a 10 euro”.

Quanti tipi di stage e tirocini esistono?

Domanda più che giusta, vediamoli insieme:

Tirocinio curriculare

Come ti abbiamo accennato, si tratta di un percorso che viene fatto da chi sta ancora studiando – scuola superiore o università – e che non serve tanto a inserire il tirocinante nel mondo del lavoro, ma a farlo apprendere direttamente sul campo attraverso l’alternanza scuola/lavoro.

Per iniziare un tirocinio simile, si deve essere iscritti al corso di studio attivato da chi promuove lo stesso tirocinio.

Tirocinio formativo e di orientamento extracurriculare

Diverso è il caso del tirocinio formativo o detto di orientamento extracurriculare che è indirizzato a chi è neolaureato e neodiplomato. In questo caso vale quanto detto sopra ossia:

  • durata minima di 2 mesi e massimo 12 mesi
  • indennità minima di 300 euro mensili che con le nuove linee guida si ottengono solo se lo stagista ha almeno il 70% di presenze.

I tirocini extracurriculari possono essere attivati per:

  • disoccupati ai sensi del D.lgs. 150/2015
  • lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto
  • lavoratori a rischio di disoccupazione
  • soggetti occupati ma in cerca di una nuova occupazione
  • soggetti disabili e svantaggiati (tra cui i richiedenti protezione internazionale, i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e le vittime di violenza e di grave sfruttamento).

Per attivare questa tipologia di tirocinio, è necessario stipulare una convenzione come abbiamo detto sopra.

Praticantato per determinati ordini professionali

Sono appunto disciplinati dalle varie normative che regolano l’accesso alla professione. Il praticantato giornalistico, per fare un esempio, ha una durata di 18 mesi e prevede un’indennità superiore a quella dei 300 euro.

È possibile interrompere il contratto di tirocinio?

Sì, è possibile farlo, ma bisogna darne comunicazione motivata a entrambi i tutor. L’interruzione invece da parte di chi lo sta promuovendo o del soggetto ospitante può essere effettuata ma solo in gravi casi di inadempienza o se proprio non c’è la possibilità di raggiungere gli obiettivi formativi

 

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Ciliegie: proprietà e controindicazioni

ciliegie proprietà curative e controindicazioni

Le ciliegie sono un frutto goloso, quando inizi a mangiarle è difficile fermarsi, sarà per il fatto che non sono da sbucciare?

Della ciliegia si mangia tutto, si sputa solo il nocciolo che può essere usato insieme al picciolo per tisane o altri impieghi ecologici e salutari, ma attenzione, nonostante le molteplici proprietà benefiche anche questo frutto deve essere mangiato in giusta misura vediamo perché.

Quali sono le proprietà delle ciliege?

Inserirle nella nostra dieta durante la stagione di produzione tra maggio e giugno è salutare perché le ciliegie hanno queste proprietà:

  •  antinfiammatorie: utili nella dieta degli sportivi, post allenamento, dopo sforzi fisici per idratarsi e apportare naturalmente proprietà antinfiammatorie per i muscoli messi sotto pressione. Quindi per chi soffre di problemi muscolari e artriti e fa uso di medicinali antinfiammatori inserire nella propria dieta la giusta quantità di ciliegie è sicuramente salutare.
  • antiossidanti: anche le ciliegie come la frutta in genere, hanno proprietà antiossidanti, combattono i famosi radicali liberi causa dell’invecchiamento, quindi buone per la pelle il rinnovo cellulare e anche per l’idratazione che apportano. Questo frutto usato spesso anche per preparare creme di bellezza è ricco di carotene e di collagene.
  • cardiovascolari: le ciliegie sono ricche di levulosio, uno zucchero ( carboidrato) a bassa indice glicemico che viene assorbito lentamente e partecipa a mantenere a livello normale il colesterolo nel sangue.
  • depurative, drenanti, disintossicanti e apportano sazietà: è vero che una tira l’altra ma è anche vero che le ciliegie saziano e fanno fare tanta pipì e non solo. Contengono acido malico, una sostanza che stimola l’attività del fegato.

Valori Nutrizionali

Tutto grazie ai valori nutrizionali della polpa della ciliegie

  • ricche d’acqua, in 100 gr, 80% è acqua
  • apportano 63 kcal
  • ricche di potassio
  • contengono anche magnesio, ferro, fosforo
  • ricche di vitamina C
  • 16,01 gr sono carboidrati di cui 12,82 zuccheri.
  • hanno un indice glicemico di 22

Come si traduce tutto questo nelle necessità quotidiane della nostra dieta?

100 gr di ciliegie coprono il 7% della dose raccomandata di vitamina C, meno del 5% della dose richiesta di magnesio, il 6% della dose di potassio.

Controindicazioni delle ciliege

Le ciliegie hanno però anche delle controindicazioni o degli effetti collaterali dovuti per lo più all’esagerazione.

  • controindicate a chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile, comunemente chiamata colite.
  • hanno proprietà lassative, quindi attenzione se esagerate e soprattutto attenzione con i bambini piccoli.

Le ciliegie non sono tutte uguali, ci sono diverse varietà e ognuna ha colore, sapore e anche prezzo diverso. Vengono fatte molte feste e sagre delle ciliegie, può essere una bella occasione per visitare piccoli borghi e paesi della nostra penisola.

Nelle feste delle ciliegie vengono messe in esposizione le produzioni del luogo e preparati i piatti tipici. Le ciliegie si possono mangiare anche in favolose insalate, nei ripieni di carni bianche, nella preparazione di dolci, composte e marmellate, gelati e succhi di ciliegia.

Non c’è che dire Lucio Licinio Lucullo, generale romano vissuto nel I secolo a.C ci aveva visto giusto con le ciliegie!

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Come vedere Sportitalia: 4 nuovi canali sul digitale terrestre e in streaming

sportitalia

Sei appassionato di calcio? Allora forse sei tra i 4 milioni di telespettatori che mercoledì 24 luglio si sono sintonizzati sul canale sportivo Sportitalia.

L’emittente ha fatto il botto con 4 milioni di telespettatori incollati nel giorno in cui ha trasmesso in diretta e in replica la partita Juventus-Inter, incontro valido per l’International Champions Cup 2019 che il canale trasmette in esclusiva.

Ma la vera novità è che il canale sportivo da luglio 2019 ha quadruplicato la sua offerta sul digitale terrestre (e in streaming)  con la nuova piattaforma SI Smart.

La nuova offerta comprende 4 canali tematici in chiaro e gratuiti.

Hai già visto tutti i nuovi canali dell’offerta SI Smart?

Ecco quali sono:

  • Sportitalia HD trasmette in HD la programmazione di Sportitalia, lo trovi sul canale 60 del digitale terrestre
  • SI Solo Calcio è dedicato completamente al calcio, dove potrai seguire le partire dei campionati di cui Sportitalia ha i diritti
  • SI Motori è dedicato ai motori su 2 e 4 ruote, puoi seguire approfondimenti dedicati a F1 e Moto Gp, Enduro e Rallycross.
  • Si Live 24 ti permette di seguire live 24 ore su 24 tutte le news sportivi

Come guardare i nuovi canali Sportitalia su digitale terrestre

Sai già come sintonizzarti sui nuovi canali Sportitalia per guardali sul tuo televisore? Intanto tieni presente che indipendentemente dalla tecnologia del tuo televisore, potrai comunque sintonizzarti al canale 60 e continuare a vedere la programmazione del canale di riferimento in SD.

Se hai una SmartTV con sistema HbbTV incorporato (si tratta del sistema Hybrid Broadcast Broadband TV, la trasmissione tv a banda ibrida), per vedere l’offerta SI Smart ti basta connetterti al canale 60 del Dtt (digitale terrestre). Poi devi cliccare sul tasto rosso del telecomando e sullo schermo, visualizzi 4 finestre corrispondenti ai 4 canali e il gioco è fatto.

Se invece hai una SmartTV connessa a Internet, ma senza tecnologia HbbTV, per accedere alla programmazione dei nuovi canali devi scaricare dallo store del tuo televisore la app Sportitalia. Non dovrai registrarti per forza.

Con l’offerta SI Smart di Sportitalia puoi anche accedere all’archivio dei programmi come partite, magazine e trasmissioni.

Sportitalia in streaming

Puoi guardare i canali Sportitalia anche in streaming, da un dispositivo diverso dal tuo televisore, come il tuo computer, smartphone o tablet. Accendendo al sito www.sportitalia.com/it e selezionando il canale che ti interessa puoi infatti seguire i programmi live.

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Volvo richiama 500mila auto a rischio incendio

volvo

Auto a rischio incendio

Poche parole di scuse, pregne del pragmatismo tipico dei Paesi scandinavi: “Ci assumiamo la piena responsabilità per assicurare la più alta qualità e standard di sicurezza massimi nelle nostre vetture”. Con questa frase Volvo vuole mettere fine alle polemiche e porgere le proprie scuse ai proprietari delle auto in questione. Il problema che ha portato al richiamo di più di 500.000 auto è relativo ai motori diesel a quattro cilindri prodotti dal 2014 al 2019: il collettore di aspirazione è in materiale plastico, ed è possibile che in casi di sforzo estremo si possa fondere scatenando un incendio.

V40 e le altre Volvo soggette al richiamo

Non tutte le auto della gamma svedese sono interessate da questo problema al collettore. I modelli interessati (che montano un motore diesel a quattro cilindri) sono S60, S80, S90, V40, V60, V70, V90, XC60 e XC90. I possessori delle auto che potrebbero essere difettose sono prontamente stati avvisati per posta mediante una lettera, e potranno ottenere la messa in sicurezza della propria vettura senza alcun costo aggiuntivo.

C’è da dire comunque che fino ad oggi non si è verificato nessun episodio di incendio, a dimostrazione di quanto in casa Volvo la sicurezza dei propri clienti sia messa in primo piano.

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Kia Xceed 2019: uscita e motori della crossover

kia xceed

È un SUV?

Tutto parte dall’inossidabile Kia Ceed, vera e propria icona dell’azienda coreana. Da qualche tempo nella testa degli ingegneri del marchio di Seul ronzava l’idea di proporne una versione più “muscolosa”, più in linea con lo stile del momento. E così sull’onda del successo della Volkswagen T-Roc è nata la Xceed, presentata al salone di Francoforte. Questa crossover sarà caratterizzata da linee filanti, con un mix di curve (sui portelloni) e rette (nella mascherina anteriore) che donerà un grande dinamismo.

Kia Xceed: misure ed allestimenti

Il pianale è quello della sorella Ceed, da cui ha ereditato il passo molto ampio (265 cm). La lunghezza è in linea con gli standard di categoria (440 cm), ma da fuori potrebbero sembrare di meno visto che le linee del design ricordano alla lontana quelle di una coupè. La larghezza è generosa, 183 cm, e permette all’abitacolo di rimanere sempre ben saldamente ancorato al terreno. I cerchi in lega, di serie, possono essere da 16 o da 18 pollici.

All’interno, il guidatore avrà sempre tutto sotto controllo grazie al grande display incastonato nel cruscotto, posto sopra ai tasti che permettono la regolazione di radio e clima. I rivestimenti del cruscotto saranno in tessuto, mentre per il resto dei dettagli la scelta sarà tra pelle e pelle sintetica, a discrezione dell’acquirente. Molto belli i dettagli in plastica di qualità, come i bordi delle bocchette del climatizzatore, che vanno a richiamare il colore scelto per la carrozzeria.

I motori a disposizione

Per quanto riguarda il parco motori, per la nuova Xceed ci sarà l’imbarazzo della scelta, con una qualità garantita dall’esperienza che le motorizzazioni turbo hanno maturato sulla Ceed. Per quanto riguarda i turbo T-GDi si parte da un 1.0 da 120 cavalli per arrivare a un 1.6 da 204 cv (lo stesso della Ceed in assetto sportivo, la GT), passando per l’1.4 da 140 cv. Per chi invece desidera un diesel ci sarà l’1.6 da 115 cavalli.

Le trasmissioni disponibili saranno il manuale a sei marce e l’automatico a sette rapporti (non abbinabile all’1.0 benzina).

Kia Xceed 2019, uscita e prezzo

Il debutto in listino avverrà a settembre 2019, con le prime consegne che dovrebbero riuscire ad essere effettuate entro Natale. Per la versione ibrida invece bisognerà aspettare qualcosina in più, probabilmente il primo trimestre del 2020. Ancora non è dato sapere il prezzo, che però verosimilmente partirà da circa 20mila euro per la versione base.

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Quanto costa ricaricare il condizionatore auto nel 2019

ricarica condizionatore auto

Ci siamo: stai per partire per le agognate vacanze e hai deciso di fare il viaggio in macchina. Oppure in vacanza ci sei già e ti stai muovendo per lo più in auto. Comunque sia, devi fare i conti con il condizionatore e ti sembra che il tuo non vada più bene. Forse è arrivato il momento di ricaricarlo.

Ma quanto costa quest’operazione nel 2019? E quale gas utilizzare? Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla ricarica del condizionatore.

Il costo della ricarica del condizionatore auto nel 2019

I costi per la ricarica dipendono da tutta una serie di fattori.
In primo luogo dall’officina cui ti rivolgi e allo stesso tempo anche dagli impianti refrigeranti, ossia dalle loro dimensioni. Perché determinante per il costo della ricarica è sia la quantità di gas che viene stoccata all’interno dell’impianto che anche il tipo di gas che viene inserito.

Possiamo dire che in linea di massima i fattori da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Manutenzione: si va dai 50 ai 100 euro per intervento
  • Gas: se gas R32 il costo è tra i 25 e i 30 euro al kg, se R410A tra i 79 e gli 80 euro al kg, se gas R407 C tra gli 80 e i 90 euro, se R422 D tra i 90 e i 100 euro al KG.
  • Eventuale filtro antipolline intasato: 35 euro circa
  • Compressore guasto (quello che aumenta la pressione dell’aria): si va dai 500 ai 700 euro per un compressore nuovo, ai 200-300 euro per uno rinnovato.

A conti fatti, dunque il costo della ricarica del condizionatore può variare tra i 100 e i 200 euro, sempre appunto che non ci siano il filtro da sistemare e il compressore guasto.

I differenti tipi di gas

Variano a seconda dell’impatto che hanno sull’ambiente e sono regolarizzati dal Regolamento Europeo Nr. 517/2014 che impone che dal 2025 debbano essere eliminati i condizionatori (mono o multi split) che hanno un Global Warming Potential (GWP) superiore a 750.

Le nuove direttive europee pertanto vietano l’utilizzo di alcuni refrigeranti, come l’R410A o l’R22, che sono ritenuti nocivi per l’ambiente, nello specifico, per lo strato di ozono, mentre un gas caldamente consigliato è l’R32. Questo, oltre a non essere dannoso, ha un indice GWP decisamente più basso rispetto all’R410A.

Inoltre fa parte dei gas refrigeranti a bassa infiammabilità e si infiamma solo se presente in elevate concentrazioni. Per la minima quantità di gas contenuto nel condizionatore, il rischio è pressoché nullo. Pertanto, è più conveniente e vantaggioso rispetto ad altri.

Quando ricaricare il condizionatore auto

Come probabilmente saprai, il climatizzatore è un impianto composto da: un serbatoio che può contenere un gas refrigerante (quelli di cui parlavamo sopra), un insieme di tubi e un compressore che è legato al motore.

Fisicamente funziona così: l’aria calda che viene aspirata dall’esterno cede il calore al gas refrigerante, in questo modo si abbassa la temperatura, si perde l’umidità (che viene scaricata all’esterno) e l’abitacolo dell’auto si rinfresca. Questo fa sì che, in generale, il gas con il tempo non diminuisca particolarmente, a meno che appunto non ci siano perdite di vario tipo.

Ciò significa che, in linea di massima, puoi considerarti tranquillo per almeno 2 anni, o anche più, sebbene dipenda anche dal tipo di vettura.

Se invece vedi che il tuo climatizzatore auto non sta funzionando, ossia che l’aria fredda è assente o non basta o che la macchina non raggiunge la temperatura desiderata (se hai il climatizzatore automatico), potrebbe essersi verificata una perdita, quindi è il caso di intervenire.

Attenzione: anche se c’è chi dice che per la ricarica si possa anche fare da soli, grazie a kit fai da te, il nostro consiglio è di avvalerti di un professionista.

Stiamo parlando di gas, della tua sicurezza quando sei in auto per te e per gli altri, pertanto meglio affidarsi a chi sa fare il suo lavoro, anche se, abbiamo visto, non sempre il costo è indifferente.

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