Luciano Floridi, per avere successo con i dati ci vuole etica

I dati in mano alle aziende non sono un giacimento petrolifero da sfruttare per il proprio tornaconto, ma un’opportunità per offrire un servizio migliore al cliente o per mantenere la fedeltà dei propri dipendenti.

“Devono essere utilizzati dalle imprese in modo altruistico, perché l’etica fa bene all’economia” dice Luciano Floridi, filosofo e massimo esperto di Etica digitale, in un’intervista esclusiva a EconomyUp incentrata sulla Human Data Science. Un tema a cui BNP Paribas Cardif, per esempio, ha dedicato la sesta edizione del contest Open-F@b Call4Ideas, in collaborazione con InsuranceUp (qui la pagina dedicata) che scade il 28 ottobre 2019.

Che cos’è la Human Data Science

Con Human Data Science si intende un modello multidisciplinare che vuole offrire una nuova chiave di lettura dei big data, mantenendo le persone al centro per capire i loro bisogni e verificare come soddisfarli.  Ogni giorno le persone producono una quantità di dati infinita: si parla di 2,5 x 1018 Terabyte, e il trend è destinato ad aumentare esponenzialmente. Come interpretarli e valorizzarli? Un aiuto arriva dalla tecnologia attraverso i big data e l’Intelligenza artificiale, ma per gestire questo prezioso patrimonio nel modo più opportuno stanno entrando in gioco nuovi modelli. Modelli che, appunto, devono riuscire a comprendere i bisogni delle persone tramite la modellazione dei dati utilizzando un approccio umano-centrico.

Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford, direttore del Digital Ethics Lab e chairman del Data Ethics Group dell’Alan Turing Institute, condivide questa tesi. “Ormai qualsiasi azienda – dice – deve avere una cultura del dato che vada a cogliere gli aspetti umano centrici e customer-oriented”.

“I dati NON sono il nuovo petrolio”

“Si dice che i dati sono il nuovo petrolio – prosegue Floridi intervistato da EconomyUp – ma io non la penso così. È una pessima idea, per un’impresa, considerare i dati come un giacimento petrolifero. Secondo me oggi il business non lo fa abbastanza ed è un’enorme opportunità mancata”.
“Le aziende devono essere più altruiste”
Cosa dovrebbero dunque fare le aziende per sfruttare le opportunità offerte dai dati? “Essere altruiste in maniera intelligente. Vincono quelle che hanno capito che la maggior parte del valore aggiunto è intangibile: know how, reputazione, forza lavoro”.

Human Data Science e Insurance

Floridi passa poi a elencare alcuni esempi concreti di come la Human Data Science può essere applicata nei diversi settori di mercato. Per esempio nell’insurance. “Immagino un’assicurazione che, in cambio dei dati, offra ai clienti un servizio di prevenzione gratuito oppure di supporto, per esempio quando si accorge che l’utente è bloccato con l’auto in mezzo alla campagna. Grazie alla disponibilità e alla gestione dei dati, la compagnia assicurativa sa che il cliente è fermo in quel punto, perciò lo può contattare in automatico e chiedergli se va tutto bene. Se poi quella compagnia ha un controllo sull’auto e si rende conto che sta funzionando male, potrebbe far arrivare sul posto il carroattrezzi. Il cliente gliene sarebbe infinitamente grato”.

Human Data Science e Banking

Possono essere molteplici anche le applicazioni della Human Data Science nel banking. E altrettanti possono essere gli esempi. Al filosofo originario di Roma e trapiantato ad Oxford ne viene in mente uno: “Una banca che non mi fa riempire i bollettini perché già conosce tutti i miei dati”.

Human Data Science per il welfare aziendale

“Se in una fabbrica 4.0 – ipotizza il docente – i sensori realizzano che, nell’uso di alcuni macchinari da parte di un operaio, c’è qualcosa che non va, l’azienda dovrebbe usare questi dati per prevenzione, cura e supporto della persona, non per licenziarlo. Oppure immaginiamo che un altro dipendente faccia molte assenze. Con i big data oggi in possesso delle imprese, l’assenteismo è immediatamente identificabile. Il passo successivo dovrebbe essere quello di chiedersi perché la persona in questione sta facendo tante assenze e se l’impresa può darle una mano. È insomma necessario un utilizzo umano-centrico e altruista dei dati”.

La tecnologia non è neutrale: va usata a favore di clienti e forza lavoro, non solo delle aziende.
In conclusione, sintetizza Floridi, non è vero, come qualcuno dice, che la tecnologia di per sé non è né un bene né un male, ma dipende da come viene usata. “La tecnologia è come un coltello: non si può dire che taglia o non taglia a seconda di come viene usato, un coltello taglia sempre. Diciamo piuttosto che è un coltello bilama, ovvero ha doppia valenza. La richiesta che deve arrivare dal mondo del lavoro, e anche da quella parte di sindacato più collaborativo, deve essere: facciamo in modo che almeno questo coltello tagli da entrambe le parti. Cioè che la bivalenza della tecnologia sia o a favore della forza lavorativa, o anche a favore della forza lavorativa. Non può e non deve essere soltanto a favore della produzione dell’azienda”.

Open-F@b Call4Ideas 2019, come funziona

BNP Paribas Cardif cerca startup, scaleup, imprese innovative e giovani studenti che propongano soluzioni in grado di arricchire la catena del valore alimentata dai dati in tanti ambiti di applicazione. Tra questi i servizi innovativi di micro-assicurazione grazie all’estrapolazione di valore aggiunto partendo dalle informazioni già in possesso, tool per la personalizzazione della relazione con il cliente, soluzioni per migliorare la customer journey e il customer well-being, nuovi prodotti assicurativi custom-designed, idee per il posizionamento nell’ecosistema Health, inclusi servizi in ambito nutrizionale e psicologico.
I finalisti di Open-F@b Call4Ideas 2019 saranno selezionati da un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, e presenteranno le proprie idee innovative all’evento finale che si terrà a Milano a fine novembre. I tre vincitori avranno la possibilità di essere affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione della loro idea o del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze di business e del mercato.

Qui la pagina con l’application.

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10 startup italiane dei big data

Wecash è una piattaforma cinese per la valutazione dei big data in ambito creditizio che fornisce soluzioni per le aziende tecnologiche. Utilizza algoritmi di apprendimento automatico per fornire valutazioni del credito in meno di 15 minuti. Grazie all’estrazione di dati pubblici su mobili da circa 600 milioni di utenti, Wecash è in grado di fornire rapidamente valutazioni di credito estese e costruire modelli predittivi per valutare il livello di rischio dei clienti. Ha ottenuto investimenti per oltre 327 milioni di dollari.

Secondo una ricerca degli Osservatori del Polimi che ha preso in esame 790 startup internazionali del settore Big Data è tra le aziende più finanziate al mondo in ambito big data, insieme a Helix e Confluent. Gli investimenti globali in società di questo settore hanno toccato i 6,4 miliardi di dollari di finanziamento.

Per quanto riguarda il mercato, sempre secondo gli Osservatori, quello italiano ha raggiunto nel 2018 un valore complessivo di 1,393 miliardi di euro, in crescita del 26% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma il trend positivo degli ultimi tre anni, in cui il settore è cresciuto in media del 21% ogni dodici mesi.

Il 45% della spesa in Analytics è dedicata ai software (database e strumenti per acquisire, elaborare, visualizzare e analizzare i dati, applicativi per specifici processi aziendali), il 34% ai servizi (personalizzazione dei software, integrazione con i sistemi informativi aziendali, consulenza di riprogettazione dei processi) e il 21% alle risorse infrastrutturali (capacità di calcolo, server e storage da impiegare nella creazione di servizi di Analytics). I software sono anche l’ambito con la crescita più elevata (+37%), seguito dai servizi (+23%) e risorse infrastrutturali (+9%). Tra i comparti merceologici, invece, i primi per quota di mercato sono le banche (28% della spesa), manifatturiero (25%) e telco – media (14%), seguiti da servizi (8%), GDO/Retail (7%), assicurazioni (6%), utility (6%) e PA e sanità (6%).

Un mercato che è dunque pronto ad assorbire le proposte anche delle startup italiane che l’Osservatorio Startup Intelligence, ha ricondotto a quattro categorie principali:

le Technology, si occupano della raccolta, elaborazione, immagazzinamento e integrazione dei dati, in questa categoria rientra:

  • Bottega52, startup mette a disposizione know how e consulenza strategica nell’implementazione e manutenzione di sistemi e servizi in ambito Internet delle Cose, Fast Data Engineering, e Cloud Computing Scalabile;

i Data Enricher, si occupano di raccogliere e mettere direttamente a disposizione i dati (Data Provider) o di offrire sistemi che ne favoriscano lo scambio tra privati o tra aziende (Data Marketplace);

  • Hoda ha creato la piattaforma Weople-Lifekosmos che mette a disposizione un database raccolto in maniera non solo conforme alla normativa, ma anche eticamente utilizzabile; inoltre tutte le informazioni raccolte sono certificate dalle stesse persone, permettendo di comunicare con i consumatori in logica altamente personalizzata;

gli Analytics System, ovvero piattaforme di Analytics orientate a supportare specifiche tipologie di analisi non riconducibili univocamente a un ambito di utilizzo, in questa categoria rientrano:

  • AirHive, focalizzata sull’identificazione della posizione migliore in cui installare i sensori, utilizzando tecniche di machine learning per prevedere la diffusione degli inquinanti nell’aria e allertare le autorità in caso di potenziali fattori di rischio per la salute (ma fornisce anche strumenti al grande pubblico per conoscere il livello di inquinamento degli ambienti);
  • Arbitryum, soluzione che abilita le aziende ad offrire servizi di comparazione (principalmente pensati per i settori telco, energy e insurance) con time-to-market e prezzi competitivi;
  • ARGO Vision, startup innovativa che progetta soluzioni basate su intelligenza artificiale, specializzata nello sviluppo di algoritmi di Computer Vision e Machine Learning e operativa su molteplici mercati quali: Realtà Aumentata / Virtuale, Smart Manufacturing e Industria 4.0, Analisi Video e Biometrica, Big Data e molti altri;
  • ElifLab, una data science boutique che offre progettazione di algoritmi, sviluppo di diverse tipologie di analisi (behavioural analytics, text analytics, network analytics, image analytics)e di prototipi e software per l’analisi e la visualizzazione dei dati;
  • Studiomapp che è specializzata in Sistemi informativi territoriali, analisi di dati satellitari, Open data, Software Analysis and Development; è stata premiata dalla NATO in un progetto per il monitoraggio marittimo e dal Pentagono in un concorso orientato a trovare soluzioni innovative per la sicurezza nazionale e le operazioni di soccorso in caso di calamità;

le Application, in cui sono contenute tutte quelle startup che hanno sviluppato un’offerta specializzata per una particolare Industry (Healthcare, Finance, Agriculture…) o per un’area aziendale, le Department Oriented (Marketing, HR, Finance & Controlling, etc.):

  • Axyon, è specializzata nello sviluppo di software basati su algoritmi di deep learning; integrando dati ottenuti tramite partnership con i principali data provider del settore e dati forniti dalla stessa azienda cliente, offre modelli predittivi che forniscono una maggiore accuratezza rispetto ai modelli tradizionali;
  • GenomeUp, una startup che offre una soluzione in Cloud di supporto clinico alla decisione medica; la soluzione applica gli algoritmi di apprendimento automatico sui dati di sequenziamento del DNA, al fine di accelerare la diagnosi di malattie rare;
  • Zeotap, propone una soluzione che abilita il “People Based Marketing”: grazie ad accordi con data partner internazionali e locali, la startup è in grado di identificare e produrre profilazioni di clienti basati su dati deterministici, sociodemografici, di purchase intent e legati agli interessi.

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Data enrichment, cos’è e perché serve alle assicurazioni

Arricchimento dei dati, o Data Enrichment: come suggeriscono i termini è un’aggiunta di dati a quelli di cui già si dispone. Ma è un’aggiunta all’insegna della qualità: l’obiettivo è da un lato quello di ottimizzare, affinare, migliorare l’insieme dei dati grezzi per ottenere insight, cioè analisi, utili alle attività di una società (ma non solo); dall’altro, quello di tenere ‘pulito’ un database, soggetto tipicamente a molti errori e obsolescenza.

Il Data Enrichment è uno degli ambiti d’interesse di BNP Paribas Cardif nell’edizione 2019 del contest Open-F@b Call4Ideas, le candidature possono essere inviate fino al 28 ottobre, qui tutti i riferimenti per partecipare.

A cosa serve il data enrichment

Uno dei temi che affrontano aziende e organizzazioni quando si parla di Big Data è quello di come trasformare i propri dati in valore e farne una leva strategica. I cosiddetti analytics sono oramai una parte centrale di molte attività aziendali come la segmentazione dei clienti, la competitive intelligence, il rilevamento delle frodi, il design di nuovi prodotti o servizi. Ma i dati che ogni organizzazione acquisisce attraverso i propri canali (piattaforme tecnologiche e processi), non sono però sufficienti, così molte aziende stanno cercando di arricchire i record di dati interni con quelli provenienti da fonti esterne. Il vecchio modello di acquisto statico di dati da uno o più fornitori è considerato oramai inefficiente a causa sia della veloce obsolescenza dei dati stessi, sia per la rapida crescita di nuove forme di acquisizione dinamiche di dati utili disponibili online, che possono essere acquisite al patrimonio aziendale attraverso tool, processi e soluzioni di data enrichment.

Tipicamente il processo di data enrichment riguarda la profilazione degli utenti e dei clienti di un’azienda, è un processo quindi molto utile nel marketing e nello sviluppo di nuovi prodotti, perché consente di conoscere meglio il target di clientela. Questo vale anche in ambiti come quello sanitario o nel pharma, dove grazie all’uso dei dati e dei processi di data enrichment si possono raggiungere migliori conoscenze e migliori risultati.

Si consideri l’esempio (si legge in questo paper di Accenture Technology Labs) in cui la banca dati dei consumatori di un’impresa abbia il nome e l’indirizzo dei suoi consumatori. Essere in grado di utilizzare fonti di dati pubblicamente disponibili come LinkedIn o Facebook per trovare informazioni come dettagli e interessi, può aiutare l’azienda a raccogliere informazioni aggiuntive per attività come la segmentazione dei clienti.

I vantaggi del data enrichment (esempi)

Profilazione dei clienti dettagliata

La profilazione dei clienti (cosiddetti personas) a 360° è diventata un Santo Graal in ambito consumer, specialmente in settori verticali come la vendita al dettaglio e la sanità, dice ancora il documento di Accenture. Spesso le aziende invitano i clienti per registrarsi a programmi reward o li convolgono sui social media con l’obiettivo di avere accesso a informazioni di base su un cliente, come nome, e-mail, indirizzo e account dei social media. Tuttavia, nella grande maggioranza dei casi, tali informazioni sono incomplete e non sono uniformi. Ad esempio, per un cliente John Doe, un’azienda potrebbe avere il nome, l’indirizzo e un numero di telefono, mentre per Jane Doe, le informazioni disponibili saranno nome, e-mail e un account Twitter. Sfruttando le informazioni di base e completando le lacune, la profilazione ha però molte applicazioni, tra cui:

– promozioni personalizzate e mirate: più informazioni ha un’azienda sui propri clienti, meglio può personalizzare le offerte e le promozioni. Ma non solo: in ambito assicurativo ‘sapere di più’ sul cliente permette di agire in un’ottica di preventive insurance, di personalizzare servizi e pricing, di creare modelli alternativi come le polizze peer-to-peer, on demand, micropolizze, ecc.;

– migliore segmentazione e analisi: il fornitore potrebbe aver bisogno di maggiori informazioni sui propri clienti, al di là di ciò che hanno nel profilo, per una migliore segmentazione e analisi. Per una compagnia, conoscere meglio i clienti significa capire meglio i loro bisogni assicurativi, soddisfarli con polizze innovative e raggiungerli attraverso i canali più efficaci;

– rilevazione delle frodi: il fornitore potrebbe aver bisogno di maggiori informazioni sui propri clienti per individuare le frodi. I provider in genere creano profili dettagliati dei clienti per prevedere i loro comportamenti e rilevare le anomalie. In ambito assicurativo, il claim management è reso molto più efficente dall’uso di dati di qualità.

Gli strumenti del data enrichment

Il data enrichment è una bella sfida e molto dipende dalla qualità dei dati esistenti nei database aziendali. Se le informazioni esistenti sono errate o troppo incomplete, sarà molto più difficile trovare un ordine nel caos, modellare i dati, utilizzarli per analisi e per scopi specifici.

Il lavoro per ottimizzare un database con processi di data enrichment è certosino e molte volte richiede lavoro manuale, ma sono sempre più numerosi i tool, i software che hanno questo scopo e si differenziano in base allo scopo che si intende raggiungere. I sistemi più basici sono quelli di web scraping, i sistemi più completi, sicuri ed evoluti sono messi a punto da software house e tech startup (enrichment providers).

I vari sistemi aziendali e non aziendali attraverso i quali i dati vengono raccolti vanno integrati, e i dati stessi mappati e riorganizzati.

Avere in mente lo scopo preciso verso il quale è indirizzato il data enrichment è importante per capire quali fonti di dati utilizzare: per fare un esempio banale, se si intende arricchire il profilo professionale del cliente si potrà usare come fonte di dati Linkedin, ma non Facebook; quest’ultimo social network sarà invece maggiormente utile se si intende sapere di più sui gusti personali, gli hobby, le vacanze, le abitudini, la sensibilità e anche il temperamento delle persone.

In ambito assicurativo è molto importante raccogliere informazioni che contribuiscono all’analisi di comportamenti, anche quelli più irrazionali, ed è per questo motivo che una nuova fonte di dati alla quale prestare attenzione è il gaming.

I dati sono una caratteristica chiave di tutti i tipi di giochi, non solo per l’attività di gioco in sé, ma per ciò che possono apportare anche alla data science al di fuori del gioco. Durante il gioco si raccolgono costantemente dati, e si tratta di dati che hanno molto a che fare con le emozioni, le attitudini, i comportamenti e la sfera più istintiva dei giocatori.

BNP Paribas Cardif sta portando avanti il concetto di Human Data Science, dove l’analisi dei dati si avvale anche delle conoscenze che arrivano dal settore delle scienze umane. Questo tipo di approccio richiede un grande sforzo in direzione dell’arricchimento dei dati ed è per questo che l’edizione 2019 del contest Open-F@b Call4Ideas promosso dalla Compagnia assicurativacerca startup, soluzioni, progetti in grado di arricchire la catena del valore dei dati tramite il Data Enrichment. Le candidature possono essere inviate fino al 28 ottobre, qui tutti i riferimenti per partecipare.

L’arricchimento dei dati in ambito assicurativo

L’elaborazione dei dati dell’attività assicurativa ha tradizionalmente riguardato dati demografici, dati sull’esposizione o dati comportamentali, ma oggi, queste serie di dati tradizionali sono sempre più spesso combinate con nuovi tipi di dati, come i dati dell’internet degli oggetti (Internet of Things – IoT), i dati che arrivano dai social network e i comportamenti online, i dati dei conti bancari e delle carte di credito, al fine di effettuare analisi più sofisticate e complete, in un processo comunemente noto come “data enrichment”. Che attraverso intelligenza artificiale e analytics, forniscono alle Compagnie lo strumento per rivoluzionare processi, costi operativi, offerte, relazione con il cliente.

Privacy, Gdpr e data enrichment

L’arricchimento dei dati non riguarda l’accesso a dati privati. Piuttosto, l’attenzione si concentra su raccolta e uso di dati che sono già pubblici e sul loro collegamento. I fornitori di sistemi di data enrichment offrono generalmente un tracciamento verificabile di come vengono catturati i dati grezzi.

Diverso è il diritto di controllare ed elaborare tali dati, rispetto al quale sono le disposizioni contenute nel GDPR a stabilire quali tipi di consensi siano necessari per il loro trattamento.

La corretta gestione dei dati è qualcosa che tuttavia va oltre la compliance e riguarda l’approccio etico ai dati che ogni azienda intende promuovere nelle proprie attività.

(Cover image credits: Garry Killian)

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Vacanze studio e soggiorni studio all’estero

vacanze studio

Le vacanze studio sono senza dubbio il modo più veloce di imparare una lingua straniera e rappresentano il giusto mix fra apprendimento e divertimento. Dura dalle 2 alle 4 settimane e solitamente viene eseguita in estate, soprattutto dai ragazzi, così da sfruttare il periodo delle vacanze da scuola. Sono moltissime le opzioni, adatte a ogni fascia d’età.

Le destinazioni preferite sono Inghilterra, Stati uniti, Australia, Francia, Spagna, Germania, Malta e Irlanda. Il prezzo varia, ovviamente, sia per la destinazione che per la tipologia di vacanza studio. Online ci sono tantissime offerte, anche molto economiche.

Nonostante possa cambiare sensibilmente secondo l’azienda che offre tale prodotto, in linea di massima consiste in:

  • viaggio di andata e ritorno
  • soggiorno, che può essere una sistemazione presso una famiglia ospitante, in strutture alberghiere, in club dell’azienda organizzatrice della vacanza studio, in college, in residenze;
  • vitto, fornito in base alla tipologia di alloggio, con trattamento di mezza pensione o pensione completa;
  • corso della lingua scelta;
  • per i minorenni, personale adulto che forniranno assistenza durante tutta la durata del soggiorno all’estero.

Vacanza studio INPS

Estate INPSieme 2019 è il bando dedicato ai figli dei dipendenti della pubblica amministrazione che consente di ottenere una borsa di studio per finanziare totalmente o parzialmente una vacanza studio all’estero o in Italia. Il bando 2019 per l’estero è per gli studenti delle scuole superiori, mentre il bando per l’Italia per gli studenti delle scuole elementari e medie.

Il bando Estate INPSieme 2019 erogherà n. 22.930 contributi per l’estero e 12.020 per l’Italia:

  • l’importo massimo per vacanze studio all’estero è di € 2.000 per soggiorno di durata pari a quindici giorni/quattordici notti;
  • l’importo massimo per vacanze studio in Italia è di € 600 per un soggiorno di durata pari a otto giorni/sette notti e 1.000 euro per un soggiorno di durata pari quindici giorni/quattordici notti.

 

polizza viaggio

Vacanze Studio, in tutta sicurezza

Se decidi di partire per una vacanza studio o la stai programmando per tuo figlio, il nostro consiglio è di attivare un’assicurazione adeguata a questo tipo di attività. La Polizzaviaggio.it, è l’assicurazione ideale per i giovani che partono per un viaggio di tirocinio, Erasmus o una vacanza studio all’estero. Ci sono tre tipologie di soluzioni:

  • SMALL, include le garanzie Infortunio, assistenza e rimborso spese mediche.
  • MEDIUM, in più comprende Bagaglio, ritardo/perdita volo e, soprattutto, Responsabilità civile.
  • LARGE, protezione totale.

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Lavoro notturno: cos’è, orario, limiti, retribuzione

lavoro notturno

Lavorare mentre tutti gli altri dormono è una possibilità che può capitare in qualsiasi azienda, a seconda del settore merceologico in cui opera, così come in piccole attività che erogano servizi. Quello che viene definito lavoro notturno è disciplinato dal Decreto Legislativo n.66 dell’8 aprile del 2003 e ovviamente regolato anche dal CCNL cui si fa riferimento.

Se pertanto ti hanno proposto di passare ai turni notturni, quando hai sempre lavorato di giorno o hai trovato un impiego che prevede solo questa possibilità, ecco tutto quello che devi sapere.

Cosa si intende per lavoro notturno?

Non basta che tu faccia qualche ora di notte per poter dire che il tuo è un impiego notturno.
È tale se si svolge per un periodo di almeno 7 ore consecutive tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Questo vuol dire che se lavori dalle 22 alle 5 lo è così come dalle 24 alle 7. Se dovessi iniziare alle 23 e finire all’1, per intenderci, non possiamo parlare di lavoro notturno.

Questo se c’è un CCNL a regolare il rapporto di lavoro (esempio: metalmeccanici, commercio ecc…), diversamente, in mancanza della disciplina collettiva, è considerato lavoratore notturno chi effettua almeno 3 ore di lavoro a notte per un minimo di 80 giornate lavorative in un anno.

Una cosa importante da dire è che si tratta di un tipo di lavoro che il dipendente può e deve seguire in maniera volontaria, tenuto conto delle esigenze aziendali e soprattutto di quello che viene previsto nel contratto collettivo di categoria.

Nel caso in cui ti sia richiesto pertanto di lavorare di notte e per te vada bene, il datore di lavoro deve informare la Direzione provinciale del Lavoro (DPL) dell’esecuzione del lavoro svolto di notte, in modo continuativo o con eventuali turni periodici (se questo non è già previsto dal contratto collettivo). Vanno comunque informate anche le organizzazioni sindacali.

Nel caso di lavori notturni (svolti in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici), la mancata comunicazione annuale da parte dell’azienda prevede la sanzione amministrativa da 500 a 1.500 euro. Per adempiere agli obblighi previsti è necessario indicare, per ogni dipendente, il numero dei giorni di lavoro notturno svolti.

Per chi lavora nei settori dei trasporti, della navigazione interna, pesca in mare e altre attività così come per i medici in formazione tale normativa – ossia obbligo del datore di lavoro di informare la DPL – non si applica.

Quante ora di lavoro notturno si possono fare?

Se ti stai chiedendo quante ore di seguito puoi lavorare di notte, sappi che non puoi e non devi superare le 8 ore in media nell’arco delle 24 ore.

In questo calcolo fatto – che è appunto una media tra le ore lavorate e quelle che non lo sono , che devono essere un terzo della giornata – non bisogna tenere conto del periodo di riposo minimo settimanale così come stabilito dai contratti collettivi.
La contrattazione collettiva, a ogni modo, può definire riduzioni di orario di lavoro e indennità economiche spettanti ai lavoratori notturni.

Retribuzione del lavoro notturno

Lavorare di notte è conveniente? Al di là della fatica di farlo in un lasso di tempo in cui normalmente si dorme o dormono le persone con cui si trascorre la propria vita, dal punto di vista economico, è prevista una maggiorazione:

  • Per il lavoro in turni: + 30%
  • Per il lavoro non in turni: + 40%

Quando scatta lo straordinario notturno?

Si può parlare invece di straordinario notturno quando chi lavora di giorno, si trova a lavorare di notte, oltre le 22. Il lavoro straordinario, così come dice la parola, infatti è quel lavoro che viene prestato dopo il tradizionale orario di lavoro.

Quanto al pagamento dipende dal tipo di contratto che hai: se per esempio il tuo è un CCNL commercio, lo straordinario notturno potrebbe essere pagato il 50% in più.

Quante ore di straordinario si possono fare in un mese?

Visto che il lavoro straordinario deve essere “contingentato” la sua modalità di svolgimento è prevista dai contratti collettivi nazionale.

Se non ci sono limiti imposti dai CCNL, il ricorso al lavoro straordinario è possibile per un massimo di 250 ore all’anno. Quanto alla settimana, non deve superare le 8 ore e nel mese da non superare sono le 48 ore. Se ti chiedono di fare più ore, sappi che l’azienda è nel terreno dell’illegalità e può essere soggetta a sanzioni.

Il lavoro notturno è usurante?

Il lavoro notturno è usurante per chi lo svolge in queste modalità:

  • turnisti che lavorano almeno 6 ore di notte nell’arco di tempo tra la mezzanotte e le cinque
  • lavoratori che lavorano almeno 3 ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per l’intero anno lavorativo.

Quanto ai benefici pensionistici per i lavori usuranti, vengono riconosciuti a chi ha svolto almeno la metà della vita lavorativa in un impiego di questo tipo.

Il lavoro notturno in gravidanza

Se ormai anche le donne possono tranquillamente effettuare il lavoro di notte, c’è da dire che ci sono dei limiti per le donne in gravidanza ma anche per chi ha già partorito.
Dal momento in cui è stata accertata la gravidanza e fino a quando il bambino avrà compiuto un anno alle donne è vietato il lavoro notturno.

Così come sono esonerate le lavoratrici madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa; stesso discorso vale per i genitori adottivi o affidatari nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il dodicesimo anno di età.

Inoltre il lavoro notturno non deve essere obbligatoriamente prestato dalla lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o alternativamente dal padre convivente con la stessa e dalla lavoratrice o dal lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni;
dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile.

Gli adolescenti che hanno compiuto 16 anni di età possono essere, eccezionalmente e per il tempo strettamente necessario, adibiti a lavoro notturno quando si verifica un caso di forza maggiore che ostacola il funzionamento dell’azienda, purché tale lavoro sia temporaneo e non ammetta ritardi, non siano disponibili lavoratori adulti e siano concessi periodi equivalenti di riposo compensativo entro tre settimane. 67 n. 977

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Ora solare 2019, si cambia il 27 ottobre

cambio ora solare

Quando si mette l’ora solare? Se te lo stai chiedendo, la risposta è proprio oggi, domenica 27 ottobre si passa dall’ora legale a quella solare. Si dorme di più o di meno con l’ora solare? Di più! Infatti, precisamente alle 3:00 di notte, devi portare le lancette alle 2:00, quindi si dorme un’ora di più. Questo significa anche che ci sarà un’ora di buio in più tutti i giorni anche se ci sarà più luce alla mattina, almeno fino a domenica 29 marzo 2020, quando tornerà l’ora legale.

Qual è la differenza tra ora legale e ora solare?

L’ora legale è una convenzione utilizzata per sfruttare il più possibile, nel periodo estivo, l’illuminazione naturale data dal sole e conseguentemente avere dei risparmi sui consumi energetici.  Dal 2001 in tutti i Paesi dell’Unione europea l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

Ecco perché dal 31 marzo 2019 abbiamo spostato le lancette in avanti di un’ora, fino a oggi in cui ritorna l’ora solare.

Abolizione ora legale

Tra i vantaggi dell’introduzione dello “stratagemma” dell’ora legale c’è il risparmio energetico: si lavora nelle ore in cui c’è l’illuminazione naturale data dal sole, risparmiando i costi energetici dell’illuminazione artificiale. Questo discorso, però, era valido nel secolo scorso: oggi, con tutte le apparecchiature elettroniche in uso perenne,  il risparmio energetico non è così evidente.

Il cambio d’ora è stato spesso messo in discussione soprattutto per le conseguenze sulla salute delle persone. In Italia l’ora legale è stata introdotta e soppressa numerose volte, lo stesso in tutta Europa.

Un recente sondaggio condotto dall’Unione Europea, su 4,6 milioni di cittadini europei, parla chiaro: l’80% hanno dichiarato di essere favorevoli ad abolire il cambio dell’ora due volte l’anno. Per questo è probabile che presto avremo un solo orario valido sempre. Molto probabilmente nel 2021 il cambio dell’ora legale e solare sarà definitivamente abolito.

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Manovra 2020: famiglia, partite iva, cuneo fiscale, flat tax, casa

manovra 2020

La Manovra 2020 si compone di Legge di Bilancio e Decreto Fiscale collegato e disegna il nuovo quadro fiscale dei prossimi anni. Ma per avere delle certezze bisognerà attendere l’OK della Commissione Europea e la conclusione dell’iter parlamentare a fine 2019.

L’intera Manovra finanziaria 2020 dovrebbe ammontare ad un massimo di 35 miliardi di euro di cui 23,1 per la sola sterilizzazione dell’aumento dell’IVA.

Stop aumento IVA

Scongiurato anche per quest’anno l’aumento automatico dell’IVA che sarebbe scattato all’inizio del 2020, con un passaggio dal 22 al 25,2% dell’aliquota ordinaria e dal 10 al 13% di quella ridotta. Il Governo dichiara che gli aumenti sono stati:

completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta

Ma attenzione, l’aumento è disattivato soltanto per il 2020 e al momento della Manovra 2021 il problema si riproporrà e dovrebbe valere 29 miliardi di euro.

Taglio del cuneo fiscale

Tagliata la parte di cuneo fiscale, la differenza tra lordo e netto in busta paga, per la parte che compete ai lavoratori dipendenti. Questo comporterebbe una busta paga più consistente nelle tasche dei lavoratori “avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime IRPEF per tutti i lavoratori dipendenti”.

Il taglio del cuneo fiscale potrebbe avere queste caratteristiche:

  • applicazione dal maggio 2020;
  • aumento in busta paga pari a circa 1.000 euro annui per i lavoratori con redditi compresi tra 8.000 e 35.000 euro;
  • 40 euro al mese in più per chi percepisce già il bonus Renzi di 80 euro, coinvolgendo anche chi percepisce un reddito tra i 26.600 e i 35mila euro (finora escluso dal bonus degli 80 euro).

Flat Tax partite IVA

Il regime forfettario sembrava sarebbe sparito con la manovra fiscale 2020. Ma il Governo ha fatto marcia indietro mantendo il forfettario ma mettendo alcuni paletti anti elusione:

  • permane l’aliquota del 15% sul reddito calcolato in maniera forfettaria, e non analitica, su ricavi e compensi entro i 65 mila euro;
  • per accedere al regime anche da dipendenti o pensionati, occorre non superare un reddito (da lavoro o da pensione) di 30 mila euro;
  • i compensi per lavoro dipendente o per i collaboratori, non devono superare i 20 mila euro annui;
  • il valore dei beni strumentali in dotazione non deve superare i 30 mila euro.

Attenzione! Questo punto della Manovra è tra quelli che più stanno subendo scossoni nel corso dell’iter fino ad oggi, quindi non escludiamo ulteriori cambiamenti di cui ti daremo conto prontamente.

Manovra 2020: le novità in materia fiscaleClick To Tweet

Multe a chi non accetta carte e bancomat

Prevista una multa per gli esercenti che rifiuteranno i pagamenti elettronici. La sanzione sarà pari ad un importo fisso di 30 euro più il 4% del valore della transazione. Verrà inoltre istituita una lotteria a premi per chi pagherà. A controbilanciare questa misura, l’imposizione di una riduzione delle commissioni per le transazioni elettroniche.

Il cosiddetto Piano Cashless (letteralmente “senza contanti”) prevede un rimborso a partire dal 2021 di parte delle spese sostenute con carte e bancomat, o app di pagamento, in settori in cui l’uso del contante è ancora molto diffuso, come la ristorazione.

Per potenziare ulteriormente l’uso della moneta elettronica, si è pensato anche di introdurre a partire dalle spese del 2020 che danno diritto alle detrazioni fiscali, la possibilità di fruirne solo se queste vengono pagate con bonifici, carte o bancomat.

Mentre per agevolare i commercianti nella transizione verso i pagamenti elettronici, visto il peso delle commissioni bancarie soprattutto sui micropagamenti, è allo studio l’istituzione di un credito pari al 30% delle spese sulle transazioni, da poter utilizzare in compensazione degli F24 a debito. Questa agevolazione riguarderebbe gli esercizi con ricavi e compensi entro i 400 mila euro l’anno.

Detrazioni Casa 2020

Bonus ristrutturazioni

Confermati i bonus riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione, ristrutturazioni edilizie, sisma bonus, acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione. Sparisce invece il bonus verde o bonus giardini.

Bonus Facciate

Introdotta una nuova detrazione per il rifacimento delle facciate degli edifici, il cosiddetto bonus facciate. Si tratta di un credito di imposta del 90% per le spese sostenute per il restauro e il recupero elle facciate degli edifici. Il giro d’affari che potrebbe essere innescato dal nuovo incentivo vale almeno 2,8 miliardi di euro l’anno.

Taglio alle detrazioni

Previsti rimodulazione e taglio delle detrazioni fiscali per i redditi elevati. A partire dalla dichiarazione dei redditi 2021, relativa dunque alle spese del 2020, ci sarà una riduzione delle detrazioni a partire dai redditi superiori a 120 mila euro. Detrazioni che scompariranno del tutto per i redditi superiori a 240 mila euro.

Questi soggetti avrebbero ancora diritto alle sole detrazioni per spese sanitarie e mutui sulla prima casa.

Carta bimbi

Accorpamento dei bonus relativi ai figli attualmente in funzione. Parliamo di bonus nascita, bonus bebè e voucher asili nido che andranno a confluire in un unico fondo.

Fondo che servirà per istituire la carta bimbi di 400 euro al mese, che potranno essere utilizzati per le rette degli asili nido.

Queste le caratteristiche de dovrebbe avere la carta:

  • bonus mensile dalla nascita al terzo anno di età del piccolo;
  • possibilità di pagare diversi servizi legati all’infanzia, dal nido al baby sitting.

Gli altri provvedimenti nella Manovra 2020

Di seguito ulteriori provvedimenti contenuti nella manovra economica 2020:

  • Possibile l’introduzione per legge di un salario minimo garantito per i lavoratori.
  • Nel 2020 il limite all’uso del contante passerà da 3mila a 2mila euro per poi scendere a mille euro nel 2022. Un taglio graduale che coinvolgerà un triennio.
  • Razionalizzazione e semplificazione delle forme di sostegno alle famiglie con figli, denominata Fondo famiglia.
  • Per quanto riguarda la sanità, si prospetta la cancellazione del superticket grazie ad un aumento delle risorse in dotazione al sistema sanitario nazionale.
  • La cedolare secca sugli affitti potrebbe passare dal 10 al 12,5%.
  • La tassa sulle vincite (slot, lotterie, e gratta&vinci) superiori a 500 euro potrebbe passare dal 12 al 15%.
  • Tassa di 1 euro per ogni kg di imballaggio in plastica.

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Sciopero generale 25 ottobre: orari nelle principali città

sciopero 25 ottobre

Lo sciopero generale del 25 ottobre 2019, uno sciopero di 24 ore, riguarda i mezzi di trasporto come aerei, treni, mezzi pubblici urbani ed extra urbani, ma anche scuole, ospedali ed ambulatori.

L’agitazione è stata indetta dalle sigle sindacali SGB (Sindacato Generale di Base), SI-COBAS (Sindacato Intercategoriale COBAS), CUB (Confederazione Unitaria di Base) e USI-CIT (Unione Sindacale Italiana), e il blocco che varia di servizio in servizio e di città in città, vediamo come si svilupperà nei principali centri urbani.

Le richieste riguardano le richieste di aumento di salari e pensione e di cancellazione di Jobs Act e Legge Fornero.

Sciopero generale del 25 ottobre per i trasporti nazionali

Partiamo dalle linee di trasporto che coinvolgono l’intero territorio nazionale e cioè reti ferroviaria, autostradale, marittima ed aerea:

  • dalle 21 del 24 ottobre alle 21 del 25 ottobre per i treni;
  • dalle 22 del 24 ottobre alle 22 del 25 ottobre per le autostrade;
  • per l’intera giornata del 25 ottobre per il trasporto marittimo;
  • orari diversificati per il trasporto aereo a seconda dei vettori e degli aeroporti (ad esempio il personale Alitalia sciopera per l’intera giornata mentre ENAV dalle 13 alle 17 ed ANPAC dalle 10 alle 14, sempre del 25 ottobre).

Trasporto locale

Vediamo la situazione in quattro grandi città italiane.

Sciopero trasporti Milano

A Milano gli orari si differenziano per mezzi di trasporto:

  • per tram e bus il blocco è previsto dalle 8.45 alle 15 e poi dalle 18 fino a fine servizio;
  • per la metropolitane il servizio può essere sospeso dalle 18 fino a fine servizio.

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Sciopero trasporti Roma

L’ATAC comunica che la fascia oraria è per tutti i mezzi quella dalle 20 al termine del servizio, parliamo di:

  • bus;
  • tram;
  • metropolitane;
  • ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Centocelle.

Sciopero trasporti nelle altre città

A Torino si fermeranno soltanto le linee suburbane ed extra urbane gestite dal vettore Ca.Nova.
A Napoli lo sciopero dell’Azienda Napoletana di Mobilità riguarda la fascia 11-15.

Sciopero scuola e sanità

Per quanto concerne la scuola il blocco riguarderà le singole classi o le singole scuole, a seconda delle adesioni. Ricordiamo che insegnanti e personale hanno il diritto di non avvisare le famiglie nei giorni precedenti lo sciopero, quindi genitori e alunni sono solitamente invitati a presentarsi presso le scuole e ad accertarsi della presenza o meno del personale.

Il sistema sanitario, invece, garantisce comunque i servizi con carattere di urgenza come pronto soccorso, chirurgia, terapia intensiva, chemioterapia, assistenza per la salute mentale ecc.

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Ikea sperimenta lo smart contract, prima transazione al mondo di questo tipo

Una fattura elettronica basata su blockchain (la smart invoice) e saldata in automatico, grazie a uno smart contract, in moneta elettronica, ovvero corone digitalizzate. E’ quanto successo tra il retailer locale islandese Nordic Store che ha acquistato merci da IKEA e saldato la smart invoice utilizzando la corona islandese digitale Monerium. L’operazione è stata effettuata su una piattaforma fornita dalla società di gestione della supply chain Tradeshift (startup in cui ha investito anche Goldman Sachs) e ha utilizzato i “contanti digitali programmabili” Monerium, della società ConsenSys.

Monerium, con sede a Reykjavik, è una startup che è stata autorizzata dall’Autorità di vigilanza finanziaria islandese (FME) come primo istituto di moneta elettronica, rendendola la prima ad avere l’approvazione normativa per fornire servizi di pagamento fiat su sistemi blockchain in tutta Europa. Questa moneta non è una criptovaluta, ma moneta ‘vera’ in formato elettronico,  un’alternativa digitale al contante, programmabile negli smart contract.

Tradeshift – che ha creato la “fattura intelligente” per la transazione – è una startup stato investita da Goldman Sachs in un round di finanziamento di 250 milioni di dollari della serie E lo scorso maggio. La società è già valutata 1,1 miliardi di dollari ed è considerata tra quelle che hanno portato avanti le applicazioni più solide nella tecnologia della catena dei blocchi.

Come ha funzionato la transazione

Lo smart contract ha il vantaggio di essere ‘automatizzato’ , cioè al verificarsi di determinate condizioni prestabilite, scattano in automatico delle ‘conseguenze’ predeterminate. Come ha funzionato in questo caso? Spiega Tradshift:

“L’operazione è stata effettuata con Nordic Store come acquirente e IKEA Iceland come venditore. Nordic Store ha ordinato mobili, mentre IKEA Iceland ha emesso una fattura elettronica attraverso la rete Tradeshift. Nordic Store ha immediatamente approvato la fattura su Tradeshift e poi su Ethereum. Alla data di scadenza, che abbiamo impostato per essere il giorno dopo l’invio della fattura, che è stata saldata automaticamente grazie allo smart contract”.

L’operazione mette in luce come l’avanzare di determinate tecnologie, la loro traduzione in applicazioni pratiche, sia uno sforzo corale e complesso: in questo caso le tecnologie che hanno reso possibili l’esecuzione dello smart contract sono da un lato la ‘smart invoice’ di Tradeshift che si basa su un’infrastruttura blockchain per la supply chain; dall’altra, la moneta elettronica di Monerium, anch’essa su blockchain, che ha la particolarità di essere programmabile.

“Il denaro programmabile regolamentato dai governi diventerà la base per i pagamenti del commercio elettronico perché permette i cosiddetti “contratti intelligenti”. I contratti intelligenti hanno molti casi d’uso. Ad esempio, possono essere utilizzati per generare ‘Fatture intelligenti’, che sono fatture che fondamentalmente si saldano da sole”, ha detto Gert Sylvest, co-fondatore di Tradeshift. “Vediamo le fatture intelligenti non solo per ridurre gli ostacoli amministrativi nelle transazioni transfrontaliere business-to-business (B2B), ma anche per costruire nuovi modelli di finanziamento che rendano più facile per le imprese migliorare l’accesso al credito e il flusso di cassa. Per questo motivo abbiamo costruito la prima fattura intelligente al mondo e ora l’abbiamo saldata con contanti digitali autorizzati insieme a Monerium. Questo è un importante passo avanti”.

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Veltri, BNP Paribas Cardif: ‘Cerchiamo compagni di viaggio per innovare insieme’

Open-F@b Call4Ideas è diventato un appuntamento ricorrente e importante nell’ambito dei contest per startup realizzati in Italia. BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, che promuove il contest in collaborazione con InsuranceUp, cerca ‘compagni di viaggio’,  ovvero società innovative con le quali condividere e realizzare un percorso industriale all’insegna dell’innovazione, dice in questo video Andrea Veltri, deputy CEO della compagnia di assicurazione.  

Grazie a Open-F@b sono già state selezionate startup che sono entrare nell’ecosistema di BNP Paribas Cardif, ricorda Veltri: D-Heart, M2Test, Amodo e MaBasta, la startup più giovane d’Italia che ha ideato una soluzione anti-bullismo e sulla quale presto potrebbe esserci una novità, anticipa Veltri.

Il tema della Call4Ideas 2019 è affascinante, la Human Data Science, un approccio nuovo all’analisi dei dati, un approccio ‘olistico’, che si arricchisce del contributo di altri campi del sapere come le scienze umane, di cui abbiamo parlato qui, e delle scienze della vita, come sottolinea Veltri.

La call è ancora aperta, fino al 28 ottobre, qui il form per le application.

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