Midori e Healthy Virtuoso vincono la 6a edizione di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif

Midori e Healthy Virtuoso, che si è aggiudicato anche il premio social, sono i vincitori della 6a edizione di Open-F@b Call4Ideas 2019, il contest internazionale lanciato per la prima volta nel 2014 da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, in collaborazione con InsuranceUp.it (Gruppo Digital360).

L’evento di premiazione che si è tenuto ieri 21 novembre a Milano ha visto, tra gli altri, l’intervento di Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif, Andrea Rangone, CEO di Digital360 e la testimonianza di realtà importanti come quella guidata da Roberto Ascione, CEO di Healthware Group. L’evento si è concluso con la premiazione dei progetti vincitori a cura di Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif, Andrea Veltri, Deputy CEO Digital Transformation di BNP Paribas Cardif e Giovanni Iozzia, Direttore, EconomyUp e InsuranceUp.

“Fin dalla prima edizione di Open-F@b Call4Ideas abbiamo cercato, e trovato, compagni di viaggio con cui creare nuovi prodotti e servizi innovativi per i nostri clienti” – ha commentato Andrea Veltri, Deputy CEO di BNP Paribas Cardif. “Un rapporto di reciproca collaborazione che ci ha consentito nelle scorse edizioni di avviare progetti importanti come nel caso di D-Heart che è parte del nostro ecosistema Salute o Amodo con cui stiamo innovando la protezione in mobilità o il più recente MABASTA con cui vi stupiremo a breve. Quest’anno abbiamo voluto valorizzare un tema, l’Human Data Science, che rispecchia l’essenza di BNP Paribas Cardif fatta di innovazione e centralità delle persone. Un approccio che unisce all’analisi dei dati la capacità di valorizzarli attraverso le cosiddette scienze della vita, considerando quindi tutti gli aspetti che hanno al centro le persone e il loro benessere, anche psicofisico. Le startup vincitrici hanno saputo interpretare al meglio questo obiettivo proponendo progetti che ci consentiranno di restituire valore reale ai clienti in termini qualitativi, aprendo nuovi scenari finora inesplorati.”

Le startup vincitrici verranno ora affiancate dal team R&D di BNP Paribas Cardif che li seguirà nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia.

Open-F@b Call4Ideas 2019: i progetti vincitori

MIDORI

Midori ha realizzato NED, un vero assistente energetico di casa in grado di riconoscere quanta energia consumano gli elettrodomestici di casa usando un solo semplice strumento di misura a batteria connesso al quadro elettrico. NED da subito impara le abitudini di consumo delle persone che abitano l’appartamento e propone, su un’app per smartphone, giorno dopo giorno. indicazioni personalizzate su come ridurre inutili sprechi di energia ed essere più consapevoli nell’uso di un bene tanto importante come l’energia.

Progetto – Innovazione, Semplicità, Consapevolezza

NED è un sistema di monitoraggio dei consumi elettrici domestici in grado di riconoscere l’utilizzo e l’attività dei principali elettrodomestici di casa usando un solo strumento di misura: un misuratore di corrente a batteria da installare al quadro elettrico in totale sicurezza e semplicità.

Human Data Science factor

NED è la scatola nera di casa. Attraverso l’intelligenza del suo cervello IA è in grado di ottenere dati sul consumo energetico degli elettrodomestici, il loro stato di salute e molto altro, fino ad ora inaccessibili. L’analisi di questi dati, ed i servizi digitali ad essi connessi, consentono all’utente di NED di essere consapevole di come usa l’energia di casa e di accrescere la propria cultura al risparmio energetico attraverso continui riscontri oggettivi e stimoli positivi. La sostenibilità è un valore e va perseguita con un approccio data-driven.

Team

Christian Camarda, Davide Comba, Awet Abraha Girmay, Virginia Vassallo, Francesca De Santis

HEALTHY VIRTUOSO (VINCITORE ANCHE DEL PREMIO SOCIAL)

Virtuoso incentiva, remunera e premia le persone che si impegnano a mantenere uno stile di vita salutare.

Grazie ad un forte connubio tra psicologia comportamentale, gamification e big data e alla connessione con più di 20.000 applicazioni per la salute, ogni giorno gli utenti hanno la possibilità di ottenere dei crediti utili per sbloccare voucher, sconti e premi messi in palio da Virtuoso o dai propri partner commerciali. Attivo in 115 paesi, Virtuoso ha ottenuto più di 120.000 download con meno di 15.000€ investiti in marketing dimostrando un fortissimo tasso di engagement e miglioramento da parte degli utilizzatori.

Progetto – Engagement, scalabilità, prevenzione della salute

Virtuoso è un’innovativa applicazione che, attraverso un profondo connubio tra psicologia comportamentale, gamification e big data provenienti da oltre 20.000 applicazioni connesse all’app (per fitness, benessere e per salute), incentiva e remunera le persone che si impegnano ad adottare e mantenere uno stile di vita salutare.

Human Data Science factor

Attraverso la psicologia comportamentale, Healthy Virtuoso è in grado non solo di coinvolgere e motivare le persone, ma anche di raccogliere in real time i dati comportamentali dei suoi utilizzatori, da oltre 20.000 sorgenti dati per la salute, per il fitness o per il lifestyle, aiutando così le aziende a conoscere meglio le abitudini dei propri clienti e abilitandole ad offrire in maniera del tutto automatizzata il miglior servizio, per la miglior persona nel miglior momento (sia esso assicurativo, di salute o comportamentale).

Team

Andre Severino, Lorenzo Asuni, Carlo Buccoli, Flavio Filoni, Nicola Tardelli, Claudio Sabia.

Final Challenge: un evento anche social

Svoltasi negli spazi della Fondazione Feltrinelli di Milano, la Final Challenge ha visto confrontarsi i 12 finalisti con i loro progetti sul tema dell’Human Data Science. I loro pitch sono stati votati in tempo reale da una giuria di esperti e il pubblico in sala attraverso un’app. In linea con il carattere innovativo di BNP Paribas Cardif, il format rinnovato di quest’anno di Open-F@b Call4Ideas 2019 ha previsto anche la scelta di un vincitore Social votato, per il progetto più apprezzato, tramite la piattaforma Facebook. Per la prima volta, infatti, gli utenti del web hanno potuto seguire tutta l’avvincente battle con una diretta live sulla pagina corporate Facebook della Compagnia. Chiunque ha, così, potuto utilizzare il canale social per esprimere con un “like” la propria preferenza, collaborando in modo diretto a individuare le idee maggiormente innovative e utili.

Open-F@b Call4Ideas, un percorso duraturo di open innovation

Open-F@b Call4Ideas si conferma un appuntamento importante e atteso per tutti gli innovatori di realtà italiane ed estere. Dal 2014 sono state proposte in totale oltre 350 candidature – la metà provenienti dall’estero -, selezionate più di 70 idee innovative, che hanno portato a diverse collaborazioni industriali con un investimento di circa un milione di euro in totale.

Un caso unico in Italia per longevità dell’iniziativa, per efficacia e concretezza, come è stato anche sottolineato nel corso dell’evento di ieri da Isabella Fumagalli, che ha evidenziato anche il lavoro interno all’organizzazione per concepire nuovi temi come la ‘human data science’ (temi che devono tradursi poi in soluzioni per i clienti); e da Andrea Rangone, che ha sottolineato la serietà con la quale BNP Paribas Cardif l’iniziativa, che si è espressa anche nella call di quest’anno dedicata a un tema estremamente importante oggi come i dati.

Anche per il 2019 il contest vede la collaborazione di Medici powered by Let’s Talk Payments LCC, società di advisory e scouting di startup insurtech e fintech a livello globale. Tutti i finalisti verranno inseriti nel database di Medici e riceveranno un pacchetto di servizi di marketing a loro dedicati. Inoltre, le startup finaliste in cerca di fondi fino a un round di Serie A+ saranno presentate a C Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif che con Cathay Innovation ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in start-up.

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Roberto Ascione (Healthware) “La digital health è il futuro della salute”

Un recente report di Acumen Research and Consulting stima il valore del mercato globale della digital health in circa 511 miliardi di dollari entro il 2026, con una crescita esponenziale nei prossimi anni. L’industria include tecnologie di mobile health, telemedicina, soluzioni per migliorare l’efficienza delle organizzazioni sanitari, tecnologie cloud.

La percezione di tutto questo, per i non addetti ai lavori, è spesso molto sfumata e la crescita esponenziale di cui si parla è determinata dal fatto che la strada della digital health fino all’ultimo ‘paziente’ del pianeta è ancora lunga.

Tuttavia, la digital health è già entrata nelle nostre vite più di quanto si pensi: le cartelle sanitarie digitali, lo smartwatch che monitora il nostro cuore, il video-consulto medico, l’app che ci aiuta a mangiare più sano, a fare sport, a dormire meglio, per elencare alcune delle cose più comuni.

Non vi è dubbio che la sanità e la salute personale siano settori in cui l’arrivo delle nuove tecnologie, software e hardware, stanno contribuendo a realizzare un cambio di paradigma, un salto epocale, possiamo ben dire. Che non è limitato agli avanzamenti nella medicina, anch’essi molto legati al digitale, ai dati, a internet e via dicendo; si tratta proprio di nuove opportunità di assistenza e cura delle persone, che rendono il sistema salute più efficace, accessibile, umano, sostenibile.

Il sistema sanitario (pubblico e privato) si è sempre destreggiato tra due, fino a oggi, opposte esigenze: dare il servizio e far quadrare i conti. Conti che nel sistema sanitario sono enormi. La digital health può riuscire a far trovare la quadra, facendo tornare i conti e migliorando il servizio sanitario. E può riuscirci perché nel digital health, come in altri settori ‘digital’, alla fine la tecnologia è solo uno strumento, potente, ma uno strumento, che abilita anche nuovi modelli di business, nuovi player, nuovi ecosistemi.

Tra i player più rilevanti dello scenario digital health internazionale c’è Healthware, società nata in Italia dall’iniziativa di Roberto Ascione, basata a Salerno e con uffici principali a Milano, Londra e New York, che opera nella consulenza strategica, dei progetti, applicazioni e servizi innovativi per il settore della salute e sta espandendo già da alcuni anni la sua offerta nell’ambito della digital health e, più recentemente, dei digital therapeutics. Lo scorso gennaio ha raccolto 10 milioni di euro di investimenti venture capital da FII Tech Growth (Fondo italiano d’investimento) proprio per finanziare i suoi sviluppi e la sua crescita.

Cosa fa Healthware

“Healthware si occupa di digital health da molto tempo, siamo nati in Italia oltre 20 anni fa, ora siamo presenti in diversi paesi in Europa e negli Stati Uniti. – ci racconta Ascione – In sintesi, l’idea di Healthware è quella di applicare tecnologia, data science, innovazione, al miglioramento della salute delle persone, quindi noi supportiamo medici, aziende del settore life science, startup, consumatori di salute, cioè pazienti, e più recentemente il mondo dell’health insurance, aiutandoli a utilizzare queste tecnologie per creare soluzioni, esperienze, in generale risolvere problemi che la salute delle persone ha e che le tecnologie possono sicuramente migliorare”.

Da circa un anno Healthware è entrato anche a far parte dell’ecosistema salute BNP Paribas Cardif, con cui sta collaborando per lo sviluppo di nuove soluzioni in ambito digital health.

“Noi di Healthware pensiamo che il mondo assicurativo possa avere un grande ruolo nello sviluppo della salute digitale, anche in Paesi che hanno una struttura sanitaria di stampo sociale come l’Italia o la Francia, per esempio. – spiega Ascione – Perciò siamo molto contenti della partnership con BNP Paribas Cardif che ha iniziato un percorso nel settore della digital health e dell’health insurance e con cui stiamo sviluppando una serie di concept innovativi rispetto all’utilizzo delle tecnologie sia da un punto di vista della gestione di alcune patologie, sia da un punto di vista della gestione di quella che noi chiamiamo ‘consumer health’, ovvero la gestione preventiva della salute in persone che non hanno ancora patologie e che, appunto con il supporto di soluzioni digital health, possono evitare di averne”.

Come cambierà il sistema salute con la digital health? Quali saranno i vantaggi?

“Io credo che la digital health cambierà profondamente la gestione della salute. Siamo abituati a una medicina uguale per tutti, o che ragiona per grandi gruppi di individui. L’avvento del digitale nella salute offre una grande opportunità di personalizzazione: la grande disponibilità di dati offre la possibilità di adattamento di una serie di soluzioni al bisogno del singolo individuo. Poiché la nostra salute è molto variabile individualmente, questa personalizzazione della medicina, dei trattamenti, delle cure ci aspettiamo che darà grandi risultati.

Sotto un altro punto di vista, con la digital health ci sarà una maggiore sostenibilità dei sistemi sanitari, in questo momento particolarmente gravati da un accesso indiscriminato ai sistemi stessi e da processi poco efficienti: se da un lato il nuovo approccio alla salute promosso dalla digital health ci aiuterà a essere più sani e quindi dover ricorrere meno al sistema sanitario, dall’altro il paziente troverà un sistema più efficiente, perché i sistemi sanitari potranno utilizzare meglio i dati, le informazioni di cui dispongono, per snellire i processi, permettere al paziente un accesso ‘più rapido, nel posto giusto, al momento giusto’.

Ci sono, dunque, due piani di vantaggi, quelli da un punto di vista individuale e quelli da un punto di vista ‘economico’ più generale, di sostenibilità dei sistemi sanitari”.

Quando si parla di dati, non si può tralasciare quanto riguarda gli aspetti etici. Il vostro partner BNP Paribas Cardif è molto sensibile su questo argomento, ha abbracciato un approccio etico all’uso dei dati che mira soprattutto a utilizzare i dati stessi per ‘restituire valore’ al cliente. La sua call di open innovation Open-F@b Call4Ideas 2019 è stata dedicata alla Human Data Science.

“Il concetto che BNP Paribas Cardif sta portando avanti con la Human Data Science è molto interessante e molto vicino anche al nostro pensiero, al nostro background in Healthware. Non a caso nel mio recente libro ‘Il futuro della salute’ parlo di come la tecnologia porterà a umanizzare le cure, non avremo una fredda tecno-medicina, ma un aumento di empatia, di umanizzazione, grazie alla maggiore personalizzazione e anche al maggior tempo che i medici avranno a disposizione per dedicarsi ai pazienti. Il tema della Human Data Science è centrale, è un pilastro su cui si costruisce la promessa della digital health, quella di migliorare l’accesso e la personalizzazione delle cure, anche di patologie croniche; i dati sono parte del motore che renderà questo possibile.

I temi dell’etica e della privacy sono l’altro pilastro: la data ethics è molto importante in ogni settore, ma forse ancora di più in ambito salute, la salute è quanto di più personale possiamo avere e i dati sono particolarmente sensibili.

Da questo punto di vista in Europa siamo fortunati, un passo avanti rispetto ad altre parti del mondo, perché il GDPR ha fornito un framework di riferimento utile non solo ai singoli individui, ma anche per gli operatori che fanno innovazione, perché ha chiarito quali sono i procedimenti da seguire per rispettare degli standard di sicurezza piuttosto elevati.

Eppur vero, che tutti noi abbiamo in qualche modo imparato a trovare un compromesso tra l’utilizzo dei nostri dati da parte di terzi e il valore che ne ricaviamo in cambio: credo che l’ambito salute sia quello in cui possiamo ricavare maggior valore e in cui come individui dovremo accettare qualche compromesso, se dall’altra parte c’è un’azienda che rispetta le normative vigenti e restituisce valore.

Io sono positivo da questo punto di vista, è chiaro che ci saranno delle problematiche durante il percorso ma abbiamo la cornice normativa, un grande livello di sensibilità, una condivisione della dimensione ‘etica’ dell’utilizzo dei dati. La digital health è il futuro della salute”.

Roberto Ascione interverrà con la presentazione “Data-driven medicine will humanize healthcare” all’evento ‘Final Challenge’  di BNP Paribas Cardif, in cui saranno premiati i vincitori dell’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas,  dedicata alla Human Data Science. Appuntamento a Milano il prossimo 21 novembre, qui la pagina con l’agenda e il form di registrazione.

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Come scegliere la migliore assicurazione viaggio

Hai scelto la tua prossima destinazione, hai organizzato il viaggio in ogni minimo dettaglio a partire dagli spostamenti, gli hotel, musei e luoghi da visitare, locali dove mangiare. Ma non hai pensato all’assicurazione di viaggio.

O magari ci hai pensato sì, ma non hai prestato particolare attenzione alla tua scelta e ti sei accontentato della prima che hai visto. E invece ogni volta che parti devi essere sicuro di avere scelto la migliore assicurazione viaggio perché ogni destinazione, così come ogni viaggio, presentano caratteristiche diverse e le esigenze possono cambiare di volta in volta. In questo articolo ti aiutiamo a fare la scelta giusta, che non sempre è la più economica.

La destinazione e il tipo di viaggio

E già, il Paese di destinazione è fondamentale per scegliere la migliore assicurazione e sentirti al sicuro. Ci sono infatti dei Paesi in cui è obbligatorio avere un’assicurazione sanitaria, e questo ancora prima di arrivare. Succede, per esempio, nella già citata Russia dove appunto per avere il visto di entrata, lo Stato richiede un’assicurazione viaggio Russia che possa dimostrare la capacità di prendersi carico di eventuali spese mediche o, se fosse necessario, di un rimpatrio sanitario. Stessa cosa per esempio vale anche per la Cina.

Inoltre, la migliore assicurazione dipende anche dal tipo di viaggio che stai per fare. Se per esempio sai di dover restare all’estero per più di 3 mesi, ti serve sicuramente una polizza di assicurazione per viaggio con lungo soggiorno all’estero. Allo stesso tempo è possibile personalizzare l’assicurazione a seconda del tipo di viaggio: lavoro, studio, ma anche prevedere un’assicurazione che copra tutti i tipi di infortuni. Cosa cui dovresti sicuramente pensare se per esempio hai deciso di scalare l’Everest o di fare bunjee jumping buttandoti dalla Macau Tower in Cina…Pertanto, prima di scegliere il Paese da visitare, è importante informarsi al meglio e anche sapere cosa prevede un’assicurazione di viaggio.

Cosa copre un’assicurazione viaggio

Un’assicurazione di viaggio, come avrai già intuito, pertanto copre le spese mediche per incidenti o malattie insorti durante il viaggio e dà (o almeno dovrebbe dare) anche l’assistenza sanitaria 24 ore su 24.

Queste sono le voci fondamentali, ma può prevedere la copertura anche nel caso di smarrimento del bagaglio, di furto o in caso di cancellazione del volo per cause di forza maggiore, così come lo smarrimento o il furto dello smarthphone ecc… Vediamo tutto in dettaglio.

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L’assicurazione per assistenza medica e infortuni

Preoccuparsi della propria salute mentre si è in viaggio, come abbiamo visto, è fondamentale e in alcuni Paesi può essere persino obbligatorio. Per scegliere la migliore assicurazione viaggio che ti copra in tal senso, devono essere incluse la garanzia spese mediche e la garanzia infortuni.

La garanzia spese mediche ti copre in caso di malattie o infortuni avvenuti durante il viaggio, ti permette di ottenere il rimborso delle spese mediche sostenute per il ricovero ospedaliero, interventi chirurgici, spese farmaceutiche ecc…

Se fosse possibile però sarebbe meglio scegliere un’assicurazione che offra il pagamento diretto sul posto delle spese mediche nonché l’assistenza 24 ore su 24. Questa possibilità, offerta da grandi gruppi assicurativi, ti permette di non trovarti nella spiacevole situazione che tu debba anticipare tutte le spese con soldi che magari neanche hai. Altro requisito importante è che l’assicurazione appunto possa assisterti 24 ore su 24 e che possa fornirti un’assistenza in italiano sia da parte della centrale operativa che dei medici.

Assicurati anche che sia prevista tale copertura in caso di attacchi terroristici.
Quanto alla garanzia infortuni, deve coprire tutti i punti di invalidità che possano derivare da un incidente, da quando è avvenuto durante il viaggio ed entro un anno compreso anche il tuo viaggio come passeggero per spostarti nel Paese che hai scelto o da una zona all’altra.

L’assicurazione per bagaglio smarrito o rubato

Scegliere la migliore assicurazione per te vuol dire tutelarti anche nel caso in cui venga smarrita la tua valigia, cosa che come sappiamo succede spesso, già nei viaggi nello stesso Paese, figuriamoci per quelli intercontinentali.

La migliore assicurazione per te, se tieni a questo aspetto, è quella che prevede, in caso di smarrimento, furto o anche danneggiato, il rimborso del costo del bagaglio, in toto o in parte, fino a un tetto massimo che varia di polizza in polizza e anche in base al valore del bagaglio.

Questa garanzia si può applicare anche a oggetti di valore come smartphone, tablet ma anche carta di credito e sappi che copre anche le spese di gestione dei documenti necessari per il viaggio come documento d’identità, visto e passaporto.

Puoi scegliere anche una polizza che preveda un rimborso in caso di ritardo di consegna del bagaglio: alcune assicurazioni prevedono che se si superano le 12 ore prima che si torni in possesso dei propri effetti, debbano essere rimborsate le spese sostenute per i beni di prima necessità.
assicurazione viaggio

L’assicurazione per annullamento o interruzione del viaggio

L’assicurazione può intervenire anche se il viaggio viene annullato o interrotto a causa di rientro sanitario anticipato o ricovero della persona assicurata per un lasso di tempo superiore ai 10 giorni. Diverse polizze prevedono rimborsi in tal senso se appunto il viaggio viene annullato per condizioni che non erano previste al momento della stipula del contratto (di fatto una polizza questo è).

Le polizze possono coprire tutte le spese del viaggio se rinunci per imprevisti come malattie, infortuni, ricovero delle persone assicurate o parenti prossimi. Coprono anche le eventuali penali di annullamento legate a biglietti comprati, viaggi organizzati, tour operator ecc…

L’assicurazione per il lungo soggiorno all’estero

Se stai pensando di restare all’estero per più di 3 mesi – per motivi di studio o lavoro – sei nel cosiddetto “long stay”.Le assicurazioni coprono questo periodo così come per soggiorni all’estero valutano la possibilità che lavoratore si trovi a fare viaggi continui, anche mensili, se non settimanali, per pochi giorni all’estero. In questo caso è consigliabile una polizza multi-viaggio che ha la durata di 365 giorni e ti permette di evitare di cominciare da capo ogni volta che devi fare un viaggio all’estero per tutelare i tuoi diritti.

Il massimale

Oltre a quanto ti abbiamo detto per scegliere la migliore assicurazione viaggio considera il massimale che è una delle cose cui devi prestare attenzione in particolar modo. In pratica, si tratta dell’importo massimo che la compagnia assicurativa ti riconosce in caso di necessità. Ne abbiamo parlato a proposito delle spese mediche, sappi che ci sono assicurazioni che hanno anche un massimale illimitato – ovviamente tutt’altro che economiche – ma che puoi prendere in considerazione se vuoi sentirti il più sicuro possibile.

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migliori pneumatici invernali: guida alla scelta 2019

Quali gomme da neve comprare? Eh sì, perché una buona scelta in questo senso può davvero fare la differenza in quanto a piacere di guida e sicurezza.

migliori pneumatici invernali

Infatti, nonostante per la legge italiana tra il 15 novembre e il 15 aprile basti avere all’interno del veicolo le catene da neve, decidere di montare degli pneumatici appositi è certamente la scelta vincente. Per questo abbiamo selezionato per voi le soluzioni più interessanti.

Come riconoscere le gomme da neve

Come abbiamo già detto, per la legge italiana basta avere a bordo le catene da neve e teoricamente si è al sicuro da eventuali sanzioni. Per aumentare la sicurezza ed evitare noiose soste a bordo strada, al freddo è però buona prassi montare delle gomme da neve, così da togliersi il pensiero e viaggiare a mente libera.

La sigla che deve essere presente sugli pneumatici è quella “M+S” (mud+snow), che dimostra l’idoneità a viaggiare su superfici complesse come quelle fangose o innevate.

sigla gomme invernali

Per la legislazione italiana questo è sufficiente, ma è possibile fare un’ulteriore distinzione: se alla sigla M+S è aggiunto un logo contenente una montagna e un fiocco di neve significa che gli pneumatici in questione sono da neve e termici. Questo significa che garantiscono una migliore tenuta di strada e potranno essere utilizzati con temperature più rigide e terreni in condizioni peggiori.

logo gomme invernali

Viaggiare senza pneumatici invernali: le sanzioni

Dal 2013 il Ministero dei Trasporti ha esteso l’obbligo a tutta Italia per il periodo che va dal 15 novembre al 15 aprile. In questo lasso di tempo il codice della strada prevede che “i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio”. Bastano quindi le catene a bordo, anche se è consigliato montare le gomme pensate appositamente per le temperature più rigide.

In caso di mancato rispetto di questa norma, la sanzione può partire da 85€ e arrivare a 338€, con la possibilità di pagare poco meno di 60€ entro i primi 5 giorni. All’interno dei centri abitati (nei Comuni che hanno richiesto l’obbligo di gomme invernali o catene a bordo) la sanzione scende a 41€ fino ad un massimo di 169 euro.

gomme da neve

Quali sono i migliori pneumatici invernali?

Partiamo dicendo che le gomme invernali sono quelle caratterizzate da una mescola particolare che aumenta di temperatura grazie all’attrito e al rotolamento sulla strada, permettendo così una migliore aderenza all’asfalto. Il tutto è ovviamente facilitato da un “disegno” delle scanalature differente rispetto agli pneumatici “estivi”.

Abbiamo scelto per voi le opzioni più interessanti a nostro avviso, adatte a tutte le esigenze.

Continental WinterContact TS 860

Continental con questi pneumatici ha pensato in particolare alle auto compatte e medie, raggiungendo dunque gran parte del panorama automobilistico del Bel Paese. La mescola utilizzata è denominata Cool Chili, e permette una ottima risposta ed aderenza in frenata in ogni condizione.

La frenata è garantita anche in condizioni di ghiaccio presente sulla carreggiata, grazie al Liquid Layer Drainage, pensato appositamente per fronteggiare le superfici più scivolose. I consumi dell’auto non variano in maniera considerevole con questo pneumatici, e anche il comfort acustico è garantito.

Prezzo indicativo: 344€ per le quattro gomme (86€ c/u) (misure 205/55)

Bridgestone Blizzak LM 001 Evo

La casa giapponese con questo Blizzak è riuscita a creare uno pneumatico affidabile e adatto a tutte le vetture. Ottima la tenuta a basse temperature sull’asciutto, sul bagnato e la resistenza al rotolamento. La durata è garantita, mentre pecca un po’ rispetto al WinterContact di Continental per quanto riguarda l’impatto a livello sonoro.

Prezzo indicativo: 304€ per le quattro gomme (76€ c/u) (misure 205/55)

Dunlop Winter Response 2

Questo modello di Dunlop si può considerare come il fratello dell’acclamato Street Response 2, adatto alla stagione estiva. Come il fratello, si rivolge soprattutto alle piccole citycar, essendo uno pneumatico leggero e adatto alle vetture più maneggevoli.

Il disegno asimmetrico del battistrada permette un migliore passaggio dei liquidi e dunque un’aderenza accentuata in condizioni avverse, e questo riesce a garantire una guida equilibrata su qualsiasi superficie. L’inserimento nella mescola della rocca di silice fa sì che l’elasticità sia presente anche quando il termometro segna molti gradi al di sotto dello zero.

Prezzo indicativo: 320€ per le quattro gomme (80€ c/u) (misure 185/55).

Goodyear UltraGrip 9

Ottimo pneumatico quello proposto dalla casa del sandalo alato, capace di soddisfare gli automobilisti in ogni aspetto: tenuta di strada, rumorosità, frenata, consumi… E’ davvero impressionante la sua tenuta sul bagnato anche a basse temperature, e questo lo rende di sicuro una scelta vincente per chiunque.

Prezzo indicativo: 328€ per le quattro gomme (82€ c/u) (misure 205/55).

Michelin Alpin 5

Il nuovo design di Michelin riesce ad apportare una migliore trazione sulla neve, una resistenza più alta al pericoloso fenomeno dell’acquaplaning e un’ottima precisione in curva. Le lamelle sono particolarmente profonde rispetto alle concorrenti, e per questo la vita dello pneumatico sarà presumibilmente più lunga rispetto alla media.  Pecca un poco per quanto riguarda la rumorosità, accettabile ma più alta in confronto ad altre soluzioni.

Prezzo indicativo: 360€ per le quattro gomme (90€ c/u) (misure 205/55).

Pirelli Cinturato Winter

L’azienda italiana non resta certo a guardare questo scontro tra gomme invernali: il suo modello Cinturato Winter è di certo da tenere in considerazione vista la buona resistenza all’usura e i bassi consumi di carburante garantiti. Le prestazioni sono buone in ogni condizione, e questo giustifica un prezzo leggermente più alto rispetto alla media dei modelli qui presentati.

Prezzo indicativo: 380€ per quattro gomme (95€ c/u) (misure 205/55).

Yokohama BluEarth Winter V905: gomma invernale economica

Per chi volesse avere sì a disposizione una gomma affidabile e sicura, ma allo stesso tempo non volesse spendere più del dovuto, la scelta da fare è probabilmente questa Yokohama BluEarth Winter. Affidabile in ogni condizione, con qualche deficit su asciutto e neve, la giapponese è comunque capace di superare tutte le prove a cui può essere sottoposta una macchina durante la stagione invernale.

Prezzo indicativo: 260€ per quattro gomme (65€ c/u) (misure 205/55).

 

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Lambrusco: caratteristiche, abbinamenti e provenienza

 

È un vino rosso brioso che merita attenzione per la versatilità a tavola e  per il senso di grande naturalezza che offre. Del vitigno Lambrusco se ne inizia a trovare traccia già al tempo degli Etruschi.

Catone, Varrone, Plinio il Vecchio hanno lasciato testimonianze chiare di questo vitigno originariamente selvatico e poi domesticato.

Fino agli anni ’60 il Lambrusco, nelle zone storiche di coltivazione era un vino artigianale che veniva imbottigliato con la luna di marzo e fatto rifermentare in bottiglia senza l’eliminazione dei lieviti.

Era venduto sfuso direttamente dal contadino e imbottigliato in casa dal cliente.

Ma era un vino delicato, che faceva il fondo e tendeva a deteriorarsi al minimo movimento o con i primi caldi estivi.

A partire dagli anni ’70, la lavorazione inizia ad avere un processo di industrializzazione che porta i vignaioli a vinificare con maggiore attenzione e ad avviare processi di spumantizzazione fatti esclusivamente in autoclave per poi proseguire con l’ imbottigliamento in cantina e venduto in bottiglia.

 

Lambrusco: caratteristiche organolettiche

Il lambrusco viene declinato in numerose varianti, da quello di Sorbara al Grasparossa di Castelvetro, fino al Salamino di Santa Croce e a molte altre. Ci concentreremo sulle prime tre varianti, le storiche DOC con maggiore produzione.

Lambrusco di Sorbara DOC:

È il più leggero, meno colorato ed essenziale dei lambruschi modenesi, è anche il più conosciuto ed il più prodotto.

Ha una spuma vivace e un gusto sapido e nervoso, vediamo nel dettaglio la sua scheda tecnica:

  • caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino tenue, spesso cerasuolo o rosato; acidità sostenuta e croccante. I profumi sono delicati con sentore di viola e frutta rossa; sapore secco o asciutto, ha una corposità poco accentuata e una tannicità leggera. Fresco, sapido e armonico. Gradazione alcolica: minimo 10,5°
  • Uvaggio: Lambrusco di Sorbara in quantità minima del 60% , Lambrusco Salamino massimo 40%.
  • Tipologia: Rosso, Rosato, Secco, Semisecco, Amabile, Dolce.
  • Temperatura di Servizio: 14 – 16° C.
  • Invecchiamento: maturo in 8 mesi

Lambrusco Grasparossa DOC:

È la variante che riesce a giungere a piena maturazione anche con temperature non alte, per questo è l’unico vitigno coltivato nei terreni collinari.

  • Caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino intenso con sfumature violacee; profumi fruttati di bacche rosse del sottobosco, floreali. Il copro è più sostenuto rispetto agli altri lambruschi modenesi, ha un gusto pieno, ricco nella componente tannica e bilanciato da una buona e moderata acidità, fragrante ma mai esagerata. Spuma evanescente e vivace. Gradazione alcolica: minimo 10,5°
  • Uvaggio: Lambrusco Grasparossa ( minimo 85%), più eventuali aggiunte di altre varietà di Lambruschi.
  • Tipologie: Rosso, Rosato; Secco, Semisecco, Amabile, Dolce.
  • Temperature di servizio: 14 – 16°C
  • Invecchiamento: maturo in 1 anno

Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC

Il Salamino deve il suo nome alla forma del suo grappolo che ricorda un piccolo salame. Produce vini con caratteristiche intermedie tra quello di Sorbara e il Grasparossa.

  • Caratteristiche organolettiche: colore intenso e carico; profumi maturi pienamente fruttati ed elegantemente floreali, freschi e fragranti. In bocca mostrano equilibrio tra acidità e struttura tannica, con un buon corpo, giusta armonia e bella sapidità. Gradazione alcolica: minimo 10,5°.
  • Uvaggio: Lambrusco Salamino minimo al 90%, più eventuali aggiunte di altre varietà di Lambruschi.
  • Tipologie: Rosso, Rosato; Secco, Semisecco, Amabile, Dolce.
  • Temperature di servizio:14 – 16°C.
  • Invecchiamento: è un vino maturo in 1 anno.

 Dove nasce il Lambrusco

I territori che accolgono la maggior presenza di Lambruschi sono quelli tra la provincia di Modena e quella di Reggio Emilia, anche se lo troviamo coltivato in maniera diffusa nella pianura padana nelle provincie di Parma, Bologna, Ferrara, Mantova, Cremona, Treviso e Rovigo.

Una buona diffusione di vitigni di Lambrusco si trova anche in Puglia.

  • La zona di produzione del Lambrusco di Sorbara è compresa tra i comuni di Sorbara, Bomporto, San Prospero e Nonantola anche se si trova mediamente diffuso in tutta la pianura compresa tra il Secchia ed il Panaro.
  • Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro trova la sua massima diffusione nel territorio del comune omonimo e nei comuni vicini in provincia di Reggio Emilia nei comuni pedecollinari di Scandiano, Casalgrande e Quattro Castella. In maniera sporadica è presente anche nelle colline del parmense, nel mantovano e nel bolognese.
  • Il Salamino è diffuso in provincia di Modena ma anche in quella di Reggio Emilia soprattutto a Correggio, Fabbrico, San Martino in Rio e Rio Saliceto. Coltivato in maniera sporadica nella pianura bolognese e ferrarese.

Come abbinare il Lambrusco

Antipasti abbinati

  • di Sorbara: ottimo con formaggi come il parmigiano reggiano e grana padano fresco; salumi come la coppa piacentina,  mortadella, salama da sugo, salume felino, pancetta accompagnati dal gnocco fritto di Modena.
  • Grasparossa: viene abbinato con i salumi emiliani: culatello, prosciutto, spalla cotta, fiocchetto acompagnati dalle crescentine.
  • Salamino di Santa Croce: da abbinare a formaggi stagionati accompagnati da gnocco fritto e crescentine.

Primi piatti

  • Sorbara: da abbinare ad un buon piatto di tortellini, tagliatelle, lasagne alla bolognese, cappelletti e burlenghi.
  • Grasparossa: si accompagna bene ai tortellini in brodo, passatelli e cappellacci.
  • Salamino: da bere assieme ad un buon piatto di tagliatelle al ragù, cappelletti in brodo e di burlenghi.

Secondi piatti

  • Sorbara e Grasparossa: si abbinano allo zampone, bolliti di carne mista, cotechino.
  • Salamino di Santa Croce: cotechino e lenticchie, zampone

Dolci

La versione amabili di tutte e tre le tipologie di Lambrusco accompagnano i dolci tipici modenesi, come la famosa torta Barozzi, le frappe di carnevale, il budino di uva rossa che si usa fare nel periodo della vendemmia, la torta di riso, la torta di tagliatelle, i tortelli fritto o al forno e il Pane di Natale.

  • Grasparossa: bagna la ciambella reggiana e la tipica spongata.
  • Salamino: si beve sempre insieme alla spongata e al biscione reggiano.

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Lugana DOC: provenienza, abbinamenti e caratteristiche

vino bianco veneto e lombardia lugana

Al Lugana DOC si aggiungono le tipologie: Spumante, Superiore, Riserva e Vendemmia tardiva. Un vino di forte personalità, profumato e versatile da abbinare ad antipasti di pesce di lago e formaggi a pasta molle, fino alla biscotteria secca non troppo dolce.

Lugana: caratteristiche organolettiche

Si presenta di colore giallo paglierino intenso con riflessi verdognoli che con l’invecchiamento tendono al dorato, il profumo è fruttato, fiorito e molto delicato.

È un vino bianco dal sapore sapido, asciutto e leggermente acidulo ma molto gradevole.

La gradazione alcolica minima è di 11° nella versione normale, 11,5° per la versione spumante e 12° per il Superiore.

L’invecchiamento richiesto è di uno, due anni per la versione normale mentre per il Superiore va da un anno a cinque anni. Anche per la temperatura di servizio le versioni di Lugana si differenziano, il tipo normale va servito ad un temperatura che va dai 10 ai 12°C, mentre lo Spumante e il Superiore si serve dagli 8 ai 14° C.

Nel 2011 è stato rivisto il disciplinare e sono state introdotte due nuove versioni di Lugana: il Riserva, evoluzione del Superiore e il Lugana vendemmia tardiva.

  • Il Riserva è un vino “cremoso” con il profumo che ricorda la tostatura dal finale sapido. È un vino che richiede 8 anni di invecchiamento di cui sei in bottiglia.
  • Lugana vendemmia tardiva viene ottenuto con un parziale appassimento dell’uva sulla pianta tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre che dona a questa tipologia di vino una caratteristica morbida e densa senza che esagerare in dolcezza. Viene poi sottoposto ad almeno dodici mesi di affinamento.

Dove nasce il Lugana

Questo vino bianco viene prodotto tra il Veneto e la Lombardia e precisamente nella provincia di Verona e Brescia.

Prende il nome dal paese di Lugana, frazione del comune di Sirmione, uno spicchio di terra pianeggiate a sud del Lago di Garda.

L’area di produzione coinvolge i Comuni di Desenzano del Garda, Pozzolengo, Lonato e Peschiera del Garda.

In queste pianure di origine morenica con terreni calcarei e argillosi, il vitigno del Trebbiano ha origini molto antiche.

A Peschiera sono rinvenuti dei resti di palafitte, che risalgono all’età del bronzo, nelle quali sono stati ritrovati dei vinaccioli di Trebbiano.

Come abbinare il Lugana

Il Lugana DOC è un vino bianco molto versatile.

Grazie alle cinque tipologie si presta a molteplici abbinamenti. Si abbina particolarmente bene alle pietanze a base di pesce d’acqua dolce, tipiche della cucina di lago, come il pesce carpione e il coregone, ottimo con la trota, il persico e il lavarello.

Rimane comunque un vino di carattere che si abbina bene anche ai formaggi molli, come il celebre stracchino della Mora prodotto nelle valli bresciane e presidio SlowFood.

Aperitivi

Sia il Doc normale che lo Spumante metodo Charmat sono perfetti con gli aperitivi e con antipasti a base di pesce, come l’insalata di mare o di lago, tartine con tonno e salmone, conditi con olio buono del Garda.

Primi piatti

Il Lugana DOC si abbina perfettamente a primi piatti di pasta e riso con sughi di pesce e verdure.

Quello Superiore, per le sue caratteristiche di vino morbido e dal sapore agrumato, accompagna molto bene sughi più elaborati e grassi, come una pasta ai quattro formaggi.

Il Lugana Spumante viene abbinato ai Casoncelli alla bresciana, ravioli di carne con verdure e spezie, piatto tipico della tradizione lombarda che in ogni provincia subisce delle varianti.

Secondi piatti

Vale la stessa regola dei primi piatti e degli antipasti. Il Lugana tipo normale viene abbinato a ricette a base di pesce cotto ai ferri, al forno o stufato e servito insieme alla polenta. Il Superiore è ottimo da abbinare alle carni bianche e ai formaggi molli di latte vaccino. Il Riserva è da abbinare a ricette più elaborate di carne, come il manzo di Rovato, e a formaggi di media stagionatura o cotti alla piastra.

Il Lugana Vendemmia Tardiva, può essere abbinato con formaggi erborinati come il Gorgonzola, ma è ottimo anche con dei dolci poco dolci come ad esempio i Zaleti, tipici biscotti di farina di mais e uva passa della tradizione veneta.

 

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Nuova Identità digitale con la carta d’identità elettronica

Un’importante novità potrebbe rivoluzionare il modo in cui potrai richiedere la tua identità digitale: cambia la  Spid, ovvero il sistema pubblico di identità digitale.
Come ha annunciato il ministro dell’Innovazione Paola Pisano infatti, secondo la modifica contenuta in un emendamento nella legge di Bilancio, la Spid potrà essere associata alla richiesta della carta d’identità elettronica.

Cosa devo fare per avere lo SPID?

Per richiedere la Spid, la tua identità digitale, oggi ti devi rivolgere ai cosiddetti identity provider accreditati, che sono operatori delle telecomunicazioni, banche, poste come Aruba, Tim, Intesa Sanpaolo e Poste Italiane, i quali, dopo le verifiche necessarie, la rilasciano non sempre gratuitamente. Per esempio, si può richiedere il reddito di cittadinanza con la Spid.

Come ottenere la nuova identità digitale?

Con la modifica, la governance dell’identità digitale – secondo le dichiarazioni del ministro – sarà statale, e la Spid diventerà unica e a costo zero per tutti i cittadini, e verrà rilasciata con la carta di identità elettronica.

Tutti i servizi statali erogati in maniera digitale si troveranno in una app che si chiamerà Io e che dovrebbe partire, sempre secondo le dichiarazioni, tra gennaio e febbraio 2020.

Il budget a disposizione destinate alla nuova identità digitale sarà crescente, partendo da 15 milioni di euro per il primo anno, 20 milioni per il secondo e trenta per il terzo anno.

Cosa devi fare se sei già in possesso della Spid?

Se sei già in possesso della tua  SPID per ora non dovrai fare nulla di particolare e puoi continuare a utilizzarla. E anche quando la modifica sarà effettiva, secondo quanto dichiarato dal ministro, SPID non dovrà essere rifatta.

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Final Challenge 2019

21 NOVEMBRE 2019
FONDAZIONE FELTRINELLI
viale Pasubio 5, Milano

L’evento di presentazione dei progetti finalisti di Open-F@b Call4Ideas 2019 si terrà il 21 Novembre 2019 dalle ore 16.00 presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.

I progetti saranno valutati da una giuria composta dal Top Management di BNP Paribas Cardif e da esperti del mondo dell’innovazione.

Le idee più innovative sul tema Human Data Science si sfideranno per la vittoria!

Partecipa all’evento iscrivendoti tramite il form o segui la diretta Facebook dalle ore 16.30 sulla pagina @BNPParibasCardifItalia

AGENDA

16.00
Registrazione dei partecipanti
16.30
Benvenuto
Luca De Biase, Innovation Jouralist, Il Sole 24 Ore
16.35
Apertura dei lavori
Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy, BNP Paribas Cardif
Andrea Rangone, CEO, Digital360
16.50
Battle | Prima fase
conduce Luca De Biase
18.00
Data-driven medicine will humanize healthcare
Roberto Ascione, CEO, Healthware Group
18.15
Battle | La finale
conduce Luca De Biase
18.35
Premiazione dei vincitori
Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy, BNP Paribas Cardif
Andrea Veltri, Deputy CEO Digital Transformation, BNP Paribas Cardif
Giovanni Iozzia, Direttore, EconomyUp e InsuranceUp
18.45
Chiusura lavori e cocktail

Compila il form per registrarti all’evento

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Startup a impatto sociale, così Moodìka promuove la donazione del sangue

“Una startup innovativa a vocazione sociale”. Fulvio Miraglia non ci pensa su due volte quando si tratta di descrivere Moodìka, la startup che ha fondato insieme all’amico Marco Cannemi nel 2014. Una startup nata nella provincia di Caltanissetta che ha ideato una soluzione innovativa per la creazione e la valorizzazione della più grande community italiana di donatori di sangue. Un’impresa di positive impact innovation, dunque. Non a caso la startup siciliana è stata selezionata tra i finalisti dell’edizione 2018 di Open F@b Call4Ideas, il contest lanciato da BNP Paribas Cardif e dedicato, lo scorso anno, proprio a questo tema.

La storia della startup

“La startup nasce come tutte le imprese a vocazione sociale: si individua un problema o un’emergenza sociale e si cerca una soluzione” racconta Miraglia. Ingegnere gestionale, 42 anni, originario della provincia di Caltanissetta, Miraglia conosce il presidente della sede locale di Fidas, associazioni per i donatori volontari di sangue. È lui che racconta ai due amici (oggi fondatori della startup) i problemi che riscontrano associazioni come Fidas: “Il sistema trasfusionale nazionale si scontra con problemi quali il progressivo invecchiamento della popolazione, la diminuzione dell’offerta e l’aumento della domanda di sangue, lo scarso coinvolgimento dei giovani che impedisce il ricambio generazionale dei donatori, il contrasto tra la cultura della spontaneità, alla base della donazione volontaria di sangue e la programmazione territoriale” racconta l’ingegnere imprenditore. I due ragazzi iniziano così a pensare a come la tecnologia possa contribuire alla soluzione di questi problemi e, nel 2014, fondano in Sicilia Moodìka. L’idea progettuale, dunque, nasce da un’esigenza sentita a Caltanissetta (come nel resto del Sud Italia): la necessità di incrementare le donazioni volontarie di sangue, attualmente insufficienti, al fine di gestire al meglio le richieste provenienti dai servizi ospedalieri.

“Il nome della startup viene da ‘muddrica’, termine che nel dialetto siciliano significa ‘mollica’ o, meglio, ‘briciola di pane’” continua il co-founder. Il messaggio della startup, infatti, è che tutti possiamo – e dobbiamo – fare la nostra parte con un piccolo gesto e una donazione.

Per centrare l’obiettivo, la startup ha ideato SmartDonor, piattaforma che mette in contatto donatori e associazioni per la donazione del sangue. Con benefici e vantaggi per entrambi.

Come funziona SmartDonor

Attraverso la piattaforma web e un’app per tablet e smartphone, SmartDonor offre ai donatori di sangue e alle associazioni dei donatori un set gratuito e completo di funzioni in grado di unire gli aspetti dell’informazione e della socializzazione con le dinamiche della promozione, della programmazione e della razionalizzazione della raccolta del sangue. La piattaforma creata da Moodìka, infatti, contribuisce a garantire un maggiore coinvolgimento e la fidelizzazione dei più giovani per innescare il ricambio generazionale dei donatori. Non solo. SmartDonor contribuisce anche alla diffusione della cultura della donazione programmata e razionale per ottenere una migliore gestione del flusso delle donazioni e il rispetto della pianificazione sulla base delle reali esigenze territoriali.

I vantaggi, dunque, sono per entrambe le realtà che la piattaforma mette in collegamento: associazioni e volontari. Nel primo caso, l’operatore delle associazioni può gestire le attività in maniera immediata ed efficiente e, al tempo stesso, accrescere e fidelizzare la propria community. SmartDonor permette, infatti, di caricare e gestire i propri punti di raccolta presenti nella mappa (orari di apertura, capacità di ricezione, reale fabbisogno di sangue, ecc.), ricevere e gestire le programmazioni di donazioni da parte dei donatori (confermare, suggerire altra data, ecc.) relative ai propri punti di raccolta, inviare a gruppi selezionati di donatori comunicazioni relative alle associazioni e alert per emergenze di sangue, inviare in automatico messaggi di aggiornamento e ringraziamento ai singoli donatori per le donazioni effettuate, inviare le analisi in formato digitale.

Per quanto riguarda invece il donatore, tramite SmartDonor può gestire le attività in autonomia ed efficienza, essere sempre informato e consapevole, sentirsi costantemente membro di una community e agire come efficace strumento di promozione e sensibilizzazione. Come? In pratica, il donatore può visualizzare nella mappa le sedi e i punti di raccolta delle Associazioni e i relativi reali fabbisogni di sangue del territorio, visualizzare come raggiungere i punti di raccolta evidenziati sulla mappa, programmare le proprie donazioni sulla base dei reali fabbisogni e del proprio storico, collegare le proprie programmazioni con il calendario smartphone, salvare il proprio storico di donazioni, ricevere le analisi, ricevere news, alert per le emergenze di sangue, aggiornamenti, ringraziamenti per le donazioni effettuate e per l’impegno profuso come donatore, condividere sui social network le proprie attività e tutte le comunicazioni ricevute dalle associazioni, ricevere la tessera digitale dell’associazione.

Premi e riconoscimenti

Moodìka è una startup che non è passata inosservata nell’ecosistema italiano. Oltre ad essere uno dei finalisti dell’edizione 2018 di Open F@b Call for Ideas, infatti, dal 2014 ha ricevuto diversi grant e riconoscimenti. Nel 2015, la startup è stata selezionata per la categoria Incubazione del Premio Marzotto, nel 2016 è la volta di Welfare Che Impresa! per la categoria Sud Italia, seguono i programmi di accelerazione Innolabs e Social Challenges nel 2017 e 2018 e poi il Proof of exellence nel 2019.

Il modello di business

“Proprio perché siamo una startup a vocazione sociale, il modello di business non si basa sul pagamento di app e piattaforma: per associazioni e volontari, queste, nelle versioni base, sono gratuite” spiega il founder. Che anticipa: “Stiamo lavorando a versioni avanzate con servizi basati su data analytics e machine learning: è su questi che vogliamo costruire un vero modello di business” conclude il Ceo di Moodìka, Fulvio Miraglia.

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Bonus bebè 2020 Inps: requisiti e come richiederlo

In attesa del Family act, oltre al bonus per tutti i nati nel 2020, il congedo per i papà è stato esteso fino a 7 giorni, il bonus asilo nido, invece, è stato prorogato anche nel 2020 e incrementato fino a 3mila euro per i redditi medio-bassi. Misure destinate a modificarsi dal 2021 e a confluire nel nuovo Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, un assegno universale per ciascun figlio, dalla nascita fino ai 18 anni.

Requisiti del Bonus bebè 2020

Il bonus bambini è un’agevolazione riservata alle famiglie con nuovi nati o adottati dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020. Tutti avranno diritto al bonus bebè, l’importo è determinato in base al reddito ISEE Familiare:

  • 80€ al mese per redditi sopra ai 40.000€
  • 120€ al mese per redditi tra 7.001€ e 40.000€
  • 160€ al mese per redditi fino a 7.000€

In caso di secondo figlio tutti gli importi degli assegni bebè aumentano del 20%, quindi, rispettivamente 96 euro, 144 euro e 192 euro per 12 mesi.

Il nuovo bonus bebè verrà erogato fino al compimento del primo anno di età del bambino oppure fino al suo primo anno di ingresso in famiglia, se adottato.

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Bonus bebè 2020, come richiederlo?

La domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita del figlio o della sua entrata in famiglia in caso di adozione o affido. La mancata richiesta nei termini, non fa perdere il diritto ad avere in bonus bebè, ma solo fa slittare la decorrenza dal momento in cui sarà presentata la domanda.

La domanda va inviata tramite il sito internet dell’INPS, per l’accredito su un conto con  IBAN è necessario presentare anche il modello SR163.

Chi può fare domanda?

  • Residenti in Italia
  • Residenti comunitari
  • Residenti extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE e carta di soggiorno o se rifugiati politici

Manovra 2020, le novità del pacchetto famiglia

Bonus mamma domani

Oltre all’assegno di nascita, sarà prorogato nel 2020 anche il bonus mamma domani: l’assegno di 800 euro corrisposto dall’Inps alle donne in gravidanza, senza alcun limite di reddito da dimostrare. Vale anche per l’adozione o affidamento preadottivo.

Bonus asilo nido

Conferma anche il bonus asilo nido, con un aumento degli importi erogati:

  • 1.500 euro per i nuclei con Isee fino a 25 mila euro,
  • 1.000 euro per i nuclei con Isee da 25.001 a 40 mila euro,
  • Dal 2022 il suo importo potrà essere rideterminato

Congedo papà 2020

A partire dal 2020 i giorni di congedo obbligatorio per i papà diventano 7, contro i 5 giorni del 2019.

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