iComfort, come trasformare ogni edificio in smart building

Il solo risparmio energetico non basta per definire un edificio di nuova generazione (smart building). “Oggi tra i fattori da valutare c’è anche il benessere delle persone all’interno dell’edificio”. Parola di Ernesto Lombardi, Ceo di iComfort, società innovativa romana che vuole trasformare ogni costruzione in smart building. Con una strategia innovativa: monitorare non solo ogni tipo di fattore ambientale ma anche il monitoraggio degli spazi, e mettendo al centro il benessere della persona. Un progetto ambizioso che Lombardi cerca di realizzare grazie anche all’uso dei dati delle persone all’interno dei building. Non a caso iComfort è una delle realtà finaliste dell’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif dedicata alla Human Data Science.

La storia di iComfort

Appassionato di tecnologie, Ernesto Lombardi ha 50 anni e segue con entusiasmo tutto ciò che l’innovazione propone. Laureato in informatica, è nel mondo di internet fin dagli albori. Ha iniziato la carriera professionale in Nestlè nel 1995 seguendo i primi progetti internet per l’Italia e poi per Nestlé Europa a Vevey in Svizzera. Subito dopo è entrato nel Gruppo Enel e poi è stato nominato responsabile della market area di business development in Telecom Italia Learning Services. “Ricco di esperienze e di contatti, nel 2008 decido di fondare una mia società: nasce Smart Sys, realtà di sviluppo di software” racconta.

Intanto, però, ha in mente un’altra idea legata a un progetto di ricerca: “Monitorare in tempo reale umidità e temperatura dei musei” continua. Si mette così al lavoro per innovare gli strumenti ormai datati per questo scopo e inizia, così, a gettare le basi per quella che sarà poi iComfort. La società nasce ufficialmente come spin-off di Smart Sys nel giugno del 2019, grazie anche al supporto dell’incubatore Digital Magics. Allargando il progetto dai musei ai building in generale e il monitoraggio dei fattori ambientali a molto di più.

Che cosa fa iComfort e come

Considerata una realtà del proptech italiano, iComfort aiuta efficacemente le imprese ad affrontare le nuove esigenze legate agli Smart Workplace e agli Smart Building. Come? Con una piattaforma IoT e una dashbord che permettono di avere un ufficio più smart (consentendo di monitorare come, quando e dove i dipendenti utilizzano gli spazi dell’ufficio) e creando un ambiente migliore (monitorando qualità dell’aria, illuminazione, rumore).

Mediante una serie di sensori ed evolute analisi big data, in grado di integrare molteplici fonti di dati, fornisce utili indicazioni per l’ottimizzazione di diversi servizi, il miglioramento delle perfomance e l’engagement dei propri collaboratori.

Grazie a una piattaforma software customizzabile e scalabile secondo le necessità del cliente e a un set di analisi tailored, le aziende sono in grado di ricevere insight per definire e implementare politiche innovative per migliorare la workplace experience, e mantenere una solida reputazione. La dashboard permette un costante monitoraggio di tutti i parametri definiti anche attraverso una visualizzazione grafica intuitiva, report periodici, e segnalare eventuali eventi sentinella attraverso i principali sistemi di instant messaging.

Non solo. È in grado di fornire un supporto unico nel suo genere per il monitoraggio degli uffici (scrivania, phone boot, aree lounge) e dei diversi ambienti comuni (mense, sale riunioni, break, sale eventi), monitorando presenze e utilizzi per ogni piano. Tutto questo sia con una installazione on premise che in cloud.

Ad oggi iComfort supporta, anche grazie agli oltre 7000 sensori installati, 36 piani di diversi building, 78 sale riunioni, 4 mense e 7 hall, con uno o più sistemi di digital signage per piano e lavora con grandi realtà quali Modis, NTT Data, Indra.

La società creata da Ernesto Lombardi conta su un comitato scientifico, il cui ruolo è quello di fornire una guida per quanto riguarda le evoluzioni a lungo termine e le tendenze emergenti nel campo della gestione del posto di lavoro. La squadra è composta da professori e professionisti quali Andrea Ciaramella (professore associato del Politecnico di Milano), Federico Lessio (chief experience officer di Copernico) Eleonora Beatrice Fontana (Architetto dell’Innovazione).

Il modello di business

È un modello di business B2B quello seguito da iComfort: “Proponiamo alle grandi aziende di trasformare i propri edifici in smart building” dice Lombardi. “Garantire la qualità dell’aria interna, fare in modo che gli spazi siano sfruttati al meglio e in sicurezza sono ambizioni aziendali che hanno bisogno della tecnologia adatta per essere centrate. Noi abbiamo questa tecnologia” taglia corto il Ceo dell’azienda. Che punta sui vantaggi che iComfort può portare a lavoratori e aziende.

I vantaggi per aziende e dipendenti

“Chi lavora in una realtà dotata di mensa aziendale lo sa bene: quante volte avete dovuto fare i conti con la fila e i minuti contati? iComfort potrebbe risolvere il problema con un semplice messaggio in intranet che avvisa l’utente nel momento in cui la mensa è libera” racconta il Ceo. E questo è solo uno degli esempi di come questa realtà vuole influire sul benessere delle persone all’interno di un edificio. Perché se di qualità dell’aria, anche negli spazi chiusi, si parla spesso, meno conosciute sono situazioni legate alla quotidianità professionale.

Adottare le soluzioni proposte da iComfort può essere vantaggioso anche per le aziende: “In un grande open space a Milano una scrivania può costare 8mila euro all’anno. Ottimizzare gli spazi significa migliorarne la gestione risparmiando: se in un’azienda con 100 scrivanie si riduce del 10% l’occupazione di questi mobili, si avrà come risultato una riduzione del costo totale”.

I progetti futuri sulle compagnie

Se alla call di Open F@b iComfort ha partecipato puntando sull’uso dei dati del proprio sistema, in linea con la call di Paribas Cardif, la società ha ora in mente nuovi progetti che potrebbero interessare le compagnie. “Stiamo lavorando su algoritmi evoluti per creare un sistema che permetta di mettere in sicurezza l’edificio” dice Lombardi. Qualcosa che potrebbe fare gola alle compagnie attente alla trasformazione digitale. Ma per ora il Ceo non dice altro: “Abbiamo il brutto vizio prima del fare e poi del dire” conclude.

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Viva voce e auricolari alla guida: ancora troppe trasgressioni

Il numero delle contravvenzioni nel 2019 conferma un quadro preoccupante: l’uso del cellulare alla guida resta diffuso e una delle principali cause di pericolo. Ma il nuovo Codice della Strada prevede ulteriori inasprimenti delle sanzioni.

La distrazione alla guida può costare molto cara per la sicurezza stradale, ma anche per le tasche, considerando le sanzioni amministrative previste dal nuovo Codice della Strada. Tuttavia ancora oggi le raccomandazioni per una maggiore prudenza non sembrano provocare grossi cambiamenti, soprattutto per alcune categorie di gravi violazioni come l’uso del cellulare al volante: purtroppo i dati sulla contravvenzioni della Polizia di Stato del 2019 confermano un quadro preoccupante.

  • Cosa prevede il Codice della Strada

E’ consentito l’uso di cuffiette e viva voce, ma nella riforma è previsto l’inasprimento delle pene

  • Cresce il numero delle multe

Nel 2019 le sanzioni per le violazioni dell’articolo 173 del Codice sono cresciute del 15%

  • Cosa dicono le statistiche

C’è consapevolezza dei pericoli ma ciò nonostante in tanti ammettono di usare lo smartphone

Cosa prevede il nuovo Codice della Strada

La riforma del nuovo Codice della Strada attualmente in corso di approvazione in Parlamento prevede un inasprimento delle multe per chi guida con lo smartphone (da 422 a 1.697 euro, e sospensione della patente fino a tre mesi in caso di recidiva). Basti pensare che solo per leggere un nome sul display dello smartphone occorrono circa 3 secondi, un arco minimo di tempo sufficiente per percorrere 100 metri senza guardare la strada, a una velocità di 130 chilometri orari. Questo è solo uno dei tanti esempi che motiva la decisione del legislatore di inasprire controlli e sanzioni.

La versione attualmente vigente stabilisce il divieto per il conducente di utilizzare durante la marcia apparecchi radiotelefonici. E’ consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani. Perciò le mani devono restare ferme e salde sul volante e bisogna poter sentire suoni e rumori provenienti dall’esterno (clacson e altro). Gli auricolari alla guida sono quindi consentiti ma non possono essere inseriti su entrambe le orecchie. In questo modo, infatti, pregiudicherebbero le capacità uditive dell’automobilista.

Perciò la raccomandazione è di dotarsi di strumenti idonei a poter comunicare durante la guida, senza compromettere la sicurezza stradale a causa delle distrazioni dovute all’utilizzo del cellulare; tuttavia a giudicare dall’incremento delle sanzioni il bilancio è negativo, soprattutto tenendo presente che l’utilizzo del cellulare alla guida è la seconda causa di incidenti mortali, dopo l’alta velocità.

Cresce il numero delle multe

Il trend purtroppo non è incoraggiante e sono ancora tantissime le persone che guidano mentre parlano col cellulare in mano, non dotandosi degli strumenti tecnologici che oggi consentono di viaggiare in sicurezza, come auricolari e viva voce.

Nel 2019, infatti, le sanzioni per la violazione dell’articolo 173 del Codice della Strada sono aumentate del 15% rispetto all’anno precedente e rappresentano il 2,6% del totale delle infrazioni. Stiamo parlando di 53.268 sanzioni di cui 29.961 su strade statali, provinciali e comunali e le restanti 23.307 in autostrada. Da inizio 2020 sono già state 2.596 le persone sanzionate secondo il rapporto della Polizia di Stato.

Distrazioni al volante: cosa dicono le statistiche?

I trend messi in evidenza dal numero di contravvenzioni trova conferma anche nelle ultime statistiche disponibili: proponendo a un panel di automobilisti alcune domande su cosa li preoccupi maggiormente quando si mettono alla guida, il 40,6% di loro ha risposto che l’uso del cellulare è la principale causa di preoccupazione, seguita dalla guida sotto l’effetto di alcool e sostanze stupefacenti (35%). Il 23,2% è invece allarmato dallo stile di guida pericoloso, come il superamento dei limiti di velocità o i cambi di direzione improvvisi. Tuttavia il 56% dichiara di distrarsi alla guida proprio a causa dello smartphone. Vi è quindi consapevolezza della pericolosità dell’uso dello smartphone al volante, ciò nonostante lo si usa diffusamente.

I comportamenti più diffusi sono proprio le chiamate senza auricolare, l’invio di messaggi di testo o le impostazioni delle app che funzionano da navigatore. Il 9% degli intervistati ammette anche di guardare dei video sul proprio smartphone durante la guida. La quasi totalità delle distrazioni al volante (il 75,6% del totale) è legata allo smartphone, che risulta essere l’indiziato numero uno anche quando si va alla ricerca delle cause degli incidenti stradali.

 

 

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Aumento stipendio 2020: bonus a 100 euro da luglio

Aumento stipendio 2020 attraverso un bonus in busta paga che sale a 100 euro e riguarderà i soggetti con reddito da lavoro dipendente fino a 40.000 euro. Ecco le novità al via dal 1° luglio 2020.

Con l’approvazione del decreto che rende operativo il bonus cuneo fiscale, avvenuta il 23 gennaio 2020, l’aumento in busta paga diventa realtà. Ma occorrerà attendere il 1° luglio 2020.

aumento stipendio 2020

Si tratta di una rimodulazione del bonus Renzi di 80 euro, che sale a 100 euro mensili e allarga la platea dei beneficiari, arrivando anche a chi ha redditi fino a 40.000 euro.

Il nuovo bonus sarà regolato come segue:

  • Redditi inferiori a 8.174 euro. Non vi sarà alcun incremento dal momento che il bonus è rappresentato da maggiori detrazioni e questi soggetti sono i cosiddetti incapienti, coloro cioè che non versano IRPEF e dunque non possono portare in detrazione alcunché;
  • Redditi compresi tra 8.174 e 26.600 euro. L’aumento in busta paga ammonterà a soli 20 euro mensili, che aggiunti al bonus Renzi di 80 euro già percepito, raggiungono la somma di 100 euro.
  • Redditi compresi tra 26.600 e 28.000 euro. Questi soggetti, finora esclusi dal bonus Renzi, ottengono l’aumento di 100 euro mensili, per un totale di 600 euro nel 2020.
  • Redditi compresi fra 28.000 e 35.000 euro. L’aumento sarà pari agli 80 euro del bonus Renzi, da cui finora erano stati esclusi.
  • Redditi compresi fra 35.000 e 40.000 euro. L’aumento sarà scalare, con importi che partono da 80 euro e si riducono all’aumento del reddito.

In questi ultimi due casi, dai 28.000 euro in su, il bonus cuneo fiscale non sarà riconosciuto come credito IRPEF in busta paga, ma nella forma di detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente.

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Aumento stipendio 2020: taglio al cuneo fiscale

La Manovra 2020 ha introdotto il taglio del cuneo fiscale da cui deriva l’aumento degli stipendi dei lavoratori dipendenti, come illustrato sopra.

In particolare è stata tagliata la parte di cuneo fiscale, differenza tra lordo e netto in busta paga, che compete ai lavoratori dipendenti. Questo comporta una busta paga più consistente nelle tasche dei lavoratori “avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime IRPEF per tutti i lavoratori dipendenti”.

Il fondo stanziato è pari a 3 miliardi di euro per il 2020 e 5 per il 2021.

Come abbiamo visto, i lavoratori che più di tutti subiranno l’impatto positivo di questa novità, sono coloro che percepiscono un reddito compreso tra i 26.600 e i 35.000 euro. Questi contribuenti si ritroveranno da luglio 2020, una busta paga più pesante di 100 euro rispetto al mese precedente.

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Tassa sull’ombra: quanto c’è di vero?

Cosa c’è di vero sull’allarme lanciato da uno studio tributario circa la nuova tassa sull’ombra dei balconi? Tutto nasce dal nuovo canone per l’occupazione del suolo pubblico, previsto dalla Legge di Bilancio 2020.

Lo Studio Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati lancia l’allarme circa il canone sostitutivo delle vecchie Tosap e Cosap. La nuova formulazione potrebbe portare nel 2021 alla tassa sull’ombra di balconi e verande.

nuova tassa sui balconi

L’avvocato Pizzonia, dello Studio Tremonti, afferma:

La legge di bilancio 2020, contiene tra le altre cose la revisione dei tributi locali relativi alla occupazione di suolo pubblico ed alla pubblicità. Dal 2021, tutto questo sarà sostituito da un nuovo prelievo, denominato Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Gli enti locali dovranno emanare appositi regolamenti per disciplinare in dettaglio – entro i limiti stabiliti dalla legge – l’applicazione del nuovo canone.

Con le vecchie norme l’esclusione di di balconi e verande era chiaramente espressa, ora non più. Dunque l’esclusione dipenderebbe dai regolamenti dei singoli regolamenti locali.

Pizzonia, aggiunge:

Le regole di riferimento del nuovo canone non si differenziano sostanzialmente da quelle ancora in vigore per tutto il 2020. Emerge però una differenza non di poco conto. Il nuovo canone, come il vecchio del resto, si applica anche alle cosiddette occupazioni del soprasuolo, cioè sull’ombra che i manufatti privati proiettano sul suolo pubblico. Se non che, ed è qui la novità, nelle nuove disposizioni non è stata riprodotta l’esclusione dal pagamento per l’ombra proiettata da balconi, verande e simili, fino ad oggi espressamente prevista dalla legge […] Ne dovrebbe conseguire che, a meno di interventi correttivi, dal 2021 i comuni potranno tassare con il nuovo canone anche l’ombra che balconi, verande e simili proiettano su suolo pubblico.

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Tassa sull’ombra: la smentita del MEF

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze interviene con una smentita:

Il problema non esiste. Il nuovo canone sostituisce Tosap e Cosap derivando dagli stessi i presupposti impositivi. Ergo può colpire solo le fattispecie già gravate da Tosap e Cosap, tra le quali non è compresa l’occupazione tramite balconi e verande.

Per intenderci, il ministero garantisce che il canone riguarderà esclusivamente chi avrebbe dovuto pagare le due vecchie tasse:

  • Tosap, tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. Da applicare se si occupa un bene del demanio o del patrimonio indisponibile degli enti pubblici (come strade o piazze comunali con un passo carrabile, ad esempio).
  • Cosap, canone per l’occupazione di suolo pubblico. Consente agli enti locali di scegliere se far pagare la Tosap oppure un canone per “l’occupazione, sia permanente che temporanea di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile”.

Ma la norma che conteneva anche l’esplicita esclusione dell’ombra di balconi e verande, è stata abrogata con la Legge di Bilancio che accorpa le due tasse creando il nuovo canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate.

Questo significa che, nonostante le rassicurazioni del ministero, occorrerà intervenire in qualche modo sulla nuova norma ed introdurre nuovamente l’espressa esclusione di balconi e verande.

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Coronavirus: Italia e sintomi virus cinese 2019-nCoV

La Commissione di salute pubblica cinese conferma quanto si temeva: è possibile la trasmissione inter umana del nuovo coronavirus, per ora ribattezzato 2019-nCoV, che si manifesta con i sintomi della polmonite. Convocato il Comitato d’emergenza dell’OMS e scattati i controlli negli aeroporti di tutto il mondo.

È comparso per la prima volta nella città cinese di Wuhan, dove si contano ad oggi 4 morti e circa 200 contagi, il coronavirus appartiene alla famiglia della Sars.

I primi a contrarre il virus sono stati esposti al contagio frequentando il mercato del pesce della città, ma a questo punto è giunta la conferma della modalità di trasmissione da uomo a uomo da parte di Zhong Nanshan, esperto della Commissione della salute pubblica del governo cinese.

coronavirus virus cinese

Le immediate conseguenze sono:

  • convocazione del Comitato d’emergenza dell’OMS, per il 22 gennaio;
  • controlli in tutti gli aeroporti con collegamenti da e per la Cina, incluso Roma Fiumicino (che ha 3 voli diretti con Wuhan e numerosi voli non diretti);
  • predisposizione di locandine informative per i viaggiatori.

Il Comitato di emergenza dell’OMS deve valutare se il focolaio individuato in Cina:

rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla

Il focolaio di polmonite misteriosa, infatti, fa inevitabilmente pensare alla Sars, che nel biennio 2002-2003 fece registrare 813 morti e 8.437 soggetti contagiati (dati OMS). Ma bisogna essere cauti sui parallelismi.

Ad oggi il virus è stato individuato, oltre che a Wuhan:

  • a Pechino, con due casi;
  • un caso a Shenzen;
  • due in Tahilandia;
  • uno in Giappone;
  • uno in Corea del Sud.

Il Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra stima che i casi reali siano circa 1.700 allo stato attuale.

Mentre scriviamo si registra la prima vittima anche in Australia.

Coronavirus: il misterioso virus cinese si trasmette da uomo a uomo Click To Tweet

Coronavirus: Italia e sintomi

Per il momento tutti i casi sospetti segnalati in Italia (Macerata, Bari e Parma) si sono rivelati dei falsi allarme. L’ultima segnalazione di coronavirus è avvenuta a Napoli. Anche il caso dell’ospedale Cotugno non è coronavirus, ma una semplice influenza. A precisarlo è il ministero della Salute, dopo che era circolata la notizia di un possibile caso di infezione da 2019-nCov.

Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, afferma:

Il fatto che casi si siano verificati anche fuori dalla Cina e dalla città di Wuhan, centro del focolaio induce a pensare che da Wuhan si sia determinata una certa trasmissione, ed è inverosimile che sia riconducibile al solo bacino animale. Inoltre, notizie non ufficiali parlano anche di alcuni casi del virus, ma molto limitati, in persone che non hanno visitato o soggiornato a Wuhan. Tutti elementi che ci fanno pensare a una trasmissione interumana […] non si può escludere che casi possano arrivare anche in Europa e in Italia, ma l’importante è identificarli e isolarli subito. Se si interviene con rapidità si può infatti bloccare la diffusione, isolando gli infetti e procedendo alla quarantena dei contatti, ma è chiaro che questo si può fare solo se gli infetti non sono tanti.

detto questo, il nuovo coronavirus si presenta con i sintomi tipici della polmonite:

  • febbre;
  • tosse;
  • raffreddore;
  • mal di gola;
  • grave affaticamento polmonare.

Per ora è possibile curare soltanto i sintomi e non la malattia in sé.

Consigli utili per evitare il contagio da coronavirus

I consigli per evitare il contagio sono forniti dal nostro Ministero della Salute:

Si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari. Se ci si reca in Cina, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio.

E poi i consigli per chi non può proprio evitare di recarsi in Cina:

Applicate misure igieniche quali: lavate frequentemente le mani con acqua e sapone, coprite la bocca e il naso con un fazzoletto quando starnutite o tossite (non con le mani). Evitate il contatto con persone affette da malattie respiratorie. Evitate luoghi affollati, in particolare mercati del pesce e di animali vivi. Evitate di toccare animali e prodotti di origine animale non cotti. Rivolgetevi a un medico o a una struttura sanitaria qualora compaiano sintomi di infezione respiratoria (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie). Non mettetevi in viaggio se siete malati. Per qualsiasi necessità contattare la vostra Ambasciata o il vostro Consolato.

Per chi invece rientra in Italia:

se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio.

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Passaggio di proprietà Auto: come fare e quanto costa

passaggio proprietà auto
Devi acquistare un’auto usata e non sai quali sono le procedure per il passaggio di proprietà? Hai due possibilità, rivolgerti ad un’agenzia pratiche veicoli che ovviamente aggiungerà al costo effettivo della pratica la propria tariffa per il servizio offerto oppure seguire le nostre indicazioni e fare tutto da solo.
Per prima cosa, ecco quali sono i documenti che ti servono per il passaggio di proprietà della tua auto:

  • Certificato di Proprietà (CdP) anche in formato digitale (CdPD) dell’auto;
  • carta di circolazione originale e una fotocopia della stessa;
  • documento di identità e il codice fiscale dell’acquirente (due copie di ciascuno);
  • documento d’identità del venditore;
  • modulo TT2119, che serve per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione e che è reperibile gratuitamente presso gli sportelli telematici dell’automobilista (STA) presenti su tutto il territorio nazionale.

Quanto costa il passaggio di proprietà?

Facciamo un esempio pratico, vuoi acquistare un’auto Fiat 500 29KW e risiedi a Roma.
Il passaggio di proprietà ti costerà:

  • Emolumento ACI pari a 27 euro.
  • Imposta di bollo per la presentazione dell’atto al PRA ed il rilascio del CdP (certificato di Proprietà) pari a 32 euro (oppure 48 se l’atto non è redatto sul CdP).
  • Imposta di bollo per il rilascio dell’aggiornamento della Carta di Circolazione 16 euro.
  • Diritti ex MCTC 10,20 euro.

Sommando tutti i costi fissi si arriva a 85,20 euro ai quali bisogna poi aggiungere l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt), che varia in base ai Kw/cavalli dell’auto e alla provincia di residenza dell’acquirente. Quando la potenza dei veicoli è inferiore ai 53 kiloWatt l’Ipt viene determinata in misura fissa, altrimenti si paga tra 3,51 e 4,56 euro a KW, a seconda della Provincia di residenza.

Nel nostro esempio, dovrai pagare 150,81 euro di Ipt. Bisogna tenere presente, inoltre, che ogni provincia può apportare una maggiorazione al costo dell’Ipt fino al 30% del suo valore, nel nostro esempio Roma attua appunto il massimo della maggiorazione (facendo lievitare la nostra Ipt a 196 euro), quindi il costo complessivo per il tuo passaggio di proprietà è di 281,20 euro.

Esistono poi veicoli esenti al pagamento dell’Ipt (es. motocicli, minivolture, particolari categorie di disabili secondo quanto previsto dall’art 8. L. 449/97 e art. 30,comma 7, L. 388/00, associazioni di volontariato secondo quanto previsto dall’art. 8 L. 266/91) o ai quali, previo presentazione di documentazione a supporto della richiesta, è prevista una riduzione. In quest’ultimo caso si tratta di veicoli storici (art. 63 L. 342/00)  o di veicoli speciali (art. 56, comma 8, D.Lgs 446/97).

Utilizzando un’agenzia per il passaggio di proprietà, dovrai aggiungere mediamente 150 euro per le spese relative alla pratica.
Determinare il costo da sostenere per il passaggio di proprietà comporta, dunque, un conteggio basato su alcuni dati fissi e altri variabili; si tratta comunque di una serie di informazioni pubbliche che puoi trovare tranquillamente nel sito dell’ACI.

Passaggio con Certificato di Proprietà

Se sei in possesso del CdP tutto è più semplice: puoi procedere con l’atto di vendita, che può essere costituito da una dichiarazione unilaterale di vendita, completa di firma autenticata del venditore, redatta proprio sul retro del Certificato. Per questa operazione servono una marca da bollo da 16 euro e un documento di identità.

La firma, per essere autenticata gratuitamente, si deve apporre in Comune o in uno STA:

  • uffici provinciali della ex MCTC,
  • Studi di Consulenza abilitati,
  • uffici provinciali dell’ACI (il PRA).

Presso il PRA è obbligatorio effettuare la contestuale trascrizione dell’atto. È, inoltre, possibile effettuare l’autentica presso un notaio ad un costo variabile (30/40 euro) oltre naturalmente l’imposta di bollo di 16. L’operazione allo STA comporta in automatico la richiesta di registrazione del passaggio di proprietà, quindi questa si rivela la soluzione più veloce per completare il passaggio di proprietà.

In alternativa, l’atto di vendita in bollo si redige in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore, sia dell’acquirente, oppure si opta per un atto pubblico, o sentenza in copia conforme all’originale, in bollo.

Se il documento è in lingua straniera, deve essere allegata la traduzione italiana (tranne nei casi dove sussistono leggi o accordi internazionali) certificata conforme al testo straniero da rappresentanza consolare o diplomatica oppure da un traduttore ufficiale. In questo caso dovrai allegare, a seconda dell’acquirente, la seguente documentazione per il passaggio:

  • dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza (se non è riportata sul documento);
  • per la persona giuridica, la dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante per attestare la sede della persona giuridica;
  • se cittadino extracomunitario, risiedente in Italia, va allegata copia del permesso di soggiorno o se scaduto l’avvenuta richiesta di rinnovo, oppure fotocopia del documento di identità e della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio o copia del permesso di soggiorno CE per soggiorni lunghi;
  • in caso di familiare extracomunitario di un cittadino dell’UE residente in Italia, copia della carta di soggiorno di un familiare di un cittadino dell’UE o copia della carta di soggiorno permanente per cittadini europei.

Certificato di proprietà digitale per il passaggio

Dal 5 Ottobre 2015 inizia una vera rivoluzione nel mondo auto: l’avvento del Certificato di Proprietà Digitale. La novità ha l’obiettivo di semplificare il passaggio di proprietà di vetture nuove e usate, evitando eventuali costi aggiuntivi. Un progetto, quello del CDPD che punta molto sul risparmio degli automobilisti. Un esempio? L’eventuale smarrimento del Certificato in forma cartacea significava dover ripagare il documento, ora invece è possibile recuperare il proprio documento online.

Vantaggi che ci vengono incontro anche in tema sicurezza: nel caso di furti o smarrimenti, la nuova versione digitale non potrà infatti venire rubata, alterata o falsificata, evitando attività illecite.

Passaggio di Proprietà senza Certificato

Se, invece, non sei in possesso del Certificato non ti puoi recare allo STA, ma devi rivolgerti all’ufficio provinciale ACI – Pubblico registro automobilistico (PRA) per la registrazione del passaggio e alla Motorizzazione Civile per l’aggiornamento della Carta di circolazione. I casi, in questo tipo di passaggio di proprietà, sono i seguenti:

  • ci sono più di dieci acquirenti;
  • il veicolo è privo di CdP ma si possiede foglio complementare; si vuole chiedere l’annotazione dell’usufrutto; si vuole richiedere l’annotazione dell’usufrutto;
  • si vuole registrare il passaggio di proprietà con connessa variazione d’uso o delle caratteristiche tecniche dell’auto, si vuole registrare il passaggio di proprietà a tutela del venditore;
  • l’auto richiede all’intestatario il possesso di un titolo autorizzativo o l’iscrizione in appositi albi (compresa l’ipotesi di noleggio senza conducente); oppure, in caso di auto che necessiti di collaudo o di rilascio di certificato di autorizzazione (es. taxi, autocarri per trasporto in conto terzi);
  • si vogliono presentare richieste relative a veicoli di cui, allo stato attuale, non è ancora stato possibile abbinare i codici tecnici ACI e DTT (es. tutti i veicoli con codice carrozzeria “ZZ” e “Z0”);
  • si vogliono presentare richieste relative a variazioni/fusioni societarie;
  • registrazione del passaggio di proprietà ai sensi dell’art. 2688 del Codice Civile (acquisto da proprietario non intestatario).

Precisiamo che esistono dei casi in cui il venditore dell’auto usata ha dei vincoli particolari e questo può complicare il passaggio di proprietà. Parliamo soprattutto delle automobili cointestate e di quelle intestate ad un defunto.

Per le auto cointestate si rende necessaria la presenza di tutti i proprietari della vettura per poter perfezionare il passaggio di proprietà con l’apposizione della firma sul documento. Nel caso, invece, si tratti dell’acquisto di un’auto intestata ad un defunto bisognerà fare una pratica in più per il suddetto passaggio.

La prima pratica servirà al passaggio dell’auto nelle mani degli eredi, la seconda per la vendita vera e propria. In quest’ultimo caso è però possibile fare un atto unico nei luoghi preposti, il costo sarà comunque doppio, in parte a carico degli eredi e in parte dell’acquirente.

In ogni caso e qualunque sia la procedura scelta, dalla data di autentica della firma del venditore sull’atto di vendita ci sono 60 giorni di tempo per registrare il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale dell’ACI e richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione alla Motorizzazione Civile.

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Quando devono essere presenti venditore e/o compratore?

Di seguito i passaggi in cui la presenza di venditore e/o compratore è obbligatoria o meno:

  • per l’autentica di firma degli atti di vendita è obbligatoria la presenza del venditore non già quella dell’acquirente;
  • alla trascrizione può essere presente il solo acquirente in caso sia in possesso di un atto di vendita con firma autenticata.

Prima di acquistare un’auto usata

Ti ricordiamo che prima di procedere con l’acquisto è opportuno controllare negli archivi del PRA, attraverso il numero di targa, che l’auto che andrai ad acquistare sia libero da ipoteche, fermi amministrativi o altri vincoli che non ti consentirebbero la libera circolazione. L’accesso agli archivi del PRA è pubblico e la visura può essere richiesta da chiunque sia interessato ad un’auto in particolare. Ovviamente la richiesta della visura ha un costo, variabile a seconda del canale che utilizzai:

  • tra 15 e 20 euro se ti rechi direttamente presso gli Uffici Provinciali ACI PRA;
  • 8,83 euro in caso di visura online su Visurenet, servizio Internet dell’ACI.

Che cosa succede in caso di mancato rispetto delle norme?

Si tratta, in questo caso, delle conseguenze derivanti dal mancato adempimento degli obblighi connessi al passaggio di proprietà: una serie di sanzioni a carico dell’acquirente e alcuni rischi per chi vende.

Se non vengono aggiornati carta di circolazione e CdP entro il termine di 60 giorni dall’autentica della firma sull’atto di vendita, puoi incorre in sanzioni monetarie e rischi il ritiro della carta di circolazione in caso di controllo su strada (art. 94 del Codice della Strada).

Se non viene effettuato il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale ACI vengono applicate sanzioni amministrative per l’acquirente, mentre il venditore rischia delle conseguenze sul piano civile e fiscale poiché risulta ancora l’intestatario dell’auto presso il PRA per inadempienza dell’acquirente.

Il venditore rimasto intestatario al PRA può ricorrere al Giudice ordinario o al Giudice di pace (in base al valore della controversia) per ottenere una sentenza che dichiari l’avvenuta vendita del veicolo a favore di colui che non ha registrato il passaggio di proprietà al PRA.

Passaggio di Proprietà in Agenzia ACI

Quando si effettua il passaggio di proprietà presso un’Agenzia ACI potrebbero essere necessari alcuni giorni prima della conferma dell’avvenuta registrazione. Per rimanere aggiornati sulle tempistiche e il compimento della pratica ci sono due alternative possibili:

  • inoltrando una richiesta di visura presso un ufficio provinciale ACI del PRA, un’agenzia di pratiche auto, comprese le delegazioni ACI;
  • attraverso il servizio online dell’ACI.

Essendo il PRA un Registro Pubblico, chiunque abbia interesse può richiedere ed ottenere i dati e le informazioni relative a qualsiasi veicolo iscritto sulla base della indicazione del numero di targa. Fornendo tali dati, sarà possibile quindi conoscere l’intestatario al PRA del veicolo, e capire se il passaggio di proprietà è stato perfezionato.

L’utilizzo del servizio comporta un costo pari a 8,83 euro di cui: 6,00 euro (costo della visura, secondo la vigente tariffa approvata con D.M. del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 21/03/2013), 2,32 euro + 22% IVA (costo del servizio telematico e della intermediazione finanziaria). Nell’estratto conto della carta di credito la visura effettuata e l’importo corrisposto saranno identificati con la causale “VISURENET”. È bene ricordare che  la visura così ottenuta non costituisce certificazione in quanto, per legge, tale documento può essere rilasciato solo dall’ufficio provinciale ACI.

COC – Il certificato di conformità europeo

Il COC (Certificate Of Conformity) è un particolare tipo di attestato che dimostra con sicurezza, la proprietà del veicolo prima della sua immatricolazione, dichiarandolo conforme alle normative vigenti, e al livello di inquinamento. Si tratta, in buona sostanza, di una dichiarazione da parte del costruttore del veicolo in cui si attesta che quest’ultimo è conforme al dato tipo omologato.

Permette al veicolo e al guidatore di circolare senza incorre a problemi nel territorio dell’Unione Europea. Tale documento fa riferimento alle leggi nazionali del paese di produzione. Il contenuto di un COC è definito dal regolamento UE (Emendamento IX, Regolamento 92/53).
Il Coc contiene:

  • informazioni sull’auto;
  • l’identificazione del costruttore;
  • il numero di omologazione;
  • specifiche tecniche e altri dati.

Il Certificato Europeo di Conformità è un problema per coloro che hanno acquisito un veicolo fuori dal Belpaese. Il processo di immatricolazione di un veicolo importato cambia a seconda dei diversi Paesi UE.

Per richiedere il duplicato del COC, subito dopo l’acquisto dell’auto, puoi rivolgerti al concessionario, in virtù del fatto che viene rilasciato dalla casa costruttrice. Non è richiesta la motivazione per la quale si richiede il COC.  Inoltre puoi rivolgerti anche a siti online specializzati che effettuano questo tipo di servizio (il costo varia da 100 a 200 euro circa a seconda della casa costruttrice e del modello). Puoi infine fare richiesta del COC anche alla Motorizzazione Civile (in questo caso è previsto il pagamento di due bollettini postali da 38 euro).

Entro una decina di giorni la copia conforme del COC verrà recapitata a casa tua.

Documento unico di circolazione e proprietà

Il Ministero dei Trasporti, con Decreto Direttoriale n. 72/2019 ha approvato il modello di Istanza unificata per richiedere il rilascio del documento unico di circolazione e proprietà, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020.

Si tratta di un unico certificato che accorpa il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’ACI.

Passaggio di proprietà: domande frequenti

Il passaggio di proprietà tra soggetto giuridico e persona fisica è diverso da quello tra persone fisiche?

No, non vi sono differenze nell’iter da seguire e nei costi da sostenere. C’è una sola eccezione. Riguarda la vendita di un’auto usata di un privato tramite un concessionario. Parliamo della cosiddetta “minivoltura”, o mini passaggio di proprietà, che consiste nella vendita di un veicolo da un privato a un concessionario/rivenditore di veicoli usati.

La richiesta di registrazione del passaggio di proprietà va presentata allo STA. La documentazione da presentare è la stessa prevista per il passaggio di proprietà, mentre il costo è inferiore. È prevista infatti l’esenzione dal pagamento dell’IPT e il pagamento ridotto degli emolumenti ACI (euro 13,50 anziché euro 27,00).

Che succede se ho trascritto il nome dell’acquirente sul CdP e ne ho autenticato la firma al Comune, ma alla fine l’acquirente non ha comprato l’auto?

In questo caso l’auto resta di proprietà del venditore che rimane in possesso della stessa. Occorrerà poi rivolgersi, entro i fatidici 60 giorni, al Comune o presso l’ente a cui ci si è rivolti per l’autentica delle firme per invalidare l’annotazione.

Posso vendere un’auto non mia nel caso il proprietario si trovi all’estero o sia in qualche modo impossibilitato?

È possibile mediante una procura a vendere. Si tratta di un atto che necessita dell’intervento del notaio, il fai da te non è legale e dunque è da escludere.

Cosa succede con l’assicurazione se non ho fatto il passaggio di proprietà entro 60 giorni?

Quando si assicura un’auto appena acquistata, tra i documenti da presentare obbligatoriamente c’è la copia del passaggio di proprietà. Quindi il problema segnalato dal lettore non si porrebbe, almeno in teoria. Però, mettiamo il caso di un assicuratore che, per spirito di amicizia o per la smania di portarsi a casa un nuovo assicurato, dica: “Non ti preoccupare, me lo dai quando ti arriva”. Sta commettendo un reato, oltre a stipulare una polizza RC Auto che non ha valore. Ricordiamo inoltre che il passaggio di proprietà va sempre registrato all’ufficio provinciale ACI, altrimenti si rischia – oltre alla multa – il ritiro del libretto di circolazione.

Sono cointestatario di un’automobile e l’altro proprietario ora vive all’estero. Come posso fare per vendere l’automobile?

In caso di contestazione, la vendita del veicolo deve essere firmata da tutti i cointestatari. Quindi, o la persona che vive all’estero torna in Italia appositamente per apporre la firma sul passaggio di proprietà, oppure spedisce al cointestatario una procura notarile dove afferma il suo assenso alla vendita. Non è sufficiente la delega, nemmeno se autenticata da un impiegato comunale o altro pubblico ufficiale.

Un’auto può essere assicurata a nome di una persona che non è il proprietario?

Sì. Il contraente paga il premio della Polizza RC Auto di un veicolo altrui, non c’entra con il passaggio.

Se il passaggio di proprietà auto avviene da un individuo (venditore) a due persone (acquirenti e cointestatarie) è necessaria la presenza di entrambi gli acquirenti al momento del passaggio?

No, può bastare una delega scritta e firmata da una delle parti.

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Quali sono le maggiori paure degli italiani?

Quali sono le maggiori paure degli italiani? Incrociando i dati delle agenzie demoscopiche come l’Istituto Piepoli e Italiani.coop e le ricerche eseguite su Google, tra i timori più comuni degli italiani ci sono:

  1. Furti e danni in casa durante le vacanze.
  2. Problemi di salute nei viaggi di lavoro, specialmente se in paesi molto lontani.
  3. Incidenti automobilistici, sopratutto di notte o durante il week end.
  4. Salute e benessere dei propri figli.
  5. Rimanere soli in un momento di difficoltà (vale sia per giovani che per anziani)

App CON NOBIS

Una soluzione efficace a questi timori potrebbe essere la stipula di una polizza Nobis Filo diretto Assicurazioni,un’assicurazione che risponde sempre, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, anche in caso di sinistro. La Centrale Operativa è il centro nevralgico della Compagnia in grado di garantire una risposta in meno di 7 secondi e di gestire ogni anno oltre 40.000 casi di assistenza alla persona, all’auto e alla casa. Gli operatori multilingue, sono in grado di assistere il cliente nei diversi casi di emergenza, anche attivando tempestivamente una rete efficace di pronto intervento.

La Centrale Operativa è affiancata dal Servizio Medico, sempre presente, per fornire risposte immediate e consulenza medica telefonica continuativa.

L’app Con Nobis consente agli assicurati di ricevere assistenza in videochiamata h24 direttamente sul display di smartphone e tablet con sistema di geolocalizzazione, particolarmente utile in tutte le situazioni legate all’assistenza stradale, alla ricerca di una clinica o della carrozzeria convenzionata più vicina.

L’applicazione può essere usata per attivare una prestazione di assistenza turistica, come la richiesta del nome o del principio attivo di un farmaco mentre si è in vacanza all’estero, oppure per ricevere un consulto medico di primo livello sempre e ovunque, senza limiti di orari o attese. Non solo: Con Nobis dà anche la possibilità di risolvere le più comuni problematiche legate alla casa, richiedendo l’intervento di un fabbro o di un idraulico in caso di necessità.

Attraverso la sezione Videoassistenza, Con Nobis permette all’assicurato di effettuare una videochiamata verso la Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 365 giorni, e, qualora fosse necessario, di essere trasferito al Servizio Medico per ottenere consigli e una prima assistenza. Se la connessione internet non è adeguata, l’applicazione permette comunque di effettuare una classica telefonata.

assicurazione viaggio

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Insurtech, la vera gara è scoprire il “valore intrappolato”

Tesla, adesso, parla. Elon Musk ha postato sui social un video della Model S che chiacchiera con i pedoni. Una delle tante stravaganze del vulcanico imprenditore? Non proprio. Più che altro sembra essere la prova generale di una nuova funzionalità che potrebbe essere utilizzata nella prossima flotta di robot-taxi che l’azienda americana presto lancerà. Infatti l’auto invita i pedoni a salire a bordo.

È il momento di fare pivot verso il futuro

Oggi Tesla, secondo alcuni calcoli fatti da analisti di oltreoceano, è la casa automobilistica che vale di più nella storia americana: a inizio 2020 la sua capitalizzazione di Borsa raggiunge quasi quella di Ford e General Motors messe insieme. Perché Tesla sta immaginando (e costruendo) il futuro dell’auto con più agilità e disinvoltura di tanti storici marchi. Il decennio che si apre vedrà quella che certamente è la più grande trasformazione dell’auto dalla sua creazione. E dei business collegati, ovviamente. “Per quella che è la nostra esperienza, poche imprese sono pronte ad abbracciare il nuovo, anche quando è ormai evidente che il core busi­ness si sta sgonfiando”, scrivono Omar Abbosh, Paul Nunes e Larry Downes nel libro Pivot verso il futuro appena pubblicato in Italia da Egea. Tre uomini Accenture che mettono a frutto l’esperienza fatta proprio nella “riconversione” della società di consulenza. Nunes e Downes sono anche gli autori di Big Bang Disruption, uno dei testi di riferimento per comprendere “l’innovazione devastante”.

Il “valore intrappolato” nel Now

Torniamo all’auto. Man mano che i veicoli diventeranno sempre più autonomi, si ricorda nel volume, le compagnie di assicurazione dovranno trovare altri beni da assicurare o altre proposte per i loro clienti. “Ogni im­presa deve individuare la propria strada verso il nuovo, preservando quegli aspetti centrali (come la cultura) che a suo tempo ne hanno decretato il successo”, scrivono Nunes & Co, che insistono molto sul “Now”. Prodotti e servizi vecchi (Old) vanno abbandonati. Il presente che ancora funziona non può e non deve essere cancellato ma va “interpretato” alla luce delle tecnologie digitali per fare emergere il “valore intrappolato” tra le pieghe di organizzazioni, processi e visioni superate per poi impiegare le risorse ricavate nel “New”, nella innovazione vera che porta verso il futuro.

Un approccio moderato che, mentre riduce l’impatto disruptive dell’innovazione, segnala l’importanza e l’urgenza di lavorare per individuare e portare sul mercato quel “valore intrappolato” che, se non utilizzato, prima o poi diventerà l’elemento competitivo di un concorrente o un new comer. Ecco un bell’esempio che arriva proprio dal settore assicurativo.

Il caso della compagnia sudafricana AllLife

La compagnia sudafricana AllLife è stata prima al mondo a offrire una copertura completa a persone sieropositive. “In un Paese in cui quasi il 20% della popolazione adulta convive con il virus dell’AIDS, la compagnia ha già attivato circa centomila polizze di questo tipo”, viene ricordato nel libro. Come ha fatto AllLife ad assicurare quel che veniva considerato «non assicurabile»? “La compagnia raccoglie i profili dettagliati dei clienti e utilizza i dati in combinazione con quelli ricavati da altre persone che assicura, e questo le permette di personalizzare i suggerimenti da offrire a ciascun cliente affinché gestisca al meglio la propria condizione. Dopo aver raccolto i dati necessari, AllLife impiega algoritmi proprietari per fornire un prodotto di assicurazione sulla vita economicamente vantaggioso”. «Quella che ormai definiamo robo-sottoscrizione si avvale di una tecnologia in grado di estrarre una grande quantità di informazioni mediche e di sottoporle a un processo decisionale che ci consente di automatizzare il trattamento della maggior parte delle informazioni che le compagnie di assicurazione sulla vita processano invece manualmente», spiegava nel 2019 a Business Insider il CEO e fondatore Ross Beerman, che aggiungeva: «Ci occupiamo attivamente della salute delle persone. Diciamo alla gente: non dimenticarti di fare questa o quell’altra cosa. Lo facciamo tramite messaggi, email, a volte anche attraverso chiamate telefoniche. Interveniamo, insomma»

Il vantaggio delle imprese data driven

Il caso AllLife dimostra che ad avere le maggiori probabilità di riuscire a liberare il “valore intrappolato” sono le aziende data driven, quelle in grado di raccogliere, gestire, interpretare e usare bene i dati. E possono farlo su livelli diversi:la stessa impresa, il settore di attività, i propri clienti. AllLife ha aperto una nuova linea di business con un prodotto che non c’era, ha migliorato le condizioni di salute e abbassato i tassi di mortalità dei suoi clienti ottenendo anche un indubbio effetto sociale positivo.

Fare innovazione, quindi, non significa sempre e necessariamente cambiare tutto, inventarsi cose straordinarie o fare altro. I risultati si possono ottenere anche guardando con occhi nuovi al core business e soprattutto sviluppando la capacità di “rivisitarlo” con iniezioni di tecnologia e di innovazione. Una grande opportunità per le compagnie di assicurazione che hanno un patrimonio di fiducia da capitalizzare e una mission immutata: vendere protezione e serenità ai loro clienti. Quante nuove opportunità stanno preparando fenomeni come Tesla? Quali nuovi servizi sono già possibili migliorando la conoscenza e i comportamenti dei clienti-guidatori? Sono stati davvero tutti esplorati e testati?

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Migliori monopattini elettrici

Sei un ecologista, dinamico e ami praticità e ultime tendenze? I migliori monopattini elettrici rispondono a tutte le tue esigenze, con un tocco sofisticato e trendy.

La varietà sul mercato è molto ampia, tanto da adattarsi alle necessità del singolo, sia sotto l’aspetto estetico che funzionale. Accessori e funzioni versatili consentono di trovare modelli per tutte le tasche.

Ma cosa spinge a scegliere di spostarsi in monopattino? Analizziamo insieme tutte le tante qualità di questo mezzo di trasporto dal concetto tradizionale e dalla tecnologia moderna.

Innanzitutto, i monopattini elettrici sono mezzi ecologici: non rilasciano emissioni e non producono fumi, poiché non bruciano carburante.

e-scooter monopattino elettrico

Sono pratici, perché ti permettono spostamenti in aree inaccessibili alle auto e non ti costringono alla stressante ricerca di parcheggio. Per questo sono sempre più numerosi gli adulti che li usano per muoversi da casa al lavoro in tutta serenità.

A questo punto entra in gioco il fattore “risparmio“, influenzato dall’alimentazione elettrica e dalla possibilità di parcheggiare ovunque non a pagamento.

Certamente i monopattini elettrici non coprono distanze molto lunghe, sia per la velocità massima raggiungibile, sia per l’autonomia delle batterie.  Ma puoi sempre decidere di richiudere il monopattino nella sua custodia e portarlo con te in treno, metro o bus e riaprirlo e azionarlo per spostarti dove desideri. Infatti, un grande pregio di questi piccoli mezzi è proprio la trasportabilità: possono essere richiusi e trasportati in spalla all’interno di una comoda sacca oppure a tracolla.

Soprattutto, però, i monopattini elettrici ci regalano la gioia di dirigerci verso i nostri impegni quotidiani sentendoci un po’ bambini!

Se non ti senti più così atletico, come da ragazzo, puoi optare per un modello più pratico, dotato di sellino, per tragitti più confortevoli e in equilibrio.

In questo caso il richiamo all’estetica del motorino è quasi immediato, ma la leggerezza e funzionalità fanno percepire subito che si tratta di una soluzione molto più agile.

Come tutti i veicoli, anche i monopattini elettrici sono soggetti a regolamento.

Il 2019 ha visto stabilire nuove regole per i monopattini elettrici e altri mezzi della micromobilità, come segway, hoverboard e monowheel. Nella fattispecie, i monopattini elettrici che superano i 6 chilometri sono equiparabili a dei ciclomotori e come tali devono essere provvisti di assicurazione, libretto di circolazione e targa. Inoltre, è stabilito che non si possano superare i 6 km/h nelle zone pedonali e i 20 nelle piste ciclabili.

Appurato tutto ciò, possiamo tranquillamente affermare che l’evoluzione tecnologica nei trasporti sta nettamente dalla parte della libertà e dell’ambiente, quindi, affrettati ad acquistare per te uno tra i migliori monopattini.

Moverace MS9 Premium

Moverace MS9 Premium è uno tra i migliori monopattini elettrici. Ti assicura spostamenti comodi, nel pieno rispetto dell’ambiente, con uno inconfondibile e sicurezza. Dalle ruote sicure e stabili, alle massime prestazioni in termini di potenza, con informazioni dettagliate su consumi e velocità e ampia autonomia, potrai godere al massimo delle eccellenti prestazioni di Moverace MS9 Premium, spostandoti in totale sicurezza.

Riassumiamo brevemente tutte le sue caratteristiche:

  •        ruote antiforatura;
  •       schermo LCD incorporato potrai conoscere in ogni momento il livello di carica e la velocità;
  •       autonomia di 25 kilometri;
  •       velocità massima di 25km/h;
  •       sistema di illuminazione intelligente integrato con una potente luce LED anteriore;
  •       2 modalità di funzionamento da scegliere in base della velocità, al peso del guidatore e agli altri fattori di spostamento.

iWatRoad R9 PRO 2020

iWatRoad R9 PRO 2020 è il monopattino Slim, formato leggero, perfetto per tutti i tuoi spostamenti. Puoi portarlo con te anche in viaggio, riponendolo con praticità nella sua comoda sacca. Grazie al pratico sistema di trasporto a mano, puoi muoverti in bus, metro o treno anche per lunghe tratte, per poi riaprirlo e azionarlo per i tragitti più brevi una volta a destinazione.

Ha asse in alluminio di alta qualità, freni a disco e ruote ‘Anti-puntura’ di 8,5”.

L’autonomia fino a 30 chilometri e la velocità di 25 km/h, ti permettono di percorrere grandi distanze senza fermarti a ricaricare la batteria.

Dotato di due programmi da impostare in base ai vari fattori di spostamento come peso e velocità, ti consente di spostarti in completa sicurezza.

La luce anteriore e posteriore ti consentono inoltre di viaggiare anche al buio, regalandoti ancora più libertà di movimento.

Abbiamo riassunto per te tutte le sue caratteristiche più importanti:

  •       colore nero;
  •       Slim;
  •       ruota anti-foratura;
  •       borsa per il trasporto;
  •       doppia programmazione di velocità;
  •       LED frontale e sul freno;
  •       suggerito per tratte di 4 o 6 km per singolo tragitto per ottimizzarne la durata.

Ricorda che il range d’autonomia dipende da diverse variabili, come ad esempio il peso dell’utente, la velocità, il tipo di pavimentazione o la pendenza.

IFM007

IFM007 è uno dei migliori monopattini per trasporti urbani.

Le ruote con camere d’aria offrono un comfort maggiore rispetto a quelle piene.

Dotato di potente motore brushless anteriore da 250 Watt raggiunge e supera i 20 km/h. Il freno a motore anteriore attivabile con una lieve pressione e il freno a disco sulla ruota posteriore garantiscono la sicurezza in frenata.

La solida struttura in acciaio del monopattino elettrico IFM007 bianco sostiene un carico massimo di 120 kg senza incidere sul peso complessivo del mezzo.

Il facile sistema di chiusura lo rende facilmente trasportabile a mano sui mezzi pubblici, per coprire tragitti non percorribili col monopattino o per lasciarlo protetto in casa o in ufficio.

Inoltre, l’illuminazione e la funzione automatica di lampeggiamento quando si aziona il freno, lo rendono utilizzabile i qualsiasi momento del giorno e della notte

Ecco in breve tutte le sue caratteristiche principali:

  •       colore nero;
  •       ruote con camere d’aria;
  •       pieghevole per il trasporto;
  •       velocità oltre 20 km/H;
  •       freno anteriore e posteriore;
  •       carico massimo 120 kg;
  •       cavalletto;
  •       tempo di ricarica 4-6 ore
  •       autonomia 30 Km;
  •       peso monopattino 14 Kg;
  •       campanello;
  •       5 Watt Led frontali e posteriori con luci lampeggianti in frenata.

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Migliori monopattini elettrici: dalla quarta alla decima posizione

Dalla quarta alla decima posizione, ecco i migliori monopattini elettrici:

 4. Xiaomi Mi Electric Scooter Pro:

  •       colore nero;
  •       pieghevole;
  •       velocità massima ca. 25 km / h;
  •       45 km di autonomia;
  •       modalità ECO;
  •       display per un comodo e rapido monitoraggio;
  •       Double brake system;
  •       peso massimo supportato 100 kg.

5. Takira Tank Type 500:

  •       con sella;
  •       altezza massima di seduta da terra 76 cm, risultando tra i più comodi sul mercato
  •       500W;
  •       velocità massima circa 20 km/h;
  •       freno a disco anteriore e posteriore dal diametro di 14,5 cm;
  •       forcella regolabile e provvista di ammortizzatori, per una guida più confortevole e sicura;
  •       autonomia media tra i 20 e i 25 km;
  •       6-8 ore di ricarica;
  •       peso circa 42kg, condizionato dalla struttura più robusta con sella;

6. eFlux VISION:

  •       con sellino;
  •       tempo di ricarica di 6 – 8 ore;
  •       autonomia di 15 – 20 km;
  •       velocità massima 30km/h;
  •       può trasportare fino a 124 kg;
  •       basso consumo: 100 km con solo 50 centesimi di energia elettrica;
  •       silenziosità;
  •       bassissimo impatto ambientale con emissioni pari a zero.

7. Segway-Ninebot ES4:

  •       velocità massima 30 km/h;
  •       autonomia 45 km;
  •       pacco batterie aggiuntiva;
  •       motore aggiornato di ultima generazione;
  •       interfaccia smartphone avanzata;
  •       Cruise control;
  •       illuminazione;
  •       freni e ABS;
  •       sospensioni anteriori e posteriori indipendenti;
  •       IP54 resistente all’acqua;
  •       display LCD ad alta luminosità;
  •       sistema di chiusura one-push;
  •       garanzia di 2 Anni.

 8. Magicelec:

  •       velocità massima di 30 km/h;
  •       3 modalità di corsa;
  •       autonomia 30 km;
  •       design minimale e curato;
  •       schermo LCD sul manubrio;
  •       fanale anteriore;
  •       ruote ammortizzate;
  •       ruota posteriore antiscivolo;
  •       peso circa 12,5 kg;
  •       peso massimo 120 kg.

9. M Megawheels S1:

  •       velocità massima di 23 km/h;
  •       autonomia 10-15 km;
  •       peso massimo 68 kg;
  •       peso di solo 8,16 kg;
  •       resistente agli urti;
  •       design lineare e funzionale;
  •       pieghevole per il trasporto;
  •       altezza regolabile a tre livelli;
  •       fanale LED posteriore;
  •       ammortizzatori;
  •       freno elettrico sul manubrio e a pedale;
  •       ricaricabile in 2-3 ore;
  •       prezzo vantaggioso per un prodotto di fascia media.

10 . Tronsmart Kugoo S1 Pro:

  •       motore di 350 watt;
  •       autonomia 30 chilometri;
  •       velocità 30 Km/h;
  •       tempo di ricarica di circa 4 ore;
  •       piccolo ingombro;
  •       pieghevole per un facile trasporto;
  •       schermo LCD per il controllo di chilometraggio, tempo, distanza, arresto e tensione.

 

 

 

 

 

 

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Controlli INPS sui conti correnti di chi presenta l’ISEE

Patrimonio mobiliare (titoli di Stato, azioni, obbligazioni ecc.), saldi e giacenze nel mirino dei controlli INPS sui conti correnti, a partire da gennaio 2020.

L’Istituto di Previdenza è tenuto a verificare con controlli mirati, quanto dichiarato dai contribuenti nelle richieste di calcolo ISEE per l’ottenimento delle prestazioni sociali.

I controlli dunque non si orienteranno come di consueto sull’esistenza e il numero dei conti correnti posseduti dai soggetti interessati, ma entreranno nel merito della loro consistenza. A precisarlo è proprio l’INPS:

sui dati autodichiarati relativi al patrimonio mobiliare viene effettuato un controllo automatico, sulla base dei dati contenuti nell’Archivio dei rapporti gestito dall’Agenzia delle Entrate.

E aggiunge:

il controllo del patrimonio mobiliare sia per la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) non precompilata che per quella precompilata (in caso di modifiche dei dati del patrimonio mobiliare precompilati) riguarderà le informazioni relative al saldo e alla giacenza dei rapporti posseduti.

Questo significa che nel caso in cui non si vadano a modificare i dati contenuti nell’ISEE precompilato, il richiedente sarà escluso dai controlli approfonditi sui propri rapporti finanziari.

L’ISEE precompilato è una novità introdotta nel 2020 e conterrà le informazioni già in possesso alla Pubblica Amministrazione. Può essere utilizzato per ora in alternativa all’ISEE tradizionale secondo i consueti canali: direttamente online sul portale INPS, mediante PIN INPS o SPID, opputre tramite CAF o patronati.

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Cosa succede se i controlli INPS sui conti correnti hanno un esito negativo?

Nel caso in cui l’INPS, a seguito di verifica, dovesse riscontrare la presenza di saldi, giacenze o titoli omessi dal contribuente, indicherà gli scostamenti tra le annotazioni ISEE.

È stata tuttavia fissata una franchigia. Il margine di errore tollerato parte da 6mila euro e sale a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Sono dunque ammessi errori.

Nel caso succeda che tu riceva la segnalazione di superamento della franchigia, puoi:

  • presentare una DSU rettificata, con i dati corretti;
  • dimostrare, con documentazione a supporto, che i dati forniti in prima battuta sono corretti;
  • chiedere al CAF, nel caso l’errore sia di quest’ultimo, di rettificare l’errore.

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