Smart Home, crescita del 40%, ma le assicurazioni sono ancora marginali

Il mercato italiano della Smart Home raggiunge nel 2019 un valore di 530 milioni di euro: siamo ancora lontani da Germania (2,5 miliardi di euro), Regno Unito (2,5 miliardi) e Francia (1,1 miliardi), ma l’incremento registrato è del 40% rispetto al 2018, in linea con la media europea. E fa ben sperare sul futuro del mercato Smart Home e IoT in Italia. Ce lo dice l’ultima ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata recentemente.

Che ci rivela anche quali sono i prodotti Smart Home che stanno attraendo l’interesse dei consumatori  (soluzioni per la sicurezza, smart home speaker ed elettrodomestici coprono oltre il 60% del mercato) e i canali attraverso i quali tali oggetti entrano dentro le nostre case.

Il boom degli assistenti vocali spinge l’avanzata dei retailer online e multicanale come principale canale di vendita di oggetti connessi per la casa (47%), mentre la filiera tradizionale – composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori – mantiene un ruolo rilevante (39%) ma perde quote di mercato.

Rilevante si sta dimostrando il ruolo delle telco, che hanno registrato un incremento del 140% rispetto al 2018 (toccando quota 50 milioni di euro, ovvero 10% del mercato), grazie agli sforzi in termini di semplificazione dell’offerta (soluzioni gestibili da App e pagamenti mensili), apertura di nuovi servizi (come i dispositivi per localizzare gli animali domestici e i wearable per monitorare gli anziani) e integrazione dell’offerta tradizionale con i nuovi oggetti smart. Utility e assicurazioni, invece, non hanno compiuto il salto di qualità che ci si attendeva lo scorso anno, mantenendo un peso marginale nel mercato (appena il 4% complessivo).

Cosa possono fare di più le assicurazioni nella Smart Home?

Tradizionalmente le assicurazioni già si occupano delle nostre case, offrendo copertura per una serie di infausti eventi (danni, furti, ecc) secondo lo schema tipico del risarcimento a danno avvenuto e accertato.

WHITEPAPER

Come trasformarsi in una intelligent enterprise?
Big Data

La trasformazione digitale ha abilitato le compagnie assicurative a fare un salto qualitativo molto importante della propria value proposition, passando dalla semplice copertura del danno alla prevenzione dello stesso. Di questo passaggio sono complici i big data, gli analytics, l’intelligenza artificiale, l’internet of things, quest’ultima anche nella sua specificazione di oggetti connessi per la casa, categoria denominata appunto Smart Home. Grazie all’utilizzo di oggetti connessi a supporto di una polizza, le Compagnie possono innanzitutto fare meglio quello che già fanno, ovvero dare protezione, e farlo anche preventivamente.

Pensiamo, ad esempio, a polizze danni che integrano anche dispositivi in grado di rilevare fumi, infiltrazioni, umidità e altre potenziali fonti di pericolo;  o a sistemi di sicurezza e video sorveglianza dotati di AI e gestibili anche da remoto.

Ma queste cose sono quelle più banali, secondo gli analisti di McKinsey, quello della Smart Home sarà uno dei 4 ecosistemi tecnologici più importanti in futuro per le assicurazioni, quello in cui si potranno sviluppare maggiormente servizi innovativi, ad esempio, con riferimento alle tecnologie di Ambient Assisted Living, un settore che si collega poi alla connected health, particolarmente rilevante a causa dell’invecchiamento della popolazione. Le persone a mobilità limitata, ad esempio, sono sempre più alla ricerca di servizi innovativi che aiutino le loro attività quotidiane e consentano loro di perseguire uno stile di vita indipendente a casa. I potenziali clienti di questo segmento avranno probabilmente un atteggiamento positivo nei confronti dell’internet degli oggetti e delle tecnologie correlate, così come nei confronti degli assicuratori che agiscono come fornitori globali di questo tipo di nuovi pacchetti di servizi.

In effetti, sempre più aziende stanno lavorando al lancio di nuovi servizi per la Smart Home, sottolinea il report degli Osservatori: gli esempi sono numerosi e spaziano dal pronto intervento garantito da aziende di vigilanza in caso di tentativo di infrazione, al supporto per la riduzione dei consumi energetici, al riordino automatico dei prodotti di cui si stanno esaurendo le scorte, fino alla possibilità di migliorare l’assistenza agli anziani. Si moltiplicano, inoltre, alleanze e partnership fra gli operatori per offrire nuovi servizi che sfruttano la progressiva integrazione tra intelligenza artificiale e dati raccolti attraverso gli oggetti connessi.

Insieme al mercato crescono la consapevolezza dei consumatori e la diffusione degli oggetti smart nelle case: il 68% degli italiani ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 40% possiede almeno un oggetto smart, con soluzioni per la sicurezza e smart home speaker in cima alle preferenze degli acquirenti. Ma crescono anche i timori dei cittadini per i rischi legati alla cyber security e alla violazione della privacy: il 54% è restio a condividere i propri dati personali (+3% rispetto al 2018).

L’articolo Smart Home, crescita del 40%, ma le assicurazioni sono ancora marginali proviene da InsuranceUp.


Mobility as a service, tutto sul nuovo sistema di mobilità che sta impattando sulle assicurazioni

L’evoluzione del trasporto, dalla smart mobility alla MaaS (mobility as a service), rappresenta una grande sfida non solo per i produttori di automobili ma anche per il mercato assicurativo. Da un lato perché con l’incremento dei servizi di mobilità in bundle e in sharing il numero di polizze auto individuali è destinato a calare. Dall’altro perché proprio la crescita dei nuovi servizi costituisce un’opportunità per entrare in nuovi segmenti di mercato. Da parte dei player del mondo assicurativo, però, sarà necessario studiare nuovi modelli di business per poter riuscire a cogliere appieno queste occasioni. E capire bene che cosa si intende per mobility as a service, come funziona, quali sono i vantaggi. Ecco una guida di EconomyUp con tutte le risposte. 

Mobility as a service, che cos’è

La MaaS – Mobility as a Service è mobilità come servizio. Si basa sul concetto di abbonamento, oppure sulla formula del pay per use (pagamento  in base al concreto utilizzo), e si sta diffondendo in modo particolare nelle grandi città.

Come funziona

Una volta corrisposto un forfait mensile al service provider, l’utente può pianificare il proprio viaggio su una piattaforma software che in automatico propone e permette di prenotare tutti i mezzi necessari, sia pubblici sia privati (treni, bus, taxi, car e bike sharing) per compiere il percorso. Oltre naturalmente alla propria destinazione, a seconda delle opzioni proposte dalla applicazione, ogni persona può indicare preferenze sul mezzo da utilizzare e così via; sarà poi il tool a suggerire la combinazione più efficace e conveniente, integrando le diverse opportunità di movimento che un agglomerato urbano può offrire, dal sistema di trasporti pubblici a tutti i vari servizi che possono trovarsi nelle città (bike sharing, car sharing eccetera).

Queste piattaforme – riporta ancora EconomyUp – lavorano con l’obiettivo di ottimizzare i tempi, ma anche di paragonare i costi e tengono addirittura conto delle condizioni meteo. A questo punto, una volta individuato ciò che si preferisce fare, mediante lo stesso sistema si potrà prenotare e pagare per la soluzione prescelta.

EVENTO

Quattroruote Professional e l’AI: uno dei casi utenti protagonisti dello streaming IBM Cloud on Air
Automotive

In pratica, mobility as a service si caratterizza per tre aspetti principali: per il fatto di poter fruire di tutti i servizi di mobilità a consumo; in quanto è un servizio utilizzabile ovunque e perché rende semplice e immediato il pagamento.

Cloud, IoT -Internet of Things, Intelligenza artificiale e machine learning sono le principali tecnologie su cui si basa la possibilità di proporre un servizio di mobility as a service.

Mobility as a service, quali sono i vantaggi

Premesso che l’obiettivo delle pubbliche amministrazioni che promuovono questa modalità di spostamento è quello di fare in modo che si vada abbandonando l’utilizzo dell’auto privata, sono molteplici i vantaggi determinati dal MaaS per i privati, per le aziende che offrono servizi di trasporto e per la collettività. Prima fra tutti, la riduzione del traffico e dell’inquinamento (sia atmosferico sia acustico).

Inoltre, gli utenti del servizio potranno spendere meno per i loro spostamenti, diminuirne i tempi,  muoversi in maniera più sicura, grazie al fatto, tra l’altro, che potranno sempre avere informazioni aggiornate in tempo reale sulla situazione del percorso che stanno compiendo.

D’altra parte, gli operatori del mondo del trasporto, avendo una vasta mole di dati su cui costruire le proprie strategie, potranno ottimizzare i loro servizi rispondendo in maniera puntuale alle necessità dei propri interlocutori. A questo proposito anche i gestori del traffico, così come le autostrade potranno optare per soluzioni e prezzi modulari in base all’utilizzo, agli orari, alla situazione della strada eccetera.

Un giro d’affari miliardario

Nel KPMG Global Automotive Executive Survey 2019  la metà degli intervistati con una macchina di proprietà hanno detto di aspettarsi di non averla più entro il 2025. Lo stesso trend, si legge nel medesimo studio, andrà affermandosi nelle aziende dove si procederà a una ottimizzazione del parco auto. Sono le conseguenze della rapida diffusione di servizi di mobilità alternativi.

Secondo i dati di una ricerca BIS Research dell’anno scorso, negli anni che trascorreranno tra il 2018 e il 2028 il concetto di trasporto come servizio a livello globale genererà un giro di affari in incremento anno su anno di quasi il 50%, le revenue derivate da questo mercato dagli oltre 31 miliardi di dollari dei 12 mesi scorsi passeranno a quasi 1.760 miliardi.

Osservando questo fenomeno da un altro punto di vista, e ciò è stato fatto in uno studio recente di McKinsey sulla mobilità integrata, gli analisti si aspettano un aumento degli spostamenti, ossia della volontà di muoversi da parte delle persone, grazie al fatto di poter fruire di soluzioni di viaggio più convenienti. E’ previsto un incremento tra il 20 e il 50%, il che innesca un circolo virtuoso, anche in termini economici, che può avere un impatto importante su tutta la collettività.

Gli analisti si aspettano, in generale, che con l’affermazione del 5G si assista a una accelerazione dell’utilizzo di queste piattaforme applicative. Poter contare su connettività più efficace significa infatti inviare comunicazioni in tempo reale per rispondere in maniera precisa alle esigenze dei viaggiatori.

Mobility as a service, case study italiani e internazionali

I primi a sperimentare questa tipologia di servizi sono stati i finlandesi e, nello specifico, gli abitanti di Helsinki che già dal 2016 hanno la possibilità di fruire della Whim app che si occupa proprio di identificare per loro la modalità migliore per raggiungere una località.

In uno studio Deloitte di qualche tempo fa sono riportati diversi esempi di applicazioni e progetti pilota di Mobility as a service. Tra questi il progetto Communauto/Bixi avviato nel Quebec in Canada dove alcune aziende municipalizzate di trasporti hanno deciso di proporre pacchetti che includessero nella propria offerta di mezzi pubblici la possibilità di usare sia il servizio di bikesharing (di Bixi) sia quello di carsharing (dell’altro fornitore).

A Gothenburg, in Germania, UbiGo alle precedenti tipologie di mezzi di trasporto aggiunge la possibilità di affittare la macchina, di utilizzare taxi, il tutto sfruttabile mediante una sola applicazione che, tra l’altro, ha l’interessante possibilità di assegnare bonus agli utenti nel caso facciano scelte di spostamento sostenibili. Ma ci sono molti altri esempi di app di questo tipo in tutto il mondo, inclusa l’Italia.

In particolare – puntualizza EconomyUp – proprio alla fine di marzo di quest’anno, lgiunta comunale di Torino ha approvato un progetto MaaS teso a disincentivare l’uso dei veicoli privati che prevede buoni di mobilità da utilizzare per spostarsi in città sfruttando servizi di trasporto a basso impatto ambientale, sostenibili e in condivisione, così come bike sharing, corse di taxi e sempre più le opportunità si apriranno ad altri servizi di sharing.

Anche a Milano, tra le città italiane che si caratterizzano per il proprio modello di mobilità evolute, si sta riflettendo su mobility as a service per proseguire nell’impegno sulla mobility di nuova generazione.

L’importanza del pagamento mobile

Per poter diffondere questi servizi di MaaS rendendoli sempre più appetibili per gli utilizzatori, come abbiamo visto negli esempi precedenti, è fondamentale costruire un ecosistema di provider coinvolgendo vari attori e tipologie di proposte. Ugualmente essenziale è garantire soluzioni di pagamento mobile che rendano immediato e agevole l’utilizzo dei servizi.

A tal proposito, Telepass ha lanciato “Telepass Pay X” in collaborazione con BNL-Bnp Paribas che consiste in un conto corrente e una carta prepagata per servizi di mobilità, ma anche per pagamenti quotidiani . Questo servizio garantisce transazioni veloci e sicure sempre e ovunque, è aperto a terze parti e quindi vi si possono costruire intorno soluzioni che man mano si possono arricchire coinvolgendo più aziende, non necessariamente legate alla mobilità in senso stretto. Un esempio concreto in questo senso è WashOut,  la startup milanese che ha presentato l’app per lavare auto e moto ovunque siano parcheggiati. Il limite dell’offerta di servizi è dunque davvero solo quello rappresentato dalla fantasia.

L’articolo Mobility as a service, tutto sul nuovo sistema di mobilità che sta impattando sulle assicurazioni proviene da InsuranceUp.


Bright Health, l’insurtech che ha raccolto più di un miliardo di dollari

Che fosse una delle startup destinate a lasciare il segno nella storia dell’insurtech era chiaro già qualche anno fa. Nel 2018 Bright Health, insurtech per la salute, era stata valutata quasi un miliardo di dollari. Era una delle realtà del settore più finanziate di sempre, faceva gola ai finanziatori e, a distanza di due anni, la startup continua a crescere. Con un nuovo finanziamento di 635 milioni di dollari che portano il totale del capitale raccolto a più di un miliardo di dollari.

Insurtech, la vera gara è scoprire il “valore intrappolato”

Bright Health, l’insurtech per la salute

Bright Health, startup insurtech che ha sede a Minneapolis, offre polizze sanitarie accessibili (anche come costi) a singoli e famiglie ed è autorizzata dallo Stato per i Medicare Advantage healthcare plans (assicurazioni sanitarie particolari per gli over 65) in diversi stati, Alabama, Arizona, Colorado, New York City, Ohio e Tennessee.

La storia della startup, una delle più finanziate

Co-fondata a Minneapolis da un veterano del settore assicurativo, l’ex amministratore delegato di una compagnia piuttosto grande come United Healthcare, e altri due manager del settore sanitario, Bright Health si impone nel panorama US delle insurtech già nel 2016, quando ottiene un primo finanziamento di 80 milioni. La società nasce customer centric, grazie all’uso dei big data. E fa leva sull’esperienza del cliente, offrendogli servizi sanitari attraverso un’app. Ecco la sua storia.

80 milioni di dollari per Bright Health, la startup che vende polizze personalizzate

I numeri della crescita di Bright Health

Prima dell’ultimo finanziamento da 635 milioni di dollari, nel 2018 Bright Health ha chiuso un round di investimento proveniente dal mondo del venture capital americano da 200 milioni di dollari. Che segue altri 160 milioni raccolti nel 2017 e 80 nel 2016. Il finanziamento di 200 milioni, quello del 2018, portava la valutazione della startup a 950 milioni di dollari (quasi un unicorno), più del doppio rispetto alla valutazione di 400 milioni di dollari relativa al precedente round d’investimento da 160 milioni di dollari. Valutazione che ora è destinata a salire.

Più di 1 miliardo di dollari di finanziamenti

WHITEPAPER

Come trasformarsi in una intelligent enterprise?
Big Data

Di recente, infatti, ai corposi investimenti già ottenuti, si è aggiunto il round di serie D da 635 milioni di dollari che portano gli investimenti complessivi a oltre un miliardo di dollari. Il round è stato condotto dalla società di venture capital NEA (New Enterprise Associates), insieme a Bessemer Venture Partners, Cross Creek Advisors, Declaration Partners, Flare Capital Partners, Greenspring Associates, Meritech Capital, Redpoint Ventures e Town Hall Ventures.

I nuovi fondi saranno utilizzati per l’espansione internazionale e diversificare l’offerta dei prodotti.

Bright Health, i punti di forza che piacciono agli investitori

Ma come ha fatto una insurtech del settore health a crescere in così poco tempo? Bright Health ha almeno 5 punti di forza che fanno gola agli investitori:

  1. IL TEAM: l’azienda è stata fondata da tre non più giovanissimi signori con alcuni decenni di esperienza manageriale di vertice in ambito assicurativo;
  2. LA TECNOLOGIA: Bright Health è data-driven, la sua missione è migliorare la customer experience delle persone rispetto all’intera esperienza sanitaria, facendo leva sui dati e sul digitale nel suo complesso;
  3. IL MODELLO DI BUSINESS: la startup non si sostituisce ai broker ma collabora con loro;
  4. LA CRESCITA: continua sovraperformance dell’azienda, elevati tassi di rinnovo nei mercati esistenti, significativa pipeline di partner;
  5. I PIANI DI SVILUPPO: secondo i cofounder, esiste una straordinaria prospettiva di crescita e un enorme desiderio dei provider sanitari di avvicinarsi al consumatore attraverso Bright

Leggi tutti i dettagli

L’insurtech per la salute Bright Health valutata quasi un miliardo di dollari

L’articolo Bright Health, l’insurtech che ha raccolto più di un miliardo di dollari proviene da InsuranceUp.


Qshino, il cuscino antiabbandono universale che rende intelligente il tuo seggiolino

Il nuovo dispositivo progettato da UnipolSai ti avvisa se lasci il bambino in auto e ti allontani. 

La sicurezza dei nostri bambini è la priorità più importante, serve la massima attenzione soprattutto quando la frenesia è parte integrante delle nostre vite. Da UnipolSai arriva una soluzione ottimale per mantenere alta l’attenzione quando si trasporta un bimbo piccolo in auto, evitando dimenticanze che in taluni casi si sono rivelate purtroppo tragiche. Da metà dicembre è disponibile il dispositivo antiabbandono Qshino by UnipolSai Assicurazioni, acquistabile in agenzia, su Amazon e nella GDO.

  • La legge “Salva bebè”
    Scatta l’obbligo di dotarsi dei dispositivi di allarme antiabbandono
  • Cos’è Qshino?
    Il cuscino antiabbandono che interagisce tramite app con lo smartphone dell’automobilista

La legge “Salva bebè”

In Italia la così detta legge Salva bebè (n.117/2018 e il successivo decreto attuativo n.122/2019) rende obbligatoria l’adozione all’interno delle automobili di dispositivi in grado di avvisare l’autista quando si allontana dal veicolo, lasciando all’interno un bambino d’età fino ai 4 anni. Si stima che siano circa un milione e 800mila gli italiani che dovranno installare i dispositivi, ai quali se ne aggiungeranno 400mila ogni nuovo anno.

Il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di dispositivi antiabbandono è stato pubblicato il 23 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale, entrando in vigore il 7 novembre del 2019.

L’obbligo riguarda l’installazione a bordo dei veicoli di un dispositivo di allarme per prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni. Dal prossimo 6 marzo 2020 scatteranno anche le sanzioni che vanno da 83 a 333 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente. Patente che verrà sospesa nel caso di infrazione ripetuta per due volte in due anni. Per agevolare l’acquisto da parte delle famiglie, sono previsti dei contributi sotto forma di credito d’imposta (circa 30 euro per ogni bambino), grazie allo stanziamento per il 2020 circa 5 milioni di euro.

 Cos’è Qshino

Qshino by UnipolSai Assicurazioni è il cuscino antiabbandono che si applica sul seggiolino di tutte le auto e nel caso l’autista dovesse allontanarsi dalla vettura lasciando il bambino a bordo, Qshino invia una notifica sull’app installata sullo smartphone. L’interazione con il guidatore avviene proprio attraverso il collegamento bluetooth tra smartphone e dispositivo antiabbandono.

Perciò se l’autista si allontana dal veicolo e porta con sé lo smartphone, appena viene meno la connessione bluetooth tra smartphone e cuscino, l’app emette ripetutamente un segnale acustico e viene visualizzata sull’app una notifica. Se la segnalazione non riceve risposta, Qshino avvisa alcuni numeri di persone di fiducia precedentemente configurati, indicando la posizione in caso di geolocalizzazione attiva sullo smartphone. Sempre tramite l’App è possibile delegare fino a cinque utenti diversi che possono trasportare il bambino (nonni, babysitter, etc…), in modo che il loro smartphone possa connettersi con il cuscino, e ricevere gli eventuali allarmi che segnalano l’eventuale abbandono.

Si tratta quindi di un dispositivo universale che prevede una serie di allarmi e segnalazioni per mantenere sempre alta l’attenzione, evitando distrazioni e pericolosi vuoti di memoria. Una tecnologia accessibile, non invasiva, alla portata di tutti che si attiva installando una semplice app.

Qshino è stato messo a punto da AlfaEvolution Technology, il centro competente dei servizi telematici del Gruppo Unipol, ed è in commercio da dicembre 2019.

L’articolo Qshino, il cuscino antiabbandono universale che rende intelligente il tuo seggiolino sembra essere il primo su Blog Linear.


Da quest’anno è prevista la RC familiare. Cos’è e come funziona

Dal 16 febbraio 2020 è entrata ufficialmente in vigore la nuova RC familiare, una classe di merito unica valida sia per i nuovi contratti che per i rinnovi di quelli esistenti. Vediamo di cosa si tratta.

Da febbraio entra in vigore la nuova RC familiare, che riconosce ai componenti delle famiglie la classe di merito più bassa fra tutti i veicoli posseduti . Vediamo cos’è, come funziona e cosa cambia con la classe di merito unica famiglia.

  • Cos’è la RC  familiare?
    Cosa prevede la nuova assicurazione prevista nella Legge di Bilancio
  • Come funziona la nuova assicurazione?
    I vantaggi previsti dal provvedimento: un esempio concreto
  • Le condizioni da rispettare
    I requisiti per poter accedere ai vantaggi della nuova RC familiare

Cos’è la RC familiare?

L’RC familiare prevede che per assicurare un veicolo i componenti della famiglia possano usare la classe di merito più favorevole tra quelle acquisite da un qualsiasi membro del nucleo familiare. Grazie a questa novità tutte le famiglie potranno assicurare i loro veicoli usufruendo della migliore classe di merito, sia che si tratti di un mezzo a due o quattro ruote ottenendo un risparmio sul costo della polizza auto, moto scooter o altri veicoli.

La nuova Assicurazione prevede così la possibilità di introdurre un bonus famiglia per la RC auto consentendo di ottenere un riconoscimento della classe di merito più bassa estesa a tutti i mezzi all’interno del nucleo. Si tratta di un provvedimento assicurativo recepito con il Decreto Fiscale che ha l’obiettivo di ridurre la spesa delle assicurazioni dei veicoli in famiglia.

E’ bene ricordare che già grazie alla legge Bersani in vigore dal 2007 è possibile ereditare la stessa classe di merito, ma solo per la stessa categoria di veicoli: auto da auto, scooter da scooter, ecc… Invece con le novità introdotte dalla nuova RC familiare, ad esempio, se si è in possesso di uno scooter con la classe di merito bassa, la si può estendere anche sull’automobile o viceversa.

Il sistema assicurativo attualmente in vigore permette già ai membri di un nucleo familiare di utilizzare la classe di merito più favorevole maturata su un’auto per assicurare un’altra auto, ma si deve trattare di un veicolo, nuovo o usato, che viene acquistato.

Con la nuova RC familiare dal 16 febbraio 2020, invece, la classe di bonus-malus sarà valida anche per veicoli che già appartengono ai membri del nucleo familiare.

Come funziona la nuova assicurazione?

Grazie alla nuova RC, sarà possibile guadagnare la prima classe di bonus-malus anche per veicoli diversi, nell’ambito della stessa famiglia. Facciamo un esempio per capire bene quali sono le agevolazioni previste: se c’è un veicolo in prima classe di merito (auto, moto, scooter,  ecc…) gli altri veicoli aggiuntivi saranno assicurabili con la stessa classe, quindi potranno trasferire la CU migliore maturata, semplicemente esibendo la documentazione richiesta dalla compagnia assicurativa.

Supponiamo che all’interno di un nucleo familiare vi siano due automobili (una di classe 10 e una di classe 1) e una motocicletta. In questo caso sia l’auto in classe 10 che la moto beneficerebbero del diritto alla prima classe dell’auto. Una condizione che consentirebbe alla famiglia di ottenere un risparmio economico sul premio RC dell’assicurazione.

Le condizioni da rispettare

Ci sono delle condizioni da rispettare per beneficiare dei vantaggi della nuova RC familiare. L’effettiva convivenza è una condizione indispensabile: nel caso di padre e figlio che vivono insieme, ad esempio, una nuova auto acquistata dal figlio potrà essere assicurata usufruendo della classe di merito del padre, ma solo se i due hanno la stessa residenza. Inoltre le regole non vengono applicate nel caso in cui l’attestato di rischio sia intestato a una persona giuridica, come nel caso di auto aziendali o di una società. Inoltre i veicoli devono essere immatricolati ad uso privato o conto proprio e il veicolo da cui ereditare la classe di merito deve avere una polizza in corso di validità, non scaduta

L’articolo Da quest’anno è prevista la RC familiare. Cos’è e come funziona sembra essere il primo su Blog Linear.


Bonus seggiolino anti abbandono: come richiederlo

Se hai un bambino di età inferiore ai quattro anni puoi acquistare un dispositivo usufruendo del bonus per i seggiolini anti abbandono.

Il bonus ha un valore di 30 euro e puoi richiederlo online, come ti spieghiamo in questo articolo.

Intanto, ricorda che il dispositivo anti abbandono è obbligatorio dal 6 marzo 2020 per tutti i bambini che non hanno ancora compiuto quattro anni e che per ogni bambino puoi richiedere un solo buono.

bonus seggiolino anti abbandono

Come richiedere il bonus

Vuoi richiedere il bonus per l’acquisto di un dispositivo per seggiolini anti abbandono? Prima di tutto assicurati di essere in possesso della Spid, ovvero della tua identità digitale. Se non lo hai ancora fatto, puoi richiedere la Spid online.

Una volta in possesso della Spid, puoi procedere con la registrazione sul sito bonusseggiolino.it

Il buono elettronico del valore di 30 euro deve essere associato al codice fiscale del tuo bambino.

Appena avrai completato la registrazione, ti sarà emesso il bonus, che dovrai utilizzare entro 30 giorni: ricorda che potrai utilizzarlo soltanto nei negozi che si sono registrati e che quindi possono accettare il buono.

Nel caso, per qualsiasi motivo, non ne usufruisci entro questo periodo, potrai comunque fare una nuova richiesta, ammesso che i fondi non siano stati esauriti nel frattempo. Secondo alcune stime infatti, riusciranno a beneficiare del bonus circa mezzo milione di bambini, contro i duemila interessati.

Ho già comprato il dispositivo: cosa fare?

Se hai già comprato un dispositivo anti abbandono puoi comunque richiedere il bonus, che in questo caso funziona come un rimborso.

Dovrai inoltrare la tua richiesta entro 60 giorni dall’attivazione della piattaforma

Anche in questo caso è necessario registrarsi sulla piattaforma online e dovrai allegare lo scontrino e una autocertificazione su cui devi indicare i dati del bambino e dichiarare che la spesa è stata sostenuta per l’acquisto di un dispositivo anti abbandono.  Il rimborso ti sarà accreditato entro 15 giorni sul conto corrente che avrai indicato.

Dispositivi per soggiolini anti abbandonano: quali sono a norma

Se non hai ancora comprato un dispositivo per seggiolini anti abbandono e non sai quale scegliere, devi sapere che per questo tipo di prodotti non è prevista l’omologazione, ma devono riportare la dichiarazione di conformità del fabbricante, il che significa che devono corrispondere alle caratteristiche previste dal decreto.

Tra queste è previsto che i dispositivi:

  • si devono attirare in modo automatico e produrre un segnale di attivazione
  • i segnali acustici e visivi che si attivano in caso di abbandono devono essere percecipiti all’esterno oppure all’interno del veicolo

L’articolo Bonus seggiolino anti abbandono: come richiederlo sembra essere il primo su https://www.6sicuro.it

Seguici su Google+


Bonus verde 2020: cos’è e come funziona

Il bonus verde 2020 riguarda i lavori sul verde privato di giardini, balconi, terrazzi, fioriere, piante e pozzi. Vediamo a quanto ammonta, su quali lavori è ammesso e come si ottiene.

bonus verde 2020

Cos’è il bonus verde 2020?

Il bonus verde, confermato in extremis anche per il 2020, è una detrazione IRPEF del 36% delle spese sostenuta per:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

L’importo deve essere detratto in 10 rate annuali di pari importo e deve essere conteggiato su una spesa massima di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Facciamo un esempio numerico. Se per risistemare il giardino della tua villetta spendi 10.000 euro, potrai calcolare la detrazione del 36% soltanto su 5.000 euro, importo massimo su cui è possibile determinare il bonus. Ciò significa che potrai detrarre in dichiarazione dei redditi al massimo 1.800, da dividere in 10 rate, quindi 180 euro l’anno.

Nel caso i lavori riguardino le parti comuni di un condominio, l’importo massimo su cui determinare la detrazione, sarà pari a 5.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari.

Ti ricordiamo che se hai fatto dei lavori sul tuo terrazzo, ad esempio, e nel frattempo il condominio ha fatto lavori sul verde delle parti comuni, hai diritto ad entrambe le detrazioni.

Bonus verde 2020: cos’è e come funziona Click To Tweet

Quali sono i lavori ammessi per il bonus verde?

Ecco alcuni dei lavori per i quali è possibile accedere al bonus:

  • trasformazione di un cortile in giardino;
  • risistemazione di un giardino con nuove piante, aiuole, vialetti e recinzioni;
  • installazione di fioriere fisse su balconi o terrazzi (il semplice acquisto di piante non è considerato un intervento innovativo e agevolabile);
  • acquisto di piante e vasi mobili agevolabili solo se facenti parte di un progetto come quelli elencati sopra;
  • interventi di mantenimento del buono stato vegetativo e alla difesa fitosanitaria di alberi secolari o di esemplari arborei di notevole pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale.

Sono invece esclusi:

  • acquisto di singole piante in vasi mobili;
  • interventi di manutenzione ordinaria del verde;
  • interventi effettuati in economia dal proprietario dell’immobile, dunque quelli fatti acquistando direttamente il materiale per eseguire i lavori fai da te.

Quali sono gli adempimenti per ottenere il bonus verde?

Per poter ottenere il beneficio, occorre usare per i lavori metodi di pagamento tracciabili quali:

  • bonifico bancario o postale;
  • carta di credito o bancomat;
  • assegno non trasferibile.

La fattura del fornitore deve citare la norma che fa riferimento al bonus e deve dettagliare che non si è trattato di manutenzione ordinaria come può essere un semplice intervento di potatura.

Occorre conservare fattura e copia dei pagamenti per eventuali verifiche future del Fisco.

Per quanto riguarda i lavori condominiali, in caso di lavori effettuati nel 2020 e di clienti morosi, questi ultimi avranno tempo fino al 31 ottobre 2021 per versare il dovuto al condominio, pena la perdita della detrazione in dichiarazione dei redditi.

L’articolo Bonus verde 2020: cos’è e come funziona sembra essere il primo su https://www.6sicuro.it

Seguici su Google+


Pagamento Cedolino Pensione Marzo 2020

Per il pagamento cedolino pensione marzo 2020 la data, 2 marzo, è identica per tutti. Dal momento che il primo giorno bancabile cade di lunedì.

Trattenute sul pagamento cedolino pensione marzo 2020

Ricordiamo che il pagamento comprende tutte le pensioni di cui il soggetto è titolare e che le pensioni corrisposte in rate mensili anticipate.

In merito alle trattenute di marzo, l’INPS comunica che:

  • vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2019, che vengono effettuate in 11 rate nell’anno successivo (dunque nel 2020);
  • avviata in marzo anche la trattenuta per addizionale comunale in acconto per il 2020, che proseguirà fino a novembre 2020;
  • ricalcolata l’IRPEF pagata mensilmente nel corso dell’anno 2019 (in particolare per i pensionati che abbiano percepito nel corso del 2019 altre prestazioni assoggettate a tassazione);
  • per chi nel 2019 ha pagato un’IRPEF inferiore al dovuto, si procede con la trattenuta per il recupero dell’ IRPEF dovuta sul rateo del mese di marzo fino a capienza o, laddove l’importo della pensione non sia sufficientemente capiente, sui ratei mensili successivi;
  • per i pensionati con importo annuo lordo complessivo fino a 18mila euro, per il quali il ricalcolo dell’ IRPEF ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, le trattenute vengono effettuate con rate di pari importo fino alla mensilità di novembre.

L’INPS ricorda inoltre che:

Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni e gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.

Pagamento Cedolino Pensione Marzo 2020 Click To Tweet

Come si visualizza il cedolino marzo 2020 sul sito INPS?

Solitamente è possibile visualizzare i cedolini del mese, entro il giorno 20 del mese precedente.

Ecco le indicazioni per consultare il cedolino di marzo 2020 e conoscere l’importo del pagamento che riceverai:

  • collegati al portale INPS;
  • accedi all’area riservata con il tuo PIN INPS oppure con lo SPID o con la carta CNS;
  • entra nella sezione “verifica pagamenti” e clicca su “vuoi visualizzare il cedolino”;
  • scarica il cedolino corrispondente al mese di febbraio 2020.

Il cedolino pensione online fornisce una serie di informazioni, oltre all’importo dovuto:

  • l’emissione del pagamento;
  • i possibili errori negli importi;
  • ulteriori servizi, come la modifica dei dati anagrafici, la possibilità di trasmettere delle comunicazioni all’INPS, la visualizzazione dei cedolini precedenti ecc.

L’articolo Pagamento Cedolino Pensione Marzo 2020 sembra essere il primo su https://www.6sicuro.it

Seguici su Google+


Abbonamento Nissan Switch: cambi auto ogni giorno, come funziona?

Hai già usato servizi come Netflix? E Spotify? E Sky? Probabilmente sì, perché il metodo subscription sta sempre più prendendo piede all’interno di un mercato sempre più legato all’erogazione di servizi e sempre meno a dei prodotti durevoli e materiali.

L’idea di Nissan Switch funziona allo stesso modo: si paga un canone fisso mensile e in cambio si potranno utilizzare senza impegno e senza limiti le auto della casa giapponese.

Quanto costa l’abbonamento Nissan Switch?

Certo il prezzo da pagare non è adatto a tutte le tasche, visto che oltre ad una quota di iscrizione di 495 dollari (circa 450€) si dovranno versare 699$ al mese per l’abbonamento Select e ben 899$ per quello Premium, che offre un parco auto più corposo. Stiamo parlando di rispettivamente 650 e 830€.

Quali auto si possono noleggiare?

L’abbonamento Select, quello più economico, garantisce la possibilità di utilizzare i modelli Altima, Pathfinder, Rogue e Frontier, mentre con la soluzione Premium si potranno prendere in prestito anche l’elettrica Leaf Plus, la Maxima, la Murano e l’Armada, la Titan e la sportiva 370Z. Per 100 dollari al giorno si potrà poi scegliere la super sportiva GT-R, sogno di ogni autista appassionato di velocità su quattro ruote.

Cosa comprende l’abbonamento a Nissan Switch

Con il canone mensile, oltre a poter cambiare l’auto potenzialmente ogni giorno, si avrà diritto alla consegna della stessa, al servizio di pulizia, all’assicurazione e all’assistenza stradale. Ovviamente, essendo un’offerta completamente smart, non mancherà un’applicazione dedicata sullo smartphone che permetterà di gestire ogni aspetto dell’esperienza.

Quello offerto da Nissan non sarà certo il primo servizio di questo tipo, già sperimentato da Lexus e Mercedes per esempio, ma certamente sarà quello che lascerà più libertà al cliente, senza vincoli di abbonamento o lunghi periodi legati all’utilizzo della stessa vettura.

La sperimentazione partirà dal Texas, nella zona di Houston, e successivamente potrà essere allargata ad altre città. Il tutto in un’ottica di un mercato che vuole trovare delle soluzioni alla progressiva diminuzione delle auto di proprietà. Certo, per ora il prezzo appare proibitivo ma in futuro, con un grande numero di abbonati, chissà.

L’articolo Abbonamento Nissan Switch: cambi auto ogni giorno, come funziona? sembra essere il primo su https://www.6sicuro.it

Seguici su Google+


Responsabilità amministratori SRL: non è più limitata al patrimonio sociale

Gli amministratori vedono stravolta la responsabilità SRL. Un tempo limitata al patrimonio sociale, adesso intaccherà anche quello personale. Vediamo come e perché.

Le novità sulla responsabilità SRL

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019, con l’art. 378 aggiunge il sesto comma dell’art. 2476 del Codice civile, che recita:

Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi.

Fine delle società a responsabilità limitata, a detta di molti.

SRL che fino alla riforma introdotta dal Codice della crisi d’impresa, rispondevano dei propri obblighi limitatamente, appunto, al proprio patrimonio senza intaccare quello personale i amministratori e soci.

Responsabilità SRL: non è più limitata? Click To Tweet

Quali sono le conseguenze della nuova responsabilità amministratori SRL?

Secondo Costantino Ferrara, vice presidente di sezione della Commissione tributaria di Frosinone, che esprime il suo parere sulle pagine de Il Sole 24 Ore:

L’effetto sarà quello di scoraggiare non tanto gli amministratori ad agire secondo pratiche scorrette, quanto piuttosto sulla decisione, a monte, di intraprendere un’attività d’impresa.

Insomma si prevede un fuga degli amministratori dalle società. Amministratori che spesso sono figure terze rispetto ai soci e che li affiancano portando nella gestione delle aziende le proprie competenze professionali, si pensi ai commercialisti che entrano nel consiglio di amministrazione di una SRL per garantirne la corretta gestione dal punto di vista contabile e fiscale.

Sul quotidiano di settore ItaliaOggi, si afferma inoltre che:

gli effetti di questa nuova norma stanno addirittura facendo fuggire gli stranieri che sono nei consigli di amministrazione di pmi italiane in cui gruppi internazionali hanno investito.

L’articolo Responsabilità amministratori SRL: non è più limitata al patrimonio sociale sembra essere il primo su https://www.6sicuro.it

Seguici su Google+