Cresce la stipula della polizza auto via smartphone

È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Prima.it, che rileva che, tra gennaio e luglio di quest’anno, a utilizzare lo smartphone per acquistare una polizza auto, moto o furgone è stato il 36,8% dei clienti online, rispetto al restante 63,2% che ha utilizzato il Pc. In particolare tale preferenza appare legata a un fatto anagrafico: per stipulare l’assicurazione viene utilizzato di più dai giovani under 30 (45%), seguiti da 30-50enni (42,3%) e over 50 (29,9%). Le regioni italiane più“mobile” sono Valle d’Aosta (46,4%), Friuli Venezia Giulia (45,9%), Lombardia (44,4%), Emilia-Romagna (44,3%) e Sardegna (43,5%), mentre quelle che usano meno il cellulare per la polizza sono Campania (25,9%), Sicilia (26,9%), Molise (31,8%), Puglia (32,2%) e Abruzzo (32,8%).

La rivoluzione digitale condiziona tutti gli aspetti della nostra vita e ormai lo smartphone è utilizzato per tantissime attività per cui fino a pochi anni fa eravamo abituati a sederci al Pc, un comportamento che non è cambiato nemmeno con il lockdown che ci ha costretti in casa e avrebbe teoricamente potuto favorire l’uso del computer”, spiega Giacomo Testa, Head of Analytics di Prima Assicurazioni, che sottolinea inoltre che “la stessa cosa vale per le assicurazioni auto, moto e furgone, anche se, come evidenziano i dati, l’uso dello smartphone è più frequente tra i giovani, tra cui ci sono ormai molti nativi digitali. A livello territoriale, le regioni più ‘mobile’ sono tutte nel nord Italia, con l’eccezione della Sardegna che si posiziona ben al di sopra della media italiana”.

Tabella: Uso di Pc o smartphone per l’assicurazione per regione italiana

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I rischi della vita online, come aumentare la sicurezza

Dal lockdown in avanti, si sono di fatto ‘imposti’ la scuola a distanza, lo smart working, l’ecommerce, gli eventi virtuali, le conference call, la telemedicina, l’intrattenimento e tutta una serie di attività si sono trasformate in qualcosa di digitale, persino gli ‘aperitivi’.

Secondo la società Sandvine (fonte: The Global Internet Phenomena Report ), che dal 2011 pubblica un’analisi semestrale del traffico, la crescita del traffico globale è stata del 40% durante il Covid. E bisogna tener conto che tutte le principali piattaforme di streaming hanno adottato (volontariamente) politiche di riduzione della qualità, senza le quali il traffico sarebbe stato ancora maggiore.

Internet ha salvato il salvabile, in questo drammatico momento mondiale, che non è ancora finito, durerà come emergenza probabilmente per tutto il 2020, e forse si trascinerà nel 2021.

In ogni caso la nostra vita è diventata decisamente molto più digitale e conseguentemente si è molto più esposti ai rischi cibernetici.

Dall’inizio dell’anno gli attacchi si sono moltiplicati. A lanciare l’ultimo allarme è niente meno che Interpol, che ha registrato un aumento delle offensive informatiche in 50 Paesi, che hanno preso di mira soprattutto governi e istituzioni sanitarie, attaccato persino il sito dell’OMS lo scorso marzo.
Tra gli attacchi più diffusi l’Interpol segnala le frodi o il phishing per recuperare dati personali o credenziali d’accesso ai servizi online, con i criminali informatici che utilizzano account costruiti in modo da simulare comunicazioni che arrivano da autorità sanitarie o da istituzioni pubbliche. A seguire i malware con la richiesta di riscatto per sbloccare i dispositivi e la registrazione di domini “malevoli” che utilizzano parole chiave come “Coronavirus” o “Covid”. In questi casi, spiega l’Interpol, si assiste a un’evoluzione nella scelta degli obiettivi per “massimizzare il danno e il guadagno finanziario”.  I siti pirata, spiega l’agenzia, attirano gli utenti alla ricerca di apparecchiature mediche o informazioni sul Coronavirus” per ottenere informazioni personali e credenziali, o per diffondere informazioni false.

Il Rapporto sulle minacce informatiche nel 2020 in Italia elaborato dall’Osservatorio sulla Cybersecurity di Exprivia, segnala che giugno è stato il mese in cui dall’inizio dell’anno si sono verificati la maggior parte di attacchi, incidenti e violazioni della privacy a danno di aziende, privati e pubblica amministrazione.
Analizzando 40 fonti di informazione pubbliche è risultato che tra il primo trimestre dell’anno (quando gli attacchi erano stati 47) e il secondo (ben 171) l’incremento è stato superiore al 250% con un picco nel mese di giugno (ben 86 attacchi); complici l’incremento dello smart working, una maggiore connessione ai social network durante l’emergenza e la riapertura delle industrie subito dopo il lockdown.
La maggior parte degli attacchi sono da mettere in relazione all’emergenza Coronavirus e oltre il 60% degli episodi ha provocato come danno il furto dei dati con una crescita a tripla cifra rispetto al primo trimestre (+ 361%), superando di gran lunga sia le violazioni della privacy (11% dei casi) che le perdite di denaro (7%).
Quadruplicano, inoltre, le truffe tramite tecniche di phishing e social engineering (+307% rispetto al primo trimestre, oltre il 37% dei casi), che ingannano l’utente facendo leva su messaggi “esca” via e-mail o su tecniche subdole tramite social network per carpire dati finanziari (il numero di conto corrente o della carta di credito) oppure rubare i codici di accesso ai servizi a cui la persona è abbonata.

C’è modo di aumentare la sicurezza online?

Ovviamente sì, sia a livello aziendale che personale.

A livello aziendale, un recente studio condotto da Proofpoint,  ha rivelato che l’85% dei CISO italiani riconosce nei dipendenti la principale causa di vulnerabilità agli attacchi informatici, serve un cambio culturale e molta formazione. Le aziende devono fare in modo di prevenire gli attacchi, e ciò si fa sia attraverso l’utilizzo di particolari infrastrutture e sistemi informatici, sia una maggiore responsabilizzazione dei dipendenti sui rischi della cybersecurity e sull’uso appropriato dei diversi canali di comunicazione.

Per esempio, secondo lo studio, tra i 7 tipi di minacce principali dirette alle aziende, 5 sono riconducibili alle email. Il phishing (39%) è stato l’attacco più registrato, seguito dal business email compromise – BEC – (28%), dalle minacce interne (22%) e credential phishing (22%). Gli attacchi BEC insieme alla compromissione degli account cloud (15%) sono le minacce più costose per le aziende e incidono sulla reputazione, la perdita di dati, la business interruption. Eppure basta poco per essere in grado di riconoscere questo tipo di minacce e renderle inoffensive.

Ma naturalmente, in un futuro di smart working, vi sono anche particolari procedure informatiche che le aziende devono adottare per mettere in sicurezza i terminali e i flussi di dati, documenti, ecc che viaggiano digitalmente partendo dalla casa del dipendente e non dall’ufficio. E’ necessario rendere sicura la connessione del dipendente, la sue rete e wi-fi, dare indicazioni e magari software adeguati per connettersi in sicurezza da qualsiasi luogo, prevedere settaggi, antivirus e quant’altro dei dispositivi forniti.

L’utente privato, invece come deve difendersi?

Molto similmente, in una lista di do’s and don’ts potremmo inserire tra i primi informarsi costantemente e diffidare; tra i secondi, essere pigri, trascurati e automatizzare comportamenti (think before clicking!).

Le regole di sempre non vengono meno neanche in epoca Covid: usare connessioni sicure (non quelle pubbliche), usare password complesse e cambuiarle spesso, fare acquisti da siti sicuri, verificare le impostazioni privacy dei siti e social che usiamo e settiamoli nel modo che riteniamo più sicuro per noi, non scarichiamo file inviati da mail sconosciute e non apriamo file .exe se non siamo assolutamente sicuri della provenienza, non condividiamo informazioni personali e dati sensibili, di lavoro o personali, sui social. Se non avete mai usato antivirus, questo è il momento di cominciare.
Forse lo avrete già sentito, ma repetita iuvant: guardate con sospetto qualunque mail che citi o faccia riferimento al Covid, coronavirus, ecc; è certamente un cyber attack una mail che vi chieda dati sensibili, password, numeri di conto, ecc.

La sicurezza informatica è tema ‘caldo’ anche per l’Unione europea.

A fine luglio la Commissione europea ha presentato la nuova strategia per la sicurezza 2020-2025, che ha la caratteristica di superare la separazione tra sicurezza online e offline e trattare l’argomento nel suo complesso, perché, come sottolinea la Commissione, siamo orami davanti al ‘cybercrime-as-a-service’.

‘I sempre maggiori vantaggi che le tecnologie digitali apportano alla nostra vita hanno reso la sicurezza informatica  una questione di importanza strategica. Le case, le banche, i servizi finanziari e le imprese (in particolare le piccole e medie imprese) sono pesantemente colpite dai cyber-attacchi. Il danno potenziale è ulteriormente moltiplicato dall’interdipendenza tra sistemi fisici e digitali: qualsiasi impatto fisico è destinato ad influenzare i sistemi digitali, mentre i cyber-attacchi ai sistemi informatici e alle infrastrutture digitali possono arrestare i servizi essenziali.

L’ascesa di Internet delle cose e il maggiore uso dell’intelligenza artificiale porterà nuovi benefici e una nuova serie di rischi. Il nostro mondo si affida alle infrastrutture, alle tecnologie e ai sistemi online digitali, che ci permettono di creare business, consumare prodotti e godere di servizi. Tutti contano sulla comunicazione e sull’interazione. La dipendenza online ha aperto le porte a un’ondata di criminalità informatica.

‘Cybercrime-as-a-service’ e l’economia sotterranea della criminalità informatica consentono un facile accesso ai prodotti e ai servizi online della criminalità informatica. I criminali si adattano rapidamente a utilizzare le nuove tecnologie per i propri scopi. Ad esempio, i medicinali contraffatti e falsificati si sono infiltrati nella legittima catena di fornitura di prodotti farmaceutici.La crescita esponenziale del materiale pedopornografico online ha dimostrato le conseguenze sociali del cambiamento dei modelli di criminalità. Un recente sondaggio ha mostrato che la maggior parte delle persone nell’UE (55%) è preoccupata per l’accesso ai propri dati da parte di criminali e truffatori”.

Secondo la Commissione è necessario una delle più importanti esigenze a lungo termine è quella di sviluppare una cultura della sicurezza informatica integrata sin dalla progettazione nei prodotti e nei servizi (cybersecurity by design). Un importante contributo in tal senso sarà il nuovo quadro di certificazione della sicurezza informatica nell’ambito del Cybersecurity Act,  che già prevede due schemi di certificazione e altri ne definirà nel corso di quest’anno. Tra le altre misure in preparazione, la creazione di una Joint Cyber Unit per fornire una cooperazione operativa strutturata e coordinata agli Stati membri.

Quello della Cybersecurity è uno dei temi di riferimento della settima edizione del contest internazionale promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp, quest’anno dedicata al Next Normal, il futuro dopo la pandemia. Si cercano, quindi, idee, soluzioni e prodotti innovativi in tutti gli ambiti della vita delle persone.  Candidature aperte fino al 30 settembre, questo il sito dedicato dove si può fare application.

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Come scrivere una raccomandata: istruzioni, costi e servizi

Per spedizioni sicure e legalmente documentabili è necessario usare lo strumento della raccomandata A/R o raccomandata con ricevuta di ritorno. Ecco come scrivere una raccomandata e quale servizio scegliere per le proprie esigenze.

Come si fa una raccomandata

Cos’è una raccomandata?

La raccomandata è una particolare modalità di spedizione di una lettera, di un plico, o di un pacco, purché non pesi più di 2 chilogrammi (altrimenti ci sono servizi di spedizione specifici).

Si tratta si una forma di spedizione che consente innanzitutto di tracciare la lettera o il pacco, riducendo dunque al minimo il rischio di smarrimento. Se poi si opta per una raccomandata A/R, il mittente riceve al proprio indirizzo la ricevuta di ritorno firmata dal mittente che prova l’avvenuta ricezione della lettera o del pacco.

La raccomandata in molti casi può essere una scelta del mittente, per avere maggiori garanzie sulla spedizione, ma si può trattare anche di un adempimento obbligatorio. Si pensi a delle comunicazioni ufficiali come le iscrizioni a concorsi pubblici o l’invio di documenti con valore legale.

In questi casi l’unica alternativa alla raccomandata A/R è la PEC (posta elettronica certificata) che ha il medesimo valore legale nel caso in cui venga richiesta la prova di spedizione o ricezione di un determinato documento.

Tipologie di raccomandata

Nel tempo il servizio di raccomandata delle Poste è cambiato e si è ampliato. Ecco le diverse tipologie di raccomandata:

  • raccomandata semplice, con ricevuta dell’avvenuta spedizione;
  • raccomandata 1, consegna rapida con due tentativi;
  • raccomandata 1 con prova di consegna, quella che chiamiamo raccomandata A/R o raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • raccomandata 1 in contrassegno, che offre il servizio di incasso da parte delle Poste per conto del mittente;
  • raccomandata internazionale;
  • raccomandata da te, che può avere tutte le forme elencate in precedenza ma viene ritirata per la consegna direttamente dal domicilio del mittente, che quindi non deve andare in posta.

Quanto costa spedire una raccomandata?

Il costo di una raccomandata è variabile e dipende dalla lettera, plico o pacco che decidi di inviare. Ma ci sono delle tariffe base per ciascun servizio. Nel dettaglio:

  • raccomandata semplice – 5,40 euro
  • raccomandata 1 – 6,90 euro
  • raccomandata 1 con prova di consegna – 9,90 euro
  • raccomandata 1 in contrassegno – 12,90 euro
  • raccomandata internazionale – 7,10 euro

Ribadiamo che queste sono le tariffe base, dunque il prezzo minimo applicato dalle Poste. Dunque la tariffa allo sportello può risultare più elevata.

Raccomandata online

C’è poi una particolare versione di questo servizio: la raccomandata online che ha un costo che parte dai 3,70 euro.
In questo caso si tratta di una spedizione fisica di documenti inviati online alle Poste, che poi provvedono a stampa, imbustamento e spedizione.

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Come scrivere una raccomandata

Vediamo la compilazione della raccomandata con ricevuta di ritorno, che prevede in fase di spedizione la compilazione di:

  • lettera o etichetta del pacco da spedire;
  • modulo per la spedizione, che viene fornito in copia anche al mittente;
  • cartolina da inviare al destinatario per la firma e che poi viene recapitato al mittente come prova dell’avvenuta consegna.

Busta o pacco vanno intestati esattamente come avviene con le spedizioni semplici, dunque con mittente e destinatario ben chiari.

Il modulo per la spedizione è un foglio doppio in copia carbone su cui riscrivere i dati di destinatario e mittente negli spazi indicati. Nel nostro caso occorre poi barrare la casella A/R per indicare che ci sarà anche la cartolina che funge da ricevuta di ritorno, appunto.

La cartolina ha due facce che vanno compilate entrambe:

  • una con la dicitura “da restituire”, in cui devi indicare i dati e l’indirizzo del mittente, i tuoi dati insomma o quelli della persona per conto della quale devi fare la spedizione;
  • l’altra che va compilata con i dati del destinatario.

Allo sportello vanno dunque consegnate busta o pacco e la ricevuta di spedizione e la cartolina, debitamente compilate in modo da evitare richieste di integrazione da parte dell’impiegato postale.

Una volta pesata la spedizione e inseriti i dati della raccomandata, ti verrà richiesto l’importo esatto da pagare per l’invio.

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Legge 104 agevolazioni fiscali disabili: la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate illustra le novità 104 aggiornando la propria guida alle agevolazioni fiscali destinate alle persone disabili e ai loro familiari. Attraverso la guida si ottiene il quadro aggiornato dei benefici fiscali loro destinati.

Legge 104 agevolazioni fiscali disabili: la nuova guida dell'Agenzia delle Entrate

Novità 104: tutte le agevolazioni fiscali

Vediamo tutti gli aggiornamenti inseriti nella nuova guida 2020 dell’Agenzia delle Entrate dal titolo “Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità”.

Si tratta di un manuale di 40 pagine che illustra tutti i benefici fiscali destinati alle persone disabili e ai loro familiari.

Approfondisci anche con il nostro articolo Legge 104: a chi spetta, permessi e requisiti

Figli disabili a carico

Partiamo dalle detrazioni IRPEF per figli disabili a carico che ammontano a:

  • 1.620 euro, se il figlio è minore di tre anni;
  • 1.350 euro, per figli di età superiore a tre anni, per questa tipologia di detrazioni non esistono limiti di età.

Se nel nucleo familiare i figli a carico, inclusi i figli disabili, sono più di tre, la detrazione viene innalzata di 200 euro per ciascun figlio. Facciamo un esempio: se i figli sono quattro, la detrazione spettante per il figlio disabile a carico viene innalzata di 800 euro. Dunque 2.420 euro per figlio disabile minore di tre anni, 2.150 euro per i figli disabili maggiori di tre anni.

L’Agenzia delle Entrate precisa che:

Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro.

Veicoli per disabili

Tra le agevolazioni previste, ci sono anche quelle dedicate ai veicoli utilizzati da e per i disabili:

  • detrazione del 19% dell’IRPEF sulla spesa sostenuta per l’acquisto del veicolo;
  • IVA agevolata al 4% sull’acquisto;
  • esenzione dal bollo auto;
  • esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

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Sussidi tecnici e informatici

Per tutti i sussidi tecnici ed informatici necessari alle persone con disabilità si ha diritto a:

  • detrazione del 19% dell’IRPEF sulla spesa sostenuta;
  • IVA agevolata al 4% per l’acquisto;
  • detrazioni del 19% sulle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti;
  • detrazione del 19% sulle spese sostenute per i servizi di interpretariato per non udenti.

Abbattimento delle barriere architettoniche

Per le spese sostenute per interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche è prevista una detrazione IRPEF pari al:

  • 50%, con tetto massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2019;
  • 36%, con tetto massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2020.

Spese sanitarie e assistenza personale

Le spese mediche generiche e di assistenza specifica possono essere dedotte dal reddito complessivo della persona disabile o del genitore con figlio disabile a carico, per il loro intero importo.

Per l’assistenza personale:

  • deduzione dal reddito degli oneri contributivi (con tetto massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare
  • detrazione del 19% dell’IRPEF sulle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, con un tetto massimo di 2.100 euro, purché il reddito del contribuente sia inferiore a 40.000 euro.

Scarica la guida Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità

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Pagamento Cedolino Pensione Settembre 2020

Nuovo calendario per il pagamento del cedolino della pensione di settembre 2020: pagamenti anticipati e scaglionati per far fronte all’emergenza Covid-19 ed evitare gli assembramenti.

cedolino pensione settembre 2020

Pagamento cedolino pensione settembre 2020: ecco le date degli anticipi

Per chi ha deciso di far accreditare la pensione sul conto corrente bancario, nulla cambia. L’accredito della pensione di settembre avverrà regolarmente martedì 1° settembre.

Per chi invece intende ritirare la pensione presso le Poste, il calendario è il seguente:

  • 26 agosto, cittadini con le iniziali del cognome A e B;
  • 27 agosto, lettere C e D;
  • 28 agosto, dalla E alla K;
  • 29 agosto, ma solo di mattina (dal momento che è un sabato), le lettere da L a O;
  • 31 agosto, dalla P alla R;
  • 1° settembre, cognomi che iniziano dalla S alla Z.

A settembre in molti si vedranno accreditare la 14esima che non era stata accreditata a luglio. L’INPS precisa che:

A seguito della lavorazione dei redditi 2017 rientrati successivamente all’elaborazione massiva per la concessione della cosiddetta quattordicesima sulla rata di luglio 2020, è stata effettuata un’ulteriore lavorazione d’ufficio per attribuire il beneficio ai soggetti precedentemente esclusi per assenza delle predette informazioni reddituali.
Il pagamento sarà effettuato con la rata di pensione di settembre 2020 al netto di eventuali recuperi per somme aggiuntive non dovute relative ad anni precedenti.

Se poi hai presentato il modello 730 tra il 21 giugno e il 15 luglio, con la pensione di settembre troverai anche il conguaglio IRPEF a debito o a credito. Il conguaglio a debito sarà diviso in tre rate: settembre, ottobre e novembre.

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Cedolino settembre 2020 sul sito INPS

Per scoprire qual è l’importo che riceverai per il mese di settembre, devi sapere che è possibile visualizzare i cedolini a partire dal giorno 20 del mese precedente (in questo caso dal 20 agosto).
Ecco le indicazioni per consultare il cedolino di settembre 2020 e conoscere l’importo del pagamento che riceverai:
.collegati al portale INPS;
.accedi all’area riservata con il tuo PIN INPS oppure con lo SPID o con la carta CNS;
.entra nella sezione “verifica pagamenti” e clicca su “vuoi visualizzare il cedolino”;
.scarica il cedolino corrispondente al mese di settembre 2020.
Il cedolino pensione online fornisce una serie di informazioni, oltre all’importo dovuto:
.l’emissione del pagamento;
.i possibili errori negli importi;
.ulteriori servizi, come la modifica dei dati anagrafici, la possibilità di trasmettere delle comunicazioni all’INPS, la visualizzazione dei cedolini precedenti ecc.

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Abolito il Superticket dal 1 settembre 2020: cos’è e come funziona

Secondo i dati Agena, ogni anno 30 milioni di italiani eseguono accertamenti medici, di cui 15 milioni devono pagare il superticket perché non rientrano nei requisiti per l’esenzione imposti dalla Regione di residenza.

Ora, il governo ha deciso di abolirlo e ha stanziato 550 milioni di euro all’anno (185 milioni per il 2020). Tutte le regioni riceveranno, nel fondo sanitario nazionale, i soldi necessari a rimpiazzare gli introiti della tassa. Il denaro è assegnato con la suddivisione già prevista nella quota d’accesso al fondo, calcolata in base alla popolazione e all’età. Così, ad esempio, la Lombardia riceverà 92 milioni, il Lazio 53, la Campania 51, il Veneto 45 e il Piemonte 41.

Come funziona l’abolizione del superticket?
Il provvedimento entrerà in funzione per tutte le prestazioni ambulatoriali senza bisogno di una specifica richiesta da parte del cittadino, semplicemente non si paga più.superticket cos'è come funziona

Cos’è il Superticket santario?

Il superticket sanitario è una tassa pari a 10 euro che i contribuenti devono pagare alle regioni al fine di effettuare visite specialistiche ed esami di laboratorio.

Il superticket è stato introdotto per portare maggiori entrate alle regioni, ognuna delle quali però lo ha applicato in modalità differente, creando di conseguenza una iniquità di trattamento per il paziente in base alla regione di appartenenza. Inoltre, molti accusano il superticket di allontanare i cittadini dalla sanità pubblica, rendendo molto più convenienti le tariffe delle strutture private. Ad esempio, l’esame delle urine presso la sanità pubblica ha un costo di 16,17 euro mentre con un laboratorio privato circa 2,70 euro. Lo stesso vale per l’esame dell’emocromo: 20,89 euro presso la sanità pubblica e 9,89 euro presso un ente privato.

Superticket sanitario: dove si paga?

Il superticket non viene pagato dagli esenti, cioè coloro che hanno determinate patologie importanti oppure hanno meno di 6 o più di 65 anni e vivono in famiglie dove il reddito annuo è inferiore a 36.151,98 euro. Ogni regione lo ha applicato in modo differente, vediamo l’attuale situazione prima dell’abolizione definitiva.

In quale Regione si paga il superticket?

Nelle seguenti regioni il superticket di 10 euro viene attualmente pagato da tutti coloro che fanno richiesta di esami e visite specialistiche: Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Ciascuna Regione prevede delle esenzioni per determinate categorie di cittadini.

In quale Regione non si paga il superticket?

Le seguenti Regioni non applicano il superticket alla prestazioni sanitarie: Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio e Sardegna.

In quale Regione si paga il superticket in base al reddito?

Il pagamento del superticket in base al reddito è previsto in: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche.

Dal 1 settembre il superticket sarà abolito da ogni regione, creando una situazione uniforme per tutti i cittadini, a prescindere dall’Isee. Resta, invece, per chi non è esonerato, il normale ticket, variabile a seconda delle prestazioni sanitarie e pari a 30-35 euro. La compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti – inclusa quella per farmaci, pronto soccorso o impegnative per visite ed esami medici – porta nelle casse pubbliche ogni anno circa 3 miliardi di euro.

Novità Ddl Sanità 2020

Nella bozza del Ddl Sanità 2020 resa nota all’Ansa, il costo dei ticket sanitari per le prestazioni specialistiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio, sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del reddito familiare equivalente, cioè il reddito prodotto dal nucleo familiare in rapporto alla numero dei componenti del nucleo familiare.

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Bonus mobilità 2020: come richiedere il bonus per bici e monopattini

Per il bonus mobilità non più un’app ma una domanda online sul sito del ministero dell’Ambiente, e bonifico diretto sul conto del richiedente. Vediamo cos’è il bonus bici e monopattini e come richiederlo, facendo attenzione ai documenti che attestano l’acquisto.

bonus mobilita come richiederlo

Bonus mobilità bici/monopattino: come funziona

Il Decreto Rilancio, nel maggio 2020, ha istituito il buono mobilità, con l’obbiettivo di stimolare la mobilità alternativa e decongestionare mezzi pubblici e traffico dei veicoli a motore.

Un beneficio economico che ha le seguenti caratteristiche:

  • importo pari al 60% degli acquisti effettuati dal 4 maggio 2020 fino al 31 dicembre 2020 con un valore massimo di 500 euro;
  • bonus rivolto ai soli cittadini maggiorenni, dunque non vale per l’acquisto di prodotti che possono essere utilizzati esclusivamente da minori;
  • per fruire del bonus occorre essere residenti nei capoluoghi di regione, nei capoluoghi di provincia, nei comuni delle città metropolitane o nei comuni che abbiano una popolazione superiore a 50.000 abitanti (le città metropolitane sono 14 e hanno accesso a bonus anche tutti i residenti dei comuni che rientrano nelle aree metropolitane di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino e Venezia).

Facciamo due esempi per capire come funziona il bonus:

  • se acquisti una bici che costa 1.000 euro, il 60% ammonta a 600 euro ma puoi chiedere al massimo 500 euro di rimborso, che è il tetto massimo del bonus;
  • se la tua nuova bici costa 500 euro, puoi chiedere un rimborso massimo di 300 euro (il 60% di 500 euro, appunto).

Cosa si può comprare con il bonus mobilità bici/monopattino?

Il bonus di 500 euro può essere utilizzato per l’acquisto di:

  • biciclette, anche a pedalata assistita;
  • veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, come segway, hoverboard, monopattini elettrici e monowheel;
  • servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Guarda i modelli che abbiamo selezionato:

Bonus mobilità bici/monopattino: cos’è e come fare domanda Click To Tweet

Come si richiede il bonus bici?

Doveva essere un’app, il metodo per richiedere il rimborso di quanto già speso o i codici sconto per chi ancora non ha effettuato l’acquisto, ma a quanto pare non sarà così.

Dopo un’estate di attesa e di acquisti, vista l’impennata delle vendite di bici e monopattini, secondo quanto anticipato dal quotidiano Open cambia tutto.

Dovrebbero partire a settembre 2020 i rimborsi sugli acquisti per i quali si ha diritto al bonus bici e gli importi verrebbero accreditati sui conti correnti dei richiedenti, facendo domanda online sul sito del ministero dell’Ambiente.

La procedura per la richiesta sarebbe in fase di test e, supponiamo, occorrerà munirsi di SPID ormai necessario per quasi tutte le domande legate a bonus vari.

Fatta la richiesta, entro 15 giorni dovrebbe arrivare l’accredito del rimborso sul conto indicato dal contribuente.

Attenzione! Per accedere al bonus occorre conservare la fattura di acquisto o lo scontrino parlante, quello cioè che riporta il codice fiscale dell’acquirente.

I soldi del bonus bici basteranno per tutti?

Al momento per il bonus mobilità sono stati stanziati soltanto 210 milioni di euro, ma si tratta senza dubbio del beneficio che ha avuto maggior successo negli ultimi mesi. Questo significa che una volta aperta la procedura di domanda, un contatore indicherà a quanto ammontano i fondi residui e non tutti otterranno il loro rimborso entro i 15 giorni previsti.

Fonti ministeriali però assicurano che il bonus verrà rifinanziato con la Legge di Bilancio 2021 che vedrà la luce questo autunno, dunque consigliamo a chi non riuscirà ad ottenere subito il rimborso di conservare correttamente fattura o scontrino parlante in attesa dell’arrivo dei nuovi fondi promessi.

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Traffico Domenica 23 Agosto: tratte da bollino rosso e orari da evitare

Per migliaia di italiani è il momento di lasciare le località di villeggiatura e fare ritorno a casa. Molti si metteranno alla guida proprio oggi e il traffico ne risentirà, le previsioni della Polizia indicano traffico intenso fino a lunedì 24 agosto.

A prescindere dal traffico è bene ricordare alcune regole da seguire sempre:

  • evitare qualsiasi distrazione alla guida;
  • mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che precede;
  • moderare la velocità rispettando i limiti previsti;
  • allacciare le cinture di sicurezza anche nei sedili posteriori e assicurare i bambini con seggiolini ed adattatori. È vietato utilizzare i cellulari durante la guida senza vivavoce o auricolari. Fare soste frequenti, almeno ogni due ore di guida ininterrotta. Alcol e droghe sono incompatibili con la guida.

Traffico domenica 23 agosto

Resta in vigore il blocco alla circolazione dei mezzi pesanti con massa superiore a 7,5 tonnellate nella fascia oraria tra le 7:00 e le 22:00.
Di seguito le previsioni di Autostrade per l’Italia, che gestisce il maggior numero di chilometri di autostrade in Italia. L’orario più critico per la giornata di domenica 23 agosto è sicuramente dopo le 12:00.

A1 Milano-Napoli, bollino rosso il pomeriggio del 23 agosto nel tratto:

  • Reggio Emilia-Parma in direzione Parma;
  • Bologna-Chiusi Chianciano in direzione nord;
  • Orte-Roma in direzione nord;
  • Roma Sud-Frosinone in direzione sud.

A4 Torino-Trieste, bollino rosso mattino e pomeriggio del 23 agosto nel tratto:

  • Seriate-Trezzo in direzione Milano;
  • Brescia-Padova presso le uscite Sirmione e Desenzano.

A7 Milano-Genova, bollino rosso il 23 agosto nel tratto Milano-Serravalle in direzione Milano e nel tratto Milano-Genova.

A8/A9 Milano-Laghi, bollino rosso il pomeriggio di domenica 23 agosto in direzione Milano.

A10 Genova-Ventimiglia, bollino rosso il pomeriggio di domenica 23 agosto in direzione Genova.

A12 Roma-Civitavecchia, bollino rosso il 23 agosto nel tratto Genova-Sestri Levante in direzione Genova e nel tratto Roma-Civitavecchia.

A14 Bologna-Taranto, bollino rosso il pomeriggio del 23 agosto nel tratto

  • tra Civitanova e Val di Sangro, in direzione nord;
  • tra Cattolica e Civitanova e tra Val di Sangro e Poggio Imperiale, in direzione nord.

A22 Modena-Brennero, bollino rosso il mattino del 23 agosto in direzione Modena e rosso il mattino e pomeriggio del 23 agosto in direzione Brennero.

A26 Genova-Gravellona Toce, bollino rosso il pomeriggio di domenica 23 agosto in direzione Gravellona.

A27 Venezia-Belluno, bollino rosso il pomeriggio del 23 agosto in direzione sud.

A30 Caserta-Salerno, bollino rosso il pomeriggio del 23 agosto nel tratto tra l’allacciamento A1/A30 e il raccordo Sa/Av.

A32 Torino-Bardonecchia, bollino rosso il pomeriggio del 23 agosto in entrambi i tratti.

T1 Traforo del Monte Bianco, bollino rosso il pomeriggio del 23 agosto in direzione Francia.

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Telepass: come funziona lo sconto 5% sul pedaggio

Oltre lo sconto, scaricando  l’app Telepass o Telepass Pay X tieni tutto sotto controllo: spese, fatture e scadenze legate al veicolo. In più, dopo poche ore, visualizzi tutti i tuoi viaggi con i relativi importi.

telepass sconto 5%

L’offerta Telepass è valida fino al 31 agosto

La proposta di Telepass è valida per i nuovi clienti che decideranno di attivare un “profilo” entro il 31 agosto 2020. Il 5% non sarà scalato dal prezzo del viaggio autostradale, ma verrà accreditato all’utente sotto forma di rimborso in formato cashback.

Il cashback riguarderà tutti i viaggi autostradali effettuati fino alla fine dell’anno, così come confermato dall’Amministratore Delegato di Telepass, Gabriele Benedetto, che ha dichiarato che “L’offerta sul pedaggio si inserisce all’interno di una più ampia strategia di Telepass a sostegno del Paese per la ripartenza, perché oggi ritornare a viaggiare è nei piani e nei desideri di moltissimi italiani […]”.

Come funziona il Cashback di Telepass

Per chi diventerà un nuovo cliente di Telepass entro il 31 agosto 2020 otterrà il 5% di credito della spesa sostenuta per i pedaggi: scarica l’App Telepass oppure l’App Telepass Pay X e richiedi l’attivazione dello sconto entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto.

Inoltre, potrà attivare gratuitamente il servizio Memo, utile per ricordare tutte le scadenze legate a bollo, assicurazione e revisione del veicolo in questione.

Per ogni informazione vi rimandiamo al sito ufficiale di Telepass.

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Passaggio di proprietà Auto: come fare e quanto costa

Devi acquistare un’auto usata e non sai quali sono le procedure per il passaggio di proprietà? Hai due possibilità, rivolgerti ad un’agenzia pratiche veicoli che ovviamente aggiungerà al costo effettivo della pratica la propria tariffa per il servizio offerto oppure seguire le nostre indicazioni e fare tutto da solo.
Per prima cosa, ecco quali sono i documenti che ti servono per il passaggio di proprietà della tua auto:

  • Certificato di Proprietà (CdP) anche in formato digitale (CdPD) dell’auto;
  • carta di circolazione originale e una fotocopia della stessa;
  • documento di identità e il codice fiscale dell’acquirente (due copie di ciascuno);
  • documento d’identità del venditore;
  • modulo TT2119, che serve per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione e che è reperibile gratuitamente presso gli sportelli telematici dell’automobilista (STA) presenti su tutto il territorio nazionale.

passaggio proprietà auto

Quanto costa il passaggio di proprietà?

Facciamo un esempio pratico, vuoi acquistare un’auto Fiat 500 29KW e risiedi a Roma.
Il passaggio di proprietà ti costerà:

  • Emolumento ACI pari a 27 euro.
  • Imposta di bollo per la presentazione dell’atto al PRA ed il rilascio del CdP (certificato di Proprietà) pari a 32 euro (oppure 48 se l’atto non è redatto sul CdP).
  • Imposta di bollo per il rilascio dell’aggiornamento della Carta di Circolazione 16 euro.
  • Diritti ex MCTC 10,20 euro.

Sommando tutti i costi fissi si arriva a 85,20 euro ai quali bisogna poi aggiungere l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt), che varia in base ai Kw/cavalli dell’auto e alla provincia di residenza dell’acquirente. Quando la potenza dei veicoli è inferiore ai 53 kiloWatt l’Ipt viene determinata in misura fissa, altrimenti si paga tra 3,51 e 4,56 euro a KW, a seconda della Provincia di residenza.

Nel nostro esempio, dovrai pagare 150,81 euro di Ipt. Bisogna tenere presente, inoltre, che ogni provincia può apportare una maggiorazione al costo dell’Ipt fino al 30% del suo valore, nel nostro esempio Roma attua appunto il massimo della maggiorazione (facendo lievitare la nostra Ipt a 196 euro), quindi il costo complessivo per il tuo passaggio di proprietà è di 281,20 euro.

Esistono poi veicoli esenti al pagamento dell’Ipt (es. motocicli, minivolture, particolari categorie di disabili secondo quanto previsto dall’art 8. L. 449/97 e art. 30,comma 7, L. 388/00, associazioni di volontariato secondo quanto previsto dall’art. 8 L. 266/91) o ai quali, previo presentazione di documentazione a supporto della richiesta, è prevista una riduzione. In quest’ultimo caso si tratta di veicoli storici (art. 63 L. 342/00)  o di veicoli speciali (art. 56, comma 8, D.Lgs 446/97).

Utilizzando un’agenzia per il passaggio di proprietà, dovrai aggiungere mediamente 150 euro per le spese relative alla pratica.
Determinare il costo da sostenere per il passaggio di proprietà comporta, dunque, un conteggio basato su alcuni dati fissi e altri variabili; si tratta comunque di una serie di informazioni pubbliche che puoi trovare tranquillamente nel sito dell’ACI.

Passaggio con Certificato di Proprietà

Se sei in possesso del CdP tutto è più semplice: puoi procedere con l’atto di vendita, che può essere costituito da una dichiarazione unilaterale di vendita, completa di firma autenticata del venditore, redatta proprio sul retro del Certificato. Per questa operazione servono una marca da bollo da 16 euro e un documento di identità.

La firma, per essere autenticata gratuitamente, si deve apporre in Comune o in uno STA:

  • uffici provinciali della ex MCTC,
  • Studi di Consulenza abilitati,
  • uffici provinciali dell’ACI (il PRA).

Presso il PRA è obbligatorio effettuare la contestuale trascrizione dell’atto. È, inoltre, possibile effettuare l’autentica presso un notaio ad un costo variabile (30/40 euro) oltre naturalmente l’imposta di bollo di 16. L’operazione allo STA comporta in automatico la richiesta di registrazione del passaggio di proprietà, quindi questa si rivela la soluzione più veloce per completare il passaggio di proprietà.

In alternativa, l’atto di vendita in bollo si redige in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore, sia dell’acquirente, oppure si opta per un atto pubblico, o sentenza in copia conforme all’originale, in bollo.

Se il documento è in lingua straniera, deve essere allegata la traduzione italiana (tranne nei casi dove sussistono leggi o accordi internazionali) certificata conforme al testo straniero da rappresentanza consolare o diplomatica oppure da un traduttore ufficiale. In questo caso dovrai allegare, a seconda dell’acquirente, la seguente documentazione per il passaggio:

  • dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza (se non è riportata sul documento);
  • per la persona giuridica, la dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante per attestare la sede della persona giuridica;
  • se cittadino extracomunitario, risiedente in Italia, va allegata copia del permesso di soggiorno o se scaduto l’avvenuta richiesta di rinnovo, oppure fotocopia del documento di identità e della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio o copia del permesso di soggiorno CE per soggiorni lunghi;
  • in caso di familiare extracomunitario di un cittadino dell’UE residente in Italia, copia della carta di soggiorno di un familiare di un cittadino dell’UE o copia della carta di soggiorno permanente per cittadini europei.

Certificato di proprietà digitale per il passaggio

Dal 5 Ottobre 2015 inizia una vera rivoluzione nel mondo auto: l’avvento del Certificato di Proprietà Digitale. La novità ha l’obiettivo di semplificare il passaggio di proprietà di vetture nuove e usate, evitando eventuali costi aggiuntivi. Un progetto, quello del CDPD che punta molto sul risparmio degli automobilisti. Un esempio? L’eventuale smarrimento del Certificato in forma cartacea significava dover ripagare il documento, ora invece è possibile recuperare il proprio documento online.

Vantaggi che ci vengono incontro anche in tema sicurezza: nel caso di furti o smarrimenti, la nuova versione digitale non potrà infatti venire rubata, alterata o falsificata, evitando attività illecite.

Passaggio di Proprietà senza Certificato

Se, invece, non sei in possesso del Certificato non ti puoi recare allo STA, ma devi rivolgerti all’ufficio provinciale ACI – Pubblico registro automobilistico (PRA) per la registrazione del passaggio e alla Motorizzazione Civile per l’aggiornamento della Carta di circolazione. I casi, in questo tipo di passaggio di proprietà, sono i seguenti:

  • ci sono più di dieci acquirenti;
  • il veicolo è privo di CdP ma si possiede foglio complementare; si vuole chiedere l’annotazione dell’usufrutto; si vuole richiedere l’annotazione dell’usufrutto;
  • si vuole registrare il passaggio di proprietà con connessa variazione d’uso o delle caratteristiche tecniche dell’auto, si vuole registrare il passaggio di proprietà a tutela del venditore;
  • l’auto richiede all’intestatario il possesso di un titolo autorizzativo o l’iscrizione in appositi albi (compresa l’ipotesi di noleggio senza conducente); oppure, in caso di auto che necessiti di collaudo o di rilascio di certificato di autorizzazione (es. taxi, autocarri per trasporto in conto terzi);
  • si vogliono presentare richieste relative a veicoli di cui, allo stato attuale, non è ancora stato possibile abbinare i codici tecnici ACI e DTT (es. tutti i veicoli con codice carrozzeria “ZZ” e “Z0”);
  • si vogliono presentare richieste relative a variazioni/fusioni societarie;
  • registrazione del passaggio di proprietà ai sensi dell’art. 2688 del Codice Civile (acquisto da proprietario non intestatario).

Precisiamo che esistono dei casi in cui il venditore dell’auto usata ha dei vincoli particolari e questo può complicare il passaggio di proprietà. Parliamo soprattutto delle automobili cointestate e di quelle intestate ad un defunto.

Per le auto cointestate si rende necessaria la presenza di tutti i proprietari della vettura per poter perfezionare il passaggio di proprietà con l’apposizione della firma sul documento. Nel caso, invece, si tratti dell’acquisto di un’auto intestata ad un defunto bisognerà fare una pratica in più per il suddetto passaggio.

La prima pratica servirà al passaggio dell’auto nelle mani degli eredi, la seconda per la vendita vera e propria. In quest’ultimo caso è però possibile fare un atto unico nei luoghi preposti, il costo sarà comunque doppio, in parte a carico degli eredi e in parte dell’acquirente.

In ogni caso e qualunque sia la procedura scelta, dalla data di autentica della firma del venditore sull’atto di vendita ci sono 60 giorni di tempo per registrare il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale dell’ACI e richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione alla Motorizzazione Civile.

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Quando devono essere presenti venditore e/o compratore?

Di seguito i passaggi in cui la presenza di venditore e/o compratore è obbligatoria o meno:

  • per l’autentica di firma degli atti di vendita è obbligatoria la presenza del venditore non già quella dell’acquirente;
  • alla trascrizione può essere presente il solo acquirente in caso sia in possesso di un atto di vendita con firma autenticata.

Prima di acquistare un’auto usata

Ti ricordiamo che prima di procedere con l’acquisto è opportuno controllare negli archivi del PRA, attraverso il numero di targa, che l’auto che andrai ad acquistare sia libero da ipoteche, fermi amministrativi o altri vincoli che non ti consentirebbero la libera circolazione. L’accesso agli archivi del PRA è pubblico e la visura può essere richiesta da chiunque sia interessato ad un’auto in particolare. Ovviamente la richiesta della visura ha un costo, variabile a seconda del canale che utilizzai:

  • tra 15 e 20 euro se ti rechi direttamente presso gli Uffici Provinciali ACI PRA;
  • 8,83 euro in caso di visura online su Visurenet, servizio Internet dell’ACI.

Che cosa succede in caso di mancato rispetto delle norme?

Si tratta, in questo caso, delle conseguenze derivanti dal mancato adempimento degli obblighi connessi al passaggio di proprietà: una serie di sanzioni a carico dell’acquirente e alcuni rischi per chi vende.

Se non vengono aggiornati carta di circolazione e CdP entro il termine di 60 giorni dall’autentica della firma sull’atto di vendita, puoi incorre in sanzioni monetarie e rischi il ritiro della carta di circolazione in caso di controllo su strada (art. 94 del Codice della Strada).

Se non viene effettuato il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale ACI vengono applicate sanzioni amministrative per l’acquirente, mentre il venditore rischia delle conseguenze sul piano civile e fiscale poiché risulta ancora l’intestatario dell’auto presso il PRA per inadempienza dell’acquirente.

Il venditore rimasto intestatario al PRA può ricorrere al Giudice ordinario o al Giudice di pace (in base al valore della controversia) per ottenere una sentenza che dichiari l’avvenuta vendita del veicolo a favore di colui che non ha registrato il passaggio di proprietà al PRA.

Passaggio di Proprietà in Agenzia ACI

Quando si effettua il passaggio di proprietà presso un’Agenzia ACI potrebbero essere necessari alcuni giorni prima della conferma dell’avvenuta registrazione. Per rimanere aggiornati sulle tempistiche e il compimento della pratica ci sono due alternative possibili:

  • inoltrando una richiesta di visura presso un ufficio provinciale ACI del PRA, un’agenzia di pratiche auto, comprese le delegazioni ACI;
  • attraverso il servizio online dell’ACI.

Essendo il PRA un Registro Pubblico, chiunque abbia interesse può richiedere ed ottenere i dati e le informazioni relative a qualsiasi veicolo iscritto sulla base della indicazione del numero di targa. Fornendo tali dati, sarà possibile quindi conoscere l’intestatario al PRA del veicolo, e capire se il passaggio di proprietà è stato perfezionato.

L’utilizzo del servizio comporta un costo pari a 8,83 euro di cui: 6,00 euro (costo della visura, secondo la vigente tariffa approvata con D.M. del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 21/03/2013), 2,32 euro + 22% IVA (costo del servizio telematico e della intermediazione finanziaria). Nell’estratto conto della carta di credito la visura effettuata e l’importo corrisposto saranno identificati con la causale “VISURENET”. È bene ricordare che  la visura così ottenuta non costituisce certificazione in quanto, per legge, tale documento può essere rilasciato solo dall’ufficio provinciale ACI.

COC – Il certificato di conformità europeo

Il COC (Certificate Of Conformity) è un particolare tipo di attestato che dimostra con sicurezza, la proprietà del veicolo prima della sua immatricolazione, dichiarandolo conforme alle normative vigenti, e al livello di inquinamento. Si tratta, in buona sostanza, di una dichiarazione da parte del costruttore del veicolo in cui si attesta che quest’ultimo è conforme al dato tipo omologato.

Permette al veicolo e al guidatore di circolare senza incorre a problemi nel territorio dell’Unione Europea. Tale documento fa riferimento alle leggi nazionali del paese di produzione. Il contenuto di un COC è definito dal regolamento UE (Emendamento IX, Regolamento 92/53).
Il Coc contiene:

  • informazioni sull’auto;
  • l’identificazione del costruttore;
  • il numero di omologazione;
  • specifiche tecniche e altri dati.

Il Certificato Europeo di Conformità è un problema per coloro che hanno acquisito un veicolo fuori dal Belpaese. Il processo di immatricolazione di un veicolo importato cambia a seconda dei diversi Paesi UE.

Per richiedere il duplicato del COC, subito dopo l’acquisto dell’auto, puoi rivolgerti al concessionario, in virtù del fatto che viene rilasciato dalla casa costruttrice. Non è richiesta la motivazione per la quale si richiede il COC.  Inoltre puoi rivolgerti anche a siti online specializzati che effettuano questo tipo di servizio (il costo varia da 100 a 200 euro circa a seconda della casa costruttrice e del modello). Puoi infine fare richiesta del COC anche alla Motorizzazione Civile (in questo caso è previsto il pagamento di due bollettini postali da 38 euro).

Entro una decina di giorni la copia conforme del COC verrà recapitata a casa tua.

Documento unico di circolazione e proprietà

Il Ministero dei Trasporti, con Decreto Direttoriale n. 72/2019 ha approvato il modello di Istanza unificata per richiedere il rilascio del documento unico di circolazione e proprietà, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020.

Si tratta di un unico certificato che accorpa il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’ACI.

Passaggio di proprietà: domande frequenti

Il passaggio di proprietà tra soggetto giuridico e persona fisica è diverso da quello tra persone fisiche?

No, non vi sono differenze nell’iter da seguire e nei costi da sostenere. C’è una sola eccezione. Riguarda la vendita di un’auto usata di un privato tramite un concessionario. Parliamo della cosiddetta “minivoltura”, o mini passaggio di proprietà, che consiste nella vendita di un veicolo da un privato a un concessionario/rivenditore di veicoli usati.

La richiesta di registrazione del passaggio di proprietà va presentata allo STA. La documentazione da presentare è la stessa prevista per il passaggio di proprietà, mentre il costo è inferiore. È prevista infatti l’esenzione dal pagamento dell’IPT e il pagamento ridotto degli emolumenti ACI (euro 13,50 anziché euro 27,00).

Che succede se ho trascritto il nome dell’acquirente sul CdP e ne ho autenticato la firma al Comune, ma alla fine l’acquirente non ha comprato l’auto?

In questo caso l’auto resta di proprietà del venditore che rimane in possesso della stessa. Occorrerà poi rivolgersi, entro i fatidici 60 giorni, al Comune o presso l’ente a cui ci si è rivolti per l’autentica delle firme per invalidare l’annotazione.

Posso vendere un’auto non mia nel caso il proprietario si trovi all’estero o sia in qualche modo impossibilitato?

È possibile mediante una procura a vendere. Si tratta di un atto che necessita dell’intervento del notaio, il fai da te non è legale e dunque è da escludere.

Cosa succede con l’assicurazione se non ho fatto il passaggio di proprietà entro 60 giorni?

Quando si assicura un’auto appena acquistata, tra i documenti da presentare obbligatoriamente c’è la copia del passaggio di proprietà. Quindi il problema segnalato dal lettore non si porrebbe, almeno in teoria. Però, mettiamo il caso di un assicuratore che, per spirito di amicizia o per la smania di portarsi a casa un nuovo assicurato, dica: “Non ti preoccupare, me lo dai quando ti arriva”. Sta commettendo un reato, oltre a stipulare una polizza RC Auto che non ha valore. Ricordiamo inoltre che il passaggio di proprietà va sempre registrato all’ufficio provinciale ACI, altrimenti si rischia – oltre alla multa – il ritiro del libretto di circolazione.

Sono cointestatario di un’automobile e l’altro proprietario ora vive all’estero. Come posso fare per vendere l’automobile?

In caso di contestazione, la vendita del veicolo deve essere firmata da tutti i cointestatari. Quindi, o la persona che vive all’estero torna in Italia appositamente per apporre la firma sul passaggio di proprietà, oppure spedisce al cointestatario una procura notarile dove afferma il suo assenso alla vendita. Non è sufficiente la delega, nemmeno se autenticata da un impiegato comunale o altro pubblico ufficiale.

Un’auto può essere assicurata a nome di una persona che non è il proprietario?

Sì. Il contraente paga il premio della Polizza RC Auto di un veicolo altrui, non c’entra con il passaggio.

Se il passaggio di proprietà auto avviene da un individuo (venditore) a due persone (acquirenti e cointestatarie) è necessaria la presenza di entrambi gli acquirenti al momento del passaggio?

No, può bastare una delega scritta e firmata da una delle parti.

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