Ecommerce 2020: crollano i servizi, ma le assicurazioni in controtendenza

Con la pandemia sono saliti gli acquisti online di beni (+31%) e calati quelli di servizi (- 47%), ma il settore insurance è controtendenza con un +6%. Sono i dati del 2020 rilevati dell’Osservatorio eCommerce B2c, giunto quest’anno alla ventunesima edizione.

La pandemia e il conseguente lockdown hanno creato uno dei cambiamenti più profondi e radicali dell’ecommerce degli ultimi dieci anni: da una parte una crescita più rilevante di sempre degli acquisti online di prodotto (+5,5 miliardi di euro in 12 mesi), dall’altra un crollo dei servizi, che dimezzano il loro valore a causa della crisi che ha colpito, in primis, il settore di Turismo e trasporti.

Tra i settori in crescita per l’ecommerce figurano innanzitutto Food&grocery (+70%), arredamento e home living (+32%), informatica ed elettronica (+20%), abbigliamento (+22%), editoria (+18%), e, sebbene appartenga alla categoria servizi, l’insurance.

Gli acquisti online nelle Assicurazioni, infatti, registrano una crescita del +6% e si assestano su 1,6 miliardi di euro.  Nella sua componente di prodotto, l’incidenza dell’eCommerce B2c sul totale vendite Retail, indice della maturità dell’online, passa dal 6% all’8%. Cresce leggermente anche la penetrazione dei servizi che passa dal 10,7% all’11%.

Significa che in un solo anno abbiamo avuto un salto evolutivo che generalmente ottenevamo in almeno 2 anni” commenta Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c, “Mai come quest’anno, l’eCommerce ha svolto un ruolo determinante nella riprogettazione delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori per fronteggiare la crisi del settore Retail post-pandemia”.

Tutti i dati nell’articolo integrale su Economyup

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Assicurazione auto, fino a 26 click per avere un preventivo online

Quanti click servono per chiedere il preventivo di una polizza auto? Si direbbe una domanda quasi banale eppure è una misura che può dire molto sulla esperienza online degli utenti che sono interessati all’acquisto di una polizza, specialmente da mobile.

Oggi, secondo una ricerca dell’Osservatorio  di Prima.it, 4 contratti su 10 vengono stipulati o rinnovati da cellulare, un dato che potrebbe migliorare puntando su una user experience senza frizioni e senza troppi ‘passaggi’ e rimbalzi. AppQuality, società che fa crowdtesting ha messo alla prova 19 compagnie di assicurazione, sia quelle tradizionali (come Vittoria Assicurazioni, Helvetia, Allianz, Cattolica, Generali) che quelle digitali (Genialclick, Linear, Prima.it).
I risultati mostrano che c’è un’enorme disparità tra le assicurazioni, il cui digital journey per richiedere un preventivo va da un minimo di 3 click per il più veloce a un massimo di 26. A sorpresa, non necessariamente il basso numero di click (o meglio di tap, come si dice per il mobile) è correlato all’essere una compagnia full digital o meno.
“Secondo il Risk Radar 2020 del Global Insurance Law Connect, il settore assicurativo è in profonda trasformazione dovuto principalmente a temi normativi e regolatori ma anche, e soprattutto, a temi di mercato. – dice Luca Manara, Ceo e cofondatore di AppQuality – Il Covid ha modificato ulteriormente il mercato in questi mesi e la concorrenza, anche da parte dei nuovi player entranti, ha introdotto nuove priorità. Il mercato assicurativo, secondo il Risk Radar, registra un giro d’affari che supera i 160 miliardi di euro e deve investire su nuovi prodotti e innovazione tecnologica che portano anche a cambiamenti strutturali. Da quanto emerge dalla ricerca AppQuality  però per quanto riguarda il processo di acquisto digitale si possono fare ancora molti miglioramenti”.
Come notavamo precedentemente, alcune delle assicurazioni tradizionali non hanno nulla da invidiare a quelle full digital, occupando le prime posizioni senza troppa differenza di click/tap. Inoltre, si nota subito come, ad eccezione di sole due assicurazioni, il processo di richiesta preventivo via desktop, sia il medesimo di quello proposto via mobile. Margini di miglioramento sono visibili nel fondo della classifica, per le assicurazioni che ancora non prevedono un collegamento diretto con i database di ANIA (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) e dunque, prima di mostrare il preventivo richiedono alcuni dati aggiuntivi, aumentando così il numero di click/tap necessari.
“Il mercato delle startup cambia spesso le regole in gioco, soprattutto quando banche e fondi di private equity acquisiscono nuove soluzioni tecnologicamente avanzate. – continua Manara – Il digitale porta nuovi processi e nuovi modi per entrare sul mercato. Processi soprattutto adatti ai più giovani. Il cambiamento epocale sta avvicinando anche loro al mercato assicurativo, prima del Covid solo il 22% degli over 23 aveva acquistato un’assicurazione non RC Auto, mentre oggi più del 50% ha modificato le proprie prospettive e acquisterebbe un’assicurazione di questo tipo. Il mercato che muta si porta molte opportunità e per coglierle però è fondamentale sviluppare un’offerta semplice, intuitiva e digitale”.
Non solo digitale, possiamo aggiungere, ma pensata per il mobile. Il concetto di mobile first in ambito assicurativo è il pilastro attorno al quale costruiscono la propria proposta molte startup, soprattutto all’estero, pensiamo anche a giganti come Lemonade.
Da un punto di vista tecnico e di user experience c’è una bella differenza tra desktop e mobile e il minimo indispensabile oggi per qualsiasi tipo di sito (soprattutto se vende qualcosa) è essere mobile friendly, il che lo si ottiene con siti responsive o web app fino ad arrivare alle app vere e proprie.
L’analisi di AppQuality in questo ambito ha preso in considerazione solamente la distinzione tra siti responsive e web app e dato i seguenti risultati.
Solo 3 delle assicurazioni in oggetto non hanno ancora provveduto alla costruzione di soluzioni mobile friendly. L’importanza di avere un sito mobile friendly, sia esso solo responsive o web app, risiede tutta nella capacità di una società di raggiungere quanti più utenti possibili e di convertire i visitatori in clienti.
“L’obiettivo della ricerca è quello di sensibilizzare le realtà italiane a porre l’attenzione su funnel di conversione più efficaci, che non vuole per forza dire di limitarsi a uno, due o tre click per l’acquisto. Se è vero che il design della UX si basa sul comportamento dell’utente reale, è proprio lui che bisogna coinvolgere tanto in fase di design quanto in quella di test” conclude Manara.

La metodologia utilizzata

Alcune precisazioni su come AppQuality ha raggiunto questi risultati:
– I click e i tap sono stati contati partendo dal campo di inserimento della targa per ciascuna assicurazione. La pagina per la richiesta del preventivo è stata trovata tramite Home Page e non da Landing Page dedicate;
– il conteggio è terminato al primo preventivo RC Auto visualizzato: non sono stati aggiunti servizi extra (es. “furto/incendio”);
– la compilazione dei singoli campi anagrafici è stata conteggiata come “un click/tap”. Non sono stati conteggiati quelli per selezionare eventuali suggerimenti di compilazione;
– sono stati conteggiati solo i click/tap per la compilazione di dati obbligatori, eventuali informazioni extra non obbligatorie, non sono state conteggiate;
– la ricerca è focalizzata sul numero di click/tap necessari per richiedere un preventivo, non tiene in considerazione il tempo impiegato per il raggiungimento dell’obiettivo.

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Autocertificazione Coprifuoco: il modulo per gli spostamenti notturni in Campania, Lazio e Lombardia

A breve ci sarà un nuovo dpcm, non dovrebbe toccare le scuole, così come industria, commercio, artigianato e professioni. Si fermeranno, invece, tutte le attività “non essenziali”, come convegni e sport non professionistico. I bar e ristoranti dovrebbero chiudere la domenica e i giorni festivi e, durante la settimana, a partire dalle 18:00. Stop anche a palestre e piscine, sconsigliati gli spostamenti tra Comuni. Nel frattempo, è già attivo il coprifuoco ed è necessario utilizzare l’autocertificazione per spostarsi in queste ore.

autocertificazione coprifuoco lombardia campania lazio

Lombardia, Campania, Lazio, ma anche Piemonte e Calabria. In queste regioni è necessaria l’autocertificazione per il coprifuoco. Occorre giustificare gli spostamenti nelle ore notturne della giornata.

Autocertificazione coprifuoco: il modulo per gli spostamenti

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il modulo per l’autocertificazione da usare per gli spostamenti nelle ore di coprifuoco imposto da alcune regioni italiane. I soggetti che si spostano durante le fasce orarie individuate dalle Regioni, dovranno giustificare il motivo per cui si stanno spostando.

Il modulo (che può essere compilato anche direttamente nel momento del controllo) deve contenere le seguenti informazioni:

  • dati anagrafici;
  • dati del documento di identità;
  • numero di telefono;
  • scopo dello spostamento, che può avvenire esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute, altri motivi ammessi dalle normative vigenti (in questo caso occorre specificare il motivo);
  • orario di inizio dello spostamento;
  • indirizzo di destinazione.

Nel modulo occorre dichiarare sotto la propria responsabilità:

  • di essere a conoscenza delle misure normative di contenimento del contagio da COVID-19 vigenti, concernenti le limitazioni alla possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale;
  • di essere a conoscenza delle altre misure e limitazioni previste da ordinanze o altri provvedimenti amministrativi adottati dal Presidente della Regione o dal Sindaco ai sensi delle vigenti normative;
  • di essere a conoscenza delle sanzioni previste.

L’autocertificazione vale per l’intero territorio nazionale.

Attenzione! Se dichiari il falso rischi una denuncia ai sensi dell’articolo 495 del Codice penale e la reclusione da 1 a 6 anni.

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Autocertificazione coprifuoco: Regioni e orari

Vediamo adesso date di inizio e orari del coprifuoco nelle Regioni che lo stanno adottando:

  • Lombardia, dal 22 ottobre, dalle 23.00 alle 5.00;
  • Lazio, dal 23 ottobre, dalle 24.00 alle 5.00;
  • Campania, dal 23 ottobre, dalle 23.00 alle 5.00;
  • Calabria, dal 26 ottobre, dalle 24.00 alle 5.00;
  • Piemonte, dal 26 ottobre, dalle 24.00 alle 5.00.

Ovviamente la situazione è fluida e la curva dei contagi in crescita, dunque potrebbero intervenire altre misure restrittive in queste e nelle altre Regioni del Paese.

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Assicurazione auto temporanea mensile: come funziona?

L’assicurazione auto mensile è la possibilità di assicurarsi per un periodo molto limitato, 30 giorni, che garantisce un enorme risparmio a chi in alternativa dovrebbe affrontare un’assicurazione annuale. Possono però esserci delle clausole che ne riducono notevolmente i vantaggi.

assicurazione mensile

Cos’è e come funziona l’assicurazione auto mensile

L’RC auto mensile è un prodotto assicurativo particolare che garantisce la copertura assicurativa per un solo mese, nel caso in cui l’assicurato ne abbia bisogno solo temporaneamente.

Il prezzo pagato è sicuramente ridotto rispetto ad una normale assicurazione annuale, soprattutto nel caso in cui la copertura non serva per più di 30 giorni.

Il premio però non corrisponde precisamente ad un dodicesimo di quello che verseresti per l’RC auto annuale, ma si tratta sempre di un importo proporzionalmente maggiore, dunque è opportuno che tu faccia le dovute valutazioni del caso.

Dunque se non strettamente necessaria, il prezzo potrebbe non essere conveniente.

La polizza, poi, potrebbe presentare altri svantaggi, come particolari clausole stringenti sul funzionamento della copertura che se non rispettate possono portare ad esborsi economici inattesi per l’assicurato, a causa di franchigie onerose in fase di rivalsa della compagnia sul proprio cliente.

L’assicurazione temporanea può avere anche durate inferiori o superiori al mese, per un approfondimento leggi il nostro articolo Assicurazione auto temporanea e chilometrica: cosa sapere

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L’assicurazione auto mensile conviene?

La convenienza della RCA mensile, visti i limiti di questo prodotto, è legata all’effettiva necessita di copertura per periodi brevissimi.

Il classico esempio è la polizza annuale scaduta e la prospettiva di vendere a brevissimo la tua auto. Se sai già che la rivenderai entro un mese, scegliere la polizza mensile può essere un’ottima idea per non sprecare i tuoi soldi.

Se invece non hai le idee chiare sulle tempistiche il nostro consiglio è quello di valutare le polizze annuali che consentono di utilizzare lo strumento della sospensione. La possibilità cioè di disattivare la copertura per i periodi in cui non si utilizza il veicolo e di riattivarla in un momento successivo.

Se invece la tua necessità è quella di pagare l’assicurazione mensilmente perché vuoi eliminare l’esborso in un’unica soluzione annuale, leggi il nostro articolo Assicurazione auto a rate mensili: come funziona, vantaggi e svantaggi

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Legge di Bilancio 2021: le novità fiscali

Assegno universale per le famiglie e bonus in busta paga, ecco alcune delle novità fiscali 2021 contenute nella prima bozza della Legge di Bilancio per il prossimo anno.

legge bilancio 2021

Novità fiscali 2021: 40 miliardi in Legge di Bilancio

Il 17 ottobre 2020 il Consiglio dei Ministri ha approvato la prima bozza della Legge di Bilancio, inviata poi alla Commissione europea.

La manovra per il 2021 ha un valore di 40 miliardi e contiene una serie di novità fiscali per i contribuenti italiani, in attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, attesa per il 2022.

Vediamo le principali novità.

Assegno unico per le famiglie

Si tratta di un assegno familiare totalmente rinnovato e rivolto a tutti i nuclei familiari con figli minori, mentre l’assegno per il nucleo familiare attualmente in vigore riguarda i soli lavoratori dipendenti.

L’assegno universale avrà le seguenti caratteristiche:

  • beneficio fino ad un massimo di 250 euro per ciascun figlio;
  • l’importo avrà una componente fissa e una variabile determinata sulla base dell’ISEE;
  • come detto il bonus riguarda tutte le famiglie con figli, inclusi lavoratori autonomi e soggetti incapienti (dunque con reddito pari a 0 o molto basso).

Il bonus verrà finanziato accorpando tutte le misure ad oggi previste per le famiglie, come l’assegno per il nucleo familiare, le detrazioni per figli a carico, il bonus nido ecc.

Novità fiscali 2021: cosa prevede la Legge di Bilancio Click To Tweet

Bonus busta paga confermato per il 2021

Confermato per il 2021 il cosiddetto ex bonus Renzi o bonus busta paga. Il Governo comunica che:

con circa 1,8 miliardi di euro aggiuntivi, per uno stanziamento annuale complessivo di 7 miliardi, viene portato a regime il taglio del cuneo per i redditi sopra i 28.000 euro.

Il bonus riguarda i lavoratori dipendenti (ma non i pensionati) e può arrivare fino a 100 euro al mese, a seconda del reddito percepito. In dettaglio:

  • tra 8.174 e 26.600 euro, il bonus ammonta a 100 euro (80 di bonus Renzi più 20 euro aggiunti a partire da luglio 2020);
  • tra 26.600 e 28.000 euro, il bonus è pari a 100 euro e riguarda una fascia di soggetti prima esclusi dal bonus 80 euro;
  • tra 28.000 e 35.000 euro, l’aumento è pari agli 80 euro dell’ex bonus Renzi;
  • tra 35.000 e 40.000 euro,l’aumento parte dagli 80 euro e va a scalare al crescere del reddito.

Approfondisci con il nostro articolo Bonus 100 euro in busta paga dal 1° luglio 2020

Benefici fiscali per imprese del Sud e giovani

Per le aziende del Sud confermato per tutto il 2021 il taglio del 30% dei contributi per i lavoratori dipendenti, già assunti o nuovi assunti che siano. Sgravio a carico dello Stato che alleggerisce le trattenute per aziende e dipendenti.

Le Regioni coinvolte sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria.

Per l’intero territorio nazionale, invece, previsto l’azzeramento dei contributi per tre anni se si assumono nuovi dipendenti under 35.

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Cartelle esattoriali: il nuovo dpcm proroga lo stop fino al termine del 2020

Stop cartelle esattoriali e blocco dei pignoramenti ulteriormente prorogati fino a fine 2020. Prorogati anche i termini di decadenza delle rateazioni per mancato pagamento.

dpcm stop cartelle esattoriali

Stop cartelle esattoriali: nessuna notifica fino al 2021

Erano 9 milioni, le cartelle esattoriali pronte per essere notificate ai contribuenti a partire dal 16 ottobre 2020. Ma il riacuirsi dell’emergenza coronavirus ha portato il Governo a decidere per una nuova proroga della riscossione. Rinviati dunque al 2021:

  • notifiche di nuove cartelle esattoriali;
  • pagamenti delle cartelle già emesse, incluse le rate previste dai piani di dilazione già ottenuti.

Attenzione però ai tempi, il Fisco avrà un anno in più prima che le cartelle cadano in prescrizione.

Resta fissata invece al 10 dicembre, la scadenza per i versamenti dovuti nel 2020 di rottamazione ter e saldo e stralcio.

Per un approfondimento leggi il nostro articolo Saldo e stralcio 2020: come funziona e rinvio pagamenti

Stop cartelle esattoriali: proroga fino al termine del 2020 Click To Tweet

Sospensione dei pignoramenti e dilazioni più convenienti

Il rinvio al 2021 riguarda anche gli avvisi esecutivi come il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione, oppure le cosiddette ganasce fiscali sui veicoli.

Ricapitolando, vengono sospesi fino al 2021 i seguenti atti:

  • versamenti relativi a cartelle di pagamento già notificate (e relative rate in caso si sia ottenuta una dilazione);
  • avvisi di addebito;
  • avvisi di accertamento;
  • notifiche di nuove cartelle esattoriali;
  • azioni esecutive su cartelle scadute, ad esempio pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche.

Inoltre che deciderà di fare domanda di rateazione delle cartelle esattoriali già notificate, potrà beneficiare fino al 31 dicembre 2020 di condizioni più vantaggiose circa la decadenza delle rate.

Se normalmente occorre saltare fino a 5 rate, anche non consecutive, per perdere il diritto alla dilazione del pagamento, fino al termine del 2020 le rate che è possibile saltare sono 10.

Questo significa che ti conviene verificare se hai delle cartelle esattoriali che risultano già notificate e fare richiesta di dilazione entro il 31 dicembre, in modo da ottenere condizioni migliori (e non dovrai versare alcuna rata prima del 2021).

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Cashback, bonus carta di credito, rimborsi da dicembre 2020, come funziona?

Il Governo annuncia l’avvio delle iniziative legate al cashback statale, con il Piano Italia Cashless, per la promozione dell’uso dei pagamenti tracciabili. Dalle nuove indicazioni emerse dall’ultima bozza del decreto attuativo del programma cashback, a dicembre ci sarà una fase sperimentale che richiederà almeno dieci transazioni con strumenti di pagamento elettronici per accedere al rimborso del 10% su un tetto complessivo di 1.500 euro. Quindi, si potrà ottenere a febbraio 2021 un rimborso fino a 150 euro delle spese sostenuto a dicembre 2020.

cashback bonus pgamenti

Cosa vuol dire cashback?

Il cashback è un sistema di incentivo dei sistemi di pagamento tracciabili. Ai soggetti che pagano con carte di credito o bancomat, viene riconosciuta una percentuale sugli acquisti effettuati.

Questo significa che attraverso il cashback è possibile ottenere un rimborso immediato o differito, come vedere, di quanto speso.

Su questa logica si basa il Piano Italia Cashless, un programma cioè volto a promuovere la modernizzazione del Paese a partire dal cambiamento delle abitudini di pagamento dei consumatori, con la promozione del cashless, le carte di debito e credito e i pagamenti elettronici, per intenderci.

Cashless significa “meno contanti”, poiché l’intento è quello di ridurre al minimo l’uso dei pagamenti in contanti.

L’obiettivo ultimo, infatti, è quello di contrastare l’evasione fiscale attraverso l’uso diffuso dei pagamenti tracciabili.

Cashback: rimborsi fino a 300 euro, come funziona? Click To Tweet

Come funziona il cashback?

L’operazione cashback riguarderà tutti i cittadini, con un rimborso del 10% degli acquisti effettuati con moneta elettronica. Viene però fissato un massimale di spesa su cui spetta la restituzione: 1.500 euro. Questo significa che a ciascuno verranno restituiti al massimo 150 euro per ogni periodo preso in considerazione.

Mentre il Piano Italia Cashless vuole andare a modificare le abitudini di pagamento sugli acquisti di minima entità, per i quali l’uso del contante è quasi sempre l’unico metodo di pagamento usato e accettato. Per ottenere il rimborso sul proprio conto corrente, occorrerà dotarsi di SPID e scaricare l’app IO della Pubblica Amministrazione. Precisiamo che da bonus, gara e concorso sono esclusi gli acquisti online.

Ecco il calendario di attuazione del piano cashback:

  • 1 gennaio 2021 – 30 giugno 2021;
  • 1 luglio 2021 – 21 dicembre 2021;
  • 1 gennaio 2022 – 30 giugno 2022.

Per ognuno di questi saranno richieste almeno 50 transazioni. Come per dicembre, si potrà ottenere un rimborso pari al 10% di quanto speso, per un massimo di 150 euro per ogni periodo. I rimborsi saranno poi effettuati a luglio 2021 per il primo periodo indicato, a gennaio 2022 per il secondo e a luglio 2022 per il terzo.

I rimborsi saranno erogati direttamente sul conto corrente riferito al codice Iban comunicato al momento dell’adesione al programma. È poi previsto anche un rimborso speciale per i primi 100 mila aderenti al programma che abbiano totalizzato il maggior numero di transazioni: questo sarà pari a 1.500 euro e sarà erogato alla fine di ogni periodo di riferimento sempre sul conto indicato tramite codice Iban. In totale, per il piano cashback, sono stati stanziati 2,2 milioni di euro per il 2020. Invece, per il prossimo anno ne sono stati messi a disposizione 1.750 milioni. Infine, nel 2022 si arriverà a 3 miliardi.

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Capegemini, i 5 livelli tecnologici dell’auto autonoma

Il tempo dell’auto a guida autonoma si avvicina, o almeno in tanti lo sperano per quella prospettiva di maggiore sicurezza che l’accompagna. Attualmente la tecnologia per l’auto a guida autonoma ha raggiunto un buon livello, molti automaker come Tesla hanno anche cominciato a offrirne un assaggio nelle proprie vetture, in alcuni casi andando incontro anche a sfortunati incidenti.

Secondo gli analisti di Capgemini Sandhya Sule e Roberto Castellano, il progresso verso la driverless car non dipende solo dalla disponibilità della tecnologia utilizzata nelle auto autonome,  ma soprattutto da diversi fattori, dalla regolamentazione e dall‘interoperabilità delle tecnologie.

Ci sono cinque livelli di tecnologia di guida autonoma, spiegano gli analisti, livelli di progressiva complessità tecnologica, dove il livello uno rappresenta alcune caratteristiche automatiche, come il rilevamento delle collisioni o gli avvisi di uscita di corsia, e il livello cinque  rappresenta l’automazione completa, dove non è necessario alcun conducente.

I livelli di automazione più elevati dipendono dalla percezione di ostacoli esterni da parte dei sensori del veicolo e dalla capacità di giudizio del conducente in base alla distanza e al tempo, proprio come farebbe un conducente umano. Quindi è essenziale che i veicoli siano dotati di intelligenza basata su “verità” o dati del conducente provenienti dalle persone e convalidati, così come di ulteriori sensori secondari di alta qualità e sistemi di telecamere secondari per consentire l’etichettatura esterna 2D o 3D e l’estrazione di scenari.

Per rendere possibile questa dotazione di intelligenza ed estrazione di scenari, è ancora necessario un lavoro manuale come il data labelling e il data enrichment, è stato uno questo uno sforzo significativo fino a oggi. Ma l’intelligenza artificiale lo rende notevolmente più facile creando quelle che sono, essenzialmente, verità automatizzate e di crowdsourced.

Gli ingegneri umani non sono in grado di elaborare in modo efficiente questi enormi quantità di dati. Quindi, per garantire che i veicoli siano dotati di un’intelligenza di scenario accurata e priva di ridondanze, l’automazione è fondamentale.

Attualmente, anche i leader di mercato sono solo al livello tre e le funzionalità non superiori al livello due sono autorizzate per l’utilizzo sulle strade pubbliche.  Ad esempio, la modalità “autopilota” richiede ancora che il conducente sia sveglio e vigile, pronto ad intervenire manualmente con lo sterzo e la frenata quando necessario.

Questo richiede di per sé una tecnologia estremamente sofisticata, non solo che il veicolo rilevi le condizioni e gli eventi sulla strada, ma anche il monitoraggio di ciò che il conducente sta facendo, anche quando è passato all’autopilota e ha passato il controllo al comupter di bordo.

I sistemi di automazione della guida (DAS) sono un pezzo fondamentale del puzzle, soprattutto nei passaggi attraverso i diversi livelli di autonomia. Il terzo livello, naturalmente, è dove le cose si complicano. Non solo la tecnologia è esponenzialmente più complessa, ma ogni componente tecnologico deve essere sviluppato in modo da potersi comportare correttamente in ogni situazione, e quindi deve essere validato e garantito in modo indipendente per un uso efficace e sicuro.

Come in un videogame, il passaggio al livello superiore è possibile solo grazie all’acquisizione di nuove skill e nel gioco della guida autonoma lo strumento per ottenerle sono i big data: funzionalità di guida autonoma superiori richiedono un maggior numero di situazioni su cui calcolare ed eseguire le decisioni. Il fatto è che i dati forniti dall’esperienza di un veicolo non potranno mai essere sufficienti a calcolare tutte le possibili variabili , perciò è attraverso la modellazione virtuale che i software di guida autonoma vengono istruiti.

Oltre ai big data, un’altra tecnologia che giocherà un ruolo fondamentale per il salto al livello successivo è la connettività 5G.

Il 5G consentirà di portare la guida autonoma sulle strade pubbliche. Questo nuovo standard accelera la velocità di connessione e riduce la latenza, e consente ai veicoli di comunicare tra loro e con un numero enorme di risorse e infrastrutture collegate su strada quasi istantaneamente.

Maggiori dettagli nell’articolo originale.

Nell’immagina di copertina: Waymo’s fully self-driving Jaguar I-PACE electric SUV 4 (City Nighttime)

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Open-F@b Call4Ideas 2020, al via la Digital Battle!

Il contest Open-F@b Call4Ideas 2020 dedicato al Next Normal iniziato il 6 luglio, ha chiuso lo spazio per le candidature il 30 settembre, dando poi modo agli esperti di BNP Paribas Cardif di valutare i progetti e selezionare, tra i numerosi candidati, le 20 iniziative che si stanno affrontando nella Digital Battle, che si è aperta il 14 ottobre.

Salta subito al sito dedicato e partecipa alla Battle!

Le startup, suddivise in 4 gruppi da 5, si affronteranno in sfide settimanali: ogni mercoledì saranno disponibili su questa piattaforma i video di 5 startup che raccontano la propria idea di successo e le votazioni saranno aperte fino al lunedì successivo.

Al termine del periodo di votazione le 2 startup più votate della settimana avranno accesso diretto all’evento finale, per un totale di 8 finaliste.

È previsto un ripescaggio di 2 startup tra le 12 escluse, grazie a un’ulteriore votazione riservata ai dipendenti di BNP Paribas Cardif.

10 finaliste avranno accesso all’evento finale che si terrà il 24 novembre in modalità totalmente digitale! Di seguito il calendario della Digital Battle:

Gruppo A: Mercoledì 14 – Lunedì 19 Ottobre

Bitlean, Blockchain Italia, Morphogram, Protechno, Voicen

Gruppo B: Mercoledì 21 – Lunedì 26 Ottobre

Carchain, Hassisto, Leviant, Movers, Stip

Gruppo C: Mercoledì 28 Ottobre – Lunedì 2 Novembre

99bros, Contesto, Cop-Chi Odia Paga, get™ Aura, H4D

Gruppo D: Mercoledì 4 – Lunedì 9 Novembre

DoctorTag, Equs, Keyless, SaveBiking, WhoTeach

Ciascun utente potrà votare una sola startup per ogni raggruppamento settimanale, selezionando il tasto di gradimento all’interno della descrizione del progetto. Sarà possibile promuovere e sostenere il progetto preferito, selezionando il tasto Condividi, che ne permetterà la condivisione sui social (Facebook, LinkedIn, Whatsapp).

Per il 12 novembre saranno comunicate le 8 finaliste che si affronteranno all’evento finale, il prossimo 24 novembre.

Il premio

I vincitori saranno affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia. I progetti finalisti otterranno anche un’importante visibilità internazionale: saranno presentati a C Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif che, insieme a Cathay Innovation, ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in startup early stage. I finalisti saranno inoltre inseriti nella piattaforma di Open Innovation Scoop del polo International Financial Services del Gruppo BNP Paribas, utilizzata all’interno del Gruppo per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le startup.

Puoi partecipare alla Digital Battle otando le tue startup preferite su questa pagina.

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Open-F@b Call4Ideas 2020: Vota per la finale! (video)

Dal 14 Ottobre 2020 per 4 settimane, i progetti più innovativi che si sono candidati alla settima edizione di Open-F@b Call4Ideas si sfideranno in una battaglia online aperta al voto del pubblico per arrivare alla finalissima, a cui solo 10 di loro potranno accedere.

Le startup sono state suddivise in 4 gruppi da 5 e si affronteranno in sfide settimanali, da qui al 9 novembre.
Al termine del periodo di votazione le 2 startup più votate della settimana avranno accesso diretto all’evento finale, per un totale di 8 finaliste, mentre per altre 2 startup tra le 12 escluse, è previsto il ripescaggio grazie a un’ulteriore votazione riservata ai dipendenti di BNP Paribas Cardif.

10 finaliste avranno accesso all’evento finale che si terrà il 24 Novembre in modalità totalmente digitale!

Di seguito il calendario della Digital Battle:

  • Gruppo A: Mercoledì 14 – Lunedì 19 Ottobre
    Bitlean, Blockchain Italia, Morphogram, Protechno, Voicen
  • Gruppo B: Mercoledì 21 – Lunedì 26 Ottobre
    Carchain, Hassisto, Leviant, Movers, Stip
  • Gruppo C: Mercoledì 28 Ottobre – Lunedì 2 Novembre
    99bros, Contesto, Cop-Chi Odia Paga, get™ Aura, H4D
  • Gruppo D: Mercoledì 4 – Lunedì 9 Novembre
    DoctorTag, Equs, Keyless, SaveBiking, Whoteach

Sul sito call4ideas2020.com, ogni utente potrà votare una sola startup per ogni raggruppamento settimanale, selezionando il tasto di gradimento all’interno della descrizione del progetto.
Sarà possibile promuovere e sostenere il progetto preferito, selezionando il tasto Condividi, che ne permetterà la condivisione sui social (Facebook, LinkedIn, Whatsapp).

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