2020, il migliore peggiore anno di sempre

Il migliore peggiore anno di sempre il 2020. Il virus è ancora fra noi e ci sta facendo comprendere l’importanza della ricerca e dell’innovazione, che ci hanno permesso di avere vaccini in tempi record. Tutto sembra sospeso ma tutto è andato avanti velocemente in questi mesi in cui si sono alternati paura, dolore, speranze e illusioni.

Siamo stati messi di fronte a una sfida che va colta come un’opportunità, anche quando nell’immediato sembra produrre solo danni. Nel mondo delle assicurazioni questo è apparso subito chiaro, e a fine anno lo confermano i numeri sulle polizze anti Covid: c’è una nuova domanda di protezione e di sicurezza, che va dalla salute ovviamente ma arriva fino alla vita digitale, dove aumentano i rischi per aziende e persone visto la crescita delle attività online.

Abbiamo dovuto ridurre la nostra mobilità nel 2020 ma non siamo rimasti fermi. Il Pil registrerà una pesante battuta d’arresto ma ci sono comparti che hanno retto bene alla crisi, aziende che hanno reagito immediatamente con coraggio, determinazione e innovazione. I fatturati hanno sofferto certo, ma gli investimenti in tecnologia hanno tenuto perché chi guarda lontano (e ha i polmoni sufficientemente robusti per resistere a una temporanea rarefazione dell’ossigeno finanziario) sa che l’emergenza ha creato le condizioni per una profonda trasformazione dei nostri modelli di vita, di relazione, di consumo e che il digitale sarà sempre più centrale.

Gli investimenti tecnologici in Europa nel 2020 sono cresciuti nonostante il coronavirus, dice l’annuale report di Atomico. Ma non in Italia, che si trova al 19° posto per investimenti pro capite. C’è molto terreno da recuperare e in parte nel 2020 sono state create le premesse per un’inversione di tendenza con l’attivazione di diversi interventi da parte del Governo, direttamente e attraverso Cassa Depositi e Prestiti. Il Fondo Nazionale Innovazione è una realtà che ha cominciato a operare per “stimolare” l’ecosistema italiano; ENEA Tech, la Fondazione che gestisce un fondo da mezzo miliardo per il trasferimento tecnologico, è pronta al debutto. Trasformazione digitale ed economia circolare poi sono le parole chiave dei piani europei per fronteggiare la crisi prodotta dalla pandemia: importanti risorse arriveranno nel futuro prossimo grazie al Next Generation Eu.

Nel 2020 anche le imprese hanno fatto la loro parte, con importanti investimenti su startup e scaleup (da Poste Italiane a Campari solo per ricordare le operazioni di maggiori dimensioni). Ma c’è da fare molto di più. La pandemia ha rappresentato per tutti uno stress digitale: smart working, didattica a distanza, ecommerce. In questo contesto è aumentato la domanda di servizi di nuova generazione che non tutte le aziende sono state in grado di garantire con il livello di qualità a cui le big tech company hanno abituato gli utenti. È stato l’anno, il 2020, in cui anche gli scettici hanno dovuto accettare che il mondo sta cambiando.

In questo contesto il fintech non poteva non esplodere: il 2020 è stato l’anno in cui si è cominciato a parlare di “fintegration”: finanza hitech e industria tradizionale dei servizi finanziari vanno ormai verso un inevitabile incontro dopo una prima fase di presunto conflitto. La PSD2 ha fatto la sua parte anche se non ha ancora espresso tutti gli effetti potenziali. Accordi, partnership, investimenti dicono che il cantiere è aperto: a fare la differenza saranno visione e velocità, anche nel mondo delle assicurazioni, che sarà sempre più integrato in un grande flusso di servizi dove confluiscono salute, mobilità, sicurezza.

Per le compagnie di assicurazioni è ancora aperta una grande finestra di opportunità. Hanno i clienti, godono di riconoscibilità e, nonostante quel che di solito si dice, di fiducia. Devono, però, fare presto perché il 2020 ha mostrato e confermato che la domanda di servizi assicurativi digitali è molto superiore all’offerta. C’è quindi uno spazio di mercato e di sviluppo possibile ma non resterà a lungo vuoto. E se non ci penseranno i leader tradizionali lo faranno altri soggetti che arrivano da altri settori e si stanno velocemente attrezzando, dalle piattaforme digitali globali agli operatori della mobilità fino alle multiutility.

Prendiamo quindi quel che di buono ci lascia questo orribile 2020: una grande voglia di muoversi.

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COP – Chi Odia Paga, la prima legaltech italiana contro l’odio online

L’odio online, purtroppo, è ormai una realtà con cui fare i conti. Capita sempre più spesso sentir parlare di cyberbullismo, haters e crimini come stalking, revenge porn e hate speech. Ma il nostro sistema giudiziario, è ancora troppo lento e costoso per combattere questi crimini in modo efficace. Da qui nasce l’idea di COP – Chi Odia Paga, la prima piattaforma legaltech italiana creata per difendere sia dal punto di visto legale sia da quello informatico le vittime di odio online. Tanto il tema è caldo che COP – Chi Odia Paga è uno dei vincitori dell’edizione 2020 di Open-F@b Call4Ideas promossa da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, in collaborazione con InsuranceUp.

Che cosa fa COP – Chi Odia Paga

COP – Chi Odia Paga è una startup innovativa a vocazione sociale fondata a Milano nel 2018 dall’imprenditore Francesco Inguscio, lanciata dal venture accelerator Nuvolab con il finanziamento di Oltre Venture e l’advisory legaltech di LT42.

Pensato inizialmente per fornire servizi legali a basso costo alle vittime di odio online, il progetto COP – Chi Odia Paga si è poi evoluto in una startup a vocazione sociale, che offre alle vittime un servizio a 360 gradi contro l’odio online: in ambito legale, rendendo fruibile online l’accesso alle azioni necessarie per rispondere legalmente agli attacchi degli hater, informatico, con la rimozione dei contenuti lesivi in rete, e di supporto psicologico alle vittime in partnership con il Centro Medico Santagostino.

Come funziona la piattaforma

La piattaforma legaltech offre alle vittime di odio online un supporto in tre step.

Accedendo alla piattaforma, l’utente compila un primo questionario, per verificare se quanto subito sia o meno un effettivo reato: in base alle risposte, la piattaforma distingue tramite intelligenza artificiale le effettive vittime di odio online. Il questionario è realizzato categorizzando minuziosamente in una checklist la giurisprudenza applicabile al campo, grazie anche due ricercatrici di Milano e Pisa che hanno collaborato al progetto, per assicurare l’accuratezza del riconoscimento del reato. Grazie a questo primo step l’utente ottiene gratuitamente già un primo “parere legale” sul suo caso nonché un suggerimento sulle azioni da intraprendere per tutelarsi.

Il secondo step fornisce agli utenti tutti i servizi di supporto informatico (take down e legalizzazione) e stragiudiziale (diffida automatizzata) per provare a risolvere il problema “con le buone”. Tramite la piattaforma le vittime di odio online infatti possono far rimuovere post o articoli offensivi nei propri riguardi (servizio di “take down”), raccogliere eventuali “prove” delle offese subite in modo da poterle utilizzare in Tribunale (servizio di “legalizzazione”) e arrivare alla generazione automatizzata della classica “lettera dell’avvocato” che intima all’hater di cessare con la sua condotta (servizio di “diffida”).

Infine, il terzo step consente di risolvere il problema in modo ancora più incisivo, rivolgendosi tramite la piattaforma ad un avvocato specializzato che affiancherà la vittima nelle azioni di tipo giudiziale come ad esempio la denuncia dell’hater.

Combattere l’odio online prima che accada

Oltre alla piattaforma legaltech vera e propria, COP – Chi Odia Paga si occupa anche di iniziative di sensibilizzazione, educazione e prevenzione del fenomeno di odio online. A luglio 2020 ha lanciato la campagna #DonateProfitToStopHate, chiamando le aziende a donare sistematicamente parte dei loro profitti per la causa, e quest’anno ha finanziato con donazioni tramite crowdfunding già tre progetti raccogliendo complessivamente oltre 150.000 Euro: contro il cyberbullismo con l’Associazione Puntozero, contro il razzismo con l’Associazione Simba Ngai ed infine contro la violenza sulle donne con l’Associazione FARE X BENE.

Tutto questo perché c’è la consapevolezza che se anche l’hater si può fermare con una denuncia, è solo con l’educazione che si può fermare l’odio.

La vittoria di Open-F@b e i progetti per il futuro

Chi Odia Paga è stato uno dei tre progetti vincitori della 7a edizione del contest internazionale Open-F@b Call4Ideas promossao da BNP Paribas Cardif.

Ora la startup sarà affiancata dal team di Research & Development (R&D) di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del progetto, che sarà anche integrato nei prodotti o nei modelli di offerta della Compagnia.

Tra gli obiettivi più a lungo termine della startup c’è quello di creare una vera e propria “Rete del Bene”, capace di accogliere tutti gli attori che possono e vogliono contribuire ad iniziative contro l’odio online e, soprattutto, educare gli utenti a un uso consapevole dei social media.

Intanto, come recita lo slogan di COP, “La legge è uguale per tutti e finalmente da oggi chi odia paga”.

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ICity Rank 2020, la classifica delle smart city in Italia

Quali sono le città italiane più digitali e sostenibili, le smart city del 2020? Firenze, Bologna, e a sorpresa al terzo posto Milano, che aveva mantenuto la prima posizione per 6 anni di fila.

Questo il podio della classifica secondo ICity Rank 2020, il report sulle smart city italiane realizzato ogni anno da FPA, società del gruppo Digital360, che è stata presentata in occasione dell’evento FORUM PA Città.

Completano la top ten Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia.

Le graduatorie settoriali vedono distinguersi: Roma, per i servizi online; Trento (assieme a Bologna, Firenze e Modena) per le app municipali; Cremona (con Bologna e Milano) per le piattaforme digitali; Palermo (con Firenze e Milano) per l’open data; Bergamo e Venezia al secondo posto per wifi pubblico; Bolzano e Mantova per IoT e tecnologie di rete; e a parimerito nella graduatoria della trasparenza Bari, Benevento, Catanzaro, Latina, Novara, Padova e Trento, oltre che Milano e Firenze.

L’accelerazione alla trasformazione digitale delle città italiane non è stata uniforme. Il report rileva una profonda differenza tra Nord e Sud, con l’eccezione di Cagliari (al 9° posto), Palermo, Lecce e Bari tra i primi 20. Le città metropolitane dominano la classifica: sette tra le prime dieci e altre tre tra le prime venti.

Interessante come si distinguano anche le città più colpite dalla pandemia, che hanno avuto una forte “reazione digitale”: cinque tra le prime sette città per incremento di decessi si collocano nelle prime 30 posizioni della graduatoria.

Dal report emerge un buon livello di digitalizzazione delle attività amministrative e rapporto con i cittadini – per quanto si ponga ancora il problema della diffusione di una cultura digitale, sia all’interno delle amministrazioni che tra i cittadini.

Tuttavia, è ancora molto indietro l’implementazione e l’interconnessione delle reti intelligenti nelle città. È questa la grande sfida, necessaria a condurre le città verso i modelli più avanzati di smart city.

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2021, la classifica dei Tech Trend per il mondo assicurativo

In questo periodo dell’anno sono consuete le previsioni degli analisti sugli sviluppi di mercato, sull’industria, sulle tendenze tecnologiche, e l’ampia disponibilità di dati ci ha abituato ad ‘outlook’ sempre più precisi, sebbene il coronavirus ha reso evidente che un fatto inaspettato, il cigno nero, è sempre dietro l’angolo per rivoluzionare tutto e creare scenari inediti.

Per esempio, le previsioni per ogni tipo di industry che leggevamo di questi tempi lo scorso anno non tenevano ovviamente conto della pandemia e non potevano prevedere l’accelerazione  della digitalizzazione che ci sarebbe stata, anche in un ambito come quello assicurativo, tipicamente tra i più lenti ad adattarsi.

Secondo Bain & Company, la necessità aguzza l’ingegno e oggi ‘le aziende si affrettano a sviluppare nuove capacità digitali nel tentativo di costruire la resilienza e gli strumenti per il mondo post-pandemico‘. La società di consulenza ha individuato 10 trend tecnologici molto particolari per il prossimo anno, diversi dei quali hanno influenza sul settore assicurativo e uno in particolare è un tema insurtech, la ‘tailored insurance’.

La classifica di Bain & Company

Come si legge nell’infografica, le tendenze tecnologiche individuate da Bain & Company (frutto di un lavoro di analisi realizzato con 100 aziende tecnologiche e start-up) sono molto precise e anche particolari, persino insolite, in parte condizionate dalla pandemia e molto interconnesse.

L’intelligenza artificiale non è certo una novità nelle tendenze tech degli ultimi anni, ma in questa classifica si parla di ‘edge AI‘: si tratta di intelligenza artificiale, algoritmi, sviluppati per ‘girare’ sui dispositivi in mano all’utente, sui terminali che raccolgono i dati. Tra i vantaggi dell’edge computing c’è un minore impegno della larghezza di banda e l’aumento dell’efficienza attraverso l’elaborazione di informazioni più vicine agli utenti e ai dispositivi che le richiedono, piuttosto che l’invio di quei dati per l’elaborazione in posizioni centrali nel cloud.  Il massiccio cambiamento nel traffico di rete che ha accompagnato il lockdown, conseguenza dello smart working, delle comunicazioni digitali, della didattica a distanza, ecc., stanno accelereranno il passaggio già in atto verso il computing edge.

Non sorprende l’inclusione del 5G al secondo posto: l’avvento di questo nuovo standard di telecomunicazione era solo una questione di tempi, dettati non tanto da quastione tech quanto ‘politiche’, ma è evidente che l’era di questa tecnologia debba iniziare adesso. Essa diventa un  fattore abilitante di molte applicazioni per le quali la pandemia ha reso chiara l’utilità, ad esempio quelle in ambito di telemedicina, un settore che interessa parecchio anche le assicurazioni.

Le tecnologie della salute saranno uno dei trend più importanti per il prossimo futuro, Bain inserisce al settimo posto in classifica ‘Health Data’: si prevede che il mercato dei dati sanitari raggiungerà i 70 miliardi di dollari nel 2025, quasi sei volte il valore del 2016. La rapida accelerazione nella raccolta di dati sanitari (che esploderà ancora di più grazie al 5G e all’edge AI) offre al settore un’opportunità senza precedenti di uso intelligente dei dati sanitari per migliorare drasticamente la cura dei pazienti.

Inediti, come tendenze tecnologiche, sono in questa classifica la ‘circular economy’ e il ‘zero waste‘, entrambi temi che hanno trovato slancio in una nuova sensibilità verso i temi della sostenibilità generati dalla pandemia. In questi ambiti la tecnologia può fare molto e anche le assicurazioni possono trovare nuovi modelli di business: secondo Bain, entro qualche anno le economie circolari sostituiranno le economie lineari, si passerà da relazioni transazionali basate sulla vendita di prodotti a un modello di produzione e consumo che prevede la condivisione, il leasing, il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti esistenti. Questo modello di circolazione dei beni offre nuovo spazio allo sviluppo di prodotti assicurativi, alcune startup si stanno già muovendo in questa direzione.

La Tailored Insurance, il futuro della polizza auto

Il trend su cui le assicurazioni dovrebbero focalizzare la loro attenzione, soprattutto in Italia che è sempre tra i più ampi mercati di black box,  è senza dubbio quello della ‘tailored insurance‘, un modo nuovo per dire UBI, Usage Based Insurance.

Che cosa si intende esattamente per tailored insurance è facile intuirlo: si tratta della personalizzazione estrema della polizza, una polizza ‘cucita adosso’ al cliente, cosa oggi resa possibile dall’uso intelligente dei dati che analizzano il comportamento di guida del conducente e permettono quindi di calcolare un profilo di rischio molto preciso. Dati raccolti attraverso la telematica in modo sempre più efficiente, ma non solo, lo smartphone sta diventando il nuovo protagonista al servizio della UBI e della sicurezza dell’automobilista.

Si prevede che grazie alla telematica il mercato delle assicurazioni UBI raggiungerà i 126 miliardi di dollari entro il 2027, ma forse anche più se si considera che entro il 2021 ci saranno 3,8 miliardi di utenti di smartphone, e ciò consentirà agli assicuratori di utilizzare sensori e tecnologie di tracciamento integrati negli smartphone per raccogliere dati in tempo reale e comprendere meglio le abitudini di guida dei loro clienti. In definitiva, ciò darà agli assicuratori l’opportunità di offrire programmi assicurativi più competitivi e innovativi basati sul comportamento, promuovendo al contempo la sicurezza del conducente.

Per esempio, la startup statunitense TrueMotion, identifica i conducenti buoni e quelli rischiosi e regola i premi utilizzando i punteggi di comportamento dei conducenti. Un altra applicazione dell’azienda utilizza i segnali dei sensori dello smartphone per rilevare gli incidenti automobilistici e fornire dati contestuali sugli incidenti. I clienti possono presentare una richiesta di risarcimento dai loro telefoni, semplificando i processi di risarcimento dell’assicuratore. Nell’applicazione di TrueMotion, gli utenti possono vedere il punteggio del loro comportamento di guida e quante volte hanno guidato mentre erano distratti, hanno premuto troppo forte i freni o si sono trovati in situazioni pericolose.

Per approfondire vai al report originale.

Foto di Pixabay da Pexels

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Insurtech, nasce il nuovo acceleratore per startup di CDP Venture Capital

Fintech e insurtech rappresentano oggi settori strategici in tutto il mondo e sono in forte crescita anche in Italia, che peraltro sconta sempre un gap rispetto ad altre nazioni. Il mercato globale supera i 137 miliardi di euro l’anno, riporta EconomyUp, di cui oltre 58 in Europa e 373 milioni di euro in Italia.

Ovviamente il potenziale inespresso è molto elevato e a tale scopo nasce il nuovo acceleratore per startup insurtech e fintech di CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione, realizzato in collaborazione con Digital Magics, Startupbootcamp e Fintech District. L’acceleratore parte con una dotazione iniziale di 1,65 milioni di euro, interamente sottoscritti da CDP Venture Capital Sgr, che ha inoltre deliberato ulteriori 2 milioni di euro per successivi follow-on post accelerazione.

Il programma di accelerazione sarà triennale, con l’obiettivo complessivo di supportare la crescita di circa 50 startup, saranno selezionate 16 startup ogni anno, di cui 8 in ambito fintech e altrettante 8 in ambito insurtech.

Nello specifico le startup selezionate accederanno a un finanziamento iniziale e beneficeranno di un percorso di accelerazione di 13 settimane supportato da mentor, corporate e investitori. Alla fine di questo percorso, le migliori di queste realtà saranno premiate ulteriormente con ticket di investimento fino a 200.000 euro.

Il target del programma saranno le startup e le PMI innovative italiane, così come le realtà internazionali che desiderano sviluppare il proprio business nel nostro Paese, aprendo una sede in Italia.

L’acceleratore avrà sede nel nuovo ufficio territoriale di CDP a Milano, e rientra nell’ambito di un più ampio progetto finalizzato a rafforzare sempre più l’impegno del Gruppo Cdp in Lombardia.

“L’inaugurazione della nuova sede territoriale di Milano rafforza il rapporto storico di CDP con il capoluogo lombardo ma è anche l’occasione per lanciare un importante strumento a supporto delle startup. L’Acceleratore Fintech è un’iniziativa per valorizzare la principale piazza finanziaria del Paese, che ci aspettiamo diventi sempre più un centro di innovazione digitale di riferimento a livello europeo, rendendola ancora più attrattiva in termini economici e di capitale umano”, ha dichiarato il Presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini.

Il lancio rientra anche nella strategia complessiva del Fondo Nazionale Innovazione, di creare una rete di 20 acceleratori sul territorio italiano focalizzati nei distretti ad alta specializzazione tecnologica e che ha già visto la nascita di Motor Valley Accelerator, programma dedicato al settore automotive e localizzato nel distretto di Modena e il WeSportUp, acceleratore dedicato a sport e salute, che apriranno entrambi i processi di selezione nei primi mesi del 2021.

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Autocertificazione Natale 2020: quando e come usarla nei giorni di zona rossa, arancione e gialla

Oltre alle ore notturne di coprifuoco, durante le feste natalizie è necessario utilizzare l’autocertificazione per giustificare i propri spostamenti. Chiunque non rispetterà le norme in vigore sarà multabile con una sanzione amministrativa, da 400 a 1.000 euro, eventualmente aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

autocertificazione natale 2020

A questo indirizzo puoi scaricare e stampare il modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-10/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.pdf

Giorni in zona rossa, quando serve l’autocertificazione

Tutta l’Italia sarà in zona rossa nei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e poi 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio,  per spostarsi sarà necessario utilizzare l’autocertificazione sia di giorno che di notte. Sono vietati gli spostamenti tra regioni e anche tra comuni, fatto salvo le tre eccezioni:

  • motivi di salute
  • esigenze lavorative
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative
    • recarsi in chiesa per la Santa Messa di Natale
    • attività fisica all’aperto rispettando il distanziamento sociale
    • ritorno alla propria residenza-domicili-abitazione
    • raggiungimento della seconda casa situata all’interno della stessa regione
    • assistenza a persone non autosufficienti
    • visita a parenti o amici: è possibile ospitare fino a due persone non conviventi in casa propria, esclusi i minori di 14 anni.

Il 31 dicembre il coprifuoco notturno inizierà alle 22:00 ma non finirà alle 5:00 ma alle 7:00 del mattino del 1 gennaio.

Giorni di zona arancione

Il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio l’Italia sarà in zona arancione. Il coprifuoco notturno rimane in vigore dalle ore 22:00 alle ore 5:00 del mattino seguente, la circolazione è per tutti libera all’interno del proprio Comune e saranno aperti anche i negozi. Sarà vietato:

  • spostarsi tra regioni
  • uscire dal proprio comune di residenza
  • spostarsi in un altro comune con più di 5mila abitanti e per una distanza superiore a 30 chilometri e raggiungere anche un comune capoluogo di provincia, anche se ricade entro il raggio dei 30 chilometri.

Per spostarsi dal proprio comune o regione è necessario l’utilizzo dell’autocertificazione. Anche in questi giorni, è consentito andare a trovare parenti o amici, senza alcun grado di parentela, con un massimo di due persone oltre i minori, i disabili e le persone non autosufficienti.

Giorni in zona gialla: cosa si può fare?

Tutti gli altri giorni, a partire da oggi lunedì 21 dicembre e fino al 7 gennaio, sono solo quattro i giorni in zona gialla in tutte le regioni tricolori, tranne Campania e Abruzzoil 21, il 22, il 23 dicembre e il 4 gennaio.

Il 21, 22 e 23 dicembre sono gli unici giorni in zona gialla oltre il 4 gennaio. Rimane il divieto di uscire dalla propria regione se non per motivi necessari, di salute, lavorativi o per il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. In questi casi è obbligatorio portare con sé l’autocertificazione.

Autocertificazione di Natale

Ricordati che se non puoi stampare l’autocertificazione, ti potrà essere fornito un modulo da compilare direttamente dalle Forze dell’Ordine. Riportiamo un esempio che puoi trascrivere.

AUTODICHIARAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 D.P.R. N. 445/2000
Il/La sottoscritto/a _____________________________________________________ , nato/a il ____ . ____ . _____
a ____________________________________ (______), residente in _______________________________________
(______), via ________________________________________ e domiciliato/a in _______________________________
(______), via ________________________________________, identificato/a a mezzo __________________________
nr. _____________________________________, rilasciato da _____________________________________________
in data ____ . ____ . _____ , utenza telefonica ________________________ , consapevole delle conseguenze penali
previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.)
DICHIARA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITÀ
 di essere a conoscenza delle misure normative di contenimento del contagio da COVID-19 vigenti alla
data odierna, concernenti le limitazioni alla possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno del
territorio nazionale;
 di essere a conoscenza delle altre misure e limitazioni previste da ordinanze o altri provvedimenti
amministrativi adottati dal Presidente della Regione o dal Sindaco ai sensi delle vigenti normative;
 di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, e dall’art.
2 del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33;
➢ che lo spostamento è determinato da:
– comprovate esigenze lavorative;
– motivi di salute;
– altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri
provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;
(specificare il motivo che determina lo spostamento):
________________________________________________________________________________________________;
 che lo spostamento è iniziato da (indicare l’indirizzo da cui è iniziato)
________________________________________________________________________________________________;
 con destinazione (indicare l’indirizzo di destinazione)
________________________________________________________________________________________________;
 in merito allo spostamento, dichiara inoltre che:
________________________________________________________________________________________________.
Data, ora e luogo del controllo
Firma del dichiarante L’Operatore di Polizia

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Bonus telefono: cos’è e come ottenerlo

Il bonus telefono denominato anche kit digitalizzazione, è la versione moblie del bonus PC e Internet, per le fasce più deboli della popolazione.

bonus telefono

Bonus telefono: cos’è?

La Legge di Bilancio 2021 amplia le iniziative dedicate alla digitalizzazione del Paese per l’accesso ai servizi online. La novità introdotta dalla finanziaria è il bonus telefono.

Si tratta di un beneficio che per un anno consente di ottenere:

  • uno smartphone in comodato d’uso (il che significa che va restituito terminato l’anno di utilizzo);
  • il relativo abbonamento telefonico.

L’obiettivo dell’iniziativa è quella di ridurre il digital divide del Paese, reso ancora più evidente nel corso della pandemia con la necessità di fare didattica a distanza e attivare lo smart working.

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Chi ha diritto al bonus telefono?

Premettiamo che parliamo di un emendamento alla Legge di Bilancio 2021, dunque bisognerà attenderne l’approvazione entro fine 2020 per essere certi della sua attuazione.

Il bonus telefono spetta alle famiglie con ISEE inferiore a 20mila euro, esattamente come il bonus PC e Internet.

Ma non tutti gli aventi diritto potranno ricevere il beneficio. Questo perché per il 2021 sono stati stanziati 20 milioni di euro per il bonus telefono e questo, secondo i calcoli del quotidiano Il Messaggero, significa che il beneficio riguarderà 1 nucleo familiare su 10 aventi diritto.

Vediamo in sintesi le regole:

  • nucleo familiare con ISEE inferiore a 20mila euro;
  • richiesta da parte di un solo soggetto per nucleo familiare, che non abbia già altri contratti telefonici attivi né per la linea fissa né per la linea mobile;
  • il richiedente deve essere in possesso di credenziali SPID.

Chi riceverà il telefono con il bonus, otterrà il device con pre installate già l’iscrizione gratuita a due giornali online e l’app IO della Pubblica Amministrazione, l’app che viene utilizzata per il Cashback di Natale, per intenderci.

Leggi anche i nostri articoli:

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Copertura assicurativa auto: come si verifica?

Controllare la copertura assicurativa dell’auto è semplice e veloce, anche se non hai a portata di mano la polizza. Vediamo come fare e quali sono gli strumenti a disposizione anche delle forze dell’ordine, dal momento che il contrassegno cartaceo non esiste più.

copertura assicurazione auto come si verifica

Copertura assicurativa auto: perché controllare

Sono diversi i motivi per cui potresti aver bisogno di controllare la copertura assicurativa della tua auto o di un veicolo altrui. Facciamo alcuni esempi:

  • vuoi sapere se la tua copertura assicurativa auto è valida ai fini di legge perché temi di essere stato vittima di una truffa;
  • hai bisogno di conoscere la scadenza della polizza RC auto per evitare ritardi e sanzioni, ma non riesci a trovare la polizza che hai sottoscritto;
  • vuoi verificare che l’auto che ti ha causato dei danni in un incidente sia opportunamente coperta e dunque non dovresti aver problemi con il risarcimento.

La copertura RC auto è obbligatoria ed esserne sprovvisti comporta dei rischi sia dal punto di vista assicurativo che legale, dal momento che si incorre in multe, anche pesanti e nel sequestro del veicolo.

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Copertura assicurativa auto: come controllare

Lo strumento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il controllo semplice e veloce della copertura assicurativa, è il Portale dell’Automobilista. Il portale consente il solo controllo dei veicoli immatricolati in Italia.

Questi i passaggi da seguire una volta collegati al sito ilportaledellautomobilista.it:

  • servizi online;
  • verifica copertura RCA;
  • veicolo.

Dopodiché occorre indicare:

  • tipo di veicolo (selezionandolo da menu a tendina);
  • numero di targa.

L’altro servizio istituzionale per le verifiche è quello della CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), che è particolarmente utile per i controlli sui veicoli immatricolati nei Paesi dell’Unione Europea oltre all’Italia.

In questo caso la procedura è meno immediata e occorre innanzitutto registrarsi sul Portale Unico delle Richieste all’indirizzo portale.consap.it, ottenere username e password e infine seguire la procedura per il controllo.

Infine ti ricordiamo che anche le forze dell’ordine possono accedere velocemente alle informazioni sulla copertura assicurativa. Inoltre i controlli non vengono fatti solo quando si viene fermati da Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani e Guardia di Finanza. Possono avvenire anche senza l’intervento umano tramite autovelox, telecamere per la ZTL o Telepass.

Leggi i nostri approfondimenti:

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Decreto Natale: le regole su spostamenti e attività durante le Feste

Giornate gialle (pochissime), arancioni (poche) e rosse, ben 10 su un periodo di 16 giorni che va dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Il Decreto Natale blinda le Feste degli italiani, chiude bar e ristoranti e concede ben poche deroghe. Ecco il calendario completo:

  • 21, 22, 23 dicembre tutta l’Italia sarà zona gialla
  • 24, 25, 26, 27 zona rossa
  • 28, 29, 30 dicembre zona arancione
  • 31 dicembre, 1, 2, 3 gennaio zona rossa
  • 4 gennaio zona arancione
  • 5 e 6 gennaio zona rossa

dpcm natale regole spostamenti natale

Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato ogni spostamento tra regioni (e da/per le province autonome di Trento e Bolzano). Tra gli spostamenti vietati sono compresi quelli per raggiungere le seconde case fuori regione. È consentito, invece, spostarsi  in una seconda casa se nella stessa regione in cui si risiede.

Decreto Natale: spostamenti e giorni rossi

Zona rossa generalizzata nelle seguenti giornate: 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020, e ancora 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021. In queste giornate sono vietati gli spostamenti anche all’interno del proprio Comune, fatti salvi i consueti motivi di lavoro, salute e necessità.

Nei giorni in cui è stata stabilita la zona rossa, restano chiusi:

  • negozi;
  • centri estetici;
  • bar e ristoranti.

Per bar e ristoranti sono consentiti l’asporto (fino alle 22:00) e consegne a domicilio (senza restrizioni in termini di tempo).

Restano aperti:

  • supermercati
  • rivendite di beni alimentari e prima necessità
  • farmacie e parafarmacie
  • edicole
  • tabaccherie
  • lavanderie
  • parrucchieri
  • barbieri

Le deroghe del Decreto Natale

Veniamo ora alle deroghe previste per le giornate in cui sarà in vigore la zona rossa generalizzata:

  • Dalle 5:00 alle 22:00 è consentita la visita ad amici o parenti per un massimo di 2 persone.
  • I figli minori di 14 anni, le persone con disabilità e conviventi non autosufficienti sono esclusi dal conteggio del numero di persone che è consentito ricevere in casa (ad esempio se si organizza il pranzo di Natale con i nonni, potranno esserci 2 adulti e i loro bambini minori di 14 anni).
  • Possibile svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione (parliamo di semplici passeggiate).
  • L’attività sportiva all’aperto è consentita solo in forma individuale.

Decreto Natale: le regole su spostamenti e attività durante le Feste Click To Tweet

Decreto Natale: i giorni arancioni

Se dal 21 al 23 dicembre il Paese si ritroverà per brevissimo tempo in zona gialla, nelle giornate del 28, 29 e 30 dicembre 2020 e ancora il 4 gennaio 2021, il Paese sarà tutto in zona arancione. Per chiarirci la zona arancione riguarda i giorni lavorativi che si trovano tra Natale e l’Epifania.

Nei giorni elencati sono consentiti gli spostamenti:

  • all’interno del proprio Comune;
  • dai piccoli Comuni (fino a 5mila abitanti) in un raggio di 30km senza poter andare nei Comuni capoluoghi di Provincia.

Nelle giornate arancioni restano chiusi bar e ristoranti, per i quali sono consentiti l’asporto (fino alle 22:00) e consegne a domicilio (senza restrizioni in termini di tempo).

Restano invece aperti i negozi fino alle ore 21:00.

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Luko raccoglie €50 milioni: come funziona l’insurtech che punta sull’etica

Avvicinare il mondo assicurativo a quello dell’impegno sociale: è questa l’idea vincente messa in pratica dalla startup parigina Luko, che punta a digitalizzare il mondo delle assicurazioni per la casa.

Pochi giorni fa Luko ha raccolto €50 milioni in un round di investimenti di Serie B chiuso in appena due settimane e guidato da EQT Ventures, a cui hanno partecipato anche Assaf Wand, Ceo e co-founder dell’unicorno Hippo Insurance, e il Ceo di Zalando Robert Gentz.

Un risultato estremamente positivo se consideriamo che nel round di Serie A, conclusosi a novembre 2019, la startup aveva raccolto €20 milioni.

L’innovazione nel mondo delle polizze casa

Fondata a Parigi nel 2018, Luko sfrutta la tecnologia per rivoluzionare il settore delle assicurazioni pensate per proprietari o affittuari di immobili residenziali. Per sottoscrivere le polizze, in particolare, l’insurtech ha attivato partnership con colossi come Munich Re e Swiss Re.

Le polizze di Luko possono essere attivate online in pochi minuti e si adattano alle necessità individuali degli utenti tramite diverse funzioni personalizzabili: accedendo alla piattaforma digitale è infatti possibile aggiungere un beneficiario, modificare i servizi o scaricare moduli e certificazioni in ogni momento.

Grazie all’intelligenza artificiale e alla tecnologia sviluppata, la compagnia è inoltre in grado di accorciare i tempi normalmente necessari per pagare le compensazioni e rispondere alle richieste degli utenti, rendendo il processo fino a due volte più rapido.

In più, Luko offre anche un servizio di riparazioni grazie al quale, in seguito a un problema nella propria abitazione, gli utenti possono contattare immediatamente un professionista che aiuti a riparare i danni subìti.

La startup – che al momento conta più di 100 mila utenti – sta anche lavorando a una serie di sensori e altri dispositivi fisici volti a proteggere le abitazioni dei clienti dal rischio di allagamento, incendio o furto, e ha intenzione di iniziare a distribuirli a partire dal prossimo anno.

Il programma Giveback

Il concept portante di Luko è però il suo programma Giveback. Sul totale dei premi incassati ogni anno, Luko utilizza il 30% per finanziare i costi operativi della compagnia e il restante 70% per pagare le compensazioni dei clienti. Se alla fine dell’anno rimangono fondi non utilizzati, questi verranno donati a organizzazioni di beneficenza scelte direttamente dagli utenti.

Nel 2020, ad esempio, Luko ha donato €4.000 a Terre & Humanisme e Emmaüs Défi, associazioni impegnate rispettivamente nel sostegno all’agricoltura ecosostenibile e ad aiutare i meno fortunati attraverso il riciclo di oggetti usati. La compagnia ha anche deciso di donare ulteriori €4.000 all’operazione “Tutti uniti contro il virus”, per aiutare gli ospedali e i centri di ricerca nella lotta contro la pandemia di Covid-19.

“Per noi, il programma Giveback è l’occasione per provare che un modello trasparente può funzionare anche nel nostro settore, il quale viene spesso criticato per l’opacità dei benefici che genera” ha detto il Ceo Raphaël Vullierme. “Fin dalla nostra fondazione vogliamo dimostrare che un altro modo di fare assicurazioni è possibile, e che questo può anche avere un impatto sociale positivo. Invitiamo i nostri colleghi a fare lo stesso”.

I programmi per il futuro

Nel prossimo futuro Luko punta a esportare i propri servizi al di fuori della Francia. Una prima fase di espansione a livello europeo era già prevista per il 2020, ma la pandemia di coronavirus ha costretto l’insurtech a posticipare tutto al prossimo anno.

Ora, i €50 milioni appena raccolti daranno un’ulteriore spinta ai progetti dell’azienda, che sul suo blog spiega: “Vogliamo offrire nuovi prodotti e servizi, sviluppare la nostra offerta per la cura della casa, e spostarci in un altro Paesi europeo”.

Altri elementi fondamentali per i prossimi passi della startup saranno il lancio dei sensori per la casa e l’ampliamento del team, attualmente composto da 85 persone.

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