Abolito il Superticket dal 1 settembre 2020: cos’è e come funziona

Secondo i dati Agena, ogni anno 30 milioni di italiani eseguono accertamenti medici, di cui 15 milioni devono pagare il superticket perché non rientrano nei requisiti per l’esenzione imposti dalla Regione di residenza.

Ora, il governo ha deciso di abolirlo e ha stanziato 550 milioni di euro all’anno (185 milioni per il 2020). Tutte le regioni riceveranno, nel fondo sanitario nazionale, i soldi necessari a rimpiazzare gli introiti della tassa. Il denaro è assegnato con la suddivisione già prevista nella quota d’accesso al fondo, calcolata in base alla popolazione e all’età. Così, ad esempio, la Lombardia riceverà 92 milioni, il Lazio 53, la Campania 51, il Veneto 45 e il Piemonte 41.

Come funziona l’abolizione del superticket?
Il provvedimento entrerà in funzione per tutte le prestazioni ambulatoriali senza bisogno di una specifica richiesta da parte del cittadino, semplicemente non si paga più.superticket cos'è come funziona

Cos’è il Superticket santario?

Il superticket sanitario è una tassa pari a 10 euro che i contribuenti devono pagare alle regioni al fine di effettuare visite specialistiche ed esami di laboratorio.

Il superticket è stato introdotto per portare maggiori entrate alle regioni, ognuna delle quali però lo ha applicato in modalità differente, creando di conseguenza una iniquità di trattamento per il paziente in base alla regione di appartenenza. Inoltre, molti accusano il superticket di allontanare i cittadini dalla sanità pubblica, rendendo molto più convenienti le tariffe delle strutture private. Ad esempio, l’esame delle urine presso la sanità pubblica ha un costo di 16,17 euro mentre con un laboratorio privato circa 2,70 euro. Lo stesso vale per l’esame dell’emocromo: 20,89 euro presso la sanità pubblica e 9,89 euro presso un ente privato.

Superticket sanitario: dove si paga?

Il superticket non viene pagato dagli esenti, cioè coloro che hanno determinate patologie importanti oppure hanno meno di 6 o più di 65 anni e vivono in famiglie dove il reddito annuo è inferiore a 36.151,98 euro. Ogni regione lo ha applicato in modo differente, vediamo l’attuale situazione prima dell’abolizione definitiva.

In quale Regione si paga il superticket?

Nelle seguenti regioni il superticket di 10 euro viene attualmente pagato da tutti coloro che fanno richiesta di esami e visite specialistiche: Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Ciascuna Regione prevede delle esenzioni per determinate categorie di cittadini.

In quale Regione non si paga il superticket?

Le seguenti Regioni non applicano il superticket alla prestazioni sanitarie: Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio e Sardegna.

In quale Regione si paga il superticket in base al reddito?

Il pagamento del superticket in base al reddito è previsto in: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche.

Dal 1 settembre il superticket sarà abolito da ogni regione, creando una situazione uniforme per tutti i cittadini, a prescindere dall’Isee. Resta, invece, per chi non è esonerato, il normale ticket, variabile a seconda delle prestazioni sanitarie e pari a 30-35 euro. La compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti – inclusa quella per farmaci, pronto soccorso o impegnative per visite ed esami medici – porta nelle casse pubbliche ogni anno circa 3 miliardi di euro.

Novità Ddl Sanità 2020

Nella bozza del Ddl Sanità 2020 resa nota all’Ansa, il costo dei ticket sanitari per le prestazioni specialistiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio, sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del reddito familiare equivalente, cioè il reddito prodotto dal nucleo familiare in rapporto alla numero dei componenti del nucleo familiare.

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