Ansia e depressione, a rischio i ragazzi che usano troppo i social media

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Uno studio condotto da ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (USA) e pubblicato sulla rivista scientifica Jama Psychiatry, mette in guardia dal rischio di sviluppo di ansia e depressione, negli adolescenti che trascorrono troppo tempo sui social media. Non è la prima ricerca in merito che arriva alle medesime conclusioni.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi ad un campione rappresentativo di quasi 7mila adolescenti statunitensi di età compresa tra 13 e 17 anni (nel periodo tra il 2013 e il 2016). L’obiettivo era indagare la probabilità di sviluppare problemi di salute mentale derivanti dall’uso eccessivo di social media (Facebook, Instagram, Twitter ecc.).

I ragazzi nel corso della ricerca hanno fornito le seguenti informazioni:

  • tempo trascorso quotidianamente sui social media;
  • condizioni psicofisiche.

Utilizzo eccessivo di social media: ragazzi a rischio di ansia e depressione

I ricercatori hanno tenuto conto anche dell’eventuale uso di droghe e alcol da parte dei soggetti studiati, e sono giunti alla conclusione che la soglia di allerta va fissata a tre ore al giorno. Superato questo intervallo di tempo, il rischio di sviluppare ansia, depressione e senso di solitudine aumenta notevolmente rispetto a quello dei ragazzi che usano poco o per nulla i social media.

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Venendo ai numeri, ecco i principali risultati della ricerca:

  • circa il 17% degli adolescenti ha dichiarato di non utilizzare affatto i social media;
  • il 32% dei ragazzi ha dichiarato di aver trascorso sui social meno di 30 minuti al giorno;
  • il 31% racconta di aver trascorso sui social da 30 minuti a tre ore al giorno;
  • il 12% ha dichiarato di essere stati sui social dalle tre alle sei ore al giorno;
  • l’8% ha dichiarato di aver superato le sei ore al giorno;
  • il 9% dei partecipanti ha riferito di aver sofferto solo di problemi “interiorizzanti” (come allontanarsi dalla vita sociale, trattenere i sentimenti o avere difficoltà ad affrontare fasi di ansia o depressione);
  • il 14% ha riferito di avere riscontrato solo problemi “esteriorizzanti” (come aggressività, capacità di fingere o disobbedienza ai genitori);
  • il 18% ha riferito di avere problemi di entrambi le categorie di problemi su citate;
  • il 59% ha riscontrato pochi o nessun problema.

Kira Riehm, studente di dottorato presso il Dipartimento di salute mentale della Bloomberg School, commenta fornendo alcune possibili soluzioni al problema:

Bisogna stabilire limiti ragionevoli, migliorare la progettazione delle piattaforme dei social media e focalizzare gli interventi sull’alfabetizzazione mediatica: questi sono tutti modi in cui possiamo potenzialmente trovare il giusto equilibrio per gli adolescenti

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