Assegni familiari 2020: calcolo, tabella INPS, requisiti, arretrati e novità

assegni familiari

Gli assegni familiari 2020, o più correttamente chiamati assegni per il nucleo familiare (ANF), rappresentano un’integrazione del reddito del nucleo familiare corrisposta a determinate categorie di lavoratori che presentano una situazione economica al di sotto di limiti prestabiliti.

Gli assegni familiari, quindi, non sono un aiuto per tutti, ma riguardano:

  • alcune tipologie di lavoratori;
  • soggetti con un livello reddituale medio-basso.

Cosa sono gli assegni familiari 2020?

In attesa dell’assegno universale previsto dal Family Act, vediamo come funziona l’attuale assegno per il nucleo familiare INPS. Costituisce un sostegno per le famiglie dei lavoratori dipendenti (anche part-time) e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla legge. Il nucleo familiare è composto da:

  • richiedente;
  • coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) indipendentemente dalla sua situazione reddituale;
  • figli o soggetti ad essi equiparati (ad esempio figli nati da un precedente matrimonio, nipoti minorenni a carico del nonno, minori regolarmente affidati ecc.);
  • fratelli, sorelle, nipoti nel caso in cui siano minori o maggiorenni inabili, orfani di entrambi i genitori, non coniugati e che non abbiano diritto alla pensione per i superstiti.

Il reddito familiare cui si fa riferimento per la determinazione dell’importo dell’assegno, corrisponde alla somma di:

  • reddito di chi richiede l’assegno;
  • reddito di tutti gli individui facenti parte del nucleo familiare.

Il reddito di riferimento deve essere prodotto nell’anno solare precedente, e l’importo dell’assegno decorre dal 1° luglio di ogni anno e ha valore fino al 30 giugno dell’anno seguente.

In sostanza gli assegni erogati dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021, fanno riferimento al reddito familiare del 2019.

Assegni familiari e genitori conviventi

Nel caso di due genitori conviventi, e dunque non sposati, la circolare INPS n. 48/1992 chiarisce che è possibile richiedere gli assegni, ma il convivente non viene considerato tra i componenti del nucleo familiare. Inoltre i suo reddito non fa cumulo rispetto al reddito del genitore richiedente. In sostanza il genitore richiedente, risulta genitore single con figli.

Non va considerato il nucleo familiare anagrafico (quello risultante dallo stato di famiglia), ma unicamente il nucleo fiscale (i familiari indicati in dichiarazione dei redditi). In sostanza i componenti del nucleo familiare possono anche non essere conviventi.

I lavoratori autonomi hanno diritto agli assegni familiari?

Un’altra condizione per il diritto è che almeno il 70% del reddito complessivo sia costituito da un lavoro dipendente o da una pensione liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti. Dunque i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS hanno diritto all’assegno familiare purché nel nucleo il reddito da lavoro dipendente sia uguale o maggiore al 70% del totale.

Come funziona il pagamento degli assegni familiari?

Gli assegni familiari 2020 vengono pagati:

  • dal datore di lavoro, per conto dell’INPS, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione;
  • direttamente dall’INPS nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, lavoratore iscritto alla gestione separata ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Le somme corrisposte variano di anno in anno in base al reddito familiare e alle tabelle che annualmente aggiornano gli importi della prestazione in considerazione anche della rivalutazione ISTAT. Le tabelle sono strutturate in modo da prendere in considerazione:

  • totale del reddito di riferimento;
  • numero dei componenti della famiglia;
  • presenza o meno di disabili;
  • composizione del nucleo familiare (ad esempio famiglia con entrambi i genitori, con genitore single, senza genitori).

Assegni familiari: le tabelle INPS 2020/2021

Come detto, gli importi degli assegni nucleo familiare variano ogni anno. L’INPS, con la circolare n. 60 del 21 maggio 2020, ha reso note le nuove tabelle dei livelli reddituali con i rispettivi importi validi per il periodo che va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021.

L’assegno base è pari a 137,50 euro al mese per redditi fino a 14.775,06 euro, ma per conoscere il valore corretto dell’assegno che ti spetta sulla base del tuo reddito e della composizione della tua famiglia scarica le tabelle INPS, che sono 13.

Ad esempio abbiamo:

  • Tabella 11, nuclei con entrambi un genitore e almeno un figlio minore senza componenti disabili;
  • Tabella 12, nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore senza componenti disabili;
  • Tabella 13, nuclei senza genitori composti solo da minori e senza componenti disabili;
  • Tabella 14, nuclei con entrambi i genitori almeno un figlio minore e almeno un componente disabile oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne disabile.

Le tabelle, come si può notare, contemplano molteplici casistiche in modo da prendere in considerazione tutte le possibili combinazioni presenti in una famiglia. Consultandole puoi individuare l’importo corretto che ti spetta.

Come fare domanda per gli assegni familiari?

La domanda va presentata ogni anno:

  • al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente;
  • all’INPS nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario (la domanda può essere inoltrata via web, contact center o patronati).

È fondamentale sapere che qualsiasi variazione intervenga nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare (ad esempio la nascita di un figlio), durante il periodo di richiesta dell’assegno, deve essere comunicata entro 30 giorni al datore di lavoro o all’INPS.

Come si recuperano gli assegni arretrati?

Più volte i nostri lettori ci hanno chiesto chiarimenti in merito agli arretrati: può capitare infatti di accorgersi di aver diritto agli assegni familiari in ritardo rispetto alle consuete scadenze per l’adempimento.

Innanzitutto bisogna sapere che gli arretrati hanno una prescrizione quinquennale, e cioè possono essere richiesti entro 5 anni dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si matura il diritto all’assegno. Quindi se maturi il diritto all’assegno nel marzo 2017, hai diritto a fare domanda per gli arretrati fino al 31 marzo 2022.

Gli arretrati, così come gli assegni, vanno chiesti direttamente al datore di lavoro presso cui si prestava la propria opera al momento della maturazione del diritto, anche in caso di successivo licenziamento.

Soltanto in seconda battuta possono essere richiesti all’INPS, nel caso di impossibilità accertata di poter pagare da parte dell’azienda in cui si lavora o si lavorava.

Le domande dei lettori

Fino a quando mi spettano gli assegni familiari per i miei figli?
Ecco quali sono i limiti di età per gli assegni familiari:

  • figli o equiparati anche se non conviventi di età inferiore a 18 anni;
  • apprendisti o studenti di scuola media inferiore (fino a 21 anni, ma soltanto in nuclei familiari con 4 o più figli);
  • universitari (fino a 26 anni e nel limite del corso legale di laurea, ma soltanto in nuclei familiari con 4 o più figli);
  • inabili al lavoro (senza limiti di età)

Il nucleo familiare da considerare per gli assegni è quello anagrafico o quello fiscale?
Ai fini degli assegni familiari non va considerato il nucleo familiare anagrafico (quello risultante dallo stato di famiglia) ma unicamente il nucleo fiscale, i familiari indicati in dichiarazione dei redditi insomma.

Sono un ex lavoratore autonomo e ho appena iniziato a lavorare come dipendente, mi spettano gli assegni familiari? Certo, la nuova condizione lavorativa garantisce la possibilità di richiedere gli assegni.

Sono disoccupato, ho diritto agli assegni familiari?
Nel caso dei disoccupati non vi è diritto all’assegno per il nucleo familiare ma esistono in alcuni comuni dei fondi per assegni di sostegno al reddito. È opportuno informarsi presso il proprio Comune di residenza.

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