L’assicurazione del futuro è collaborativa: l’insurtech come fattore abilitante

La trasformazione digitale del settore insurance è uno sforzo collaborativo, e sempre più attori se ne stanno rendendo conto. Oggi il paradigma dell’innovazione per il settore assicurativo è cambiato: se fino a qualche anno fa sembrava fondamentale dotarsi di una struttura specifica per l’innovazione, e, al tempo stesso, le partnership con altri player non fossero fondamentali, oggi emerge al contrario una netta preferenza per un modello di innovazione diffusa, in cui il 50% degli intervistati non ha nominato un responsabile dell’innovazione e il 96% afferma di aver avviato collaborazioni con diverse categorie di player, prima tra tutti con enti accademici e Insurtech.

È quanto emerge dalla ricerca L’assicurazione del futuro e i modelli abilitanti condotta da EY e IIA – Italian Insurtech Association – in collaborazione con REVO, unico operatore insurtech italiano dedicato al business delle specialty lines e dei rischi parametrici per le PMI – volta a identificare l’impatto dell’innovazione sul modello organizzativo delle assicurazioni.

“Stiamo finalmente assistendo ad una sempre maggior volontà di collaborazione, più che di competizione, tra gli attori del mondo assicurativo e l’Insurtech, una collaborazione che noi in quanto associazione promuoviamo ormai da tempo” spiega Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA – Italian Insurtech Association. “ La necessità per il settore di acquisire competenze digitali è ad oggi l’unica strada per far sì che l’industria assicurativa non perda di competitività. L’insurtech non deve essere visto come una minaccia, esattamente come non lo è la tecnologia. Quest’ultimi, infatti, devono essere percepiti come facilitatori, strumenti in grado di velocizzare processi e aiutare l’industria ad andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori. La vera minaccia arriva dai Big Tech, come Tesla e Amazon, che stanno entrando nell’industria assicurativa e potrebbero spostare gli equilibri entro pochissimo tempo.”

Come è stata svolta la ricerca

La ricerca consiste in oltre due mesi di analisi di mercato dedicate analizzando il punto di vista di oltre 30 operatori. Pensata per fornire una visione di medio e lungo periodo sui trend che dominano il mondo assicurativo, offre una visione a 360° che tocca gli aspetti organizzativi, strutturali e strategici dei principali operatori di settore, con un approccio cross-industry che include compagnie assicurative, Insurtech, riassicuratori, intermediari e bancassurance.

Innovazione nell’insurance: il CEO al centro, essenziali le partnership

Relativamente ai modelli di gestione dell’innovazione nelle compagnie assicurative, che l’azienda decida di creare una funzione ad hoc per l’innovazione o meno, è di fondamentale importanza che sia il CEO stesso ad incentivare e promuovere una cultura dell’innovazione che si rifletta in maniera trasversale e a tutti i livelli nella strategia aziendale.

Chi pensa dovrebbe esser il principale sponsor dell’innovazione in azienda?

 

Il 79% degli intervistati ritiene inoltre che un approccio davvero efficace per favorire la crescita e l’innovazione non possa prescindere dalle partnership, in un’ottica di open innovation e collaborazione nella definizione di nuovi prodotti e servizi. In un mondo che cambia rapidamente, le compagnie non possono basarsi soltanto su logiche “Build” (sviluppo interno) e “Buy” (crescita per acquisizioni), ma devono individuare la giusta combinazione tra rischio ed economicità

Quali di questi approcci ritiene essere più efficace per favorire la crescita e l’innovazione?

A conferma dell’importanza attribuita alle partnership nell’attuale scenario competitivo, il 96% degli intervistati afferma di aver avviato collaborazioni con diverse categorie di player, prima tra tutti con enti accademici e insurtech. In particolare, il 45% del campione ha avviato collaborazioni con tech company, il 66% con enti accademici, il 59% con Insurtech e il 34% con acceleratori o incubatori. Le insurtech, inoltre, sono percepite dall’80% degli intervistati come un’opportunità per abilitare nuovi prodotti, nuovi processi e migliorarne l’efficienza.

Come viene percepito all’interno dell’azienda il ruolo che le InsurTech stanno assumendo sul mercato?

Cresce la consapevolezza dell’importanza delle competenze

Tra gli aspetti fondamentali per incentivare l’innovazione nel settore assicurativo, inoltre, i 2/3 degli intervistati citano le iniziative di up/reskilling. Infatti, l’86% del campione rileva un gap di competenze tecniche digitali all’interno della propria azienda e l’83% (+30% rispetto all’anno precedente) ha già avviato percorsi di formazione specifica su temi di innovazione e trasformazione digitale per i propri dipendenti.

I trend: sostenibilità, cybersecurity e open insurance nella top 3

“Dall’analisi dei principali trend che dominano il settore assicurativo, emerge come il tema della sostenibilità sia sempre più in cima alle agende di tutti gli operatori di mercato” nota Francesco Pisapia, Insurance Consulting leader di EY in Italia. “La crescente attenzione verso l’impatto ambientale del proprio operato, mossa anche dalle sempre più consistenti spinte regolamentari, ha portato la maggior parte dei player a compiere importanti passi avanti verso modelli di business sostenibili. Accanto al tema “Sustainability & ESG” (66%) spicca anche quello Cyber security (59%): alla luce dell’attuale scenario geopolitico ci si aspetta un interesse e una domanda crescente per servizi di mitigazione del rischio informatico, che, data la gravità e la frequenza delle violazioni, non tutti gli operatori sono disposti ad affrontare. Al tempo stesso tendenze come l’adesione ad ecosistemi di Open Insurance (59%) e la realizzazione di una Data Driven strategy (55%) attraverso l’uso dell’Artificial Intelligence e del Machine Learning per l’analisi predittiva acquistano sempre maggior rilevanza agli occhi degli intervistati”.

Cala invece l’interesse per la Behavioural Insurance, per cui il mercato italiano si conferma ancora prematuro, la Connected Insurence tramite tecnologie IoT, con dispositivi troppo costosi e poco fluidi nell’interoperabilità dei dati, e l’On-Demand, che rischia di creare un processo di anti-selezione attraendo clienti che si rivelano più soggetti a comportamenti rischiosi.

L’articolo L’assicurazione del futuro è collaborativa: l’insurtech come fattore abilitante proviene da InsuranceUp.


Bonus mobilità 2022: come ottenerlo

Il credito d’imposta previsto per chi ha sostenuto spese per mezzi e servizi di mobilità a zero emissioni, rottamando un vecchio veicolo. C’è tempo fino al 13 maggio.


Entro il 13 maggio è possibile richiedere il bonus mobilità 2022 previsto nel Decreto Rilancio, l’incentivo di 750,00 euro che premia chi ha scelto la mobilità green. Possono usufruirne tutti coloro che hanno acquistato biciclette, sia nuove che usate, monopattini elettrici e abbonamenti ai servizi di mobilità sostenibile, tra agosto e dicembre 2020 e hanno rottamato un veicolo inquinante. Vediamo i requisiti necessari per richiedere il bonus, e la modalità di fruizione.


Detrazione fiscale che favorisce la sostenibilità ambientale e i mezzi non inquinanti

Tempistiche e giorni di scadenza al termine per richiedere l’agevolazione

Cos’è il bonus mobilità?

Il bonus mobilità è un’agevolazione che favorisce la mobilità sostenibile e la riduzione dell’inquinamento; nello specifico si può richiedere per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette a pedalata assistita o tradizionali, sia nuove che usate, handbike, abbonamenti al trasporto con mezzi pubblici, servizi di mobilità elettrica in condivisione (car sharing mobility) per ridurre le emissioni di Co2 delle automobili e l’inquinamento atmosferico, attraverso incentivi dedicati.

Non si tratta di una richiesta di rimborso da richiedere presso i rivenditori, ma di una domanda da presentare per un credito di imposta di un importo massimo di 750,00 euro, da utilizzare esclusivamente nella dichiarazione dei redditi, in diminuzione delle imposte dovute, e utilizzabile non oltre il periodo d’imposta 2022.

Si applica solamente alle spese effettuate nel periodo che va dal primo agosto, al 31 dicembre 2020, e il bonus non potrà essere utilizzato per nuovi acquisti.

Una misura che contiene un messaggio molto chiaro: se il tuo mezzo di trasporto inquina, è ora di cambiarlo; puoi ottenere uno sconto messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente.

Come richiedere il bonus

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente nella dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute, e può essere fruito non oltre il periodo d’imposta 2022. Il diritto all’agevolazione spetta alle persone fisiche, entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’istanza sarà resa nota la percentuale di credito d’imposta spettante a ciascun richiedente.

Il Governo ha fissato un tetto di 5 milioni di euro, per poter accedere all’agevolazione bisogna aver consegnato per la rottamazione un veicolo di categoria M1. Allo stesso tempo, bisogna aver acquistato un veicolo, anche usato, con emissioni di Co2 comprese tra 0 e 110 g/km.

Per ottenere il bonus mobilità entro i limiti della misura massima, occorrerà comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro il 13 maggio 2022, l’ammontare delle spese sostenute e il credito d’imposta richiesto. Il modello dovrà essere trasmesso tramite la piattaforma dedicata nell’area riservata del sito web dell’Agenza delle Entrate (l’autenticazione può essere effettuata con SPID, CIE, CNS e credenziali).

La richiesta può essere inviata esclusivamente utilizzando i canali telematici direttamente dal contribuente, oppure avvalendosi di un intermediario autorizzato. A seguito della presentazione della domanda, è rilasciata entro 5 giorni una ricevuta che ne attesta la presa in carico, o l’eventuale rifiuto con le relative motivazioni.

Essendoci un tetto ai fondi stanziati di 5 milioni, l’ammontare del credito d’imposta spettante ai singoli richiedenti dipenderà dal numero di richieste.

Ai fini del rispetto del limite complessivo di spesa pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020, con provvedimento definito dall’Agenzia delle Entrate da pubblicare entro 10 giorni dalla scadenza del termine della domanda da presentare, è comunicata la percentuale del credito d’imposta spettante a ciascun soggetto.

Se le richieste non supereranno il limite di spesa dei 5 milioni, sarà riconosciuto il 100% ai beneficiari del bonus.

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Bollettini per il rinnovo della patente: documenti e compilazione

La pratica di rinnovo della patente di guida prevede delle proroghe e nuove modalità di pagamento.

Lo stato di emergenza legato alla pandemica è terminato il 31 marzo 2022, tuttavia sono state previste alcune novità per la scadenza della patente. Vediamo le ultime proroghe per il rinnovo della validità della patente nel 2022 e tutte le novità su costi, scadenze e soprattutto le modalità di pagamenti dei bollettini.


Le scadenze sono aggiornate, si può continuare a circolare fino al 29 giugno

Altri 90 giorni di validità per gli attestati in scadenza. Prorogate anche le revisioni tecniche  

Novità anche per le CQC e CAP, ma per la guida nei Paesi UE/SEE è terminata la proroga

Dal 31 marzo 2022 non è più possibile pagare i costi fissi con i classici bollettini postali

La proroga per il rinnovo della patente 2022

L’uscita dalla fase sanitaria emergenziale è avvenuta ufficialmente il 31 marzo 2022. La proroga ai primi mesi del 2022 ha richiesto l’aggiornamento di alcune scadenze tecniche, concedendo di fatto più tempo per il rinnovo delle patenti di guida e delle abilitazioni professionali CQC.

Il rinnovo della patente 2022 per i documenti scaduti dal 31 gennaio 2020 al 31 marzo 2022, può essere fatto entro il 29 giugno 2022. Automobilisti e motociclisti possono continuare a circolare fino a questa data, con la patente scaduta.

Proroghe per foglio rosa

Anche il foglio rosa, obbligatorio per circolare come prevede il Codice della Strada, è oggetto di una proroga di 90 giorni, valida per gli attestati in scadenza dal 31 gennaio 2020 al 31 marzo 2022. In questo caso, il foglio rosa rimane valido fino al 29 giugno 2022, quindi entro questa data è possibile continuare a esercitarsi alla guida, e prenotare l’esame pratico per ottenere la patente.

Questa proroga interessa anche le revisioni tecniche dell’abilitazione di guida. Lo stesso vale per l’esame di teoria. Chi ha presentato la richiesta per sostenere l’esame per la patente dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2022, può sottoporsi alla prova entro un periodo di 12 mesi, a partire dalla data di presentazione della domanda di rinnovo.

La proroga per le patenti professionali

Le abilitazioni di guida professionali, in particolare la CQC (carta di qualificazione del conducente) e la CAP (certificato di abilitazione professionale), sono state oggetto di una proroga. Con i documenti scaduti dal 31 gennaio 2020 al 31 marzo 2022 è possibile circolare in Italia fino al 29 giugno 2022.

Per la guida nei Paesi UE/SEE, invece, è terminata la proroga per le patenti professionali scadute tra il 1° febbraio 2020 e il 31 agosto 2020. Rimane in vigore la proroga per le abilitazioni CQC scadute dal 1° settembre 2020 al 30 giugno 2021, per le quali è stata applicata una proroga di 10 mesi rispetto alla data di scadenza originale.

Versamento dei bollettini postali

I bollettini per il rinnovo della patente sono fondamentali per poter effettuare la visita presso la ASL competente, così da poter confermare che i pagamenti richiesti siano stati effettuati.

Il modulo cartaceo del bollettino postale 9001 da stampare è quello del Dipartimento dei Trasporti Terrestri, mentre quello relativo al conto corrente 4028 è della Motorizzazione Civile.

Dal 31 marzo 2022 non è più possibile pagare i costi fissi per il rinnovo della patente con i classici bollettini postali, ma è necessario versare gli importi attraverso la piattaforma pagoPA. Si tratta di un nuovo servizio di pagamento da effettuare attraverso il sistema telematico per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione.

I bollettini pagoPA si possono pagare in sicurezza attraverso il Portale dell’Automobilista, oppure tramite l’app mobile per smartphone e tablet iPatente. Il pagamento può avvenire anche attraverso servizi di ePayment, online banking e l’app IO, altrimenti è possibile stampare il bollettino pagoPA e pagarlo presso un ufficio postale o una ricevitoria, dove si potrà trovare assistenza per il pagamento.

I bollettini sono:

  • bollettino PagoPA per la tariffa 2S – Rinnovo Patente (esclusa Regione Sicilia) / Duplicato della Patente con contestuale rinnovo per un importo totale di 26,20 euro.
  • bollettino PagoPA per la tariffa 2T – Rinnovo Patente (solo Regione Sicilia) / Duplicato Patente con contestuale rinnovo (tariffe Regione Sicilia).

Con la nuova procedura, per pagare gli importi previsti per le pratiche di motorizzazione tramite il sistema PagoPA, compreso il rinnovo patente per poter guidare il vostro veicolo, è necessario accedere all’area riservata del Portale dell’automobilista tramite SPID o CIE, e fare attenzione ai campi da compilare per la registrazione.

Una volta entrati nell’area dedicata, bisogna selezionare le voci di menù “Accesso ai servizi” e poi “Pagamento pratiche online PagoPA”, scegliendo la tariffa 2S o 2T (per i residenti in Sicilia).

Il pagamento dei bollettini PagoPA si può effettuare direttamente attraverso il Portale dell’Automobilista con carta di credito o con altri strumenti accettati.

In alternativa si può scegliere di stampare l’avviso di pagamento ed eseguire il versamento presso gli uffici postali, gli esercenti convenzionati pagoPA (bar, edicole, farmacie, ricevitorie, supermercati e tabaccherie che espongono il logo), i punti di posta privata e gli sportelli bancari. I bollettini PagoPA si possono pagare anche tramite home-banking, sull’app Io e su altre app di pagamenti.

Dopo il versamento occorre sempre stampare la ricevuta di pagamento che deve essere presentata all’ufficio della Motorizzazione civile, per verificare la validità di tutti i requisiti, insieme agli altri documenti previsti dalla pratica di rinnovo patente.

Il costo del rinnovo della patente 2022 alla Motorizzazione Civile è di circa 80-130 euro, dei quali 16 euro per l’imposta di bollo, 10,20 euro per i diritti della Motorizzazione Civile, 6,80 euro per la spedizione della patente, 40-90 euro per la visita medica obbligatoria.

La patente può essere rinnovata presso gli uffici della Motorizzazione Civile, oppure nell’ASL di riferimento. In alternativa, chi sceglie di rinnovare il documento presso una scuola guida, una sede ACI o lo sportello un’agenzia di pratiche auto, può delegare tutti gli adempimenti, compreso il pagamento dei bollettini pagoPA.

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Revisione auto e proroga: tutte le novità del 2022

La manutenzione è obbligatoria per viaggiare in sicurezza con mezzi efficienti, ma la pandemia ha modificato le scadenze.

La revisione auto è una delle scadenze più importanti per gli automobilisti ed è l’unico controllo che certifica, in modo ufficiale, i requisiti di sicurezza ed efficienza necessari per poter circolare senza rischi: vediamo perché è così importante circolare con un’automobile revisionata.


L’ultima proroga è scaduta il 30 aprile 2022

Il primo controllo deve essere realizzato dopo 4 anni, ma dipende dal peso del veicolo

Per i trasgressori multe fino a 7mila euro, più il fermo amministrativo del veicolo

Un documento per opporsi alle truffe sul chilometraggio

Revisione auto: le scadenze

A seguito dell’emergenza sanitaria, il governo italiano ha recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 prorogando di 10 mesi le varie scadenze della revisione di automobili, autobus, autocarri, trattori stradali e rimorchi e semirimorchi dal peso superiore a 3,5 tonnellate, e del relativo certificato. Il 30 aprile 2022 però è scaduta anche l’ultima proroga per coloro che dovevano effettuare la revisione dal 1° giugno 2021 al 30 giugno 2021. Perciò se ancora non lo avete fatto, mettete in sicurezza il vostro veicolo e evitate sanzioni.

Quando fare la revisione

La revisione dell’auto è obbligatoria e va fatta presso officine meccaniche autorizzate, in cui vengono eseguiti una serie di accertamenti sulla sicurezza del mezzo. Il controllo iniziale deve essere realizzato dopo 4 anni dalla data di immatricolazione della vettura, dopodiché è necessario sottoporre l’auto alla verifica ogni 2 anni.

La prima revisione dell’auto nuova va fatta entro l’ultimo giorno utile del mese del quarto anno, ma non tutti i veicoli sono soggetti alla stessa periodicità: la revisione iniziale dopo 4 anni con rinnovo ogni 48 mesi si applica agli autoveicoli con stazza fino a 35 quintali, compresi i mezzi adibiti al trasporto di cose e merci, ad uso speciale e gli autocaravan. Vi rientrano anche i ciclomotori e i motocicli immatricolati dopo il 2003.

Altri veicoli invece devono sottoporsi alla prima revisione, e a quelle successive, ogni anno, ossia gli autoveicoli con massa superiore i 35 quintali, i taxi, le autoambulanze, le vetture atipiche e le auto a noleggio con conducente (NCC).

I controlli riguardano in particolar modo alcune parti della vettura:

  • il sistema frenante;
  • la fluidità dello sterzo;
  • l’efficienza dell’impianto elettrico;
  • l’usura di pneumatici e sospensioni;
  • la rumorosità e le emissioni che fuoriescono dallo scarico;
  • la visibilità assicurata da vetri, specchietti e lavavetri;
  • lo stato del telaio e della carrozzeria;
  • il corretto funzionamento degli equipaggiamenti omologati, come ad esempio le cinture di sicurezza.

Le sanzioni per chi non è in regola

Circolare con un veicolo non revisionato, oltre ad essere pericoloso, comporta anche delle sanzioni onerose: l’articolo 80 del Codice della Strada stabilisce, infatti, che chiunque circoli con un veicolo che non abbia sostenuto o superato la prescritta verifica di legge è sottoposto a una sanzione amministrativa che va da 169,00 fino a 680,00 euro. Una multa che può raddoppiare in caso di revisione omessa per più di una volta. In tali casi, l’organo accertatore annota sul documento di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione.

Nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell’esito della revisione, la cifra da pagare diventa altissima e verrà addebitato il pagamento di una somma compresa tra i 1.959,00 e i 7.837,00 euro.

Ma non è tutto, infatti ne consegue il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni, e in caso di reiterazione si applica l’ulteriore sanzione accessoria della confisca.

Se invece ci si rende responsabili della presentazione di una revisione falsificata agli operatori di polizia, si è soggetti a una multa da 430,00 a 1.731,00 euro, con ritiro del libretto di circolazione. Attenti, dunque a non fallire le scadenze.

Il certificato di revisione

Dal 2018 i centri di revisione e le officine autorizzate sono tenute a rilasciare un certificato di revisione, per contrastare le truffe che si basano sul chilometraggio delle auto usate in vendita.

Il certificato deve riportare i dati identificativi del veicolo e in particolar modo la targa del mezzo, la sua categoria, il numero di telaio, i chilometri al momento della revisione, data, luogo e la denominazione del centro che ha effettuato i controlli. Poi ci sono le informazioni relative all’esito della revisione e la scadenza successiva.

L’obiettivo del rilascio del certificato è di porre fine alle frodi legate alla manomissione del contachilometri, perché i dati contenuti nel documento sono trasmessi al Ministero dei Trasporti. Sul Portale dell’Automobilista sarà possibile consultare il dato relativo al chilometraggio delle auto e dei motoveicoli, che è quindi pubblico e non modificabile.

Al termine della revisione, il conducente potrà conoscerne l’esito e in caso positivo verrà applicata un’etichetta sulla carta di circolazione con su scritto “regolare”.

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Inchiesta sullo stile di guida degli italiani

Intervistati oltre 1.700 automobilisti: uso del cellulare, guida spregiudicata e distrazioni sono comportamenti diffusi e sottovalutati, che provocano incidenti.

Tra gli studi relativi al mondo delle auto, tra i più interessanti troviamo quello realizzato da Altroconsumo, che ha intervistato oltre 1.700 automobilisti, dai 18 ai 74 anni, per capire i comportamenti degli italiani alla guida. Una ricerca sullo stile spregiudicato, sulle distrazioni dovute spesso all’uso del cellulare e sull’aggressività al volante, che ci espongono al rischio di incidenti stradali.

Dare un’occhiata al cellulare per leggere un messaggio o rispondere nella chat, potrebbe sembrare un innocuo momento di distrazione, ma la realtà è purtroppo un’altra: bastano pochi secondi a compromettere la nostra incolumità e quella di chi viaggia con noi. I numeri lo confermano, e secondo i dati della polizia stradale i guidatori distratti sono la causa principale degli incidenti.

Cellulare, pericolo numero uno

Il 27% degli intervistati ammette di inviare messaggi durante la guida

Uso di alcolici

L’alcol allenta i freni inibitori, ma in pochi temono le sanzioni

Cinture e velocità

C’è la scarsa convinzione sull’effettiva utilità delle cinture di sicurezza

Cellulare, pericolo numero uno

L’inchiesta ha permesso di evidenziare quattro comportamenti correlati con una maggiore probabilità di essere coinvolti in incidenti stradali, e di calcolare in percentuale l’aumento del rischio associato.

L’uso del cellulare al volante è il comportamento più pericoloso, seguito dalla velocità elevata e da una guida distratta o aggressiva.

La poca distanza di sicurezza è all’origine di quasi un terzo degli infortuni, ma incidono anche il mancato rispetto della precedenza e le manovre irregolari.

Non sono pochi gli automobilisti che ammettono di rientrare nella categoria degli utilizzatori di smartphone mentre guidano: al 27% capita di mandare messaggi e al 17% di dare un’occhiata a internet durante la guida.

L’età risulta un fattore discriminante per la distrazione con il cellulare, infatti sono gli automobilisti fino a 45 anni quelli che tendono a usare maggiormente lo smartphone mentre guidano. In particolare, tra i più giovani (fino a 25 anni) ben il 46% afferma di mandare messaggi quando è al volante.

Uso di alcolici

Ovviamente anche gli alcolici assumono un ruolo di grande rilevanza sociale, per quanto riguarda il rischio di incidenti.

La stragrande maggioranza ritiene molto rischioso guidare dopo aver bevuto alcolici, altri invece sottovalutano drammaticamente il problema, pensando che la probabilità di fare un incidente in stato di ebbrezza sia molto bassa se si guida con prudenza.

L’alcol tende a ridurre i freni inibitori e la percezione del pericolo, oltre ad allungare i tempi di reazione e la reattività al volante, provocando una considerevole alterazione percettiva. Probabilmente a far sottostimare il pericolo è anche la percezione del basso rischio di essere multati per guida in stato di ebbrezza.

Cinture e velocità

Il corretto utilizzo delle cinture di sicurezza è un altro storico limite degli automobilisti italiani: solo tre su quattro dicono di allacciarle sempre in città, mentre negli altri Paesi in cui è stata realizzata la ricerca (Belgio, Spagna, Portogallo) il 90% dei guidatori le usa senza eccezioni. Una differenza enorme, soprattutto considerando che l’obbligo di cinture a bordo per il conducente è in vigore dal 1988 in Italia, e dal 2006 anche per i passeggeri. Evidentemente non è ancora un’abitudine consolidata nel nostro Paese.

Sotto questo aspetto i più indisciplinati sono i guidatori del sud e delle isole, dove solo il 59% le usa sempre in città. La ragione principale alla base del mancato utilizzo è la scarsa convinzione della loro efficacia, ma è chiaramente un grave errore di valutazione.

Alle cinture va aggiunto il mancato rispetto dei limiti di velocità: nelle città la maggioranza del campione di persone intervistate ammette di superare il limite di velocità guidando oltre i 70 km orari, e solo il 29% rispetta sempre i 50 km/h consentiti nelle aree urbane.

Gli automobilisti che tendono a superare i limiti di velocità sono poi gli stessi che sottostimano il rischio di fare un incidente quando si guida veloce, mentre chi tendenzialmente non viola le regole ha una percezione maggiore del rischio.

Anche in questo caso manca il timore per le sanzioni, l’eccessiva velocità alla guida è legata al convincimento di farla facilmente franca: un automobilista su cinque ritiene che il rischio di essere multati per eccesso di velocità sia molto basso.

Qui trovate tutti i risultati, in dettaglio, dello studio di Altroconsumo.

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Assicurazione temporanea: cos’è, come funziona e quali i vantaggi

Tra i recenti trend del mondo insurtech che stanno recentemente guadagnando trazione c’è quello dell’assicurazione temporanea. Un tipo di polizza all’insegna della personalizzazione, che risponde ai bisogni puntuali del cliente, solo per il tempo necessario.

Di cosa si tratta, come funziona, e quali le possibilità?

Cos’è l’assicurazione temporanea

Il termine “assicurazione temporanea” – short term insurance, in inglese – fa riferimento a coperture assicurative studiate appositamente per avere una durata breve, che può andare da un minimo di poche ore a un massimo, generalmente, di 90 giorni. In alcuni casi, come con le polizze mediche, le assicurazioni temporanee possono estendersi fino a 12 mesi.

Come funziona l’assicurazione temporanea

Come tutte le altre polizze, anche le assicurazioni temporanee possono essere acquistate sia tramite il metodo tradizionale – quindi con la sottoscrizione di contratti cartacei – che in modo digitale, approfittando delle possibilità offerte dalla tecnologia e dal mondo insurtech.

Le coperture temporanee sono disponibili per un’ampia gamma di categorie di rischio. Nell’ambito della mobilità, per esempio, le polizze short-term permettono agli utenti finali di acquistare una copertura assicurativa per un veicolo, proprio o anche preso a noleggio o in condivisione, per periodi di tempo estremamente brevi, da poche ore a qualche giornata. In questo modo gli utenti sono coperti quando utilizzano effettivamente il mezzo, pur senza dover stipulare polizze annuali, costose e poco convenienti per un utilizzo limitato.

Altro settore che beneficia della assicurazioni temporanee è quello degli oggetti personali, dai computer agli smartphone, ma anche le valigie o l’attrezzatura sportiva, che i clienti possono scegliere di assicurare solo in caso di necessità, per esempio in previsione di spostamenti lunghi o complicati.

Anche l’ambito medico ha adottato la formula dell’assicurazione temporanea, e oggi molte compagnie, specialmente negli Stati Uniti, permettono di attivare polizze di durata contenuta, da pochi mesi a un anno. Queste soluzioni sono pensate generalmente per situazioni in cui gli utenti hanno bisogno di coprire periodi di tempo ridotti che intercorrono tra un piano assicurativo e l’altro, per esempio quando cambiano datore di lavoro o perdono i requisiti necessari per mantenere la polizza che avevano inizialmente sottoscritto.

Nel mondo immobiliare, invece, le assicurazioni temporanee permettono di assicurare un’abitazione rimasta temporaneamente vuota – una situazione che potrebbe essere incompatibile con le normali polizze di lunga durata – facendo in modo che il proprietario sia comunque coperto in caso di danni.

Sebbene questi siano gli ambiti di maggiore diffusione, le polizze temporanee possono essere attivate per praticamente qualsiasi evenienza, compresi i viaggi o la tutela legale.

Quanto costa una polizza temporanea

Il prezzo è uno dei punti di forza delle assicurazioni temporanee. Queste formule infatti, proprio grazie alla caratteristica durata limitata nel tempo, possono puntare su premi convenienti per i clienti finali.

Secondo Forbes, per esempio, le polizze mediche temporanee costano tra il 50% e l’80% in meno rispetto ai piani tradizionali a lungo termine, e in alcuni casi il prezzo può partire da 10 dollari al mese.

A titolo di esempio, le soluzioni temporanee proposte da Allianz con la formula MyMobility – pensate per coprire gli spostamenti e tutti i fattori ad esso correlati, come i veicoli, gli oggetti che vengono trasportati, la salute e la responsabilità legale del conducente – partono da un prezzo minimo di 20 centesimi.

Quali i vantaggi

Le assicurazioni temporanee permettono ai clienti interessati di coprire solo un determinato lasso di tempo, senza dover acquistare un pacchetto assicurativo tradizionale. In questo modo le polizze short-term possono avvicinare al mondo assicurativo anche gli utenti che non sono interessati ad acquistare una polizza di lunga durata, ma desiderano essere coperti solo in momenti specifici, magari particolarmente importanti o rischiosi.

Le soluzioni insurance di breve durata si caratterizzano anche per la loro flessibilità e per la capacità, in molti casi, di adattarsi alle esigenze specifiche dei clienti, dai viaggi agli eventi sportivi, fino ai concerti e le necessità mediche.

Come abbiamo visto, poi, questi prodotti offrono prezzi competitivi, che sul breve periodo risultano estremamente vantaggiosi.

Assicurazione temporanea: esempi di startup

In Italia, la startup insurtech Yolo – acronimo di you only live once, si vive una volta sola – offre polizze digitalizzate ed estremamente flessibili che, grazie al pagamento basato su rate mensili, possono essere disdette in ogni momento. Altra startup insurtech italiana attiva nell’ambito delle polizze temporanee è Poleecy, che offre soluzioni per auto, vacanze e viaggi, animali, casa e sport. Tra i colossi invece troviamo Allianz, che con la già citata formula MyMobility offre assicurazioni temporanee sugli spostamenti con tariffe molto convenienti.

A livello internazionale, invece, si fa notare la startup britannica Flock, con un portfolio di polizze flessibili per droni e auto. Grazie all’uso di tecnologie all’avanguardia e di dispositivi telematici collegati ai mezzi assicurati, le polizze di Flock si attivano soltanto quando i mezzi sono effettivamente in movimento.

Sempre nel Regno Unito, l’insurtech Cuvva offre polizze auto temporanee, facilmente attivabili e disattivabili, con coperture che vanno da un minimo di un’ora fino a un massimo di 28 giorni.

Dalla California invece arriva Trov, la prima piattaforma insurtech globale, specializzata in polizze on-demand pensate per salvaguardare i beni personali – come computer, smartphone e tv, ma anche biciclette, strumenti musicali, equipaggiamento sportivo – anche per un breve lasso di tempo. I prodotti insurance di Trov, infatti, possono essere “accesi o spenti” con un paio di passaggi sullo smartphone.

Come scegliere la migliore assicurazione temporanea

Come anche per gli altri piani assicurativi, prima di acquistare una polizza temporanea è consigliabile comparare tra loro le soluzioni offerte dalle diverse compagnie attive in quest’ambito, in modo da poter scegliere il pacchetto migliore – e più conveniente – per le proprie esigenze. Questo si può fare anche affidandosi a marketplace virtuali pensati proprio per comparare rapidamente le polizze presenti sul mercato.

Una volta selezionata la soluzione migliore, è importante assicurarsi che questa copra effettivamente tutte le tipologie di rischio a cui siamo interessati, e quindi offra le garanzie giuste per la specifica situazione in cui ci troveremo.

L’articolo Assicurazione temporanea: cos’è, come funziona e quali i vantaggi proviene da InsuranceUp.


Banche e assicurazioni, il futuro è nella mobile digital bancassurance

Assicurazioni e banche sono oggi al centro di una grande trasformazione. Una trasformazione attraverso la quale i due settori sono sempre più intrecciati. Le banche hanno digitalizzato i loro prodotti, ma mancano ancora le polizze digitali che entro la fine di quest’anno rappresenteranno il 35% dell’offerta delle banche tradizionali e addirittura l’80% delle nuove banche digitali nate sul mobile. Nonostante questi valori di penetrazioni il valore complessivo dei premi è ancora marginale, ma il valore stimato dei premi della mobile digital bancassurance è di 30 miliardi di euro in Europa nel 2030.

È quanto emerge dal Report sulla Mobile Digital Bancassurance realizzato dal gruppo di lavoro di IIA – Italian Insurtech Association che riunisce compagnie assicurative, istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche e i principali attori del mercato bancassurance per monitorare, analizzare e discutere delle principali trasformazioni che stanno riguardando questo settore. Al gruppo di lavoro hanno partecipato: Helvetia Italia Assicurazioni SpA, illimity bank, Afi Esca, Mia Platform, Axway, OpenLegacy, EMFGroup, Corvallis Srl, Tinexta, e Iama Consulting.

Bancassicurazione: le banche sono il primo canale distributivo delle assicurazioni in Italia

La bancassicurazione si conferma il primo canale distributivo di prodotti assicurativi del nostro Paese: il collocamento di polizze mediante sportelli bancari è stato nel 2020 pari a 62,5 miliardi di euro, rappresentando circa il 58% della raccolta assicurativa complessiva, seguita dalla distribuzione tramite il canale delle agenzie. La quasi totalità della raccolta assicurativa riguarda le polizze dei Rami Vita (96%), mentre residuale è quella associata ai Rami Danni, che nel 2020 è risultata pari a circa 2,6 miliardi di euro.

Il business della bancassicurazione è caratterizzato prevalentemente dalle polizze Vita, vendute soprattutto tramite canali tradizionali, anche perché più complesse rispetto ai prodotti assicurativi non-vita. Questi ultimi possono essere invece offerti con un maggiore livello di personalizzazione e rilevanza, in modalità stand-alone e attraverso canali digitali, andando incontro alle esigenze di un consumatore che predilige soluzioni su misura e pay-per-use, pagabili sulla base del reale utilizzo.

Crescono i canali digitali e si sviluppa la mobile digital bancassurance

La pandemia ha accelerato la digital transformation delle banche, che hanno sviluppato sui canali digitali e soprattutto mobile gran parte dei loro servizi. Secondo recenti dati di IIA infatti 9 conti correnti su 10 sono aperti online e il 35% della clientela non si reca fisicamente all’interno della filiale se non ne ha l’esigenza, sintomo del cambio di abitudini da parte del consumatore. L’aumento nel numero di banche digitali, sia con focus retail che corporate ha contribuito ad allargare il bacino di clienti attivi sui canali digitali.

In questo contesto anche l’offerta assicurativa, diventata fondamentale nella strategia di crescita delle banche, è costretta a evolversi per adattarsi a una customer base sempre più digitale, portando allo sviluppo della mobile digital bancassurance. Secondo le principali banche mobile tech attive sul nostro mercato ad esempio, a livello retail Revolut e N26 e a livello corporate llimity e Qonto, la vendita di assicurazioni digitali sarà uno dei tre servizi più importanti fonte di revenue.

Mobile digital bancassurance: siamo all’anno zero

“La mobile digital bancassurance è l’evoluzione naturale della bancassurance. Oggi siamo all’anno zero, ma per far sì che questo comparto possa crescere è necessario iniziare a porsi degli obiettivi ambiziosi” commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA. “Oggi oltre la metà della raccolta premi arriva dal canale bancario, ma sempre meno persone vanno in filiale. I clienti si aspettano soluzioni che permettano loro di gestire le loro finanze personali e polizze assicurative da remoto e da uno smartphone. Per intercettare questa fetta di mercato bisogna creare un’offerta nuova che possa essere distribuita via web e mobile, con proposte instant e on demand. Sarà importante investire in piattaforme nuove e tecnologicamente avanzate, prodotte internamente o in partnership con startup insurtech”.

Dalla ricerca di IIA emergono quali sono gli ostacoli alla crescita della Mobile Digital Bancassurance, che oggi si trova ancora in uno stato embrionale:

  • il 55% del top management intervistato ritiene che la mancanza di relazione umana non permetta di illustrare in maniera esaustiva i prodotti;
  • il 45% dei prodotti oggi proposti non risultano interessanti per i clienti;
  • il 36% pensa che questo limite sia dovuto al basso valore espresso dai prodotti assicurativi attualmente in portfolio.

Attualmente in Italia il 25% delle banche è attivo con almeno un servizio di mobile digital bancassurance, con la previsione di arrivare al 35% entro la fine del 2022 e al 90% entro il 2030.

La percentuale sale drasticamente se si guarda alle banche full digital: il 75% offre polizze assicurative tramite canali digitali, ma il 100% dei prodotti riguarda il ramo danni, il cui 30% riferito al comparto motor, il 25% a quello casa e il 25% a infortuni persone e animali. Nei prossimi 12 mesi verranno lanciati sul mercato principalmente prodotti infortuni sport, infortuni pet, polizze relative alla mobilità urbana, casa, motor e vita.

Qui il video completo della presentazione del report

Bancassicurazione, il futuro è nella personalizzazione

È importante per gli operatori di bancassicurazione passare da un’offerta di prodotti standardizzati, studiati per essere venduti in modalità bundle con altri prodotti finanziari, a un’offerta di prodotti con un maggiore livello di personalizzazione e rilevanza, studiati per essere venduti in modalità stand-alone. Combinando le informazioni contestualizzate agli eventi più importanti che caratterizzano la vita delle persone (ad esempio, cambi casa o la nascita di un bambino) con i dati generati dalle interazioni (ad esempio le conversazioni con gli operatori dei call center), tramite l’adozione di predictive analytic è possibile aumentare le vendite di prodotti assicurativi digitali dal 20 al 40 percento. La personalizzazione può riguardare anche il pricing: molte banche stanno usando il credit scoring dei loro clienti come parametro per generare pricing più personalizzati.

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La sicurezza stradale in musica

Guidare con prudenza significa salvare vite e anche un contest musicale può aiutare per sensibilizzare i giovani e promuovere la cultura positiva.

I rischi al volante continuano a essere troppi, e quelli che sembrano innocui momenti di distrazioni, come inviare un messaggio o dare un’occhiata al cellulare, possono provocare conseguenze tragiche; bastano pochi secondi a compromettere la nostra incolumità, e quella di chi viaggia con noi.

In un contesto così pericoloso, le campagne di comunicazione per sensibilizzare i giovani neopatentati sono molto importanti. In tal senso un’importante iniziativa è organizzata da Anas, in collaborazione con Radio Italia: Sicurezza stradale in musica, il contest musicale giunto alla sua quarta edizione, per promuovere la cultura della sicurezza e il rispetto del Codice della Strada.

Sicurezza stradale in musica

L’evento musicale rivolto ai giovani per promuovere la sicurezza stradale

Le 5 regole per la guida sicura della campagna #GUIDAeBASTA

Semplici regole da seguire al volante e non solo per viaggiare in sicurezza

I dati degli incidenti in Europa

Riprende a crescere il numero dei decessi sulle strade: + 5% rispetto al 2020

Sicurezza stradale in musica

“Sicurezza stradale in musica” ha l’obiettivo di promuovere la sicurezza stradale attraverso la musica per contribuire a diffondere una cultura positiva.

Le canzoni possono raccontare la strada, un’esperienza vissuta al volante o un viaggio on the road, e il contest musicale si rivolge a cantanti e band emergenti, per scoprire nuovi talenti appartenenti a tutti i generi musicali diversi, in grado di provocare una forte sensibilizzazione per la guida sicura, tra i coetanei.

Un evento musicale che rientra nelle campagne #BuonMotivo e #GUIDAeBASTA, organizzate da Anas, insieme al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e alla Polizia di Stato, per sensibilizzare gli utenti deboli della strada – motociclisti, ciclisti e pedoni – e sull’uso improprio del cellulare mentre si è al volante.

Le 5 regole per la guida sicura della campagna #GUIDAeBASTA

Le cause principali dell’incidentalità sulle strade sono la velocità, la distrazione – che spesso è direttamente correlata a uso di droghe e alcool, stanchezza, e all’uso uso del telefono, purtroppo diffusissimo – ed eventuali problemi infrastrutturali. All’aumentare di una di queste variabili aumenta esponenzialmente il rischio di incidenti.
In questo contesto anche pochi suggerimenti possono diventare uno strumento utile per affrontare consapevolmente la strada per viaggiare in sicurezza evitando pericoli.

Ecco le 5 regole della campagna #GUIDAeBASTA

NON DISTRARTI MAI ALLA GUIDA
Sono tre i tipi di distrazione da evitare quando si conduce un veicolo: visiva (non guardare la strada), cognitiva (non porre attenzione alla guida) e manuale (avere le mani impegnate).

NON GUIDARE DOPO AVER BEVUTO
L’alcool annebbia la tua capacità di reazione alla guida. Se sei solo, prendi un mezzo alternativo, bus o taxi. Se esci in gruppo, decidete chi resta sobrio per il bene di tutti. Vi divertirete di più.

NON GUIDARE SOTTO L’EFFETTO DI DROGHE
Gli stupefacenti cambiano la tua condizione psico-fisica. Oltre a non rispettare le regole, alla guida metti in pericolo te stesso e gli altri.

NON ECCEDERE I LIMITI DI VELOCITÀ
Quanto di vero c’è in un detto popolare: “Chi va piano, va sano e va lontano!” Non correre, per non correre rischi.

RISPETTA LE REGOLE ANCHE SE VAI A PIEDI
La strada ha le sue regole e la sua segnaletica. Attraversa la strada rispettando il semaforo, le strisce pedonali e senza distrarti.

I dati degli incidenti in Europa

Da una ricerca recente sugli stili di guida degli italiani commissionata da Anas risulta che 1 persona su 3 ancora non allaccia la cintura di sicurezza, il 50% degli italiani non utilizza i dispositivi di ritenuta per bambini e 1 automobilista su 10 utilizza in modo improprio il cellulare alla guida, una delle cause principali degli incidenti stradali.

Secondo il report pubblicato dalla Commissione europea sulle vittime della strada nel 2021, inerente a tutte le tipologie di veicoli, lo scorso anno, in Europa, circa 19.800 persone sono decedute in incidenti stradali, facendo registrare un aumento del 5% rispetto al 2020, sebbene i confronti siano fortemente influenzati dai lockdown e di conseguenza dall’andamento del livello di traffico durante la pandemia.

Le strade più sicure sono state rilevate in Svezia, mentre la Romania ha riportato il tasso più alto nel 2021. In posizione intermedia si trova l’Italia.

Abbiamo bisogno di strade più sicure e ognuno di noi, al volante, è chiamato a fare la propria parte.

 

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Linear e UnipolSai insieme per l’inclusione sociale

Con l’app Pedius sarà possibile richiedere il soccorso stradale superando le barriere digitali grazie alla sintesi vocale

Il Gruppo Unipol, in linea con i valori di cui si fa portavoce, si impegna a offrire servizi sempre più facilmente accessibili, secondo le necessità di ciascuno.

Pensiamo alle persone sorde o a tutti coloro che si trovano nell’impossibilità, anche temporanea, di comunicare a voce e alle limitazioni che possono incontrare in una situazione di emergenza. Linear e UnipolSai Assicurazioni hanno attivato il servizio di soccorso stradale direttamente all’interno dell’app Pedius: un sistema di comunicazione che permette di effettuare telefonate abbattendo le barriere mediante l’uso di tecnologie di riconoscimento e sintesi vocale.

Grazie a Pedius, infatti, qualsiasi utente può fare chiamate vocali per ogni esigenza e in autonomia, utilizzando servizi di emergenza quali chiamate verso pubblica utilità e servizi dei partner di Pedius.

La partnership con Pedius

Linear e UnipolSai Assicurazioni hanno attivato il servizio di assistenza stradale all’interno di Pedius: un interprete virtuale traduce il parlato in messaggi di testo e viceversa, consentendo ai non udenti di effettuare telefonate e partecipare a riunioni online senza bisogno di assistenza.
La partnership con Pedius conferma il nostro impegno per migliorare l’accessibilità dei nostri servizi, in modo semplice e con soluzioni efficaci per qualsiasi esigenza dei nostri clienti.

Cos’è Pedius

Pedius è un’applicazione mobile che consente di effettuare normali telefonate verso numeri di rete fissa e cellulari, grazie alla tecnologia per il riconoscimento vocale. Dopo il login l’utente potrà inserire il numero della persona a cui vuole telefonare e far partire la chiamata, gestita da un call center informatico.

Il cliente può decidere di utilizzare la sua voce durante la chiamata, oppure scrivere direttamente un messaggio, che Pedius trascriverà in tempo reale e leggerà all’operatore telefonico, con una voce artificiale. La risposta dell’operatore viene trascritta in testo  e inviata al cliente che continuerà così a leggere le risposte sul display del proprio telefono.

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Neopatentati: guida pratica per genitori

Il conseguimento della patente è un importante traguardo che comporta anche delle responsabilità. La sicurezza stradale deve far parte della cultura familiare.

Ricordate quando avete imparato a guidare per la prima volta? Probabilmente i vostri genitori hanno condiviso con voi insegnamenti preziosi e indispensabili per la vostra sicurezza. Prudenza e senso di responsabilità si possono imparare e se avete figli neopatentati, ora tocca a voi insegnare loro come guidare, rispettando il Codice della Strada. Insegnare le regole base può salvare vite umane.

I principali rischi per adolescenti alla guida

Bevande alcoliche, stupefacenti, stanchezza e smartphone vanno sempre evitati

Come aiutare i figli neopatentati

Consigli pratici per dare il buon esempio e insegnare a guidare responsabilmente

I principali rischi per adolescenti alla guida

I rischi per un neopatentato derivano principalmente dalla mancanza di esperienza e dalla scarsa consapevolezza della pericolosità di alcuni comportamenti. Le persone più giovani, sebbene vi siano limitazioni alle cilindrate dei veicoli utilizzabili dai neopatentati, possono avere reazioni inadeguate in condizioni di guida non ottimali, come ad esempio durante le ore notturne o con passeggeri a bordo.

L’inesperienza può indurre comportamenti impulsivi, a un’eccessiva fiducia nelle proprie possibilità e a stili di guida rischiosi (eccessiva velocità, mancato rispetto della distanza di sicurezza, manovre pericolose). Atteggiamenti che in presenza di altri coetanei in auto rischiano di accentuarsi: crescono le distrazioni e di conseguenza le potenziali situazioni pericolose.

Oltre alla guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’eccessiva velocità e la guida senza cinture di sicurezza, è lo smartphone il fattore più pericoloso con effetti negativi sulla sicurezza stradale. È ampiamente dimostrato quanto siano compromessi i tempi di reazione di un conducente che utilizza il telefonino alla guida; interferisce negativamente sia a livello di campo visivo, sia a livello di funzioni cognitive e uditive.

Vi sono studi che dimostrano come l’utilizzo dello smartphone, anche a velocità moderate, sia causa di rallentamenti dei riflessi durante la guida nel traffico; i riflessi sono ancor più compromessi quando il conducente scrive, legge o invia messaggi. Scrivere in una chat o un sms coinvolge, infatti, tutti e tre i tipi di distrazione: visuale, manuale e cognitiva.

Anche l’uso delle cinture di sicurezza è un problema per molti neopatentati: nella fascia di età tra i 16-24 anni, l’uso delle cinture di sicurezza è il più basso di qualsiasi altra fascia di età.

Molto importante, inoltre, il riposo e un numero di ore di sonno adeguato al recupero fisico: anche se abituati a gestire ritmi di vita più frenetici, restare svegli per 18 ore ha un impatto simile ad avere un alto contenuto di alcolici nel sangue.

Come aiutare i figli neopatentati?

Gli incidenti automobilistici sono la principale causa di lesioni e decessi tra adolescenti, ma alcune di queste tragedie sono evitabili, aiutando i vostri figli a diventare automobilisti responsabili, rendendo le strade più sicure per tutti. Una guida sicura nei ragazzi può essere promossa efficacemente se la sicurezza stradale fa parte della cultura della famiglia. Il tempo che dedicate a insegnare ai neopatentati come guidare in sicurezza, avrà un impatto sulla loro vita, e su quella di chi li circonda.

I genitori hanno un ruolo fondamentale perché i figli tendono ad assumere uno stile di guida simile al loro. Possono intervenire con credibilità e autorevolezza per insegnare a riconoscere le potenziali fonti di pericolo. Un genitore che guida un’automobile da molti anni può rimanere calmo anche quando si verificano situazioni di stress al volante, fornendo preziosi suggerimenti specifici sulle tecniche di guida più appropriate in ogni specifica situazione.

Concretamente, come potete interagire con vostro figlio neopatentato? Che consigli dare?

  • Date il buon esempio: i ragazzi osservano e imparano dai genitori. Per prima cosa collocate il telefono in un vano dell’auto, in modalità silenziosa, in modo da evitare distrazioni.
  • Parlate con vostro figlio, discutendo con calma, senza allarmismi, dei rischi e delle responsabilità della guida e del pericolo causato dalle distrazioni. Mostrate loro le statistiche relative alla guida distratta e incoraggiali a condividere ciò che imparano con i loro amici.
  • Fategli indossare sempre la cintura di sicurezza in tutti i sedili, sia quelli anteriori che posteriori.
  • Fateli esercitare alla guida, in zone tranquille, ampie, senza traffico.
  • Le mani sul volante vanno tenute alle 9.15. Questo significa che per impugnare il volante nel modo giusto, è necessario pensare alla disposizione delle lancette dell’orologio quando segnano questo orario: il risultato è una presa simmetrica ed equilibrata.
  • Specchietti: insegnate ai vostri figli a regolare gli specchietti retrovisori, senza fretta e prestando attenzione al posizionamento del sedile.
  • Stabilire regole di base, poche cose ma molto chiare sull’utilizzo degli smartphone e di tutti i device mobili che possono interferire con la guida sicura.
  • Sottoscrivete un impegno famigliare: chiedete a vostro figlio di impegnarsi ad allacciare le cinture di sicurezza, a non superare i limiti di velocità evitando categoricamente tutte le droghe e le bevande alcoliche, e a non usare mai il cellulare durante la guida. Concordate eventuali premi e sanzioni.

Si tratta di una serie di suggerimenti e istruzioni iniziali, semplici, ma importantissime per accompagnare i vostri figli a una piena consapevolezza della responsabilità che la guida comporta.

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