Open-F@b Call4Ideas 2020, ecco i vincitori della settima edizione

COP – Chi Odia Paga, Keyless Morphogram di Nubentech  sono i vincitori della 7a edizione di Open-F@b Call4Ideas 2020, il contest internazionale lanciato per la prima volta nel 2014 da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp.

Dopo una Digital Battle durata quasi un mese, che ha permesso al pubblico di conoscere e selezionare i progetti più interessanti con più di 17.000 voti, i 10 finalisti tra cui anche 2 startup internazionali si sono sfidati durante la challenge conclusiva tenutasi ieri per la prima volta in formato totalmente digitale. Una giuria composta da membri di BNP Paribas Cardif ed esperti esterni di vari ambiti hanno premiato COP – Chi Odia Paga, Keyless e Nubentech  per aver saputo interpretare al meglio i cambiamenti in atto nel mondo, sviluppando idee innovative che contribuiscono a guidare il settore assicurativo verso il Next Normal, la normalità del futuro.

Open-F@b Call4Ideas 2020, un’edizione dedicata al Next Normal

 Un nuovo modo di interagire, lavorare, studiare, curarsi, vivere: questo è il Next Normal, una quotidianità sempre più digitale che fa emergere nuove esigenze e nuovi rischi. Ed è proprio su questo tema, declinato in diversi ambiti, tra cui health, digital life, welfare, home, mobility, security, savings che le start-up si sono sfidate nell’ultima edizione di Open-F@b Call4Ideas.

 “Quest’anno Open-F@b Call4Ideas è stato un viaggio ancora più entusiasmante perché ci ha permesso di rinnovare il nostro sostegno alle startup in un momento particolarmente difficile in cui devono dare prova di grande resilienza.“ – ha commentato Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif – “Il format totalmente digitale della challenge è riuscito a rispecchiare la natura stessa del contest, imperniato sul concetto del Next Normal, la nostra nuova normalità che sarà sempre più impattata dalla tecnologia. Questa grave crisi ci lascerà un grande capitale: la spinta all’innovazione, con una forte componente di sostenibilità. Una sfida che ci vede particolarmente coinvolti come assicuratori. Interpretare il presente e immaginare il futuro con nuove soluzioni più accessibili e integrate ai bisogni emergenti delle persone, per proteggerle meglio e farle stare bene, è, infatti, la parte più importante, e affascinante, del nostro lavoro.”

Open-F@b Call4Ideas 2020, l’evento finale

All’evento finale, presentato dal Conduttore di Radio Deejay e TV Gianluca Gazzoli, si sono alternati gli interventi di Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif, Andrea Rangone, CEO di Digital360, Giovanni Iozzia, Direttore EconomyUp e InsuranceUp e la testimonianza di Roberto Ascione, CEO di Healthware Group e di Gabrielle Inzirillo, Responsabile di Plug n Play Fintech EMEA. A premiare le tre startup vincitrici oltre a Isabella Fumagalli sono stati Andrea Veltri, Deputy CEO Digital Transformation di BNP Paribas Cardif e Andrea Rangone.

Dopo un primo voto di screening che ha coinvolto tutta l’audience collegata, un comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti ha scelto poi i 3 vincitori.

Open-F@b Call4Ideas 2020: i progetti vincitori

I progetti di COP – Chi Odia Paga, Keyless e Nubentech si sono distinti per aver mostrato una forte maturità digitale, puntando su innovazione e semplicità e riuscendo ad affrontare al meglio temi di grande attualità come il bullismo, la sicurezza informatica e la salute.

Chi Odia Paga

COP – Chi Odia Paga è una startup legaltech nata per difendere le vittime di odio online. Oggi è l’unica startup a vocazione sociale che sostiene progetti educativi sull’odio online, per prevenirlo e per offrire ai bersagli degli haters tutti i servizi di supporto informatico, legale e psicologico che servono alle vittime per difendersi. Lo scopo è di prevenire l’odio a monte con l’educazione e di fermare gli haters a valle con la legge. Nel settembre 2020 ha già finanziato i primi progetti contro il cyberbullismo.

Nel Next Normal, non c’è più alcuna differenza tra vita off line e vita online. C’è solo una singola dimensione della nostra identità: siamo tutti ON LIFE. E in questa vita ONLIFE gli insulti, le minacce, le molestie e i ricatti che provengono da internet devono essere gestite con la stessa efficacia ed efficienza che siamo abituati ad avere nel mondo reale perché non è né efficace né efficiente gestire con servizi OFFLINE quello che accade ONLINE. COP – Chi Odia Paga è la prima startup legaltech in Italia a trasformare il digitale da mezzo di offesa a strumento di difesa.

Il team di COP – Chi Odia Paga si compone di Francesco Inguscio, Francesco Grotta, Cristina Moscatelli, Luca Vizzielli, Sara Farruggia, Ida Larussa, Matteo Miglietta

Keyless

Keyless è una società deeptech di cybersecurity che ha costruito la prima piattaforma al mondo per l’autenticazione biometrica e la gestione dell’identità personale tutelando la privacy. La soluzione biometrica elimina la necessità di archiviare e gestire informazioni sensibili, consentendo alle aziende di adottare l’autenticazione senza password, proteggere la propria forza lavoro remota e consentire un’autenticazione robusta del cliente mediante un solo sguardo.  Fondata nel 2019, ha ottenuto a luglio un round da 2,2 milioni di dollari.

Keyless sa che il futuro richiede privacy e sicurezza e che i clienti sono alla ricerca di soluzioni olistiche, pronte per il futuro e in grado di fornire una copertura completa alle loro lacune in ambito sicurezza. Per questo la società realizza un prodotto che si differenzia dalla concorrenza sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Keyless è il primo progetto a combinare il “calcolo multipartitico” (che migliora la privacy) e le “prove a conoscenza zero”, con la biometria multimodale e la modellazione del comportamento degli utenti, per fornire un’autenticazione biometrica multicanale su tutte le piattaforme e tutti i dispositivi.

Fanno parte del team Keyless Andrea Carmignani, Fabian Eberle, Paolo Gasti, Giuseppe Ateniese.

Morphogram

Nubentech è una startup innovativa che sviluppa soluzioni digitali nel settore della nutrizione, con il fine di semplificare la prevenzione delle problematiche connesse all’obesità e allo stile di vita.

Il 95% delle diete fallisce e, secondo l’esperienza di Nubentech, questo fallimento dipende dalla mancanza di soluzioni che consentano di visitare i pazienti da remoto. Inoltre, il mercato delle consulenze nutrizionali è estremamente frammentato e legato a connotazioni territoriali e, di conseguenza, poco scalabile. La soluzione proposta mira a creare un ecosistema di soluzioni per il professionista e per la persona attraverso Morphogram, la soluzione digitale che consente di analizzare la composizione corporea, anche da remoto; e Nutrizionista in Cloud.it, il primo marketplace verticale sulla nutrizione che consente di scalare il mercato delle consulenze nutrizionali.

Il team che ha lavorato al progetto è composto da Andrea De Cristofaro, Paolo De Cristofaro, Cristian Currò, Fabio De Cristofaro, Giuseppe Mallamaci

Come i vincitori potranno concretizzare il loro progetto

I 3 vincitori verranno affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto che sarà integrato nei prodotti o nei modelli di offerta della Compagnia. Anche quest’anno saranno presentati a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif e saranno inseriti nella piattaforma di Open Innovation Scoop del polo International Financial Services del Gruppo BNP Paribas.

In queste sette edizioni di Open-F@b Call4Ideas sono state proposte circa 500 candidature – molte provenienti dall’estero – selezionate circa 80 idee innovative, che hanno portato a diverse collaborazioni e alla realizzazione di almeno un progetto l’anno, e investiti circa un milione di euro in totale.

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MCE4X4 2020, la call per la nuova mobilità raccoglie le sfide della pandemia

Non si ferma con il covid l’annuale appuntamento con MCE4x4, l’evento per imprese e startup che innovano la mobilità. Voluto da Assolombarda e da Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, l’appuntamento giunto alla quinta edizione e organizzato con il supporto di Nuvolab si svolgerà quest’anno in forma interamente digitale.

La call, che si è aperta il 15 settembre 2020, si chiuderà il 15 ottobre, con l’evento finale fissato per il 23 novembre 2020.

MCE4X4 è diventato il punto di riferimento per le imprese e le startup che vogliono collaborare allo sviluppo di innovazioni nell’ambito della mobilità, settore che sta attraversando una profonda trasformazione.

Anche quest’anno l’obiettivo sarà far incontrare startup e grandi aziende durante i digital business speed date e i digital tandem meeting, al fine di creare concrete opportunità di business sia per le startup che per le imprese corporate.

Tema di questa edizione è CambiaMenti: MCE 4×4 2020 intende raccogliere le sfide della mobilità che si sono generate anche a causa dell’impatto con la pandemia e spronare i partecipanti a delineare i percorsi futuri per una mobilità innovativa, sostenibile e resiliente, che tenga conto delle esigenze di questo tempo.

Per ulteriori informazioni, leggi l’articolo integrale su Economyup.

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Next normal vs new normal, quale differenza

In sintesi si potrebbe dire che il ‘new normal’ è il ‘next normal’: ovvero la nuova normalità è accettare il fatto che nei prossimi anni, a causa di una convergenza di fattori d’impatto, la trasformazione sarà continua. Per adeguarci al nuovo lifestyle imposto dal Covid, alla trasformazione digitale che ha raggiunto punti di evoluzione epocali, alla crisi climatica che incombe su ogni cosa, ai flussi migratori che mettono a dura prova culture e società civile, oltre che Governi.

Il concetto di normalità si lega tradizionalmente a quello di stabilità, ma non c’è stabilità nel prossimo futuro, c’è incertezza da affrontare con resilienza e agilità, è questo il next normal per persone, istituzioni, aziende.

Dice McKinsey nell’introduzione a una serie di insight sul dopo coronavirus:

È sempre più chiaro che la nostra era sarà definita da uno scisma fondamentale, il periodo prima di COVID-19 e la nuova normalità (new normal) che emergerà nell’era post-virale: la “prossima normalità” (next normal). In questa nuova realtà senza precedenti, assisteremo a una drammatica ristrutturazione dell’ordine economico e sociale in cui l’economia e la società hanno tradizionalmente operato. E nel prossimo futuro, vedremo l’inizio della discussione e del dibattito su ciò che la prossima normalità potrebbe comportare e su come i suoi contorni si discostino nettamente da quelli che in precedenza hanno plasmato la nostra vita‘.

Insomma, il  “next normal” è il luogo in cui risiediamo fino a quando non passiamo al successivo next normal.

Ma c’è un’altra sfumatura ancora. Il new normal (terminologia che è stata originariamente utilizzata dopo la crisi finanziaria del 2007-2008) è qualcosa di statico, il next normal è dinamico, sottolinea l’analista di Mintel (marketing intelligence) Marcia Mogelonsky.

Per capire la differenza tra “il nuovo normale” e “il prossimo normale”, si consideri il significato delle parole e il loro ruolo nel linguaggio. Il “nuovo” descrive qualcosa di attuale, contemporaneo o attuale. E ciò che è nuovo oggi diventa rapidamente vecchio. Un’auto nuova, per esempio, è “nuova” per soli 200 miglia, secondo gli esperti del settore automobilistico. Una nuova idea è “nuova” fino a quando non viene diffusa attraverso le piattaforme dei social media.

Ma “prossima” ha un significato più complesso, suggerisce un movimento in avanti. Significa “la cosa/persona/situazione che segue la cosa/persona/situazione attuale”. E questo è il nostro attuale stato di cose, a causa di COVID-19. Poiché la progressione della malattia rimane sconosciuta, ci sono molte altre “prossime normalità” che ci sfideranno fino a quando il virus non sarà risolto‘.

Tale differenza ha poi diverse declinazioni in differenti settori, dice ancora l’osservatrice, nell’ambito privato, per esempio, il next normal assomiglia per molte persone alla vecchia normalità o è ancora in quella che è stata la fase 1: spostamenti circoscritti, smart working e didattica a distanza.

Partecipa alla Call4Ideas

Per altre persone l’impatto, e il cambiamento è stato devastante: hanno perso il lavoro, si barcamenano in enormi difficoltà economiche o sanitarie (malati Covid e i malati di altre patologie lasciati indietro causa Covid), la prospettiva di vita è per loro drammaticamente capovolta.

In un articolo di Forbes, Zabeen Hirji, executive advisor per ‘‘Future of Work’’ Deloitte Canada ed ex Capo delle Risorse Umane per la Royal Bank Canadese, dice che parlare di nuova normalità è prematuro, rimanda a un’idea di stabilizzazione che è lungi dall’essere raggiunta. Per il momento il mondo post Covid-19 sarà caratterizzato da cambiamenti continui, perciò è meglio definirlo ‘next normal’.

In questo momento di profonda transizione, per le aziende è più importante più che mai il contatto con il mondo agile delle startup, pronte con le loro idee a ricostruire il futuro di prodotti e servizi.

Next Normal è il tema che BNP Paribas Cardif ha scelto per la propria Call4Ideas Open-F@b, realizzata in collaborazione con InsuranceUp e giunta alla settimana edizione. E’ possibile candidarsi fino al 30 settembre, a questo indirizzo maggiori informazioni e il form con l’application.

Come dice Andrea VeltriDeputy Ceo di BNP Paribas Cardif, in questo video,cerchiamo talenti capaci di interpretare il Next Normal’, ovvero si cercano idee, progetti, soluzioni in grado di innovare il settore dei servizi assicurativi nel post pandemia, nei seguenti ambiti:

  • HEALTH: soluzioni che prevedano un nuovo approccio alla salute e all’utilizzo della tecnologia. Focus sui nuovi bisogni emersi durante la pandemia e sulle opportunità offerte dai servizi digitali per la cura delle persone, delle famiglie e degli animali domestici.

Digital Health, la crescita e le startup

  • DIGITAL LIFE: soluzioni per accompagnare tutte le generazioni, nell’uso delle tecnologie digitali, che ci hanno permesso di scoprire nuovi modi di vivere la quotidianità, come la didattica a distanza, lo smart working, l’e-commerce e le sempre più numerose modalità di comunicazione.

E-learning, come cambia la scuola e la formazione

  • WELFARE: soluzioni in grado di aumentare la qualità della vita dei dipendenti e delle proprie famiglie all’interno dell’ambiente lavorativo ma anche in quello domestico.
  • HOME: soluzioni innovative per quello che è diventato il rifugio durante l’emergenza sanitaria: la casa, in grado di offrire maggiore sicurezza, comofort e qualità della vita.
  • MOBILITY: soluzioni che grazie alle tecnologie possano garantire il giusto equilibrio fra sicurezza, efficienza e sostenibilità nella mobilità delle persone e delle cose.

Come cambia la mobilità nell’era del coronavirus

  • SECURITY: soluzioni che in una fase di crescente digitalizzazione possano garantire la connessione e l’interazione in massima sicurezza, per quanto riguarda la privacy, la reputazione ma anche la tutela dei beni fisici e digitali.
  • SAVINGS: soluzioni che permettano una più consapevole, dinamica e sicura gestione del proprio denaro, degli investimenti e dei risparmi.

Per approfondire:

Gestione del risparmio e finanza digitale nel post-Covid

Photo by Rinke Dohmen on Unsplash

L’articolo Next normal vs new normal, quale differenza proviene da InsuranceUp.


Open-F@b Call4Ideas 2020, parte la sfida per il Next Normal

Il cambiamento è stato sempre il filo conduttore di Open-F@b Call4Ideas, il progetto di Open Innovation di BNP Paribas Cardif sviluppato in collaborazione con InsuranceUp – Digital360. Nell’edizione 2020 lo è ancora di più. La pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere, di lavorare, di muoverci, di studiare. Ha cambiato la scala dei valori e la percezione della sicurezza. Si parla di una “nuova normalità” che è una miscela di crisi, cambiamento, opportunità dove le tecnologie digitali giocano un ruolo determinante. BNP Paribas Cardif intende andare oltre e lancia una sfida sul Next Normal, che è il tema di Open-F@b Call4Ideas 2020, per cercare risposte innovative ai bisogni emergenti che si consolideranno nel nostro futuro prossimo.
In particolare, l’obiettivo è quello di raccogliere idee e soluzioni che possano contribuire a favorire una ripresa solida e duratura, sbloccare le migliori potenzialità del nostro Paese e creare un nuovo modello di sviluppo in grado di adattarsi alle sfide di questo tempo.
“Molti aspetti della nostra vita saranno diversi nel prossimo futuro, dalla salute alla mobilità, dal vivere gli ambiti domestici e digitali alla gestione delle finanze”, spiega Roberta Avanzini, Head of R&D di BNP Paribas Cardif. “Abbiamo davanti allo stesso tempo una sfida e un’opportunità per riprogettare la nostra quotidianità, insieme. Per questo motivo ci aspettiamo che gli innovatori che parteciperanno a Open-F@b ci sorprendano con le loro idee”.

Roberta Avanzini, Head of R&D di BNP Paribas Cardif

Open-F@b Call4Ideas 2020: gli ambiti di interesse

Con la Call4Ideas Open-F@b 2020 BNP Paribas Cardif ricerca dunque idee, prodotti, soluzioni ad al impatto sociale e potenziale innovativo in diversi ambiti della vita quotidiana. Eccoli:

HEALTH: soluzioni che prevedano un nuovo approccio alla salute e all’utilizzo della tecnologia. Focus sui nuovi bisogni emersi durante la pandemia e sulle opportunità offerte dai servizi digitali per la cura delle persone, delle famiglie e degli animali domestici.
DIGITAL LIFE: soluzioni per accompagnare tutte le generazioni, nell’uso delle tecnologie digitali, che ci hanno permesso di scoprire nuovi modi di vivere la quotidianità, come la didattica a distanza, lo smart working, l’e-commerce e le sempre più numerose modalità di comunicazione.
WELFARE: soluzioni in grado di aumentare la qualità della vita dei dipendenti e delle proprie famiglie all’interno dell’ambiente lavorativo ma anche in quello domestico.
HOME: soluzioni innovative per quello che è diventato il rifugio durante l’emergenza sanitaria: la casa, in grado di offrire maggiore sicurezza, comofort e qualità della vita.
MOBILITY: soluzioni che grazie alle tecnologie possano garantire il giusto equilibrio fra sicurezza, efficienza e sostenibilità nella mobilità delle persone e delle cose.
SECURITY: soluzioni che in una fase di crescente digitalizzazione possano garantire la connessione e l’interazione in massima sicurezza, per quanto riguarda la privacy, la reputazione ma anche la tutela dei beni fisici e digitali.
SAVINGS: soluzioni che permettano una più consapevole, dinamica e sicura gestione del proprio denaro, degli investimenti e dei risparmi.

I vantaggi per chi partecipa a Open-Fa@b Call4Ideas 2020

Open-F@b Call4Ideas è una grande opportunità per tutti gli innovatori. I vincitori saranno affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia.I progetti finalisti otterranno anche un’importante visibilità internazionale: saranno presentati a C Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif che con Cathay Innovation ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in start-up early stage, e verranno inseriti nella piattaforma di Open Innovation Scoop del polo International Financial Services del Gruppo BNP Paribas, utilizzata all’interno del Gruppo per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le startup.

Grazie all’affiancamento reale alle startup nel loro percorso di sviluppo, in questi anni la Compagnia ha avviato e sostenuto tanti progetti importanti con varie startup delle passate edizioni come ad esempio Amodo, D-Heart e MABASTA.
“New journey, new era è il messaggio con cui accompagniamo l’edizione 2020 di Open-F@b Call4Ideas”, aggiunge Roberta Avanzini, “perché siamo in cammino verso una nuova fase della nostra vita sociale e economica: il punto di arrivo sarà certamente migliore se riusciremo a raggiungerlo insieme, con la spinta dell’innovazione”.

Le fasi del contest

Dal 6 luglio al 30 settembre è possibile inviare le candidature sulla piattaforma web dedicata.
Presenta qui la tua candidatura.

Dopo una prima selezione online da parte di un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, le start up selezionate presenteranno le loro proposte in una battle digitale. Saranno poi gli utenti, dopo aver visualizzato gli abstract dei progetti e un breve video di presentazione, a votare online le startup che potranno presentare le proprie idee innovative all’evento finale che si terrà a fine novembre.

Open-F@b Call4Ideas si conferma un appuntamento importante e atteso per tutti gli innovatori di realtà italiane ed estere. Il successo delle sei edizioni precedenti di Open-F@b Call4Ideas – con oltre 350 candidature, la metà provenienti dall’estero, 70 idee innovative selezionate, collaborazioni e progetti realizzati per un investimento di circa un milione di euro in totale – rispecchia l’impegno di BNP Paribas Cardif nel ricercare un’innovazione che metta al centro la persona e che restituisca valore reale all’intera comunità, dai clienti ai dipendenti fino agli altri stakeholder. Un’innovazione fondata sull’inclusione, sulla condivisione, sulla concretezza e sulla contaminazione dei saperi, in grado di rivoluzionare anche il modo di fare assicurazione.

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Open-F@b Call4Ideas 2020, parte la sfida per il Next Normal

Il cambiamento è stato sempre il filo conduttore di Open-F@b Call4Ideas, il progetto di Open Innovation di BNP Paribas Cardif sviluppato in collaborazione con InsuranceUp – Digital360. Nell’edizione 2020 lo è ancora di più. La pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere, di lavorare, di muoverci, di studiare. Ha cambiato la scala dei valori e la percezione della sicurezza. Si parla di una “nuova normalità” che è una miscela di crisi, cambiamento, opportunità dove le tecnologie digitali giocano un ruolo determinante. BNP Paribas Cardif intende andare oltre e lancia una sfida sul Next Normal, che è il tema di Open-F@b Call4Ideas 2020, per cercare risposte innovative ai bisogni emergenti che si consolideranno nel nostro futuro prossimo.
In particolare, l’obiettivo è quello di raccogliere idee e soluzioni che possano contribuire a favorire una ripresa solida e duratura, sbloccare le migliori potenzialità del nostro Paese e creare un nuovo modello di sviluppo in grado di adattarsi alle sfide di questo tempo.
“Molti aspetti della nostra vita saranno diversi nel prossimo futuro, dalla salute alla mobilità, dal vivere gli ambiti domestici e digitali alla gestione delle finanze”, spiega Roberta Avanzini, Head of R&D di BNP Paribas Cardif. “Abbiamo davanti allo stesso tempo una sfida e un’opportunità per riprogettare la nostra quotidianità, insieme. Per questo motivo ci aspettiamo che gli innovatori che parteciperanno a Open-F@b ci sorprendano con le loro idee”.

Roberta Avanzini, Head of R&D di BNP Paribas Cardif

Open-F@b Call4Ideas 2020: gli ambiti di interesse

Con la Call4Ideas Open-F@b 2020 BNP Paribas Cardif ricerca dunque idee, prodotti, soluzioni ad al impatto sociale e potenziale innovativo in diversi ambiti della vita quotidiana. Eccoli:

HEALTH: soluzioni che prevedano un nuovo approccio alla salute e all’utilizzo della tecnologia. Focus sui nuovi bisogni emersi durante la pandemia e sulle opportunità offerte dai servizi digitali per la cura delle persone, delle famiglie e degli animali domestici.
DIGITAL LIFE: soluzioni per accompagnare tutte le generazioni, nell’uso delle tecnologie digitali, che ci hanno permesso di scoprire nuovi modi di vivere la quotidianità, come la didattica a distanza, lo smart working, l’e-commerce e le sempre più numerose modalità di comunicazione.
WELFARE: soluzioni in grado di aumentare la qualità della vita dei dipendenti e delle proprie famiglie all’interno dell’ambiente lavorativo ma anche in quello domestico.
HOME: soluzioni innovative per quello che è diventato il rifugio durante l’emergenza sanitaria: la casa, in grado di offrire maggiore sicurezza, comofort e qualità della vita.
MOBILITY: soluzioni che grazie alle tecnologie possano garantire il giusto equilibrio fra sicurezza, efficienza e sostenibilità nella mobilità delle persone e delle cose.
SECURITY: soluzioni che in una fase di crescente digitalizzazione possano garantire la connessione e l’interazione in massima sicurezza, per quanto riguarda la privacy, la reputazione ma anche la tutela dei beni fisici e digitali.
SAVINGS: soluzioni che permettano una più consapevole, dinamica e sicura gestione del proprio denaro, degli investimenti e dei risparmi.

I vantaggi per chi partecipa a Open-Fa@b Call4Ideas 2020

Open-F@b Call4Ideas è una grande opportunità per tutti gli innovatori. I vincitori saranno affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia.I progetti finalisti otterranno anche un’importante visibilità internazionale: saranno presentati a C Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif che con Cathay Innovation ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in start-up early stage, e verranno inseriti nella piattaforma di Open Innovation Scoop del polo International Financial Services del Gruppo BNP Paribas, utilizzata all’interno del Gruppo per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le startup.

Grazie all’affiancamento reale alle startup nel loro percorso di sviluppo, in questi anni la Compagnia ha avviato e sostenuto tanti progetti importanti con varie startup delle passate edizioni come ad esempio Amodo, D-Heart e MABASTA.
“New journey, new era è il messaggio con cui accompagniamo l’edizione 2020 di Open-F@b Call4Ideas”, aggiunge Roberta Avanzini, “perché siamo in cammino verso una nuova fase della nostra vita sociale e economica: il punto di arrivo sarà certamente migliore se riusciremo a raggiungerlo insieme, con la spinta dell’innovazione”.

Le fasi del contest

Dal 6 luglio al 30 settembre è possibile inviare le candidature sulla piattaforma web dedicata.
Presenta qui la tua candidatura.

Dopo una prima selezione online da parte di un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, le start up selezionate presenteranno le loro proposte in una battle digitale. Saranno poi gli utenti, dopo aver visualizzato gli abstract dei progetti e un breve video di presentazione, a votare online le startup che potranno presentare le proprie idee innovative all’evento finale che si terrà a fine novembre.

Open-F@b Call4Ideas si conferma un appuntamento importante e atteso per tutti gli innovatori di realtà italiane ed estere. Il successo delle sei edizioni precedenti di Open-F@b Call4Ideas – con oltre 350 candidature, la metà provenienti dall’estero, 70 idee innovative selezionate, collaborazioni e progetti realizzati per un investimento di circa un milione di euro in totale – rispecchia l’impegno di BNP Paribas Cardif nel ricercare un’innovazione che metta al centro la persona e che restituisca valore reale all’intera comunità, dai clienti ai dipendenti fino agli altri stakeholder. Un’innovazione fondata sull’inclusione, sulla condivisione, sulla concretezza e sulla contaminazione dei saperi, in grado di rivoluzionare anche il modo di fare assicurazione.

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Jarvis, l’assistente virtuale per lo smart building che migliora sicurezza, efficienza, comfort

Le startup migliori, a volte, nascono quasi per caso, da un’esigenza riscontrata nella vita quotidiana o da un gap sul mercato. E a fondarle, spesso, sono persone che mai avrebbero pensato di reinventarsi imprenditori. È il caso di Iooota, startup innovativa fondata a Bologna nel 2015.

Finalista dell’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, dedicata alla Human Data Science, Iooota ha lanciato Jarvis, una sorta di maggiordomo virtuale per gli smart building. Una soluzione che potrebbe essere appetibile per le compagnie assicurative.

Iooota, come è nata la startup

Dietro la fondazione della startup c’è Luca Degli Esposti, 36 anni, bolognese. Laureato in marketing e comunicazione, esperto di interfacce e interazione uomo-macchina, Luca lavora negli anni per Yoox, La Perla, Max Mara, grandi brand per i quali cura la divisione digitale acquisendo una grande esperienza professionale nell’analisi di piattaforme online dedicate al marketing e all’ecommerce.

Alla fondazione di una startup che si occupa di smart building, però, Luca degli Esposti ci arriva a causa di un piccolo incidente: “Si è rotta la lavatrice e si è allagato l’appartamento” racconta il giovane imprenditore. “Avevo appena comprato casa, avevo tantissime spese e il mutuo, ci mancava solo la lavatrice” ricorda. Così per ridurre le spese e ottimizzare i tempi, decide di chiedere a un amico esperto di web se era possibile trovare una soluzione digitale in grado di controllare in tempo reale diverse componenti della casa, dagli elettrodomestici all’illuminazione. La risposta? Sul mercato non c’è nulla di simile e lui decide di lanciare una startup, Iooota, che viene fondata nel 2015 grazie a un investimento di DPixel, società di venture capital di Gianluca Dettori.

Jarvis, il maggiordomo virtuale per gli smart building

L’obiettivo di Iooota è rendere efficiente un edificio. Obiettivo raggiunto grazie alla realizzazione di Jarvis, piattaforma che “mette in relazione mondi diversi delle abitazioni, dal consumo energetico di diversi prodotti alla sicurezza degli ambienti al comfort” spiega Degli Esposti. Si tratta quindi di una soluzione IoT per lo smart building che abilita efficienza energetica, comfort, sicurezza e automazione con un solo punto di controllo e gestione, anche da remoto. E il nome della piattaforma non è casuale: “Jarvis è l’assistente virtuale di Iron Man, il suo maggiordomo in versione intelligenza artificiale. Il nome suggerisce proprio ciò che può fare la piattaforma, cioè un controllo puntuale su tutto ciò che sta accadendo nei propri ambienti, con diverse verticalizzazioni, dalla sicurezza, al comfort e al risparmio” continua il founder.

Il mercato di riferimento

Il mercato di riferimento di Jarvis è tra quelli con il più elevato potenziale di crescita prospettato dagli analisti: l’Internet of Things. Secondo l’Annual Internet Report di Cisco, entro il 2023 saranno 511 milioni i dispositivi connessi nel territorio nazionale, circa 8,5 per ogni abitante.
“Abbiamo scelto di entrare e percorrere il settore con il più alto potenziale, quello della Casa Intelligente che nel 2019 ha raggiunto solo in Italia un valore di 530 milioni di euro, con una crescita, secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, del 40% rispetto al 2018. Anche il settore dello Smart Building e dell’efficientamento energetico sono target facilmente aggredibili con la nostra soluzione” assicura Luca Degli Esposti.

Il modello di business

Nato come servizio rivolto all’utente finale, “alla fine dell’anno scorso abbiamo deciso di puntare su un modello business oriented, non più rivolto solo al singolo consumatore ma a chi gestisce o ha in proprietà un building, dalla scuola al palazzo o al condominio, e che è sensibile all’efficientamento energetico” spiega l’imprenditore. “Se parliamo di B2B2C il modello di business prevede una piccola fee iniziale di one off più una fee mensile per ogni soluzione Jarvis attiva e funzionante: questo per il nostro partner rende il costo d’investimento iniziale molto limitato. Se invece parliamo di B2B, il modello di business è quello di una fee per l’analisi, l’installazione e il setup del progetto, oltre a una fee annuale, già comprensiva di manutenzione, aggiornamenti periodici, evoluzione e assistenza”.

La partecipazione a Open-F@b Call4Ideas 2019 e l’impatto di Iooota sulle assicurazioni

Come abbiamo già detto, Iooota è tra i finalisti di Open-F@b Call4Ideas 2019, call dedicata alla Human Data Science. “Un tema in linea con quello che fa Iooota: una sorta di scatola nera che tiene in considerazione tutti i dati che vengono generati dagli utenti nel loro quotidiano e negli edifici frequentati; questi vengono messi in comunicazione con l’assicurazione per valutare una polizza e il premio assicurativo” continua Degli Esposti.  Il founder sottolinea anche la componente human e l’impatto che un prodotto come Jarvis può avere sulle compagnie: “Ad oggi le compagnie si occupano più di risarcire il danno che di predire o evitare un problema. Con questa soluzione, l’assicurazione potrebbe prevedere le possibilità di rischio, riducendo la possibilità del danno e l’importo del premio assicurativo. In sostanza, Jarvis permetterebbe di ridurre i costi dell’assicurazione” specifica. C’è poi da tenere in considerazione l’effetto sul comportamento dell’utente: “Conoscendo i consumi del proprio ambiente, l’utente può migliorare le proprie abitudini riducendo gli sprechi, con un impatto positivo sull’ambiente e sulla vita di tutti” conclude il founder di Iooota.

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Tapoi, l’ intelligenza artificiale che aiuta le aziende a conoscere meglio i clienti

Conoscere i propri clienti. Se dovessimo scegliere la chiave di successo di un’azienda, quella da cui dipende il futuro del business, la risposta non può che essere questa. L’azienda che conosce il cliente può anticiparne le esigenze e metterlo al centro delle proprie attività, formulare servizi ad hoc e sbaragliare, così, la concorrenza. È il caso di U-Hopper società che ha sviluppato Tapoi, un servizio di customer intelligence B2B2C basato sull’Intelligenza Artificiale, sul Machine Learning e sull’analisi semantica che permette alle aziende di conoscere meglio i propri clienti, migliorando e ampliando il processo e le attività di arricchimento dei dati, e favorendo così la creazione di esperienze del cliente personalizzate.

Un progetto arrivato alla fase finale dell’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, dedicata lo scorso anno alla human data science.

Come è nato Tapoi

Dietro la realizzazione di Tapoi ci sono Diego Taglioni e Iacopo Carreras. Il primo, 51 anni e un MBA in tasca, è inventore di tre brevetti internazionali nell’ambito dei servizi di mobilità personale, emergenza con localizzazione del chiamante e dell’efficienza energetica. Il secondo ha 44 anni ed è ceo di ThinkInside, spin-off di U-Hopper, società nella quale è stato realizzato Tapoi. Un progetto che i due mettono a punto partendo da una consapevolezza: la personalizzazione è oggi la chiave per una strategia marketing di successo. Ciò richiede alle aziende di conoscere a fondo i propri clienti, nel tentativo di anticipare le loro esigenze e di fornire loro ciò che stanno cercando. Finora sono state esplorate e adottate diverse soluzioni, una tra tutte l’utilizzo dei cookies, al fine di monitorare l’attività di navigazione online dell’utente. Con dei limiti noti: si tratta di una tecnica – spiegano da Tapoi – che richiede un’osservazione prolungata nel tempo e, in secondo luogo, è vincolata a un sito web specifico, escludendo quindi la possibilità di considerare le diverse altre informazioni derivanti da fonti di terze parti. Da qui l’intuito che ha portato a Tapoi: arricchire i profili dei clienti facendo leva su una più ampia fonte di informazioni, i social network.

Che cos’è e che cosa permette di fare

Tapoi significa “viaggio” in lingua maori. E il nome del prodotto non è casuale: Tapoi vuole affermarsi sul mercato come servizio di riferimento per l’arricchimento dei profili cliente contenuti all’interno dei CRM aziendali, con il fine di personalizzare l’esperienza di un cluster e/o di ciascun singolo cliente. “Se ci pensate, la relazione tra azienda e cliente nasce, si sviluppa, cresce, trova degli ostacoli e a volte termina a causa di questi stessi impedimenti. Pensiamo che questo percorso possa essere riassunto attraverso la metafora del viaggio e, in quest’ottica, il nostro obiettivo è fornire una soluzione a supporto di tale relazione” spiegano gli imprenditori che hanno messo a punto il progetto. Attraverso la conoscenza dei propri clienti, le aziende sono in grado di personalizzare le singole esperienze e rendere unico ogni cliente, che sarà meno incline a scegliere un nuovo fornitore.

Il progetto (che si basa su una tecnologia proprietaria che unisce Intelligenza artificiale, Machine learnig e analisi semantica) è stato sviluppato internamente da U-Hopper.

Il prodotto non è ancora sul mercato. La versione beta del servizio è attualmente utilizzata nel contesto di alcuni progetti pilota (per esempio, in ambito turismo e bancario/assicurativo) con il fine di apportare le modifiche tecnologiche necessarie al fine di rendere Tapoi un tool intuitivo, facile da utilizzare e soprattutto capace di apportare un valore misurabile ai clienti. Il lancio sul mercato è previsto entro la fine del 2020.

U-Hopper, la società in cui è nato Tapoi

U-Hopper è una società di consulenza con sede a Trento specializzata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche basate su big data analytics e intelligenza artificiale.

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Intelligenza Artificiale

“La nostra missione è quella di guidare i nostri clienti alla scoperta del potere e del valore non ancora pienamente sfruttato dei dati aziendali che possiedono, offrendo un servizio per la loro analisi e per la creazione di soluzioni data-driven a supporto delle strategie aziendali, sia per l’Impresa 4.0 che per l’Industria 4.0”.

Ricerca e innovazione, dunque, sono parte del DNA di questa realtà trentina. L’azienda nasce nel 2010 come spin-off del centro di ricerca internazionale Fondazione Bruno Kessler (FBK). “Da allora, l’impegno del nostro team verso lo sviluppo e l’innovazione è rimasto una costante, portandoci nel 2015 a creare lo spin-off ThinkInside sulla base delle potenzialità di mercato di una soluzione proprietaria” continua il team di U-Hopper. Oggi l’azienda ThinkInside è autonoma e operativa sul mercato con una soluzione di location intelligence per indoor tracking. “Quest’anno U-Hopper è determinata a replicare l’esperienza: prevediamo infatti lo spin-off di Tapoi e quindi il lancio della startup entro la fine del 2020”.

Il modello di business

Tapoi è un Saas B2B2C che si rivolge alle aziende B2C operative sul mercato come fornitrici di servizi o di prodotti di consumo, che abbiano un touch-point online con i propri clienti. Attraverso un modello di business pay-per use, le aziende clienti corrispondono a U-Hopper una fee mensile sulla base del numero di profili analizzati attraverso Tapoi. Il servizio è in piena compliance con il GDPR in quanto il flow tecnologico prevede la richiesta di consenso ad ogni utente. Non solo. Tapoi salva esclusivamente il risultato dell’analisi effettuata, mentre le informazioni personali vengono prontamente eliminate.

La partecipazione a Open F@b Call4Ideas e l’importanza del prodotto per le compagnie assicurative

Come abbiamo detto, Tapoi ha partecipato all’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif arrivando alla fase finale. Per l’occasione, è stata presentata la versione del prodotto declinata per le aziende bancarie e assicurative. “Tapoi permette a società operanti in questo settore di arricchire i profili CRM dei clienti esistenti, identificando informazioni human-centred rilevanti e di immediata fruizione che derivano da fonti e contesti di natura sociale ed emotiva, i social network. In questo modo, banche e assicurazioni trovano un concreto supporto per la creazione di esperienze clienti altamente personalizzate e cucite sulle esigenze individuali” conclude il team del progetto.

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Virtuoso, l’app che ti paga per stare bene

Fatturato e internazionalizzazione: sono le due parole d’ordine per il 2020 di Healthy Virtuoso, la startup fondata a Cagliari da Andrea Severino e Nicola Tardelli (figlio del noto campione calcistico) che in un anno e mezzo circa di attività ha raccolto riconoscimenti e premi, tra i quali il più recente è stato Open-F@b Call4Ideas 2019, il contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp, che giunto alla sua sesta edizione ha premiato le soluzioni più innovative sul tema dell’Human Data Science.

“Virtuoso è un nuovo modello di business assicurativo che ruota intorno a un’app che aiuta e premia gli utenti a mantenere uno stile di vita salutare. – spiega Andrea Severino, fondatore e Ceo – Il primo step è stato proprio costruire l’app gratuita, un’app costruita non intorno all’assicurazione, ma alla persona. Dietro Virtuoso c’è ricerca e sviluppo, ci sono studi di psicologia clinica e comportamentale, il lavoro di un’equipe di ricercatori dell’Università Cattolica; dopo c’è la tecnologia, che fa leva su gamification, user experience e dati. La nostra app non vuole essere ‘bella’, vuole essere stimolante e motivante, spingere le persone a darsi ogni giorno degli obiettivi per la propria salute”.

Le app per la salute e il benessere, che possiamo inquadrare nel più ampio settore della digital health,  sono un fenomeno del momento e si stanno dimostrando estremamente efficaci nell’aiutare le persone a mantenere uno stile di vita più sano. Rappresentano un valido aiuto nella prevenzione ed è anche per questo che sono diventate interessanti sia per tutte le aziende in relazione ai programmi di welfare aziendale; sia per le compagnie assicurative, la cui ambizione è oggi proprio quella di offrire non solo una copertura ‘a danno fatto’, ma piuttosto un servizio che prevenga il verificarsi del danno.

Come funziona Healthy Virtuoso

Virtuoso è nato con l’obiettivo di incentivare le persone ad adottare uno stile di vita meno pigro e sedentario, invogliandole a fare maggiore attività fisica. Al contrario di molte altre app per il fitness e lo sport, Virtuoso non utilizza il GPS e non traccia direttamente nessuna attività fisica. Si basa unicamente sui dati che arrivano da Google Fit (Android) e app Salute (iOS) e altre app compatibili con questi sistemi. Lo svolgimento di attività fisica giornaliera e la partecipazione a ‘sfide’ permette di accumulare crediti che possono essere convertiti in sconti e premi. Nello sviluppo prossimo dell’applicazione saranno inseriti altri ‘indicatori’ di benessere, come il monitoraggio del sonno o la meditazione.
In un anno e mezzo, da quando è stata lanciata, Virtuoso ha registrato oltre 120 mila download, in 113 Paesi. Piace, ha un alto numero di utenti attivi e ogni utente ha coinvolto in media almeno un’altra persona. L’applicazione è già stata utilizzata da diverse aziende, tra le prime KPMG, per realizzare delle sfide tra dipendenti, con l’obiettivo ultimo di aiutare le aziende stesse a migliorare il benessere dei dipendenti e spingere questi ultimi ad adottare comportamenti salutari.
Virtuoso si è dimostrata un’app particolarmente ingaggiante. – continua Severino – Cosa succede se si implementa una soluzione così sulla base clienti di un’assicurazione o di una banca? Succede che sarà la banca o l’assicurazione a creare questo tipo di coinvolgimento (l’applicazione può in teoria essere anche personalizzata). L’app, proprio per le sue caratteristiche, rappresenta quindi un’opportunità interessante anche per banche e assicurazioni, che per esempio possono utilizzarla anche nello sviluppo della fase della client acquisition.”.

Healthy Virtuoso, un nuovo touchpoint con il cliente

“Per le assicurazioni rappresentiamo un nuovo touchpoint con il cliente: sappiamo che fino a oggi i punti di contatto sono stati due, la sottoscrizione e il sinistro, momenti delicati in cui è difficile costruire una fidelizzazione del cliente. Virtuoso permette una relazione diversa, quotidiana, basata su nuovi elementi, ingaggianti, premianti. – continua Severino – Inoltre, permette all’assicurazione di conoscere meglio le abitudini e le reali necessità dei suoi clienti e da qui riuscire a proporre il prodotto giusto, al momento giusto, alla persona giusta. Così può restituire reale valore al cliente. Cambia completamente la value proposition, si passa dalla copertura di un generico rischio alla copertura del rischio specifico di quella certa persona: questo è certamente molto più ingaggiante per un cliente.”

Healthy Virtuoso e welfare aziendale

Incentivare stili di vita salutari sul posto di lavoro rappresenta per le aziende un’importante opportunità per migliorare la produttività e il coinvolgimento dei propri dipendenti.
“I risultati che abbiamo raggiunto con Virtuoso ci dimostrano che è in grado di coinvolgere e di modificare i comportamenti delle persone. Perciò lo abbiamo proposto alle aziende come strumento di welfare aziendale, dimostrando che anche sul posto di lavoro, dove le persone passano la maggior parte della loro vita, si può fare prevenzione, engagement, si può creare salute. La nostra proposta per le aziende, la Corporate Health Challenge, permette ad esempio di creare dei contest tra dipendenti attraverso i quali si possono vincere viaggi, voucher, ecc, e il risultato è stato ottimo, per i dipendenti è molto coinvolgente. Siamo molto soddisfatti dei primi progetti realizzati e dell’eco che ciò ha evidentemente avuto, perché molte aziende ci stanno chiamando. Ora il prossimo passo è costruire con assicurazioni e banche un prodotto, per il b2b principalmente, che sia anche un programma di prevenzione.”

Healthy Virtuoso e la collaborazione con BNP Paribas Cardif

Fino a oggi Healthy Virtuoso ha raccolto circa 700mila euro, da amici, familiari e qualche investitore privato, non ha ancora coinvolto nessun fondo di venture capital vero e proprio. Anche perché, spiega Severino, sia in ambito assicurativo così come nella salute, i tempi per far decollare le cose sono più lunghi rispetto ad altri settori e questo non si concilia con tutti gli investitori early stage. “Noi ci siamo attrezzati per camminare sulle nostre gambe e indirizzare le nostre energie in questo momento non al fund raising ma al mercato, a trovare clienti, a fatturare.”

Anche la partecipazione a Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif 2019 è stata per la startup un passo nella direzione ‘mercato’ poiché le ha permesso di sviluppare un rapporto diretto con la Compagnia.

“Siamo contenti di aver avviato la collaborazione con BNP Paribas Cardif, avendo esperienza di altri contest non ci aspettavamo nemmeno la tempestività con cui fin da subito il team R&D ci ha affiancato per mandare avanti i nostri progetti – conclude il Ceo della startup – Dopo aver vinto il contest, nei giorni successivi ci siamo subito incontrati per definire una roadmap dei passi da fare insieme, con l’obiettivo di individuare in quale direzione concentrare gli sforzi per realizzare un prodotto assicurativo innovativo. Siamo proprio felici di constatare una precisa volontà di andare avanti da parte della Compagnia, una concretezza che apprezziamo molto, e che siamo certi potrà dare i suoi frutti”.

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iComfort, come trasformare ogni edificio in smart building

Il solo risparmio energetico non basta per definire un edificio di nuova generazione (smart building). “Oggi tra i fattori da valutare c’è anche il benessere delle persone all’interno dell’edificio”. Parola di Ernesto Lombardi, Ceo di iComfort, società innovativa romana che vuole trasformare ogni costruzione in smart building. Con una strategia innovativa: monitorare non solo ogni tipo di fattore ambientale ma anche il monitoraggio degli spazi, e mettendo al centro il benessere della persona. Un progetto ambizioso che Lombardi cerca di realizzare grazie anche all’uso dei dati delle persone all’interno dei building. Non a caso iComfort è una delle realtà finaliste dell’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif dedicata alla Human Data Science.

La storia di iComfort

Appassionato di tecnologie, Ernesto Lombardi ha 50 anni e segue con entusiasmo tutto ciò che l’innovazione propone. Laureato in informatica, è nel mondo di internet fin dagli albori. Ha iniziato la carriera professionale in Nestlè nel 1995 seguendo i primi progetti internet per l’Italia e poi per Nestlé Europa a Vevey in Svizzera. Subito dopo è entrato nel Gruppo Enel e poi è stato nominato responsabile della market area di business development in Telecom Italia Learning Services. “Ricco di esperienze e di contatti, nel 2008 decido di fondare una mia società: nasce Smart Sys, realtà di sviluppo di software” racconta.

Intanto, però, ha in mente un’altra idea legata a un progetto di ricerca: “Monitorare in tempo reale umidità e temperatura dei musei” continua. Si mette così al lavoro per innovare gli strumenti ormai datati per questo scopo e inizia, così, a gettare le basi per quella che sarà poi iComfort. La società nasce ufficialmente come spin-off di Smart Sys nel giugno del 2019, grazie anche al supporto dell’incubatore Digital Magics. Allargando il progetto dai musei ai building in generale e il monitoraggio dei fattori ambientali a molto di più.

Che cosa fa iComfort e come

Considerata una realtà del proptech italiano, iComfort aiuta efficacemente le imprese ad affrontare le nuove esigenze legate agli Smart Workplace e agli Smart Building. Come? Con una piattaforma IoT e una dashbord che permettono di avere un ufficio più smart (consentendo di monitorare come, quando e dove i dipendenti utilizzano gli spazi dell’ufficio) e creando un ambiente migliore (monitorando qualità dell’aria, illuminazione, rumore).

Mediante una serie di sensori ed evolute analisi big data, in grado di integrare molteplici fonti di dati, fornisce utili indicazioni per l’ottimizzazione di diversi servizi, il miglioramento delle perfomance e l’engagement dei propri collaboratori.

Grazie a una piattaforma software customizzabile e scalabile secondo le necessità del cliente e a un set di analisi tailored, le aziende sono in grado di ricevere insight per definire e implementare politiche innovative per migliorare la workplace experience, e mantenere una solida reputazione. La dashboard permette un costante monitoraggio di tutti i parametri definiti anche attraverso una visualizzazione grafica intuitiva, report periodici, e segnalare eventuali eventi sentinella attraverso i principali sistemi di instant messaging.

Non solo. È in grado di fornire un supporto unico nel suo genere per il monitoraggio degli uffici (scrivania, phone boot, aree lounge) e dei diversi ambienti comuni (mense, sale riunioni, break, sale eventi), monitorando presenze e utilizzi per ogni piano. Tutto questo sia con una installazione on premise che in cloud.

Ad oggi iComfort supporta, anche grazie agli oltre 7000 sensori installati, 36 piani di diversi building, 78 sale riunioni, 4 mense e 7 hall, con uno o più sistemi di digital signage per piano e lavora con grandi realtà quali Modis, NTT Data, Indra.

La società creata da Ernesto Lombardi conta su un comitato scientifico, il cui ruolo è quello di fornire una guida per quanto riguarda le evoluzioni a lungo termine e le tendenze emergenti nel campo della gestione del posto di lavoro. La squadra è composta da professori e professionisti quali Andrea Ciaramella (professore associato del Politecnico di Milano), Federico Lessio (chief experience officer di Copernico) Eleonora Beatrice Fontana (Architetto dell’Innovazione).

Il modello di business

È un modello di business B2B quello seguito da iComfort: “Proponiamo alle grandi aziende di trasformare i propri edifici in smart building” dice Lombardi. “Garantire la qualità dell’aria interna, fare in modo che gli spazi siano sfruttati al meglio e in sicurezza sono ambizioni aziendali che hanno bisogno della tecnologia adatta per essere centrate. Noi abbiamo questa tecnologia” taglia corto il Ceo dell’azienda. Che punta sui vantaggi che iComfort può portare a lavoratori e aziende.

I vantaggi per aziende e dipendenti

“Chi lavora in una realtà dotata di mensa aziendale lo sa bene: quante volte avete dovuto fare i conti con la fila e i minuti contati? iComfort potrebbe risolvere il problema con un semplice messaggio in intranet che avvisa l’utente nel momento in cui la mensa è libera” racconta il Ceo. E questo è solo uno degli esempi di come questa realtà vuole influire sul benessere delle persone all’interno di un edificio. Perché se di qualità dell’aria, anche negli spazi chiusi, si parla spesso, meno conosciute sono situazioni legate alla quotidianità professionale.

Adottare le soluzioni proposte da iComfort può essere vantaggioso anche per le aziende: “In un grande open space a Milano una scrivania può costare 8mila euro all’anno. Ottimizzare gli spazi significa migliorarne la gestione risparmiando: se in un’azienda con 100 scrivanie si riduce del 10% l’occupazione di questi mobili, si avrà come risultato una riduzione del costo totale”.

I progetti futuri sulle compagnie

Se alla call di Open F@b iComfort ha partecipato puntando sull’uso dei dati del proprio sistema, in linea con la call di Paribas Cardif, la società ha ora in mente nuovi progetti che potrebbero interessare le compagnie. “Stiamo lavorando su algoritmi evoluti per creare un sistema che permetta di mettere in sicurezza l’edificio” dice Lombardi. Qualcosa che potrebbe fare gola alle compagnie attente alla trasformazione digitale. Ma per ora il Ceo non dice altro: “Abbiamo il brutto vizio prima del fare e poi del dire” conclude.

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BeFreest, la startup che ha ideato il naso digitale che monitora la qualità dell’aria

Quando BeFreest ha deciso di partecipare all’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, classificandosi come finalista, l’ha fatto con una consapevolezza: “La qualità dell’aria che respiriamo può avere un impatto anche nel settore assicurativo” dice Fabio Cerino, founder della startup innovativa con sede a Taranto che si occupa di qualità dell’aria. E che, con un prodotto in particolare, Nose, vuole attirare l’interesse anche delle Compagnie.

La storia di BeFreest

Ingegnere, 51 anni, origini pugliesi, Fabio Cerino si definisce uno “startupper maturo”. E in effetti alle startup Cerino arriva in una seconda fase della sua vita. Nella prima, si laurea in ingegneria a Bologna e vive lì per 18 anni. Poi torna nella sua Taranto dove fonda Minerva, società di ingegneria che si occupa di efficienza energetica. La scintilla che farà scattare in lui l’idea di una startup risale al 2017 quando, sul palco del TEDX a Taranto, incontra Fabio D’Aniello: 43 anni, tarantino, Fabio ha un’altra società, Robotronix, attiva nell’ambito di prototipazioni nel settore meccatronico. Diventerà l’altro cofounder di BeFreest. Tra i due nasce un legame d’amicizia, oltre che professionale. E, insieme, decidono di dar vita a una nuova realtà che, da una parte, possa realizzare la vocazione innovativa di entrambi e, dall’altra, diventare una sorta di incubatore di idee innovative capaci di coinvolgere i giovani e avvicinarli all’innovazione.

BeFreest viene fondata nell’agosto del 2018 a Taranto, “con una procedura telematica della Camera di Commercio con la quale abbiamo speso solo 200 euro” racconta Fabio Cerino. Tra i progetti messi a punto dalla giovane impresa c’è Nose: “Si chiama così perché è un naso, respira con noi e rileva gli agenti inquinanti presenti nell’aria” racconta l’imprenditore. E, proprio questo, è il progetto presentato durante Open F@b Call4Ideas 2019.

Nose, il progetto finalista a Open F@b

Nose è un dispositivo progettato per valutare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi. Si tratta di un multisensore in grado di misurare la presenza e la concentrazione di gas Radon (inquinante e cancerogeno), di CO2 e di TVOC, temperatura, umidità e pressione atmosferica, oltre ad altri componenti inquinanti (custom PM10 e PM2,5), negli ambienti in cui è installato. I dati raccolti in tempo reale, attrverso comunicazione protetta e dedicata via internet, sono raccolti in un apposito server cloud (hub) per la conservazione e la successiva elaborazione, consentendone la pubblicazione su apposita interfaccia web dedicata dalla quale è possibile scaricare report giornalieri, settimanali e mensili. Hub comanda, attraverso un’interfaccia di comunicazione e controllo, neuron, i dispositivi di ventilazione che, al raggiungimento di soglie di allarme presettate per ciascun inquinante, vengono attivati, con logica IoT, consentendo un corretto e controllato ricambio d’aria degli ambienti in cui è installato il sistema.

Il modello di business

“Il prototipo è stato realizzato sei mesi fa, ora stiamo producendo la seconda serie” continua il founder. E puntualizza: “Lo stiamo già fornendo e installando in diversi comuni e province pugliesi”. Il modello di business prevede la “fornitura del sistema di rilevazione in comodato d’uso, mentre gli apparati di ventilazione possono essere acquistati direttamente dal cliente. Al quale forniamo anche il monitoraggio continuo della qualità dell’aria dell’ambiente in cui vive e una reportistica da scaricare dal portale web. I dati raccolti vengono resi noti anche al sistema di controllo degli apparati di ventilazione che si accendono in caso di bisogno, cioè quando vengono superate le soglie degli agenti inquinanti”.

La call di Open F@b e l’impatto di Nose sulle assicurazioni

“È stato molto interessante partecipare alla call di Open F@b perché la qualità dell’aria incide sulla salute delle persone. Human data science (tema della call 2019, ndr) per noi ha significato proporre un sistema per dare informazioni sui luoghi in cui viviamo e su come questi luoghi possono incidere sulla salute” spiega Fabio Cerino. In tutto ciò c’è poi un’azione positiva: “Noi vogliamo migliorare la qualità dell’aria” dice. E questo potrebbe ingolosire le compagnie e le forme assicurative sui posti di lavoro. “È un po’ come la scatola nera che si mette sulle automobili: se metti la scatola nera ti abbasso il premio perché so cosa stai facendo. Nei luoghi di lavoro io potrei abbassare un premio assicurativo perché so che aria stai respirando, so qual è la qualità del luogo che stai vivendo. Quindi, se sei esposto ad agenti inquinanti il rischio di contrarre malattie è più elevato; al contrario se prevengo queste esposizione il rischio si abbatte”. Dunque, Nose potrebbe essere un prodotto da prendere in considerazione nel mondo assicurativo. “La call di open F@b è stata interessante proprio perché avvenuta all’interno di di questo settore. BNP Paribas Cardif è una grande compagnia. E spero che con questo importante player da gennaio possa aprirsi un confronto sulla nostra idea: perché la messa a disposizione di una mole di dati che interessa potenziali clienti può essere importante per studi di settore ma anche per calibrare proposte ad hoc per il mondo del lavoro” conclude l’imprenditore.

L’articolo BeFreest, la startup che ha ideato il naso digitale che monitora la qualità dell’aria proviene da InsuranceUp.