Lemonade, l’unicorno Usa insurtech arriva in Francia

L’unicorno insurtech newyorkese Lemonade sbarca nel suo terzo paese europeo con il lancio in Francia, dopo essere entrata sul mercato olandese nei primi mesi di quest’anno e in quello tedesco a giugno 2019.

Si tratta di un mercato ad alta concorrenza, poiché in Francia l’assicurazione sulla casa è spesso richiesta per legge, ma questo non ha spaventato i fondatori. “Riusciremo a distinguerci grazie al nostro mix unico di valori e tecnologia. Daremo la possibilità ai consumatori francesi di ottenere coperture rapide, personalizzate, mission-oriented e acquistabili da qualsiasi smartphone attraverso la nostra app” ha dichiarato il CEO e fondatore Daniel Schreiber.

Lemonade, di cui abbiamo seguito l’evoluzione, è la prima insurtech certificata come B Corp e si è quotata al NYSE questo luglio raccogliendo tre volte i capitali che si era posta come obiettivo, con alle spalle colossi come SoftBank, Sequoia Capital, GV, Aleph. A luglio 2020 aveva raccolto 480 milioni di dollari in capitale di rischio, tra cui circa 300 milioni investiti dal colosso giapponese SoftBank, che detiene circa il 21,8% delle azioni.

La principale particolarità di Lemonade è il suo modello assicurativo basato sul business etico, che mette in pratica le teorie dell’economia comportamentale: Lemonade trattiene per sé una cifra fissa per le operazioni svolte, e devolve a fine anno il profitto di sottoscrizione non utilizzato a coprire i sinistri ad enti di beneficienza scelti dal cliente.

Costruita con tecnologie di intelligenza artificiale, machine learning e chatbot, Lemonade si distingue anche per essere tra le applicazioni più veloci nella gestione di un processo di sottoscrizione, che dura al massimo un paio di minuti, ed è arrivata a gestire un claim in soli 3 secondi. È probabilmente anche la prima assicurazione ad aver aperto al mondo degli sviluppatori le proprie API, permettendo ad operatori esterni quali ecommerce, servizi finanziari, sicurezza domestica e non solo di integrare le sue proposte assicurative nel proprio servizio, offrendo una copertura al cliente senza bisogno di passaggi successivi.

Veloce, open e customer centric, Lemonade progetta di continuare a crescere in Europa, e tra i suoi obiettivi c’è anche l’Italia. In un panorama insurtech che vede la crescita della propensione dei clienti a sperimentare attori non tradizionali, la società potrebbe trovare terreno fertile – e magari dare una scossa ad un settore dove l’offerta di digitalizzazione ancora fatica ad incontrare la crescente domanda.

L’articolo Lemonade, l’unicorno Usa insurtech arriva in Francia proviene da InsuranceUp.


Investimenti fintech, i megaround figli del Covid

Sono 9,3 i miliardi di dollari investiti in startup fintech globalmente nel secodno trimestre 2020, con un aumento del 17% rispetto al trimestre precedente, riporta Business Insider. Il numero di operazioni è sceso da 452 nel primo trimestre a 397, tuttavia vi sono stati ben 28 megaround (colpi da oltre 100 milioni di dollari) destinati a fintech affermate, che si sono fatte notare in particolare durante la pandemia di Covid-19, che come è noto, ha spinto la digitalizzazione.

I megaround figli del Covid

Tra gli investimenti di maggior spicco (quasi tutti in US), si segnala quello nel gigante dei pagamenti Stripe (600 milioni di dollari); l’applicazione di trading Robinhood (280 milioni di dollari, anche se ha già raccolto altri 320 milioni di dollari nel terzo trimestre); la neobank Nubank con sede in Brasile (300 milioni di dollari); la neobank Varo (241 milioni di dollari) e  l’insurtech Duck Creek (230 milioni di dollari).

Duck Creek non è stata l’unica insurtech: Oscar Health  ha raccolto 225 milioni di dollari, Pie Insurance 127 milioni di dollari, States Title 123 milioni di dollari,  sfiora il titolo di megaround BoughtByMany con 98 milioni di dollari e Coalition con 90 milioni di dollari.

Gli investitori hanno cercato di capitalizzare su società tech che soddisfano la crescente domanda di digitalizzazione. Ad esempio, i timori di essere sostituiti da player più sofisticati dal punto di vista tecnologico stanno spingendo gli assicuratori tradizionali a migliorare la loro offerta digitale, aumentando il valore dei fornitori di software specializzati come Duck Creek. E la conseguente volatilità del mercato che ne è derivata ha incoraggiato un maggior numero di consumatori a cercare piattaforme di investimento, guidando la crescita degli utenti e dei ricavi per il trading di applicazioni come Robinhood.

 

Cosa fa Duck Creek, che ha lanciato IPO

Duck Creek opera nel settore Software as a Service (Saas) e offre programmi specifici pensati per assicuratori e agenzie interessate ad avviare un processo di trasformazione digitale.

La suite di soluzioni SaaS Duck Creek Suite fornisce alle compagnie applicazioni aperte e altamente configurabili in tutte le aree principali delle loro attività, come l’amministrazione delle polizze, la fatturazione, i sinistri, l’analisi, i contenuti del settore, la gestione della distribuzione e la gestione della riassicurazione, tutte fondamentali per le loro trasformazioni digitali. Duck Creek OnDemand è la principale soluzione di sistema SaaS per il settore P&C.

Nelle prime settimane di agosto Duck Creek si è resa protagonista anche di un entusiasmante lancio in Borsa, al Nasdaq, che ha fatto balzare la sua valutazione a circa 3 miliardi di dollari e la raccolta di capitali a oltre 450 milioni di dollari. Il che, dice Techcrunch, per una società che negli ulti tre trimestri ha fatturato poco più di 150 milioni, è un grande successo.

Duck Creek è il prossimo colosso insurtech.

Photo by Elena G on Unsplash

L’articolo Investimenti fintech, i megaround figli del Covid proviene da InsuranceUp.


Lemonade IPO, valore raddoppiato in pochi giorni

La società insurtech newyorkese Lemonade, caso per ora unico di compagnia assicurativa società benefit, finanziata da colossi come SoftBank, Sequoia Capital, GV, Aleph, ha debuttato in Borsa (NYSE) nei giorni scorsi con l’obiettivo di raccogliere capitali per 100 milioni di dollari e invece ne ha già raccolto 319, secondo quanto riportano diversi media US, tra cui Investor’s Business Daily.

Come altre cosiddette società insurtech, Lemonade, di cui abbiamo spesso parlato, mira a sconvolgere un’industria secolare che è ancora dominata da una manciata di nomi tradizionali e che è stata piuttosto lenta a digitalizzarsi.

La società ha fino a oggi raccolto complessivamente circa 480 milioni di dollari in capitale di rischio, di questi circa 300 milioni  sono quelli investiti dal colosso giapponese SoftBank, che detiene circa il 21,8% delle azioni.

“Sfruttando la tecnologia, i dati, l’intelligenza artificiale, il design contemporaneo e l’economia comportamentale, crediamo di rendere l’assicurazione più piacevole, più accessibile, più precisa e di maggiore impatto sociale”, ha dichiarato Lemonade nel prospetto presentato per l’IPO.

Nello stesso prospetto ha anche dichiarato che dal suo lancio alla fine del 2016, il premio lordo scritto (o GWP) ha raggiunto i 116 milioni di dollari nel 2019 dai 9 milioni di dollari nel 2017. Per i tre mesi terminati il 31 marzo 2020, il GWP è stato di 38 milioni di dollari. La compagnia ha assicurato 425.000 case nel 2018, rispetto alle 100.000 della fine del 2017.

Le entrate della insurtech sono passate da 2 milioni di dollari nel 2017 a 67 milioni di dollari nel 2019, in crescita del 200% rispetto all’anno precedente. Le sue perdite nette sono aumentate nello stesso arco di tempo, passando da 28 milioni di dollari nel 2017 a 109 milioni di dollari nel 2019. Per il primo trimestre del 2020 le entrate sono state di 26 milioni di dollari e le perdite nette sono state di 37 milioni di dollari. L’azienda, che non ha raggiunto la redditività, si aspetta maggiori perdite man mano che investe per far crescere l’impresa.

Lemonade opera in tutti gli Stati Uniti e si è recentemente espansa in Germania e nei Paesi Bassi.

Lemonade ha venduto 11 milioni di azioni a 29 dollari ciascuna, superando la fascia alta della sua fascia di prezzo prevista, ma con una valutazione inferiore al suo ultimo finanziamento privato. La società ha alzato la fascia di prezzo per la quotazione questa settimana dopo una forte domanda. La sua capitalizzazione di mercato è  ancora al di sotto dei circa 2 miliardi di dollari di valutazione pre-money che gli investitori, inclusa la SoftBank giapponese, le avevano assegnato l’anno scorso.

L’IPO di Lemonade doveva già avvenire a novembre 2019, ma fu sospesa per via di un mercato azionario non del tutto favorevole in quel periodo a tech company e startup.

Il debutto attuale, invece, si inquadra in un momento molto favorevole e segue una serie di IPO tecnologiche che hanno soddisfatto la forte domanda degli investitori pubblici, come la piattaforma per le video conferenze ZoomInfo e la società di vendita di auto usate Vroom.

Secondo alcuni analisti, Lemonade è un’azienda che divide le opinioni. I suoi fondatori e sostenitori la vedono come un’azienda che sconvolge coraggiosamente un’industria conservatrice, stagnante e inerziale; i suoi critici la considerano una straordinaria macchina di propaganda con poca crescita al di là di un’impressionante esperienza di prodotto da parte dei suoi clienti.

Ricordiamo però, che a differenza di altre insurtech, Lemonade è un cosiddetto assicuratore full stack, il che significa che si assume il rischio sul proprio bilancio piuttosto che passarlo a un assicuratore più affermato. Ciò significa che ha un maggiore controllo sulle polizze che vende, ma è anche un modello di business che richiede più capitale.

L’articolo Lemonade IPO, valore raddoppiato in pochi giorni proviene da InsuranceUp.


Claim management, la startup svedese Insurello ora punta all’estero

Insurello, la startup svedese che aiuta i consumatori a ottenere un equo indennizzo dalle compagnie di assicurazione dopo incidenti personali, ha annunciato di aver raccolto altri 7,1 milioni di euro. Il round è stato guidato dalla società nordica di venture capital Inventure, co-lead di Schibsted, e con la partecipazione di Luminar Ventures.

Fondata nel 2017, Insurello opera nel settore del claim management , ha gestito oltre 85.000 richieste di risarcimento assicurativo e ha pagato ai consumatori più di 7 milioni di euro di indennizzo. Negli ultimi 12 mesi ha anche raddoppiato il suo team, arrivando a 70 persone. Insurello gestisce l’intero processo di liquidazione dei sinistri e identifica risarcimenti di cui gli utenti non erano nemmeno a conoscenza, ponendosi quindi quale intermediario tra clienti e compagnie.

“Ci battiamo per il diritto di tutti a un equo risarcimento, indipendentemente dalle esperienze, dalle conoscenze o dal background precedenti. Purtroppo, molte persone perdono il denaro a cui hanno diritto. – ha detto in una nota stampa Marcus Janback, CEO e fondatore di Insurello – Possiamo aiutare le compagnie di assicurazione ad automatizzare e semplificare il processo di risarcimento attraverso la nostra piattaforma e, di conseguenza, aiutare un maggior numero di consumatori ad ottenere il risarcimento cui hanno diritto”.

Il nuovo capitale sarà utilizzato principalmente per lo sviluppo del prodotto, anche se un’altra parte importante sarà quella di creare consapevolezza sul fatto di avere diritto al risarcimento dopo vari danni alla persona.

“C’è stato un enorme interesse per Insurello e ora abbiamo l’opportunità perfetta per attrezzarci ed espanderci verso nuovi mercati. Continueremo anche ad automatizzare il nostro prodotto e a semplificarlo per i consumatori.”

Solo in Svezia, riporta la società, ogni anno si verificano circa 600.000 incidenti personali. Un gran numero di persone infortunate non ottiene un risarcimento. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la procedura media dei sinistri viene percepita come eccessivamente complicata, nonché al fatto che molte persone non sono a conoscenza di tutte le assicurazioni da cui sono coperte. Lo stesso vale per le richieste di risarcimento per i ritardi dei voli, che è la ragione alla base della recente acquisizione di If delayed.com da parte di Insurello.

“Insurello è una delle poche startup che continua a crescere anche in tempi incerti. Ora stiamo investendo non solo in un prodotto che risolve un grosso problema per i consumatori, ma anche in un grande team che ha tutte le giuste qualità necessarie per un’espansione verso nuovi mercati europei. Crediamo sinceramente nella missione di Insurello e vogliamo essere parte del successo che andrà avanti”, ha dichiarato Linus Dahg, Partner, Inventure.

L’articolo Claim management, la startup svedese Insurello ora punta all’estero proviene da InsuranceUp.


Lemonade IPO, valore raddoppiato in pochi giorni

La società insurtech newyorkese Lemonade, caso per ora unico di compagnia assicurativa società benefit, finanziata da colossi come SoftBank, Sequoia Capital, GV, Aleph, ha debuttato in Borsa (NYSE) nei giorni scorsi con l’obiettivo di raccogliere capitali per 100 milioni di dollari e invece ne ha già raccolto 319, secondo quanto riportano diversi media US, tra cui Investor’s Business Daily.

Come altre cosiddette società insurtech, Lemonade, di cui abbiamo spesso parlato, mira a sconvolgere un’industria secolare che è ancora dominata da una manciata di nomi tradizionali e che è stata piuttosto lenta a digitalizzarsi.

La società ha fino a oggi raccolto complessivamente circa 480 milioni di dollari in capitale di rischio, di questi circa 300 milioni  sono quelli investiti dal colosso giapponese SoftBank, che detiene circa il 21,8% delle azioni.

“Sfruttando la tecnologia, i dati, l’intelligenza artificiale, il design contemporaneo e l’economia comportamentale, crediamo di rendere l’assicurazione più piacevole, più accessibile, più precisa e di maggiore impatto sociale”, ha dichiarato Lemonade nel prospetto presentato per l’IPO.

Nello stesso prospetto ha anche dichiarato che dal suo lancio alla fine del 2016, il premio lordo scritto (o GWP) ha raggiunto i 116 milioni di dollari nel 2019 dai 9 milioni di dollari nel 2017. Per i tre mesi terminati il 31 marzo 2020, il GWP è stato di 38 milioni di dollari. La compagnia ha assicurato 425.000 case nel 2018, rispetto alle 100.000 della fine del 2017.

Le entrate della insurtech sono passate da 2 milioni di dollari nel 2017 a 67 milioni di dollari nel 2019, in crescita del 200% rispetto all’anno precedente. Le sue perdite nette sono aumentate nello stesso arco di tempo, passando da 28 milioni di dollari nel 2017 a 109 milioni di dollari nel 2019. Per il primo trimestre del 2020 le entrate sono state di 26 milioni di dollari e le perdite nette sono state di 37 milioni di dollari. L’azienda, che non ha raggiunto la redditività, si aspetta maggiori perdite man mano che investe per far crescere l’impresa.

Lemonade opera in tutti gli Stati Uniti e si è recentemente espansa in Germania e nei Paesi Bassi.

Lemonade ha venduto 11 milioni di azioni a 29 dollari ciascuna, superando la fascia alta della sua fascia di prezzo prevista, ma con una valutazione inferiore al suo ultimo finanziamento privato. La società ha alzato la fascia di prezzo per la quotazione questa settimana dopo una forte domanda. La sua capitalizzazione di mercato è  ancora al di sotto dei circa 2 miliardi di dollari di valutazione pre-money che gli investitori, inclusa la SoftBank giapponese, le avevano assegnato l’anno scorso.

L’IPO di Lemonade doveva già avvenire a novembre 2019, ma fu sospesa per via di un mercato azionario non del tutto favorevole in quel periodo a tech company e startup.

Il debutto attuale, invece, si inquadra in un momento molto favorevole e segue una serie di IPO tecnologiche che hanno soddisfatto la forte domanda degli investitori pubblici, come la piattaforma per le video conferenze ZoomInfo e la società di vendita di auto usate Vroom.

Secondo alcuni analisti, Lemonade è un’azienda che divide le opinioni. I suoi fondatori e sostenitori la vedono come un’azienda che sconvolge coraggiosamente un’industria conservatrice, stagnante e inerziale; i suoi critici la considerano una straordinaria macchina di propaganda con poca crescita al di là di un’impressionante esperienza di prodotto da parte dei suoi clienti.

Ricordiamo però, che a differenza di altre insurtech, Lemonade è un cosiddetto assicuratore full stack, il che significa che si assume il rischio sul proprio bilancio piuttosto che passarlo a un assicuratore più affermato. Ciò significa che ha un maggiore controllo sulle polizze che vende, ma è anche un modello di business che richiede più capitale.

L’articolo Lemonade IPO, valore raddoppiato in pochi giorni proviene da InsuranceUp.


Claim management, la startup svedese Insurello ora punta all’estero

Insurello, la startup svedese che aiuta i consumatori a ottenere un equo indennizzo dalle compagnie di assicurazione dopo incidenti personali, ha annunciato di aver raccolto altri 7,1 milioni di euro. Il round è stato guidato dalla società nordica di venture capital Inventure, co-lead di Schibsted, e con la partecipazione di Luminar Ventures.

Fondata nel 2017, Insurello opera nel settore del claim management , ha gestito oltre 85.000 richieste di risarcimento assicurativo e ha pagato ai consumatori più di 7 milioni di euro di indennizzo. Negli ultimi 12 mesi ha anche raddoppiato il suo team, arrivando a 70 persone. Insurello gestisce l’intero processo di liquidazione dei sinistri e identifica risarcimenti di cui gli utenti non erano nemmeno a conoscenza, ponendosi quindi quale intermediario tra clienti e compagnie.

“Ci battiamo per il diritto di tutti a un equo risarcimento, indipendentemente dalle esperienze, dalle conoscenze o dal background precedenti. Purtroppo, molte persone perdono il denaro a cui hanno diritto. – ha detto in una nota stampa Marcus Janback, CEO e fondatore di Insurello – Possiamo aiutare le compagnie di assicurazione ad automatizzare e semplificare il processo di risarcimento attraverso la nostra piattaforma e, di conseguenza, aiutare un maggior numero di consumatori ad ottenere il risarcimento cui hanno diritto”.

Il nuovo capitale sarà utilizzato principalmente per lo sviluppo del prodotto, anche se un’altra parte importante sarà quella di creare consapevolezza sul fatto di avere diritto al risarcimento dopo vari danni alla persona.

“C’è stato un enorme interesse per Insurello e ora abbiamo l’opportunità perfetta per attrezzarci ed espanderci verso nuovi mercati. Continueremo anche ad automatizzare il nostro prodotto e a semplificarlo per i consumatori.”

Solo in Svezia, riporta la società, ogni anno si verificano circa 600.000 incidenti personali. Un gran numero di persone infortunate non ottiene un risarcimento. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la procedura media dei sinistri viene percepita come eccessivamente complicata, nonché al fatto che molte persone non sono a conoscenza di tutte le assicurazioni da cui sono coperte. Lo stesso vale per le richieste di risarcimento per i ritardi dei voli, che è la ragione alla base della recente acquisizione di If delayed.com da parte di Insurello.

“Insurello è una delle poche startup che continua a crescere anche in tempi incerti. Ora stiamo investendo non solo in un prodotto che risolve un grosso problema per i consumatori, ma anche in un grande team che ha tutte le giuste qualità necessarie per un’espansione verso nuovi mercati europei. Crediamo sinceramente nella missione di Insurello e vogliamo essere parte del successo che andrà avanti”, ha dichiarato Linus Dahg, Partner, Inventure.

L’articolo Claim management, la startup svedese Insurello ora punta all’estero proviene da InsuranceUp.


La startup insurtech Hippo compra una compagnia assicurativa

La compagnia insurtech Hippo allarga il proprio bacino d’utenza nel mercato delle assicurazioni americane, preparandosi ad operare in 47 Stati su 50. Dopo tre anni di collaborazione, infatti, sono ora in corso le trattative che permetterebbero alla startup californiana di acquisire Spinnaker Insurance Company, compagnia assicurativa dell’Illinois specializzata nel settore danni e infortuni.

Hippo: innovazione smart per l’assicurazione casa

Hippo Insurance Company è stata fondata nel 2015 a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley. Ha iniziato a vendere polizze assicurative due anni dopo, e da quel momento non si è più fermata: dopo una serie di investimenti fortunati, infatti, nel 2019 è entrata nel club degli “unicorni”, le aziende innovative non ancora quotate in Borsa che hanno però già raggiunto una valutazione da almeno un miliardo di dollari.

Con i suoi servizi, Hippo punta a rivoluzionare il mercato delle polizze casa offrendo servizi smart e digitalizzati, che rispondono alle nuove esigenze dei clienti. Sul sito dell’insurtech è infatti possibile sottoscrivere rapidamente assicurazioni per i propri gadget tecnologici e gli elettrodomestici, ma anche proteggersi da eventuali problemi riscontrati con la fornitura di acqua o gas o i danni da furto e incendio.

Grazie alla partnership con Xfinity, le polizze assicurative sottoscritte da Hippo offrono anche un servizio di monitoraggio digitale che tramite 5 diversi sensori permette di tenere sotto controllo la situazione domestica in tempo reale e allertare in caso di rischio. Questo permette di individuare i problemi e risolverli rapidamente, prima che diventino tanto gravi da richiedere interventi invasivi o costosi.

Il pacchetto Home Care, poi, assicura teleassistenza anche per i problemi quotidiani, da una lampadina fulminata al lavandino intasato: è sufficiente prendere appuntamento online per entrare in contatto con un professionista del mestiere. “In Hippo, crediamo che una casa intelligente sia una casa più sicura” si legge sul sito della compagnia.

Hippo opera oggi come Managing General Agent (MGA) e vende quindi i propri servizi tramite una rete di partner abilitati. Grazie a questo sistema, negli ultimi anni la startup ha potuto ampliare il proprio raggio d’azione e arricchire la gamma di prodotti, offrendo in alcuni Stati americani assicurazioni contro terremoti (tramite Palomar), allagamento (tramite Neptune Flood) o danni causati da forti venti (grazie a Velocity).

L’acquisizione di Spinnaker

Spinnaker Insurance Company, attiva dal 2015, è una compagnia assicurativa dell’Illinois specializzata nel settore danni e infortuni. La collaborazione con Hippo è stata avviata già nel 2017, e oggi Spinnaker vende le polizze dell’azienda californiana già in 18 Stati. In seguito all’acquisizione, Spinnaker continuerà ad operare in modo indipendente ma avrà accesso alle risorse messe a disposizione da Hippo, favorendo così la crescita reciproca. Dall’altro lato, Hippo sfrutterà le licenze di Spinnaker per operare in tutti i 47 Stati americani coperti da quest’ultima.

“Siamo contenti di entrare a far parte della famiglia di Hippo. Fin dal lancio nel 2015, Spinnaker ha sempre sostenuto il concetto di valore aggiunto: lavorare per creare prodotti che aiutino i clienti, i produttori e gli assicuratori. Sappiamo che Hippo condivide questi ideali” ha detto Dave Ingrey, CEO di Spinnaker.

Sulla stessa linea d’onda anche il Chief Insurance Officer di Hippo, Rick McCathron, che ha commentato: “Spinnaker conosce la complessità dell’industria assicurativa e rispecchia i nostri stessi standard. Siamo fieri del lavoro fatto come partner, e puntiamo ora a chiudere l’acquisizione”.

L’articolo La startup insurtech Hippo compra una compagnia assicurativa proviene da InsuranceUp.


Insurtech, 11 startup che stanno cambiando le assicurazioni

Secondo i dati di Willis Towers Watson , nel 2019 gli investimenti insurtech a livello globale hanno raggiunto i 6,37 miliardi di dollari, un nuovo record, al punto che le cifre del 2019 rappresentano il 33,9% del totale storico raccolto nel settore.

Nel corso dell’anno, sono stati effettuati otto round di investimenti che hanno creato cinque nuovi unicorni (start-up con un valore di oltre 1 miliardo di dollari), 9 round hanno registrato valori di transazione di oltre 100 milioni di dollari. Il 2019 ha visto anche un salto del 90% nei round di investimento oltre i 40 milioni di dollari, mentre diminuiscono gli investimenti di piccolo taglio, ciò significa che il mercato diventa più maturo.

Insomma, il 2019 è stato decisivo per consolidare le migliori startup internazionali insurtech, alcune delle quali hanno raggiunto la condizione di unicorno nel panorama assicurativo e rappresentano oggi i player in grado di modificare il mercato, determinare nuovi comportamenti e ‘stabilizzare’ il cambiamento che hanno portato nell’industria.

Il dottor Andrew Johnston, responsabile globale del settore insurtech presso Willis Re, ha commentato in una nota stampa: “Il 2019 è stato l’anno in cui le singole startup insurtech hanno iniziato ad imporsi in specifici segmenti del mercato, sia in determinati linee di business che nell’uso di particolari tecnologie. Ad esempio, l’azienda britannica Concirrus, con sede nel Regno Unito, è ora chiaramente il precursore nell’analisi comportamentale per i mercati specializzati. Ma se da un lato le notizie insurtech sono caratterizzate dalle enormi valutazioni e ‘postulazioni dell’arte del possibile’, dall’altro c’è anche una storia molto reale che non è così positiva, rappresentata dai fallimenti. Il numero è molto difficile da calcolare, ma i nostri dati indicano che negli ultimi tre anni circa 184 società insurtech finanziate potrebbero aver chiuso i battenti”.

Quali sono dunque le società unicorni che stanno cambiando le assicurazioni a livello globale?

Gli unicorni insurtech 2020

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Wefox Group

Wefox Group è attiva con wefox, una piattaforma digitale che mette in contatto fornitori di assicurazioni, distributori e clienti (un broker, praticamente), e ONE, un’app consumer che intende reinventare il servizio assicurativo sfruttando i dati ma con grande attenzione alla data protection. Il suo pilastro è la customer experience. Oggi l’azienda nata nel 2017 serve oltre 1.500 broker e più di 400.000 clienti. Ha raccolto in diversi round d’investimento circa 268 milioni di dollari e adesso è diventato il primo unicorno europeo dell’insurtech.

Valutazione: 1,68 miliardi di dollari

Sede centrale: Berlino

Lemonade

Lemonade, la compagnia di assicurazione per il contenuto e la responsabilità civile rivolta ai residenti urbani è una società certificata B-Corporation che si concentra sulla restituzione attraverso donazioni di beneficenza con gli avanzi di denaro del pool assicurativo dell’utente. Funziona in modo inverso al modello assicurativo tradizionale, prendendo una quota fissa, pagando le richieste di risarcimento in pochi minuti e donando gli avanzi alle cause. Inoltre, come molte società finanziarie oggi, Lemonade ha un bot di IA, Maya, integrato nei suoi servizi di messaggistica per fornire preventivi e consigli, permettendo ai clienti di ottenere l’assicurazione in pochi secondi. E’ operativo in USA e in Germania. Recentemente si sta interessando alle polizze per gli animali domestici.

Valutazione: 2 miliardi di dollari

Sede centrale: New York

Oscar Health

Oscar è una compagnia di assicurazione sanitaria che impiega tecnologia, design e dati per umanizzare l’assistenza sanitaria. L’azienda offre piani a singoli, coppie e famiglie che vivono in zone di New York, New Jersey, California e Texas e che non ricevono un’assicurazione sanitaria da un datore di lavoro. Fino a oggi ha raccolto in investimenti circa 1,3 miliardi di dollari. E’ stata fondata da Mario Schlosser e Joshua Kushner (fratello del Kushner sposato con Ivanka Trump e consigliere del presidente).
Attualmente ha 400.000 clienti che conta di trasformare in 2 milioni di fatturato entro il 2020.

Valutazione: oltre 3,2 miliardi di dollari (fonte Business insider)

Sede centrale: New York

Digital360 awards

Presenta il tuo progetto digitale ad una platea di CIO delle più importanti aziende
Digital Transformation
Open Innovation

Scopri come candidare il tuo progetto

Hippo

E’ nata in California dall’iniziativa di due imprenditori seriali di origini israeliane e sta rivoluzionando il mercato delle polizze casa, rivolgendosi con le sue proposte ai consumatori finali. Il suo modello di business, basato su un uso di diverse tecnologie integrate, le ha permesso di conquistare grossi finanziatori lungo il suo percorso e recentemente di chiudere un round da 100 milioni di dollari. Hippo ha sviluppato un sistema di tecnologie integrate (sensori collegati a Internet, immagini satellitari, automazione, big data) per offrire ai proprietari di case polizze assicurative migliori e idealmente più economiche.

Valutazione: 1 miliardo di dollari (fonte Fortune)

Sede centrale: San Francisco

Next Insurance

Next Insurance si è indirizza fin dal suo esordio al settore delle assicurazioni commerciali per liberi professionisti e piccole imprese. La sua missione è rendere accessibile, facile, trasparente, soddisfacente, veloce e a basso costo la stipula di una polizza per microimprese a tutte quelle piccole attività commerciali e professionali fino a oggi abbastanza dimenticate dal sistema assicurativo: il barbiere, l’estetista, il personal trainer, il fotografo, il muratore, il babysitter, il massaggiatore, la lavanderia, la collaboratrice domestica, il DJ, l’organizzatore di eventi.
Un popolo di professionisti ai quali la società offre sia una polizza RC generale che copre eventuali danni o infortuni accidentali a persone o cose nell’esercizio di ciascuna professione; sia una polizza RC professionale, che protegge da azioni legali e richieste di risarcimento per negligenza ed errori professionali.

Valutazione: 1 miliardo di euro (fonte Crunchbase)
Sede centrale: Palo Alto

Bright Health

Co-fondata a Minneapolis da un veterano del settore assicurativo, già amministratore delegato di United Healthcare, e altri due manager del settore sanitario, Bright Health si impone nel panorama US delle insurtech già nel 2016, quando ottiene un primo finanziamento di 80 milioni. La società nasce customer centric, grazie all’uso dei big data. E fa leva sull’esperienza del cliente, offrendogli servizi sanitari attraverso un’app.

Valutazione: 1 miliardo di dollari

Sede centrale: Minneapolis

Root Insurance

Root Insurance è stata la prima compagnia di assicurazione mobile-first in US autorizzata. È data-driven, cioè basa le coperture assicurative su di voi, non sulla vostra demografia: utilizzando la tecnologia degli smartphone monitora il comportamento di guida, e determina chi è un guidatore sicuro e chi no. Assicurando solo i guidatori sicuri, Root può offrire tariffe di assicurazione auto più convenienti.

Valutazione: 3,65 miliardi di dollari

Sede centrale: Columbus

Metromile

Metromile è attualmente la principale compagnia di assicurazione auto pay-per-mile negli Stati Uniti. Basandosi sull’uso di tecnologie big data e machine learning, Metromile sta allargando la propria comunità di automobilisti fedeli grazie appunto ai risparmi che riesce e concedere e alla customer experience complessiva che offre.
Ha sviluppato anche AVA, un sistema di liquidazione dei sinistri guidato dall’Intelligenza artificiale, progettato per accelerare il processo di verifica e di pagamento dei sinistri assicurativi. Utilizzando i dati del sensore di impulsi Metromile, AVA è in grado di ricostruire la scena di un incidente per determinare immediatamente se i dettagli dei sinistri sono accurati. Quando il sinistro viene verificato, Metromile è in grado di approvare automaticamente i pagamenti in pochi secondi.
Recentemente sta soffrendo per effetto dell’emergenza Covid e ha tagliato un terzo del suo staff, ma il suo posizionamento rimane saldo.

Valutazione: 1 miliardo di euro

Sede centrale: San Francisco

Startup insurtech emergenti

Zego
Polizze gig economy

Zego è diventato il primo assicuratore britannico ad ottenere la propria licenza assicurativa. La startup insurtech è stata fondata nel 2016 e si è concentrata sull’offerta di polizze assicurative flessibili e on-demand per i lavoratori della gig economy, in segmenti come il ride-hailing, ride sharing, noleggio auto e scooter sharing. La struttura pay-as-you-go e l’efficace personalizzazione delle polizze tramite app, telefono e web fanno sì che l’accessibilità e la facilità d’uso siano perfetti per i suoi servizi.
La start-up continua a lanciare nuovi prodotti e ad espandersi in nuovi paesi. Offre una gamma di opzioni flessibili per l’assicurazione automobilistica, professionale e commerciale.
Inoltre, ha un’offerta business-to-business (B2B), nell’ambito della quale collabora con aziende come UberEats, Deliveroo e Stuart, consentendo loro di offrire i servizi di Zego ai loro autisti.

Investimenti raccolti a oggi: 57 milioni di dollari (fonte Crunchbase)

Sede centrale: Londra

Leggi di più in questo articolo.

Alan

Alan offre polizze di assicurazione medica a cittadini, imprese, hotel e ristoranti, in modo completamente digitalizzato e gestibile tramite il proprio smartphone. I numeri sono estremamente promettenti: nell’ultimo anno, gli utenti sono passati da 27 mila a 76 mila, e i profitti sono aumentati del 165%.

Investimenti raccolti a oggi: 140,9 milioni di dollari (fonte Crunchbase)

Sede centrale: Parigi

Leggi di più in questo articolo sul loro ultimo investimento.

Shift Technology

Ha sviluppato un software-as-a-service (SaaS) che sfrutta big data e intelligenza artificiale, progettato per rilevare potenziali frodi assicurative e automatizzare il claim. Il software dell’azienda utilizza modelli matematici e algoritmi per rilevare comportamenti fraudolenti e guida i manager del claim supportandoli in un processo decisionale molto più accurato e veloce. Lavorando con molte assicurazioni e avendo di conseguenza a disposizione i dati di numerosi database, Shift può migliorare costantemente i propri algoritmi ed essere sempre più precisa nella rilevazione di frodi assicurative.

Investimenti raccolti a oggi: 100 milioni di dollari

Sede centrale: Parigi

Leggi di più in questo articolo sulle startup del claim management

WHITEPAPER

Quali sono i diversi approcci al Design Thinking e quali benefici producono?
CIO
Open Innovation

Scopri di più

Foto di copertina Shea Rouda on Unsplash

L’articolo Insurtech, 11 startup che stanno cambiando le assicurazioni proviene da InsuranceUp.


Colossi insurtech, Lemonade adesso vuole assicurare gli animali domestici

Lemonade, l’unicorno insurtech di New York che vende polizze casa, intende entrare anche nel mercato dell’assicurazione sanitaria per animali domestici. La società, che ha raccolto circa mezzo miliardo di dollari in finanziamenti venture capital ed è presente dallo scorso anno anche in Germania, ha annunciato a febbraio i suoi piani per espandersi nel settore delle assicurazioni per animali domestici. In questo momento, l’azienda sta aspettando le autorizzazioni, un passaggio che potrebbe richiedere “mesi”, secondo il fondatore e CEO Daniel Schreiber.

Perciò non si hanno ancora notizie su ‘come saranno’ queste ‘polizze pet’, che prezzo avranno o che tipo di copertura offriranno, si sa però che saranno destinate esclusivamente a cani e gatti e a copertura della loro salute. E sappiamo anche che Lemonade sa già a chi andare a proporre tali polizze, i suoi clienti delle assicurazioni casa ai quali in fase di sottoscrizione ha chiesto se possiedono animali domestici. Per esempio, Schreiber ha spiegato che la proprietà di un cane è uno dei tanti segnali usati da Lemonade per determinare le quotazioni dell’assicurazione per proprietari e affittuari di case, in quanto i cani possono a volte giocare un ruolo nella valutazione del rischio di una casa, come ad esempio scoraggiare i furti con scasso.

Il nuovo prodotto assicurativo, dice la società, si baserà sugli stessi principi seguiti dalla Compagnia per gli altri prodotti assicurativi: un’esperienza digitale  semplice, condizioni chiare e leggibili, zero problemi con pagamenti di sinistri fulminei, un servizio clienti al top della categoria e il give back del premio residuo a cause caritatevoli scelte dai clienti.

“Molti al team Lemonade, me compreso, sono genitori di animali domestici devoti, così abbiamo deciso di costruire il prodotto di assicurazione sanitaria da sogno per i nostri migliori amici”, ha detto Shai Wininger, COO e co-fondatore di Lemonade. “Molti di noi pensano ai nostri animali domestici come a membri della famiglia, eppure così pochi di noi fanno il passo importante per ottenere un’assicurazione sanitaria. Ci siamo sfidati a creare un prodotto che colmi questa lacuna e renda l’assicurazione sanitaria per animali domestici accessibile e conveniente”.

Solo una piccolissima parte dei proprietari di animali domestici negli Stati Uniti ha oggi un’assicurazione per animali domestici, con numeri che vanno dall’1 al 2%. Nel frattempo, secondo Schreiber, il 70% dei clienti di Lemonade che hanno acquistato una polizza casa sono anche proprietari di animali domestici.  Circa il 90% dei clienti di Lemonade sono Millennials e hanno acquistato per la prima volta una polizza assicurativa.

WHITEPAPER

Quali sono i diversi approcci al Design Thinking e quali benefici producono?
CIO
Open Innovation

Scopri di più

Considerando questi numeri, ha senso che Lemonade si rivolga a quel segmento massiccio del suo pubblico con un nuovo prodotto.

E non guasta il fatto che, in generale, gli americani spendono sempre di più per i loro animali domestici, con una spesa stimata di 75 miliardi di dollari solo nel 2019. E infatti il mercato sta iniziando a crescere sia con le startup (ad esempio Figo e Wagmo), sia con gli operatori tradizionali  (ad esempio, l’acquisizione di PetFirst Healthcare da parte di MetLife e la nuova copertura per animali esotici di Nationwide).

“L’assicurazione sanitaria per gli animali domestici risale a oltre 100 anni fa”, ha detto Schreiber a Techcrunch. “E’ iniziata con i cavalli nei Paesi Bassi, e l’erede di quell’assicurazione per animali domestici è in realtà un’assicurazione auto”. I cavalli erano un mezzo di trasporto, e l’assicurazione aveva lo scopo di proteggervi se succedeva qualcosa a quel mezzo di trasporto. Ma gli animali domestici sono ora membri della famiglia”.

Lemonade è stata fondata nel 2015, è una B Corp certificata, e ha un modello di business basato su Intelligenza Artificiale e Behavioural Economics. Sui premi pagati trattiene una fee fissa, mentre l’accantonamento degli stessi premi che non viene utilizzato per i risarcimenti ogni anno viene donata a un’organizzazione selezionata dal cliente stesso (give back).

L’articolo Colossi insurtech, Lemonade adesso vuole assicurare gli animali domestici proviene da InsuranceUp.


Colossi insurtech, Lemonade adesso vuole assicurare gli animali domestici

Lemonade, l’unicorno insurtech di New York che vende polizze casa, intende entrare anche nel mercato dell’assicurazione sanitaria per animali domestici. La società, che ha raccolto circa mezzo miliardo di dollari in finanziamenti venture capital ed è presente dallo scorso anno anche in Germania, ha annunciato a febbraio i suoi piani per espandersi nel settore delle assicurazioni per animali domestici. In questo momento, l’azienda sta aspettando le autorizzazioni, un passaggio che potrebbe richiedere “mesi”, secondo il fondatore e CEO Daniel Schreiber.

Perciò non si hanno ancora notizie su ‘come saranno’ queste ‘polizze pet’, che prezzo avranno o che tipo di copertura offriranno, si sa però che saranno destinate esclusivamente a cani e gatti e a copertura della loro salute. E sappiamo anche che Lemonade sa già a chi andare a proporre tali polizze, i suoi clienti delle assicurazioni casa ai quali in fase di sottoscrizione ha chiesto se possiedono animali domestici. Per esempio, Schreiber ha spiegato che la proprietà di un cane è uno dei tanti segnali usati da Lemonade per determinare le quotazioni dell’assicurazione per proprietari e affittuari di case, in quanto i cani possono a volte giocare un ruolo nella valutazione del rischio di una casa, come ad esempio scoraggiare i furti con scasso.

Il nuovo prodotto assicurativo, dice la società, si baserà sugli stessi principi seguiti dalla Compagnia per gli altri prodotti assicurativi: un’esperienza digitale  semplice, condizioni chiare e leggibili, zero problemi con pagamenti di sinistri fulminei, un servizio clienti al top della categoria e il give back del premio residuo a cause caritatevoli scelte dai clienti.

“Molti al team Lemonade, me compreso, sono genitori di animali domestici devoti, così abbiamo deciso di costruire il prodotto di assicurazione sanitaria da sogno per i nostri migliori amici”, ha detto Shai Wininger, COO e co-fondatore di Lemonade. “Molti di noi pensano ai nostri animali domestici come a membri della famiglia, eppure così pochi di noi fanno il passo importante per ottenere un’assicurazione sanitaria. Ci siamo sfidati a creare un prodotto che colmi questa lacuna e renda l’assicurazione sanitaria per animali domestici accessibile e conveniente”.

Solo una piccolissima parte dei proprietari di animali domestici negli Stati Uniti ha oggi un’assicurazione per animali domestici, con numeri che vanno dall’1 al 2%. Nel frattempo, secondo Schreiber, il 70% dei clienti di Lemonade che hanno acquistato una polizza casa sono anche proprietari di animali domestici.  Circa il 90% dei clienti di Lemonade sono Millennials e hanno acquistato per la prima volta una polizza assicurativa.

Digital360 awards

Presenta il tuo progetto digitale ad una platea di CIO delle più importanti aziende
Digital Transformation
Open Innovation

Scopri come candidare il tuo progetto

Considerando questi numeri, ha senso che Lemonade si rivolga a quel segmento massiccio del suo pubblico con un nuovo prodotto.

E non guasta il fatto che, in generale, gli americani spendono sempre di più per i loro animali domestici, con una spesa stimata di 75 miliardi di dollari solo nel 2019. E infatti il mercato sta iniziando a crescere sia con le startup (ad esempio Figo e Wagmo), sia con gli operatori tradizionali  (ad esempio, l’acquisizione di PetFirst Healthcare da parte di MetLife e la nuova copertura per animali esotici di Nationwide).

“L’assicurazione sanitaria per gli animali domestici risale a oltre 100 anni fa”, ha detto Schreiber a Techcrunch. “E’ iniziata con i cavalli nei Paesi Bassi, e l’erede di quell’assicurazione per animali domestici è in realtà un’assicurazione auto”. I cavalli erano un mezzo di trasporto, e l’assicurazione aveva lo scopo di proteggervi se succedeva qualcosa a quel mezzo di trasporto. Ma gli animali domestici sono ora membri della famiglia”.

Lemonade è stata fondata nel 2015, è una B Corp certificata, e ha un modello di business basato su Intelligenza Artificiale e Behavioural Economics. Sui premi pagati trattiene una fee fissa, mentre l’accantonamento degli stessi premi che non viene utilizzato per i risarcimenti ogni anno viene donata a un’organizzazione selezionata dal cliente stesso (give back).

L’articolo Colossi insurtech, Lemonade adesso vuole assicurare gli animali domestici proviene da InsuranceUp.