Zego, storia del primo unicorno insurtech inglese nato per la gig economy

Con la crescente popolarità (e ora necessità) del delivery, è esploso negli ultimi anni fenomeno della gig economy. Fenomeno che la (ex) startup insurtech Zego ha cavalcato, offrendo una copertura assicurativa a questa nicchia di mercato prima scoperta, con polizze flessibili applicabili alla new mobility.

Grazie alla sua intuizione, Zego ha raccolto ad appena un anno dalla sua nascita 6 milioni di sterline, ha chiuso nel 2019 un importante round di serie B da 42 milioni di dollari, e di recente uno di serie C da 150 milioni: dal suo lancio nel 2016 ha raccolto in totale 200 milioni di dollari, e l’ultimo round ha portato la sua valutazione a superare il miliardo, conferendogli lo status di unicorno.

Come funziona Zego

Fondato nel 2016 da Harry Franks, Sten Saar e Stuart Kelly, Zego nasce a Londra con l’idea di reinventare l’assicurazione commerciale per i lavoratori autonomi, con particolare attenzione alla gig economy, una nicchia prima totalmente priva di offerte di servizi assicurativi. Il suo primo prodotto è l’assicurazione scooter e auto dedicata ai lavoratori del food delivery.

Zego si rivolge ai nuovi servizi di mobilità, quali ride-hailing, ridesharing, noleggio auto e scooter sharing, e offre una gamma di polizze che vanno dall’assicurazione minuto per minuto alla copertura annuale, fornendo una maggiore flessibilità rispetto agli assicuratori tradizionali, con prezzi basati sui dati di utilizzo dei veicoli.

Ha ottenuto nel 2019 la licenza assicurativa, grazie alla quale, oltre a lavorare al fianco di altri assicuratori, costruisce e vende le proprie polizze.

La sua tecnologia si basa sull’integrazione di dati e tecnologie con diversi attori, da servizi di car sharing come Uber, Ola e Bolt, a servizi di delivery come Deliveroo, Uber Eats e Just Eat.

Recentemente, Zego è diventato un partner chiave nel mercato del noleggio di e-scooter nel Regno Unito, collaborando con aziende come Tier, Voi e Dott, e a fine 2020 ha acquisito la compagnia telematica Drivit.

Ad oggi, Zego ha fornito più di 17 milioni di polizze assicurative e coperto più di 200.000 veicoli in cinque paesi: UK, Spagna, Francia, Belgio e Irlanda.

Il nuovo round e i progetti futuri

Guidato da DST Global, il round di serie C da 150 milioni ha visto l’entrata nel capitale della società di nuovi investitori, tra cui General Catalyst, il cui founder e MD Joel Cutler è entrato nel board of directors, e il continuo sostegno di tutti gli investitori precedenti, tra cui Taavet Hinrikus di Wide, Target Global, Balderton Capital e Latitude.

Grazie a quest’ultimo round, Zego ha raggiunto la valutazione di 1,1 miliardi di dollari, acquisendo il titolo di unicorno.

Il finanziamento sarà utilizzato per “espandersi rapidamente in tutta Europa e oltre”, per continuare ad investire nella tecnologia, e per raddoppiare la forza lavoro, che attualmente è di 265 dipendenti, a oltre 500 dipendenti entro la fine del 2021.

Ora l’unicorno insurtech sta scommettendo sull’offerta assicurativa per le flotte aziendali: negli ultimi due anni, il suo focus si è ampliato per includere non solo driver e rider, ma anche intere flotte di veicoli, puntando sul fatto che l’80% dei nuovi veicoli sono ora venduti a clienti commerciali. Una progressione naturale per l’azienda, che continua a mirare a capitalizzare un mercato in crescita attualmente sottoservito dal settore assicurativo.

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La startup insurtech Zego (polizze per la gig economy), ecco perché è superfinanziata

Negli ultimi 12 mesi il suo giro d’affari costituito da polizze per la gig economy è cresciuto del 900%, riporta TechCrunch. Impressionante, anche per gli investitori che si sono precipitati a sostenere l’ulteriore accelerazione alla crescita di questa startup insurtech londinese con un cospicuo round di 42 milioni di dollari (guidato dalla società di investimento paneuropea Target Global, specializzata nel settore delle tecnologie finanziarie e della mobilità, con altri finanziatori, tra cui il fondatore di TransferWise Taavet Hinrikus), che sono stati preceduti in questi anni da un primo milione di cui parlammo in questo articolo, e da successivi 6 milioni. I proventi saranno utilizzati per l’espansione di Zego in Europa e per aumentare la forza lavoro da 75 a 150 dipendenti.

Zego si rivolge ai nuovi servizi di mobilità, quali ride-hailing, ridesharing, noleggio auto e scooter sharing, e offre una gamma di polizze che vanno dall’assicurazione minuto per minuto alla copertura annuale, fornendo una maggiore flessibilità rispetto agli assicuratori tradizionali, con prezzi basati sui dati di utilizzo dei veicoli. Questo significa che è diventato popolare tra i conducenti di scooter e auto, oltre che con le flotte di furgoni e taxi. Attualmente l’azienda assicura un terzo del mercato delle consegne alimentari del Regno Unito, in gran parte attraverso partnership con Deliveroo, Just Eat e Uber Eats. E’ quello che succede quando si intercetta un mercato scoperto poponendo modelli di polizze innovative, come sottolinea Sten Saar, CEO e co-fondatore di Zego: “Quando abbiamo costruito Zego da zero tre anni fa, la nostra missione era quella di trasformare il settore assicurativo creando prodotti che riflettessero veramente il mondo dei trasporti in rapida evoluzione…. Il mondo si sta urbanizzando e per questo motivo, stiamo passando dalla tradizionale proprietà dei veicoli ad una “usership” condivisa. Questo significa che il modello rigido di assicurazione che esiste da centinaia di anni non è più adatto allo scopo”.

Ben Kaminski, partner dei principali investitori Target Global, ha detto: “Con la crescita di nuovi servizi di mobilità, Zego ha identificato una grande lacuna nel mercato assicurativo e ha creato un modello di business unico da colmare, che gli operatori storici troveranno molto difficile da replicare. Il potenziale di questa compagnia è quasi illimitato, e mi aspetto di vedere il suo successo nel Regno Unito rispecchiato in tutta Europa e oltre nei prossimi anni”.

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