MCE4X4 2020, la call per la nuova mobilità raccoglie le sfide della pandemia

Non si ferma con il covid l’annuale appuntamento con MCE4x4, l’evento per imprese e startup che innovano la mobilità. Voluto da Assolombarda e da Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, l’appuntamento giunto alla quinta edizione e organizzato con il supporto di Nuvolab si svolgerà quest’anno in forma interamente digitale.

La call, che si è aperta il 15 settembre 2020, si chiuderà il 15 ottobre, con l’evento finale fissato per il 23 novembre 2020.

MCE4X4 è diventato il punto di riferimento per le imprese e le startup che vogliono collaborare allo sviluppo di innovazioni nell’ambito della mobilità, settore che sta attraversando una profonda trasformazione.

Anche quest’anno l’obiettivo sarà far incontrare startup e grandi aziende durante i digital business speed date e i digital tandem meeting, al fine di creare concrete opportunità di business sia per le startup che per le imprese corporate.

Tema di questa edizione è CambiaMenti: MCE 4×4 2020 intende raccogliere le sfide della mobilità che si sono generate anche a causa dell’impatto con la pandemia e spronare i partecipanti a delineare i percorsi futuri per una mobilità innovativa, sostenibile e resiliente, che tenga conto delle esigenze di questo tempo.

Per ulteriori informazioni, leggi l’articolo integrale su Economyup.

L’articolo MCE4X4 2020, la call per la nuova mobilità raccoglie le sfide della pandemia proviene da InsuranceUp.


Next Future Transportation: cosa significa per le assicurazioni il progetto di autobus modulari a guida autonoma?

Ha catturato l’interesse dell’Osservatorio del Ministero dei Trasporti per le smart road una singolare soluzione al problema dell’afflusso ai mezzi durante i diversi orari della giornata, avanzata dalla startup italiana Next Future Transportation. Si tratta della realizzazione di autobus modulari, con la possibilità di agganciamento e sganciamento automatico delle vetture attraverso un sistema di guida autonoma.

Una soluzione ingegnosa per migliorare la mobilità cittadina, che pone però una questione assicurativa importante per il futuro della mobilità: come garantire la copertura assicurativa per mezzi pubblici a guida autonoma?

“Abbiamo stretto partnership in ambito assicurativo” spiega Tommaso Gecchelin, founder e CTO di Next Future Transportation “pensando a un’assicurazione che venga transizionata non sul veicolo o sul suo possessore, ma sul cittadino che sfrutta un determinato tipo di servizio”. Un esempio di trasporto intermodale, ma fatto sempre con lo stesso veicolo: per questo il team di Next preferisce chiamarlo “unimodale”.

Next Future Transportation produce minibus molto corti in grado di agganciarsi l’uno con l’altro, anche in movimento. Hanno un sistema di allineamento e guida autonoma che permette di creare un convoglio più lungo.

“Nell’ora di punta” spiega il CTO della startup “servono tanti veicoli con pochi conducenti, ma fuori dall’ora di punta, dopo il pendolarismo mattutino o serale, il traffico si sparpaglia su linee secondarie. A quel punto non ha più senso avere un servizio per linee, sarebbe meglio avere una sorta di rete o addirittura un modello a chiamata. Il nostro sistema è in grado di adattarsi in tempo reale, o quasi, alla fluttuazione della domanda, non solo in base al numero di coloro che hanno bisogno del passaggio ma anche sulla base della distribuzione sul territorio. È un mezzo modulare, perciò è possibile utilizzarlo anche singolarmente, come taxi o veicolo in sharing.”.

Prototipi del progetto sono già su strada a Dubai, ma il servizio non è ancora aperto al pubblico, in attesa di omologazione sulla base delle normative europee. La società ha avviato le pratiche per la richiesta di omologazione alla UE, e ha chiesto al ministero dei Trasporti di poter avviare la sperimentazione.

Leggi l’articolo integrale su Economyup

L’articolo Next Future Transportation: cosa significa per le assicurazioni il progetto di autobus modulari a guida autonoma? proviene da InsuranceUp.


750 monopattini, a Milano arriva la flotta VOI

Per i milanesi il post-Covid significa per il momento anche ‘disagio stradale’. I lavori avviati dalla municipalità per andare incontro alla nuova mobilità che punta massicciamente su veicoli ecologici, in particolare biciclette, sono davvero tanti e stanno ridisegnando la mappa stradale delle principali vie della città, e si spera ne valgano la pena.

Un processo di trasformazione già avviato prima del Covid, sull’onda della sharing mobility e che ora si è rafforzato per affrontare le nuove esigenze di mobilità in sicurezza che il coronavirus ci ha posto. Inutile dire che i mezzi pubblici sono meno affascinanti che mai e il futuro dello spostamento in città torna ad essere popolato soprattutto di mezzi privati, e non solo autovetture.

Il nuovo che avanza è il monopattino, aiutato dal Covid e anche dal Decreto Rilancio che ha previsto un bonus fino a 500 euro per l’acquisto di monopattini elettrici e altri mezzi della micromobilità . Uno studio del Boston Consulting Group stima che, nei prossimi anni,  le possibilità di guadagno nel lungo termine per il mercato europeo e statunitense dei monopattini elettrici potranno aggirarsi tra i 25 e i 30 miliardi di dollari.

A Milano è appena arrivato un altro marchio della micromobilità in sharing, con una flotta di ben 750 nuovi monopattini elettrici: Voi, startup svedese fondata a Stoccolma nel 2018 e già attiva in 11 Paesi e oltre 45 città tra cui Madrid, Berlino, Oslo, Helsinki, Lisbona e Copenaghen.

Le polemiche sulla sicurezza non toccano minimamente la società, che anzi punta a differenziarsi dagli altri operatori proprio su questo.

VOI insiste molto sui requisiti di sicurezza, fra cui il corretto parcheggio e il rispetto degli spazi pubblici. E organizza corsi di guida sicura: l’azienda ha sviluppato Ride Like Voilà la prima scuola di traffico online dedicata ai monopattini a cui hanno partecipato con successo quasi 500.000 persone in tutta Europa. A fine settembre Voi lancerà a Milano la campagna “Siamo VOI”, un evento ad hoc durante il quale saranno distribuiti caschi e impartiti mini training gratuiti sull’uso e sulle regole di parcheggio dei monopattini. Voi incoraggia l’uso del casco e il corretto parcheggio dei monopattini tramite una tecnologia speciale di geofencing.

Continua a leggere su EconomyUp

L’articolo 750 monopattini, a Milano arriva la flotta VOI proviene da InsuranceUp.


Come cambia la mobilità nell’era del coronavirus

Secondo un’indagine realizzata dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, dopo la pandemia gli italiani sono convinti che si sposteranno in modo diverso da prima. Il sondaggio, che ha coinvolto 12.688 cittadini di Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, sostiene che il bisogno di sicurezza è schizzato al primo posto tra le priorità dei viaggiatori e dei pendolari urbani. Vediamo comunque dati e previsioni, per riuscire a tracciare uno scenario il più possibile verosimile.

Il ritorno dell’auto di proprietà

Era appena suonato il de profundis per l’auto di proprietà: gli esperti erano convinti che avrebbero perso di importanza a favore dei mezzi condivisi. Invece le necessità di igiene e distanziamento sociale hanno stravolto le previsioni. L’automobile viene considerata il mezzo più sicuro per spostarsi nell’era del coronavirus, certamente più dei mezzi pubbici il cui utilizzo è nettamente in calo (vedi sotto).

Il crollo del mercato dell’auto

Se pure le persone vogliono tornare a guidare la propria auto, in questi mesi gli acquisti di autovetture sono drasticamente calati. Il settore, si legge nello studio di Deloitte “From Now On: Mobility Boost”, prevede un calo complessivo annuale delle immatricolazioni auto del 37% rispetto al 2019. A spingere per un rilancio del comparto c’è il bonus acquisto auto 2020 introdotto dal governo italiano con il Decreto Rilancio: con l’effetto combinato dell’acquisto e della rottamazione, l’incentivo ottenibile può arrivare fino a 10.000 euro

Smart e connected car cresceranno nonostante il Covid19

Il coronavirus ne ha rallentato lo sviluppo, ma l’auto intelligente e connessa ricomincerà a crescere, spinta da obblighi normativi e servizi abilitati dai dati, oltre che per il già citato ritorno dell’auto di proprietà dovuto all’emergenza sanitaria. Lo prevede l’Osservatorio Smart & Connected Car del Polimi. Un’accelerazione al mercato – si legge nel report diffuso a giugno 2020 – arriverà dagli obblighi di legge: gli effetti dell’entrata in vigore della normativa legata all’eCall del 2018 (l’avviso automatico ai soccorsi in caso di incidente, obbligatorio per i nuovi veicoli) e l’entrata in vigore nel 2022 della normativa europea che impone l’adozione di sistemi ADAS, come la frenata automatica o il mantenimento in corsia. Avrà un impatto positivo sul mercato anche il crescente numero di aziende in grado di raccogliere grandi quantità di dati sugli utenti delle smart car e utilizzarli per migliorare i servizi o proporne di nuovi, se si pensa che la componente dei servizi già nel 2019 vale 330 milioni di euro, +20% sull’anno precedente.  In questo contesto si inserisce la smart road, “strada intelligente” sulla quale i veicoli possono comunicare e connettersi tra di loro. Non c’è dubbio che – al di là della pandemia – la mobilità del futuro sarà caratterizzata da queste strade innovative. Per esempio, entro i prossimi 10 anni, 3000 km di strade italiane diventeranno smart road: è il progetto al quale lavora da tempo Anas, società per azioni, con un investimento previsto pari a 1 miliardo di euro.

Il crollo del trasporto pubblico

Il coronavirus ha cambiato radicalmente il modo di spostarsi a bordo di treni, autobus, pullman e tram. Nel mese di marzo 2020, in pieno lockdown da Covid-19, si è verificato un crollo verticale della domanda di mobilità pubblica (-80%) e dei ricavi da biglietti e abbonamenti (-74%). Ad oggi il settore del TPL (Trasporto pubblico locale) perde, in Italia, 130 milioni di euro al mese. È la naturale conseguenza della pandemia, che prevede il social distancing e sconsiglia fortemente gli assembramenti. Le norme sono state stabilite per bus e tram, così come per i treni. A inizio agosto Trenitalia e Italo hanno provato a ribellarsi alle regole fissate dal governo, abolendo il distanziamento tra i posti a sede, ma sono state prontamente bloccate. Sugli aerei non è stato invece possibile mantenere il distanziamento.

Il declino del car sharing

La condivisione di autoveicoli attrae meno gli utenti per comprensibili ragioni di sicurezza sanitaria. Frost & Sullivan, società di consulenza aziendale, ha valutato per il 2020 un calo del 25% del mercato del car sharing. Il settore era in difficoltà già prima del Covid-19, con troppe aziende a dividersi un mercato composto principalmente da clienti giovani con l’esigenza di noleggiare un veicolo solo in maniera occasionale. A livello globale oltre 15 operatori hanno chiuso nel 2019. Per riconquistare i clienti, le aziende car-sharing si stanno adattando con procedure per sanificare le auto e per offrire una gamma più ampia di opzioni di noleggio. Per esempio LeasePlan, attiva nel Car-as-a-Service, si è affidata a Targa Telematics, società IT, per una soluzione che comprende un portale web e un’app dedicata al guidatore, ma soprattutto una tecnologia “key less”. Questa contribuisce ad evitare il contatto diretto con altri utenti e quindi a favorire la sicurezza dei dipendenti.

Sharing mobility: salgono monopattini e bici

Se il car sharing è in difficoltà, si rafforza invece la condivisione di mezzi della micromobilità. Lo dimostrano l’incremento del +335% del traffico ciclabile a Torino durante la Fase 2 e gli oltre 15mila monopattini elettrici e bici in sharing previsti a Milano e Roma nel 2020. Usati come alternativa ai mezzi pubblici soprattutto nelle grandi città, i servizi di bikesharing e monopattini in sharing sono già tornati quasi ai livelli pre Covid-19.

Verso una nuova mobilità ecologica e clean

Il settore dei trasporti è responsabile di circa un quarto delle emissioni in grado di alterare il clima in Italia. Durante la Fase 1 della pandemia in Italia è stato certificato un sensibile calo dell’inquinamento atmosferico. Questo ha provocato una riflessione e l’avvio di alcune iniziative a livello nazionale e internazionale per incentivare una mobilità più attenta all’ambiente. Prima tra tutte quella di Legambiente che, ad aprile, ha presentato ai sindaci italiani un piano per riorganizzare la mobilità delle città. Anche la “pulizia” viene intesa come sicurezza. Un case study è quello di WashOut, startup acquisita da Telepass: nata per lavare le auto con prodotti ecologici lì dove sono parcheggiate, ha visto crescere una nuova domanda, la sanificazione. Ha dato una pronta risposta e adesso lo fa per le flotte aziendali, come quella di Poste.

Mobilità sostenibile

La nuova mobilità generata dalla pandemia sarà sostenibile? Il concetto di mobilità sostenibile, e il dibattito che ne è scaturito, risalgono alla fine degli anni ’90. Oggi però la riorganizzazione della mobilità urbana è divenuta una questione prioritaria, legata indissolubilmente al concetto di sostenibilità territoriale e orientata, quindi, verso il risparmio energetico, la riduzione dei rischi e del potere inquinante, la salvaguardia della salute e dello spazio pubblico, come bene comune. Dal 2017 è obbligatorio per le città sopra i 100mila abitanti adottare i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile. Ma, con l’avvento delle piattaforme digitali e della sharing mobility, sono già “vecchi”. La sfida ora è vedere i centri urbani come un insieme di reti di trasporto diverse ma interconnesse e integrate tra loro.

Mobilità integrata

Solo attraverso l’integrazione intelligente dei sistemi si potrà passare da un metodo di trasporto all’altro, in tutta semplicità, secondo le proprie esigenze del momento e favorendo i mezzi non o meno inquinanti: dal trasporto pubblico al bike sharing, dalla metro allo scooter, e per fare un parallelismo telefonico…il “roaming della mobilità”.

Le best practice a livello internazionale sono oramai moltissime. Helsinki, Parigi, Los Angeles e Singapore, stanno sperimentando la mobilità come servizio (MaaS: Mobility as a Service) cercando di unificare e integrare in un’unica piattaforma digitale servizi di pianificazione, prenotazione, biglietteria elettronica e pagamento end-to-end per tutti i mezzi di trasporto, pubblici o privati. Questo, auspicabilmente, dovrà succedere sempre più anche in Italia. Covid19 o meno.

1. Rendere sicuro l’utilizzo dei mezzi pubblici, evitando affollamenti;

2. Realizzare piste ciclabili provvisorie per incentivare l’uso della bicicletta per mantenere le distanze di sicurezza;

3. Rafforzare car sharing ed e-mobility per ridurre le emissioni;

4. Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile;

5. Agevolazioni per lo smart working per ridurre il traffico

Un tassello importante in questo nuovo scenario saranno le collaborazioni tra enti, organizzazioni e aziende nell’ambito di un progetto da costruire insieme.

“Occorre un vero e proprio piano strategico della Nuova Mobilità – scrive Luigi Onorato (Deloitte) in questo articolo – in grado di rispondere alle nuove esigenze delle aree metropolitane e delle realtà locali – in Italia, infatti, il 77% della popolazione vive in comuni con meno di 100mila abitanti. Questo piano dovrebbe essere articolato su cinque pilastri: sicurezza e distanziamento sociale, modelli di mobilità intermodali, interventi legislativi per regolarizzare nuove forme di mobilità, evoluzione delle infrastrutture e una condivisione dei dati tra pubblico e privato per rendere più efficiente la gestione di domanda e offerta di mobilità. Ma non solo: un nuovo modello di Mobilità è oggi una necessità, da accompagnare con il disegno e l’attivazione di progettualità, attraverso una collaborazione sistematica pubblico-privato”.

Quello della Mobilità è uno dei temi di riferimento della settima edizione del contest internazionale promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp, quest’anno dedicata al Next Normal, il futuro dopo la pandemia. Si cercano, quindi, idee, soluzioni e prodotti innovativi in tutti gli ambiti della vita delle persone.  Candidature aperte fino al 30 settembre, questo il sito dedicato dove si può fare application.

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

L’articolo Come cambia la mobilità nell’era del coronavirus proviene da InsuranceUp.


Acciona, la reazione della micromobilità sostenibile al coronavirus

Diventato quest’anno il più grande operatore di scooter sharing al mondo per numero di veicoli, con una flotta di ben 10.000 mezzi, Acciona è uno degli esempi di efficace reazione alla crisi coronavirus nel settore smart mobility.

La mobilità ha subito grandi cambiamenti a fronte della pandemia e delle necessarie misure di contenimento e sicurezza per arginare i rischi di contagio. Un ruolo molto importante è stato giocato e ancora sarà giocato dalla cosiddetta micromobilità urbana, un’alternativa di mobilità sicura e sostenibile, in quanto aiuta ad evitare il sovraffollamento dei trasporti pubblici, e allo stesso tempo decongestiona gli spazi urbani precedentemente occupati dai mezzi privati.

L’utilizzo di veicoli elettrici, inoltre, ha il bonus aggiuntivo di ridurre le emissioni e contribuire ad uno spazio urbano più sostenibile e pulito. Dal suo lancio nell’ottobre 2018, il servizio di mobilità di Acciona ha evitato l’emissione nell’atmosfera di 1.000 tonnellate di CO2. Inoltre, l’uso degli scooter condivisi ha liberato 36 ettari di spazio pubblico al giorno

Naturalmente, la mobility as a service ha dovuto adattarsi rapidamente alla sfida delle nuove esigenze di utilizzo capillare ed igienizzazione. Acciona ha stabilito un rigido protocollo igienico giornaliero e progettato in conformità con tutti i requisiti e le indicazioni delle autorità sanitarie nazionali e locali.

Tutti gli scooter elettrici sono dotati di salviettine umidificate per la pulizia delle aree di maggior contatto, come il manubrio. Sono disponibili inoltre sotto-caschi monouso e gel idroalcolico per le mani, da applicare prima e dopo ogni utilizzo. In aggiunta, l’app di Acciona offre informazioni e raccomandazioni per l’autoprotezione, l’igiene e l’uso corretto dei veicoli condivisi.

Per garantire l’igienizzazione di tutte le moto e la sostituzione dei dispositivi di protezione individuale, l’orario di disponibilità del servizio – che prima della pandemia era di 24 ore su 24, 7 giorni su 7 – è stato ridotto ed è ora attivo dalle 6:00 del mattino alle 2:00 di notte.

Per maggiori informazioni su come funziona il servizio Acciona, leggi l’articolo integrale sul portale Economyup.

L’articolo Acciona, la reazione della micromobilità sostenibile al coronavirus proviene da InsuranceUp.


Taxi in sicurezza, l’iniziativa della startup Wetaxi

Come si fa a rinunciare ai taxi? Impossibile, soprattutto nelle aree ad alta densità in cui le politiche di salvaguardia ambientale pre-coronavirus ci avevano già abituato a rinunciare ai mezzi privati a favore di quelli pubblici, di quelli condivisi e dei taxi, appunto. Eravamo all’alba di una nuova mobilità. Nello scorso decennio è nato un colosso mondiale come Uber a cavallo di una nuova mobilità; e sulla scia del suo contestatissimo business, le cooperative e le società di taxi locali si sono digitalizzati e sono nate anche startup, per esempio anche Wetaxi, nata all’interno del Politecnico di Torino da un gruppo di 5 professionisti, con l’obiettivo di creare una piattaforma per modernizzare e digitalizzare la mobilità. A giugno 2017, assieme alla cooperativa Taxi Torino ha lanciato il suo servizio nel capoluogo piemontese portando per la prima volta in Italia, il servizio taxi a tariffa massima garantita e il taxi condiviso.
E in questa fase post-coronavirus, la startup reagisce adesso con estrema agilità lanciando una nuova iniziativa chiamata WeCare che parte da Roma, in collaborazione con la cooperativa Samarcanda.
Che cos’è WeCare? E’ un programma di assistenza gratuito pensato per i tassisti che agisce su un duplice piano: da un lato, si mettono in campo una serie di azioni per rendere sempre più sicuro il viaggio in taxi; dall’altro, si offre la polizza Yolo Protezione Pandemia distribuita da YOLO e pensata per tutelarsi dalle sindromi influenzali di natura pandemica.
“L’emergenza sanitaria ha colpito il settore in modo importante”, spiega Massimiliano Curto, CEO di Wetaxi. “Dopo aver messo in campo le misure necessarie ad arginare il contagio sospendendo il taxi condiviso e lanciando il servizio di Delivery per le spedizioni delle merci, ora con WeCare e con le azioni pensate per l’utenza vogliamo sostenere i nostri partner, permettere ai tassisti di continuare il proprio lavoro in sicurezza e rassicurare tutti i cittadini in questo momento difficile, in cui bisogna adeguarsi ad una nuova normalità”.
“È fondamentale pensare alla tutela della salute di tutta la popolazione e in particolar modo di chi svolge un ruolo essenziale nel trasporto pubblico locale: la collaborazione tra queste importanti strutture garantisce un aiuto concreto ai tassisti della Capitale”, commenta Fabrizio Finamore, presidente della cooperativa Radio Taxi Samarcanda di Roma.

Taxi più sicuro anche per gli utenti

Wetaxi mette al sicuro anche gli utenti: continua ad essere sospeso il servizio di taxi condiviso (per evitare che si viaggi in più persone insieme) e con i sistemi di pagamento elettronico in app viene eliminato del tutto lo scambio di contante. A questo si aggiungono le disposizioni adottate dalle Cooperative già in fase di lockdown: sanificazioni quotidiane, mascherine e guanti obbligatori per i tassisti e divisori tra conducente e passeggeri.
“In questa fase delicata di ripresa, quello della mobilità è un tema cruciale: con le capacità dei mezzi pubblici ridotti la congestione è all’ordine del giorno e per paura gli utenti tendono a scegliere la vettura personale per muoversi”, aggiunge Curto. Tuttavia, post lockdown è necessario compiere delle scelte anche in ottica green, per l’ambiente e per gli spazi urbani. “Tra i mezzi disponibili il taxi è dunque uno dei più sicuri e rappresenta in termini ambientali l’alternativa migliore all’auto privata per potersi muoversi in città e su distanze medio-lunghe, dove la mobilità dolce (tutta quella non motorizzata, ndr.) non può soddisfare la domanda”.
Nella smart mobility dopo il coronavirus molte cose cambieranno. Tra gli aspetti più importanti sembra essere in questa fase il tema della sanificazione dei mezzi, rispetto al quale anche grandi società hanno già cominciato a muoversi con proposte tech.

L’articolo Taxi in sicurezza, l’iniziativa della startup Wetaxi proviene da InsuranceUp.


Auto, il Grande Cambiamento. Siamo pronti per l’accelerazione?

Se c’è un’industria che meglio esprime le contraddizioni e le opportunità in cui ci troviamo in questa difficile ripartenza dopo la pandemia è certamente quella dell’auto che costituisce un’importante arena competitiva per il settore delle assicurazioni.

Due mesi abbondanti di blocco non potevano che mettere in ginocchio chi lavora per la nostra mobilità: i numeri sono devastanti e, anche se le previsioni parlano di un ritorno al mezzo privato e quindi di una ripresa delle vendite, ci vorrà tempo per recuperare il valore perso, e non solo in termini di ricavi. Si stima che sui piazzali d’Europa siano immobilizzati milioni di veicoli, la svalutazione media quotidiana è di circa 7 euro, la perdita di valore è difficilmente recuperabile.

L’industria dell’auto è un pezzo importante del sistema economico europeo, il 7% del PIL. E non a caso, mentre in Italia si stava dietro alla polemica politica su un prestito  garantito dallo Stato per l’unico brand con una radice italiana, in Francia il presidente Macron annunciava un piano da 8miliardi a sostegno della filiera automotive, con un focus sui veicoli elettrici.

Investimenti di retroguardia per puntellare un’industria pesante senza alcune prospettiva che non leccarsi le ferite? Per nulla, perché c’è un grande futuro per l’industria dell’auto ma sarà molto diverso dal suo passato. “La pandemia ha provocato il più grande cambiamento da quando Henry Ford inventò il modello T, mi ha detto Marco Marlia, fondatore e CEO di MotorK, nel corso di un recente incontro (puoi vederlo qui). MotorK è una tech company italiana leader in Europa, che lavora con il 90% delle case auto per digitalizzare la filiera, soprattutto nella fase di vendita.

Un solo dato per rendersi conto di quel che sta accadendo: prima dell’era Internet per comprare un’auto si andava in concessionaria circa 8,5 volte. In epoca pre-Covid 2,5. MotorK stima che questo numero scenderà a poco più di 1. Una rivoluzione che cambierà tutto: l’uso delle tecnologie, i modelli organizzativi, la gestione degli spazi, il modo di ingaggiare i clienti. Che dovrà essere sempre di più digitale.

Call4Startup

Hai un progetto innovativo in area Energy? La Responsabilità sociale al centro della Call4Startup

Partecipa alla Call4Startup

Potrebbe sembrare un paradosso il fatto che un’industria così maledettamente fisica come quella dell’auto debba fare ricorso al digitale per riprendere fiato. Ma non lo è poi così tanto se si guarda in avanti, seguendo le evoluzioni che già si intravvedono per i prossimi decenni. Oggi digital marketing e reputazione sono fondamentali per tornare a vendere, domani Big Data, Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale saranno il software indispensabile per fare girare le quattro ruote, come le due e qualsiasi altro veicolo verrà inventato.

Solo due flash per capire dove sta andando il valore: Intel a inizio maggio ha comprato Moovit per un cifra che si avvicina al miliardo di dollari. La startup tedesca Lilium all’inizio di questa primavera ha ricevuto un finanziamento di 240milioni di dollari in un round guidato dalla cinese Tencent. Moovit è il più grande aggregatore mondiale di dati sulla mobilità, che ora servono alla regina dei microchip per i suoi progetti di auto a guida autonoma. Lilium sta costruendo a Monaco, la città di BMW, un veicolo volante per la mobilità urbana che nel 2025 sarà utilizzato per un servizio di taxi.

L’auto è in crisi, W l’auto! anche se sarà molto diversa.

L’impatto sulle assicurazioni sarà importante perché qui non si tratta più di vendere una polizza on line ma di pensarne nuove per veicoli e situazioni mai previste. Cambieranno anche i profili di rischio, ma aumenteranno a dismisura le informazioni a disposizione per gestirli, a patto di saperle usare per cogliere il business e ottimizzare i costi.  Se le compagnie di assicurazione non cominciano a prepararsi adesso per comprendere il cambiamento ed essere pronte a cavalcarlo, il rischio è che a bordo dell’auto dei prossimi decenni del XXI secolo salgano altri player, che stanno già puntando verso il grande business della mobilità.

L’articolo Auto, il Grande Cambiamento. Siamo pronti per l’accelerazione? proviene da InsuranceUp.


Gabriele Benedetto, come cambierà la mobilità nel post-Covid

La mobilità delle persone è tra i settori in cui l’emergenza coronavirus ha avuto un impatto devastante non solo nelle fasi del lockdown che hanno azzerato ogni possibilià di movimento, con gravi ripercussioni economiche tra le aziende dei trasporti. Anche nel post-Covid, i nuovi bisogni di tipo sanitario rendono evidente che certi cambiamenti saranno per sempre. Il CEO di Telepass, Gabriele Benedetto, racconta il nuovo scenario: servizi pubblici in crisi e nuove soluzioni per la micromobilità come biciclette elettriche, monopattini, Green e Clean saranno le parole d’ordine.

L’articolo Gabriele Benedetto, come cambierà la mobilità nel post-Covid proviene da InsuranceUp.


Chi sono le 13 startup finaliste di MIA – Miss in Action 2020

Si è chiusa la prima fase di Miss in Action, costituita da periodo di apertura delle candidature e selezione delle startupper e imprenditrici digitali che parteciperanno quali finaliste  all’Innovation Day che si svolgerà a Milano il prossimo 25 maggio.

Tra le oltre 100 startup che si sono candidate sono entrate nella shortlist: The Thinking Clouds, Coder Kids, StageAir, Doctorium, E24Woman, eFrame, Joinyourbit, WellF, Smartthink, FindMyLost, Ghostwriter.AI, Diamante e Needo.

The Thinking Clouds: è una start up innovativa esperta in interfacce emozionali, gamification e creazione di contenuti. The Thinking Clouds, grazie a contenuti multimediali originali, crea esperienze conversazionali basate su un’interazione esperienziale, coinvolgente ed empatica, su misura delle necessità del cliente, sfruttando al massimo l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning.

Coder Kids: si occupa di avviare bambini e ragazzi al coding e alla robotica educativa, tramite l’aiuto di un gruppo di insegnanti e tutor qualificati, al fine di coltivare e sviluppare un nuovo modo di pensare, affrontare e risolvere i problemi, secondo la logica e il pensiero computazionale.

StageAir: è una startup innovativa volta a creare il primo marketplace di stage per utenti di tutte le età, a partire dai 16 anni, con il supporto di una piattaforma online che abbina il profilo dei potenziali stagisti alle necessità delle imprese. Tramite l’Intelligenza Artificiale e l’impiego di giochi interattivi, gli utenti potranno ricercare e trovare stage in tutto il mondo.

Doctorium: è una startup che si pone l’obiettivo di risolvere le difficoltà comunicative tra medico e paziente, offrendo due servizi integrati: uno che prevede dei Video-Consulti in grado di mettere in contatto in qualsiasi luogo e momento un paziente con uno specialista, riducendo tempi, costi e distanze e uno che include un Servizio di Telemedicina, attraverso cui il paziente può monitorare a domicilio i propri parametri vitali.

E24Woman: è una startup innovativa che ha l’obiettivo di sviluppare prodotti e/o servizi per l’aiuto alla persona, consentendole di monitorare il suo stato di salute, di richiedere aiuto in situazioni di emergenza ad una centrale operativa h24 e di essere soccorsa nel minor tempo possibile.

eFrame: è una startup innovativa che opera nel settore ambientale, energetico e dell’euro progettazione ed è insediata in TechoSeed, un incubatore certificato del Parco Scientifico e Tecnologico di Udine. eFrame srl si occupa di contabilità ambientale, analisi dei costi benefici, analisi delle ricadute socio-economiche degli investimenti, bilanci energetici, impronte carboniche territoriali, life cycle assessment, pagamenti per i servizi ecosistemici, dichiarazioni di carattere non finanziario, bilancio ambientale e di molto altro.

Joinyourbit: è un Digital Service Provider che abilita l’accesso dei propri clienti al Digital Single Market attraverso un nuovo modello di business, basato sulla transazione elettronica dei documenti come nuova “currency”. Ha sviluppato J-Suite, una piattaforma di “Digital Transaction Management” che consente di velocizzare i processi di business, completare i workflow approvativi con firme elettroniche in ottica di user collaboration e di scambiare documenti in sicurezza con le controparti di business, garantendo il trust su reti aperte.

WellF: è una startup innovativa che ha sviluppato una soluzione intelligente in grado di aiutare le aziende a migliorare il benessere dei dipendenti sul posto di lavoro e, di conseguenza, di aumentare la loro produttività e il loro engagement, consentendo alle imprese di acquisire un notevole vantaggio competitivo. In particolare, WellF offre: coach virtuali, in grado di dispensare consigli alle persone su come migliorare il loro benessere sul posto di lavoro; un servizio personalizzato per i CEO delle aziende per migliorare il loro well-being; supporto per la selezione dell’offerta di cibi disponibili in azienda; e seminari in azienda sull’alimentazione, il riposo e il movimento.

WHITEPAPER

Secondo Gartner le aziende che non adotteranno l’AI entro il 2022 non saranno competitive
Intelligenza Artificiale

Smarthink: è una startup innovativa che ha lo scopo di creare tecnologie per la formazione che consentano di rendere l’apprendimento online più equo ed efficace. Smarthink offre servizi di formazione online e consulenza alla formazione sia alle università che alle aziende e accompagna anche la clientela all’introduzione di sistemi innovativi. Ha sviluppato Edulai, un software che attraverso l’intelligenza artificiale è in grado di analizzare elaborati scritti, indicando alle persone la modalità attraverso cui sono più brave a pensare, ad analizzare e a comunicare.

FindMyLost: è il primo strumento digitale per la gestione del Lost Property, offrendo a diversi operatori la possibilità di implementare il proprio database per gli oggetti rinvenuti e ai consumatori di ritrovare oggetti persi. Il progetto prevede lo sviluppo e l’implementazione di una sezione che permetterà all’utente di acquistare una polizza assicurativa per smarrimento sui propri oggetti.

Ghostwriter.AI: è una piattaforma di content marketing con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla clientela, mostrando alle aziende come e di cosa parlare con essa al fine di aumentare le vendite, i profitti e l’engagement.

Diamante: è una startup che ha l’obiettivo di usare le piante come bioreattori per la produzione sostenibile di nanoparticelle basate su virus vegetali modificati, i quali a loro volta vengono adoperati per lo sviluppo di nuovi strumenti di diagnosi di malattie autoimmuni, al fine di migliorare la vita delle donne.

Needo: è sia una startup innovativa che una cooperativa sociale. Needo è il primo nido on demand pensato per conciliare lavoro e famiglia e migliorare il welfare aziendale e cittadino. È una soluzione ai problemi delle famiglie, delle aziende private, delle pubbliche amministrazioni e dei piccoli comuni.

Cos’è MIA – Miss in Action

MIA è il programma di accelerazione dedicato all’imprenditoria femminile, promosso da Digital Magics, il più importante business incubator italiano, e dal Gruppo BNP Paribas in Italia, con il patrocinio del Comune di Milano. Il programma, unico in Italia, intende supportare le donne che vogliono fare impresa con il contributo delle tecnologie in settori che spaziano dal welfare alla cultura, dalla salute ai viaggi, dalla moda alla mobilità, dalla sicurezza ai servizi per la famiglia, dal turismo al food, fino ai servizi per le imprese. Un’iniziativa che trova ancora più riscontro in un momento di emergenza come quello attuale, in cui favorire l’ampliamento dell’ecosistema dell’innovazione italiano valorizzando anche i talenti femminili, oggi più accessibili, è una scelta sostenibile per il Paese, non solo in termini di diversity.

Durante l’Innovation Day la giuria di MIA – Miss In Action, composta dal management delle Società del Gruppo BNP Paribas, dagli esperti di Digital Magics e da donne top manager, imprenditrici, business angels e rappresentanti delle istituzioni, selezionerà le 3 startup vincitrici che avranno accesso al Programma di Accelerazione dove saranno affiancate da mentor e advisor durante tutto il loro percorso di crescita che consisterà in:

 

·         tre mesi di formazione e di sviluppo del prodotto e/o servizio

·         tre mesi dedicati alla creazione di un POC (Proof Of Concept)

·         partecipazione all’evento finale con gli investitori

 

L’edizione 2019

La prima edizione di Mia  – Miss in Action è stata realizzata a cavallo tra il 2018 e il 2019, primo progetto di questo genere in Italia, nasce con un duplice obiettivo, dare supporto all’imprenditoria femminile e dare supporto all’innovazione italiana.

In particolare MIA è stato promosso da Layla Pavone, Chief Innovation Marketing and Communication Officer di Digital Magics, e Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif e Coordinatore di BNP Paribas IFS per l’Italia. “L’acceleratore al femminile ‘MIA’ nasce circa un anno fa da un’idea che ho proposto durante un momento di networking all’interno di un importante evento nazionale con diverse top manager e imprenditrici, fra cui Isabella Fumagalli, che l’ha subito accolta con entusiasmo. Da donna e da professionista, credo davvero molto in questo progetto su cui stiamo lavorando da mesi e che ho fortemente voluto” racconta Layla Pavone, come riportava EconomyUp.

Isabella Fumagalli spiegava così il motivo dell’adesione all’iniziativa: “Realizzando per primi questo progetto vogliamo dare un forte messaggio al mercato, ai consumatori e a tutte le donne. MIA è uno strumento efficacissimo per sostenere nuove professionalità promuovendo l’imprenditoria al femminile, a sostegno della competitività del paese. Ci auguriamo anche che alimenti le ambizioni delle giovani donne e che le sproni a credere di più in loro stesse, sviluppando competenze e abilità che saranno centrali nel futuro”.

Nella prima edizione dell’iniziativa, erano stati selezionati 10 progetti per l’evento finale su un totale di 163 candidature, a vincere il programma di accelerazione erano state le startup Bestest, InTribe, Transactionale, WorkWideWomen.

WHITEPAPER

Cos’è cos’è l’imaging multiview e in quali ambiti può trovare applicazione?
Intelligenza Artificiale
Intelligenza Artificiale

L’articolo Chi sono le 13 startup finaliste di MIA – Miss in Action 2020 proviene da InsuranceUp.


Tapoi, l’ intelligenza artificiale che aiuta le aziende a conoscere meglio i clienti

Conoscere i propri clienti. Se dovessimo scegliere la chiave di successo di un’azienda, quella da cui dipende il futuro del business, la risposta non può che essere questa. L’azienda che conosce il cliente può anticiparne le esigenze e metterlo al centro delle proprie attività, formulare servizi ad hoc e sbaragliare, così, la concorrenza. È il caso di U-Hopper società che ha sviluppato Tapoi, un servizio di customer intelligence B2B2C basato sull’Intelligenza Artificiale, sul Machine Learning e sull’analisi semantica che permette alle aziende di conoscere meglio i propri clienti, migliorando e ampliando il processo e le attività di arricchimento dei dati, e favorendo così la creazione di esperienze del cliente personalizzate.

Un progetto arrivato alla fase finale dell’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, dedicata lo scorso anno alla human data science.

Come è nato Tapoi

Dietro la realizzazione di Tapoi ci sono Diego Taglioni e Iacopo Carreras. Il primo, 51 anni e un MBA in tasca, è inventore di tre brevetti internazionali nell’ambito dei servizi di mobilità personale, emergenza con localizzazione del chiamante e dell’efficienza energetica. Il secondo ha 44 anni ed è ceo di ThinkInside, spin-off di U-Hopper, società nella quale è stato realizzato Tapoi. Un progetto che i due mettono a punto partendo da una consapevolezza: la personalizzazione è oggi la chiave per una strategia marketing di successo. Ciò richiede alle aziende di conoscere a fondo i propri clienti, nel tentativo di anticipare le loro esigenze e di fornire loro ciò che stanno cercando. Finora sono state esplorate e adottate diverse soluzioni, una tra tutte l’utilizzo dei cookies, al fine di monitorare l’attività di navigazione online dell’utente. Con dei limiti noti: si tratta di una tecnica – spiegano da Tapoi – che richiede un’osservazione prolungata nel tempo e, in secondo luogo, è vincolata a un sito web specifico, escludendo quindi la possibilità di considerare le diverse altre informazioni derivanti da fonti di terze parti. Da qui l’intuito che ha portato a Tapoi: arricchire i profili dei clienti facendo leva su una più ampia fonte di informazioni, i social network.

Che cos’è e che cosa permette di fare

Tapoi significa “viaggio” in lingua maori. E il nome del prodotto non è casuale: Tapoi vuole affermarsi sul mercato come servizio di riferimento per l’arricchimento dei profili cliente contenuti all’interno dei CRM aziendali, con il fine di personalizzare l’esperienza di un cluster e/o di ciascun singolo cliente. “Se ci pensate, la relazione tra azienda e cliente nasce, si sviluppa, cresce, trova degli ostacoli e a volte termina a causa di questi stessi impedimenti. Pensiamo che questo percorso possa essere riassunto attraverso la metafora del viaggio e, in quest’ottica, il nostro obiettivo è fornire una soluzione a supporto di tale relazione” spiegano gli imprenditori che hanno messo a punto il progetto. Attraverso la conoscenza dei propri clienti, le aziende sono in grado di personalizzare le singole esperienze e rendere unico ogni cliente, che sarà meno incline a scegliere un nuovo fornitore.

Il progetto (che si basa su una tecnologia proprietaria che unisce Intelligenza artificiale, Machine learnig e analisi semantica) è stato sviluppato internamente da U-Hopper.

Il prodotto non è ancora sul mercato. La versione beta del servizio è attualmente utilizzata nel contesto di alcuni progetti pilota (per esempio, in ambito turismo e bancario/assicurativo) con il fine di apportare le modifiche tecnologiche necessarie al fine di rendere Tapoi un tool intuitivo, facile da utilizzare e soprattutto capace di apportare un valore misurabile ai clienti. Il lancio sul mercato è previsto entro la fine del 2020.

U-Hopper, la società in cui è nato Tapoi

U-Hopper è una società di consulenza con sede a Trento specializzata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche basate su big data analytics e intelligenza artificiale.

WHITEPAPER

Trend AIOPs: come automatizzare l’intera catena del valore digitale? Scarica il white paper!
Intelligenza Artificiale

“La nostra missione è quella di guidare i nostri clienti alla scoperta del potere e del valore non ancora pienamente sfruttato dei dati aziendali che possiedono, offrendo un servizio per la loro analisi e per la creazione di soluzioni data-driven a supporto delle strategie aziendali, sia per l’Impresa 4.0 che per l’Industria 4.0”.

Ricerca e innovazione, dunque, sono parte del DNA di questa realtà trentina. L’azienda nasce nel 2010 come spin-off del centro di ricerca internazionale Fondazione Bruno Kessler (FBK). “Da allora, l’impegno del nostro team verso lo sviluppo e l’innovazione è rimasto una costante, portandoci nel 2015 a creare lo spin-off ThinkInside sulla base delle potenzialità di mercato di una soluzione proprietaria” continua il team di U-Hopper. Oggi l’azienda ThinkInside è autonoma e operativa sul mercato con una soluzione di location intelligence per indoor tracking. “Quest’anno U-Hopper è determinata a replicare l’esperienza: prevediamo infatti lo spin-off di Tapoi e quindi il lancio della startup entro la fine del 2020”.

Il modello di business

Tapoi è un Saas B2B2C che si rivolge alle aziende B2C operative sul mercato come fornitrici di servizi o di prodotti di consumo, che abbiano un touch-point online con i propri clienti. Attraverso un modello di business pay-per use, le aziende clienti corrispondono a U-Hopper una fee mensile sulla base del numero di profili analizzati attraverso Tapoi. Il servizio è in piena compliance con il GDPR in quanto il flow tecnologico prevede la richiesta di consenso ad ogni utente. Non solo. Tapoi salva esclusivamente il risultato dell’analisi effettuata, mentre le informazioni personali vengono prontamente eliminate.

La partecipazione a Open F@b Call4Ideas e l’importanza del prodotto per le compagnie assicurative

Come abbiamo detto, Tapoi ha partecipato all’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif arrivando alla fase finale. Per l’occasione, è stata presentata la versione del prodotto declinata per le aziende bancarie e assicurative. “Tapoi permette a società operanti in questo settore di arricchire i profili CRM dei clienti esistenti, identificando informazioni human-centred rilevanti e di immediata fruizione che derivano da fonti e contesti di natura sociale ed emotiva, i social network. In questo modo, banche e assicurazioni trovano un concreto supporto per la creazione di esperienze clienti altamente personalizzate e cucite sulle esigenze individuali” conclude il team del progetto.

L’articolo Tapoi, l’ intelligenza artificiale che aiuta le aziende a conoscere meglio i clienti proviene da InsuranceUp.