Fare innovazione è imparare a gestire il caos (e l’incertezza)

Fare innovazione è “come provare a ordinare il caos ed io ho preferito imparare a gestire il caos, piuttosto che diventare ordinato”,  ha detto Matteo Mingardi, Corporate Innovation & RD Manager di Pelliconi (azienda italiana leader mondiale nella produzione di tappi) durante un web talk della serie Digital Transformation Tools organizzata da EconomyUp con P4i (clicca qui per rivederlo).

L’affermazione suona ancora più significativa se letta alla luce del contesto in cui ci stiamo trovando a vivere e a operare da ormai tre anni: uno stato permanente di incertezza. Prima la crisi sanitaria con i lutti, i lockdown e la conseguente crisi economica. Appena la pandemia sembrava lasciata indietro, il ritorno della guerra in Europa con effetti sociali ed economici tutti da capire.

La società dell’incertezza è il titolo di un libro di Zigmunt Bauman, sociologo e filosofo conosciuto per la teorizzazione della società liquida. Nel nostro mondo postmoderno non c’è posto per la stabilità e la durata, è la tesi. È, quindi, il momento di nuove strategie di vita. Il volume arrivò in libreria nel 1999, all’alba del nuovo millennio: è stata certamente anticipatore di cambiamenti ormai diventati percezione comune.
Prima la globalizzazione e poi la digitalizzazione hanno accresciuto l’instabilità dei mercati. Siamo da tempo tutti in un vortice che viene descritto con l’acronimo VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity). Le crisi non fermano queste vortice, anzi in molti casi lo accelerano, come abbiamo visto con la pandemia e i suoi effetti di accelerazione sull’adozione di pratiche e strumenti digitali.
Siamo entrati in una Nuova Economia dell’Incertezza, alimentata da virus, scosse geopolitiche, disastri naturali. E ci ritroviamo in una dimensione in cui concetti come resilienza e anti fragilità non sono più optional ma accessori necessari per la conduzione di qualsiasi impresa. Ma ce n’è un altro indispensabile: l’innovazione .
Se l’incertezza aumenta la velocità del VUCA, non può certo diventare la causa (o il pretesto) di ingiustificate frenate nelle attività di trasformazione digitale, cambiamento culturale e organizzativo delle aziende. Anzi, l’incertezza deve diventare uno stimolo a giocare d’attacco più che in difesa, per usare una metafora calcistica, perché se correttamente gestita può diventare una componente produttiva dell’innovazione.
È normale e istintivo, di fronte a un’emergenza, reagire intervenendo sui costi  perché il primo obiettivo è sopravvivere. Ma l’innovazione continua, semmai con maggiore apertura verso l’esterno e le startup e con maggiore velocità di implementazione, come del resto abbiamo visto durante i mesi più difficili della pandemia.
Ritirarsi o rimandare può sembrare una buona mossa a breve termine ma a lungo diventa un handicap che può compromettere la ripresa e la vita stessa dell’azienda. Certamente è una questione di visione e di metodologie per pianificare ciò che non è possibile prevedere, facendosi guidare anche dalle tecnologie per realizzare nuovi scenari.
ll settore assicurativo, come tutta l’industria dei servizi finanziari, ha di fronte anni decisivi, di sfide e opportunità. La sua capacità di comprensione, analisi e gestione dei rischi è un vantaggio che può rendere se ben coniugato con la potenza delle tecnologie digitali. Altrimenti rischia, sì, di diventare la conoscenza utile per rileggere il passato senza comprendere il futuro. Non solo: nell’ Era dell’Incertezza la domanda di protezione è destinata a crescere, a tutti i livelli, dall’individuo alle organizzazioni, dal mondo fisico alla dimensione digitale. Le risposte sono pronte?

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Fintech 2022: 5 tendenze di un mercato sempre più aperto

Nel 2022, il fintech continuerà il suo percorso di crescita entrando in una fase di consolidamento. La collaborazione fra startup e incumbent è la chiave di questo processo, che sarà sempre più open all’insegna di open finance, open bankingopen innovation.

Ecco i 5 trend che possiamo aspettarci per il fintech quest’anno

  1. La crescita dell’open banking

Dal 2019 in Europa numero di terze parti che offrono servizi di Account Information e Payment Initiation è cresciuto del 300%, con acquisizioni in ambito Open Banking per un valore totale di circa 2 miliardi di euro nell’ultimo anno.

L’Italia su questo fronte è ancora indietro, con appena 13 Third Party Providers attivi nel settore.

  1. la Spid per nuovi servizi abilitati dall’identità digitale

In Italia il 40% della popolazione che ne ha diritto utilizza già la Spid, e il mercato è pronto per espandere l’identità digitale ai servizi finanziari.

Secondo il Report di CBI, Digital ID & Onboarding è con il 64% il principale servizio sul quale le banche italiane intendono puntare nel 2022.

  1. la crescita del BNPL (Buy Now Pay Later)

I pagamenti rateali digitali sono destinati a crescere soprattutto in considerazione delle stime e della penetrazione che hanno sul retail: il fenomeno ha superato quota 90 miliardi di dollari nel 2020 e si prevede raggiungerà i 3mila miliardi di dollari entro il 2030.

In Italia ci si aspetta un incremento del 28,6% tra il 2021 e il 2028, nonché lo svilupparsi di servizi “complementari” come, ad esempio, lo sviluppo di forme di finanziamento che sostengano la spesa.

  1. Il vertical banking

Di fronte ai nuovi strumenti a disposizione, sono molte le nuove prospettive che si aprono. Grazie al Banking as a Service, le nuove banche digitali potranno sviluppare nuovi servizi per nicchie che sono poco considerate, come ad esempio il teenage banking.

  1. Intelligenza artificiale contro le frodi online

La cybersecurity è oggi un tema molto caldo: solo durante la prima metà del 2021, i tentativi di frode digitale sono aumentati del 150% a livello globale.

L’intelligenza artificiale giocherà un ruolo fondamentale nel ridurre l’incidenza delle frodi e nel mantenere i dettagli finanziari dei clienti al sicuro.

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Insurtech, 10 previsioni per il mercato 2022

Insurtech, quali evoluzioni possiamo aspettarci per 2022? Turismo spaziale, micro-mobilità urbana, health tech ed entrata in campo dei giovani sono alcune delle esigenze emergenti individuate da IIA – Italian Insurtech Association per il 2022.

Dopo un 2021 che ha visto un incremento del +460% gli investimenti per il settore in Insurtech, con 280 milioni di euro investiti contro i soli 50 milioni del 2020, la crescita sarà ancora più significativa per l’anno appena iniziato, permettendo all’Italia di recuperare il gap oggi esistente con gli altri Paesi europei.

“Siamo soddisfatti dell’aumento degli investimenti in Insurtech in Italia e il traguardo di oltre 1 miliardo di Euro per il 2023 che come associazione avevamo indicato sembra finalmente raggiungibile. Già per il 2022 stimiamo di toccare la cifra di 500 milioni di euro, grazie soprattutto agli investimenti dei grandi player stranieri”, ha spiegato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA. “Sulla base dei dati raccolti dal nostro Osservatorio possiamo prevedere quelle che saranno le direzioni future del settore: da un lato, ci sarà il rafforzamento degli ecosistemi esistenti, dall’altro la crescita e lo sviluppo di nuovi ecosistemi legati all’Insurtech, con maggior focus sul cliente e proposte assicurative personalizzate”.

Ecco gli ambiti, i relativi trend e gli investimenti che secondo le proiezioni di IIA caratterizzeranno il settore insurtech nel 2022.

Insurtech, le previsioni per il 2022

  1. Aumento degli investimenti in Insurtech, anche sull’onda dell’ingresso in Italia di nuovi operatori Internazionali

Continuerà la crescita del volume degli investimenti in Insurtech, per la quale si stima di passare da 280 milioni di euro del 2021 ad oltre 500 milioni, trainati da fondi di investimento stranieri, sviluppo di progetti Insurtech da parte di compagnie, intermediari tech e digital player, progetti di collaborazione su crossover digitali.

  1. Aumento degli investimenti in startup Insurtech, verso i 100 milioni

Si stima che gli investimenti in startup insurtech supereranno di 5 volte quelli dell’anno appena trascorso, sfiorando i 100 milioni di euro nel 2022. Sono stati appena 20 milioni di euro nel 2021 contro i 650 milioni in Francia e gli 800 in Gran Bretagna.

Questa crescita sarà possibile grazie agli investimenti in innovazione che potranno aumentare ulteriormente sotto la spinta di incentivi fiscali per creare un circolo virtuoso all’interno dell’ecosistema assicurativo e del mondo digitale.

  1. La cooperazione fra startup e compagnie assicurative arriverà al 90%

Per rimanere competitivi sul mercato sarà fondamentale promuovere il processo di cooperazione tra assicurazioni, aziende tecnologiche e start up. Dall’Insurtech investment Index del 2021 era emerso che solo il 65% delle compagnie aveva collaborato con startup; si prevede che tale valore supererà il 90% nel 2022, superando in questo modo il gap con gli altri europei.

  1. I nuovi ecosistemi acquisteranno massa critica raddoppiando le polizze

Turismo spaziale, identità digitali, eSport, realtà virtuale, criptovalute e nuovi modi di socializzare online, come promesso da Facebook con il Metaverso, saranno i nuovi settori per i quali già dal 2022 l’offerta assicurativa classica non sarà più sufficiente.

Da una stima di IIA, l’assicurazione del futuro varrà 10 milioni di euro di premi solo in Italia entro il 2030, ma per far fronte a questi nuovi bisogni sarà necessario innovarsi con nuovi prodotti e soluzioni. Nel 2022 IIA stima che le polizze digitali provenienti da nuovi ecosistemi raddoppieranno rispetto al 2021 con l’ingresso di offerte specializzate.

  1. Health tech: ingresso di nuovi operatori specializzati italiani ed esteri

Un discorso a parte va fatto sicuramente per tutto il ramo salute, anche alla luce del perdurare dell’emergenza sanitaria, che avrà un impatto consistente sulle polizze del futuro. Ad oggi nel mondo i principali investimenti in insurtech sono stati fatti in ambito healthtech, con cifre superiori ai 2 miliardi di dollari.

Per quanto concerne il mercato italiano si stima che la penetrazione di polizze digitali nel segmento salute possa arrivare al 2030 al 7% del mercato per un totale di 1.8 milioni di soggetti assicurati. Nel 2022 si prevede inoltre l’ingresso di nuovi operatori specializzati nell’offerta Assicurativa Healthtech.

  1. Mobilità: previsto il raddoppiando delle polizze digitali

Le nuove tendenze legate al mondo degli spostamenti alternativi, come la micro-mobilità urbana e la sharing economy influenzeranno fortemente anche l’offerta delle compagnie assicurative, che saranno sempre più legate all’analisi comportamentale e dei dati di guida del consumatore (behavioural/data driven insurance per il 74% del campione) o calcolate in base ai km percorsi (pay per mile/pay as you drive per 59%).

IIA stima, inoltre, che nel 2022 raddoppieranno rispetto al 2021 le polizze on demand legate a questo settore.

  1. Embedded Insurance volaneranno per l’Insurtech

IIA ha valutato che il mercato dell’embendded insurance, ovvero le coperture assicurative offerte come servizio aggiuntivo assieme all’acquisto di un prodotto o servizio – come la polizza venduta con lo skipass – varrà nei prossimi 10 anni fino al 20% del valore del mercato assicurativo totale. Come avvenuto nel 2021, assisteremo anche quest’anno a un incremento di player non assicurativi che distribuiranno polizze in ottica open insurance; non solo gli Over The Top, ma anche catene retail, operatori TLC, player dell’elettronica di consumo, brand di sport, etc.

Si tratta di un’importante leva per allargare il numero di utenti che attualmente non vengono intercettati dall’offerta assicurativa e di conseguenza aumentare il valore complessivo dei premi. Nel 2022 raddoppieranno gli operatori non assicurativi che venderanno prodotti assicurativi.

  1. Digital Bancassurance: triplicheranno le banche coinvolte nella distribuzione di polizze digitali

Un altro numero che salirà inevitabilmente nel 2022 è quello legato al Digital bancassurance, perché i prodotti assicurativi saranno sempre più integrati nell’offerta online delle banche.

In Italia, nel 2021, sono state circa 10 le banche che hanno offerto polizze assicurative digitali e ci si aspetta che a dicembre 2022 si arrivi a quota 30. La distribuzione delle polizze assicurative nelle banche non seguirà la semplice digitalizzazione dei prodotti tradizionali, ma richiede la creazione di un’offerta nuova che possa essere distribuita via web e mobile.

  1. Triplicheranno gli investimenti in Data Analytics e IA da parte del comparto assicurativo

L’analisi di dati, l’integrazione IoT, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale avranno un ruolo cruciale nel 2022 per aiutare gli operatori a costruire prodotti e polizze sempre più personalizzate sul singolo cliente, come polizze sportive limitate alla durata di una partita di calcetto o di un’arrampicata in montagna, oppure polizze salute in linea con le condizioni dell’utente in un preciso momento della sua vita.

Nel 2022 gli investimenti in Data Analytics e IA aumenteranno del 200% rispetto allo scorso anno.

  1. Nuove competenze ed opportunità professionali nell’Insurtech renderanno il settore attrattivo per i giovani

Il settore assicurativo conta un grave gap in termini di competenze tecnologiche e digitali, come rilevano il 71% degli impiegati in ambito assicurativo, secondo una ricerca di EY in collaborazione con IIA. Il 53% si dice molto preoccupato per questo divario che rischia di limitare la capacità del settore di sviluppare nuovi prodotti e servizi in linea con le esigenze di un consumatore sempre più digitale.

Tra le nuove sfide per il mercato assicurativo, emerge quindi la nuova figura dell’assicuratore che deve avere competenze in grado di coniugare data science, intelligenza artificiale, ingegneria matematica. Il settore insurtech e le crescenti attività di formazione promosse consentiranno di superare questo divario e portare l’industria assicurativa tra i 5 settori su cui i giovani potranno puntare nei prossimi anni per trovare lavoro.

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L’insurtech per assicurazioni più aperte in una società che cresce

Che cosa sarebbe accaduto se la pandemia fosse scoppiata nel 2001? Oppure, ancora peggio, nel 1981? Senza Internet, senza l’ecommerce, senza la rete digitale che ormai ci avvolge? Di fronte alla quarta ondata del coronavirus mutato le domande pulsano in testa. Come avremmo potuto reggere senza la possibilità di fare scuola a distanza? Di continuare a lavorare seppur davanti a un monitor? Di ordinare la spesa online? Di vedere i nostri cari attraverso uno schermo?
È stato comunque un dramma ma sarebbe stato molto peggio senza il lavoro di tante imprese che hanno visto il futuro prima di altre, hanno investito sulla tecnologia ma hanno soprattutto saputo immaginare modi nuovi per fare cose vecchie, che è poi l’essenza dell’innovazione. Molte sono startup, avvantaggiate dalla loro agilità e dalla dimestichezza con la tecnologia e le sue applicazioni.
Durante l’emergenza, a più di un italiano su due le tecnologie digitali hanno consentito di provvedere alle proprie necessità (58,6%), di mantenere le relazioni sociali (55,3%) e di continuare a lavorare o studiare (55,2%), ci ricorda il 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: la dimensione digitale ha mostrato tutta la sua potenza e, come dice da tempo il filosofo Luciano Floridi, la sua inevitabile legame con la dimensione fisica. Siamo sempre gli stessi ma possiamo fare cose, ottenere servizi, avere accesso a relazioni prima impossibili o in modalità prima impensabili. Difficilmente si potrà tornare allo stato ante Covid.

Il digital vortex è entrato nelle nostre vite. Adesso aziende e pubbliche amministrazioni devono adeguarsi. Lo stanno facendo, non sempre è facile ma è ormai necessario, inevitabile. Un modo per farlo più rapidamente è scoprire le soluzioni delle startup, sostenerle, farle proprie, lavorare con imprenditori che hanno deciso di affrontare un rischio e lavorano per farlo diventare un valore. La tendenza è forte: l’81% delle grandi aziende fa open innovation e la metà collabora con le startup, ci dice la ricerca annuale degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Trasformation Academy  della School of Management del Politecnico di Milano.

Sono sempre di più quindi le aziende quelle che hanno individuato nelle startup un interlocutore privilegiato per accelerare l’innovazione, che poi vuol dire crescita e sviluppo: si cercano idee, soluzioni, prodotti, competenze, modelli di business in grado di potenziare la tradizione e l’esperienza dell’azienda, la sua presenza sul mercato, la relazione con i clienti. Lo fa persino l’INPS e adesso anche Banca d’Italia, perché l’innovazione aperta può rappresentare la soluzione di un grande freno allo sviluppo.

Lasciamolo spiegare a chi ha teorizzato ormai oltre 20 anni fa l’open innovation. Henry Chesbrough, professore a Berkley, nel suo libro più recente (“Il futuro della open innovation, pubblicato in Italia dalla LUISS, dove ha una cattedra) scrive che l’open innovation serve a risolvere il paradosso davanti al quale si trovano le aziende e i Paesi ad economia avanzata: il progresso tecnologico sta accelerando, mentre la crescita della produttività economica è in calo. Conoscere e incontrarsi con le startup, accettarne gli stimoli, persino le provocazione è un modo senza dubbio concreto per risolvere questo paradosso e dare nuova spinta a un’azienda ma anche a un intero sistema economico e quindi a un Paese.
Nelle assicurazioni la risoluzione del paradosso si chiama insurtech e lo dimostra la crescita degli investimenti a livello globale. La tecnologia serve a migliorare i processi e ottimizzare i margini ma anche ad accrescere la dimensione della copertura, a portare più protezione a chi ancora non ce l’ha o non può permettersela. L’insurtech permette alle assicurazioni di essere, quindi, più inclusive, come ci ha ricordato il tema di Open-F@b Call4Ideas 2021 promossa da BNP Paribas Cardif con InsuranceUp: Assicurazione+Accessibile.  Andate a vedere che cosa fanno le tre startup premiate: mostrano come sia possibile portare utilità, semplicità e velocità in un’industria antica come quella assicurativa. Ne avranno vantaggio le compagnie ma anche la società tutta.

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L’insurtech per assicurazioni più aperte in una società che cresce

Che cosa sarebbe accaduto se la pandemia fosse scoppiata nel 2001? Oppure, ancora peggio, nel 1981? Senza Internet, senza l’ecommerce, senza la rete digitale che ormai ci avvolge? Di fronte alla quarta ondata del coronavirus mutato le domande pulsano in testa. Come avremmo potuto reggere senza la possibilità di fare scuola a distanza? Di continuare a lavorare seppur davanti a un monitor? Di ordinare la spesa online? Di vedere i nostri cari attraverso uno schermo?
È stato comunque un dramma ma sarebbe stato molto peggio senza il lavoro di tante imprese che hanno visto il futuro prima di altre, hanno investito sulla tecnologia ma hanno soprattutto saputo immaginare modi nuovi per fare cose vecchie, che è poi l’essenza dell’innovazione. Molte sono startup, avvantaggiate dalla loro agilità e dalla dimestichezza con la tecnologia e le sue applicazioni.
Durante l’emergenza, a più di un italiano su due le tecnologie digitali hanno consentito di provvedere alle proprie necessità (58,6%), di mantenere le relazioni sociali (55,3%) e di continuare a lavorare o studiare (55,2%), ci ricorda il 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: la dimensione digitale ha mostrato tutta la sua potenza e, come dice da tempo il filosofo Luciano Floridi, la sua inevitabile legame con la dimensione fisica. Siamo sempre gli stessi ma possiamo fare cose, ottenere servizi, avere accesso a relazioni prima impossibili o in modalità prima impensabili. Difficilmente si potrà tornare allo stato ante Covid.

Il digital vortex è entrato nelle nostre vite. Adesso aziende e pubbliche amministrazioni devono adeguarsi. Lo stanno facendo, non sempre è facile ma è ormai necessario, inevitabile. Un modo per farlo più rapidamente è scoprire le soluzioni delle startup, sostenerle, farle proprie, lavorare con imprenditori che hanno deciso di affrontare un rischio e lavorano per farlo diventare un valore. La tendenza è forte: l’81% delle grandi aziende fa open innovation e la metà collabora con le startup, ci dice la ricerca annuale degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Trasformation Academy  della School of Management del Politecnico di Milano.

Sono sempre di più quindi le aziende quelle che hanno individuato nelle startup un interlocutore privilegiato per accelerare l’innovazione, che poi vuol dire crescita e sviluppo: si cercano idee, soluzioni, prodotti, competenze, modelli di business in grado di potenziare la tradizione e l’esperienza dell’azienda, la sua presenza sul mercato, la relazione con i clienti. Lo fa persino l’INPS e adesso anche Banca d’Italia, perché l’innovazione aperta può rappresentare la soluzione di un grande freno allo sviluppo.

Lasciamolo spiegare a chi ha teorizzato ormai oltre 20 anni fa l’open innovation. Henry Chesbrough, professore a Berkley, nel suo libro più recente (“Il futuro della open innovation, pubblicato in Italia dalla LUISS, dove ha una cattedra) scrive che l’open innovation serve a risolvere il paradosso davanti al quale si trovano le aziende e i Paesi ad economia avanzata: il progresso tecnologico sta accelerando, mentre la crescita della produttività economica è in calo. Conoscere e incontrarsi con le startup, accettarne gli stimoli, persino le provocazione è un modo senza dubbio concreto per risolvere questo paradosso e dare nuova spinta a un’azienda ma anche a un intero sistema economico e quindi a un Paese.
Nelle assicurazioni la risoluzione del paradosso si chiama insurtech e lo dimostra la crescita degli investimenti a livello globale. La tecnologia serve a migliorare i processi e ottimizzare i margini ma anche ad accrescere la dimensione della copertura, a portare più protezione a chi ancora non ce l’ha o non può permettersela. L’insurtech permette alle assicurazioni di essere, quindi, più inclusive, come ci ha ricordato il tema di Open-F@b Call4Ideas 2021 promossa da BNP Paribas Cardif con InsuranceUp: Assicurazione+Accessibile.  Andate a vedere che cosa fanno le tre startup premiate: mostrano come sia possibile portare utilità, semplicità e velocità in un’industria antica come quella assicurativa. Ne avranno vantaggio le compagnie ma anche la società tutta.

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Open-F@b Call4Ideas 2021, il 25 novembre la finale: ecco il programma

Siamo alle porte della finale per Open-F@b Call4Ideas 2021: giovedì 25 novembre si terrà l’ultimo scontro delle 10 startup finaliste uscite vittoriose dalla Digital Battle per la conquista del titolo di vincitori.

Anche quest’anno, l’evento finale è aperto al pubblico in diretta streaming.

Registrati qui per assistere alla finale!

Per la sua ottava edizione, il contest di BNP Paribas Cardif si è concentrato sul tema “l’Assicurazione + Accessibile”, per portare attraverso l’innovazione maggiore inclusività e accessibilità nel mondo assicurativo.

A sfidarsi con le loro idee innovative sono Agente Più, Contesto, Cristail, Insurance4Music, Klondike, Lawing, Lifedata, Meedox, Messagenius e Tiassisto24.

Scopri qui i progetti finalisti

Open-F@b Call4ideas 2021, il programma dell’evento finale

L’evento finale, che si terrà dalle 15.30 alle 17.00, prevede un pomeriggio all’insegna dell’innovazione, con interventi a tema ed interviste ai finalisti ad alternarsi a battaglie di pitch fino alla proclamazione dei vincitori.

Tra gli ospiti Andrea Veltri, Business Lines Director di BNP Paribas Cardif, Andrea Rangone, Presidente di Digital360 – la società che amministra il network di cui fa parte InsuranceUp – e come Special Guest Nicolò Briante, Co-Founder di D-Heart, azienda tecnologica italiana di e-health specializzata in prodotti per il monitoraggio della salute cardiaca.

Conduce il direttore di InsuranceUp, Giovanni Iozzia.

Ecco l’agenda:

15.30 Benvenuto

Conduce Giovanni Iozzia, Chief Editor EconomyUp e InsuranceUp, Digital 360

15.35 Apertura lavori

Roberta Avanzini, Head of Research&Development, BNP Paribas Cardif
Andrea Rangone, President, Digital360

15.50 Battle | Top 10

Introdotte da Giovanni Iozzia, Chief Editor EconomyUp e InsuranceUp, Digital 360

16.10 Speech

Intervento di Giovanni Iozzia, Chief Editor EconomyUp e InsuranceUp, Digital 360

16.20 Battle | La finale

Giovanni Iozzia e Andrea Rangone intervistano le 5 startup finaliste

16.45 Special Guest

Intervento di Nicolò Briante, Co-Founder di D-Heart con Andrea Rangone

17.00 Premiazione vincitori e Chiusura lavori

Andrea Veltri, Business Lines Director, BNP Paribas Cardif

Roberta Avanzini, Head of Research&Development, BNP Paribas Cardif

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Open-f@b Call4Ideas 2021, i vincitori sono Insurance4music, Klondike e Tiassisto24

Insurance4music, Klondike e Tiassisto24 sono i vincitori dell’8a edizione di Open-F@b Call4Ideas 2021, il contest dedicato a startup, scale-up, giovani studenti e imprese innovative, promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp e PNICube.

A seguito della Digital Battle che ha permesso al Comitato di Valutazione di BNP Paribas Cardif in Italia di selezionare i 9 migliori progetti, a cui si è aggiunto quello scelto dai dipendenti della Compagnia tramite sondaggio, i 10 finalisti si sono sfidati durante la Final Challenge di ieri. Dopo la votazione del pubblico online, che ha seguito l’evento e selezionato i 5 migliori pitch, la giuria composta da membri di BNP Paribas Cardif ed esperti esterni di vari ambiti ha premiato le startup Insurance4music, Klondike e Tiassisto24. Saranno loro ad essere affiancate dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, che sarà integrato nei prodotti o nei modelli di offerta della Compagnia.

Tre progetti per l’Assicurazione + Accessibile

Il tema dell’edizione 2021 di Open-F@b Call4Ideas, “L’Assicurazione + Accessibile”, è stato scelto con l’obiettivo di individuare soluzioni in grado di: veicolare una comunicazione semplificata; rendere l’esperienza assicurativa più fluida; accelerare la velocità di risposta al mercato; migliorare la proposizione e la gestione delle attività assicurative per raggiungere una platea più ampia di clienti e stakeholders.

Ad approfondire la tematica all’evento finale, condotto da Giovanni Iozzia, Direttore EconomyUp e InsuranceUp, si sono alternati gli interventi di Roberta Avanzini, Head of Research&Development di BNP Paribas Cardif, Andrea Rangone, Presidente di Digital360 Società Benefit e Nicolò Briante, Co-Founder di D-Heart.

Con le loro idee Insurance4music, Klondike e Tiassisto24 sono riuscite a fornire stimoli originali interpretando le esigenze emergenti nel settore con strumenti innovativi che possono contribuire a rendere “L’Assicurazione + Accessibile”.

Open-f@b 2021, i premi per vincitori e finalisti

I tre vincitori, oltre al supporto di BNP Paribas Cardif, avranno la possibilità di presentare il progetto e confrontarsi con altre startup ospitate a BivwAk! l’incubatore interno del Gruppo BNP Paribas con sede a Parigi.

Tutti i finalisti dell’edizione 2021 saranno, inoltre, introdotti a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation, che ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in startup early stage, e inclusi nella piattaforma interna impiegata nell’ecosistema di Open Innovation di BNP Paribas per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le start-up.

Quest’anno, inoltre, grazie alla partnership con PNICube – associazione con 50 associate tra Università e incubatori accademici che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane, nata con l’obiettivo di stimolare la nascita e accompagnare al mercato nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza di provenienza universitaria – la call è stata estesa anche ai più giovani in maniera più capillare sul territorio.

Open-f@b Call4Ideas 2021, i progetti vincitori

Insurance4music

Insurance4music è il primo intermediario assicurativo verticalizzato nel settore entertainment. La startup vuole affermarsi come punto di riferimento per tutti gli operatori del settore – dal singolo musicista alle scuole di musica, fino ad arrivare ai grandi organizzatori di concerti – tramite una piattaforma online che permetta di stipulare in maniera semplice ed immediata le polizze assicurative.

Tre aggettivi per descrivere il progetto

Semplice, immediato, accessibile

Contributo del progetto per rendere l’Assicurazione + Accessibile

La piattaforma Insurance4music permetterà di stipulare in maniera semplice e immediata le polizze assicurative di cui gli operatori del settore avranno bisogno; tramite l’utilizzo di IoT e blockchain questa procedura sarà ancora più immediata, perché si potrà fare in modo che le polizze (o le denunce di sinistro) si attivino in automatico al verificarsi di un determinato evento.

Team

Carmine Capone, Carlo Francesco Dettori, Manuele Carlo Mino Bassanini, Alessandro Achilli, Diego Carlo Camnasio

Klondike

Klondike si pone l’obiettivo di democratizzare l’accesso all’Intelligenza artificiale per tutti. Attraverso la creazione di un Marketplace di algoritmi facile da usare, Klondike permette a tutte le aziende, di qualsiasi settore e dimensione, di sfruttare il potere dell’AI direttamente all’interno dei propri processi aziendali in modo facile, veloce e sostenibile, a costi ridotti e senza la necessità di assumere personale specializzato.

Tre aggettivi per descrivere il progetto

Semplice, veloce, sostenibile

Contributo del progetto per rendere l’Assicurazione + Accessibile

Grazie a Klondike l’Assicurazione potrà dotarsi di chatbot per rispondere in real time alle domande più semplici dei propri clienti e lead, classificare le richieste e le mail in entrata e smistarle in pochi istanti al team/persona corretta (aumentando la customer experience), digitalizzare qualsiasi documento in entrata come contratti, carta di identità, fatture, polizze, ecc. potendo poi classificare i dati ottenuti e utilizzarli per altre attività. Tutto questo, direttamente all’interno del proprio consueto tool aziendale (CRM, ERP, ecc.).

Team

Alex Roggero, Lorenzo Tiberi, Davide Giarolo, Davide Bonamini

Tiassisto24

Tiassisto24 è la piattaforma di micro-servizi basata su AI e Machine Learning per la gestione dei veicoli come scadenze, multe, prodotti assicurativi e autoriparazioni, che permette la configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2C, B2B2C e B2B.

Tre aggettivi per descrivere il progetto

Utile, fidelizzante, integrabile

 Contributo del progetto per rendere l’Assicurazione + Accessibile

La sfida di Tiassisto24 è supportare le compagnie nel rendere l’assicurazione più attrattiva e accessibile attraverso il concetto di “servitizzazione” dei prodotti, grazie all’arricchimento con micro-servizi digitali che semplificano la vita quotidiana anche nelle piccole cose, dalle scadenze fino agli inconvenienti come una multa. Grazie alla piattaforma basata su AI, Machine Learning e API è possibile integrare e personalizzare qualsiasi prodotto assicurativo.

Team

Michele Romagnoli, Lorenzo Sfarra, Giuseppe Romagnoli, Nicola Piccoli, Vincenzo Di Deo, Sebastiano Davoli

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Open-F@b Call4Ideas 2021 verso la finale: ecco i 10 finalisti

Si avvicina alla sua conclusione Open-f@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione dell’innovation contest di BNP Paribas Cardif con InsuranceUp e, novità di quest’anno, PNICube.

Dopo tre serrati gironi di Digital Battle, durante la quale i semifinalisti si sono confrontati con i pitch dei loro progetti innovativi, sono stati decretati i 10 finalisti, che si sfideranno il 25 novembre in diretta streaming davanti alla giuria di esperti per decretare i vincitori.

Registrati qui per assistere all’evento finale!

Open-F@b 2021: l’Assicurazione + Accessibile

Inclusività, accessibilità e semplicità le parole chiave della call di quest’anno, il cui tema è “l’Assicurazione + Accessibile”.

I concorrenti dovranno convincere la giuria con soluzioni per rendere l’assicurazione più vicina al consumatore, più aperta, e in grado di raggiungere quante più persone possibili per aiutare ad arginare il “protection gap” in Italia.

Open-f@b 2021, chi sono i finalisti

Sono Agente Più, Contesto, Cristail, Insurance4Music, Klondike, Lawing, Lifedata, Meedox, Messagenius e Tiassisto24 i 10 finalisti scelti dal comitato.

Andiamo a conoscere i loro progetti.

Agente Più

Agente Più è una piattaforma digitale, sia web che app iOS e Android, per la distribuzione di prodotti assicurativi.

Attraverso la tecnologia gestisce in modo smart, semplice e innovativo una rete di intermediari e agenti, occupandosi di formazione, consulenza alla vendita e alla gestione contratti.

Contesto

Contesto ha creato il portale Assibot, che affronta le tematiche connesse a rischi, assicurazioni e diritto. Scopo del progetto è quello di sensibilizzare e informare gli utenti sulla necessità di una soluzione assicurativa per tutelarsi in base ai propri bisogni. Pienamente flessibile, la piattaforma può essere modulata con i contenuti più adatti per definiti target di clientela (retail, corporate. P.A. etc)

Cristail

Cristail sviluppa strategie di investimento proprietarie AI-based a supporto di banche e società di investimento.

Mediante l’implementazione di tecniche di machine learning e di deep learning, offre strumenti innovativi per l’asset manager, sistemi automatizzati di investimento nei mercati finanziari e di supporto alle decisioni di investimento.

Insurance4music

Insurance4music nasce dall’incontro di esperienze diverse in ambito IT, musicale e assicurativo per offrire a tutti i musicisti, professionisti e appassionati, la possibilità di trovare l’assicurazione ideale per i propri strumenti musicali in base alle proprie esigenze.

Si tratta di comparatore dedicato al mondo della musica, che consente di cercare la polizza e aderire in pochi passaggi, completamente online.

Klondike

Klondike automatizza i processi aziendali grazie al potere dell’AI, aumentando l’efficienza interna e offrendo una migliore customer experience. Ha creato un Marketplace di algoritmi di facile utilizzo sempificando l’accesso all’AI alle aziende di qualsiasi settore.

Lawing

Lawing ha sviluppato Agree.Live, una piattaforma di video conferenza che consente di apporre la Firma Elettronica (Avanzata e con SPID) durante le videocall. Su Agree.Live gli utenti possono vedersi, parlarsi e formalizzare i loro accordi, firmando elettronicamente i contratti on line.

Lifedata

Lifedata AI accelera il business con customer intelligence e personalizzazione: semplifica le interazioni umane con i dispositivi connessi e trasforma le informazioni in ROI.

Meedox

L’idea di Meedox consiste nella creazione di un ecosistema per la cura della salute propria e dei propri familiari e animali domestici favorendo la connessione di utenti, medici, strutture sanitarie e farmacie in un’unica piattaforma. La piattaforma permette agli attori coinvolti una gestione centralizzata delle informazioni e delle operazioni.

Messagenius

Messagenius è specializzata in messaggistica istantanea enterprise: fornisce alle corporate soluzioni di messaggistica istantanea per comunicazioni sicure, produttive e integrate.

Tiassisto24

Tiassisto24 ha sviluppato Drivers Services Platform (DSP), piattaforma tecnologica di micro-servizi basata su AI e Machine Learning per la gestione dei veicoli, che permette di tenere traccia di scadenze, multe, prodotti assicurativi, autoriparazioni e pagamenti.

È progettata per una configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2B, B2B2C e B2C mediante un’infrastruttura di API e soluzioni white label.

Open-f@b 2021, l’evento finale

Si svolgerà giovedì 25 novembre a partire dalle 15.30 l’evento finale della call. I 10 finalisti avranno l’occasione di convincere il comitato speciale di esperti in un ultimo round di pitch, al termine del quale saranno decretati i vincitori.

Assisti all’evento per scoprire i vincitori!

I vincitori guadagneranno il supporto del team R&D di BNP Paribas Cardif per lo sviluppo e la concretizzazione del proprio progetto innovativo, e la possibilità per due membri di ogni team vincente di presentare il progetto e confrontarsi con altre startup all’interno dell’incubatore del Gruppo BNP Paribas, BivwAk!.

In più, tutti i finalisti avranno accesso a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation. Saranno inoltre inclusi nella piattaforma interna di BNP Paribas per promuovere la cooperazione con le startup in ottica di open innovation.

L’articolo Open-F@b Call4Ideas 2021 verso la finale: ecco i 10 finalisti proviene da InsuranceUp.


Nathalie Dorè (BNP Paribas Cardif): ecco come portiamo innovazione e più accessibilità nelle assicurazioni

Innovazione interna e open innovation, con un occhio attento all’accessibilità per portare l’assicurazione a tutti coloro che ne hanno bisogno: è la ricetta di innovazione di BNP Paribas Cardif.

Nathalie Dorè, Chief Digital and Acceleration Officer alla guida dell’accelerazione digitale e del Gruppo, in questa intervista a InsuranceUp racconta come funziona la “macchina” che lavora per il raggiungimento della mission dell’azienda.

Mission che torna nel tema di Open-f@b Call4Ideas 2021, ottava edizione dell’open innovation contest promosso in collaborazione con InsuranceUp: “l’Assicurazione + Accessibile”. A fine novembre si conosceranno i vincitori, che saranno selezionati con un obiettivo preciso: individuare soluzioni per essere sempre più vicini ai clienti, per offrire protezione a quante più persone possibili, con un focus su inclusività, semplicità e accessibilità.

Segui qui l’evento finale del 25 novembre 2021

Partiamo dalle basi: com’è strutturata l’attività di innovazione all’interno di BNP Paribas Cardif?

In BNP Paribas Cardif, l’attività di innovazione è organizzata in tre step principali: Esplorazione, Sperimentazione e Industrializzazione.

La fase di Esplorazione consiste nel ricercare idee innovative interessanti, tra contest come Open-F@b Call4Ideas, iniziative interne e attività di scouting.

Nella fase di Sperimentazione testiamo il mercato con progetti pilota o su piccola scala, per verificare nel concreto la portata innovativa del nuovo prodotto ed il suo potenziale di crescita. Utilizziamo una metodologia lean startup, un processo dedicato per lavorare con le piccole realtà innovative: all’interno delle nostre Innovation Factory, il cui cuore per l’Europa è il nostro acceleratore BivwAk!, testiamo le proposte delle startup e otteniamo la risposta degli utenti finali. È qui che si ferma la corsa di quei progetti che potevano sembrare interessanti in teoria, ma non stimolano l’“appetito” del mercato. Cruciale in questa fase è essere veloci, per differenziare in fretta i progetti su cui continuare ad investire da quelli senza futuro.

Infine, ultima ma non meno importante, è la fase di industrializzazione, dove i progetti più interessanti vengono strutturati su larga scala, pronti ad affrontare il mercato. È uno step spesso sottovalutato che invece fa la differenza tra un progetto di successo e un bel PoC senza alcun vero impatto.

Per dare un’idea dei numeri, in media acceleriamo con questo metodo 8 progetti all’anno in Asia e 6 in Europa, di cui il 25% arrivano alla fase di industrializzazione.

Per sperimentare le innovazioni più disruptive utilizziamo sandbox, ambienti controllati e protetti per testare nuovi prodotti. Abbiamo un’Innovation Factory per ogni regione: una in Asia, una in Europa e una in costruzione in America Latina.

E a livello locale?

Per quanto riguarda i diversi Paesi in cui operiamo, la nostra politica è quello fornire a tutti gli strumenti e le best practice necessarie ad innovarsi e di “esportare” le migliori innovazioni di ogni area locale alle altre. Così facendo creiamo un sistema virtuoso dove il meglio di ognuno è valorizzato ed esteso a tutte le altre aree dove quel tipo di innovazione può essere applicata.

Abbiamo a questo scopo programmi come l’annuale Innovation Ambassador Program, dove ognuno dei 33 Paesi partecipanti presenta le sue migliori iniziative innovative d’impatto. Assieme agli Head of Strategy e Head of Region delle varie aree valutiamo quali abbiano il maggior potenziale a livello di compagnia. Gli Ambassador selezionati poi si occupano per l’anno successivo di organizzare sessioni di formazione, in cambio di visibilità sia all’interno del gruppo sia in grandi eventi di innovazione.

Qual è il peso dell’open innovation all’interno dell’innovazione di BNP Paribas Cardif?

Crediamo che l’open innovation sia una parte fondamentale del nostro percorso. L’innovazione è nel DNA di BNP Paribas Cardif fin dalla sua nascita. Abbiamo sempre investito sia in innovazione interna sia in collaborazioni con compagnie e startup: sono come due “gambe” per la compagnia, entrambe ugualmente importanti

Siamo sempre al lavoro per migliorare i nostri processi e la nostra capacità di assorbire e sviluppare innovazione. Principalmente ci stiamo concentrando su tre assi: trovare nuove collaborazioni con partner B2B2C come banche o retailers, investire in piattaforme digitali, e spingere sull’impatto sociale, in particolare tramite l’accessibilità – progetto per cui un importante pillar è il nostro contest di open innovation Open-f@b Call4Ideas.

Che cosa significa per una compagnia come BNP Paribas Cardif essere più accessibile?

Rendere l’assicurazione più accessibile vuol dire renderla fruibile da tutte le persone che hanno bisogno di protezione. Oggi vediamo ancora, a livello globale e in Italia in particolare, un grande “protection gap”, ovvero una vasta fetta di popolazione che non ha alcuna copertura assicurativa. Maggiore accessibilità significa raggiungere più persone e diminuire questo “buco” di protezione. Nel concreto significa prima di tutto offrire prodotti assicurativi più semplici, chiari e trasparenti, dando alle persone la possibilità di capire come funzionino e come possano proteggerli.

Qual è il ruolo della tecnologia in questo processo?

La tecnologia e il digitale sono strumenti molto importanti a questo scopo.

Il digitale può essere prima di tutto un nuovo canale, più efficiente di quello tradizionale. È attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di sottoscrivere un’assicurazione e avere accesso a claim e a tutti gli altri servizi in qualsiasi momento ce ne sia bisogno.

Ma non solo: è essenziale perché permette di educare il consumatore. Grazie all’accesso a internet, è uno strumento prezioso per aumentare la consapevolezza del rischio e le opportunità di protezione. Vediamo per esempio la questione del rischio informatico per bambini e ragazzi, e come la tecnologia digitale può aiutare le famiglie ad essere proattive nel proteggere i propri figli.

Crediamo che il canale digitale sia solo un punto di partenza. Vogliamo spingerci oltre, per fare il digitale ed essere digitali a tutto tondo, a partire dal modo di pensare e progettare i nuovi prodotti assicurativi di domani.

Questo è un percorso che non affrontiamo da soli, ma fianco a fianco con i nostri collaboratori e altre realtà innovative.

Qual è la posizione di BNP Paribas Cardif rispetto al crescente trend dell’Open Insurance?

La trasformazione del settore assicurativo verso un sistema aperto è qualcosa che abbiamo già visto nel settore finanza con la diffusione dell’Open Banking. Di fronte a questa trasformazione, le strade sono due: si può essere reattivi, e limitarsi ad adeguarsi alla transizione in atto, oppure proattivi, e cercare di cavalcarla.

BNP Paribas Cardif si muove all’interno di un’architettura aperta. Riguardo all’Open Insurance, ci prospettiamo due possibili approcci: offrire soluzioni ad altri player con un approccio “as a service” e usare gli asset di altri player con un approccio “as a platform”. Stiamo al momento lavorando su entrambi.

L’articolo Nathalie Dorè (BNP Paribas Cardif): ecco come portiamo innovazione e più accessibilità nelle assicurazioni proviene da InsuranceUp.


Open-f@b Call4Ideas 2021, ultima settimana di Digital Battle! Ecco i progetti del terzo gruppo di semifinalisti

Open-f@b Call4Ideas 2021, la finale è a un passo! Siamo giunti al terzo e ultimo gruppo di semifinalisti nella Digital Battle dell’ottava edizione del contest promosso da BNP Paribas Cardif e InsuranceUp in collaborazione con PNICube.

In questo ultimo girone di pitch battle è il turno di Ecosteer, Contesto, Easy Cai, Agente Più, Zelros e Meedox: dovranno “scontrarsi” a colpi di video pitch per presentare e sostenere i loro progetti che rispondono al tema di quest’anno: rendere l’assicurazione più inclusiva ed accessibile.

Tutti voi potrete partecipare alla selezione dei finalisti, dando la vostra valutazione online. Le votazioni sono aperte dal 26 ottobre al 2 novembre.

Qui il link per votare le semifinaliste di Open-f@b Call4Ideas 2021

I progetti scelti dal comitato di valutazione si uniranno a quelli già scelti nei precedenti due gironi: 3 per ogni gruppo assieme ad una startup meritevole ripescata tramite sondaggio interno. I 10 finalisti si confronteranno durante l’evento conclusivo del 25 novembre, nel corso del quale saranno individuati e premiati i vincitori di Open-F@b Call4Ideas 2021.

Open-f@b Call4Ideas 2021, le startup del terzo gruppo della Digital Battle

Ecco le startup che si sfidano questa settimana e i loro progetti.

Ecosteer

Ecosteer ha sviluppato Data Ownership Platform, una piattaforma che restituisce il controllo dell’accesso ai dati ai suoi proprietari – i consumatori – che ottengono così il controllo esclusivo sull’accesso di terze parti ai propri dati IoT, guadagnando token in cambio della condivisione.

La piattaforma supporta il flusso di dati su marketplace aziendali e istituzionali, coinvolgendo consumatori e business partner un ciclo di data monetization a norma di GDPR.

Contesto

Ha creato il portale Assibot, che affronta le tematiche connesse a rischi, assicurazioni e diritto. Scopo del progetto è quello di sensibilizzare e informare gli utenti sulla necessità di una soluzione assicurativa per tutelarsi in base ai propri bisogni. Pienamente flessibile, la piattaforma può essere modulata con i contenuti più adatti per definiti target di clientela (retail, corporate. P.A. etc)

Easy Cai

Easy Cai è una app che sostituisce in tutto e per tutto il CAI cartaceo: una volta registrato, in caso di incidente l’utente può accedere al proprio account e compilare il CAI in modo semplice e rapido da mobile.

L’applicazione consente di aggiungere foto del sinistro per verifica, e selezionata la compagnia di destinazione provvede automaticamente all’inoltro del documento e di una copia direttamente alla mail degli assicurati.

Agente Più

Agente Più è una piattaforma digitale, sia web che app iOS e Android, per la distribuzione di prodotti assicurativi.

Attraverso la tecnologia gestisce in modo smart, semplice e innovativo una rete di intermediari e agenti, occupandosi di formazione, consulenza alla vendita e alla gestione contratti.

Zelros

Zelros ha sviluppato una tecnologia AI dedicata al settore bancario e assicurativo che apporta significativi benefici in termini di performance di vendita e produttività del servizio clienti.

Fornisce la giusta Customer Intelligence ai Sales & Digital Marketing teams per creare esperienze personalizzate nel canale giusto, col giusto timing.

Meedox

L’idea di Meedox consiste nella creazione di un ecosistema per la cura della salute propria e dei propri familiari e animali domestici favorendo la connessione di utenti, medici, strutture sanitarie e farmacie in un’unica piattaforma. La piattaforma permette agli attori coinvolti una gestione centralizzata delle informazioni e delle operazioni.

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