C’è tempo fino al 30 settembre per candidarsi a Open-F@b Call4Ideas 2021

C’è qualche giorno in più per candidarsi a Open-F@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione del contest BNP Paribas Cardif promosso in collaborazione con InsuranceUp.it, dedicata al tema “L’Assicurazione Accessibile” per ampliare le possibilità di servizi, clienti, experience, dialogo e inclusività legati al mondo assicurativo di oggi e soprattutto per disegnare quello di domani.

Slitta dal 26 al 30 settembre il termine entro il quale startup, scaleup, giovani studenti e imprese innovative con sede in Italia hanno la possibilità di iscriversi al contest e proporre le proprie idee. Dopo una prima selezione online da parte di un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif in Italia, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, le startup selezionate presenteranno le loro proposte in una digital battle che si terrà a ottobre 2021. Le dieci startup finaliste saranno poi protagoniste dell’evento conclusivo di novembre. I vincitori avranno la possibilità di visitare i centri dell’innovazione del Gruppo BNP a Parigi e di affiancare il team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia.

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Open-F@b Call4Ideas, il progetto di BNP Paribas Cardif

Open-F@b Call4Ideas è un progetto di Open Innovation lanciato per la prima volta nel 2014 da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp.it.

Dopo aver trattato nelle scorse edizioni temi come la Customer Acquisition, l’Internet of Things e i Big Data, la Customer Experience e la Preventive Insurancel’Innovazione a impatto sociale positivo, la Human Data Science e il Next Normal, il 2021 sarà dedicato alla ricerca delle soluzioni più innovative per rendere “L’Assicurazione + Accessibile”.

Nelle sette edizioni passate Open-F@b Call4Ideas ha ottenuto un grande successo: sono state proposte circa 500 candidature – molte provenienti dall’estero – selezionate circa 80 idee innovative, che hanno portato a diverse collaborazioni e alla realizzazione di almeno un progetto l’anno, e investiti circa un milione di euro in totale. Un risultato che rispecchia l’impegno di BNP Paribas Cardif nel ricercare un’innovazione che metta al centro la persona e che restituisca valore reale all’intera comunità, dai clienti ai dipendenti fino agli altri stakeholder. Un’innovazione fondata sull’inclusione, sulla condivisione, sulla concretezza e sulla contaminazione dei saperi, in grado di rivoluzionare anche il modo di fare assicurazione.

Open-f@b Call4Ideas 2021, le novità

I progetti finalisti dell’edizione 2021 saranno introdotti a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation, che ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in startup early stage, e inclusi nella piattaforma SCOOP impiegata nell’ecosistema di Open Innovation di BNP Paribas per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le startup.

Tra le novità di quest’anno anche la possibilità per due membri di ogni team vincente di presentare il progetto e confrontarsi con altre start up ospitate a BivwAk! l’incubatore interno del Gruppo BNP Paribas con sede a Parigi. Quest’anno, inoltre, grazie alla partnership con PNICube – associazione con 50 associate tra Università incubatori accademici che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane, nata con l’obiettivo di stimolare la nascita e accompagnare al mercato nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza di provenienza universitaria – la call sarà estesa anche ai più giovani in maniera più capillare sul territorio. PNICube parteciperà alla selezione di alcune startup protagoniste della digital battle e sarà presente con un membro nella giuria della finale.

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Open-f@b 2021, ultimi giorni per partecipare alla call di BNP Paribas Cardif

Sta per concludersi la fase di raccolta candidature per Open-F@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione del contest BNP Paribas Cardif promosso in collaborazione con InsuranceUp.it, dedicata al tema “L’Assicurazione + Accessibile”.

Fino al 26 settembre, startup, scaleup, giovani studenti e imprese innovative con sede in Italia hanno la possibilità di iscriversi al contest e proporre le proprie idee. Dopo una prima selezione online da parte di un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif in Italia, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, le startup selezionate presenteranno le loro proposte in una digital battle che si terrà a ottobre 2021. Le dieci startup finaliste saranno poi protagoniste dell’evento conclusivo di novembre. I vincitori verranno affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia.

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Open-F@b Call4Ideas, il progetto di BNP Paribas Cardif

Open-F@b Call4Ideas è un progetto di Open Innovation lanciato per la prima volta nel 2014 da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp.it.

Dopo aver trattato nelle scorse edizioni temi come la Customer Acquisition, l’Internet of Things e i Big Data, la Customer Experience e la Preventive Insurance, l’Innovazione a impatto sociale positivo, la Human Data Science e il Next Normal, il 2021 sarà dedicato alla ricerca delle soluzioni più innovative per rendere “L’Assicurazione + Accessibile”.

Nelle sette edizioni passate Open-F@b Call4Ideas ha ottenuto un grande successo: sono state proposte circa 500 candidature – molte provenienti dall’estero – selezionate circa 80 idee innovative, che hanno portato a diverse collaborazioni e alla realizzazione di almeno un progetto l’anno, e investiti circa un milione di euro in totale. Un risultato che rispecchia l’impegno di BNP Paribas Cardif nel ricercare un’innovazione che metta al centro la persona e che restituisca valore reale all’intera comunità, dai clienti ai dipendenti fino agli altri stakeholder. Un’innovazione fondata sull’inclusione, sulla condivisione, sulla concretezza e sulla contaminazione dei saperi, in grado di rivoluzionare anche il modo di fare assicurazione.

Open-f@b Call4Ideas 2021, le novità

I progetti finalisti dell’edizione 2021 saranno introdotti a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation, che ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in startup early stage, e inclusi nella piattaforma SCOOP impiegata nell’ecosistema di Open Innovation di BNP Paribas per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le startup.

Tra le novità di quest’anno anche la possibilità per due membri di ogni team vincente di presentare il progetto e confrontarsi con altre start up ospitate a BivwAk! l’incubatore interno del Gruppo BNP Paribas con sede a Parigi. Quest’anno, inoltre, grazie alla partnership con PNICube – associazione con 50 associate tra Università e incubatori accademici che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane, nata con l’obiettivo di stimolare la nascita e accompagnare al mercato nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza di provenienza universitaria – la call sarà estesa anche ai più giovani in maniera più capillare sul territorio. PNICube parteciperà alla selezione di alcune startup protagoniste della digital battle e sarà presente con un membro nella giuria della finale.

Open innovation, la leva per il progresso

C’è una sola leva capace di alimentare il progresso e migliorare la qualità della vita delle persone: l’innovazione. In ambito assicurativo, innovazione vuol dire non solo trovare nuove modalità per proteggere ciò che ci è più caro ma anche essere in grado di soddisfare una nuova domanda, che in un mondo dominato dalla trasformazione digitale non può essere ignorata, di soluzioni di semplice comprensione e utilizzo, più accessibili e alla portata di tutti, più inclusive e sottoscrivibili da più target di clienti.

E l’Italia negli ultimi anni si è distinta per una forte crescita di startup, pmi innovative e giovani innovatori: lo dicono i dati elaborati da BNP Paribas Cardif.

Ma quante sono le startup innovative in Italia?

Ad agosto ammontano a 13.962, in aumento del +17,3% da inizio anno. Il 78,3% di queste giovani aziende fornisce servizi alle imprese (dalla produzione di software alla consulenza finanziaria e all’attività di ricerca e sviluppo), mentre il 16,4% opera nel manifatturiero.

Le startup a prevalenza femminile – ovvero in cui le quote e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne – rappresentano il 12,4% sul totale nazionale, mentre quelle a prevalenza giovanile (under 35) sono il 17,6%.

E a livello di distribuzione geografica? La Lombardia, che ospita 3.753 start-up, pari al 26,9% del totale si conferma il territorio più fertile, seguita dal Lazio (1629, 11,7%), dalla Campania (1.236, 8,9%), dal Veneto (1.112, 8%) e dall’Emilia Romagna (1.091, 7,8%). Milano, con le sue 2.639 start-up (18,9% del totale), si conferma la “capitale” delle start-up, seguita da Roma (1.453, 10,4%), Napoli (619, 4,4%), Torino (504, 3,6%) e Bologna (363, 2,6%).

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Insurtech Italia, perché ora o mai più

A fine 2020 la capitalizzazione delle Insurtech quotate ha superato i 22 miliardi di dollari, dice il World Insurtech Report 2021 di Capgemini con Efma. Tra Europa e Stati Uniti nel 2021 ci sono state nove IPO e altre 10 sono in preparazione nei prossimi 10 mesi, secondo le previsione di Italian Insurtech Association. Perché gli investitori affidano i loro capitali a queste scaleup? E a che cosa serviranno questi soldi? Ad accelerare la crescita, a sviluppare nuovi servizi per conquistare nuovi mercati e nuovi clienti.

Ricorda ancora il World Insurtech Report che per la prima volta la metà dei clienti assicurativi è disposta a prendere in considerazione la sottoscrizione di polizze digitali con un nuovo player diverso da una compagnia di assicurazione.

Sintesi: si stanno creando le condizioni per un profondo cambiamento del quadro competitivo e gli incumbent, le tradizionali compagnie di assicurazione, vedranno sempre di più rosicato il loro vantaggio se non si adegueranno velocemente alle nuove condizioni. Ecco perché il momento è adesso o, come avverte il titolo della seconda edizione dell’Insurtech Summit (in programma il 20 e 21 settembre), “Ora o mai più” per evitare che accada quello che abbiamo già visto in altre Industry investite prima dagli effetti della trasformazione digitale, dal Retail ai Media.

Servono altre prove? Eccone una, gigantesca, portata dal World Insurtech Report: tra il 2018 e il 2020 le cinque maggiori aziende tecnologiche e una famosa casa automobilistica che offre servizi assicurativi hanno superato di quasi 2,5 volte la capitalizzazione delle 30 maggiori compagnie assicurative a livello globale nel 2020. Amazon, per fare solo un nome a tutti noto, sta testando una sua offerta assicurativa in 10 Paesi e ha già lanciato polizze per imprese negli Stati e polizze auto in India. Pensate che si fermerà lì?

Questo è l’anno zero: i prossimi 12 mesi saranno decisivi per poter esprimere la capacità di scaricare a terra sperimentazioni, progetti, innovazioni”, dice Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian Insurtech Association che organizza il Summit. “Serve maggiore ambizione per poter approfittare delle opportunità che potranno arrivare da un mercato più giovane e più grande in cui però stanno entrando nuovi player, innovativi e determinati”.

CARE è la parola magica della nuova ondata digitale. L’acronimo sta per Convenience, Advice, Reach : convenienza, consulenza e prossimità. Un modello di customer journey culturalmente lontano dall’industry assicurativa che deve recuperare in semplicità, velocità e vicinanza con il cliente nel momento in cui emerge il bisogno di protezione. La pandemia è stato un passaggio cruciale, perché è cresciuta la propensione a sottoscrivere una polizza assicurativa (+7%) ma secondo modalità che sono proprie dei newcomer. Sta emergendo una nuova domanda di protezione che non trova soddisfazione nell’offerta tradizionale.

Le compagnie assicurativa sono consapevoli della trasformazione in atto. E un dato lo conferma: negli ultimi cinque anni hanno investito quasi 9 miliardi di dollari sull’Insurtech, secondo solo dopo i fondi americani di venture capital. L’Italia, però, è ancora fuori da questa onda: 110 milioni nel primo semestre 2021, che significa più del doppio rispetto al 2020 quando, però, la Francia ha raggiunto quota 1 miliardo. Bisogna, quindi, correre con gli investimenti in tecnologia, competenze digitali e startup per recuperare un ritardo che in prospettiva comporta un doppio rischio per la Industry e per il Sistema Paese: perdere competitività e diventare terreno di conquista dei nuovi player internazionali nativi digitali. È già accaduto in altri settori, si può ancora evitare nell’insurance.

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Alessandro Grandi (PNICube): portiamo Open-F@b Call4Ideas nelle università

Quest’anno, per la prima volta, Open-f@b Call4Ideas, il contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con Insuranceup, entra nelle aule universitarie grazie alla partnership con PNICube, l’associazione che riunisce gli incubatori e le Startup Cup, le business plan competition delle università italiane.

Una collaborazione importante, che permetterà di valorizzare i talenti e le esperienze della ricerca universitaria nelle attività di innovazione di BNP Paribas Cardif e di sostenere quindi il trasferimento tecnologico, che resta una leva decisiva per individuare e sviluppare idee di business innovative.

PNICube nasce nel 2004, per dare un seguito all’esperienza del Premio Nazionale Innovazione – indetto per la prima volta l’anno precedente – e al progetto IUNet, finanziato dal Ministero delle Attività Produttive e gestito dall’Associazione Incubatori Universitari (AIU), per creare una rete di collegamento tra gli incubatori di impresa universitari. L’associazione riunisce incubatori universitari e business plan competition in Italia, con l’obiettivo di promuovere e abilitare la nascita di nuove imprese a partire dalla ricerca applicata.

Con quasi 20 anni di vita e circa 50 università associate, PNICube lavora per facilitare il trasferimento tecnologico. Ma come fa, nello specifico, a trasformare la ricerca in imprese innovative?

Ne abbiamo parlato con il presidente Alessandro Grandi, docente di Ingegneria economico-gestionale e presidente di AlmaCube, l’incubatore e hub innovativo dell’Università di Bologna.

Cominciamo dalle basi: come opera PNICube?

PNICube lavora incessantemente per favorire lo sviluppo di buone pratiche a supporto dell’individuazione e delle prime fasi di sviluppo di progetti d’impresa nati in ambito accademico come risultato della ricerca. La manifestazione più evidente del suo operato sono due eventi annuali: il Premio Nazionale Innovazione (PNI) – quest’anno a Roma il 30 novembre e 3 dicembre – e l’International Master Startup Award (IMSA), a Napoli il prossimo 23 settembre.

Si tratta di due premi dedicati a diverse fasi di sviluppo delle imprese.

Il PNI è pensato per progetti allo stadio iniziale. È in realtà l’ultimo step di un percorso di 12 mesi che parte a livello regionale e locale: università e istituzioni collaborano per supportare progetti d’impresa all’interno degli atenei. Tra questi, 60-65 progetti finalisti accedono ogni anno al Premio.

L’IMSA è invece rivolto a startup già avviate, con 3-5 anni di vita, tipicamente che hanno già partecipato al PNI. Lo scopo è individuare e premiare startup con un percorso di sviluppo interessante e significativo, che hanno già raggiunto importanti risultati di mercato.

Come vengono scelti i progetti partecipati?

La selezione avviene in due direzioni: dall’alto, grazie all’attività di scouting dei Tech Transfer Office (TTO) e dal basso, tramite candidatura personale.

I Tech Transfer Office, uffici dedicati che si trovano oramai in tutti gli atenei, hanno il compito di individuare tra i gruppi di ricerca dell’ateneo risultati tecnico-scientifici che possano essere tradotti in progetti di impresa con prodotti e servizi.

Dall’altro lato, ricercatori e docenti che giungano a un risultato significativo nella loro ricerca (spesso accompagnato da un brevetto) hanno la possibilità di candidarsi per valorizzarlo e concretizzarlo.

Quest’anno PNICube è partner dell’ottava edizione di Open-f@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif. Come mai questa scelta?

Da sempre lavoriamo con partner industriali e investitori istituzionali. Per crescere, i progetti che sosteniamo hanno bisogno di tutta una serie di risorse (know-how, manageriali, finanziarie), risorse che possono trovare con il supporto delle università, ma soprattutto interfacciandosi con partner come venture capital, che operano in fasi early stage, e partner industriali, che vedono nella startup un’opportunità di open innovation – come appunto BNP Paribas Cardif.

Pensiamo che il contest Open-f@b Call4Ideas sia un’iniziativa che va nella direzione giusta, fondamentale per rispondere efficacemente a sfide quanto mai urgenti.

Grazie a questa collaborazione, BNP Paribas Cardif potrà estendere la call anche ai più giovani, in maniera più capillare sul territorio, mentre PNICube avrà la possibilità di partecipare alla selezione di alcune startup protagoniste della Digital Battle, e sarà presente con un membro nella giuria della finale.

Perchè il trasferimento tecnologico è un importante motore di innovazione?

Tutti noi siamo di fronte a sfide estremamente rilevanti per il nostro sistema economico. Le risposte a queste sfide vengono da tanti fronti, e il fronte delle nuove imprese a base tecnico-scientifica è quello da cui possiamo attenderci le risposte più disruptive, che possono portare un vero cambiamento.

Le grandi organizzazioni sono capaci di movimentare grandi risorse, ma hanno bisogno della scintilla di idee diverse.

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C. Entrepreneurs Fund: storia e obiettivi del fondo che investe nelle nuove startup fintech e insurtech

È partita l’ottava edizione di Open-F@b Call4Ideas, il contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp per premiare le idee e i progetti più innovativi nel mondo assicurativo. Tema di quest’anno è “L’Assicurazione + Accessibile”: creare soluzioni e prodotti semplici e trasparenti da comprendere e utilizzare, che si adattino alle necessità dei singoli utenti per soddisfare al meglio le esigenze di tutti.

Partner importante dell’iniziativa è C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation, con cui tutti i progetti vincitori avranno la possibilità di interfacciarsi. Negli anni il fondo ha investito in diverse compagnie di successo: vediamo come funziona e quali sono le sue modalità operative.

Cos’è C. Entrepreneurs Fund

Il fondo venture capital C. Entrepreneurs Fund nasce dalla collaborazione tra BNP Paribas Cardif, polo assicurativo del Gruppo BNP Paribas, e Cathay Innovation, un venture capital di portata globale dedicato agli investimenti in startup innovative.

C. Entrepreneurs Fund nasce con l’intento di investire in startup ancora agli inizi, in fase early-stage, che puntano a rivoluzionare il mondo fintech, con un focus particolare per il settore insurtech. Oltre alla liquidità, il fondo fornisce alle compagnie scelte anche l’opportunità di collaborare direttamente con BNP Paribas Cardif e di avere quindi accesso a un ampio gruppo di professionisti, partner distributivi, mentori e potenziali clienti.

Sul sito ufficiale del fondo si legge che il range degli investimenti varia da 250 mila dollari fino a 2 milioni di dollari. Gli importi vengono destinati a startup attive in tutto il mondo.

Gli investimenti di successo

Il portfolio di C. Entrepreneurs Fund conta diverse startup innovative che si sono fatte notare grazie a idee capaci di rivoluzionare il proprio settore d’attività.

Tra queste troviamo Housfy, compagnia proptech nata a Barcellona nel 2017 che permette di vendere proprietà immobiliari in modo estremamente semplice, eliminando le commissioni e gli intermediari. In questo modo le operazioni di compravendita possono essere concluse in 60 giorni, e i clienti di Housfy risparmiano fino a 15mila euro per transazione. Nel 2019 C. Entrepreneurs Fund ha partecipato a un round di investimenti che ha permesso a Housfy di raccogliere 6 milioni di euro.

Di primo piano anche Another Brain, startup parigina che punta a creare una nuova intelligenza artificiale, sul modello del cervello umano, per creare sensori intelligenti da utilizzare nell’automatizzazione industriale, nell’Internet of Things e nel settore automotive. Nel 2018 Cathay Capital, tramite C. Entrepreneurs Fund, ha investito in un venture round con cui la compagnia ha raccolto 10 milioni di euro.

Tra gli investimenti insurtech del fondo troviamo Qover, pioniere delle assicurazioni digitalizzate nato a Bruxelles nel 2016 che progetta, costruisce e distribuisce soluzioni innovative per aiutare la crescita globale di aziende attive in molteplici settori. Tutti i suoi prodotti sono facilmente integrabili grazie all’uso dei sistemi API o alla modalità di progettazione in white-label.

Oggi tra i suoi clienti Qover vanta nomi importanti, da Deliveroo a Decathlon, passando per Revolut e Immoweb. Di recente, ad aprile 2021, la startup ha raccolto 25 milioni di dollari con un round di investimenti di Serie B a cui ha partecipato anche C. Entrepreneurs fund.

Nel portfolio insurtech di C. Entrepreneurs Fund troviamo anche società quali Igloo, prima compagnia digitalizzata full-stack di Singapore, e Coverfy, che da Barcellona opera come un digital broker e aiuta gli utenti nella gestione di polizze e coperture assicurative.

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BivwAk!, l’acceleratore di BNP Paribas per l’innovazione interna si apre all’open innovation

Fondato nel 2017, BivwAk! è l’acceleratore interno di BNP Paribas, nato per supportare la trasformazione e lo sviluppo continuo del Gruppo attraverso una pletora di risorse, per aiutare dipartimenti e team interni a dare vita ai propri progetti. Quest’anno per la prima volta avranno la possibilità di accedervi anche i vincitori del contest Open-f@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione dell’iniziativa di open innovation di BNP Paribas Cardif.

La call, lanciata in collaborazione con InsuranceUp e PNI Cube, selezionerà i migliori progetti innovativi a tema “L’Assicurazione + Accessibile” e, tra i vari premi, due membri di ogni team vincente potranno presentare il proprio progetto e confrontarsi con le altre startup ospitate a BivwAk!.

BivwAk!, come funziona l’acceleratore del Gruppo BNP Paribas

Creato inizialmente per sostenere e accelerare progetti interni tra diverse linee di business, BivwAk! sorge a Parigi nel 2017. Oggi è diventato un vero e proprio transformation hub, con uno spazio di 3,500 m² dedicato a progetti innovativi e iniziative strategiche che spaziano tra le divisioni di tutto il Gruppo, con una capacità di 25 progetti accelerati in contemporanea.

BivwAk! è costruito per offrire opportunità di esperienze trasversali tra i diversi reparti, applicare nuovi metodi di lavoro e diffondere la cultura dell’innovazione. Si concentra in particolare sul capitale umano, con iniziative create per migliorare le prestazioni dei team e sviluppare nuove competenze.

I quattro pilastri di BivwAk!

L’offerta di BivwAk! si articola su quattro principali pilastri: accelerazione dei progetti, upskilling individuale, team performance, e un luogo d’incontro per confronto e scambio d’idee.

Accelerazione Progetti

La prima funzione dell’acceleratore è quella del supporto nella realizzazione di progetti ad alto potenziale, con lo scopo di creare nuovi prodotti e servizi e sostenere la trasformazione e innovazione continua.

A seconda della maturità del progetto, è possibile scegliere il livello di supporto più adatto, dalla fase iniziale di ideazione e vision, alla creazione di una solida struttura, fino alla definizione di un modello operativo per la creazione di un Minimum Viable Product.

Upskilling Individuale

BivwAk! svolge inoltre una funzione di learning hub, con un’ampia gamma di risorse e corsi (sia in loco che in remoto) per formare competenze in settori ad alto potenziale.

Un particolare focus è dato ai temi di Data & New Tech, dall’AI alla blockchain; Metodologie, da agile, hybrid e remote working all’analisi dei dati; e Positive Impact Business, per imparare a gestire le sfide ambientali e sociali.

Team Performance

BivwAk! riunisce team e community per promuovere lo sviluppo di abilità di leadership e gestione dei progetti in un ambiente complesso e articolato.

Una delle sue funzioni è quella di abilitare la sinergia tra diversi coordinatori di progetti e team, nonché introdurli a nuovi metodi di gestione progetto.

Un luogo d’incontro fisico e digitale

Infine, l’incubatore svolge il ruolo di basecamp sia fisico che digitale per permettere la connessione tra i diversi attori del Gruppo e promuovere innovazione e sinergie cross-settoriali.

Offre spazi fisici per workshop e conferenze, risorse e accesso al network del Gruppo, con la possibilità di lavorare immersi in una community di innovatori, nonchè un’app dedicata per condividere le proprie idee anche da remoto.

Il focus sulla sostenibilità

In linea con la strategia improntata su sostenibilità e accessibilità di BNP Paribas, che si riflette anche nella Call4Ideas, BivwAk! è stato culla di diversi progetti e iniziative a impatto positivo.

Dalla sostenibilità per i dipendenti del Gruppo e il tema work-life balance, agli sforzi per la riduzione dell’impronta carbonica, a progetti puntati al sociale, fino alla finanza sostenibile, BivwAk! è esempio concreto dell’impegno di BNP Paribas nell’innovazione sostenibile.

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Andrea Veltri (BNP Paribas Cardif): cerchiamo idee innovative per un’assicurazione più accessibile e più inclusiva

Ascolto, coinvolgimento, apertura. Sono i passi necessari per l’innovazione aperta ma anche per l’inclusione sociale. “Possiamo e dobbiamo lavorare per avere aziende e prodotti più accessibili e più inclusivi. La tecnologia e l’innovazione ci permettono di farlo meglio, coniugando responsabilità sociale e business”. Andrea Veltri, Deputy CEO Digital Transformation, sintetizza così lo spirito e di Open-F@b Call4 Ideas 2021, il contest internazionale promosso con InsuranceUp giunto all’ottava edizione. Il tema quest’anno è “L’Assicurazione + Accessibile”. Fino al 26 settembre si cercano idee e soluzioni per una comunicazione più semplice, un’esperienza più fluida, risposte più veloci. Con un obiettivo ambizioso: essere sempre più vicini ai clienti e favorire l’inclusione sociale offrendo la possibilità di proteggersi a più persone possibili.

Andrea, che cosa vuol dire assicurazione + accessibile?

Rendere l’assicurazione più accessibile, che è la mission di BNP Paribas Cardif, significa definire un percorso che garantisca maggiore accessibilità alla Protezione con un duplice approccio, da un lato la semplicità e la personalizzazione e dall’altro l’inclusione di nuove fasce di popolazione. Concretamente significa far sì che anche clienti di solito non assicurabili possano diventarlo. L’assicurazione non può essere un lusso, non può, ad esempio, escludere aprioristicamente chi ha determinate patologie o trascurare chi ha oggettive difficoltà a comprendere le condizioni di polizza.

Questo significa che oggi le assicurazioni non sono ancora per tutti?

E’ un dato di fatto, anche se è legittimo che si trovino dei mitigatori per i profili considerati ad alto rischio. Questo non significa però doverli escludere. Faccio un paio di esempi banali. Molte polizze collettive hanno parametri che escludono chi ha un rapporto peso-altezza-circonferenza vita fuori dalla norma. Non è neanche previsto un premio più alto. Non si fa proprio la polizza. Provate a cercare una polizza contro la perdita di impiego, tema molto di attualità. E’ facile se siete impiegati di una grande azienda, ma se invece siete un badante e il rischio è il decesso del datore di lavoro che è anche il destinatario delle vostre cure e quindi non proprio in ottima forma?

Questa è una questione di regole assicurative. Che cosa c’entra la tecnologia?

C’entra e anche molto. Faccio un altro esempio: il diabete è una malattia di cui è difficile prevedere le complicanze. Quindi i diabetici di solito non li vuole assicurare nessuno. Negli Usa hanno sviluppato app certificate come fossero farmaci che ti seguono nel tuo stile di vita e nelle cure. Io compagnia ti garantisco la copertura, se tu segui le indicazioni dell’app. In questo modo la tracciabilità dei comportamenti resa possibile dalla tecnologia mi permette di portarti sotto l’ombrello assicurativo.

Quindi con Open-F@b Call4Ideas quest’anno cercate idee hi-tech per portare sotto l’ombrello assicurativo chi attualmente fa fatica a ottenere questa protezione?

Certo ma cerchiamo anche soluzioni che rendano l’assicurazione più semplice, trasparente, veloce. E quindi più inclusiva. È un obiettivo ambizioso perché questo è un mondo tutto da esplorare per le compagnie: oggi rappresenta ancora un’area con piccoli numeri e rischio elevato. Siamo però convinti che con le tecnologie digitali, la tracciabilità prima fra tutte, si possa contenere il rischio e dare quindi un servizio anche a chi oggi non può averlo.

Open-F@b è un progetto di open innovation longevo. Che cosa è cambiato in otto anni? Che cosa avete appreso da questo lavoro continuo con le startup?

Noi abbiamo imparato a lavorare con gli MVP (Minimum Viable Product, ndr.) e i proof of concept e le startup a confrontarsi con le dinamiche complesse di un incumbent. Ma non puoi chiedere a un’impresa neonata, con poche persone, di parlare con tutte le funzioni di una grande azienda. Così abbiamo cominciato a creare piccoli team focalizzati. Il lavoro del nostro R&D in questo senso è stato fondamentale: è stato l’orchestratore della complessità necessario per fare open innovation. E poi, lavorando con le startup, abbiamo ritrovato il gusto di sentirsi coinvolti in un progetto, la soddisfazione di arrivare al rilascio. Insomma, abbiamo sperimentato lo spirito imprenditoriale in azienda.

Avete anche sviluppato nuovi prodotti e servizi con le startup…

Sì e lo abbiamo fatto andando alla radice dell’open innovation. Quando decidi di fare qualcosa di nuovo o ti affidi al consulente generalista, che ti offre soluzioni solide ma standardizzate o riesci a trovare il migliore specialista. È quello che è accaduto ad esempio con D-Heart, startup vincitrice dell’Open-F@b 2016 con il suo elettrocardiografo portatile: l’abbiamo vista crescere e messa al centro dei nostri Healthy Corners. Quest’anno torniamo a cercare anche business idea, come all’inizio, da accompagnare dai primi passi verso la crescita.

Lavorare con BNP Paribas Cardif non è però l’unico vantaggio per chi partecipa al contest…

No, con tutte le startup che nel corso degli anni hanno partecipato alla call, e sono tante (500 candidature e 80 idee selezionate dal 2014, ndr.), si è creato un network prezioso per tutti. E poi in otto anni una cosa non è cambiata: questa non è una call per cercare il più bravo o per dare un premio ma per trovare un compagno di viaggio, un partner con cui fare qualcosa insieme. Nel corso del tempo è cambiata la dimensione. Siamo partiti dall’Italia, poi abbiamo ampliato il progetto a livello internazionale per portare in Italia idee innovative dovunque fossero, quest’anno torniamo a concentrarci sull’Italia.

Perché il focus torna sull’Italia?

Vogliamo individuare idee e talenti italiani da portare verso l’Europa. E per farlo abbiamo stretto una partnership con PNI Cube, l’associazione che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane. Un potente serbatoio di creatività imprenditoriale quello delle università, a cui pensiamo di poter offrire un’opportunità di visibilità internazionale.

Come sarà data questa visibilità internazionale?

In diversi modi. Intanto tutti i progetti selezionati entreranno in Scoop, la piattaforma di Open Innovation di BNP  , utilizzata all’interno del Gruppo per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le startup e vista in tutto il mondo. C’è poi un’altra opportunità: i tre team vincitori saranno accompagnati in BivwAk!, l’acceleratore di BNP Paribas, una boutique dell’innovazione in pieno centro a Parigi. Le startup ospitate hanno il vantaggio di una relazione diretta e semplificata con tutte le società del gruppo. Quindi chi arriverà in fondo a Open-F@b Call4Ideas entrerà nell’ecosistema dell’innovazione di BNP Paribas…

Noi vogliamo offrire opportunità concrete di crescita e di investimento. BNP Paribas è l’unico Gruppo Finanziario a rappresentare le tematiche fintech e insurtech a Station F, una delle maggiori piattaforme di innovazione al mondo, dove proponiamo con Plug n Play un programma di accelerazione esclusivo. I vincitori potranno, quindi, entrare nei batch di Plug and Play, che gestisce lì l’acceleratore fintech, e saranno presentati al C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif gestito da Cathay Innovation, un fondo francese di respiro globale che ha risorse per oltre 1,5 miliardi di dollari.

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BNP Paribas Cardif, partnership con l’insurtech Qover per digitalizzare l’offerta

Co-innovazione è uno dei pilastri di BNP Paribas Cardif per sviluppare servizi più vicini ai bisogni dei consumatori, con un’attenzione particolare al nuovo consumatore digitale. Per dare una spinta al suo percorso di digitalizzazione, BNP Paribas Cardif Belgio ha stretto una partnership con l’insurtech Qover, con cui svilupperà una soluzione B2C per la sua Mortgage Payment Protection Insurance (MPPI), uno dei prodotti di punta della compagnia.

La nuova soluzione digitale può essere integrata da tutti i partner BNP Paripas Cardif grazie alla sua tecnologia basata su API. È già stata adottata dalla banca online Keytrade Bank.

Che cosa fa Qover

Qover nasce nel 2015 a Bruxelles, fondata da Quentin Colmant e Jean-Charles Velge. Pioniere nell’industria assicurativa digitale, offre prodotti assicurativi innovativi tramite API aperte e white label, progettate per una facile integrazione nelle piattaforme digitali dei suoi partner.

Presente in 32 paesi europei con 1 milioni di utenti, conta tra i suoi partner importanti nomi come Deliveroo, Revolut, Wolt, Decathlon, Cowboy e Immoweb.

“Siamo entusiasti di essere il partner prescelto per la digitalizzazione di uno dei prodotti di punta di BNP Paribas Cardif in Belgio,” ha commentato Quentin Colmant, Ceo e cofondatore di Qover. Una collaborazione come questa, tra uno scaleup e un importante player storico, è un passo nella giusta direzione in un mondo in piena trasformazione digitale. In Qover, aspiriamo a creare valore reale per i nostri partner. Velocità e flessibilità fanno parte del nostro DNA.”

Qover e BNP Paribas Cardif Belgio per la digitalizzazione dell’offerta

In un periodo critico di instabilità economica e precarietà lavorativa a causa della pandemia coronavirus, un’assicurazione come quella sul mutuo è un prodotto particolarmente vicino ai bisogni del consumatore. Scopo della partnership con l’insurtech Qover è lavorare in sinergia per la rivisitazione dell’offerta MPPI in chiave digitale, così da renderla più fruibile ad un target più ampio.

La soluzione, che copre il costo mensile del mutuo casa in caso di malattia o perdita del lavoro, richiede un processo di sottoscrizione che può diventare complesso, in particolare a causa dei necessari accertamenti a livello medico. La collaborazione tra le due compagnie ha permesso una completa revisione del processo, semplificandolo ed assicurando una customer experience più user-friendly ed efficiente per i suoi partner e consumatori finali.

La nuova soluzione può essere ora sottoscritta con facilità dal sito web di BNP Paribas Cardif, rispondendo ad alcune domande per ricevere un’offerta personalizzata e su misura delle proprie esigenze. Il processo di firma e sottoscrizione è completamente digitalizzato, e l’intera operazione può essere conclusa senza necessità di recarsi in filiale e senza intermediari o broker assicurativi.

“Collaborando con Qover, siamo stati in grado di beneficiare sia della loro conoscenza tecnica che dell’esperienza assicurativa digitale. Hanno sviluppato una soluzione per noi in tempi record e ci hanno anche aiutato a semplificare processi come la firma e l’accettazione medica. Non vediamo l’ora di esplorare altri progetti insieme” ha commentato Jean-Michel Hermange, Chief Strategy and Digital Officer di BNP Paribas Cardif in Belgio.

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Open-F@b 2021, al via la nuova edizione della Call4Ideas di BNP Paribas Cardif

Un mondo nuovo richiede nuove forme di protezione. Nell’era dell’immediatezza, in cui il cambiamento è costante e imprevedibile, il settore assicurativo si trova davanti a una sfida complessa: adattarsi alle nuove esigenze e offrire ai clienti soluzioni di protezione sempre più semplici da comprendere e utilizzare, personalizzate nelle coperture e nei rimborsi, inclusive.

“L’Assicurazione + Accessibile” è, quindi, il tema che BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, ha scelto per l’ottava edizione di Open-F@b Call4Ideas 2021, promossa in collaborazione con InsuranceUp.

Obiettivo del contest è premiare le soluzioni in grado di veicolare una comunicazione semplificata, un’esperienza fluida, migliorare la velocità di risposta al mercato in termini di offerta, proposizione e gestione delle attività assicurative per raggiungere una platea più ampia di clienti e stakeholders. Inoltre, in ottica di valorizzazione del territorio e per rafforzare il tessuto innovativo del paese a favore della ripresa, la call di quest’anno si propone di collegare le startup con sede in Italia con gli ecosistemi internazionali di cui la Compagnia è partner.

Open-F@b 2021, come funziona la call

Fino al 26 settembre, startup, scaleup, giovani studenti e imprese innovative avranno la possibilità di iscriversi a Open-F@b Call4Ideas e proporre le proprie idee. Dopo una prima selezione online da parte di un Comitato costituito da executive del Gruppo BNP Paribas e di BNP Paribas Cardif in Italia, da professionisti universitari nell’ambito delle tecnologie digitali e da esperti, le startup selezionate presenteranno le loro proposte in una digital battle che si terrà a ottobre 2021. Le dieci start-up finaliste saranno poi protagoniste dell’evento conclusivo di novembre.

I premi in palio

I vincitori verranno affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia. Inoltre, tutti i progetti finalisti saranno introdotti a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation, che ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in startup early stage, e inclusi nella piattaforma SCOOP impiegata nell’ecosistema di Open Innovation di BNP Paribas per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le start-up.

Tra le novità di quest’anno anche la possibilità per due membri di ogni team vincente di presentare il progetto e confrontarsi con altre startup ospitate a BivwAk! l’incubatore interno del Gruppo BNP Paribas con sede a Parigi.

Open-F@b 2021, le novità

Ma c’è di più. Open-F@b Call4Ideas ha un nuovo partner: PNICube, l’associazione – con 50 associate tra Università e incubatori accademici – che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane, nata con l’obiettivo di stimolare la nascita e accompagnare al mercato nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza di provenienza universitaria. Grazie a questa collaborazione, BNP Paribas Cardif potrà estendere la call anche ai più giovani in maniera più capillare sul territorio, mentre PNICube parteciperà alla selezione di alcune startup protagoniste della digital battle e sarà presente con un membro nella giuria della finale.

Le proposte di partecipazione dovranno essere inviate entro il 26 settembre 2021 tramite il form di registrazione  

Il video di presentazione è disponibile sul canale youtube di BNP Paribas Cardif.

Open-F@b Call4Ideas, il progetto

Open-F@b Call4Ideas è un progetto di Open Innovation lanciato per la prima volta nel 2014 da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp.it. Dopo aver trattato nelle scorse edizioni temi come la Customer Acquisition, l’Internet of Things e i Big Data, la Customer Experience e la Preventive Insurance, l’Innovazione a impatto sociale positivo, la Human Data Science e il Next Normal, il 2021 sarà dedicato alla ricerca delle soluzioni più innovative per rendere “L’Assicurazione + Accessibile”.

Nelle sette edizioni passate Open-F@b Call4Ideas ha ottenuto un grande successo: sono state proposte circa 500 candidature – molte provenienti dall’estero – selezionate circa 80 idee innovative, che hanno portato a diverse collaborazioni e alla realizzazione di almeno un progetto l’anno, e investiti circa un milione di euro in totale.

Un risultato che rispecchia l’impegno di BNP Paribas Cardif nel ricercare un’innovazione che metta al centro la persona e che restituisca valore reale all’intera comunità, dai clienti ai dipendenti fino agli altri stakeholder. Un’innovazione fondata sull’inclusione, sulla condivisione, sulla concretezza e sulla contaminazione dei saperi, in grado di rivoluzionare anche il modo di fare assicurazione.

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MIA 2021, i vincitori della terza edizione del programma di accelerazione dedicato alle donne

Sono quattro i progetti vincitori di MIA – Miss in Action 2021: Blowdevice, Genuino.zero, SMACE e Thesis 4U. Sono stati selezionati a conclusione della terza edizione del programma di accelerazione dedicato alle donne, promosso da Digital Magics e dal Gruppo BNP Paribas in Italia con l’obiettivo di supportare, anno dopo anno, l’avvio e lo sviluppo di nuove imprese al femminile.

I quattro progetti, selezionati da una commissione composta da manager di Digital Magics, del Gruppo BNP Paribas in Italia e di CRIF e una Giuria di Esperte tra le 12 finaliste (startup, PMI e team di studentesse) ora cominceranno un percorso di coaching e mentorship di tre mesi organizzato da Digital Magics che le accompagnerà nella loro crescita e le aiuterà a perfezionare il loro business model, per passare da un’idea “early stage” a un progetto di “go to market”.

MIA 2021, 180 candidature e oltre 90 progetti

Al suo terzo di anno di attività e in un certo senso “essa stessa una startup”, come fa notare Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif, questa edizione di MIA – MIA Miss In Action ha visto oltre 180 startup registrate e più di 90 progetti valutati nei settori più promettenti dell’innovazione: Education, Digital Learning, New ways of Working, Fitness, Foodtech, Sustainability, Smart Home, Smart City, Smart Mobility, CSR, Health, Welfare, Well-being, Beauty, Fashion, Design, Insurtech, Digital Training, Proptech, Digital Marketing, Retail, Travel, New Space, Leisure&Entertainment.

“Ad oggi in Italia le startup al femminile sono solo tra il 12,5% e il 13% del totale” commenta Layla Pavone, Chief Innovation & Marketing & Communication Officer di Digital Magics, “Per questo continuiamo ad impegnarci con l’obiettivo di aiutare ad aumentare questa percentuale.”

Dopo il processo di selezione, sono arrivati alla finale di MIA 2021 Andronica, Appcycled, Bbrand-Etnobiz, Fler, Footbooking.Club, Ta-Daan, Whataeco, Yoisho Rent, e le quattro vincitrici: Blowdevice, Genuino.zero, SMACE e Thesis 4U.

MIA 2021, ecco le vincitrici della call

Blowdevice

Blowdevice è un progetto nato in seno a UNIBAS (Università degli Studi della Basilicata) all’insegna della sostenibilità, con l’obiettivo di allungare la conservazione di frutta e verdura fresche, per migliorare la sostenibilità ambientale ed economica della produzione ortofrutticola.

Ha ideato un dispositivo brevettato a livello europeo e riconosciuto “key innovation” dalla Commissione UE, che applicato sul packaging dei prodotti ortofrutticoli controlla lo scambio gassoso tra interno ed esterno, superando gli attuali limiti di permeabilità ai gas dei materiali per il confezionamento. Il sistema aumenta così la vita post-raccolta e riduce le perdite per deterioramento dei prodotti, promuovendo una riduzione degli sprechi sia a livello trasporti e GDO che anche e soprattutto a livello domestico.

Genuino.zero

Nata a Firenze da un’idea di Chiara Brandi, genuino.zero è una startup che propone un nuovo modello distributivo per i prodotti locali di filiera corta, che funziona come un gruppo di acquisto solidale.

Sfruttando le nuove tecnologie ed il web, la genuino.zero realizza un “ponte” per collegare campagna e città, accorciando le distanze tra due realtà che si sono progressivamente allontanate nel tempo, e rendendo i prodotti alimentari locali ed artigianali facilmente accessibili ai consumatori urbani.  Attraverso la piattaforma, l’esperienza di acquisto è semplice e rapida e la spesa di filiera genuina arriva direttamente a casa. Il tutto all’insegna della sostenibilità: la mancanza di magazzini permette di evitare sprechi, e l’intero trasporto avviene attraverso mezzi a basso impatto ambientale.

SMACE (Smart Work in a Smart Place)

“Smart Work in a Smart Place”: questo il significato di SMACE, un servizio rivolto ad aziende e smartworkers che permette di ritrovare l’equilibrio vita-lavoro, soggiornando nelle più belle località d’Italia per esperienze di workation (work-vacation).

Il progetto nasce dall’idea di Andrea Droghetti e Marta Romero, due giovani consulenti che nell’estate 2020, dettata dalle restrizioni del Covid-19, hanno sperimentato un nuovo modo di lavorare: lo smartworking in luoghi di interesse.

La piattaforma seleziona le strutture ricettive per garantire l’ottimale svolgimento dell’attività lavorativa da remoto coniugata all’esperienza di soggiornare in un luogo piacevole, e offre alle aziende diversi pacchetti da proporre ai propri lavoratori in smart working a seconda delle esigenze.

Thesis 4U

Thesis 4u nasce da un’idea di Martina Spignolo, che dopo un anno trascorso a Stoccolma per sviluppare la sua tesi ha voluto riportare in Italia ciò che ha imparato dalla sua esperienza: la potenzialità della tesi di laurea come strumento per portare idee nuove e decondizionate all’interno delle aziende da una parte, e favorire l’inserimento nel mondo lavorativo degli studenti dall’altra.

La piattaforma nasce per mettere in collegamento aziende e università nell’ambito di temi di ricerca e innovazione: l’obiettivo è permettere alle aziende di scoprire nuovi giovani talenti mettendoli alla prova con un progetto di tesi, e offrire la possibilità a tutti gli studenti di scrivere una tesi in azienda. Permette di raccogliere in un unico luogo le proposte di aziende che cercano laureandi per realizzare un progetto di tesi interna, e quelle di laureandi che cercano un’azienda interessata al proprio progetto di tesi, favorendo l’incontro tra le due parti all’insegna di innovazione e inserimento.

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