Open Insurance, exit per Neosurance: il broker MAG acquisisce la maggioranza della scaleup

È exit per la scaleup italiana Neosurance. Il Gruppo MAG, da oltre quarant’anni broker assicurativo italiano per le aziende che operano nel mercato nazionale e internazionale, ha acquisito la maggioranza dell’insurtech, che opera come broker digitale e abilitatore tecnologico in Unione Europea, Regno Unito, America e Far East.

Con l’acquisizione del 50,065% del capitale, MAG contribuirà ad accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative a livello di prodotto, processo e canale. Confermata la presenza nell’asset societario dei suoi soci fondatori, Neosperience SpA e Digital Tech Srl.

L’operazione contribuirà a promuovere la diffusione del nuovo paradigma distributivo dell’open insurance, volto a proporre a imprese, consumatori, dipendenti e altri intermediari un’offerta di polizze più accessibile, trasparente ed integrata.

Chi è Gruppo MAG

Ha quasi un secolo di storia il Gruppo MAG, impresa familiare italiana che vede la famiglia impronta alla sua terza generazione. Uno dei maggiori gruppi di brokeraggio assicurativo italiano, il gruppo ha l’obiettivo di offrire soluzioni efficienti ai bisogni di aziende e clienti con servizi non standard.

Con oltre 8.000 aziende clienti in quasi 150 Paesi e più di 300 milioni di polizze gestite solo in Italia, MAG ha una spiccata propensione all’innovazione e un focus sulla personalizzazione.

“Il Gruppo MAG ha solide radici nella cultura imprenditoriale italiana e promuove i valori che la caratterizzano, con uno sguardo costantemente rivolto all’innovazione. La trasformazione digitale che stiamo vivendo sta rivoluzionando anche il settore assicurativo e reputo fondamentale porsi attivamente all’interno dei nuovi scenari” dichiara il Predidente Pierluca Impronta. “Per questo motivo l’accordo con Neosurance rappresenta un’opportunità importante che ci permetterà di essere sempre più flessibili e lungimiranti rispetto alle esigenze di aziende e persone”.

Neosurance, la scaleup italiana dell’open insurance

Fondata a Milano nel 2016, Neosurance è una scaleup insurtech globale e broker assicurativo digitale.

Offre alle aziende e alle community digitali una piattaforma API e di front-end completamente integrabile e personalizzabile, per consentire la distribuzione di polizze istantanee, pay-per-use e a subscription, direttamente su smartphone, al cliente giusto e nel momento giusto.

Qui un’intervista al CEO Pietro Menghi

MAG e Neosurance insieme per l’Open Insurance Platform as a Service

Da un lato il Gruppo MAG, con il suo network e il suo approccio mirato ad offrire soluzioni sempre più efficaci e personalizzate. Dall’altro le competenze distintive di Neosurance che, attraverso digitalizzazione e ibridazione di canali di vendita, abilitano la distribuzione B2B2C di polizze innovative mediante app, piattaforme e digital properties delle aziende clienti e partner di entrambe le società.

L’accordo permetterà a Neosurance di accelerare la propria crescita internazionale su un network globale di player assicurativi, riassicurativi e di business partner distributivi, beneficiando di una vasta rete commerciale. Il Gruppo MAG spingerà sulla digitalizzazione, abilitando nuovi modelli di revenue e business su larga scala, in linea con il proprio approccio consulenziale, che punta a rispondere con soluzioni efficienti e personalizzate ai bisogni di aziende e persone.

La sinergia industriale tra le due realtà agevolerà l’accesso a nuovi mercati b2c sia scalando prodotti innovativi già lanciati sul mercato da Neosurance, come coperture furto pay-per-use, micro-assicurazioni istantanee per sport e viaggi e polizze salute attivabili in pochi click, sia creando soluzioni di protezione e assistenza completamente nuove.

In quest’ottica, la “Open Insurance Platform as a Service” ideata e sviluppata da Neosurance coniuga intelligenza artificiale, scienze comportamentali, compliance assicurativa e user experience design, per favorire un’integrazione sempre più efficace con i contesti digitali in cui oggi viviamo.

“Lavoreremo insieme a un’intensa roadmap di progetti, che aprirà finalmente le porte all’applicazione su larga scala dei paradigmi dell’Open Insurance in Italia e all’estero” commenta Pietro Menghi, CEO di Neosurance. “Per innovare davvero questo settore e aumentare la capacità di resilienza di milioni di individui e famiglie, la tecnologia da sola non basta: è fondamentale la spinta di operatori fortemente integrati nel territorio, riconosciuti sui mercati e con una chiara visione del futuro. Siamo felici di portare con MAG l’innovazione a livello di sistema, massimizzando l’impatto economico e sociale delle assicurazioni”.

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Insurtech, fare open innovation significa anche investire sulla filiera

100 milioni: l’investimento più alto del 2018 è stato su una startup insurtech. 30 milioni: il primo finanziamento della Banca Europea degli Investimenti a un’impresa digitale italiana è arrivato a un scaleup che sta digitalizzando il mondo delle auto. Che cos’hanno in comune Prima Assicurazioni e MotorK? Aver preso di mira due filiere ricche ma stanche ed averle aggredite con le tecnologie digitali. Due filiere decisive per il business assicurativo: la propria (Prima è una piattaforma digitale di brokeraggio) e quella dell’automotive (un’industria in pesante ridimensionamento e proprio per questo con un urgente  bisogno di ottimizzare costi e relazioni con il mercato).

Il 2019 si è aperto bene per l’ecosistema dell’innovazione: crescono i capitali a disposizione per le nuove imprese e quindi i tagli degli investimenti; aumenta l’attenzione e la sensibilità delle grandi aziende sui temi della trasformazione digitale; si moltiplicano le iniziative di open innovation per cogliere e accogliere le energie delle startup.

Eppure sarebbe pericoloso pensare che il lavoro è fatto e il risultato arriverà presto.

Siamo ancora solo all’inizio dei processi di innovazione delle grandi organizzazioni mentre si fa sempre più pesante e pressante l’azione dei nuovi competitor che arrivano da dove meno te lo aspetti. Chiamamoli “disruptor”: quando hanno le idee chiare e il sostegno dei capitali possono diventare pericolosi, a meno che non scelgano la via della collaborazione (il caso di MotorK con le case auto e le concessionarie…).

Le startup o scaleup che sono riuscite ad addentare mercati maturi faticano sempre meno a trovare risorse finanziarie perché creano valore, sottraendolo agli incumbent che sbaglierebbero di grosso se rispondessero arroccandosi sulle proprie posizioni. Aprirsi alle startup, sviluppare le competenze imprenditoriali interne, sviluppare prototipi basati sulle tecnologie più avanzate sono passi importanti, necessari ma non sufficienti.

Fare open innovation significa anche coinvolgere nel percorso di trasformazione chi lavora abitualmente con un’azienda

e magari ha minori risorse e capacità di affrontare le sfide dell’innovazione. Altrimenti prima o poi lo fa qualcun altro: MotorK è cresciuta aiutando le concessionarie automobilistiche a digitalizzarsi e progressivamente ha esteso la sua influenza a tutta la filiera, arrivando fino alle officine e ai ricambisti. Per questo il fatturato cresce ogni anno a doppia cifra, per questo gli investitori intravvedono un potenziale di sviluppo a livello internazionale. Ma se BEI ha impegnato 30 milioni, è perché la scaleup ha nel suo piano un investimento di 75 milioni in ricerca e sviluppo nei prossimi 5 anni. L’innovazione costa ed è fatta anche di tanto lavoro attorno agli algoritmi e ai dati.

Le compagnie di assicurazioni, come tutte le grandi aziende, hanno una grande opportunità e una grande responsabilità:

fare da locomotiva digitale per le loro filiere distribuite geograficamente e ben radicate sul territorio. Un patrimonio di storie, esperienze, competenze che può e deve essere valorizzato in versione digitale, ben sapendo che il passaggio sarà inevitabile. È solo questione di tempo. Farlo insieme potrà essere un vantaggio per tutti: compagnie, filiera e clienti.

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