Acciona, la reazione della micromobilità sostenibile al coronavirus

Diventato quest’anno il più grande operatore di scooter sharing al mondo per numero di veicoli, con una flotta di ben 10.000 mezzi, Acciona è uno degli esempi di efficace reazione alla crisi coronavirus nel settore smart mobility.

La mobilità ha subito grandi cambiamenti a fronte della pandemia e delle necessarie misure di contenimento e sicurezza per arginare i rischi di contagio. Un ruolo molto importante è stato giocato e ancora sarà giocato dalla cosiddetta micromobilità urbana, un’alternativa di mobilità sicura e sostenibile, in quanto aiuta ad evitare il sovraffollamento dei trasporti pubblici, e allo stesso tempo decongestiona gli spazi urbani precedentemente occupati dai mezzi privati.

L’utilizzo di veicoli elettrici, inoltre, ha il bonus aggiuntivo di ridurre le emissioni e contribuire ad uno spazio urbano più sostenibile e pulito. Dal suo lancio nell’ottobre 2018, il servizio di mobilità di Acciona ha evitato l’emissione nell’atmosfera di 1.000 tonnellate di CO2. Inoltre, l’uso degli scooter condivisi ha liberato 36 ettari di spazio pubblico al giorno

Naturalmente, la mobility as a service ha dovuto adattarsi rapidamente alla sfida delle nuove esigenze di utilizzo capillare ed igienizzazione. Acciona ha stabilito un rigido protocollo igienico giornaliero e progettato in conformità con tutti i requisiti e le indicazioni delle autorità sanitarie nazionali e locali.

Tutti gli scooter elettrici sono dotati di salviettine umidificate per la pulizia delle aree di maggior contatto, come il manubrio. Sono disponibili inoltre sotto-caschi monouso e gel idroalcolico per le mani, da applicare prima e dopo ogni utilizzo. In aggiunta, l’app di Acciona offre informazioni e raccomandazioni per l’autoprotezione, l’igiene e l’uso corretto dei veicoli condivisi.

Per garantire l’igienizzazione di tutte le moto e la sostituzione dei dispositivi di protezione individuale, l’orario di disponibilità del servizio – che prima della pandemia era di 24 ore su 24, 7 giorni su 7 – è stato ridotto ed è ora attivo dalle 6:00 del mattino alle 2:00 di notte.

Per maggiori informazioni su come funziona il servizio Acciona, leggi l’articolo integrale sul portale Economyup.

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Tra 10 anni 3000 km di strade intelligenti in Italia: il progetto Smart Road di Anas

Entro i prossimi 10 anni 3000 km di strade italiane diventeranno smart road: è l’ambizioso progetto di Anas, che prevede un investimento di  1 miliardo di euro. Consentirà ai veicoli che percorrono le autostrade italiane di dialogare tra loro, in modo da scambiarsi dati che possano poi essere utilizzati in vari modi, in particolare per garantire maggiore sicurezza agli automobilisti.

 Il progetto si chiama Piano Smart Road ed è realizzato da Anas, dal 2018 parte del gruppo Ferrovie dello Stato, che gestire strade e autostrade di proprietà dello Stato.  Luigi Carrarini, Responsabile Unità Infrastrutturazione tecnologica della Direzione Operation e Coordinamento territoriale di Anas SpA, spiega: “Di fatto la strada è un grande network, una ragnatela che arriva nei posti più disparati, perciò abbiamo immaginato una grande rete di fibra ottica che collegasse le nostre strade, accompagnata da sistemi di comunicazione radio.”

Il programma Smart Road è in corso di attuazione ed è suddiviso in step, le prime tratte saranno attrezzate entro la fine del 2020. Il traguardo finale è dotare il Paese di una rete stradale efficiente e aperta alle nuove sfide del futuro, dall’alimentazione elettrica alla guida assistita e oltre, come nel caso dei veicoli senza conducente.

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In questo momento, sulla Roma-Fiumicino si sta sperimentando il progetto Wi-fi in motion attraverso un’app in beta test con comandi vocali. Il guidatore che usa l’app otterrà una serie di informazioni utili per il suo percorso come se avesse un’auto connessa, per esempio potrà essere avvertito se sta arrivando un’altra vettura da un’angolazione nascosta alla sua vista.

Il piano prevede diverse tecnologie all’avanguardia, sistemi di sicurezza ed automazione con connessioni di ultima generazione V2X (Vehicle To Everything).  C’è anche una particolare attenzione per la sostenibilità, con la realizzazione di apposite aree denominate Green Island in cui verrà prodotta energia elettrica rinnovabile.

Leggi tutti i dettagli del progetto spiegati da Carrarini nell’articolo integrale su Economyup.

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