YuLife, la storia di successo dell’insurtech per le polizze vita aziendali che vale 350 milioni

Non si ferma l’ondata di investimenti che sta travolgendo il mondo insurtech. Il 14 luglio la startup britannica YuLife, attiva nel mondo delle polizze aziendali sulla vita, ha incassato 70 milioni di dollari in un round di Serie B guidato dal fondo Target Global.

Secondo il Ceo Sammy Rubin, la valutazione della compagnia sfiora adesso i 350 milioni di dollari (250 milioni di sterline).

Le polizze digitali di YuLife

La storia di YuLife comincia a Londra nell’agosto 2016, da un’idea di cinque imprenditori: Jaco Oosthuizen, oggi a capo dei servizi assicurativi; Jonathan Roomer, Head of Client Success; Josh Hart, responsabile dei prodotti e della tecnologia; Sam Fromson, Chief Operations Officer e infine Sammy Rubin, l’attuale Ceo.

Le sue polizze, completamente digitalizzate, sono pensate per le grandi aziende che intendono offrire ai propri dipendenti coperture assicurative sulla vita. La startup è rimasta al passo con i tempi: il programma Smart Health ­­– accessibile sia dai dipendenti delle aziende assicurate tramite YuLife che dai loro familiari – offre infatti la possibilità di ottenere programmi di dimagrimento o piani fitness personalizzati, e include servizi dedicati alla salute mentale.

Un altro punto di forza di YuLife sta nel suo programma di reward, il quale ricompensa gli utenti che adottano stili e abitudini di vita salutari attribuendo loro punti virtuali, chiamati YuCoin, spendibili su una serie di piattaforme e brand come Amazon, Asos e FitBit. Il tutto grazie all’uso dell’intelligenza artificiale.

Non mancano poi le visite in telemedicina, tramite le quali è possibile ricevere consulti virtuali da medici di base, regolarmente abilitati all’esercizio della professione nel Regno Unito, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo ci si trovi. La popolarità della telemedicina è cresciuta esponenzialmente durante la pandemia di Covid-19, che ha aumentato il bisogno di supporto medico imponendo allo stesso tempo forti limitazioni sui contatti sociali non necessari.

L’emergenza sanitaria ha infatti accelerato la crescita di YuLife: “Sia le aziende che i privati cittadini sono diventati molto più coscienti riguardo al tema della mortalità, ed è aumentata l’attenzione sulle polizze vita” ha detto a Reuters il Ceo Sammy Rubin. Nel 2020 il valore dei premi lordi sottoscritti dalla startup è più che decuplicato, raggiungendo complessivamente i 15 miliardi di dollari.

Nuovi prodotti, nuovi mercati

Oggi tra le aziende che si appoggiano alle assicurazioni di YuLife troviamo nomi ben noti, tra cui anche i colossi francesi Havas Media Group, specializzata in servizi di marketing, e Sodexo, attiva invece nel mondo della ristorazione e dei servizi per le imprese.

Fino ad oggi la startup ha raccolto quasi 90 milioni di dollari in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali, come detto, chiuso a luglio 2021 per 70 milioni. Con una valutazione aggiornata a quasi 350 milioni di dollari, la nuova iniezione di liquidità permetterà a YuLife di espandersi nel settore delle polizze individuali e di entrare in nuovi mercati, anche a livello internazionale.

L’articolo YuLife, la storia di successo dell’insurtech per le polizze vita aziendali che vale 350 milioni proviene da InsuranceUp.


Pet Insurance, trend e startup di un mercato da 6,9 miliardi di dollari

Un mercato dal grande potenziale e in netta crescita, ma ancora inesplorato da molte tra le principali compagnie assicurative: le polizze pensate appositamente per gli animali domestici si fanno strada nel mondo insurtech con prodotti innovativi che si adattano alle esigenze dei clienti.

Tra consulti veterinari virtuali e premi personalizzati in base all’età o alla razza dei clienti a quattro zampe, vediamo come funzionano i servizi offerti dal settore pet insurance e quali sono le principali compagnie attive in questo ambito.

I numeri della pet insurance

Secondo le ultime stime negli Stati Uniti il 67% dei cittadini possiede un animale domestico, il cui numero complessivo raggiunge gli 85 milioni. I più gettonati sono i pesci da acquario (139 milioni), seguiti da gatti (94 milioni) e cani (90 milioni). Nel Regno Unito invece gli animali domestici sono 34 milioni tra cani, gatti, rettili e piccoli mammiferi.

In Italia gli animali da compagnia erano 60,3 milioni già nel 2019, tanti quanti i cittadini, ma si stima che il loro numero sia aumentato nel corso della pandemia di Covid-19.

Spesso però i costi legati alla salute degli animali, come i consulti veterinari o le medicine, possono rappresentare spese notevoli e impreviste per le famiglie. I pacchetti assicurativi del settore pet insurance nascono proprio per garantire il benessere degli animali e la serenità dei proprietari, e fare in modo che le spese mediche non vengano rimandate comportando sofferenze altrimenti evitabili.

Le polizze per animali includono generalmente servizi veterinari – anche virtuali e accessibili 24 ore su 24 –, coprono le condizioni di salute croniche o pregresse e aiutano a diluire nel tempo le eventuali spese. Le compagnie più all’avanguardia permettono inoltre di personalizzare premi e prodotti in base alle necessità individuali tenendo conto per esempio di età, razza e abitudini dell’animale da assicurare.

 Il mercato globale relativo alle polizze assicurative per animali domestici valeva 6,9 miliardi di dollari nel 2020 e potrebbe raggiungere gli 11,7 miliardi entro il 2027, anche grazie all’aumentare del numero di adozioni e della maggiore sensibilità nei confronti della cura e della salute dei compagni a quattro zampe.

Pet Insurance, le startup

Dato che il settore è relativamente giovane molte tra le sue principali compagnie fanno parte dell’universo insurtech e puntano quindi sulla tecnologia per offrire prodotti innovativi e personalizzabili. Tra questi troviamo il colosso Lemonade, l’unicorno Bought By Many, Pets Best, Waggel e Figo Pet Insurance.

Lemonade

Con una valutazione da 4,3 miliardi di dollari nel 2020, Lemonade si posiziona a tutti gli effetti nella rosa delle principali compagnie insurtech a livello mondiale. Basata a New York, la startup opera come un vero e proprio assicuratore full-stack e, oltre a quelle per animali, offre polizze digitalizzate su vita, casa e affitto. La startup opera al momento negli Stati Uniti, in Francia, Germania e nei Paesi Bassi, ma ha in programma di espandersi presto in altri Paesi europei.

Lemonade ha lanciato le prime assicurazioni per animali domestici, dedicate a cani e gatti, nel luglio 2020 con l’obiettivo principale di offrire ai propri clienti un’ulteriore servizio da aggiungere alle altre polizze già sottoscritte. Lemonade ha infatti calcolato che il 70% dei suoi clienti è proprietario di un animale domestico.

Le polizze della compagnia coprono le procedure di diagnostica, le operazioni – comprese quelle per gli infortuni – e i medicinali di cui hanno bisogno gli animali assicurati. I premi partono da un minimo di 10 dollari al mese, e se si acquista o si possiede un’altra polizza Lemonade è possibile ottenere uno sconto del 10%.

Bought By Many

La startup insurtech britannica Bought By Many è stata fondata a Londra nel 2012, e dopo cinque anni di ricerche e studi sul campo ha deciso di specializzarsi esclusivamente in ambito pet insurance. Fino ad oggi ha raccolto quasi 500 milioni di dollari, ed è valutata per più di 2 miliardi.

 Le sue polizze sono pensate per cani e gatti e coprono le spese veterinarie fino a un massimo di 15 mila sterline all’anno. Bought By Many offre programmi particolari che aiutano i clienti a risparmiare: la polizza “MoneyBack”, per esempio, permette di ricevere un rimborso pari al 20% del premio annuale se la polizza non viene mai utilizzata, e se si assicura più di un animale è possibile ottenere fino al 15% di sconto.

Con l’innovativo servizio FirstVet i clienti di Bought By Many possono anche ricevere consulti virtuali con veterinari esperti, accessibili 24 ore al giorno da qualunque località.

Pets Best

L’insurtech americana Pets Best si occupa esclusivamente di polizze assicurative per cani e gatti. Tutti i suoi servizi sono gestibili direttamente online e offrono soluzioni flessibili che coprono, in base alle esigenze, sia le emergenze o gli eventi imprevisti che le visite veterinarie di routine.

L’obiettivo della compagnia è fare in modo che i proprietari di animali domestici siano “pronti finanziariamente” per rispondere a tutte le necessità legate alla cura di cani o gatti, garantendo anche maggiore serenità nella gestione delle procedure. Proprio per questo, Pets Best offre un servizio di supporto, detto “Pet Hotline”, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Dalla sua fondazione, nel 2005, la startup ha assicurato 125 mila animali e pagato indennizzi per un totale di 200 milioni di dollari. Le polizze offerte e gestite da Pets Best sono attualmente sottoscritte dalle compagnie assicurative American Pet Insurance Company (Apic) e Independence American Insurance Company (Iaic).

Waggel

Anche Waggel, come Bought By Many, è basata a Londra. L’insurtech ha iniziato a offrire assicurazioni digitalizzate per animali domestici nel dicembre 2018 con l’obiettivo di garantire polizze trasparenti, con costi e condizioni chiare e immediatamente consultabili.

Il sito della compagnia promette di generare preventivi personalizzati in meno di un minuto, calcolando i premi in base alle necessità degli utenti. Una volta sottoscritta la polizza, la piattaforma digitale di Waggel permette di gestire tutte le operazioni online, senza bisogno di dover stampare o compilare a mano alcun documento. Inoltre, così come Bought By Many, anche Waggel offre consulti veterinari virtuali in collaborazione con FirstVet.

La startup è impegnata nel sociale, e ogni anno fa una donazione a un’associazione per la protezione degli animali scelta dai suoi clienti.

Figo Pet Insurance

Nata a Chicago nel 2013, fino ad oggi Figo Pet Insurance ha raccolto un totale di 18 milioni di dollari in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali chiuso a novembre 2019. La startup offre assicurazioni per cani e gatti sottoscritte dalla compagnia Independence American Insurance Company.

La piattaforma di Figo Pet Insurance opera con un sistema cloud che permette di caricare virtualmente tutti i documenti necessari per le procedure assicurative. I premi sono calcolati in base all’età dell’animale, la razza e la località in cui abita, e i piani proposti coprono le condizioni croniche ed ereditarie, gli esami e le emergenze mediche.

La startup ha inoltre sviluppato la piattaforma Figo Pet Cloud, che permette ai clienti di mettersi in contatto e creare una community con cui condividere foto, messaggi ed esperienze relative a ciò che li accomuna: la passione per gli animali.

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Pet Insurance, trend e startup di un mercato da 6,9 miliardi di dollari

Un mercato dal grande potenziale e in netta crescita, ma ancora inesplorato da molte tra le principali compagnie assicurative: le polizze pensate appositamente per gli animali domestici si fanno strada nel mondo insurtech con prodotti innovativi che si adattano alle esigenze dei clienti.

Tra consulti veterinari virtuali e premi personalizzati in base all’età o alla razza dei clienti a quattro zampe, vediamo come funzionano i servizi offerti dal settore pet insurance e quali sono le principali compagnie attive in questo ambito.

I numeri della pet insurance

Secondo le ultime stime negli Stati Uniti il 67% dei cittadini possiede un animale domestico, il cui numero complessivo raggiunge gli 85 milioni. I più gettonati sono i pesci da acquario (139 milioni), seguiti da gatti (94 milioni) e cani (90 milioni). Nel Regno Unito invece gli animali domestici sono 34 milioni tra cani, gatti, rettili e piccoli mammiferi.

In Italia gli animali da compagnia erano 60,3 milioni già nel 2019, tanti quanti i cittadini, ma si stima che il loro numero sia aumentato nel corso della pandemia di Covid-19.

Spesso però i costi legati alla salute degli animali, come i consulti veterinari o le medicine, possono rappresentare spese notevoli e impreviste per le famiglie. I pacchetti assicurativi del settore pet insurance nascono proprio per garantire il benessere degli animali e la serenità dei proprietari, e fare in modo che le spese mediche non vengano rimandate comportando sofferenze altrimenti evitabili.

Le polizze per animali includono generalmente servizi veterinari – anche virtuali e accessibili 24 ore su 24 –, coprono le condizioni di salute croniche o pregresse e aiutano a diluire nel tempo le eventuali spese. Le compagnie più all’avanguardia permettono inoltre di personalizzare premi e prodotti in base alle necessità individuali tenendo conto per esempio di età, razza e abitudini dell’animale da assicurare.

 Il mercato globale relativo alle polizze assicurative per animali domestici valeva 6,9 miliardi di dollari nel 2020 e potrebbe raggiungere gli 11,7 miliardi entro il 2027, anche grazie all’aumentare del numero di adozioni e della maggiore sensibilità nei confronti della cura e della salute dei compagni a quattro zampe.

Pet Insurance, le startup

Dato che il settore è relativamente giovane molte tra le sue principali compagnie fanno parte dell’universo insurtech e puntano quindi sulla tecnologia per offrire prodotti innovativi e personalizzabili. Tra questi troviamo il colosso Lemonade, l’unicorno Bought By Many, Pets Best, Waggel e Figo Pet Insurance.

Lemonade

Con una valutazione da 4,3 miliardi di dollari nel 2020, Lemonade si posiziona a tutti gli effetti nella rosa delle principali compagnie insurtech a livello mondiale. Basata a New York, la startup opera come un vero e proprio assicuratore full-stack e, oltre a quelle per animali, offre polizze digitalizzate su vita, casa e affitto. La startup opera al momento negli Stati Uniti, in Francia, Germania e nei Paesi Bassi, ma ha in programma di espandersi presto in altri Paesi europei.

Lemonade ha lanciato le prime assicurazioni per animali domestici, dedicate a cani e gatti, nel luglio 2020 con l’obiettivo principale di offrire ai propri clienti un’ulteriore servizio da aggiungere alle altre polizze già sottoscritte. Lemonade ha infatti calcolato che il 70% dei suoi clienti è proprietario di un animale domestico.

Le polizze della compagnia coprono le procedure di diagnostica, le operazioni – comprese quelle per gli infortuni – e i medicinali di cui hanno bisogno gli animali assicurati. I premi partono da un minimo di 10 dollari al mese, e se si acquista o si possiede un’altra polizza Lemonade è possibile ottenere uno sconto del 10%.

Bought By Many

La startup insurtech britannica Bought By Many è stata fondata a Londra nel 2012, e dopo cinque anni di ricerche e studi sul campo ha deciso di specializzarsi esclusivamente in ambito pet insurance. Fino ad oggi ha raccolto quasi 500 milioni di dollari, ed è valutata per più di 2 miliardi.

 Le sue polizze sono pensate per cani e gatti e coprono le spese veterinarie fino a un massimo di 15 mila sterline all’anno. Bought By Many offre programmi particolari che aiutano i clienti a risparmiare: la polizza “MoneyBack”, per esempio, permette di ricevere un rimborso pari al 20% del premio annuale se la polizza non viene mai utilizzata, e se si assicura più di un animale è possibile ottenere fino al 15% di sconto.

Con l’innovativo servizio FirstVet i clienti di Bought By Many possono anche ricevere consulti virtuali con veterinari esperti, accessibili 24 ore al giorno da qualunque località.

Pets Best

L’insurtech americana Pets Best si occupa esclusivamente di polizze assicurative per cani e gatti. Tutti i suoi servizi sono gestibili direttamente online e offrono soluzioni flessibili che coprono, in base alle esigenze, sia le emergenze o gli eventi imprevisti che le visite veterinarie di routine.

L’obiettivo della compagnia è fare in modo che i proprietari di animali domestici siano “pronti finanziariamente” per rispondere a tutte le necessità legate alla cura di cani o gatti, garantendo anche maggiore serenità nella gestione delle procedure. Proprio per questo, Pets Best offre un servizio di supporto, detto “Pet Hotline”, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Dalla sua fondazione, nel 2005, la startup ha assicurato 125 mila animali e pagato indennizzi per un totale di 200 milioni di dollari. Le polizze offerte e gestite da Pets Best sono attualmente sottoscritte dalle compagnie assicurative American Pet Insurance Company (Apic) e Independence American Insurance Company (Iaic).

Waggel

Anche Waggel, come Bought By Many, è basata a Londra. L’insurtech ha iniziato a offrire assicurazioni digitalizzate per animali domestici nel dicembre 2018 con l’obiettivo di garantire polizze trasparenti, con costi e condizioni chiare e immediatamente consultabili.

Il sito della compagnia promette di generare preventivi personalizzati in meno di un minuto, calcolando i premi in base alle necessità degli utenti. Una volta sottoscritta la polizza, la piattaforma digitale di Waggel permette di gestire tutte le operazioni online, senza bisogno di dover stampare o compilare a mano alcun documento. Inoltre, così come Bought By Many, anche Waggel offre consulti veterinari virtuali in collaborazione con FirstVet.

La startup è impegnata nel sociale, e ogni anno fa una donazione a un’associazione per la protezione degli animali scelta dai suoi clienti.

Figo Pet Insurance

Nata a Chicago nel 2013, fino ad oggi Figo Pet Insurance ha raccolto un totale di 18 milioni di dollari in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali chiuso a novembre 2019. La startup offre assicurazioni per cani e gatti sottoscritte dalla compagnia Independence American Insurance Company.

La piattaforma di Figo Pet Insurance opera con un sistema cloud che permette di caricare virtualmente tutti i documenti necessari per le procedure assicurative. I premi sono calcolati in base all’età dell’animale, la razza e la località in cui abita, e i piani proposti coprono le condizioni croniche ed ereditarie, gli esami e le emergenze mediche.

La startup ha inoltre sviluppato la piattaforma Figo Pet Cloud, che permette ai clienti di mettersi in contatto e creare una community con cui condividere foto, messaggi ed esperienze relative a ciò che li accomuna: la passione per gli animali.

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Lokky punta sul fotovoltaico: la partnership con SunCity

Diventa alleata dell’energia green la startup Lokky, primo broker assicurativo digitale italiano dedicato a micro-imprese, professionisti e freelance. L’insurtech ha stretto una partnership con il Gruppo SunCity, energy service company Business Partner della multiytility A2A.

Nata nel 2012, SunCity opera con la volontà di costruire una vera e propria Community dell’energia, composta da oltre 150 professionisti, installatori e progettisti in tutta Italia. Attraverso la partnership, Lokky mette a disposizione un’offerta assicurativa dedicata, comprensiva di formazione tramite webinar.

Come funziona l’accordo

In base all’accordo, gli installatori e i professionisti della Rete SunCity, operanti nel settore fotovoltaico, potranno accedere a un’offerta assicurativa modulabile, flessibile, tailor made e focalizzata su diverse tipologie di coperture: Responsabilità Professionale,RC Asseverazione Superbonus 110% e Certificazione Energetica dedicate ai professionisti coinvolti nel Superbonus 110%, protezione Cyber Risk, assicurazione Multirischi e assicurazione Infortuni e Malattia.

“Le attuali statistiche ci dicono che nonostante professionisti e installatori risultino mediamente assicurati, coloro che decidono di non sottoscrivere alcuna polizza lo fanno per gli elevati budget richiesti, spesso, presenti nelle soluzioni più tradizionali a causa della mancata personalizzazione del prodotto e della presenza di coperture non strettamente necessarie con relativi costi superflui. Mai come in questo periodo il mercato assicurativo deve essere in grado di rispondere alle richieste delle imprese con soluzioni innovative e studiate su misura sulle singole esigenze.” dichiara Paolo Tanfoglio, CEO di Lokky.

“Grazie all’accordo con SunCity continuiamo a percorrere la strada tracciata dalla nostra strategia, lavorando accanto ai nostri partner per offrire prodotti e servizi assicurativi sempre più personalizzati per i clienti.”

Lokky, l’insurtech per micro-imprese e liberi professionsti

Lokky, di cui abbiamo parlato qui, nasce nel 2019 da un’idea di Paolo Tanfoglio e Sauro Mostarda. Grazie all’utilizzo di tecnologie innovative nell’ambito degli Smart Analytics, Machine Learning e Data Enrichment, il suo algoritmo proprietario propone al cliente solo la copertura più rilevante per i suoi bisogni, permettendo una piena personalizzazione dei prodotti, con una procedura totalmente digitale che permette di sottoscrivere una polizza in meno di 10 minuti.

Lokky è anche la prima soluzione insurtech disponibile in ottica open banking, grazie alla sua adesione nel 2020 alla piattaforma Fabrik, il primo attore nato in Italia con il preciso obiettivo di favorire nuovi modelli di business e di servizi bancari attraverso l’incontro e la collaborazione tra istituzioni finanziarie tradizionali e nuove realtà tecnologiche.

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2021, insurtech in ripresa: ecco i maggiori round del primo trimestre

Insurtech in ripresa: secono i dati di Crunchbase, il primo trimestre del 2021 ha visto il maggior numero totale di round di finanziamento insurtech dal 2019, con lo stesso numero di round oltre i 10 milioni di dollari del primo trimestre 2019.

Ecco alcuni dei round insurtech più importanti del 2021, tra USA, Canada ed Europa.

1. Next Insurance

Il primo posto va al round di serie E per Next Insurance: guidato da FinTLV Ventures e Battery Ventures, ha raccolto ben 250 milioni.

Next Insurance, di cui abbiamo parlato qui, si concentra su polizze assicurative per piccole e medie imprese e vale attualmente 4 miliardi di dollari.

2. Coalition

Con 175 milioni di dollari segue Coalition, che grazia al round di serie D chiuso a marzo ha raggiunto una valutazione di 1,75 miliardi di dollari, con un finanziamento totale di 315 milioni.

Fondata nel 2017 e sostenuta da Swiss Re e Arch Insurance, Coalition strumenti di cybersecurity insieme alla copertura assicurativa informatica, e serve oltre 42.000 clienti.

3. Zego

Il gradino finale del podio se lo aggiudica Zego, con un round da 150 milioni di dollari.

Zego è stata la prima insurtech britannica a ottenere la licenza assicurativa. Nata nel 2016, ha saputo intercettare un nuovo bisogno assicurativo rimasto scoperto: si concentra sull’offerta di polizze assicurative flessibili e on-demand per i lavoratori della gig economy, in segmenti come il ride-hailing, ride sharing, noleggio auto e scooter sharing.

4. Pie Insurance

Ha raccolto 118 milioni Pie Insurance, in un round di serie C guidato da Allianz X e Acrew Capital.

Nata nel 2017, Pie Insurance offre polizze per la copertura retributiva dei lavoratori in piccoli business e PMI, per ora sul mercato americano.

5. Corvus Insurance

Insight Partners ha guidato un round da 100 milioni di dollari per Corvus Insurance, fornitore di prodotti assicurativi aziendali basati sull’intelligenza artificiale, portando la sua valutazione a 750 milioni di dollari.

Corvus fornisce assicurazioni cyber e trasporto merci tramite intelligenza artificiale e machine learning applicati ai data analytics.

6. TypTap Insurance

Ha ottenuto 100 milioni anche TypTap Insurance, sussidiaria di HCI Group che si occupa di assicurazioni casa e disastri naturali.

Il round, in questo caso di private equity, è stato guidato da un fondo affiliate a Centerbridge Partners.

7. Rhino Insurance

Un round di private equity anche quello da 95 milioni per Rhino Insurance, guidato da Tiger Global, che ha portato la compagnia a quasi 500 milioni di dollari di valutazione.

Nata nel 2017, Rhino è un insurtech che fornisce alle società immobiliari un prodotto assicurativo che funge da alternativa alle tradizionali cauzioni degli inquilini in affitto. La società offre anche agli affittuari un simile prodotto assicurativo di deposito cauzionale.

Scopri qui gli altri grandi round insurtech del primo trimestre 2021

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BeSafe Rate, l’insurtech italiana per agevolare il turismo

Uno dei settori più colpiti dalla pandemia covid, il turismo ha perso solo in Italia miliardi di euro di profitti durante il 2020. L’attuale regime di stop & go non rende certo le cose facili, né per gli albergatori, che rischiano di perdere tutti i proventi se attuano politiche di rimborso, né per i clienti, che a loro volta non si sentono sicuri a prenotare con il timore di restare a casa dopo aver pagato.

In questo momento complesso, viene in aiuto al turismo BeSafe Rate, startup insurtech italiana che offre una soluzione win-win.

BeSafe Rate nasce nel 2018 per risolvere una problematica sempre più sentita nel settore turismo e hospitality: da un lato la minore disponibilità da parte dei viaggiatori nel prenotare con tariffe prepagate e, dall’altro, le difficoltà degli albergatori nel vendere i loro servizi con una tariffa “non rimborsabile”.

La startup ha ideato un servizio digitale che si integra con tutti i software di prenotazione delle strutture ricettive, abilitando una tariffa alberghiera prepagata con assicurazione di viaggio inclusa a favore del viaggiatore, che tutela il viaggiatore in caso di cancellazione, assicurando contemporaneamente il guadagno alla struttura ricettiva. In caso di un evento inaspettato che comprometta il soggiorno, inclusa l’impossibilità di viaggiare per alcune delle ragioni connesse agli sviluppi della pandemia come la contrazione del virus e la quarantena, sarà infatti l’assicurazione partner di BeSafe Rate a gestire la pratica e ad occuparsi di erogare il rimborso.

Accelerata nel 2020 da LUISS EnLabs, il Programma di Accelerazione di LVenture Group, BeSafe Rate ha oggi raggiunto oltre 550 strutture in tutta Italia, tra cui importanti catene alberghiere come VOIhotels del Gruppo Alpitour, JSH Hotels & Resorts, Club Esse Hotels & Resorts, Arbatax Park Resort e Felix Hotels. Dalla sua nascita, sono più di 35 mila i turisti che hanno usufruito della tariffa, con quasi 11 mila prenotazioni generate.

Ha ricevuto a febbraio 2021 il suo ultimo round di finanziamento, raccogliendo 485 milioni di euro.

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Circulo Health, l’insurtech che digitalizza le polizze Medicaid negli Usa

Fondata meno di un anno fa, nel 2020, l’insurtech Circulo Health si è già rivelata essere estremamente promettente. Nel suo primo round di investimenti, chiuso a metà febbraio, la startup ha infatti raccolto 50 milioni di dollari grazie anche al supporto ricevuto da compagnie di rilievo come Drive Capital e General Catalyst.

Circulo Health promette di rivoluzionare il mercato americano delle polizze sanitarie Medicaid grazie all’uso di tecnologie innovative: il Ceo Sean Lane, infatti, è anche alla guida della compagnia di intelligenza artificiale Olive.

Gli obiettivi di Circulo Health

Basata a Columbus, in Ohio, al momento Circulo Health si rivolge a un pubblico prettamente americano e, più nel dettaglio, ai clienti del programma Medicaid: un servizio assicurativo federale dedicato a individui e famiglie con difficoltà economiche e appartenenti a una fascia di reddito particolarmente bassa. Attualmente più di 77 milioni di persone fanno affidamento su Medicaid per avere accesso a una copertura sanitaria di base, non potendo accedere ad altre polizze private e spesso particolarmente costose.

Circulo Health lavora con le agenzie statali che erogano le polizze Medicaid – un ambito dall’alto potenziale, ma spesso trascurato dal mondo insurtech – mettendo a loro disposizione una piattaforma digitalizzata e intuitiva che renda più semplice la gestione del processo assicurativo.

La startup sta ancora muovendo i primi passi, ed è attualmente alla ricerca di personale.

Sean Lane e il legame con Olive

Circulo Health nasce da un’idea di Sean Lane, noto imprenditore e già Ceo della compagnia tech Olive, specializzata nei sistemi di intelligenza artificiale per il mondo della sanità. La startup, recentemente diventata unicorno, collabora con più di 600 ospedali e offre software per la gestione di pratiche tanto quotidiane quanto complesse dal punto di vista burocratico, come il controllo della posizione assicurativa dei pazienti o lo scambio di ricette mediche tra farmacie.

Circulo Health porterà quindi nel mondo insurtech l’ormai rodata tecnologia di Olive, in modo da automatizzare la gestione delle polizze Medicaid e semplificare il lavoro delle agenzie statali incaricate di monitorare il programma.

Il profilo del Ceo Sean Lane, d’altra parte, è ben noto nel panorama tech americano: prima di lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria, Lane ha lavorato per i servizi di intelligence e ha servito per diversi anni nell’esercito, portando a termine spedizioni in Iraq e Afghanistan. Le difficoltà comunicative sperimentate sul campo hanno portato Lane a co-fondare la sua prima compagnia, Battlefield Telecommunications Solutions LLC (Bts), nel 2011.

Da allora, non si è mai fermato: oltre a Olive e Circulo Health, è anche co-founder della Digital Harbor Foundation, un’organizzazione non-profit che promuove programmi formativi in ambito digitale; e Betamore, co-working e hub di innovazione nei pressi di Baltimora.

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Dacadoo, la scaleup svizzera che misura la salute in pochi click (e aiuta gli assicuratori)

In campo assicurativo i dati sono ormai diventati il nuovo petrolio, e la scaleup svizzera Dacadoo non si è lasciata sfuggire l’opportunità di rivoluzionare di conseguenza il mondo delle polizze su vita e salute.

Grazie alla sua Digital Health Engagement Platform (DHEP), la compagnia permette agli assicuratori di monitorare in tempo reale lo stato di salute generale dei propri clienti. Lo scopo è quello di promuovere uno stile di vita più sano, basato sull’attività fisica e la corretta alimentazione, in modo da ridurre i rischi e prevenire lo sviluppo di possibili patologie croniche.

Diverse compagnie in tutto il mondo hanno già scelto Dacadoo come partner principale nei propri programmi di sensibilizzazione e per tenere sotto controllo lo stato fisico dei detentori delle polizze: vediamo quindi come funziona la piattaforma, e quali sono i vantaggi per utenti e assicuratori.

Come funziona Dacadoo

Fondata a Zurigo, in Svizzera, nel 2010, la scaleup Dacadoo sfrutta l’intelligenza artificiale e l’analisi rapida dei dati per creare piattaforme digitali pensate per assicuratori e riassicuratori specializzati in ambito vita e salute. I prodotti principali sono due: la Digital Health Engagement Platform (DHEP) e il Risk Engine.

La piattaforma digitale di Decadoo

La DHEP di Dacadoo è una piattaforma digitale in grado di misurare in tempo reale lo stato fisico dei clienti. Dopo essersi registrato sul portale, ogni utente può inserire manualmente i propri parametri (come peso, altezza, abitudini alimentari, salute mentale e ore di sonno) e collegarsi via Bluetooth con i propri dispositivi di tracking, come i contapassi o le app che misurano le calorie spese in diverse attività.

All’interno della piattaforma, poi, gli utenti possono connettersi con amici e colleghi, scambiarsi messaggi, organizzare sfide e commentare le rispettive attività, tutte visualizzate in una dashboard.

Elaborando tutte le informazioni disponibili la piattaforma di Dacadoo fornisce un Indice di Salute: un punteggio dinamico da 0 a 1.000 che rappresenta lo stato di salute di un utente in modo rapido e immediato.

Il Risk Engine per gli assicuratori

Partendo dall’Indice di Salute e dai dati personali aggiunti manualmente, per ogni utente registrato il sistema di Risk Engine della startup calcola il rischio di mortalità e morbilità ed elabora un dataset con 100 variabili, completando automaticamente i dati mancanti sulla base di quelli inseriti.

Gli assicuratori possono utilizzare queste informazioni per migliorare le operazioni di sottoscrizione delle polizze su vita e salute, integrando il Risk Engine nelle loro analisi e proponendo quindi polizze e premi personalizzati.

Dacadoo, i vantaggi e i partner

Grazie alla piattaforma interattiva, gli utenti di Dacadoo tengono continuamente sotto controllo il loro stato di salute in modo olistico, e hanno sempre a disposizione una panoramica completa rispetto a diversi parametri che rimarrebbero altrimenti dimenticati. In base alle abitudini individuali, poi, il sistema permette agli utenti di accumulare punti sfruttabili su shop online o come sconti sul premio assicurativo.

Allo stesso tempo, gli assicuratori scelgono Dacadoo per migliorare i livelli di engagement e incentivare i clienti ad adottare uno stile di vita più salutare, riducendo così i rischi di malattie e complicazioni facilmente prevenibili. Inoltre, l’interfaccia della Digital Health Engagement Platform è completamente personalizzabile e integrabile con il branding della propria compagnia.

Diversi assicuratori in tutto il mondo hanno avviato partnership con Dacadoo per sfruttare la piattaforma interattiva e l’analisi dei dati del Risk Engine: tra le altre troviamo Foresters Financial (Canada), Irish Life (Irlanda), Seguros Unimed (Brasile) e Falck Healthcare (Danimarca).

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Insurtech Hub Munich, l’acceleratore nel cuore di Monaco supportato dal governo tedesco

Istutuito nel 2016, InsurTech Hub Munich (ITHM) è una piattaforma di innovazione senza scopo di lucro che unisce partner assicurativi e cross-industry internazionali, startup, investitori, università ed enti governativi per trasformare il futuro del settore insurance.

Lancerà il 12 aprile il suo settimo Innovation Programme: NTX: Enterprise, che si concentrerà sulle Smart Enterprise.

Si trova a Werksviertel, il cuore creativo di Monaco, considerata la capitale europea del settore assicurativo. Tra i suoi fondatori raccoglie professionisti provenienti non solo dalla Germania, ma anche da India, Regno Unito, Austria, Australia, Paesi Bassi, Spagna, Francia e Thailandia.

“La visione fondante dell’acceleratore è quella di fornire accesso all’innovazione a un pubblico di aziende più ampio attraverso un approccio comunitario.” spiega Corine Ackermann, Community Manager di InsurTech Hub Munich, in questa intervista, “Stiamo cercando di costruire insieme un futuro più sicuro, in cui quelli che sono tradizionalmente concorrenti si siedano allo stesso tavolo per scambiare idee e sviluppi su innovazione, agilità e digitalizzazione.”

InsurTech Hub Munich è uno dei 12 digital hub supportati dal governo tedesco, parte di The Digital Hub Initiative (DE:Hub), ed è finanziato dal Ministero Bavarese dell’Economia, dello Sviluppo Regionale e dell’Energia.

Tra i suoi partner figurano anche la Città di Monaco, Università quali la Ludwig Maximilian di Monaco (LMU), Hochschule Coburg e l’Universität der Bundeswehr München, e grandi corporate come Allianz, ADAC, ARAG, Generali, Munich RE, Kasko, Roche e Dai-Ichi Life e dal 2020 lo storico gruppo software SAP, fondato negli anni ’70 da 5 ex-IBM.

Ogni anno, il team di InsurTech Hub Munich guida i fondatori delle startup attraverso una varietà di programmi, collegandoli con decision maker del settore, esperti sul campo e mentori e investitori di livello mondiale. Gestisce due programmi acceleratori: W1 Forward InsurTech, un programma di due mesi con WERK1 Hub, per startup in early stage, e InsurTechEurope PWD, programma dell’acceleratore californiano Plug and Play, per startup later stage.

Dall’inizio della sua attività ha già guidato sei gruppi di startup, con ben due batch nel 2020, tra cui lo speciale H+ Digital Health Innovation Programme dedicato a soluzioni di salute digitale per il new normal.

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SafetyWing: come funziona la startup insurtech che assicura i digital nomad

Lo smartworking ha aperto la strada a nuovi modi di approcciarsi al lavoro fuori dall’ufficio, ma come gestire l’assicurazione di lavoratori in movimento? La startup SafetyWing nasce proprio per questo.

Abbandonare un luogo di lavoro fisso per viaggiare e spostarsi liberamente in giro per il mondo: è questo lo stile di vita scelto dai digital nomads, i “nomadi digitali” che grazie a un computer e una connessione internet ben funzionante possono lavorare completamente da remoto, ovunque si trovino.

Se l’idea di poter viaggiare e lavorare allo stesso tempo è sicuramente invitante, questa porta con sé una serie di complicazioni burocratiche che potrebbero spaventare molti potenziali nomads. Il problema si pone anche dal punto di vista assicurativo, dato che la maggior parte delle compagnie tradizionali richiede un indirizzo di residenza fisso come prerequisito per sottoscrivere una qualsiasi polizza.

La startup insurtech SafetyWing vuole cambiare questa situazione offrendo prodotti assicurativi estremamente flessibili e studiati appositamente per rispondere alle necessità dei lavoratori itineranti.

Come funziona SafetyWing

La startup è stata fondata nel 2017 a San Francisco da tre imprenditori norvegesi: Sondre Rasch, attuale Ceo, Sarah Sandnes (Cto) e Hans Nyvold Kjellby (Coo). Fin da subito SafetyWing si è concentrata sui lavoratori della gig economy che non seguono stili di vita standardizzati e si spostano spesso tra diversi Paesi e giurisdizioni.

Al momento la startup offre infatti un’assicurazione sanitaria globale, acquistabile completamente online e utilizzabile in tutto il mondo. Le opzioni principali sono due: la Nomad Insurance – che per 40 dollari al mese copre sia alcune procedure mediche che gli imprevisti di viaggio, come i bagagli persi o i voli in ritardo – e la Remote Health Insurance, che costa invece 153 dollari al mese e consiste in un’assicurazione medica completa e attiva a livello globale.

SafetyWing offre anche un pacchetto assicurativo pensato per le aziende il cui team lavora principalmente da remoto. In questo modo, le compagnie più innovative possono assumere dipendenti basati in qualunque Paese e garantire loro adeguata protezione medica, senza richiedere trasferimenti forzati che spesso portano con sé infinite complicazioni.

Nell’ultimo periodo la possibilità di creare un team internazionale è diventata particolarmente importante per molte aziende che, dopo essere rapidamente passate allo smart working nel corso della pandemia di Covid-19, hanno deciso di adottare questa nuova modalità operativa in modo permanente, lasciando i dipendenti liberi di scegliere se lavorare da casa – ovunque essa sia – o andare in ufficio.

Il nuovo round di finanziamenti e i progetti futuri

Secondo il Ceo Sondre Rasch, la missione principale di SafetyWing è riuscire a esportare il sistema di protezione sociale norvegese in tutto il mondo: “Per costruire i nostri prodotti prendiamo ogni parte della rete di protezione sociale. Siamo partiti dalla copertura sanitaria, e ci allargheremo poi al resto” ha detto a Forbes.

A fine gennaio SafetyWing ha chiuso un round di investimenti di Serie A raccogliendo 8 milioni di dollari. Con i nuovi fondi, la startup ha intenzione di creare l’infrastruttura digitale necessaria per andare in pensione da remoto senza preoccuparsi di poter perdere i propri risparmi. Fondamentale sarà anche lo sviluppo di soluzioni legate alla telemedicina, che permettano quindi ai clienti assicurati di effettuare visite mediche in modo completamente virtuale.

La compagnia conta attualmente circa 30 dipendenti, tutti operativi da remoto, ma ha intenzione di allargare presto il team.

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