Digitalizzazione e personalizzazione, così l’insurtech Ladder si prepara a diventare unicorno

Con un nuovo round di investimenti di Serie D da 100 milioni di dollari, la startup insurtech Ladder ha raggiunto una valutazione da 900 milioni di dollari e si avvicina quindi allo status di unicorno, attribuito generalmente alle compagnie con una valutazione pari o superiore al miliardo.

Nata a Palo Alto, California, nel 2015, Ladder offre assicurazioni sulla vita flessibili e completamente digitalizzate. Ecco come funziona la startup e i traguardi raggiunti finora.

Le polizze sulla vita personalizzabili di Ladder

Ladder è stata fondata nel 2015 a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley californiana, da Jamie Hale, attuale Ceo, Jack Dubie (Chief Technology Officer), Laura Hale (Head of Product) e Jeff Merkel.

La startup offre polizze sulla vita pensate per utenti con un’età compresa tra i 20 e i 60 anni – l’età media dei clienti è di 37 anni – con coperture tra i 100 mila e gli 8 milioni di dollari.

Il punto di forza di Ladder sta nella flessibilità dei suoi prodotti: tutte le polizze sono infatti personalizzabili in base alle esigenze individuali e lasciano quindi agli utenti la possibilità di cambiare i livelli di copertura secondo le necessità del momento. “La tua vita è qualcosa di dinamico, e dovrebbe esserlo anche la tua assicurazione” ha infatti affermato il Ceo Jamie Hale.

Tutte le polizze di Ladder sono digitalizzate e gestibili in modo completamente virtuale grazie a un’interfaccia utente intuitiva e a una forte integrazione tra tutti i servizi offerti. Circa due terzi dei clienti della startup, infatti, sottoscrivono la propria assicurazione direttamente dallo smartphone.

La crescita e l’ultimo round da 100 milioni

Lo scorso 4 ottobre Ladder ha raccolto 100 milioni di dollari con un nuovo round di investimenti di Serie D guidato da Thomvest Ventures e OMERS Growth Equity.

Il totale dei fondi raccolti dalla compagnia sale così a 194 milioni di dollari, e la sua valutazione raggiunge i 900 milioni di dollari: un valore ormai prossimo alla soglia del miliardo che permetterebbe a Ladder di entrare nel gruppo di unicorni insurtech americani.

La startup, d’altra parte, sta attraversando un momento di forte crescita: secondo Crunchbase News entro la fine del 2021 sottoscriverà polizze dal valore complessivo di 30 miliardi di dollari, e le sue entrate sono cresciute di 4,5 volte nel corso dell’ultimo anno.

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Assibro, la startup italiana per colmare il gap digitale degli intermediari assicurativi

Una storia di trasformazione digitale del mondo assicurativo, per una volta tutta italiana: è quella di Assibro, startup innovativa e broker insurtech basata in Pordenone (Friuli-Venezia Giulia), che digitalizza la catena del valore del brokeraggio assicurativo, proponendosi di colmare il grave ritardo digitale degli intermediari assicurativi nel mercato italiano.

La sua soluzione è l’Augmented Broker, un nuovo approccio di intermediazione che attraverso gli strumenti digitali risponde alle nuove esigenze del consumatore.

Come nasce Assibro

La storia di Assibro comincia da un’intuizione di Enrico, che dopo oltre 10 anni di carriera nel mondo delle assicurazioni – cominciata a 19 anni – nota l’inadeguatezza del settore rispetto alla crescente domanda digitale: da 50 anni il 90% degli intermediari assicurativi vende le polizze nello stesso modo.

“Ero arrivato a un punto di crescita professionale in cui volevo andare oltre al ruolo di intermediario tradizionale” racconta Enrico, “Mi sono reso conto che il mondo assicurativo mondiale aveva iniziato a muoversi molte velocemente in termini digitalizzazione e di tecnologia, ma le agenzie di assicurazioni tradizionali erano “imbalsamate” sotto questi punti di vista”.

“Ho investito tutte le sere, il sabato e la domenica di 6 mesi della mia vita per studiare oltre 360 startup insurtech provenienti da tutti i paesi del mondo. Ero affascinato dai loro risultati straordinari.”

Così, nel 2019 Enrico fonda Assibro, insurtech che digitalizza la catena del valore del brokeraggio assicurativo, per dare agli intermediari tradizionali la possibilità di comunicare digitalmente con i clienti.

Il progetto colpisce subito l’attenzione di Giancarlo Broggian, fondatore del Gruppo Servizi CGN, e Luca Bearzi, fondatore di Forgia Assicurazioni, che si uniscono alla startup: nasce così il funding team di Assibro.

Assibro, che cos’è l’”augmented broker”

Assibro si fonda sulla consapevolezza che il mondo assicurativo sta cambiando molto velocemente. Il consumatore digitale cerca polizze acquistabili online, sempre più tramite smartphone, e il mercato italiano fatica a stare al passo con le sue nuove esigenze.

“Analizzata la situazione italiana ho trovato davvero poche startup insurtech, e la maggior parte erano concentrate sulla creazione di piattaforme web per la distribuzione di prodotti assicurativi, ponendosi come fornitori per agenti e broker tradizionali” spiega Enrico, “Ma il problema era, ed è, che i broker e gli agenti tradizionali stavano e stanno perdendo la connessione con i nuovi clienti digitali, perchè continuano ad utilizzare strumenti tradizionali per l’assistenza, la consulenza e la vendita.”

Qui entra in campo Assibro, che nasce per connettere i due mondi attraverso il concetto di “augmented broker”. La sua è una piattaforma progettata per permettere una customer journey 100% digitale ma con l’ausilio, in caso di necessità, del consulente assicurativo personale. Clienti e intermediari possono così accedere ai propri account da web o da app mobili (iOS e Android), il tutto in cloud.

Assibro, come funziona la piattaforma

Assibro è la definizione di Augmented Broker: gestisce sia il cliente totalmente digitale che vuole far tutto da solo, sia chi preferisce farsi guidare dal proprio l’intermediario personale, assegnato appositamente per avere sempre lo storico del cliente e creare un rapporto di fiducia e fidelizzazione.

Ha sviluppato una piattaforma web (e web app fruibile da iOS e Android) che lavora su tre fronti: l’account fornitore, per la gestione dei prodotti assicurativi, l’account intermediario per consulenza, assistenza e vendita, e l’account cliente.

Lato intermediario, mette a disposizione tutti gli strumenti digitali necessari ad essere più competitivo dell’agente tradizionale.

Per i clienti, la piattaforma fornisce un servizio di “Home Brokerage”.

Il servizio comprende innanzitutto un portafoglio univoco che raccoglie tutte le polizze assicurative, sia acquistate in Assibro che importate dall’esterno se acquistate da altri intermediari, così da avere una visione d’insieme delle proprie spese e coperture.

Ad ogni cliente viene assegnato alla registrazione un intermediario, che agisce da consulente personale a tutto tondo, contattabile tramite classica chiamata telefonica o appuntamento, o attraverso la chat integrata nel sito, che permette di lasciare dubbi o domande a qualsiasi ora.

Tramite la piattaforma è possibile acquistare polizze assicurative “semplici”, pacchetti standard riepilogati in poche righe e facilmente fruibili, scegliendo tra circa 110 prodotti con oltre 30 compagnie, oppure richiedere in pochi step preventivi personalizzati, adeguati ai propri bisogni specifici.

Un servizio completo e fruibile sia in modo completamente digitale che in modalità ibrida, per accompagnare alla transizione digitale il cliente più tradizionale.

In più, ogni cliente ha una funzione salvadanaio, con la possibilità di ottenere tramite referral crediti da riscuotere o da devolvere in beneficienza alle associazioni no profit accreditate.

Le prospettive future

Assibro ha lanciato sul mercato i suoi primi applicativi a settembre 2020, e chiuso il primo anno con un bilancio di oltre 250.000 euro. Durante i primi 5 mesi del 2021 ha già superato i 180.000, generando ipotesi di fatturato a fine anno di più di 400.000 euro.

Ad oggi il suo marketplace dispone di 108 prodotti assicurativi di 35 compagnie di assicurazione, più di 15 intermediari indipendenti associati. Contando i clienti provenienti da una recente acquisizione, ha oltre 4.600 clienti registrati con una media di 1,5 polizze ciascuno, per un totale di oltre 7.500 polizze.

“Attualmente stiamo lavorando all’integrazione dei database tra le compagnie e il gestionale di Assibro, così da ridurre la registrazione manuale dei dati delle polizze vendute” anticipa Enrico.

“È inoltre in lavorazione una collaborazione con EdenRed così da permettere di riscuotere i crediti accumulati nel salvadanaio tramite buoni spesa, utilizzabili in tutte le attività convenzionate.”

Tra gli oggetti dei prossimi investimenti, l’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale, la creazione del “Robo-Advisor” in grado di consigliare polizze ai clienti in base alle risposte fornite durante il “check-up” assicurativo gratuito, e l’inserimento di chatbot per l’assistenza alle domande più semplici e ripetitive.

Infine, uno dei progetti futuri è quello di “condire” il business assicurativo con utili extra collaterali, come per esempio la consultazione periti di parte sulle polizze sinistri, così da fornire un servizio sempre più integrato, in linea con i nuovi trend del mercato assicurativo.

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Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare

L’insurtech americana Devoted Health si appresta a ricevere una nuova valutazione da record: dopo aver raccolto 1,2 miliardi di dollari con il suo ultimo round di investimenti, di Serie D, il valore della compagnia potrebbe infatti raggiungere la cifra di 11,5 miliardi di dollari. A riportarlo è il sito di informazione americano Axios, ma i numeri non sono ancora stati confermati.

Attiva da appena quattro anni, Devoted Health opera in ambito medico e offre polizze pensate per i clienti di Medicare, il programma finanziato dal governo statunitense per aiutare i cittadini più anziani che non possono permettersi altre forme di copertura sanitaria.

Ecco come funzionano i servizi di Devoted Health, a tutti gli effetti una delle startup di punta del mondo insurtech.

Le polizze mediche di Devoted Health

Devoted Health è stata fondata a Waltham, in Massachusetts (Stati Uniti) nel 2017 da Ed Park, Jeremy Delinsky e Todd Park. Fin da subito la compagnia si è specializzata nel campo delle polizze sanitarie pensate in modo specifico per i clienti di Medicare, un programma di aiuti finanziato dal governo americano per aiutare i cittadini con più di 65 anni in difficoltà economica ad acquistare una copertura sanitaria.

Con i suoi programmi, completamente digitalizzati, Devoted Health punta a semplificare il mondo delle polizze Medicare, creando un’esperienza utente intuitiva, rapida e immediata in un settore noto per le sue complessità burocratiche. “Vogliamo servire i clienti di Medicare con servizi sanitari ben coordinati e più attenti alle loro esigenze, proprio come vorremmo fosse fatto per i nostri famigliari” si legge infatti sul sito della compagnia.

Oggi Devoted Health serve più di 40,000 clienti in quattro stati americani – Arizona, Florida, Texas e Ohio – ma sul lungo termine punta a operare a livello nazionale.

Un insurtech da record – ma ancora niente profitti

In circa quattro anni di attività Devoted Health ha raccolto più di 800 milioni di dollari – 812 milioni, per essere precisi – in quattro round di investimenti. Secondo Axios a questi si aggiungeranno presto ulteriori 1,2 miliardi di dollari in arrivo con l’ultimo round, di Serie D.

La startup era già diventata unicorno nel 2018 quando, dopo appena un anno di attività, aveva raccolto 300 milioni di dollari con un round di Serie B raggiungendo una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. Ad aprile 2020, poi, la compagnia ha chiuso nuovo round di Serie C per 450 milioni di dollari. Ora, con una potenziale valutazione da 11,5 miliardi di dollari – ancora da confermare – Devoted Health si posiziona senza dubbio tra le startup insurtech più prestigiose a livello globale.

Dall’altro lato della medaglia, la compagnia non sta generando profitti: nella prima metà del 2021 ha riportato perdite nette per 27,2 milioni di dollari, a fronte di entrate per 247,3 milioni.

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Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare

L’insurtech americana Devoted Health si appresta a ricevere una nuova valutazione da record: dopo aver raccolto 1,2 miliardi di dollari con il suo ultimo round di investimenti, di Serie D, il valore della compagnia potrebbe infatti raggiungere la cifra di 11,5 miliardi di dollari. A riportarlo è il sito di informazione americano Axios, ma i numeri non sono ancora stati confermati.

Attiva da appena quattro anni, Devoted Health opera in ambito medico e offre polizze pensate per i clienti di Medicare, il programma finanziato dal governo statunitense per aiutare i cittadini più anziani che non possono permettersi altre forme di copertura sanitaria.

Ecco come funzionano i servizi di Devoted Health, a tutti gli effetti una delle startup di punta del mondo insurtech.

Le polizze mediche di Devoted Health

Devoted Health è stata fondata a Waltham, in Massachusetts (Stati Uniti) nel 2017 da Ed Park, Jeremy Delinsky e Todd Park. Fin da subito la compagnia si è specializzata nel campo delle polizze sanitarie pensate in modo specifico per i clienti di Medicare, un programma di aiuti finanziato dal governo americano per aiutare i cittadini con più di 65 anni in difficoltà economica ad acquistare una copertura sanitaria.

Con i suoi programmi, completamente digitalizzati, Devoted Health punta a semplificare il mondo delle polizze Medicare, creando un’esperienza utente intuitiva, rapida e immediata in un settore noto per le sue complessità burocratiche. “Vogliamo servire i clienti di Medicare con servizi sanitari ben coordinati e più attenti alle loro esigenze, proprio come vorremmo fosse fatto per i nostri famigliari” si legge infatti sul sito della compagnia.

Oggi Devoted Health serve più di 40,000 clienti in quattro stati americani – Arizona, Florida, Texas e Ohio – ma sul lungo termine punta a operare a livello nazionale.

Un insurtech da record – ma ancora niente profitti

In circa quattro anni di attività Devoted Health ha raccolto più di 800 milioni di dollari – 812 milioni, per essere precisi – in quattro round di investimenti. Secondo Axios a questi si aggiungeranno presto ulteriori 1,2 miliardi di dollari in arrivo con l’ultimo round, di Serie D.

La startup era già diventata unicorno nel 2018 quando, dopo appena un anno di attività, aveva raccolto 300 milioni di dollari con un round di Serie B raggiungendo una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. Ad aprile 2020, poi, la compagnia ha chiuso nuovo round di Serie C per 450 milioni di dollari. Ora, con una potenziale valutazione da 11,5 miliardi di dollari – ancora da confermare – Devoted Health si posiziona senza dubbio tra le startup insurtech più prestigiose a livello globale.

Dall’altro lato della medaglia, la compagnia non sta generando profitti: nella prima metà del 2021 ha riportato perdite nette per 27,2 milioni di dollari, a fronte di entrate per 247,3 milioni.

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Insurify, l’agente assicurativo virtuale spinoff del MIT

Un “agente assicurativo virtuale” in grado di assistere i clienti nelle operazioni di comparazione e acquisto di polizze assicurative: così si presenta l’insurtech americana Insurify, che a inizio settembre 2021 ha raccolto 100 milioni di dollari in un round di investimenti di Serie B guidato da Motive Partners.

Cosa ha catturato l’attenzione del mercato? Vediamo come funzionano i suoi servizi, e quali sono le prospettive per il futuro.

Insurify, l’“agente assicurativo virtuale”

Insurify è nata a Boston nel 2013 come spinoff del rinomato premio da 100 mila dollari attribuito dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) a idee imprenditoriali considerate particolarmente promettenti. CEO e co-fondatrice della startup (assieme a Tod Kiryazov) è Snejina Zacharia, che proprio alla Sloan School of Management del MIT ha conseguito il Master in Business Administration (MBA).

Il sito di Insurify è stato lanciato nel 2016, e da quel momento la compagnia è impegnata ad aiutare i consumatori americani a “riprendere il controllo sulle proprie necessità in ambito assicurativo”.

La startup opera come un marketplace virtuale dove gli utenti possono comparare diversi prodotti assicurativi, offerti da compagnie nazionali o regionali, scegliere il piano più adatto alle esigenze individuali e completare l’acquisto direttamente sul sito di Insurify. Il tutto, promette la compagnia, “in appena cinque minuti”.

Attualmente la piattaforma di Insurify aggrega polizze sulla vita, l’auto e la casa, e ha licenza per operare in tutti i 50 stati americani. Le varie offerte vengono proposte e visualizzate sulla piattaforma in modo personalizzato grazie all’uso dell’intelligenza artificiale e dello speciale algoritmo RateRank, che permette di abbinare le varie polizze alle richieste specifiche di ogni utente. Secondo la startup, i clienti che acquistano una polizza auto su di Insurify risparmiano in media 489 dollari all’anno.

Il megaround di investimenti e i progetti per il futuro

Il primo settembre Insurify ha chiuso un round di investimenti da 100 milioni di dollari: una cifra importante, che porta il totale dei fondi raccolti in otto anni di attività a quasi 130 milioni di dollari. Al round, guidato da Motive Partners, hanno partecipato, tra gli altri, Viola FinTech, MassMutual Ventures, Nationwide e Hearst Ventures. Al momento però la compagnia non ha voluto rivelare a quanto ammonta la sua valutazione.

In ogni caso, secondo TechCrunch Insurify sta seguendo un percorso di crescita costante: negli ultimi tre anni ha raggiunto un tasso annuale di crescita composto (CAGR) del 151%, e le entrate anno-su-anno continuano ad aumentare.

La nuova liquidità sarà utilizzata per espandersi, accelerare i piani di crescita e allargare il team, già ora composto da 125 persone. “Vogliamo costruire il nostro sistema di API, per offrire ai clienti la possibilità di ricevere preventivi personalizzati in modo istantaneo” ha detto a TechCrunch Tod Kiryazov, co-founder e Chief Product Officer. La compagnia punta inoltre a esplorare nuovi settori – tra cui le assicurazioni per gli animali domestici – e a rafforzare la propria brand awareness.

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Insurtech, investimenti da record: nella prima metà del 2021 superata la cifra complessiva raccolta nel 2020

Non si arresta la crescita del mondo insurtech, in tutti i continenti. Secondo l’ultimo report rilasciato dalla società di consulenza Willis Tower Watson, i fondi raccolti dalle startup del settore nella prima metà del 2021 superano già il valore complessivo degli investimenti raggiunto nell’intero 2020.

Insurtech, investimenti record

Nei primi sei mesi del 2021 il mondo insurtech ha raccolto investimenti dal valore complessivo di 7,4 miliardi di dollari, superando nella prima metà dell’anno i 7,1 miliardi totali raccolti lo scorso anno.

Nel secondo trimestre, da aprile a giugno, è stata inoltre raggiunta la cifra record di 4,8 miliardi di dollari: il 210% in più rispetto allo stesso periodo nel 2020, che però è stato fortemente segnato dalla pandemia di Covid-19. L’aumento è comunque notevole anche se comparato al primo trimestre del 2021: +89%.

Grande spinta è stata data agli investimenti early-stage, cresciuti del 9% rispetto al trimestre precedente e del 200% rispetto al periodo aprile-giugno 2020. In crescita anche gli investimenti mid-stage, di Serie B o C, il cui peso sul totale è salito dal 6% al 23%.

Il 55% delle operazioni del secondo trimestre 2021 ha interessato startup attive nella distribuzione dei prodotti assicurativi. Se l’obiettivo principale in questo caso è quello di allentare il rapporto di dipendenza creatosi con gli agenti assicurativi, un’eccezione alla regola è rappresentata da Wefox, che punta invece a mantenere vivo il ruolo degli agenti nella sua strategia di distribuzione.

Notevole, poi, la geografia degli investimenti: nel secondo trimestre 2021 questi hanno coinvolto startup insurtech provenienti da 35 Paesi, nove in più rispetto ai primi mesi dell’anno. Per la prima volta, inoltre, hanno partecipato anche compagnie provenienti da Paesi relativamente nuovi al mondo delle assicurazioni digitali, come Botswana, Mali, Romania e Turchia.

I mega-round

Nel corso dei primi sei mesi dell’anno sono stati conclusi 162 accordi – l’11% in più rispetto al periodo precedente – di cui 15 mega-round da più di 100 milioni di dollari. Il loro valore complessivo, da 3,3 miliardi di dollari, ha rappresentato il 67% del totale dei fondi raccolti.

Protagonista degli ultimi mesi è stata la startup tedesca Wefox, che a giugno ha raccolto 650 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 3 miliardi. Wefox offre polizze per auto, casa e responsabilità personale, puntando sull’automatizzazione dei processi e la gestione digitalizzata di tutte le procedure.

Notevoli anche i risultati della startup britannica Bought By Many – specializzata in polizze assicurative per animali domestici – che ha incassato 350 milioni di dollari, e di Collective Health (280 milioni), Alan (223 milioni) e Shift Technology (220 milioni).

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YuLife, la storia di successo dell’insurtech per le polizze vita aziendali che vale 350 milioni

Non si ferma l’ondata di investimenti che sta travolgendo il mondo insurtech. Il 14 luglio la startup britannica YuLife, attiva nel mondo delle polizze aziendali sulla vita, ha incassato 70 milioni di dollari in un round di Serie B guidato dal fondo Target Global.

Secondo il Ceo Sammy Rubin, la valutazione della compagnia sfiora adesso i 350 milioni di dollari (250 milioni di sterline).

Le polizze digitali di YuLife

La storia di YuLife comincia a Londra nell’agosto 2016, da un’idea di cinque imprenditori: Jaco Oosthuizen, oggi a capo dei servizi assicurativi; Jonathan Roomer, Head of Client Success; Josh Hart, responsabile dei prodotti e della tecnologia; Sam Fromson, Chief Operations Officer e infine Sammy Rubin, l’attuale Ceo.

Le sue polizze, completamente digitalizzate, sono pensate per le grandi aziende che intendono offrire ai propri dipendenti coperture assicurative sulla vita. La startup è rimasta al passo con i tempi: il programma Smart Health ­­– accessibile sia dai dipendenti delle aziende assicurate tramite YuLife che dai loro familiari – offre infatti la possibilità di ottenere programmi di dimagrimento o piani fitness personalizzati, e include servizi dedicati alla salute mentale.

Un altro punto di forza di YuLife sta nel suo programma di reward, il quale ricompensa gli utenti che adottano stili e abitudini di vita salutari attribuendo loro punti virtuali, chiamati YuCoin, spendibili su una serie di piattaforme e brand come Amazon, Asos e FitBit. Il tutto grazie all’uso dell’intelligenza artificiale.

Non mancano poi le visite in telemedicina, tramite le quali è possibile ricevere consulti virtuali da medici di base, regolarmente abilitati all’esercizio della professione nel Regno Unito, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo ci si trovi. La popolarità della telemedicina è cresciuta esponenzialmente durante la pandemia di Covid-19, che ha aumentato il bisogno di supporto medico imponendo allo stesso tempo forti limitazioni sui contatti sociali non necessari.

L’emergenza sanitaria ha infatti accelerato la crescita di YuLife: “Sia le aziende che i privati cittadini sono diventati molto più coscienti riguardo al tema della mortalità, ed è aumentata l’attenzione sulle polizze vita” ha detto a Reuters il Ceo Sammy Rubin. Nel 2020 il valore dei premi lordi sottoscritti dalla startup è più che decuplicato, raggiungendo complessivamente i 15 miliardi di dollari.

Nuovi prodotti, nuovi mercati

Oggi tra le aziende che si appoggiano alle assicurazioni di YuLife troviamo nomi ben noti, tra cui anche i colossi francesi Havas Media Group, specializzata in servizi di marketing, e Sodexo, attiva invece nel mondo della ristorazione e dei servizi per le imprese.

Fino ad oggi la startup ha raccolto quasi 90 milioni di dollari in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali, come detto, chiuso a luglio 2021 per 70 milioni. Con una valutazione aggiornata a quasi 350 milioni di dollari, la nuova iniezione di liquidità permetterà a YuLife di espandersi nel settore delle polizze individuali e di entrare in nuovi mercati, anche a livello internazionale.

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Pet Insurance, trend e startup di un mercato da 6,9 miliardi di dollari

Un mercato dal grande potenziale e in netta crescita, ma ancora inesplorato da molte tra le principali compagnie assicurative: le polizze pensate appositamente per gli animali domestici si fanno strada nel mondo insurtech con prodotti innovativi che si adattano alle esigenze dei clienti.

Tra consulti veterinari virtuali e premi personalizzati in base all’età o alla razza dei clienti a quattro zampe, vediamo come funzionano i servizi offerti dal settore pet insurance e quali sono le principali compagnie attive in questo ambito.

I numeri della pet insurance

Secondo le ultime stime negli Stati Uniti il 67% dei cittadini possiede un animale domestico, il cui numero complessivo raggiunge gli 85 milioni. I più gettonati sono i pesci da acquario (139 milioni), seguiti da gatti (94 milioni) e cani (90 milioni). Nel Regno Unito invece gli animali domestici sono 34 milioni tra cani, gatti, rettili e piccoli mammiferi.

In Italia gli animali da compagnia erano 60,3 milioni già nel 2019, tanti quanti i cittadini, ma si stima che il loro numero sia aumentato nel corso della pandemia di Covid-19.

Spesso però i costi legati alla salute degli animali, come i consulti veterinari o le medicine, possono rappresentare spese notevoli e impreviste per le famiglie. I pacchetti assicurativi del settore pet insurance nascono proprio per garantire il benessere degli animali e la serenità dei proprietari, e fare in modo che le spese mediche non vengano rimandate comportando sofferenze altrimenti evitabili.

Le polizze per animali includono generalmente servizi veterinari – anche virtuali e accessibili 24 ore su 24 –, coprono le condizioni di salute croniche o pregresse e aiutano a diluire nel tempo le eventuali spese. Le compagnie più all’avanguardia permettono inoltre di personalizzare premi e prodotti in base alle necessità individuali tenendo conto per esempio di età, razza e abitudini dell’animale da assicurare.

 Il mercato globale relativo alle polizze assicurative per animali domestici valeva 6,9 miliardi di dollari nel 2020 e potrebbe raggiungere gli 11,7 miliardi entro il 2027, anche grazie all’aumentare del numero di adozioni e della maggiore sensibilità nei confronti della cura e della salute dei compagni a quattro zampe.

Pet Insurance, le startup

Dato che il settore è relativamente giovane molte tra le sue principali compagnie fanno parte dell’universo insurtech e puntano quindi sulla tecnologia per offrire prodotti innovativi e personalizzabili. Tra questi troviamo il colosso Lemonade, l’unicorno Bought By Many, Pets Best, Waggel e Figo Pet Insurance.

Lemonade

Con una valutazione da 4,3 miliardi di dollari nel 2020, Lemonade si posiziona a tutti gli effetti nella rosa delle principali compagnie insurtech a livello mondiale. Basata a New York, la startup opera come un vero e proprio assicuratore full-stack e, oltre a quelle per animali, offre polizze digitalizzate su vita, casa e affitto. La startup opera al momento negli Stati Uniti, in Francia, Germania e nei Paesi Bassi, ma ha in programma di espandersi presto in altri Paesi europei.

Lemonade ha lanciato le prime assicurazioni per animali domestici, dedicate a cani e gatti, nel luglio 2020 con l’obiettivo principale di offrire ai propri clienti un’ulteriore servizio da aggiungere alle altre polizze già sottoscritte. Lemonade ha infatti calcolato che il 70% dei suoi clienti è proprietario di un animale domestico.

Le polizze della compagnia coprono le procedure di diagnostica, le operazioni – comprese quelle per gli infortuni – e i medicinali di cui hanno bisogno gli animali assicurati. I premi partono da un minimo di 10 dollari al mese, e se si acquista o si possiede un’altra polizza Lemonade è possibile ottenere uno sconto del 10%.

Bought By Many

La startup insurtech britannica Bought By Many è stata fondata a Londra nel 2012, e dopo cinque anni di ricerche e studi sul campo ha deciso di specializzarsi esclusivamente in ambito pet insurance. Fino ad oggi ha raccolto quasi 500 milioni di dollari, ed è valutata per più di 2 miliardi.

 Le sue polizze sono pensate per cani e gatti e coprono le spese veterinarie fino a un massimo di 15 mila sterline all’anno. Bought By Many offre programmi particolari che aiutano i clienti a risparmiare: la polizza “MoneyBack”, per esempio, permette di ricevere un rimborso pari al 20% del premio annuale se la polizza non viene mai utilizzata, e se si assicura più di un animale è possibile ottenere fino al 15% di sconto.

Con l’innovativo servizio FirstVet i clienti di Bought By Many possono anche ricevere consulti virtuali con veterinari esperti, accessibili 24 ore al giorno da qualunque località.

Pets Best

L’insurtech americana Pets Best si occupa esclusivamente di polizze assicurative per cani e gatti. Tutti i suoi servizi sono gestibili direttamente online e offrono soluzioni flessibili che coprono, in base alle esigenze, sia le emergenze o gli eventi imprevisti che le visite veterinarie di routine.

L’obiettivo della compagnia è fare in modo che i proprietari di animali domestici siano “pronti finanziariamente” per rispondere a tutte le necessità legate alla cura di cani o gatti, garantendo anche maggiore serenità nella gestione delle procedure. Proprio per questo, Pets Best offre un servizio di supporto, detto “Pet Hotline”, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Dalla sua fondazione, nel 2005, la startup ha assicurato 125 mila animali e pagato indennizzi per un totale di 200 milioni di dollari. Le polizze offerte e gestite da Pets Best sono attualmente sottoscritte dalle compagnie assicurative American Pet Insurance Company (Apic) e Independence American Insurance Company (Iaic).

Waggel

Anche Waggel, come Bought By Many, è basata a Londra. L’insurtech ha iniziato a offrire assicurazioni digitalizzate per animali domestici nel dicembre 2018 con l’obiettivo di garantire polizze trasparenti, con costi e condizioni chiare e immediatamente consultabili.

Il sito della compagnia promette di generare preventivi personalizzati in meno di un minuto, calcolando i premi in base alle necessità degli utenti. Una volta sottoscritta la polizza, la piattaforma digitale di Waggel permette di gestire tutte le operazioni online, senza bisogno di dover stampare o compilare a mano alcun documento. Inoltre, così come Bought By Many, anche Waggel offre consulti veterinari virtuali in collaborazione con FirstVet.

La startup è impegnata nel sociale, e ogni anno fa una donazione a un’associazione per la protezione degli animali scelta dai suoi clienti.

Figo Pet Insurance

Nata a Chicago nel 2013, fino ad oggi Figo Pet Insurance ha raccolto un totale di 18 milioni di dollari in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali chiuso a novembre 2019. La startup offre assicurazioni per cani e gatti sottoscritte dalla compagnia Independence American Insurance Company.

La piattaforma di Figo Pet Insurance opera con un sistema cloud che permette di caricare virtualmente tutti i documenti necessari per le procedure assicurative. I premi sono calcolati in base all’età dell’animale, la razza e la località in cui abita, e i piani proposti coprono le condizioni croniche ed ereditarie, gli esami e le emergenze mediche.

La startup ha inoltre sviluppato la piattaforma Figo Pet Cloud, che permette ai clienti di mettersi in contatto e creare una community con cui condividere foto, messaggi ed esperienze relative a ciò che li accomuna: la passione per gli animali.

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Pet Insurance, trend e startup di un mercato da 6,9 miliardi di dollari

Un mercato dal grande potenziale e in netta crescita, ma ancora inesplorato da molte tra le principali compagnie assicurative: le polizze pensate appositamente per gli animali domestici si fanno strada nel mondo insurtech con prodotti innovativi che si adattano alle esigenze dei clienti.

Tra consulti veterinari virtuali e premi personalizzati in base all’età o alla razza dei clienti a quattro zampe, vediamo come funzionano i servizi offerti dal settore pet insurance e quali sono le principali compagnie attive in questo ambito.

I numeri della pet insurance

Secondo le ultime stime negli Stati Uniti il 67% dei cittadini possiede un animale domestico, il cui numero complessivo raggiunge gli 85 milioni. I più gettonati sono i pesci da acquario (139 milioni), seguiti da gatti (94 milioni) e cani (90 milioni). Nel Regno Unito invece gli animali domestici sono 34 milioni tra cani, gatti, rettili e piccoli mammiferi.

In Italia gli animali da compagnia erano 60,3 milioni già nel 2019, tanti quanti i cittadini, ma si stima che il loro numero sia aumentato nel corso della pandemia di Covid-19.

Spesso però i costi legati alla salute degli animali, come i consulti veterinari o le medicine, possono rappresentare spese notevoli e impreviste per le famiglie. I pacchetti assicurativi del settore pet insurance nascono proprio per garantire il benessere degli animali e la serenità dei proprietari, e fare in modo che le spese mediche non vengano rimandate comportando sofferenze altrimenti evitabili.

Le polizze per animali includono generalmente servizi veterinari – anche virtuali e accessibili 24 ore su 24 –, coprono le condizioni di salute croniche o pregresse e aiutano a diluire nel tempo le eventuali spese. Le compagnie più all’avanguardia permettono inoltre di personalizzare premi e prodotti in base alle necessità individuali tenendo conto per esempio di età, razza e abitudini dell’animale da assicurare.

 Il mercato globale relativo alle polizze assicurative per animali domestici valeva 6,9 miliardi di dollari nel 2020 e potrebbe raggiungere gli 11,7 miliardi entro il 2027, anche grazie all’aumentare del numero di adozioni e della maggiore sensibilità nei confronti della cura e della salute dei compagni a quattro zampe.

Pet Insurance, le startup

Dato che il settore è relativamente giovane molte tra le sue principali compagnie fanno parte dell’universo insurtech e puntano quindi sulla tecnologia per offrire prodotti innovativi e personalizzabili. Tra questi troviamo il colosso Lemonade, l’unicorno Bought By Many, Pets Best, Waggel e Figo Pet Insurance.

Lemonade

Con una valutazione da 4,3 miliardi di dollari nel 2020, Lemonade si posiziona a tutti gli effetti nella rosa delle principali compagnie insurtech a livello mondiale. Basata a New York, la startup opera come un vero e proprio assicuratore full-stack e, oltre a quelle per animali, offre polizze digitalizzate su vita, casa e affitto. La startup opera al momento negli Stati Uniti, in Francia, Germania e nei Paesi Bassi, ma ha in programma di espandersi presto in altri Paesi europei.

Lemonade ha lanciato le prime assicurazioni per animali domestici, dedicate a cani e gatti, nel luglio 2020 con l’obiettivo principale di offrire ai propri clienti un’ulteriore servizio da aggiungere alle altre polizze già sottoscritte. Lemonade ha infatti calcolato che il 70% dei suoi clienti è proprietario di un animale domestico.

Le polizze della compagnia coprono le procedure di diagnostica, le operazioni – comprese quelle per gli infortuni – e i medicinali di cui hanno bisogno gli animali assicurati. I premi partono da un minimo di 10 dollari al mese, e se si acquista o si possiede un’altra polizza Lemonade è possibile ottenere uno sconto del 10%.

Bought By Many

La startup insurtech britannica Bought By Many è stata fondata a Londra nel 2012, e dopo cinque anni di ricerche e studi sul campo ha deciso di specializzarsi esclusivamente in ambito pet insurance. Fino ad oggi ha raccolto quasi 500 milioni di dollari, ed è valutata per più di 2 miliardi.

 Le sue polizze sono pensate per cani e gatti e coprono le spese veterinarie fino a un massimo di 15 mila sterline all’anno. Bought By Many offre programmi particolari che aiutano i clienti a risparmiare: la polizza “MoneyBack”, per esempio, permette di ricevere un rimborso pari al 20% del premio annuale se la polizza non viene mai utilizzata, e se si assicura più di un animale è possibile ottenere fino al 15% di sconto.

Con l’innovativo servizio FirstVet i clienti di Bought By Many possono anche ricevere consulti virtuali con veterinari esperti, accessibili 24 ore al giorno da qualunque località.

Pets Best

L’insurtech americana Pets Best si occupa esclusivamente di polizze assicurative per cani e gatti. Tutti i suoi servizi sono gestibili direttamente online e offrono soluzioni flessibili che coprono, in base alle esigenze, sia le emergenze o gli eventi imprevisti che le visite veterinarie di routine.

L’obiettivo della compagnia è fare in modo che i proprietari di animali domestici siano “pronti finanziariamente” per rispondere a tutte le necessità legate alla cura di cani o gatti, garantendo anche maggiore serenità nella gestione delle procedure. Proprio per questo, Pets Best offre un servizio di supporto, detto “Pet Hotline”, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Dalla sua fondazione, nel 2005, la startup ha assicurato 125 mila animali e pagato indennizzi per un totale di 200 milioni di dollari. Le polizze offerte e gestite da Pets Best sono attualmente sottoscritte dalle compagnie assicurative American Pet Insurance Company (Apic) e Independence American Insurance Company (Iaic).

Waggel

Anche Waggel, come Bought By Many, è basata a Londra. L’insurtech ha iniziato a offrire assicurazioni digitalizzate per animali domestici nel dicembre 2018 con l’obiettivo di garantire polizze trasparenti, con costi e condizioni chiare e immediatamente consultabili.

Il sito della compagnia promette di generare preventivi personalizzati in meno di un minuto, calcolando i premi in base alle necessità degli utenti. Una volta sottoscritta la polizza, la piattaforma digitale di Waggel permette di gestire tutte le operazioni online, senza bisogno di dover stampare o compilare a mano alcun documento. Inoltre, così come Bought By Many, anche Waggel offre consulti veterinari virtuali in collaborazione con FirstVet.

La startup è impegnata nel sociale, e ogni anno fa una donazione a un’associazione per la protezione degli animali scelta dai suoi clienti.

Figo Pet Insurance

Nata a Chicago nel 2013, fino ad oggi Figo Pet Insurance ha raccolto un totale di 18 milioni di dollari in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali chiuso a novembre 2019. La startup offre assicurazioni per cani e gatti sottoscritte dalla compagnia Independence American Insurance Company.

La piattaforma di Figo Pet Insurance opera con un sistema cloud che permette di caricare virtualmente tutti i documenti necessari per le procedure assicurative. I premi sono calcolati in base all’età dell’animale, la razza e la località in cui abita, e i piani proposti coprono le condizioni croniche ed ereditarie, gli esami e le emergenze mediche.

La startup ha inoltre sviluppato la piattaforma Figo Pet Cloud, che permette ai clienti di mettersi in contatto e creare una community con cui condividere foto, messaggi ed esperienze relative a ciò che li accomuna: la passione per gli animali.

L’articolo Pet Insurance, trend e startup di un mercato da 6,9 miliardi di dollari proviene da InsuranceUp.


Lokky punta sul fotovoltaico: la partnership con SunCity

Diventa alleata dell’energia green la startup Lokky, primo broker assicurativo digitale italiano dedicato a micro-imprese, professionisti e freelance. L’insurtech ha stretto una partnership con il Gruppo SunCity, energy service company Business Partner della multiytility A2A.

Nata nel 2012, SunCity opera con la volontà di costruire una vera e propria Community dell’energia, composta da oltre 150 professionisti, installatori e progettisti in tutta Italia. Attraverso la partnership, Lokky mette a disposizione un’offerta assicurativa dedicata, comprensiva di formazione tramite webinar.

Come funziona l’accordo

In base all’accordo, gli installatori e i professionisti della Rete SunCity, operanti nel settore fotovoltaico, potranno accedere a un’offerta assicurativa modulabile, flessibile, tailor made e focalizzata su diverse tipologie di coperture: Responsabilità Professionale,RC Asseverazione Superbonus 110% e Certificazione Energetica dedicate ai professionisti coinvolti nel Superbonus 110%, protezione Cyber Risk, assicurazione Multirischi e assicurazione Infortuni e Malattia.

“Le attuali statistiche ci dicono che nonostante professionisti e installatori risultino mediamente assicurati, coloro che decidono di non sottoscrivere alcuna polizza lo fanno per gli elevati budget richiesti, spesso, presenti nelle soluzioni più tradizionali a causa della mancata personalizzazione del prodotto e della presenza di coperture non strettamente necessarie con relativi costi superflui. Mai come in questo periodo il mercato assicurativo deve essere in grado di rispondere alle richieste delle imprese con soluzioni innovative e studiate su misura sulle singole esigenze.” dichiara Paolo Tanfoglio, CEO di Lokky.

“Grazie all’accordo con SunCity continuiamo a percorrere la strada tracciata dalla nostra strategia, lavorando accanto ai nostri partner per offrire prodotti e servizi assicurativi sempre più personalizzati per i clienti.”

Lokky, l’insurtech per micro-imprese e liberi professionsti

Lokky, di cui abbiamo parlato qui, nasce nel 2019 da un’idea di Paolo Tanfoglio e Sauro Mostarda. Grazie all’utilizzo di tecnologie innovative nell’ambito degli Smart Analytics, Machine Learning e Data Enrichment, il suo algoritmo proprietario propone al cliente solo la copertura più rilevante per i suoi bisogni, permettendo una piena personalizzazione dei prodotti, con una procedura totalmente digitale che permette di sottoscrivere una polizza in meno di 10 minuti.

Lokky è anche la prima soluzione insurtech disponibile in ottica open banking, grazie alla sua adesione nel 2020 alla piattaforma Fabrik, il primo attore nato in Italia con il preciso obiettivo di favorire nuovi modelli di business e di servizi bancari attraverso l’incontro e la collaborazione tra istituzioni finanziarie tradizionali e nuove realtà tecnologiche.

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