SafetyWing: come funziona la startup insurtech che assicura i digital nomad

Lo smartworking ha aperto la strada a nuovi modi di approcciarsi al lavoro fuori dall’ufficio, ma come gestire l’assicurazione di lavoratori in movimento? La startup SafetyWing nasce proprio per questo.

Abbandonare un luogo di lavoro fisso per viaggiare e spostarsi liberamente in giro per il mondo: è questo lo stile di vita scelto dai digital nomads, i “nomadi digitali” che grazie a un computer e una connessione internet ben funzionante possono lavorare completamente da remoto, ovunque si trovino.

Se l’idea di poter viaggiare e lavorare allo stesso tempo è sicuramente invitante, questa porta con sé una serie di complicazioni burocratiche che potrebbero spaventare molti potenziali nomads. Il problema si pone anche dal punto di vista assicurativo, dato che la maggior parte delle compagnie tradizionali richiede un indirizzo di residenza fisso come prerequisito per sottoscrivere una qualsiasi polizza.

La startup insurtech SafetyWing vuole cambiare questa situazione offrendo prodotti assicurativi estremamente flessibili e studiati appositamente per rispondere alle necessità dei lavoratori itineranti.

Come funziona SafetyWing

La startup è stata fondata nel 2017 a San Francisco da tre imprenditori norvegesi: Sondre Rasch, attuale Ceo, Sarah Sandnes (Cto) e Hans Nyvold Kjellby (Coo). Fin da subito SafetyWing si è concentrata sui lavoratori della gig economy che non seguono stili di vita standardizzati e si spostano spesso tra diversi Paesi e giurisdizioni.

Al momento la startup offre infatti un’assicurazione sanitaria globale, acquistabile completamente online e utilizzabile in tutto il mondo. Le opzioni principali sono due: la Nomad Insurance – che per 40 dollari al mese copre sia alcune procedure mediche che gli imprevisti di viaggio, come i bagagli persi o i voli in ritardo – e la Remote Health Insurance, che costa invece 153 dollari al mese e consiste in un’assicurazione medica completa e attiva a livello globale.

SafetyWing offre anche un pacchetto assicurativo pensato per le aziende il cui team lavora principalmente da remoto. In questo modo, le compagnie più innovative possono assumere dipendenti basati in qualunque Paese e garantire loro adeguata protezione medica, senza richiedere trasferimenti forzati che spesso portano con sé infinite complicazioni.

Nell’ultimo periodo la possibilità di creare un team internazionale è diventata particolarmente importante per molte aziende che, dopo essere rapidamente passate allo smart working nel corso della pandemia di Covid-19, hanno deciso di adottare questa nuova modalità operativa in modo permanente, lasciando i dipendenti liberi di scegliere se lavorare da casa – ovunque essa sia – o andare in ufficio.

Il nuovo round di finanziamenti e i progetti futuri

Secondo il Ceo Sondre Rasch, la missione principale di SafetyWing è riuscire a esportare il sistema di protezione sociale norvegese in tutto il mondo: “Per costruire i nostri prodotti prendiamo ogni parte della rete di protezione sociale. Siamo partiti dalla copertura sanitaria, e ci allargheremo poi al resto” ha detto a Forbes.

A fine gennaio SafetyWing ha chiuso un round di investimenti di Serie A raccogliendo 8 milioni di dollari. Con i nuovi fondi, la startup ha intenzione di creare l’infrastruttura digitale necessaria per andare in pensione da remoto senza preoccuparsi di poter perdere i propri risparmi. Fondamentale sarà anche lo sviluppo di soluzioni legate alla telemedicina, che permettano quindi ai clienti assicurati di effettuare visite mediche in modo completamente virtuale.

La compagnia conta attualmente circa 30 dipendenti, tutti operativi da remoto, ma ha intenzione di allargare presto il team.

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Toothpic, una startup per l’autenticazione con lo smartphone: le applicazioni nell’insurance

Nata come spin-off del Politecnico di Torino e incubata in I3P, ToothPic è una startup innovativa che ha sviluppato una tecnologia di autenticazione MFA unica al mondo, utilizzando come chiave d’accesso le imperfezioni distintive nella fotocamera dello smartphone, impossibili da replicare.

Uno strumento semplice e user-friendly dalle grandi potenzialità, che potrebbe avere applicazioni interessanti anche nel mondo delle assicurazioni.

ToothPic, come è nata la startup

ToothPic nasce dal lavoro di un team di quattro ricercatori e professori del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino. Non comincia da subito come un progetto di startup: si tratta inizialmente di un progetto di ricerca ERC (European Research Council), finanziato dall’unione europea.

“Si trattava di un progetto molto prestigioso, per ricerca di frontiera” racconta il founder e CEO Giulio Coluccia, “Un progetto dove si sa insomma da dove si parte, ma non dove si arriva”.

Mentre lavora al progetto, il team assiste allo speech di un professore di New York, che spiega delle impronte uniche che esistono all’interno della fotocamera di ogni smartphone: un pattern invisibile di imperfezioni che caratterizza univocamente ogni sensore fotografico, e costituisce una sorta di firma del dispositivo. Da lì nasce l’idea per trasformare il progetto di ricerca in una proposta concreta.

Comincia così l’iter dei percorsi brevettuali della tecnologia: ToothPic ne registra ben 4. È il 2016 quando la startup viene ufficialmente fondata: Giulio Coluccia ha 35 anni, e tutto il team è tra i 30 e i 50. ToothPic comincia un percorso con l’incubatore I3P del Politecnico di Torino.

Nel 2018 arriva un finanziamento dal fondo Vertis VV3TT, dedicato al trasferimento tecnologico dalla ricerca pubblica. Non solo è il primo finanziamento di ToothPic, ma anche il primo in Italia proveniente dalla piattaforma d’investimento ITAtech di CDP Venture Capital – Fondo Nazionale innovazione. E nel 2020 arriva un secondo round da 810mila euro, da parte del Club degli Investitori e Vertis SGR, per consolidare il percorso di crescita della sua innovativa soluzione.

Nello stesso anno ToothPic ottiene la certificazione FIDO, rilasciata da FIDO Alliance (Fast IDentity Online), associazione industriale senza scopo di lucro che promuove standard di autenticazione diversi dalla classica password a favore di moderne soluzioni di autenticazione, e rappresenta il nuovo standard di sicurezza promosso in tutto il mondo da aziende come Facebook, Amazon e Google.

“Abbiamo preso questa certificazione perché volevamo dimostrare che la nostra tecnologia non stravolge i flussi di autenticazione” spiega Coletta, “Non fornisce infatti un diverso protocollo, ma un nuovo metodo per proteggere le credenziali, compatibile con lo standard già in uso.”

La startup ha infatti sviluppato un SDK (Software Development Kit) per Android e iOS, compatibile coi più recenti protocolli e standard di autenticazione, da integrare in applicazioni e sistemi di autenticazione di terze parti.

Il prodotto è ora in fase pilota, e si prevede il go-to-market per la prima metà dell’anno.

Come funziona la tecnologia di autenticazione di Toothpic

La tecnologia di ToothPic permette di identificare i difetti esistenti nella fotocamera dello smartphone e di trasformarli in una vera e propria impronta digitale unica. Si tratta di una caratteristica che non può essere controllata dal produttore e, essendo legata alle proprietà fisiche imprevedibili del wafer di silicio del sensore, è praticamente impossibile produrre due smartphone con la stessa impronta digitale della fotocamera.

“È un sistema a prova di utente “distratto” , spiega Coletta, “Essendo le credenziali legate ad un componente fisico ed irreplicabile del dispositivo, se anche l’utente installasse per errore un malaware che clona il telefono, il dispositivo clonato non avrebbe ugualmente le stesse imperfezioni di quello originale, e non passerebbe l’autenticazione”.

Quando si accede tramite smartphone ad un account (ad esempio quello bancario) o si finalizzano pagamenti, il sistema grazie a ToothPic acquisisce del tutto automaticamente delle immagini con la fotocamera e ne verifica l’impronta del sensore, che viene a sua volta utilizzata per ricavare una chiave crittografica privata. In questo modo viene verificato il reale possesso dello smartphone da parte dell’utente e si procede velocemente al login o al pagamento.

Le applicazioni per il settore assicurazioni

Il sistema di autenticazione di ToothPic apre una serie di possibilità per la trasformazione digitale dell’insurance.

“La prima applicazione è naturalmente quella di introdurre, al pari delle app di banking, un sistema di autenticazione forte in linea con le direttive PSD2” Ma si può pensare anche ad utilizzi più “avanzati”, che semplifichino il processo burocratico. “Una possibilità potrebbe essere quella di usare l’autenticazione di ToothPic per permettere di firmare documenti assicurativi con il proprio device, che diventa una firma digitale”.

E ancora, un esempio concreto di utilizzo nell’ambito delle perizie in caso di sinistri: “Immaginiamo che avvenga un incidente. Anziché la compilazione manuale del CID, si può pensare all’implementazione di un CID smaterializzato, con un sistema che permetta di trasmettere direttamente le foto all’assicurazione per la verifica dei danni. ToothPic può in quel caso utilizzare la “firma” della fotocamera per validare le foto fatte sul posto, e garantire che non ci siano stati rimaneggiamenti”.

“Questo sistema potrebbe portare poi a pensare a un canale preferenziale di liquidazione della pratica, dove non essendo necessario verificare la veridicità delle foto il processo potrebbe essere velocizzato”.

Non mancano infine ipotesi di applicazione più di frontiera, come il mondo blockchain: ToothPic potrebbe subentrare nel processo di validazione a garantire che una transazione sia effettivamente partita da un preciso device, lavorando in sinergia con altre applicazioni per garantire la sicurezza dell’utente.

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Investimenti insurtech 2020 nel mondo, nuovo record a 7 miliardi: ecco i settori in crescita

Nonostante le difficoltà iniziali, il 2020 segna un nuovo record per il mondo insurtech: gli investimenti globali nel settore hanno toccato i 7,1 miliardi, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. In crescita anche gli accordi chiusi, che raggiungono quota 377 nei quattro trimestri (+20%).

Investimenti insurtech 2020, la svolta del Covid-19

Secondo l’ultimo report della società di consulenza Willis Tower Watson, che ha rilasciato i dati, dal punto di vista operativo la pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto eccezionale, portando a cambiamenti che sarebbero stati irraggiungibili attraverso iniziative individuali o anche settoriali.

L’industria assicurativa, infatti, ha dimostrato di poter funzionare in modo completamente digitale, e ha risposto in modo appropriato alle sfide che si sono presentate negli ultimi 12 mesi.

Le difficoltà non erano indifferenti. Nel 2020, gli assicuratori hanno pagato $55 miliardi in compensazioni ai propri clienti: l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del nuovo coronavirus si posiziona così al secondo posto tra gli eventi con maggiori esborsi per il mondo assicurativo, dopo l’uragano Katrina del 2005 ($82 miliardi).

Anche i ritorni sugli investimenti hanno subito i contraccolpi della pandemia, causando perdite per $150 miliardi, e si stima che in totale il settore abbia visto un calo nei profitti del 25,2% rispetto al 2019.

Dall’altro lato della medaglia, però, il mondo assicurativo può fare affidamento su un alleato destinato a diventare sempre più importante: la tecnologia, che si presenta già da ora come lo strumento chiave per superare il momento di incertezza attuale.

2020, l’inizio lento e poi la ripresa

In ambito insurtech, l’anno è iniziato in modo decisamente deludente: nel primo trimestre 2020 gli investimenti sono stati pari a $912 milioni, circa la metà dell’importo raccolto nel trimestre precedente.

I mesi di aprile, maggio e giugno hanno però invertito la tendenza, anche grazie a operazioni come l’entrata in borsa di Lemonade e le acquisizioni di Hippo (con Spinnaker) e Buckle (con Getaway).

La ripresa è proseguita anche nel terzo trimestre, quando gli investimenti hanno toccato i $2,4 miliardi, di cui il 70% attribuibili ai mega round di Bright Health e Ki ($500 milioni a testa), Next Insurance ($250 milioni), Waterdrop ($230 milioni), Hippo ($150 milioni) e PolicyBazaar ($130 milioni).

Infine, negli ultimi tre mesi dell’anno gli investimenti sono stati pari a $2,1 miliardi, divisi su 103 operazioni chiuse in 23 Paesi.

Investimenti insurtech 2020, i settori principali

Le compagnie specializzate in polizze contro danni e infortuni (P&C) continuano ad attrarre la maggior parte degli investimenti (il 67% del totale), ma risulta molto promettente anche l’ambito delle assicurazioni mediche e sulla vita (L&H).

Diverse startup nell’ultimo settore hanno già in programma di fare il proprio ingresso in Borsa nel 2021, tra cui Oscar Health e Waterdrop. Inoltre, il settore L&H ha visto crescere la propria diversificazione da un punto di vista geografico chiudendo investimenti in ben 13 Paesi nel quarto trimestre, dal Sudafrica alla Svizzera.

Altro ambito che si sta imponendo sulla scena insurtech internazionale è quello delle assicurazioni intelligenti per la casa offerte da compagnie come Hippo, che a novembre ha raccolto $350 milioni, e Luko, startup parigina che in dicembre ha raccolto $60 milioni.

Le previsioni per il 2021

In generale, il 2020 è stato l’anno in cui la tecnologia si è affermata definitivamente come strumento chiave per il settore assicurativo, e che ha visto emergere l’importanza di servizi flessibili e adatti anche ai lavoratori della gig economy o ai gestori di piccole attività.

Diverse compagnie insurtech hanno già in programma di entrare in Borsa nel 2021, approfittando del generale entusiasmo mostrato dai mercati per l’innovazione, anche se Willis Tower Watson mette in guardia rispetto ai potenziali rischi che il processo potrebbe portare con sé.

Inoltre, seguendo il trend di crescita che si è sempre riconfermato negli ultimi anni, nel 2021 il numero di operazioni chiuse nel mondo insurtech potrebbe salire ulteriormente, superando anche i 400 accordi.

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Unicorni insurtech, le polizze sanitarie personalizzate di Sidecar Health

La startup insurtech americana Sidecar Health, fondata nel 2018,  è stata valutata per 1 miliardo di dollari, raggiungendo così lo status di unicorno, dopo aver chiuso un round di investimenti di Serie C da 125 milioni di dollari: un enorme passo avanti rispetto ai 20 milioni raccolti lo scorso luglio.

Come funziona Sidecar Health

Oggi negli Stati Uniti i processi assicurativi in campo sanitario sono generalmente associati a un labirinto burocratico o a costi insostenibili, tanto che nel 2019 più di 33 milioni di persone non avevano un’assicurazione. Sidecar Health punta a semplificare il settore offrendo polizze flessibili e digitalizzate, gestibili completamente online.

Il punto di forza principale della startup è la possibilità di personalizzare la copertura sanitaria in base alle esigenze individuali: i clienti possono infatti scegliere i servizi che desiderano includere nel proprio pacchetto assicurativo, visitare ogni medico disponibile (negli Stati Uniti spesso le assicurazioni sono vincolate a un singolo network di istituti ospedalieri), e comparare i prezzi offerti dai vari professionisti nella propria zona prima di effettuare una visita.

Inoltre, Sidecar Health mette a disposizione una carta di debito con la quale è possibile pagare l’importo dovuto immediatamente dopo aver ricevuto la prestazione richiesta: una novità negli Usa, dove generalmente le agenzie assicurative rimborsano i medici soltanto dopo aver completato una visita.

Secondo la compagnia, questa formula assicurativa permette di risparmiare fino al 40% rispetto al prezzo mensile delle polizze tradizionali.

Anche grazie al nuovo round di investimenti Sidecar Health intende raggiungere i 30mila utenti entro il 2021, e allargarsi rispetto ai 16 stati americani attualmente serviti arrivando a coprire l’intero territorio nazionale.

Gli unicorni insurtech

Nel corso degli ultimi anni diverse startup insurtech sono diventate “unicorni”: hanno quindi raggiunto una valutazione pari o superiore a $1 miliardo, pur non essendo ancora quotate in Borsa.

Oltre alla nuova arrivata Sidecar Health, l’ambito medico e sanitario presenta una serie di (ex)unicorni insurtech, tutti americani: Bright Health, Oscar Health, che ha appena avviato le operazioni per quotarsi in Borsa, e Clover Health, che è diventata pubblica lo scorso gennaio.

L’entrata nei mercati finanziari è infatti considerata da sempre più unicorni insurtech, in tutti i settori, come il naturale proseguimento della propria crescita. Già a luglio 2020 Lemonade, forte di una valutazione da $2 miliardi, è entrata in Borsa raccogliendo $319 milioni. La compagnia offre assicurazioni digitalizzate che coprono proprietari di immobili, affittuari, e anche animali domestici. A novembre, poi, è stato il turno di Root Insurance, insurtech specializzata nelle polizze auto, che con la quotazione ha raccolto più di $700 milioni.

Altri unicorni sono invece intenzionati a esordire sui mercati nel prossimo futuro. A fine luglio il colosso delle assicurazioni casa Hippo ha raccolto $150 milioni, facendo salire la propria valutazione a $1,5 miliardi, e potrebbe entrare in Borsa nel 2021. Interessata a fare il salto è anche l’insurtech Metromile, che offre assicurazioni auto in formula pay-per-mile e lo scorso novembre è stata valutata per $1,3 miliardi.

Infine, altre startup insurtech promettenti sono Next Insurance, specializzata nelle assicurazioni per le piccole imprese e valutata per $2 miliardi; e wefox, che offre invece piattaforme digitali pensate per connettere assicuratori, clienti e distributori.

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2 milioni per Crea Assicurazioni, la startup per la distribuzione digitale delle polizze

Ha completato un round di investimento da oltre 2 milioni di euro Crea Assicurazioni, startup di polizze assicurative interamente in digitale. Partecipano al round l’italiana Step, che offre soluzioni per l’efficientamento della gestione di reti di filiali e punti vendita dei maggiori gruppi bancari e assicurativi, CDP Venture Capital Sgr attraverso il Fondo Acceleratori, con un investimento di 300 mila euro, e gli investitori esistenti, Digital Magics, Velocity Technology EIS Fund, Metrica e Roberto Montandon.

Crea, la startup insurtech per digitalizzare le assicurazioni

Crea Assicurazioni è una startup insurtech che si propone di ridisegnare il processo di distribuzione delle polizze e della sottoscrizione dei rischi nel settore assicurativo attraverso una piattaforma/API rivolta a banche e intermediari assicurativi. Il business model adottato da Coverholder è B2B/B2B2C e si rivolge a qualsiasi player che desidera distribuire prodotti assicurativi in cross/up selling.

Nata nel 2018, ha creato una piattaforma tecnologica che consente ad intermediari professionisti – broker, agenti e banche – e player di qualsiasi settore, di distribuire prodotti assicurativi digitali, attraverso una soluzione interamente digitale ed immediatamente integrabile all’interno della propria offerta.

Crea, che opera attraverso le managing general agent Insurtech MGA S.r.l. ed Insurtech MGA LTD, si pone come punto di riferimento nel segmento insurtech italiano, con oltre 45.000 polizze e 20 milioni di euro di premi intermediati.

Una spinta alla trasformazione digitale dell’insurance

 Feliciano Lombardi, Amministratore Delegato di Crea ha commentato: “Siamo entusiasti dell’ingresso di Step e CDP Venture Capital in CREA. Con loro avremo l’opportunità di valorizzare ulteriormente il nostro progetto digitale che punta ad offrire soluzioni assicurative efficienti, in particolare con il supporto di Step per il segmento bancario. Grazie alla tecnologia, sviluppata internamente, faciliteremo l’integrazione tra Banche e Compagnie di Assicurazioni a beneficio dell’intera filiera distributiva”.

Fabrizio Crespi, Amministratore Delegato di Step ha commentato: “L’operazione oltre ad essere finalizzata a dare ulteriore impulso all’importante progetto di crescita che stiamo portando avanti in Step, e perfettamente coerente con la strategia di business che stiamo implementando: aiutare i nostri clienti a sviluppare il proprio business offrendo soluzioni sempre piu digitali – sia in termini di processo che di offerta di prodotti – in grado di semplificare l’operativita di tutti i giorni.”

Stefano Molino, Responsabile Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital SGR – Fondo Italiano Innovazione, ha commentato: “Siamo entusiasti di partecipare alla crescita di una startup come Crea, che opera con successo in un ambito, quello Insurtech, tra i piu strategici e in forte crescita sia in Italia che nel resto del mondo. Si tratta infatti di uno dei settori verticali a cui stiamo rivolgendo particolare attenzione, con l’obiettivo di stimolare una crescita sostenibile dell’ecosistema innovativo italiano e un incremento delle capacita competitive del nostro Paese a livello internazionale”.

Michele Novelli, Partner di Digital Magics ha commentato: “L’operazione conferma la posizione di leadership di Digital Magics nel segmento fintech e insurtech, con un portfolio di 22 investimenti che hanno totalizzato una raccolta di oltre 25 M€ ed alla cessione di Moneymour a Klarna ad inizio 2020. Abbiamo seguito Crea fin dalla partecipazione al nostro programma di accelerazione verticale sul fintech e insurtech nel 2018 e proseguito con due follow on in linea con la strategia di investire nelle societa del portfolio con maggiore potenzialita”.

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Assicurazioni Online, Digital Magics entra nel capitale di viteSicure

L’incubatore di startup Digital Magics entra come azionista nel capitale del broker assicurativo Bridge Insurance Services Srl, per accelerare la crescita della startup viteSicure, il primo esempio in Italia di insurtech dedicato alla distribuzione B2C e B2B2C di assicurazioni vita e protezione che si rivolge primariamente a un segmento di mercato trascurato dei canali assicurativi tradizionali: le giovani famiglie con bassa capacità di risparmio.

“Abbiamo trovato viteSicure molto interessante fin dai primi incontri e la decisione di investire è perfettamente in linea con la nostra visione, in particolare in un comparto, il fintech, a elevata crescita nel nostro paese” ha dichiarato Gabriele Ronchini, CEO di Digital Magics “Sono sicuro che tra le nostre e le loro competenze si svilupperanno grandi sinergie”.

Digital Magics contribuirà agli sviluppi tecnologici e di business di viteSicure, sia direttamente, che attraverso la propria rete di partner, e costituirà un supporto fondamentale per l’aumento di capitale che viteSicure prevede nel corso del 2021.

viteSicure, l’insurtech per l’assicurazione vita dedicato alle giovani famiglie

Lanciato nel 2019 dai due Founder Eleonora del Vento e Alessandro Turra, viteSicure è una piattaforma digitale che permette di scegliere i propri servizi assicurativi direttamente sul web, costruendo il proprio preventivo ed acquistando la polizza on-line in totale autonomia. Si caratterizza per una user experience innovativa che, attraverso la piattaforma proprietaria, permette l’acquisto istantaneo di una polizza vita caso morte. La coniugazione di una polizza semplice e di qualità con la modalità di vendita immediata e completamente online hanno incontrato i favori del mercato e nel 2020 le vendite delle polizze viteSicure sono cresciute esponenzialmente.

“Siamo felici di iniziare il 2021 con un nuovo azionista come Digital Magics” ha commentato Eleonora Del Vento, CEO di viteSicure, “Se il 2020 è stato un buon anno per noi, la nostra intenzione per i prossimi 12 mesi è confermare viteSicure come il player vita con il tasso di crescita più veloce del mercato e grazie all’apporto di Digital Magics, acquisiamo know-how ed esperienze importanti, che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi”.

Il progetto 2021 di viteSicure è di attrarre capitali per continuare ad aumentare i tassi di crescita, potenziare gli sviluppi tecnologici ed essere fra i protagonisti dell’open innovation.

Digital Magic, l’incubatore per il digital made in Italy

Digital Magics, è un business incubator che supporta le startup del mondo digital e tech con servizi per il potenziamento e l’accelerazione del business. Digital Magics, Talent Garden e Tamburi Investment Partners hanno creato un hub nazionale di innovazione per il Digital Made in Italy, offrendo alle startup innovative il supporto per creare progetti di successo, dall’ideazione fino all’IPO. Digital Magics è partner di imprese innovative con i propri servizi di Open Innovation, creando un ponte sinergico fra le aziende e le startup digitali.

Tra le varie iniziative, è promotore di MIA – Miss In Action, la call per l’imprenditorialità femminile, e del programma di accelerazione internazionale Magic Wand per le startup Fintech, Insurtech, Blockchain e Cybersecurity.

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Keyless, un sistema universale per l’identità online

Un sistema di autenticazione biometrica universale, assicurata dalla crittografia ed utilizzabile in tutte le piattaforme e su tutti i dispositivi. È questa la scommessa di Keyless, startup innovativa co-fondata da Andrea Carmignani e Fabian Eberle, selezionata tra i tre vincitori del contest Open-F@b Call4Ideas 2020 promosso da BNP Paribas Cardif con InsuranceUp.

Come nasce Keyless

Keyless nasce da un’idea di Andrea Carmignani, mentre conseguiva un MBA alla business school internazionale INSEAD (Institut Européen d’Administration des Affaires). Assieme al compagno di studi e co-founder Fabian Eberle, realizza le potenzialità di un sistema identificativo universale che possa dare agli utenti un maggior controllo delle proprie informazioni e della propria identità in rete.

Carmignani ed Eberle si impegnano così a realizzare una soluzione universale capace di unificare il processo di autenticazione attraverso l’intera rete Internet e per tutti i servizi digitali. Unendo le forze con Paolo Gasti e Giuseppe Antinesse, esperti di privacy e security, danno vita a Keyless, una soluzione di autenticazione biometrica avanzata che permette all’utente di usare il proprio corpo per autenticarsi con facilità ovunque nel mondo digitale, a prescindere da device, piattaforma o sistema operativo, e senza mettere a rischio la propria privacy e la sicurezza dei propri dati.

Come funziona il sistema di Keyless

“Keyless offre soluzioni di autenticazione senza l’uso di password, basate sui più recenti progressi nella tecnologia biometrica e nella crittografia”, spiega Eberle. “Il nostro sistema sfrutta la tecnologia privacy-first, per garantire che i dati biometrici non siano mai soggetti a rischi di compromissione, persi o rubati”.

Il sistema funziona acquisendo e crittografando sul dispositivo dell’utente modelli biometrici, che poi vengono frammentati e distribuiti sulla sua rete cloud proprietaria per l’archiviazione, ed utilizzati nell’autenticazione su tutti i dispositivi. Basandosi su un unico modello biometrico di partenza, il sistema garantisce che ogni utente sia effettivamente chi dichiara di essere.

“Le soluzioni Keyless sono inoltre progettate per integrarsi negli attuali sistemi di gestione delle identità e degli accessi e con le applicazioni rivolte ai consumatori”, sottolinea Eberle. “In questo modo, Keyless può essere integrato e distribuito anche senza particolari competenze tecniche”.

Cosa distingue Keyless da altre forme di autenticazione biometrica

La particolarità principale di Keyless è il suo Keyless Network: “una serie di server cloud che non si appoggiano ad alcun device fisico e sono utilizzati esclusivamente per l’archiviazione e l’elaborazione dei modelli biometrici per l’autenticazione”, spiega Eberle.

La sua tecnologia privacy-first, oltre a proteggere i dati biometrici dal rischio di compromissione, consente anche un’ampia gamma di funzionalità esclusive basate sull’autenticazione locale per la memorizzazione e l’elaborazione della biometria. Queste funzionalità includono l’identificazione univoca dell’utente e il backup, il ripristino e la revoca dei dispositivi in modalità self-service.

La sfida di Open-F@b Call4Ideas e i progetti per il futuro

Keyless è stato uno dei tre progetti innovativi vincitori della settima edizione di Open-F@b Call4Ideas, la call internazionale promossa da BNP Paribas Cardif, in collaborazione con InsuranceUp, che quest’anno ha rivolto l’attenzione alla ricerca di soluzioni per il Next Normal, la normalità del futuro.

“Questa particolare sfida è stata interessante in quanto non solo dovevamo convincere i giudici, ma anche il pubblico” ha commentato il co-founder Fabian Eberle. È stato infatti il pubblico a votare per far avanzare i progetti fino alla finale. “La sfida stava nel fatto che ogni pitch aveva un limite massimo di un minuto per presentare la soluzione. Sebbene la nostra soluzione sia semplice, le sue applicazioni sono sfaccettate e si basano su tecnologie complesse come la biometria avanzata e la crittografia, per risolvere un problema complicato. Quindi avere solo un minuto per approfondire il problema e spiegare i vantaggi della nostra particolare soluzione è stato impegnativo.” Questo non ha fermato il team, che è riuscito a sfruttare il tempo concesso ed aggiudicarsi la vittoria.

Nonostante l’anno difficile, Keyless ha fatto molti progressi nel 2020, raddoppiando il suo team e riuscendo a lanciare soluzioni di autenticazione senza password a supporto di un largo bacino di workforce e consumer use-cases. Nel 2021, l’obiettivo è di accelerare la strategia go-to-market in tutta Europa ed estendere il portafoglio prodotti, con particolare focus su nuove feature per l’autenticazione senza password.

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Assicurazioni Online, Digital Magics entra nel capitale di viteSicure

L’incubatore di startup Digital Magics entra come azionista nel capitale del broker assicurativo Bridge Insurance Services Srl, per accelerare la crescita della startup viteSicure, il primo esempio in Italia di insurtech dedicato alla distribuzione B2C e B2B2C di assicurazioni vita e protezione che si rivolge primariamente a un segmento di mercato trascurato dei canali assicurativi tradizionali: le giovani famiglie con bassa capacità di risparmio.

“Abbiamo trovato viteSicure molto interessante fin dai primi incontri e la decisione di investire è perfettamente in linea con la nostra visione, in particolare in un comparto, il fintech, a elevata crescita nel nostro paese” ha dichiarato Gabriele Ronchini, CEO di Digital Magics “Sono sicuro che tra le nostre e le loro competenze si svilupperanno grandi sinergie”.

Digital Magics contribuirà agli sviluppi tecnologici e di business di viteSicure, sia direttamente, che attraverso la propria rete di partner, e costituirà un supporto fondamentale per l’aumento di capitale che viteSicure prevede nel corso del 2021.

viteSicure, l’insurtech per l’assicurazione vita dedicato alle giovani famiglie

Lanciato nel 2019 dai due Founder Eleonora del Vento e Alessandro Turra, viteSicure è una piattaforma digitale che permette di scegliere i propri servizi assicurativi direttamente sul web, costruendo il proprio preventivo ed acquistando la polizza on-line in totale autonomia. Si caratterizza per una user experience innovativa che, attraverso la piattaforma proprietaria, permette l’acquisto istantaneo di una polizza vita caso morte. La coniugazione di una polizza semplice e di qualità con la modalità di vendita immediata e completamente online hanno incontrato i favori del mercato e nel 2020 le vendite delle polizze viteSicure sono cresciute esponenzialmente.

“Siamo felici di iniziare il 2021 con un nuovo azionista come Digital Magics” ha commentato Eleonora Del Vento, CEO di viteSicure, “Se il 2020 è stato un buon anno per noi, la nostra intenzione per i prossimi 12 mesi è confermare viteSicure come il player vita con il tasso di crescita più veloce del mercato e grazie all’apporto di Digital Magics, acquisiamo know-how ed esperienze importanti, che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi”.

Il progetto 2021 di viteSicure è di attrarre capitali per continuare ad aumentare i tassi di crescita, potenziare gli sviluppi tecnologici ed essere fra i protagonisti dell’open innovation.

Digital Magic, l’incubatore per il digital made in Italy

Digital Magics, è un business incubator che supporta le startup del mondo digital e tech con servizi per il potenziamento e l’accelerazione del business. Digital Magics, Talent Garden e Tamburi Investment Partners hanno creato un hub nazionale di innovazione per il Digital Made in Italy, offrendo alle startup innovative il supporto per creare progetti di successo, dall’ideazione fino all’IPO. Digital Magics è partner di imprese innovative con i propri servizi di Open Innovation, creando un ponte sinergico fra le aziende e le startup digitali.

Tra le varie iniziative, è promotore di MIA – Miss In Action, la call per l’imprenditorialità femminile, e del programma di accelerazione internazionale Magic Wand per le startup Fintech, Insurtech, Blockchain e Cybersecurity.

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Insurtech 2021: dalla pandemia una spinta a processi più digitali e integrati

Nel 2021 l’Insurtech procederà con sempre maggiore decisione lungo il percorso digitale intrapreso negli ultimi anni e accelerato dalla pandemia, raccogliendo i frutti della spinta alla digitalizzazione impressa dal Covid19. A dirlo è Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano, che in questa analisi per EconomyUp parte dalle recenti evoluzioni della strategia UE in materia per tracciare scenari futuri.

In generale, spiega lo studioso, nel 2021 crescerà l’open finance, arriveranno nuove norme sulla gestione dei dati, si affermerà la finanza decentralizzata, gli attori finanziari tenderanno a proporsi e consolidarsi come piattaforme, si capirà meglio cosa significa sostenibilità per le attività finanziarie e assisteremo a un ulteriore sviluppo dell’ecosistema del fintech (tecnologia applicata alla finanza) nel nostro Paese.

Startup dell’Insurtech: l’”epifania” del 2021

In particolare Renga è convinto che ci sarà quella che lui definisce “epifania” delle startup italiane attive nel mondo del fintech e dell’insurtech. La ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del 2019 ha mappato 326 realtà di questo tipo in Italia, che hanno raccolto complessivamente 654 milioni di euro di fondi. Si prevede che la cifra raddoppierà nel 2021. “Emergerà – afferma Renga – il vero valore di un ecosistema che comunque negli anni precedenti stava già recuperando il ritardo passato“.

Della spinta alla digitalizzazione trarrà beneficio il mondo delle assicurazioni e dell’insurtech, che nel 2021 dovrebbe proseguire nel percorso già avviato nel 2020. “Non significa semplicemente l’adozione di strumenti digitali – sottolinea Renga – ma lo sviluppo di processi e servizi intrinsecamente digitali e integrati. Per alcune PMI e assicurazioni solo un anno fa fa sembrava impossibile sottoscrivere una polizza in digitale, oggi è la normalità. Per l’immediato futuro si prevede un processo sempre più efficace e integrato”.

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Covid-19, Lloyd’s of London con una startup per assicurare il trasporto del vaccino

Una storica compagnia assicurativa e una startup, alleate per assicurare il vaccino contro il Covid-19 nella delicata fase del trasporto. Sono i Lloyd’s of London e l’insurtech americana Parsyl i due attori che si sono presi l’onere di assicurare e proteggere il vaccino nella complessa fase della distribuzione di miliardi di dosi in tutto il mondo, nel minor tempo possibile e mitigando una lunga serie di rischi.

Trasportare i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna rappresenta una vera e propria impresa logistica. Specialmente per il primo: mentre il vaccino anti-covid di Moderna resiste alle temperature di un normale freezer, tra i 2 e gli 8 gradi, quallo di Pfizer-BioNTech deve essere conservato a una temperatura di -70 gradi, e ha quindi bisogno di speciali aerei, camion e freezer che assicurino il mantenimento costante della catena del freddo.

Esiste poi il rischio di incorrere in episodi di furto o danneggiamento, attacchi informatici e intrusioni cyber, e la necessità di assicurare una logistica senza ritardi imprevisti, che si tradurrebbero in pesanti perdite economiche per governi e organizzazioni di tutto il mondo.

Lloyd’s of London, corporazione inglese attiva a livello globale, e l’insurtech americana Parsyl hanno accettato la sfida, collaborando per creare una soluzione assicurativa ad hoc per proteggere i nuovi vaccini: la Global Health Risk Facility.

L’iniziativa coinvolge 14 partner internazionali attivi nel settore assicurativo o riassicurativo, tra cui AXA XL, McGill and Partners, Ascot Underwriting, Ernst & Young, RenaissanceRe e la U.S International Development Finance Corporation (DFC), che si sono impegnati a fornire coperture appropriate per il trasporto e la distribuzione dei vaccini e dei dispositivi medici a loro collegati. Sarà guidato da Syndicate 1796, il nuovo comitato pubblico-privato organizzato da Parsyl e operato da Lloyd’s – il primo comitato creato appositamente dal colosso inglese in 300 anni di attività.

Le prime polizze per il vaccino verranno sottoscritte a partire da gennaio 2021, e la copertura sarà attiva su tutte le fasi di trasporto e distribuzione in caso di furto, perdita, o danneggiamento del prodotto.

Scopri tutti i dettagli sulla polizza e sulla startup Parsyl nell’articolo integrale su Economyup.

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