Premoneo, l’AI per digitalizzare il pricing per il mondo assicurativo

Nasce per applicare l’intelligenza artificiale alla determinazione dei prezzi ed è tra le recenti acquisizioni della startup Vedrai, che ha fatto il botto ad aprile 2022 con un round da 40 milioni: parliamo dell’insurtech milanese Premoneo, che punta ad aiutare le compagnie a migliorare le operazioni di pricing, segmentazione e forecasting, in modo da restare sempre aggiornati e competitivi nel propio ambito d’azione.

Ecco la sua storia e come funzionano i suoi servizi.

Il team e i prodotti di Premoneo

Federico Quarato, CEO della startup, ha fondato Premoneo a Milano nel 2015, all’età di 28 anni, forte delle sue precedenti esperienze come giornalista e consulente per fondi, banche e assicurazioni. Il Chief Financial Officer (CFO) è Marco Alò, imprenditore specializzato in ambito finanziario, mentre il responsabile delle tecnologie (CTO) è Massimo Dell’Erba, con un passato in MedioBanca. Completa il team executive la Chief Operations Officer (COO) Maria Caterina Baroni, giornalista ed esperta in comunicazione.

Premoneo offre strumenti di pricing, forecasting e segmentazione mirati ad aiutare le aziende a migliorare la redditività. In particolare, la startup sviluppa software innovativi che permettono di rimanere sempre aggiornati rispetto a scenari in continua evoluzione. Le operazioni sono basate su tecnologie all’avanguardia, come l’intelligenza articiale, il machine learning e la data science.

I prodotti vengono sviluppati in-cloud direttamente sull’Engine di Premoneo, un motore di calcolo basato su modelli matematico-statistici e tecnologie di IA. In questo modo è possibile analizzare dataset anche molto diversi tra loro, con l’obiettivo ultimo di ottimizzare le operazioni di pricing. Inoltre, le piattaforme di Premoneo possono anche aiutare a monitorare in tempo reale i risultati di vendita e a studiare il comportamento dei propri clienti, ottenendo così modelli di forecasting e segmentazione estremamente accurati.

Tutti i software sviluppati da Premoneo sono completamente personalizzabili in base alle esigenze dell’azienda, accessibili via webservice e integrabili con tutti gli altri software proprietari.

Il focus su pricing, forecasting e segmentazione

Per quanto riguarda il pricing, le aziende che collaborano con Premoneo possono inserire i dati dei propri storici di vendita direttamente nella piattaforma creata dalla startup, capace di estrarre insight rilevanti che aiutano a migliorare il prezzo finale tenendo conto di diversi fattori, come la correlazione tra variabili, i diversi scenari di vendita e il confronto con i prezzi dei competitor.

Il forecasting consiste invece nella previsione dei cambiamenti che interesseranno il proprio settore di attività, in modo da poterne anticipare i trend. Effettuare previsioni accurate permette alle aziende di muoversi in modo strategico nella programmazione della produzione e degli investimenti futuri, ottimizzando le possibilità e minimizzando i rischi. Premoneo offre una procedura guidata che, a partire dall’import di un database, sfruttra il deep learning e l’IA per formulare previsioni in diversi scenari.

Infine, Premoneo offre anche prodotti per la segmentazione, quindi la divisione del mercato e dei clienti in gruppi con caratteristiche e interessi simili. Questo è fondamentale per proporre a ogni persona i servizi migliori per le sue necessità, aumentando di conseguenza il tasso di conversione. Anche in questo caso Premoneo si affida a tecnologie all’avanguardia per analizzare i dati e ottenere informazioni rilevanti.

I benefici per il settore assicurativo

I prodotti di Premoneo possono essere applicati a diversi settori, dai viaggi al retail, passando per l’energia, le banche e la logistica. Per quanto riguarda il mondo assicurativo, in particolare, la startup può aiutare le compagnie a digitalizzare le operazioni di pricing, permettendo così di adattare i premi in base al profilo del cliente e migliorare i margini di profitto.

La startup offre anche servizi di churn prediction, mirati a individuare i clienti propensi a cancellare una polizza o cambiare assicuratore, in modo da poter prevenire il danno, e di customer lifetime value, quindi la definizione e l’aggiornamento del valore di ogni cliente per la compagnia. Infine, con Premoneo è possibile anche effettuare l’analisi di next best product, che per ogni cliente offre un consiglio ad hoc per un nuovo prodotto con un prezzo ottimizzato.

Premoneo: exit con Vedrai

A settembre 2021 la startup Vedrai, fondata dal ventiseienne Michele Grazioli, ha acquisito il 51% di Premoneo, e punta alla totale acquisizione entro il 2023.

Qui un approfondimento

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Insoore e SIP lanciano ProXty: la gestione dei sinistri digitale per il property

A un mese dal suo ultimo round di finanziamento, l’insurtech Insoore espande il suo campo di azione, integrando il comparto property ai suoi servizi di raccolta documentale e di gestione dei sinistri auto. Lo fa attraverso la collaborazione: ha stretto un’intesa con SIP (Società Italiana Perizie), provider italiano che opera nella gestione dei sinistri di frequenza e complessi di cui fanno parte Gruppo Spada e RDA, dando vita a una nuova società, ProXty srl.

La nuova società ha come Presidente Michele Spada del Gruppo Spada Spa e come Amministratore Delegato Enrico Scianaro della Whoosnap, società proprietaria di Insoore.

Insoore, l’insurtech che innova la gestione dei sinistri

Lanciata nel 2018 dalla startup Whoosnap, società fondata a Roma nel 2015 da Enrico Scianaro, Gerardo Gorga e Vito Arconzo, Insoore propone un modello di gestione dei sinistri alternativo a quello tradizionale in ottica di digitalizzazione e innovazione.

L’automazione dei sinistri secondo Insoore: con l’AI faremo tutto in 24 ore

Dopo un 2021 di grande crescita, con un aumento del fatturato del 150% rispetto all’anno precedente, ha ottenuto ad aprile 2022 un round di finanzialemento da 5,5 milioni di euro.

“Insoore aveva nel proprio piano industriale di entrare nel ramo property e ha deciso di farlo con due player leader di mercato – ha commentato Enrico Scianaro, Amministratore Delegato di ProXty e di Whoosnap – . Come azienda, abbiamo deciso di mettere a disposizione tutto quello che abbiamo imparato in questi anni di esperienza nel settore motor per dare le migliori soluzioni possibili anche in ambito property”.

Cosa fanno Gruppo Spada e RDA

Gruppo Spada è tra i maggiori player a livello italiani nell’ambito delle perizie assicurative non auto, che, storicamente, opera nel settore fin dal 1898. La Società ha saputo evolversi, in oltre un secolo di esperienza nel mercato assicurativo, da studio professionale a provider di servizi, con divisioni specifiche che operano nei sinistri complessi e tecnologici, nei sinistri di frequenza e nella riparazione dei danni in forma specifica, con un network di riparatori dislocati sul territorio.

Ad oggi il Gruppo ha sedi principali a Bari, Milano, Roma e Pescara e utilizza una propria rete di periti estesa in tutta Italia.

RDA nasce del 2016 dall’intuizione dai titolari di cinque studi peritali operanti nel Nord Italia e poi si amplia ad altri soci di Toscana e Puglia coinvolgendo anche altri studi nei diversi territori. RDA opera per le principali Compagnie di mercato nell’ambito delle perizie tradizionali ma anche nei servizi aggiuntivi quali la riparazione diretta ovvero l’indennizzo in forma specifica, attraverso un network di aziende specializzate.

Attualmente, ha 12 sedi principali in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Toscana, Puglia, Basilicata e Calabria e nelle 12 sedi lavorano oltre 250 persone tra periti e personale amministrativo.

Cosa farà ProXty

ProXty sarà una società specializzata nella gestione digitale dei sinistri property su tutto il territorio nazionale.

Unendo la tecnologia e la community di Insoore alla pluridecennale esperienza in ambito di accertamento e liquidazione dei danni non auto del Gruppo Spada e di RDA, realizzaerà iter più efficienti e più veloci per offrire ai clienti servizi all’avanguardia.

“Il settore assicurativo italiano ha vissuto negli ultimi anni una forte spinta verso l’innovazione, portando alla luce la necessità per i provider assicurativi di reinterpretare la propria figura di professionisti, da protagonisti in questa trasformazione. – commenta Michele Spada, Presidente di Proxty e di SIP –  La pandemia di Covid-19 ha accelerato le tendenze relative alle aspettative dei clienti e all’adozione del digitale. Crediamo che innovare attraverso un ecosistema di partner sia la strategia vincente per riuscire a soddisfare le esigenze delle compagnie e del cliente finale. In questo scenario una partnership con Whoosnap e la sua tecnologia disruptive rappresenta il perfetto connubio con la professionalità che il Gruppo Spada ha portato prima in SIP e adesso in questo progetto”.

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TechEngines, l’insurtech fiorentina che unisce AI e IoT

“Intelligenza artificiale e Internet of Things per i prodotti assicurativi e l’innovazione nella gestione delle pratiche”. È questa la visione di TechEngines, startup insurtech basata a Firenze che dal 2016 fornisce al mondo insurance le infrastrutture digitali necessarie a restare al passo con i tempi e innovare i propri prodotti. Ecco come funziona, e quali sono i servizi principali.

La storia di TechEngines

TechEngines è stata fondata nel 2016 a Firenze da Xuejing Zhou, professionista con più di vent’anni di esperienza nel mondo assicurativo in Italia, Cina e Regno Unito. Il Chief Technology Officer (CTO) è Fabrizio Lasagni, ingegnere informatico specializzato nello sviluppo di software.

La startup opera in modalità B2B e punta a sviluppare soluzioni e algoritmi che uniscano l’intelligenza artificiale e il mondo interconnesso dell’Internet of Things (IoT), con l’obiettivo di soddisfare le richieste dei clienti in campo assicurativo per quando riguarda la sicurezza e l’assistenza. TechEngines attribuisce particolare importanza anche al tema della sostenibilità, tanto ambientale quanto sociale e manageriale.

Grazie alla loro versatilità, i servizi di TechEngines sono sfruttabili in diversi ambiti: la creazione di nuovi prodotti, l’ottimizzazione delle vendite, la gestione dei sinistri, la prevenzione delle frodi e le attività amministrative di bilancio. In particolare, la startup può aiutare gli assicuratori a creare nuovi prodotti digitali in diversi ambiti, tra cui auto, salute e casa, ma anche animali domestici, viaggi, trasporti e dispositivi tecnologici.

Cosa offre TechEngines

Il portfolio di TechEngines si divide in due macrocategorie: algoritmi e soluzioni.

AIoT Algorithms

Per quanto riguarda gli algoritmi, la startup sfrutta le potenzialità del machine learning e dei big data per analizzare grosse quantità di informazioni e trarne modelli predittivi accurati, che aiutano l’azienda partner a migliorare la performance e riducono il rischio di incorrere in frodi.

Grazie al programma “IoT Analytics”, per esempio, TechEngines è in grado di ricostruire la dinamica degli incidenti stradali e stimare i danni, mentre con “Computer Vision” può facilitare l’analisi di immagini satelliteri legate al mondo dell’agricoltura, della salute o dell’edilizia. Infine, grazie ai servizi di Natural Language Processing (NLP) e Text to Speech (TTS), la startup analizza ed elabora i contenuti testuali, in modo anche da mettere in guardia da potenziali truffe.

AIoT Solutions

TechEngines offre anche soluzioni AI e IoT che permettono di costruire prodotti insurance digitalizzati in modo semplice, rapido e intuitivo.

La piattaforma InsurEngines, per esempio, permette ai designer di creare prodotti assicurativi partendo dalle basi, senza bisogno di avere esperienza nel campo della programmazione, e aiuta i data scientist che non hanno familiarità con il mondo IT a sviluppare modelli di machine learning o intelligenza artificiale in autonomia. Di conseguenza, grazie a InsurEngines le compagnie possono creare prodotti assicurativi in 6-12 giorni, contro una tempistica tradizionale che va dai 6 ai 12 mesi.

Altra soluzione offerta da TechEngines è ClaimsAI, che velocizza tutte le operazioni legate alla gestione delle pratiche amministrative e alle richieste di compensazione grazie all’uso dell’AI, di algoritmi per l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e alla computer vision.

Per esempio, il servizio di Claims Assistance di ClaimsAI offre un’app per mobile in grado di analizzare fotografie di veicoli danneggiati scattate sul posto del sinistro direttamente dalle persone coinvolte. Il servizio di Backend, poi, elabora i dati per stimare i danni e rendere così più rapide le procedure di compensazione. Il risultato? I clienti sono più soddisfatti, la produttività aziendale aumenta e i costi si riducono.

I partner e gli investimenti

Al momento TechEngines collabora con diversi clienti e aziende partner, tra cui Smart&Start Italia, Aon, Bip Consulting e Net Insurance. La compagnia ha chiuso un round di investimenti Seed, ma la cifra non è pubblica.

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SquareLife, l’insurtech nata in Liechtenstein per le assicurazioni digitali

Il panorama insurtech europeo è in costante crescita e in continua evoluzione. Un attore che sta raggiungendo risultati interessanti è SquareLife AG, compagnia innovativa per assicurazioni digitali basata in Liechtenstein, ma attiva in 12 Paesi in tutta Europa, tra cui l’Italia.

Ecco come funziona e quali i suoi traguardi.

SquareLife: dal Liechtenstein all’Europa

SquareLife AG nasce nel 2013 a Ruggell, uno dei comuni del principato del Liechtenstein, tra Austria e Svizzera. Le origini della startup però vanno ancora più indietro nel tempo: i suoi servizi sono infatti basati sulla piattaforma svizzera di Lifeware, che dal 1998 offre tecnologie e infrastrutture digitali pensate per il settore delle assicurazioni a vita, e anche oggi le attività di SquareLife sono strettamente legate a Lifeware.

In meno di dieci anni, SquareLife è cresciuta notevolmente: oggi offre 50 prodotti assicurativi in 12 Paesi, collabora con 15 partner indipendenti e i suoi sistemi sottoscrivono 100 polizze al giorno. Nel suo team internazionale, inoltre, spiccano anche due italiani: Alessandro Tulli, Chief Business Development Officer (CBDO) – che è anche Managing Director a Lifeware – e Marcello Arnoldi, Business Developer per le attività europee.

Le polizze sulla vita completamente digitali di SquareLife

La compagnia offre prodotti assicurativi completamente digitalizzati nel settore vita e ricchezza privata. Le assicurazioni sulla vita, pensate in particolare per individui e famiglie, sono basate su innovazione, trasparenza, semplicità ed empatia. SquareLife rimuove infatti tutti i documenti e i passaggi non necessari, in modo da rendere le operazioni di sottoscrizione e gestione delle polizze più rapidi e lineari, senza clausole nascoste, e offre servizi facilmente adattabili alle esigenze di ogni cliente.

Le coperture sulla vita “private wealth”, quindi focalizzate sulla ricchezza privata, sono studiate per clienti che intendono proteggere anche il patrimonio e gli assett finanziari. Questi prodotti puntano su un’impostazione tailor-made, quindi completamente personalizzabile e studiata su misura per ogni cliente. Grazie alle capacità assicurative e riassicurative consolidate negli anni, i servizi di SquareLife sono estremamente sicuri e adatti anche a clienti internazionali con situazioni e richieste fuori dagli schemi tradizionali.

Infine, i partner esterni interessati possono collaborare con SquareLife per sfruttare la sua piattaforma digitale e creare prodotti assicurativi digitali, anche in modalità white-label, pensati appositamente per le esigenze dei rispettivi clienti.

I risultati del 2021

Nonostante la pandemia di Covid-19, SquareLife ha chiuso il 2021 con profitti per 500 mila franchi svizzeri, che corrispondono a circa 480 mila euro, segnando così il terzo anno consecutivo chiuso con segno positivo.

Al 31 dicembre il portfolio segnava una crescita del 28,7% rispetto all’anno precedente, continuando quindi il trend positivo avviato dal 2015. Le richieste di compensazione sono state circa mille, un numero in linea con quanto registrato nel 2020.

La compagnia ha sottoscritto premi per 11,8 milio di franchi, tra cui 6 milioni in Germania, 2 milioni nel Regno Unito, e 1,6 milioni nei Paesi Bassi. In Italia la compagnia ha sottoscritto premi per circa 724 mila franchi.

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BeSafe Group, 1,2 milioni all’insurtech italiana per il turismo

Ha chiuso un nuovo round di investimento da 1,2 milioni di euro BeSafe Group, la startup che ha lanciato nel 2018 BeSafe Rate, la tariffa prepagata con assicurazione di viaggio inclusa.

La raccolta è stata sottoscritta equamente da CDP Venture Capital Sgr, attraverso il suo Fondo Acceleratori, e da Prana Ventures SICAF, operational venture capital che investe in Italia, su imprese ad alto contenuto tecnologico.

Il CEO & Co-Founder Alessandro Bartolucci: “Essere sempre un passo avanti al futuro, immaginando scenari e necessità per facilitare i processi di prenotazione alberghiera e confermarci una delle migliori soluzioni insurtech e fintech verticali sull’hospitality nel panorama Europeo: questa è la nostra ambizione e il nostro obiettivo.”

Il nuovo round di finanziamento

Il round conferma la crescita e il riconoscimento di mercato ottenuti dalla società grazie alla prima raccolta di circa 500mila euro fatta nel 2021 alla quale hanno partecipato CDP Venture Capital Sgr, attraverso il medesimo veicolo d’investimento, LVenture Group, che ha accelerato la startup, e alcuni business angel. I fondi saranno usti per accelerare lo sviluppo di servizi tecnologici e assicurativi per il turismo in Italia e in Europa.

Un risultato importante per Alessandro Bartolucci: “Le nostre soluzioni Insurtech e Fintech rispondono alle esigenze concrete delle strutture ricettive: lo conferma il fatto che siamo stati scelti da oltre 1.300 strutture ricettive italiane tra cui gruppi alberghieri del calibro di Best Western, Voihotels del gruppo Alpitour, Club Esse Hotels & Resorts, Arbatax Park Sardinia Resort, Acanfora Hotels & Resorts, Felix Hotels, Affitti Brevi, e da più di 150.000 viaggiatori assicurati per quasi 42.000 prenotazioni. Questo round consentirà di sostenere la crescita di BeSafe, oltre ad accelerare l’espansione in Europa. Dopo l’iniziale lancio in Spagna e in Portogallo, BeSafe Rate è pronta per sbarcare in Francia, Austria e Grecia”.

Cosa offre BeSafe

I servizi del gruppo permettono di aumentare le prenotazioni dirette, facilitare il pagamento anticipato e offrire agli ospiti servizi nuovi e distintivi risolvendo il problema di prenotare un viaggio con la paura di perdere quanto speso in un eventuale cancellazione.

BeSafe Rate è nata proprio con questo obiettivo: eliminare la preoccupazione e rendere sereno il viaggiatore, dando contemporaneamente alle strutture ricettive la garanzia di incasso, grazie alla tariffa con assicurazione inclusa. Attivando la BeSafe Rate, infatti, è la compagnia assicurativa a rimborsare l’ospite in caso di cancellazione e la struttura è sollevata da questa incombenza, potendo così contare sulla certezza di guadagno.

Qui un approfondimento:

BeSafe Rate, l’insurtech italiana per agevolare il turismo

Tra i servizi disegnati, sviluppati ed erogati da BeSafe per il settore turistico, c’è anche BeSafe Pay, il gateway di pagamento a prova di PSD2 che automatizza l’intera gestione delle prenotazioni alberghiere con un focus particolare alla sicurezza e al risparmio.

I due prodotti BeSafe Rate “the insured rate” e BeSafe Pay “the future gateway” oggi sono inclusi in BeSafe Suite, la soluzione “all-in-one” disegnata per le strutture ricettive.

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All Well, l’insurtech italiana per il settore salute

Lanciata da IN2IN, primo venture builder italiano in ambito insurtech, All Well è una startup insurtech italiana per il segmento salute. Alle sue spalle ci sono professionisti del settore di grande esperienza. Ci racconta il progetto il founder Gerardo di Francesco.

Come nasce All Well

All Well nasce a Milano nel 2021, ma la sua concezione viene da un percorso di studio di diversi anni sul tema insurtech in base alle esperienze imprenditoriali dei suoi founder: Gerardo Di Francesco, già founder di Italian Insurtech Association e in seguito di Wide Group, Simone Ranucci Brandimarte, founder e presidente dell’associazione nonché di Yolo e Gruppo DigiTouch, Gianluca Melani, Managing Director di Wide Group, e Matteo Brandini.

“L’idea deriva da un’intuizione: quelli che sono gli elementi alla base della trasformazione digitale del settore assicurativo, ovvero una fiducia limitata da parte della clientela e l’importanza del networking, una complessità dei processi e un’attivazione del servizio in momenti difficili, entrano in sinergia con il settore health” spiega Di Francesco, che sottolinea come a livello mondiale i più grandi finanziamenti insurtech riguardano proprio società in ambito health, come Oscar, Alan, Bright Healthcare, Babylon Health e Devoted Health.

“La digitalizzazione di un settore contempla un aumento della sua penetrazione” continua, “quindi unire due settori da trilioni di dollari in una proposta di trasformazione digitale porta a progetti estremamente attraenti per gli investitori, innescando una corsa per scommettere sul prossimo big dell’industry.”

Quella dell’assicurazione sanitaria digitale è un’opportunità enorme anche in Italia, dove la penetrazione delle polizze sanitarie, oggi appena allo 0,13%, arriverà secondo Deloitte al 7% nel 2030.

Come funziona All Well

La mission di All Well è di rendere sempre più semplice e fruibile la copertura sanitaria, così da prevenire piuttosto che curare.

Si tratta di un modello interamente tecnologico e digitale di copertura assicurativa per prestazioni sanitarie, con soluzioni parametriche basate su abbonamento mensile. Tutte le operazioni sono gestite direttamente dall’app, grazie all’integrazione tramite API con operatori di settore specializzati.

Utilizzabile sia da persone fisiche (singolo o caregiver per un terzo) che da aziende, la piattaforma offre un’interfaccia su app o desktop tramite la quale è possibile definire il piano, associare il metodo di pagamento, e prenotare prestazioni che vengono rimborsate al caricamento della fattura.

I servizi offerti e i progetti futuri

Tra i servizi offerti oggi c’è la possibilità di ricevere referti a domicilio ed avere tutti i dati sanitari in un’unica app. L’app prevede una fase 2 che introdurrà prestazioni di telemedicina e un network di professionisti con rating forniti dagli utenti.

“Abbiamo lanciato a settembre 2021 una versione beta” dice Di Francesco, “Terminato il testing interno, la piattaforma sarà aperta al mercato a cominciare da professionisti delle assicurazioni, agenti e broker. Il modello distributivo sarà attraverso intermediari specializzati”.

“Tra i nostri progetti futuri prevediamo servizi di mappatura genetica, sistemi di gestione del rischio legati ai parametri vitali rilevati da wearable, attività di donazione del sangue. Stiamo inoltre pensando a servizi di mentoring e ecommerce di medicinali”.

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RiskApp, la startup che aiuta le compagnie nell’analisi digitale dei rischi delle PMI

La startup insurtech padovana RiskApp, attiva dal 2015, si conferma tra le più innovative in Italia per quanto riguarda la trasformazione digitale e l’analisi avanzata del rischio.

Le sue piattaforme, studiate a partire da tecnologie all’avanguardia, guidano le compagnie assicurative nel percorso di trasformazione digitale, e collaborano con gli intermediari per aiutarli a gestire a 360 gradi le esigenze insurance di piccole e medie imprese, dalla previsione di possibili catastrofi naturali alle attività di media monitoring online.

RiskApp in breve

RiskApp nasce a Padova, in Veneto, nel 2015 da un gruppo di studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’idea è dell’allora neolaureato in International management Giuseppe Da Re, che sviluppa il progetto assieme a Pierpaolo Toniolo, Luca Scarparo, Federico Carturan, Francesco Xodo. L’azienda è oggi gestita dal CEO Federico Carturan, con Luca Bizzarro come COO.

Da un lato, i servizi innovativi di RiskApp semplificano il lavoro delle compagnie assicurative impegnate nel processo di trasformazione digitale, e dall’altro aiutano gli intermediari che operano nel settore delle piccole medie e imprese a gestire al meglio i rispettivi clienti.

Un supporto per la trasformazione digitale

Per quanto riguarda la trasformazione digitale, RiskApp aiuta i player assicurativi a sviluppare e lanciare nuovi prodotti digitalizzati – come sistemi API, micro servizi, o piattaforme di front end – in modo semplice e soprattutto estremamente rapido: “Dall’idea al mercato in sei settimane”, si legge sul sito.

Per farlo, la startup sfrutta tecnologie come l’intelligenza artificiale, i big data e il cloud computing, e punta su un metodo di sviluppo Agile, quindi meno strutturato e concentrato sulle necessità del cliente, in continuo cambiamento.

I servizi per gli intermediari

La piattaforma di RiskApp offre inoltre una serie di servizi digitali studiati per facilitare le operazioni degli intermediari assicurativi che lavorano con le piccole e medie imprese.

Grazie al programma Nat-Cat e Supply Chain, per esempio, gli intermediari che collaborano con RiskApp possono determinare in modo preliminare il livello di esposizione ai rischi causati dal cambiamento climatico – come incendi, inondazioni o alluvioni – a cui sono sottoposti gli elementi chiave delle attività dei clienti, come i fornitori che potrebbero tardare la consegna delle merci.

Altro servizio offerto da RiskApp è il “Cacciatore di dati”, una tecnologia proprietaria tramite cui gli intermediari possono raccogliere tutti i dati disponibili online sui loro clienti, dalle informazioni finanziarie alle notizie che lo citano. Il cliente viene quindi monitorato nel tempo, e al comparire di un elemento sospetto il motore di intelligenza artificiale identifica la causa e predispone degli alert per la gestione della criticità.

Ancora, RiskApp aiuta gli intermediari a valutare correttamente il valore dei beni da assicurare, e a gestire le operazioni di ispezione e sopralluogo, anche in modalità virtuale.

L’Insurance Advisor di RiskApp

Con la piattaforma Insurance Advisor sviluppata da RiskApp, poi, gli intermediari partner possono creare report di consulenza personalizzati per i propri clienti nel mondo delle PMI, individuando le criticità inerenti a varie tipologie di rischio tra cui incendio, furto, responsabilità civile e continuità operativa. L’obiettivo è permettere ai clienti di RiskApp di realizzare consulenze professionali nel minor tempo possibile.

Il software analizza i rischi attraverso questionari compilabili online, ed estrae poi le esigenze assicurative specifiche dell’azienda indicando motivi e specifiche. Il report riassuntivo, poi, presenta i risultati in ordine di priorità e consente agli intermediari – e poi ai loro clienti – di acquisire una visione del rischio aggiornata, completa e puntuale.

Grazie a RiskApp l’intermediario è quindi in grado di offrire al cliente una proposta economica per il trasferimento del rischio, da confrontare con i premi che l’azienda già spende per le sue coperture assicurative.

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Poleecy, l’insurtech romana per le assicurazioni temporanee

Assicurazioni flessibili, intuitive e attive solo per un breve periodo di tempo. Sono questi gli elementi principali alla base del portfolio di Poleecy, startup insurtech romana attiva dal 2018 e specializzata nel settore delle polizze temporanee.

Con pochi click, la compagnia permette ai suoi clienti di “assicurare ogni momento”, ribaltando il normale funzionamento delle procedure. Ecco come funzionano i suoi prodotti personalizzabili.

Cosa fa Poleecy

Poleecy nasce a Roma nel 2018 dall’idea di Elio Mungo, oggi CEO, e Massimo Ciaglia, Chief Operations Officer. L’obiettivo della startup è quello di garantire ai clienti la possibilità di sottoscrivere una polizza assicurativa in qualunque momento e da qualunque luogo, utilizzando i canali digitali. L’idea è innovativa: “Vogliamo rivoluzionare il modo di fare assicurazione, andando a capovolgere il tradizionale paradigma tra cliente e compagnia assicurativa” si legge sul sito. “Non è più il cliente che cerca la polizza assicurativa più adatta a lui, ma è la polizza che incontra il cliente”.

Proprio per questo Poleecy opera nell’ambito dell’instant insurance, le assicurazioni digitalizzate attivabili in pochi minuti, generalmente tramite uno smartphone.

Nel suo portfolio troviamo “micro-polizze” con tre caratteristiche fondamentali: immediatezza, economicità e breve durata. Le assicurazioni proposte, infatti, sono temporanee, quindi pensate per coprire un periodo di tempo ridotto, da poche ore a qualche giorno. Questo, necessariamente, permette di offrire costi più bassi rispetto alle polizze tradizionali.

Fino a oggi la startup ha raccolto 300 mila euro con un Seed round di investimenti, chiuso nell’aprile 2018.

Il ruolo della tecnologia

La tecnologia è un elemento fondamentale nell’ecosistema assicurativo creato da Poleecy. La compagnia infatti sfrutta l’intelligenza artificiale e la tecnologia blockchain per trovare le soluzioni migliori per ogni cliente, e sottoscrivere quindi contratti in modo semplice, rapido e intuitivo grazie all’uso degli smart contracts, i contratti intelligenti e digitalizzati.

“L’innovazione è il motore del futuro. Da una parte c’è un rischio molto alto, ma se la strada si rivela quella giusta porta a un vantaggio competitivo che gli altri non hanno” ha detto il CEO Elio Mungo durante un’intervista con B Heroes, un programma che favorisce l’innovazione e la promozione di nuovi business. “Poleecy è una piattaforma per l’instant insurance che offre grandi vantaggi competitivi rispetto ai player esistenti, sfruttando il canale digitale”, ha aggiunto poi il COO Massimo Ciaglia.

Come funziona l’app di Poleecy

Oggi Poleecy offre assicurazioni temporanee e personalizzabili su auto, viaggi e casa, ma anche animali, vacanze, viaggi e sport.

Tutte le operazioni di selezione e sottoscrizione partono direttamente dell’app per mobile della startup. Da lì è possibile cercare le soluzioni assicurative più in linea con le proprie esigenze, selezionando il settore d’interesse e inserendo i parametri necessari a calcolare i preventivi.

Una volta effettuata la ricerca, l’utente può sfogliare le offerte disponibili, con i relativi costi e le condizioni contrattuali, per poi acquistare direttamente online il pacchetto migliore. Il pagamento è effettuabile sia con carta di credito che con strumenti digitali, come PayPal. La polizza sarà immediatamente attiva, e il cliente riceverà tutti i documenti via email.

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Insoore, 5,5 milioni per l’insurtech che innova la gestione dei sinistri

Ha chiuso un round da 5,5 milioni di euro Insoore, la startup insurtech che ridisegna i processi di raccolta documentale e di gestione dei sinistri in ottica di digitalizzazione e innovazione. Lead investor dell’operazione è Proximity Capital attraverso il veicolo Mercurio Holding, con la partecipazione di Lumen Ventures, Azimut Libera Impresa Sgr attraverso Azimut Digitech Fund, GELLIFY e alcuni business angel. CDP Venture Capital Sgr, attraverso il Fondo Acceleratori, converte il finanziamento erogato nel 2020 nell’ambito dell’operazione AccelerOra.

Nel 2021 la società ha fatto registrare una crescita del fatturato pari al 150% rispetto all’anno precedente. Si è passati dai 50mila euro di fatturato del 2018 agli oltre 2 milioni di euro del 2021.

Insoore, l’insurtech che innova la gestione dei sinistri

Insoore è stata lanciata nel 2018 dalla startup Whoosnap, società fondata a Roma nel 2015 da Enrico Scianaro, Gerardo Gorga e Vito Arconzo.

Propone un modello di gestione dei sinistri alternativo a quello tradizionale, che consente alle compagnie assicurative e alle aziende di fleet management di digitalizzare e accelerare i processi, riuscendo a ridurre tempi e costi. La sfida di Insoore è stata quella di innovare senza rinunciare a tenere alta l’attenzione alla soddisfazione di tutti i soggetti interessati: compagnie, carrozzieri, periti, fino naturalmente a ogni singolo assicurato. Per farlo, ha introdotto all’interno del processo tradizionale due elementi chiave: tecnologia e community.

L’automazione dei sinistri secondo Insoore: con l’AI faremo tutto in 24 ore

Il nuovo round di investimento

Il round, Serie A, servirà a perseguire almeno tre obiettivi: la definizione di nuovi progetti che includono soluzioni basate su algoritmi di intelligenza artificiale per la rilevazione automatica del danno, la crescita del team con l’ingaggio di talenti anche sulla scena internazionale e l’espansione su nuovi mercati.

“Questo incremento di capitale rappresenta per noi una spinta in avanti verso il potenziamento dell’azienda”  ha commentato Enrico Scianaro, CEO di Whoosnap, società proprietaria di Insoore. “In pochi anni abbiamo dimostrato come il modello che avevamo in mente fosse in grado di riscrivere alcune regole del settore. Un traguardo a cui siamo arrivati correndo insieme, con Federico Santini, Executive Chairman, Gerardo Gorga, COO, e Vito Arconzo, CTO, tutti parte di un management dalla visione audace che ha seguito e guidato il progetto di Insoore fin dai primi passi, e con un team coeso di professionisti competenti, appassionati e capaci di guardare con determinazione verso la stessa meta. Come squadra, siamo molto contenti della fiducia che i nostri investitori ci hanno accordato, perché ci permette di consolidare il nostro assetto e di dare il via a nuove sfide ad alto potenziale di innovazione”.

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Neosurance: la storia della scaleup dai primi passi all’exit

Muove i primi passi a Milano, nel 2016, sbarca rapidamente sui mercati internazionali e arriva fino all’exit e all’acquisizione da parte del gruppo MAG, da oltre quarant’anni colosso del brokeraggio assicurativo. È il percorso di Neosurance, startup ormai affermata nel panorama insurtech italiano e non solo, che da anni continua a crescere e portare innovazione in un mondo tradizionalmente analogico.

Come nasce Neosurance

Neousurance è stata fondata nel 2016 a Milano da Dario Melpignano, già CEO e co-founder di Neosperience, e Andrea Silvello, CEO e co-founder di Digital Tech. Pochi mesi dopo il lancio al team si è aggiunto Pietro Menghi, attuale CEO. Se Melpignano era tra i pionieri della digital customer experience in Italia, e Silvello vantava un passato importante nel mondo della consulenza, Menghi ha portato una conoscenza approfondita del mondo assicurativo: “Ero quel tassello necessario per mettere insieme mondi ed esperienze diverse in una proposta coerente”, ha spiegato a Economyup nel 2019, quando ha condiviso la propria esperienza in occasione dei Digital360 Awards.

Per diventare socio e CEO di Neosurance Menghi ha lasciato una brillante carriera internazionale nel mondo del brokeraggio: “Sono stato quasi 30 anni dentro il settore dell’assicurazione e della riassicurazione. Ho lavorato prevalentemente all’estero, ho conosciuto il mondo large corporate in tutte le sue declinazioni e sono arrivato alla conclusione che il talento dell’innovatore non è sufficiente perché in quelle strutture l’innovazione avvenga nei tempi necessari” ha raccontato. Il passaggio dalle grandi aziende alle startup, però, non ha segnato una separazione netta tra i due mondi: “Uscire dalle grandi compagnie per me non ha significato rinnegarle, ma avvicinarle con spirito e intento diverso, a vantaggio del cliente finale” ha precisato il CEO.

Cosa fa Neosurance: i servizi e i punti di forza

La tecnologia di Neosurance sfrutta l’intelligenza artificiale e il machine learning per permettere alle compagnie partner di proporre micro polizze istantanee dove, quando e per quanto tempo serve al cliente. La startup opera quindi in modalità B2B2C (business to business to consumer), collaborando principalmente con aziende che a loro volta si rivolgono a una platea di clienti.

In particolare, i sistemi di Neosurance permettono ai clienti di vendere micro-polizze, istantanee e digitalizzate, che vengono proposte agli utenti finali tramite notifiche push sullo smartphone basate sulle loro abitudini e sul luogo in cui si trovano. Grazie all’analisi continua dei dati di contesto, comportamentali ed emozionali raccolti nel tempo, Neosurance riesce infatti ad identificare il momento giusto e le necessità specifiche per ogni singolo cliente, che può poi attivare la polizza proposta con pochi click.

Un servizio, quindi, digitalizzato, intuitivo e personalizzabile. Proprio per questo le polizze offerte da Neosurance sono “tipicamente temporanee, utili proprio per il momento e luogo in cui si trova l’utente”, spiega Diego Caputo, Head of Business and Product Management,

Oltre alla possibilità di targettizzare intere fasce di clientela difficilmente raggiungibili attraverso i soli canali tradizionali, le soluzioni offerte da Neosurance sono anche facilmente scalabili: “Una volta disegnato il prodotto assicurativo ‘instant’ e messi a punto dei processi ‘full digital’, la proposta di vendita può essere veicolata da tutte le communities digitali interessate allo specifico use case per cui quel  prodotto assicurativo è stato costruito, senza dover ritoccare nulla nel prodotto o nel processo” ha evidenziato Caputo.

I traguardi raggiunti

Il successo arriva presto per Neosurance: nel 2016 la startup vince il primo posto agli Insurance IoT Europe Awards, e l’anno successivo è selezionata per partecipare al  Plug and Play Tech Center, un prestigioso acceleratore basato nella Silicon Valley. Nel 2020, poi, Neosurance è stata selezionata tra i beneficiari del programma Horizon 2020 per piccole e medie imprese, finanziato dall’Unione europea per facilitare la crescita delle startup più innovative.

La crescita è evidente anche dal punto di vista geografico. Partita da Milano, oggi Neosurance opera come ​​come broker digitale e abilitatore tecnologico in Unione Europea, Regno Unito e Far East. Nel 2018 la startup ha annunciato di essere pronta a sbarcare anche negli Stati Uniti, e non a caso lo stesso anno è stato chiamato a ricoprire il ruolo di vicepresidente del Business Development negli Usa John Murray, veterano del global marketing con oltre 15 anni di esperienza nel realizzare e condurre progetti B2B e B2C di digital strategy, e-commerce e business development.

Tante anche le partnership avviate con altre aziende, da Sportclubby per le micropolizze contro gli infortuni sportivi a Enel, che ha scelto il broker Neosurance e la compagnia assicurativa Net Insurance per lanciare Homix Smart Protection, ​la sua prima assicurazione on-demand e pay-per-use per la casa.

Oggi la compagnia ha raccolto circa due milioni di euro in quattro round di investimenti, l’ultimo dei quali chiuso ad aprile 2020 – nel pieno della pandemia di Covid-19 – per 1,1 milioni di euro.

La exit: l’acquisizione da parte del Gruppo MAG

Marzo 2022 segna un altro momento importante per Neosurance. Il Gruppo MAG, colosso del brokeraggio assicurativo italiano attivo da più di quarant’anni, ha acquisito il 50,65% delle quote delle startup, segnando così un processo di exit, cioè la vendita delle quote di una società – Neosurance, in questo caso – da parte di un fondatore o di un soggetto che vi ha investito al fine di realizzare un guadagno.

Open Insurance, exit per Neosurance: il broker MAG acquisisce la maggioranza della scaleup

La sinergia industriale tra le due realtà agevolerà ora l’accesso a nuovi mercati B2C, sia scalando prodotti innovativi già lanciati sul mercato da Neosurance – come coperture furto pay-per-use, micro-assicurazioni istantanee per sport e viaggi e polizze salute attivabili in pochi click – sia creando soluzioni di protezione e assistenza completamente nuove.

L’accordo permetterà quindi a Neosurance di accelerare la propria crescita internazionale, approfittando anche del network di MAG composto da 8 mila aziende sparse su 150 Paesi. Dall’altro lato, il Gruppo MAG potrà investire sul processo di trasformazione digitale, attivando anche nuovi modelli di revenue e business.

L’articolo Neosurance: la storia della scaleup dai primi passi all’exit proviene da InsuranceUp.