Assicurazioni online: 1 italiano su 3 compra la polizza RC auto da smartphone

Le polizze digitali si fanno lentamente ma costantemente strada nel comparto RC Auto: secondo un’analisi di Facile.it, più di 1 italiano su 3 (34,2%) le acquista online direttamente dal proprio smartphone.

Dallo studio, realizzato su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online, emerge come la percentuale sia aumentata rispetto al periodo pre-pandemia, quando era pari al 24,8%.

“La pandemia e le restrizioni imposte hanno spinto gli italiani a digitalizzare molti processi”, spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. “Inevitabilmente anche il mondo delle assicurazioni è stato influenzato da queste dinamiche e l’acquisto da smartphone, device che può essere utilizzato in ogni momento e luogo, è ormai una realtà anche per il settore assicurativo”.

Banche e assicurazioni, il futuro è nella mobile digital bancassurance

Assicurazioni auto online: i maggiori clienti sono tra i 25 e i 44

Analizzando i dati dal punto di vista anagrafico, non stupisce notare come siano soprattutto gli individui con un’età compresa tra i 25 e i 44 anni ad utilizzare maggiormente il cellulare per rinnovare o sottoscrivere la copertura per la propria vettura (38,8%). Nonostante i 65-74enni siano i meno propensi, è interessante notare come quasi 3 italiani su 10 (28,5%) appartenenti a questa fascia anagrafica si affidino comunque al mobile per l’acquisto.

Assicurazioni auto online: Friuli, Sardegna e Emilia-Romagna sul podio

Se, come detto, a livello nazionale coloro che usano il cellulare per comprare l’RC Auto rappresentano il 34,2% del campione, la percentuale sale fino al 37,1% in Friuli-Venezia Giulia, che si posiziona così in cima alla classifica delle regioni più propense alla sottoscrizione di una assicurazione attraverso lo smartphone. Seguono sul podio la Sardegna (36,5%) e l’Emilia-Romagna (36,2%).

Le garanzie accessorie più richieste

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (40%).

Il dato può essere letto anche in virtù di un parco auto che continua ad invecchiare: lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).

Seguono tra le garanzie accessorie più richieste, sia pure a grande distanza, la copertura infortuni conducente (19%), la tutela legale (18,4%) e la garanzia furto e incendio (11%)

Aumentano anche le polizze moto online

Per quanto guarda l’assicurazione i motoveicoli, dallo studio realizzato su oltre 23.800 polizze RC Moto acquistate online emerge che nel primo trimestre del 2022 ben 1 italiano su 3 (33,9%) ha acquistato la polizza per le due ruote direttamente dal proprio cellulare; valore in aumento di 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019.

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L’assicurazione del futuro è collaborativa: l’insurtech come fattore abilitante

La trasformazione digitale del settore insurance è uno sforzo collaborativo, e sempre più attori se ne stanno rendendo conto. Oggi il paradigma dell’innovazione per il settore assicurativo è cambiato: se fino a qualche anno fa sembrava fondamentale dotarsi di una struttura specifica per l’innovazione, e, al tempo stesso, le partnership con altri player non fossero fondamentali, oggi emerge al contrario una netta preferenza per un modello di innovazione diffusa, in cui il 50% degli intervistati non ha nominato un responsabile dell’innovazione e il 96% afferma di aver avviato collaborazioni con diverse categorie di player, prima tra tutti con enti accademici e Insurtech.

È quanto emerge dalla ricerca L’assicurazione del futuro e i modelli abilitanti condotta da EY e IIA – Italian Insurtech Association – in collaborazione con REVO, unico operatore insurtech italiano dedicato al business delle specialty lines e dei rischi parametrici per le PMI – volta a identificare l’impatto dell’innovazione sul modello organizzativo delle assicurazioni.

“Stiamo finalmente assistendo ad una sempre maggior volontà di collaborazione, più che di competizione, tra gli attori del mondo assicurativo e l’Insurtech, una collaborazione che noi in quanto associazione promuoviamo ormai da tempo” spiega Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA – Italian Insurtech Association. “ La necessità per il settore di acquisire competenze digitali è ad oggi l’unica strada per far sì che l’industria assicurativa non perda di competitività. L’insurtech non deve essere visto come una minaccia, esattamente come non lo è la tecnologia. Quest’ultimi, infatti, devono essere percepiti come facilitatori, strumenti in grado di velocizzare processi e aiutare l’industria ad andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori. La vera minaccia arriva dai Big Tech, come Tesla e Amazon, che stanno entrando nell’industria assicurativa e potrebbero spostare gli equilibri entro pochissimo tempo.”

Come è stata svolta la ricerca

La ricerca consiste in oltre due mesi di analisi di mercato dedicate analizzando il punto di vista di oltre 30 operatori. Pensata per fornire una visione di medio e lungo periodo sui trend che dominano il mondo assicurativo, offre una visione a 360° che tocca gli aspetti organizzativi, strutturali e strategici dei principali operatori di settore, con un approccio cross-industry che include compagnie assicurative, Insurtech, riassicuratori, intermediari e bancassurance.

Innovazione nell’insurance: il CEO al centro, essenziali le partnership

Relativamente ai modelli di gestione dell’innovazione nelle compagnie assicurative, che l’azienda decida di creare una funzione ad hoc per l’innovazione o meno, è di fondamentale importanza che sia il CEO stesso ad incentivare e promuovere una cultura dell’innovazione che si rifletta in maniera trasversale e a tutti i livelli nella strategia aziendale.

Chi pensa dovrebbe esser il principale sponsor dell’innovazione in azienda?

 

Il 79% degli intervistati ritiene inoltre che un approccio davvero efficace per favorire la crescita e l’innovazione non possa prescindere dalle partnership, in un’ottica di open innovation e collaborazione nella definizione di nuovi prodotti e servizi. In un mondo che cambia rapidamente, le compagnie non possono basarsi soltanto su logiche “Build” (sviluppo interno) e “Buy” (crescita per acquisizioni), ma devono individuare la giusta combinazione tra rischio ed economicità

Quali di questi approcci ritiene essere più efficace per favorire la crescita e l’innovazione?

A conferma dell’importanza attribuita alle partnership nell’attuale scenario competitivo, il 96% degli intervistati afferma di aver avviato collaborazioni con diverse categorie di player, prima tra tutti con enti accademici e insurtech. In particolare, il 45% del campione ha avviato collaborazioni con tech company, il 66% con enti accademici, il 59% con Insurtech e il 34% con acceleratori o incubatori. Le insurtech, inoltre, sono percepite dall’80% degli intervistati come un’opportunità per abilitare nuovi prodotti, nuovi processi e migliorarne l’efficienza.

Come viene percepito all’interno dell’azienda il ruolo che le InsurTech stanno assumendo sul mercato?

Cresce la consapevolezza dell’importanza delle competenze

Tra gli aspetti fondamentali per incentivare l’innovazione nel settore assicurativo, inoltre, i 2/3 degli intervistati citano le iniziative di up/reskilling. Infatti, l’86% del campione rileva un gap di competenze tecniche digitali all’interno della propria azienda e l’83% (+30% rispetto all’anno precedente) ha già avviato percorsi di formazione specifica su temi di innovazione e trasformazione digitale per i propri dipendenti.

I trend: sostenibilità, cybersecurity e open insurance nella top 3

“Dall’analisi dei principali trend che dominano il settore assicurativo, emerge come il tema della sostenibilità sia sempre più in cima alle agende di tutti gli operatori di mercato” nota Francesco Pisapia, Insurance Consulting leader di EY in Italia. “La crescente attenzione verso l’impatto ambientale del proprio operato, mossa anche dalle sempre più consistenti spinte regolamentari, ha portato la maggior parte dei player a compiere importanti passi avanti verso modelli di business sostenibili. Accanto al tema “Sustainability & ESG” (66%) spicca anche quello Cyber security (59%): alla luce dell’attuale scenario geopolitico ci si aspetta un interesse e una domanda crescente per servizi di mitigazione del rischio informatico, che, data la gravità e la frequenza delle violazioni, non tutti gli operatori sono disposti ad affrontare. Al tempo stesso tendenze come l’adesione ad ecosistemi di Open Insurance (59%) e la realizzazione di una Data Driven strategy (55%) attraverso l’uso dell’Artificial Intelligence e del Machine Learning per l’analisi predittiva acquistano sempre maggior rilevanza agli occhi degli intervistati”.

Cala invece l’interesse per la Behavioural Insurance, per cui il mercato italiano si conferma ancora prematuro, la Connected Insurence tramite tecnologie IoT, con dispositivi troppo costosi e poco fluidi nell’interoperabilità dei dati, e l’On-Demand, che rischia di creare un processo di anti-selezione attraendo clienti che si rivelano più soggetti a comportamenti rischiosi.

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Polizze digitali: entro il 2030 saranno l’80% del totale, essenziale investire in insurtech

La transizione digitale nel settore assicurativo sta accelerando: se a livello mondiale nel 2020 le polizze digitali rappresentavano solo il 23% del totale (polizze digitali che comprendono: assicurazioni vendute da compagnie che operano solo online, polizze phigital, cioè polizze vendute sia online che di persona, polizze tradizionali, ma proposte attraverso piattaforme digitali), si stima che nel 2030 arriveranno all’80%, con una crescita media percentuale annua del valore del 22%. È quanto emerge dall’Indagine sul mercato Insurtech e la penetrazione delle polizze digitali al 2030, realizzato da IIA – Italian Insurtech Association, l’associazione che riunisce oltre 200 player del settore assicurativo Italiano, in accordo con Global Insurtech Alliance e che ha coinvolto 155 protagonisti del settore in 7 mercati europei, quali Italia, Spagna, Germania, Austria, Francia, Olanda e Polonia.

Secondo le stime di mercato del report di Bain&Company Insurance 2030: as risk mount, insurers aim to augment protection with prevention, a livello mondiale il valore complessivo dei premi legati a polizze digitali raddoppierà entro il 2030, passando dai 5 trilioni di dollari del 2020, ai 10 trilioni del 2030. Non solo, secondo l’indagine a cura di IIA, l’aumento dei premi sarà accompagnato dall’entrata sul mercato di nuovi player, che copriranno il 20% del mercato, come nuove compagnie technologiche, MGAs, Start up ed Aziende terze, che al momento non vengono riconosciute da Regolatori Assicurativi. Questi nuovi soggetti saranno in grado di realizzare volumi di premi per circa 1,9 trilioni di dollari.

Polizze digitali, cosa spingerà la crescita

I fattori che contribuiranno a far crescere più velocemente il mercato entro il 2030 saranno: l’embedded insurance, ovvero le coperture assicurative offerte come servizio aggiuntivo assieme all’acquisto di un prodotto o servizio (per un valore di 730 bilioni di dollari), i prodotti distribuiti in ottica B2B2C, ovvero digital bancassurance, ma anche distribuzione tramite telco, utilities, e-commerce e altri player non assicurativi che integreranno la propria offerta con prodotti assicurativi (840 bilioni di dollari), nuovi prodotti per nuovi bisogni, atti a soddisfare nuove esigenze come la micro mobilità, la sharing economy, la connect mobility, la health-tech economy (840 bilioni di dollari) e prodotti legati al welfare (300 bilioni di dollari).

A fare da traino a questo incremento sarà in primo luogo la flessibilità della nuova offerta assicurativa (per il 33% degli intervistati), grazie in particolare allo sviluppo delle polizze on demand, ovvero le instant, che si attivano al momento dell’acquisto; le micro, ristrette ad un periodo temporale ristretto o ad un singolo evento; pay-per-use, pagabili sulla base del reale utilizzo; inclusive, offerte in bundling a un prodotto o servizio venduto in modalità digitale.

Fondamentali gli investimenti in insurtech e open insurance

“L’incremento nell’utilizzo di piattaforme digitali spingerà la crescita del mercato assicurativo nei prossimi anni, basti pensare al raddoppio previsto al termine di questo decennio”, commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA “Anche il volume generato dagli operatori esistenti – compagnie assicurative e intermediari – vedrà un forte incremento del valore, dai 5 agli 8 trilioni di dollari. È fondamentale però che questi player investano in insurtech. A differenza delle altre industry che con l’arrivo della digital transformation hanno visto un mantenimento delle dimensioni dell’industria ed in certi casi anche un ridimensionamento, per il settore assicurativo la digitalizzazione non imoplica solo un value transfer dall’analogico al digitale ma un vero e proprio ampiamento del mercato grazie ad una nuova offerta flessibile che permette di servizi segmenti di clientela, sia Retail che Corporate, al momento non servizi e quindi sott-assicurati. L’avvento del digitale va quindi ad incidere su quella fetta di mercato ancora sottopenetrata dall’offerta assicurativa, offrendo così un nuovo potenziale. Grazie all’open insurance sarà possibile allargare la base utenti di polizze assicurative, intercettando anche quei consumatori ora esclusi dai canali tradizionali”.

Dall’indagine emerge inoltre come gli investimenti in tecnologie insurtech passeranno dai 9.4 bilioni di dollari nel 2020 ai 155 bilioni nel 2030, con una crescita percentuale media del 32,7%. Grazie alla continua ricerca e all’aumento degli investimenti in tecnologie quali Intelligenza Artificiale, cloud computing, uso dell’apprendimento automatico, etc. si stanno sviluppando nuove soluzioni, come l’offerta di polizze ultra personalizzate, assicurazioni sociali. L’utilizzo di nuovi flussi di dati da dispositivi abilitati a Internet consentirà di valutare dinamicamente i premi. L’Insurtech può inoltre aiutare a prevedere in modo più puntuale quali siano le esigenze dei consumatori, quante polizze verranno sottoscritte, affinandone in questo modo il processo decisionale e la pianificazione assicurativa.

Polizze digitali, le tecnologie più impattanti

Infine, per quanto riguarda le tecnologie che maggiormente incideranno nel 2030, il campione intervistato indica principalmente la gestione dati (per il 33%), le interfacce operatore evolute (per il 25%); a seguire l’Intelligenza Artificiale (17%), la blockchain (9%),  la realtà aumentata e la realtà virtuale (9%). L’impatto maggiore di queste tecnologie si vedrà sulla digitalizzazione dei sistemi Legacy (per il 25%), nella distribuzione (20%), nella configurazione e gestione dei prodotti (20%), nella gestione delle richieste di indennizzo (15%), nella profilazione (7%) e nell’integrazione dell’ecosistema (7%).

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FORUM PA 2022, torna in modalità ibrida l’evento per fare il punto sulla ripartenza

Il settore insurance è ormai inscindibile dal processo di trasformazione digitale che (poco a poco) sta coinvolgendo il nostro paese. Ma a che punto è questa rivoluzione in Italia, e come cambieranno le cose con l’investimento delle risorse messe a disposizione tra PNRR e nuova programmazione europea?

Questo il fulcro dell’edizione 2022 di Forum PA, l’evento annuale dedicato all’innovazione della Pubblica Amministrazione: quattro giorni di eventi, sia fisici sia virtuali, per fare il punto sull’attuazione degli investimenti e delle riforme necessarie a ripartire.

Dal 14 al 17 giugno 2022, l’evento si terrà in formato ibrido presso il centro congressi Auditorium della Tecnica a Roma e sull’innovativa piattaforma di FPA per la trasmissione digitale degli eventi, che consentirà di seguire l’intero programma congressuale e partecipare attivamente grazie alle funzionalità di meeting e live chat.

Un’occasione unica di incontro e dialogo tra i diversi protagonisti della ripartenza del Paese. Al centro del confronto le tre transizioni (amministrativa, digitale e verde) necessarie per la ripartenza e le principali politiche verticali per il rilancio del Paese: dalle infrastrutture alla mobilità, dalla ricerca ai sistemi di welfare. Tutti i temi sono uniti da un filo rosso: il PNRR e gli obiettivi del ciclo di programmazione 2021-2027 dei Fondi strutturali.

Qui è possibile scaricare il programma

Tra gli ospiti di Forum PA 2022: i Ministri Renato Brunetta, Vittorio Colao, Enrico Giovannini, il premio Nobel Michael Spence, la professoressa dell’Harvard Business School Francesca Gino, l’Ambasciatore italiano in Kazakhistan Marco Alberti, il Professore della Harward Law School Cass Sunstein, il Chief Digital Officer della Città di Rotterdam Bas Boorsma, l’atleta, coach e speaker motivazionale Paola Gianotti, l’ex allenatore di volley oggi docente della Scuola Holden di Torino Mauro Berruto.

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RiskApp, la startup che aiuta le compagnie nell’analisi digitale dei rischi delle PMI

La startup insurtech padovana RiskApp, attiva dal 2015, si conferma tra le più innovative in Italia per quanto riguarda la trasformazione digitale e l’analisi avanzata del rischio.

Le sue piattaforme, studiate a partire da tecnologie all’avanguardia, guidano le compagnie assicurative nel percorso di trasformazione digitale, e collaborano con gli intermediari per aiutarli a gestire a 360 gradi le esigenze insurance di piccole e medie imprese, dalla previsione di possibili catastrofi naturali alle attività di media monitoring online.

RiskApp in breve

RiskApp nasce a Padova, in Veneto, nel 2015 da un gruppo di studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’idea è dell’allora neolaureato in International management Giuseppe Da Re, che sviluppa il progetto assieme a Pierpaolo Toniolo, Luca Scarparo, Federico Carturan, Francesco Xodo. L’azienda è oggi gestita dal CEO Federico Carturan, con Luca Bizzarro come COO.

Da un lato, i servizi innovativi di RiskApp semplificano il lavoro delle compagnie assicurative impegnate nel processo di trasformazione digitale, e dall’altro aiutano gli intermediari che operano nel settore delle piccole medie e imprese a gestire al meglio i rispettivi clienti.

Un supporto per la trasformazione digitale

Per quanto riguarda la trasformazione digitale, RiskApp aiuta i player assicurativi a sviluppare e lanciare nuovi prodotti digitalizzati – come sistemi API, micro servizi, o piattaforme di front end – in modo semplice e soprattutto estremamente rapido: “Dall’idea al mercato in sei settimane”, si legge sul sito.

Per farlo, la startup sfrutta tecnologie come l’intelligenza artificiale, i big data e il cloud computing, e punta su un metodo di sviluppo Agile, quindi meno strutturato e concentrato sulle necessità del cliente, in continuo cambiamento.

I servizi per gli intermediari

La piattaforma di RiskApp offre inoltre una serie di servizi digitali studiati per facilitare le operazioni degli intermediari assicurativi che lavorano con le piccole e medie imprese.

Grazie al programma Nat-Cat e Supply Chain, per esempio, gli intermediari che collaborano con RiskApp possono determinare in modo preliminare il livello di esposizione ai rischi causati dal cambiamento climatico – come incendi, inondazioni o alluvioni – a cui sono sottoposti gli elementi chiave delle attività dei clienti, come i fornitori che potrebbero tardare la consegna delle merci.

Altro servizio offerto da RiskApp è il “Cacciatore di dati”, una tecnologia proprietaria tramite cui gli intermediari possono raccogliere tutti i dati disponibili online sui loro clienti, dalle informazioni finanziarie alle notizie che lo citano. Il cliente viene quindi monitorato nel tempo, e al comparire di un elemento sospetto il motore di intelligenza artificiale identifica la causa e predispone degli alert per la gestione della criticità.

Ancora, RiskApp aiuta gli intermediari a valutare correttamente il valore dei beni da assicurare, e a gestire le operazioni di ispezione e sopralluogo, anche in modalità virtuale.

L’Insurance Advisor di RiskApp

Con la piattaforma Insurance Advisor sviluppata da RiskApp, poi, gli intermediari partner possono creare report di consulenza personalizzati per i propri clienti nel mondo delle PMI, individuando le criticità inerenti a varie tipologie di rischio tra cui incendio, furto, responsabilità civile e continuità operativa. L’obiettivo è permettere ai clienti di RiskApp di realizzare consulenze professionali nel minor tempo possibile.

Il software analizza i rischi attraverso questionari compilabili online, ed estrae poi le esigenze assicurative specifiche dell’azienda indicando motivi e specifiche. Il report riassuntivo, poi, presenta i risultati in ordine di priorità e consente agli intermediari – e poi ai loro clienti – di acquisire una visione del rischio aggiornata, completa e puntuale.

Grazie a RiskApp l’intermediario è quindi in grado di offrire al cliente una proposta economica per il trasferimento del rischio, da confrontare con i premi che l’azienda già spende per le sue coperture assicurative.

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Banche e assicurazioni, il futuro è nella mobile digital bancassurance

Assicurazioni e banche sono oggi al centro di una grande trasformazione. Una trasformazione attraverso la quale i due settori sono sempre più intrecciati. Le banche hanno digitalizzato i loro prodotti, ma mancano ancora le polizze digitali che entro la fine di quest’anno rappresenteranno il 35% dell’offerta delle banche tradizionali e addirittura l’80% delle nuove banche digitali nate sul mobile. Nonostante questi valori di penetrazioni il valore complessivo dei premi è ancora marginale, ma il valore stimato dei premi della mobile digital bancassurance è di 30 miliardi di euro in Europa nel 2030.

È quanto emerge dal Report sulla Mobile Digital Bancassurance realizzato dal gruppo di lavoro di IIA – Italian Insurtech Association che riunisce compagnie assicurative, istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche e i principali attori del mercato bancassurance per monitorare, analizzare e discutere delle principali trasformazioni che stanno riguardando questo settore. Al gruppo di lavoro hanno partecipato: Helvetia Italia Assicurazioni SpA, illimity bank, Afi Esca, Mia Platform, Axway, OpenLegacy, EMFGroup, Corvallis Srl, Tinexta, e Iama Consulting.

Bancassicurazione: le banche sono il primo canale distributivo delle assicurazioni in Italia

La bancassicurazione si conferma il primo canale distributivo di prodotti assicurativi del nostro Paese: il collocamento di polizze mediante sportelli bancari è stato nel 2020 pari a 62,5 miliardi di euro, rappresentando circa il 58% della raccolta assicurativa complessiva, seguita dalla distribuzione tramite il canale delle agenzie. La quasi totalità della raccolta assicurativa riguarda le polizze dei Rami Vita (96%), mentre residuale è quella associata ai Rami Danni, che nel 2020 è risultata pari a circa 2,6 miliardi di euro.

Il business della bancassicurazione è caratterizzato prevalentemente dalle polizze Vita, vendute soprattutto tramite canali tradizionali, anche perché più complesse rispetto ai prodotti assicurativi non-vita. Questi ultimi possono essere invece offerti con un maggiore livello di personalizzazione e rilevanza, in modalità stand-alone e attraverso canali digitali, andando incontro alle esigenze di un consumatore che predilige soluzioni su misura e pay-per-use, pagabili sulla base del reale utilizzo.

Crescono i canali digitali e si sviluppa la mobile digital bancassurance

La pandemia ha accelerato la digital transformation delle banche, che hanno sviluppato sui canali digitali e soprattutto mobile gran parte dei loro servizi. Secondo recenti dati di IIA infatti 9 conti correnti su 10 sono aperti online e il 35% della clientela non si reca fisicamente all’interno della filiale se non ne ha l’esigenza, sintomo del cambio di abitudini da parte del consumatore. L’aumento nel numero di banche digitali, sia con focus retail che corporate ha contribuito ad allargare il bacino di clienti attivi sui canali digitali.

In questo contesto anche l’offerta assicurativa, diventata fondamentale nella strategia di crescita delle banche, è costretta a evolversi per adattarsi a una customer base sempre più digitale, portando allo sviluppo della mobile digital bancassurance. Secondo le principali banche mobile tech attive sul nostro mercato ad esempio, a livello retail Revolut e N26 e a livello corporate llimity e Qonto, la vendita di assicurazioni digitali sarà uno dei tre servizi più importanti fonte di revenue.

Mobile digital bancassurance: siamo all’anno zero

“La mobile digital bancassurance è l’evoluzione naturale della bancassurance. Oggi siamo all’anno zero, ma per far sì che questo comparto possa crescere è necessario iniziare a porsi degli obiettivi ambiziosi” commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA. “Oggi oltre la metà della raccolta premi arriva dal canale bancario, ma sempre meno persone vanno in filiale. I clienti si aspettano soluzioni che permettano loro di gestire le loro finanze personali e polizze assicurative da remoto e da uno smartphone. Per intercettare questa fetta di mercato bisogna creare un’offerta nuova che possa essere distribuita via web e mobile, con proposte instant e on demand. Sarà importante investire in piattaforme nuove e tecnologicamente avanzate, prodotte internamente o in partnership con startup insurtech”.

Dalla ricerca di IIA emergono quali sono gli ostacoli alla crescita della Mobile Digital Bancassurance, che oggi si trova ancora in uno stato embrionale:

  • il 55% del top management intervistato ritiene che la mancanza di relazione umana non permetta di illustrare in maniera esaustiva i prodotti;
  • il 45% dei prodotti oggi proposti non risultano interessanti per i clienti;
  • il 36% pensa che questo limite sia dovuto al basso valore espresso dai prodotti assicurativi attualmente in portfolio.

Attualmente in Italia il 25% delle banche è attivo con almeno un servizio di mobile digital bancassurance, con la previsione di arrivare al 35% entro la fine del 2022 e al 90% entro il 2030.

La percentuale sale drasticamente se si guarda alle banche full digital: il 75% offre polizze assicurative tramite canali digitali, ma il 100% dei prodotti riguarda il ramo danni, il cui 30% riferito al comparto motor, il 25% a quello casa e il 25% a infortuni persone e animali. Nei prossimi 12 mesi verranno lanciati sul mercato principalmente prodotti infortuni sport, infortuni pet, polizze relative alla mobilità urbana, casa, motor e vita.

Qui il video completo della presentazione del report

Bancassicurazione, il futuro è nella personalizzazione

È importante per gli operatori di bancassicurazione passare da un’offerta di prodotti standardizzati, studiati per essere venduti in modalità bundle con altri prodotti finanziari, a un’offerta di prodotti con un maggiore livello di personalizzazione e rilevanza, studiati per essere venduti in modalità stand-alone. Combinando le informazioni contestualizzate agli eventi più importanti che caratterizzano la vita delle persone (ad esempio, cambi casa o la nascita di un bambino) con i dati generati dalle interazioni (ad esempio le conversazioni con gli operatori dei call center), tramite l’adozione di predictive analytic è possibile aumentare le vendite di prodotti assicurativi digitali dal 20 al 40 percento. La personalizzazione può riguardare anche il pricing: molte banche stanno usando il credit scoring dei loro clienti come parametro per generare pricing più personalizzati.

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Wide Group introduce l’autenticazione tramite Spid: cosa significa per il settore insurance

E’ nato col proposito di innovare e semplificare l’ecosistema assicurativo italiano, e oggi compie un grande passo: il broker assicurativo Wide Group  introduce l’accesso al suo portale MyWide utilizzando il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), elemento fondamentale nel processo di digitalizzazione dei servizi amministrativi a livello locale e nazionale già largamente diffuso tra la popolazione.

Con la sua facilità di utilizzo, unita a sicurezza e velocità nella trasmissione dati, l’utilizzo dello Spid è destinato a farsi strada anche nel mondo insurance, e Wide Group vuole essere tra i pionieri di questo processo.

Che cos’è Wide Group

Nata nel 2016, Wide Group si presenta come un Insurtech Broker Aggregator, società b2b2c concentrata sulla digital transformation dell’intermediazione assicurativa con l’obiettivo fondamentale di automatizzare i processi e rendere il flusso di lavoro più rapido e intuitivo.

Come spiegato da Gerardo di Francesco, co-fondatore e managing partner, Wide Group offre ai broker più piccoli “un pacchetto tecnologico chiavi in mano”, formato da servizi e prodotti pensati per applicarsi a una vasta platea di settori, dal mondo corporate a quello del lusso.

Il modello funziona, tanto che nel 2020 la compagnia ha ricevuto il titolo di “Broker più innovativo” agli Italian Insurtech Awards 2020.

Wide Group, il broker insurtech con una doppia anima

L’uso dello Spid nel mondo insurance

Per Wide Group, l’avvicinamento al sistema Spid è un passo importante, capace di semplificare realmente le procedure di autenticazione per i clienti e quindi snellire i processi. Oggi il sistema Spid è infatti già utilizzato da quasi 30 milioni di italiani, e sono oltre 9.500 le amministrazioni pubbliche che lo utilizzano per gestire i protocolli di login nelle loro piattaforme.

L’immediatezza e l’ampia diffusione di Spid hanno catturato l’attenzione anche del settore privato, convincendo molte aziende a integrare questo sistema con i propri servizi. In ambito assicurativo, in particolare, Wide Group è tra la prime compagnie a muoversi in questa direzione.

Dal 9 marzo 2022 infatti i clienti della startup possono utilizzare lo username e la password associati al proprio Sistema pubblico di identità digitale per accedere alla sezione “home broking” del portale MyWide, da cui è possibile effettuare pagamenti, controllare lo stato dei sinistri, scaricare e firmare documenti e avere a portata di mano tutto il proprio profilo assicurativo.

L’integrazione migliora quindi l’esperienza utente, permettendo tra le altre cose di consultare e firmare i documenti in modo del tutto digitale, e snellisce il flusso di lavoro per l’azienda, che può avvalersi di un metodo rapido e sicuro per autenticare i propri clienti.

Wide Group, un passo in più verso la semplificazione

“L’abilitazione all’utilizzo del protocollo di autenticazione Spid sul portale MyWide è un’innovazione coerente con l’importante attività di AgID in termini di digitalizzazione del nostro Paese” ha commentato il co-founder Di Francesco, secondo cui la possibilità di autenticarsi tramite Spid “incontra un bisogno sempre più reale dei cittadini, non solo per la fruizione dei servizi nel settore pubblico, ma anche in quello privato”.

“Per Wide e il settore assicurativo, questa implementazione porterà a una risoluzione definitiva delle criticità normative legate al riconoscimento a distanza degli utenti e all’autenticazione degli stessi nei nostri sistemi” ha concluso Di Francesco.

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5 idee innovative per il mercato assicurativo nate da un master sull’insurtech

Per allineare il mercato assicurativo ai nuovi trend e al ruolo sempre più strategico dell’insurtech, è essenziale per il settore investire in formazione. Per contribuire a questo sforzo sistemico, Italian Insurtech Association promuove dal 2020 il primo Master in Insurtech in Italia.

Il Master ha da poco concluso la sua seconda edizione con la presentazione, durante il webinar dedicato tenutosi il 3 marzo 2022, dei progetti realizzati dai gruppi di lavoro formati all’interno del corso. Ne sono emerse cinque idee di progetti insurtech per soluzioni che spaziono da Home, RC auto e intermediari fino a Cyberbullismo e Influencer. Con un minimo comune denominatore: l’attenzione alle nuove esigenze di mercato.

Come funziona il Master Insurtech di Italia Insurtech Association

“Se si vuole avere successo in un’industria che si digitalizza, la chiave non è una conoscenza nozionistica, ma un mindset di continuo apprendimento, crescita, apertura alle novità e agli attori di mercato e delle loro esigenze” ha sottolineato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association.

“La mia percezione di questo secondo Master è una conferma di quanto rilevato con il primo: il mondo insurtech è in evoluzione quotidiana” ha aggiunto Fabrizio Callarà, responsabile del Master, “Credo che chi voglia restare al passo debba immaginare un training continuo. Il Master in Insurtech è una grande opportunità di vedere in tempo reale dove sta andando il mercato.”

Nato per formare nuovi professionisti in grado di guidare l’evoluzione digitale nell’industria assicurativa, il Master consiste in un corso intensivo articolato su 6 moduli ed erogato in modalità full digital. Destinato sia a giovani e neolaureati che a professionisti del settore in cerca di upskilling, è a curato da manager esperti del settore e si basa su un approccio pratico che culmina con la definizione e business design di un prodotto insurtech.

Master Insurtech 2021, i cinque progetti

Durante l’edizione 2021, i partecipanti hanno formato cinque gruppi di lavoro dai nomi sono ispirati ai grandi innovatori della storia: Giordano Bruno, Elon Musk, Leonardo, Edison e Tesla. I Project Work realizzati spaziano tra polizze Home, RC Auto, Health e on demand, utilizzando tecnologie innovative per catturare i recenti trend di mercato o evolvere segmenti storici.

Ecco le loro proposte.

Cheer-UP!

Gruppo Giordano Bruno

Cheer-UP! è un progetto di piattaforma full digital multi-channel che funge da enabler tecnologico, con servizi di informazione, supporto e prevenzione di disturbi adolescenziali come bullismo e cyberbullismo.

Il modello è freemium, con l’accesso ad una community ad adesione gratuita, e offre a pagamento servizi di prevenzione, gestione e denuncia del sinistro in partnership con compagnie assicurative e servizi legal e psicologici.

Cheer-UP! si si costituisce di un’app standalone ma prevede anche soluzioni embedded tramite API, destinate per esempio al sito di un istituto scolastico o compagnie partner.5

AssurHome

Gruppo Elon Musk

AssurHome si propone come partner tecnologico per compagnie, broker e GDO. È in grado di offrire una piattaforma tecnologica ed automatizzata che faciliti la gestione di coperture parametriche legate al meteo e alla domotica in soli 3 click.

La sua soluzione parametrica si presta a polizze casa e domotica, ma anche coperture per vacanza, ritardi, o eventi.

Influrance

Gruppo Leonardo

Influrance nasce per venire incontro ai bisogni di un segmento ancora non coperto dal settore assicurativo in Italia: quello degli influencer.

Si focalizza sulle necessità e sui rischi principali a cui va incontro questa nuova figura in forte crescita (+42% dal 2020 secondo Forbes) e offre coperture assicurative pensate per professionisti dell’immagine pubblica, con flessibilità nell’offerta e un particolare focus sul mondo cyber.

MyGoodInsurBro

Gruppo Edison

MyGoodInsurBro è una piattaforma che si rivolge all’intermediario assicurativo, offrendo strumenti utili alla gestione dei sinistri dei clienti e accrescendone la qualità della gestione del portafoglio.

Si concentra in particolare sulla fase iniziale della gestione del sinistro: assiste l’assicurato durante le varie fasi fin dal verificarsi dell’evento, verificando e mettendo in evidenza le coperture applicabili al suo caso tramite l’analisi dei dati, e offrendo in seguito una funzione di tracking della pratica.

Rassicurami

Gruppo Tesla

Rassicurami è pensata come una Startup innovativa Benefit che guidi l’utente a gestire il sinistro auto.

Il business model prevede una possibilità di seguire il sinistro 24/7. Offre un processo digitale rapido e intuitivo per accompagnare l’utente alla corretta gestione della pratica, permettendo di gestire il sinistro in 7-10 giorni contro i 25-30 del processo standard.

Rassicurami è dotata di una forte componente tecnologica che include l’accredito dell’utente tramite SPID e l’utilizzo di bot con Intelligenza Artificiale e Natural Language Processing.

L’articolo 5 idee innovative per il mercato assicurativo nate da un master sull’insurtech proviene da InsuranceUp.


Tiassisto24, il “ponte” digitale tra assicurazioni e mondo automotive

Un ponte tra il settore assicurativo e quello automotive reso possibile dalla tecnologia: è Tiassisto24, tra le startup vincitrici di Open-F@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione del contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp dedicata al tema “L’Assicurazione + Accessibile”.

La sua sfida? Supportare le compagnie nel rendere l’assicurazione più attrattiva e accessibile grazie all’arricchimento con micro-servizi digitali per il veicolo che semplificano la vita quotidiana anche nelle piccole cose, dalle scadenze fino agli inconvenienti come una multa.

Come nasce Tiassisto24

Tiassisto24 nasce nel 2014 all’interno del programma di accelerazione di LUISS EnLabs a Roma, da un’idea di Michele e Giuseppe Romagnoli, co-founder, e Claudio Della Loggia, assicuratore. Il progetto nasce dall’incontro della necessità dei clienti di un supporto per la gestione dei veicoli e delle pratiche ad essi legate, rilevata da Della Loggia, e con l’esperienza nel settore dei servizi automotive dei fratelli Romagnoli.

Nel 2015, dopo un round di finanziamento da 350mila euro, va live la prima versione della piattaforma. Comincia così la fase di gavetta per capire come presentarsi ai mercati insurance e automotive.

“Tiassisto24 nasce come piattaforma B2C, pensata per l’uso diretto dei driver” racconta Michele Romagnoli, CEO e co-founder. “Nei successivi tre anni abbiamo notato come fosse molto apprezzata da chi li aveva come clienti: nel 2018 si sviluppa quindi una seconda anima per il mondo delle autofficine, con un’offerta di servizi come gestione di scadenze e multe, prenotazione della manutenzione o gestione dei documenti, da proporre al cliente per aumentare la fidelizzazione.”

Nel 2019 arriva un secondo round di crowdfounding da 130mila euro finalizzato allo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale. Nascono così applicazioni “spin-off” come per esempio Multe24, app che attraverso tool di lettura delle immagini permette la gestione delle multe. Queste applicazioni possono essere scaricate e usate dagli utenti, ma sono pensate come un servizio professionale, basato su API per permettere l’integrazione in altri applicativi o con competenze verticali e facilmente scalabile.

Tiassisto24 diventa così quello che è oggi: una piattaforma basata su intelligenza artificiale e machine learning che permette la configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2C, B2B2C e B2B.

Negli ultimi anni, Tiassisto24 si è consolidata in particolare sul mercato B2B ed è stato scelto da clienti come Arval, società leader nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità sostenibile, e Arag Italia, compagnia assicurativa specializzata nella tutela legale.

Tiassisto24, come funziona la piattaforma

La piattaforma Tiassisto24 offre una serie di micro-servizi “driver-centric” per la gestione dei veicoli: da strumenti per gestione di scadenze e documenti a tagliandi, assicurazioni, multe, pagamenti online e servizi complementari di soccorso stradale, tutela legale e recupero dei punti della patente.

Per fare un esempio dell’utilizzo pratico, Romagnoli ci ha raccontato come funziona lo strumento Multe24, che permette non solo di pagare le multe, ma anche di fare ricorso per quelle considerate non corrette.

“Per prima cosa, l’applicazione acquisisce l’immagine della multa tramite foto e ne ricava le informazioni necessarie. Attraverso un bot, conferma i dati necessari alla valutazione e richiede quelli mancanti. A questo punto rilascia uno scoring che indica la percentuale di successo in caso di ricorso. Il processo si completa con il reindirizzamento a consulenti legali se ricorribile, o in alternativa al pagamento per la pubblica amministrazione, completamente digitale grazie all’integrazione di PagoPA.”

Uno sguardo al futuro: incentivare i componenti virtuosi dell’automobilista

“Open-F@b Call4Ideas ha rappresentato per noi un riconoscimento importante perché è l’evidenza del perfetto marketfit del nostro modello con le nuove logiche del mercato delle corporate, che non a caso arriva in questo momento storico di grandi cambiamenti paradigmatici nella relazione con i clienti” afferma Romagnoli.

“Non è facile scalare su mercati come quello assicurativo e automotive perché si tratta di settori che devono imprimere una forte accelerazione sulla trasformazione digitale. Ma oggi, con le seconde generazioni “digitali”, cominciano ad esserci maggiori opportunità”.

L’obiettivo ora è crescere e scalare attraverso questa nuova ventata di digitalizzazione, strutturata e spinta anche dalle grandi corporate grazie all’open innovation.

“Abbiamo dovuto aspettare un bel po’ affinché questo mondo si muovesse, ma ora siamo di fronte a una nuova era di relazione con il cliente finale, che può e deve diventare un soggetto responsabile, un ‘driver virtuoso’” – spiega Romagnoli. “Non è solo un tema hardware. Ci aspetta un periodo grigio e ibrido di transizione, dove ci saranno ancora veicoli endotermici. Per i prossimi 10-15 anni sarà importante il ruolo del driver virtuoso che adotta i componenti migliori – scadenzati e organizzati grazie a tecnologie come la nostra e all’intelligenza artificiale – per rendere il parco circolante più possibile ecosostenibile. Penso che abbiamo il ruolo essenziale di supportare il driver con servizi che gli offrano la possibilità di adottare quotidianamente comportamenti sostenibili e monitorarli nel tempo”.

Per quanto riguarda il modello di business, il focus di Tiassisto24 sarà sempre più focalizzato su B2B e B2B2C brandizzati, ma resterà l’anima di B2C puro come laboratorio di messa a punto dei servizi.

L’articolo Tiassisto24, il “ponte” digitale tra assicurazioni e mondo automotive proviene da InsuranceUp.


Mobilità del futuro: come cambierà l’assicurazione auto nel 2031

Assicurazioni e mobilità sono due settori che si trovano oggi a un punto di svolta. Cosa possiamo aspettarci dalle assicurazioni auto (e non solo) per i prossimi anni?

Si propone di rispondere a questa ambiziosa domanda il rapporto Move to the future: la mobilità del 2031, una collaborazione tra la società di consulenza EY e l’Italian Insurtech Association (IIA), l’associazione italiana per gli attori della filiera assicurativa, con l’obiettivo di guardare all’evoluzione dei prodotti assicurativi e dei trend nel mondo della mobilità per anticipare le caratteristiche che rivoluzioneranno il settore nei prossimi dieci anni.

Per quando riguarda il mondo insurance, molte delle novità citate dallo studio si possono intravedere già oggi: secondo il rapporto infatti “la pandemia da Covid-19 ha accelerato il processo di trasformazione digitale in atto nel settore assicurativo”, e per adattarsi al nuovo scenario le compagnie “stanno sviluppando nuove tipologie di prodotti abilitati dalle nuove tecnologie e in linea con i nuovi trend della mobilità”. Vediamo quali sono i meccanismi da tenere d’occhio.

Le assicurazioni auto del futuro: dal plug and play al Mobility as a Service

Il primo elemento rilevante consiste nelle polizze assicurative istantanee, on-demand o “Plug and Play”: coperture completamente personalizzabili e attivabili anche all’ultimo minuto, pensate per coprire periodi di breve durata o addirittura un singolo evento.

Continueranno a imporsi anche le soluzioni usage-based, come le polizze pay per mile o pay when you drive. Queste permettono ai clienti di personalizzare il premio in base ai chilometri effettivamente percorsi, calcolati tramite dispositivi interconnessi Internet of Things (IoT) da installare sulla propria auto o sullo smartphone. Già oggi questa tipologia di polizze sta ricevendo grande successo, come dimostrato dalle esperienze fortunate di startup insurtech come la britannica By Miles o l’americana Root Insurance.

Fondamentale anche il concetto di data-driven insurance, o “assicurazione comportamentale”: un modello, come spiegato da EY e IIA, che passa dal risarcimento dei danni alla loro prevenzione, incentivando i clienti ad adottare abitudini sicure tramite una logica di reward. Oltre che al settore automotive, dove le assicurazioni comportamentali possono spronare gli utenti a migliorare il proprio stile di guida – un esempio è la startup insurtech Carrot Insurance – questo modello può essere applicato anche al settore delle polizze mediche, offrendo sconti o rimborsi ai clienti che mostrano di seguire uno stile di vita salutare.

Altro trend da tenere d’occhio è quello delle assicurazioni embedded, quindi polizze integrate in modo quasi automatico con l’acquisto di un prodotto o un servizio offerto magari da partner esterni. Secondo il rapporto, si tratta di un cambiamento che “punta a trasformare il modello di distribuzione e che invoglia gli utenti a dotarsi di uno strumento di protezione grazie ai vantaggi in termini economici e di customer experience”. Le assicurazioni integrate semplificano infatti le procedure di acquisto delle polizze, e in questo modo attirano anche gli utenti non particolarmente interessati ad acquistarle.

C’è poi l’ampio settore dei prodotti assicurativi pensati per la micro-mobilità – pattini, biciclette, e-bike – e al Mobility as a Service, polizze legate non tanto a uno specifico mezzo di trasporto quanto a un singolo individuo che utilizza mezzi diversi, sia privati che pubblici o in sharing. Questi pacchetti, sicuramente innovativi, offrono generalmente polizze di breve durata attivabili all’occorrenza direttamente dallo smartphone: una vera e propria rivoluzione rispetto ai processi di sottoscrizione tradizionali, che possono richiedere mesi e coprono un arco di tempo ben più impegnativo.

Infine, elementi importanti per le assicurazioni auto del 2031 saranno anche i servizi di “valore aggiunto” offerti da terze parti, importanti soprattutto per garantire la soddisfazione e fidelizzazione dei clienti; e l’assistenza stradale attivata in modalità digitale, sfruttando per esempio il gps dello smartphone.

Assicurazioni per la mobilità: la situazione attuale

Secondo il sondaggio di EY e IIA, oggi i trend più diffusi sono proprio quelli del valore aggiunto e dell’assistenza stradale digitale, già presenti nel portfolio di prodotti offerti da circa il 70% degli assicuratori intervistati.

La metà delle compagnie che hanno partecipato allo studio sta inoltre puntando su prodotti per la micro-mobilità, sui pacchetti comportamentali o data driven e sulle assicurazioni integrate. Risultano ancora poco diffusi invece i prodotti on-demand, pay per mile o dedicati al Mobility as a Service, attualmente offerti soltanto dal 30% degli intervistati.

Il 78% dei partecipanti ha intenzione di investire su prodotti assicurativi specifici per i veicoli elettrici, e il 52% è convinto che le assicurazioni contro i rischi cyber dei dispositivi interconnessi – per fare un esempio, possibili violazioni della privacy legate ai gps installati a bordo dei veicoli – diventeranno un elemento cruciale entro i prossimi cinque anni.

Assicurazioni auto, la prospettiva delle digital claims

Altro elemento innovativo evidenziato dal rapporto consiste nelle digital claims, la gestione digitalizzata delle pratiche e delle richieste di compensazione avanzate dai clienti. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, le nuove tecnologie IoT e l’analisi dei dati aumentata permetteranno infatti di “ottimizzare l’ecosistema dei sinistri”, gestendo in modo automatizzato le pratiche e riducendo le necessità di intervento umano.

Da questo punto di vista sarà fondamentale, per esempio, la possibilità di effettuare perizie tramite video per valutare automaticamente i danni, riducendo i tempi e rendendo quindi più rapida l’erogazione delle liquidazioni. Anche i sensori e i dispositivi interconnessi installati a bordo dei veicoli permetteranno di conoscere nel dettaglio la dinamica degli incidenti, eliminando il rischio di frodi o incomprensioni.

Secondo il sondaggio di EY e IIA, l’83% degli assicuratori intervistati ha intenzione di adottare le tecnologie necessarie per digitalizzare la gestione dei sinistri, il 61% intende investire su servizi di assistenza innovativi e il 44% su dispositivi IoT per la prevenzione delle frodi.

Il nuovo modello porterà benefici economici?

Secondo molti la tecnologia ridurrà le perdite per gli assicuratori: più della metà degli intervistati sostiene infatti che la progressiva digitalizzazione dei veicoli porterà a una riduzione del numero dei sinistri e quindi a un calo tra il 2% e il 10% del loss ratio, il rapporto tra sinistri avvenuti e premi incassati da un assicuratore.

Non tutti però concordano su questo punto, sicuramente invitante per le compagnie: un terzo degli intervistati crede che la digitalizzazione non porterà benefici significativi sul loss ratio perché, seppure il numero di sinistri dovesse diminuire, quelli che continueranno a verificarsi saranno più dispendiosi. L’11% degli intervistati crede invece che nel 2031 i costi per gli assicuratori, alla fine, aumenteranno.

L’articolo Mobilità del futuro: come cambierà l’assicurazione auto nel 2031 proviene da InsuranceUp.