Open-F@b Call4Ideas 2020: Vota per la finale! (video)

Dal 14 Ottobre 2020 per 4 settimane, i progetti più innovativi che si sono candidati alla settima edizione di Open-F@b Call4Ideas si sfideranno in una battaglia online aperta al voto del pubblico per arrivare alla finalissima, a cui solo 10 di loro potranno accedere.

Le startup sono state suddivise in 4 gruppi da 5 e si affronteranno in sfide settimanali, da qui al 9 novembre.
Al termine del periodo di votazione le 2 startup più votate della settimana avranno accesso diretto all’evento finale, per un totale di 8 finaliste, mentre per altre 2 startup tra le 12 escluse, è previsto il ripescaggio grazie a un’ulteriore votazione riservata ai dipendenti di BNP Paribas Cardif.

10 finaliste avranno accesso all’evento finale che si terrà il 24 Novembre in modalità totalmente digitale!

Di seguito il calendario della Digital Battle:

  • Gruppo A: Mercoledì 14 – Lunedì 19 Ottobre
    Bitlean, Blockchain Italia, Morphogram, Protechno, Voicen
  • Gruppo B: Mercoledì 21 – Lunedì 26 Ottobre
    Carchain, Hassisto, Leviant, Movers, Stip
  • Gruppo C: Mercoledì 28 Ottobre – Lunedì 2 Novembre
    99bros, Contesto, Cop-Chi Odia Paga, get™ Aura, H4D
  • Gruppo D: Mercoledì 4 – Lunedì 9 Novembre
    DoctorTag, Equs, Keyless, SaveBiking, Whoteach

Sul sito call4ideas2020.com, ogni utente potrà votare una sola startup per ogni raggruppamento settimanale, selezionando il tasto di gradimento all’interno della descrizione del progetto.
Sarà possibile promuovere e sostenere il progetto preferito, selezionando il tasto Condividi, che ne permetterà la condivisione sui social (Facebook, LinkedIn, Whatsapp).

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Insurtech in Italia, un contesto ancora piccolo ma vivace

Nel video, tratto dagli interventi del primo Insurtech Summit italiano, Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio Fintech e Insurtech del PoliMi, presenta uno spaccato del mercato insurtech del nostro Paese.

Che al momento è ancora piuttosto contenuto, molto meno sviluppato del fratello fintech, ma è vivace, sottolinea l’analista e con proprie caratteristiche.

La crescita nell’ultimo anno è stata importante,  ma gli investimenti limitati, molto meno di altri sistemi, quest’anno non hanno raggiunto i 200 milioni, con finanziamenti medi molto bassi e  molto concentrati su alcune aziende.

Ma come si comportanto le startup insurtech? Soprattutto cercano collaborazioni nell’ecosistema.

Il desiderio delle startup italiane è di collaborare: con istituti finanziari, incumbent assicurativi, o con istituti non finanziari, e con altre startup.

Insomma, forse anche a fronte di un sistema del venture capital poco reattivo, le startup insurtech italiane hanno un approccio industriale più che finanziario, di crescita sana, con collaborazioni e azioni di ecosistema.

Lato domanda, come si vede nel grafico, l’indagine è andata a verificare come i servizi innovativi fanno presa sulle persone, scoprendo che in tanti conoscono (barra verde) i servizi fintech e usano (barra blu) gli stessi; meno conosciuti ma presenti sono i servizi insurtech.

La lettura dei dati guardando alla botte piena è che il contesto è ancora piccolo, ma evidenzia opportunità, perché c’è soddisfazione da parte dei clienti.

“Lato offerta c’è possibilità e c’è necessità di innovazione, – sottolinea Renga – ma bisogna prendersi qualche rischio, altrimenti non ci sono risultati. Bisogna innovare in maniera corretta e cogliere quello che il consumatore cerca; l’insurtech  è vero che è indietro rispetto a fintech, ma con iniziative di ecosistema e anche sfruttando la leva dell’open insurance e dell’open finance si può allargare il perimetro a una serie di soggetti che possono aiutare l’innovazione”.

Photo by Fernando Meloni on Unsplash

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Andrea Veltri (BNP Paribas Cardif) ‘Cerchiamo talenti capaci di interpretare il Next Normal’

‘Il tema di quest’anno è particolarmente avvincente: il Next Normal”. Andrea Veltri, Deputy Ceo di BNP Paribas Cardif, presenta la settima edizione di Open-F@b Call4Ideas, il progetto di Open Innovation di BNP Paribas Cardif sviluppato in collaborazione con InsuranceUp – Digital360.

“In questi mesi abbiamo tutti avuto modo di constatare come il digitale possa semplificare la vita, abbiamo fatto pace con la tecnologia e l’abbiamo ricondotta nell’alveo dello strumento”, continua Veltri. “Con questa call cerchiamo i talenti che hanno saputo interpretare meglio questo concetto e tra di essi troveremo i nostri prossimi compagni di viaggio”.

Su questa pagina puoi approfondire e fare application.

Con la Call4Ideas Open-F@b 2020 BNP Paribas Cardif ricerca dunque idee, prodotti, soluzioni ad alto impatto sociale e potenziale innovativo in diversi ambiti della vita quotidiana:

HEALTH: soluzioni che prevedano un nuovo approccio alla salute e all’utilizzo della tecnologia. Focus sui nuovi bisogni emersi durante la pandemia e sulle opportunità offerte dai servizi digitali per la cura delle persone, delle famiglie e degli animali domestici.

DIGITAL LIFE: soluzioni per accompagnare tutte le generazioni, nell’uso delle tecnologie digitali, che ci hanno permesso di scoprire nuovi modi di vivere la quotidianità, come la didattica a distanza, lo smart working, l’e-commerce e le sempre più numerose modalità di comunicazione.

WELFARE: soluzioni in grado di aumentare la qualità della vita dei dipendenti e delle proprie famiglie all’interno dell’ambiente lavorativo ma anche in quello domestico.


HOME: soluzioni innovative per quello che è diventato il rifugio durante l’emergenza sanitaria: la casa, in grado di offrire maggiore sicurezza, comfort e qualità della vita.

MOBILITY: soluzioni che grazie alle tecnologie possano garantire il giusto equilibrio fra sicurezza, efficienza e sostenibilità nella mobilità delle persone e delle cose.

SECURITY: soluzioni che in una fase di crescente digitalizzazione possano garantire la connessione e l’interazione in massima sicurezza, per quanto riguarda la privacy, la reputazione ma anche la tutela dei beni fisici e digitali.

SAVINGS: soluzioni che permettano una più consapevole, dinamica e sicura gestione del proprio denaro, degli investimenti e dei risparmi.

“Cerchiamo compagni di viaggio”, dice Veltri. “Selezioneremo 10 startup che parteciperanno alla nostra battle finale, da cui usciranno i tre vincitori”. Che cosa si vince con Open-F@b Call4Ideas? “Qui non ci sono premi in denaro o altro, c’è un concreto sostegno al business delle startup”, conclude Veltri. I vincitori saranno infatti affiancati dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della Compagnia.
Presenta qui la tua candidatura.

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Gabriele Benedetto, come cambierà la mobilità nel post-Covid

La mobilità delle persone è tra i settori in cui l’emergenza coronavirus ha avuto un impatto devastante non solo nelle fasi del lockdown che hanno azzerato ogni possibilià di movimento, con gravi ripercussioni economiche tra le aziende dei trasporti. Anche nel post-Covid, i nuovi bisogni di tipo sanitario rendono evidente che certi cambiamenti saranno per sempre. Il CEO di Telepass, Gabriele Benedetto, racconta il nuovo scenario: servizi pubblici in crisi e nuove soluzioni per la micromobilità come biciclette elettriche, monopattini, Green e Clean saranno le parole d’ordine.

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Welfare aziendale, così Healthy Virtuoso crea coesione tra dipendenti

Uno dei fondatori di Healthy Virtuoso, Andrea Severino, società innovativa vincitrice di Open-F@b Call4Ideas 2019, il contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp, è intervistato in questo video da Emil Abirascid, direttore di Startupbusiness – Gruppo Digital360. La startup, che ha realizzato un’app per la salute e il benessere che motiva e incoraggia i suoi utenti proponendo sfide e premi, ha monitorato nel periodo dell’emergenza i comportamenti della sua community, composta da circa 120mila utenti.

Scoprendo fatti interessanti, per esempio come ci siano state persone in grado di correre chilometri intorno al proprio palazzo, e come abbiano preso piede tutte le attività indoor, dalla cyclette allo yoga.

La società ha aiutato la sua community ad affrontare l’emergenza proponendo dirette live differenti rispetto al solito con posturologi (per chi lavora da casa in smart working), psicologi, nutrizionisti, prendendosi cura della salute anche mentale delle persone.  E scoprendo che l’app può essere di aiuto alle aziende e alle organizzazioni che desiderano mantenere un rapporto attivo con i dipendenti che lavorano in remoto. 

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Smart working, una buona pratica anche nelle imprese assicurative

Si fa presto a dire smart working, in Italia secondo le ultime stime prima del coronavirus (Osservatorio Smart Working Politecnico di Milano) poco più della metà delle aziende italiane erano organizzate in tale senso; e secondo ancora più recenti indagini di Unioncamere,  solo 3 aziende su 10 sono fornite di sistemi anti-hacker e solo 4 su 10 adotta tecnologie cloud, cosa che si traduce nella difficoltà a organizzarsi per lo smart working tempestivamente in questa fase di emergenza.

L’emergenza sanitaria Covid-19 sta cambiando il mondo del lavoro e la sua organizzazione per sempre, dimostrando che il lavoro agile è una scommessa vinta anche per il futuro: nessun calo nelle performance, anzi sembra che i dipendenti lavorino di più e meglio, e minore impatto ambientale.

Anche le imprese assicurative si sono dimostrate pronte ad abbracciare questa modalità di lavoro, molte di esse hanno cominciato a far lavorare da remoto i propri dipendenti prima ancora del lockdown, le stesse organizzazioni del settore ne hanno promosso l’adozione.

Ma cosa si intende esattamente per smart working?

Secondo la definizione dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di MilanoLo Smart Working, o Lavoro Agile, è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda che si basa su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici’. 

In realtà, non vuol dire semplicemente “lavorare da casa“. I manager devono gestire il lavoro delle proprie persone in modo diverso e sono chiamati a incentivare e facilitare quotidianamente l’adozione di comportamenti lavorativi smart da parte dei collaboratori.Questi ultimi devono ridefinire il rapporto con il proprio capo e i propri colleghi e ripensare le proprie giornate lavorative costruendosi una nuova “routine”.

Emanuela Madini e Giulia Dei Pieri , esperte in smart working di P4I – Partners4Innovation (società che accompagna le aziende nei percorsi verso la digital transformation e lo smart working) hanno realizzato una breve guida, pubblicata da Digital4, un decalogo di consigli utili per gestire al meglio e nel modo più corretto il lavoro da remoto, sia lato management, sia lato collaboratore.

Molto importanti risultano da parte sia del collaboratore che del management l’impegno affinchè il lavoro venga svolto senza rimanere però impegnati 24 ore al giorno, cioè trovare l’equilibrio.

5 suggerimenti per i collaboratori

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Molti dei collaboratori si trovano ad approcciare il lavoro da remoto per la prima volta o, semplicemente, si trovano oggi ad applicarlo in maniera più continuativa rispetto al passato. Ecco cosa dovrebbero fare per renderlo più efficace e produttivo:

1. OBIETTIVI E ASPETTATIVE

Chiarisci con il tuo responsabile gli obiettivi e le aspettative nel breve termine, in modo da pianificare le attività e definire le scadenze, senza perdere di vista le priorità.

2. COMUNICAZIONE E COLLABORAZIONE

Renditi contattabile attraverso gli strumenti digitali a disposizione, scegliendo le modalità di comunicazione più adeguate (mail, telefono, Skype, …).

3. “ROUTINE” LAVORATIVA

Definisci una “routine” di abitudini che scandisca l’inizio e la fine della tua giornata lavorativa, senza dimenticare i momenti di pausa per recuperare energie e di socialità con i tuoi colleghi anche in modo virtuale (es. pause caffè in video conference).

4. SICUREZZA

Scegli la postazione di lavoro che garantisca la sicurezza fisica e sia idonea a prevenire problemi fisici e salvaguarda la riservatezza e la confidenzialità delle informazioni aziendali scegliendo il luogo più idoneo per garantire adeguati livelli di privacy.

5. GESTIONE DEL TEMPO

Gestisci il tuo tempo con attenzione, evitando distrazioni extra lavorative che potrebbero creare troppa dispersione nelle attività lavorative e il conseguente allungamento dei tempi di lavoro.

5 suggerimenti per i manager

Ed ecco le buon pratiche per i manager che devono lavorare a distanza con le loro persone ricercando nuove forme efficaci di collaborazione:

1. SOCIALITÀ E SENSO DI APPARTENENZA

Organizza dei momenti di socialità all’interno del team per favorire l’interazione positiva e creare coesione e senso di appartenenza (es. “caffè virtuali”)

2. STRUMENTI DIGITALI

Sperimenta diversi strumenti digitali e incentivane l’utilizzo da parte del tuo team

3. COMUNICAZIONE E ALLINEAMENTO

Tieni le persone costantemente allineate rispetto alle priorità di lavoro all’interno dell’area o a eventuali novità

4. OBIETTIVI E RISULTATI

All’inizio della settimana definisci gli obiettivi di team e il contributo atteso da ciascuna persona attraverso un team meeting virtuale; ricordati di non controllare il singolo task, ma valuta il risultato complessivo del lavoro

5. DISPONIBILITÀ

Ricordati che la tua disponibilità e quella delle tue persone non è H24.

Questi sono solo alcuni accorgimenti che vi raccomandiamo. Imparare a lavorare e a collaborare a distanza richiede tempo e impegno: continuando a sperimentare giorno dopo giorno, riuscirete a definire le modalità più adatte a ciascuno di voi.

Digital event, 29 aprile

Data Scientist: quali sono le competenze giuste? E quali gli attuali ambiti di applicazione?
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Chi sono le 13 startup finaliste di MIA – Miss in Action 2020

Si è chiusa la prima fase di Miss in Action, costituita da periodo di apertura delle candidature e selezione delle startupper e imprenditrici digitali che parteciperanno quali finaliste  all’Innovation Day che si svolgerà a Milano il prossimo 25 maggio.

Tra le oltre 100 startup che si sono candidate sono entrate nella shortlist: The Thinking Clouds, Coder Kids, StageAir, Doctorium, E24Woman, eFrame, Joinyourbit, WellF, Smartthink, FindMyLost, Ghostwriter.AI, Diamante e Needo.

The Thinking Clouds: è una start up innovativa esperta in interfacce emozionali, gamification e creazione di contenuti. The Thinking Clouds, grazie a contenuti multimediali originali, crea esperienze conversazionali basate su un’interazione esperienziale, coinvolgente ed empatica, su misura delle necessità del cliente, sfruttando al massimo l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning.

Coder Kids: si occupa di avviare bambini e ragazzi al coding e alla robotica educativa, tramite l’aiuto di un gruppo di insegnanti e tutor qualificati, al fine di coltivare e sviluppare un nuovo modo di pensare, affrontare e risolvere i problemi, secondo la logica e il pensiero computazionale.

StageAir: è una startup innovativa volta a creare il primo marketplace di stage per utenti di tutte le età, a partire dai 16 anni, con il supporto di una piattaforma online che abbina il profilo dei potenziali stagisti alle necessità delle imprese. Tramite l’Intelligenza Artificiale e l’impiego di giochi interattivi, gli utenti potranno ricercare e trovare stage in tutto il mondo.

Doctorium: è una startup che si pone l’obiettivo di risolvere le difficoltà comunicative tra medico e paziente, offrendo due servizi integrati: uno che prevede dei Video-Consulti in grado di mettere in contatto in qualsiasi luogo e momento un paziente con uno specialista, riducendo tempi, costi e distanze e uno che include un Servizio di Telemedicina, attraverso cui il paziente può monitorare a domicilio i propri parametri vitali.

E24Woman: è una startup innovativa che ha l’obiettivo di sviluppare prodotti e/o servizi per l’aiuto alla persona, consentendole di monitorare il suo stato di salute, di richiedere aiuto in situazioni di emergenza ad una centrale operativa h24 e di essere soccorsa nel minor tempo possibile.

eFrame: è una startup innovativa che opera nel settore ambientale, energetico e dell’euro progettazione ed è insediata in TechoSeed, un incubatore certificato del Parco Scientifico e Tecnologico di Udine. eFrame srl si occupa di contabilità ambientale, analisi dei costi benefici, analisi delle ricadute socio-economiche degli investimenti, bilanci energetici, impronte carboniche territoriali, life cycle assessment, pagamenti per i servizi ecosistemici, dichiarazioni di carattere non finanziario, bilancio ambientale e di molto altro.

Joinyourbit: è un Digital Service Provider che abilita l’accesso dei propri clienti al Digital Single Market attraverso un nuovo modello di business, basato sulla transazione elettronica dei documenti come nuova “currency”. Ha sviluppato J-Suite, una piattaforma di “Digital Transaction Management” che consente di velocizzare i processi di business, completare i workflow approvativi con firme elettroniche in ottica di user collaboration e di scambiare documenti in sicurezza con le controparti di business, garantendo il trust su reti aperte.

WellF: è una startup innovativa che ha sviluppato una soluzione intelligente in grado di aiutare le aziende a migliorare il benessere dei dipendenti sul posto di lavoro e, di conseguenza, di aumentare la loro produttività e il loro engagement, consentendo alle imprese di acquisire un notevole vantaggio competitivo. In particolare, WellF offre: coach virtuali, in grado di dispensare consigli alle persone su come migliorare il loro benessere sul posto di lavoro; un servizio personalizzato per i CEO delle aziende per migliorare il loro well-being; supporto per la selezione dell’offerta di cibi disponibili in azienda; e seminari in azienda sull’alimentazione, il riposo e il movimento.

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Secondo Gartner le aziende che non adotteranno l’AI entro il 2022 non saranno competitive
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Smarthink: è una startup innovativa che ha lo scopo di creare tecnologie per la formazione che consentano di rendere l’apprendimento online più equo ed efficace. Smarthink offre servizi di formazione online e consulenza alla formazione sia alle università che alle aziende e accompagna anche la clientela all’introduzione di sistemi innovativi. Ha sviluppato Edulai, un software che attraverso l’intelligenza artificiale è in grado di analizzare elaborati scritti, indicando alle persone la modalità attraverso cui sono più brave a pensare, ad analizzare e a comunicare.

FindMyLost: è il primo strumento digitale per la gestione del Lost Property, offrendo a diversi operatori la possibilità di implementare il proprio database per gli oggetti rinvenuti e ai consumatori di ritrovare oggetti persi. Il progetto prevede lo sviluppo e l’implementazione di una sezione che permetterà all’utente di acquistare una polizza assicurativa per smarrimento sui propri oggetti.

Ghostwriter.AI: è una piattaforma di content marketing con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla clientela, mostrando alle aziende come e di cosa parlare con essa al fine di aumentare le vendite, i profitti e l’engagement.

Diamante: è una startup che ha l’obiettivo di usare le piante come bioreattori per la produzione sostenibile di nanoparticelle basate su virus vegetali modificati, i quali a loro volta vengono adoperati per lo sviluppo di nuovi strumenti di diagnosi di malattie autoimmuni, al fine di migliorare la vita delle donne.

Needo: è sia una startup innovativa che una cooperativa sociale. Needo è il primo nido on demand pensato per conciliare lavoro e famiglia e migliorare il welfare aziendale e cittadino. È una soluzione ai problemi delle famiglie, delle aziende private, delle pubbliche amministrazioni e dei piccoli comuni.

Cos’è MIA – Miss in Action

MIA è il programma di accelerazione dedicato all’imprenditoria femminile, promosso da Digital Magics, il più importante business incubator italiano, e dal Gruppo BNP Paribas in Italia, con il patrocinio del Comune di Milano. Il programma, unico in Italia, intende supportare le donne che vogliono fare impresa con il contributo delle tecnologie in settori che spaziano dal welfare alla cultura, dalla salute ai viaggi, dalla moda alla mobilità, dalla sicurezza ai servizi per la famiglia, dal turismo al food, fino ai servizi per le imprese. Un’iniziativa che trova ancora più riscontro in un momento di emergenza come quello attuale, in cui favorire l’ampliamento dell’ecosistema dell’innovazione italiano valorizzando anche i talenti femminili, oggi più accessibili, è una scelta sostenibile per il Paese, non solo in termini di diversity.

Durante l’Innovation Day la giuria di MIA – Miss In Action, composta dal management delle Società del Gruppo BNP Paribas, dagli esperti di Digital Magics e da donne top manager, imprenditrici, business angels e rappresentanti delle istituzioni, selezionerà le 3 startup vincitrici che avranno accesso al Programma di Accelerazione dove saranno affiancate da mentor e advisor durante tutto il loro percorso di crescita che consisterà in:

 

·         tre mesi di formazione e di sviluppo del prodotto e/o servizio

·         tre mesi dedicati alla creazione di un POC (Proof Of Concept)

·         partecipazione all’evento finale con gli investitori

 

L’edizione 2019

La prima edizione di Mia  – Miss in Action è stata realizzata a cavallo tra il 2018 e il 2019, primo progetto di questo genere in Italia, nasce con un duplice obiettivo, dare supporto all’imprenditoria femminile e dare supporto all’innovazione italiana.

In particolare MIA è stato promosso da Layla Pavone, Chief Innovation Marketing and Communication Officer di Digital Magics, e Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif e Coordinatore di BNP Paribas IFS per l’Italia. “L’acceleratore al femminile ‘MIA’ nasce circa un anno fa da un’idea che ho proposto durante un momento di networking all’interno di un importante evento nazionale con diverse top manager e imprenditrici, fra cui Isabella Fumagalli, che l’ha subito accolta con entusiasmo. Da donna e da professionista, credo davvero molto in questo progetto su cui stiamo lavorando da mesi e che ho fortemente voluto” racconta Layla Pavone, come riportava EconomyUp.

Isabella Fumagalli spiegava così il motivo dell’adesione all’iniziativa: “Realizzando per primi questo progetto vogliamo dare un forte messaggio al mercato, ai consumatori e a tutte le donne. MIA è uno strumento efficacissimo per sostenere nuove professionalità promuovendo l’imprenditoria al femminile, a sostegno della competitività del paese. Ci auguriamo anche che alimenti le ambizioni delle giovani donne e che le sproni a credere di più in loro stesse, sviluppando competenze e abilità che saranno centrali nel futuro”.

Nella prima edizione dell’iniziativa, erano stati selezionati 10 progetti per l’evento finale su un totale di 163 candidature, a vincere il programma di accelerazione erano state le startup Bestest, InTribe, Transactionale, WorkWideWomen.

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Cos’è cos’è l’imaging multiview e in quali ambiti può trovare applicazione?
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Smart Home, crescita del 40%, ma le assicurazioni sono ancora marginali

Il mercato italiano della Smart Home raggiunge nel 2019 un valore di 530 milioni di euro: siamo ancora lontani da Germania (2,5 miliardi di euro), Regno Unito (2,5 miliardi) e Francia (1,1 miliardi), ma l’incremento registrato è del 40% rispetto al 2018, in linea con la media europea. E fa ben sperare sul futuro del mercato Smart Home e IoT in Italia. Ce lo dice l’ultima ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata recentemente.

Che ci rivela anche quali sono i prodotti Smart Home che stanno attraendo l’interesse dei consumatori  (soluzioni per la sicurezza, smart home speaker ed elettrodomestici coprono oltre il 60% del mercato) e i canali attraverso i quali tali oggetti entrano dentro le nostre case.

Il boom degli assistenti vocali spinge l’avanzata dei retailer online e multicanale come principale canale di vendita di oggetti connessi per la casa (47%), mentre la filiera tradizionale – composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori – mantiene un ruolo rilevante (39%) ma perde quote di mercato.

Rilevante si sta dimostrando il ruolo delle telco, che hanno registrato un incremento del 140% rispetto al 2018 (toccando quota 50 milioni di euro, ovvero 10% del mercato), grazie agli sforzi in termini di semplificazione dell’offerta (soluzioni gestibili da App e pagamenti mensili), apertura di nuovi servizi (come i dispositivi per localizzare gli animali domestici e i wearable per monitorare gli anziani) e integrazione dell’offerta tradizionale con i nuovi oggetti smart. Utility e assicurazioni, invece, non hanno compiuto il salto di qualità che ci si attendeva lo scorso anno, mantenendo un peso marginale nel mercato (appena il 4% complessivo).

Cosa possono fare di più le assicurazioni nella Smart Home?

Tradizionalmente le assicurazioni già si occupano delle nostre case, offrendo copertura per una serie di infausti eventi (danni, furti, ecc) secondo lo schema tipico del risarcimento a danno avvenuto e accertato.

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Come trasformarsi in una intelligent enterprise?
Big Data

La trasformazione digitale ha abilitato le compagnie assicurative a fare un salto qualitativo molto importante della propria value proposition, passando dalla semplice copertura del danno alla prevenzione dello stesso. Di questo passaggio sono complici i big data, gli analytics, l’intelligenza artificiale, l’internet of things, quest’ultima anche nella sua specificazione di oggetti connessi per la casa, categoria denominata appunto Smart Home. Grazie all’utilizzo di oggetti connessi a supporto di una polizza, le Compagnie possono innanzitutto fare meglio quello che già fanno, ovvero dare protezione, e farlo anche preventivamente.

Pensiamo, ad esempio, a polizze danni che integrano anche dispositivi in grado di rilevare fumi, infiltrazioni, umidità e altre potenziali fonti di pericolo;  o a sistemi di sicurezza e video sorveglianza dotati di AI e gestibili anche da remoto.

Ma queste cose sono quelle più banali, secondo gli analisti di McKinsey, quello della Smart Home sarà uno dei 4 ecosistemi tecnologici più importanti in futuro per le assicurazioni, quello in cui si potranno sviluppare maggiormente servizi innovativi, ad esempio, con riferimento alle tecnologie di Ambient Assisted Living, un settore che si collega poi alla connected health, particolarmente rilevante a causa dell’invecchiamento della popolazione. Le persone a mobilità limitata, ad esempio, sono sempre più alla ricerca di servizi innovativi che aiutino le loro attività quotidiane e consentano loro di perseguire uno stile di vita indipendente a casa. I potenziali clienti di questo segmento avranno probabilmente un atteggiamento positivo nei confronti dell’internet degli oggetti e delle tecnologie correlate, così come nei confronti degli assicuratori che agiscono come fornitori globali di questo tipo di nuovi pacchetti di servizi.

In effetti, sempre più aziende stanno lavorando al lancio di nuovi servizi per la Smart Home, sottolinea il report degli Osservatori: gli esempi sono numerosi e spaziano dal pronto intervento garantito da aziende di vigilanza in caso di tentativo di infrazione, al supporto per la riduzione dei consumi energetici, al riordino automatico dei prodotti di cui si stanno esaurendo le scorte, fino alla possibilità di migliorare l’assistenza agli anziani. Si moltiplicano, inoltre, alleanze e partnership fra gli operatori per offrire nuovi servizi che sfruttano la progressiva integrazione tra intelligenza artificiale e dati raccolti attraverso gli oggetti connessi.

Insieme al mercato crescono la consapevolezza dei consumatori e la diffusione degli oggetti smart nelle case: il 68% degli italiani ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 40% possiede almeno un oggetto smart, con soluzioni per la sicurezza e smart home speaker in cima alle preferenze degli acquirenti. Ma crescono anche i timori dei cittadini per i rischi legati alla cyber security e alla violazione della privacy: il 54% è restio a condividere i propri dati personali (+3% rispetto al 2018).

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Insurtech, la vera gara è scoprire il “valore intrappolato”

Tesla, adesso, parla. Elon Musk ha postato sui social un video della Model S che chiacchiera con i pedoni. Una delle tante stravaganze del vulcanico imprenditore? Non proprio. Più che altro sembra essere la prova generale di una nuova funzionalità che potrebbe essere utilizzata nella prossima flotta di robot-taxi che l’azienda americana presto lancerà. Infatti l’auto invita i pedoni a salire a bordo.

È il momento di fare pivot verso il futuro

Oggi Tesla, secondo alcuni calcoli fatti da analisti di oltreoceano, è la casa automobilistica che vale di più nella storia americana: a inizio 2020 la sua capitalizzazione di Borsa raggiunge quasi quella di Ford e General Motors messe insieme. Perché Tesla sta immaginando (e costruendo) il futuro dell’auto con più agilità e disinvoltura di tanti storici marchi. Il decennio che si apre vedrà quella che certamente è la più grande trasformazione dell’auto dalla sua creazione. E dei business collegati, ovviamente. “Per quella che è la nostra esperienza, poche imprese sono pronte ad abbracciare il nuovo, anche quando è ormai evidente che il core busi­ness si sta sgonfiando”, scrivono Omar Abbosh, Paul Nunes e Larry Downes nel libro Pivot verso il futuro appena pubblicato in Italia da Egea. Tre uomini Accenture che mettono a frutto l’esperienza fatta proprio nella “riconversione” della società di consulenza. Nunes e Downes sono anche gli autori di Big Bang Disruption, uno dei testi di riferimento per comprendere “l’innovazione devastante”.

Il “valore intrappolato” nel Now

Torniamo all’auto. Man mano che i veicoli diventeranno sempre più autonomi, si ricorda nel volume, le compagnie di assicurazione dovranno trovare altri beni da assicurare o altre proposte per i loro clienti. “Ogni im­presa deve individuare la propria strada verso il nuovo, preservando quegli aspetti centrali (come la cultura) che a suo tempo ne hanno decretato il successo”, scrivono Nunes & Co, che insistono molto sul “Now”. Prodotti e servizi vecchi (Old) vanno abbandonati. Il presente che ancora funziona non può e non deve essere cancellato ma va “interpretato” alla luce delle tecnologie digitali per fare emergere il “valore intrappolato” tra le pieghe di organizzazioni, processi e visioni superate per poi impiegare le risorse ricavate nel “New”, nella innovazione vera che porta verso il futuro.

Un approccio moderato che, mentre riduce l’impatto disruptive dell’innovazione, segnala l’importanza e l’urgenza di lavorare per individuare e portare sul mercato quel “valore intrappolato” che, se non utilizzato, prima o poi diventerà l’elemento competitivo di un concorrente o un new comer. Ecco un bell’esempio che arriva proprio dal settore assicurativo.

Il caso della compagnia sudafricana AllLife

La compagnia sudafricana AllLife è stata prima al mondo a offrire una copertura completa a persone sieropositive. “In un Paese in cui quasi il 20% della popolazione adulta convive con il virus dell’AIDS, la compagnia ha già attivato circa centomila polizze di questo tipo”, viene ricordato nel libro. Come ha fatto AllLife ad assicurare quel che veniva considerato «non assicurabile»? “La compagnia raccoglie i profili dettagliati dei clienti e utilizza i dati in combinazione con quelli ricavati da altre persone che assicura, e questo le permette di personalizzare i suggerimenti da offrire a ciascun cliente affinché gestisca al meglio la propria condizione. Dopo aver raccolto i dati necessari, AllLife impiega algoritmi proprietari per fornire un prodotto di assicurazione sulla vita economicamente vantaggioso”. «Quella che ormai definiamo robo-sottoscrizione si avvale di una tecnologia in grado di estrarre una grande quantità di informazioni mediche e di sottoporle a un processo decisionale che ci consente di automatizzare il trattamento della maggior parte delle informazioni che le compagnie di assicurazione sulla vita processano invece manualmente», spiegava nel 2019 a Business Insider il CEO e fondatore Ross Beerman, che aggiungeva: «Ci occupiamo attivamente della salute delle persone. Diciamo alla gente: non dimenticarti di fare questa o quell’altra cosa. Lo facciamo tramite messaggi, email, a volte anche attraverso chiamate telefoniche. Interveniamo, insomma»

Il vantaggio delle imprese data driven

Il caso AllLife dimostra che ad avere le maggiori probabilità di riuscire a liberare il “valore intrappolato” sono le aziende data driven, quelle in grado di raccogliere, gestire, interpretare e usare bene i dati. E possono farlo su livelli diversi:la stessa impresa, il settore di attività, i propri clienti. AllLife ha aperto una nuova linea di business con un prodotto che non c’era, ha migliorato le condizioni di salute e abbassato i tassi di mortalità dei suoi clienti ottenendo anche un indubbio effetto sociale positivo.

Fare innovazione, quindi, non significa sempre e necessariamente cambiare tutto, inventarsi cose straordinarie o fare altro. I risultati si possono ottenere anche guardando con occhi nuovi al core business e soprattutto sviluppando la capacità di “rivisitarlo” con iniezioni di tecnologia e di innovazione. Una grande opportunità per le compagnie di assicurazione che hanno un patrimonio di fiducia da capitalizzare e una mission immutata: vendere protezione e serenità ai loro clienti. Quante nuove opportunità stanno preparando fenomeni come Tesla? Quali nuovi servizi sono già possibili migliorando la conoscenza e i comportamenti dei clienti-guidatori? Sono stati davvero tutti esplorati e testati?

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Ascione (Healthware): la salute del futuro è digitale, ma più umana (video)

Tra i player più rilevanti dello scenario digital health internazionale c’è Healthware, società nata in Italia dall’iniziativa di Roberto Ascione, basata a Salerno e con uffici principali a Milano, Londra e New York, che opera nella consulenza strategica, dei progetti, applicazioni e servizi innovativi per il settore della salute e sta espandendo già da alcuni anni la sua offerta nell’ambito della digital health e, più recentemente, dei digital therapeutics. Lo scorso gennaio ha raccolto 10 milioni di euro di investimenti venture capital da FII Tech Growth (Fondo italiano d’investimento) proprio per finanziare i suoi sviluppi e la sua crescita.

In questa video intervista, Roberto Ascione spiega in che cosa consiste la digital health, quali benefici porterà alle persone e ai sistemi sanitari.

E sottolinea che, nonostante la salute digitale sia basata sulle tecnologie, in realtà porterà a umanizzare la medicina stessa, grazie a percorsi di cura personalizzati, molta prevenzione e una maggiore disponibilità dei medici a sviluppare la relazione con i pazienti, perché avranno più tempo.

“Io credo che la digital health cambierà profondamente la gestione della salute. Siamo abituati a una medicina uguale per tutti, o che ragiona per grandi gruppi di individui. L’avvento del digitale nella salute offre una grande opportunità di personalizzazione. Poiché la nostra salute è molto variabile individualmente, questa personalizzazione della medicina, dei trattamenti, delle cure ci aspettiamo che darà grandi risultati.”

“Nel mio recente libro ‘Il futuro della salute’ parlo di come la tecnologia porterà a umanizzare le cure, non avremo una fredda tecno-medicina, ma un aumento di empatia, di umanizzazione, grazie alla maggiore personalizzazione e anche al maggior tempo che i medici avranno a disposizione per dedicarsi ai pazienti”.

Puoi leggere l’intervista integrale anche in questo articolo.

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