Dash Cam: cosa è e perché può essere utile

Uno degli accessori più diffusi negli ultimi anni, un occhio sempre vigile per videoregistrare l’esterno e l’interno del veicolo, tutelandosi nel caso di sinistri stradali e tentativi di truffa.

Registrare quello che accade davanti alla propria auto durante la circolazione può essere utile per tutelarsi in caso di incidenti o tentativi di truffa; per questo sono sempre di più gli automobilisti che hanno installato una dash cam – abbreviazione di dashborad camera – nel cruscotto della loro automobile. Una piccola telecamera con schermo full hd, poco ingombrante, che si trova facilmente in commercio a prezzi vantaggiosi.

Vediamo di cosa si tratta e la normativa vigente in Italia.


Che cos’è una dash cam
Una piccola videocamera sul cruscotto per registrare quello che accade all’interno e all’esterno del veicolo

Come funziona la dash cam
Non ha bisogno di essere azionata manualmente. Registrazione continua e periodico download dei file

Quanto è utile una dash cam
I filmati sono utili per accertare le responsabilità in caso di incidenti stradali, truffe o malintesi

Dash cam: cosa dice la legge
La dash cam è una tecnologia legale e i file possono essere esibiti alle autorità. Ma attenzione alla privacy

Che cos’è una dash cam

La dashboard camera è una fotocamera digitale di piccole dimensioni, a doppia lente e un angolo visuale molto ampio in grado di effettuare riprese di alta qualità, fino a 30 fotogrammi al secondo, anche in presenza di scarsa luminosità. L’installazione è facile e consente di registrare tutto quello che accade all’interno ma soprattutto all’esterno dell’abitacolo sulla strada che si sta percorrendo, oppure quando la macchina è in sosta nel parcheggio, anche di notte con scarsa illuminazione.

Uno strumento che grazie alle funzioni del software e ad appositi sensori è in grado di registrare immagini di alta qualità in movimento, anche ad alta velocità. I modelli più evoluti si possono integrare al sistema GPS e ottenere le coordinate del veicolo. Oltre al GPS, la dash cam può avvalersi di sistema Bluetooth e wifi per inviare i file direttamente allo smartphone senza dover estrarre la scheda di memoria. Si può montare anche sulle biciclette, sui motocicli e sui camion.

Come funziona la dash cam

Nella lingua inglese dash cam indica la videocamera da cruscotto, definendone la collocazione all’interno dell’auto. Solitamente si fissa con la ventosa sul parabrezza, ai lati dello specchietto retrovisore centrale, senza bisogno di ulteriori supporti per il montaggio.

La ricarica della batteria avviene con la presa accendisigari del veicolo; per evitare la presenza di cavi a vista che possono infastidire il conducente, è possibile far scorrere il cavo di alimentazione della dash cam dietro al rivestimento del tetto del veicolo, alla guarnizione della portiera e sotto il cruscotto.

La capienza della scheda memoria interna varia a seconda del modello – il requisito minimo è di 64 GB specialmente con un’elevata risoluzione – e la registrazione procede a ciclo continuo memorizzando tutte le video riprese all’interno e all’esterno dell’abitacolo.

Alcuni modelli detti dual camera hanno in dotazione due diverse telecamere fissate sul parabrezza e sul lunotto posteriore, ottenendo così una visuale completa nella parte anteriore e dietro alla vettura.

Esistono delle dash cam in grado di leggere una targa e possono essere utili in caso di incidente, infatti se qualcuno ci tampona o provoca un sinistro possono memorizzare modello e macchina di chi lo ha provocato. Oppure se la macchina è parcheggiata e qualcuno la tampona possiamo risalire al proprietario.

Inoltre vi sono alcuni modelli dotati di G-Sensor, un componente elettronico per rilevare immagini di alta qualità anche in presenza di accelerazioni o brusche frenate del veicolo.

Chi utilizza una dash cam, indipendentemente dalle caratteristiche tecniche, deve effettuare un download periodico dei video registrati, salvando i filmati utili. Alcune dash cam sono dotate di registrazione in loop e automaticamente sovrascrivono sui file più vecchi, non interrompendo mai la ripresa, ma anche in questo caso è importante ricordare di scaricare i filmati più importanti, eliminando i dettagli inutili, altrimenti c’è il rischio di perderli definitivamente quando verranno sovrascritti da quelli nuovi. Perciò in tutti i casi la dash cam comporta alcune operazioni periodiche indispensabili e un minimo di attenzione nella gestione dei materiali registrati.

Quando è utile una dash cam

La dash cam non necessità di particolare assistenza è molto utile in caso di incidente stradale, contenziosi, tentativi di truffa perché fornisce un video con le immagini non alterate della di quanto accaduto; un rilevamento in tempo reale, come se fosse una testimonianza diretta, da condividere con assicuratori e forze dell’ordine, in modo da ricostruire la dinamica dei fatti.

I filmati a disposizione possono anche rivelarsi utili per appurare i fatti in caso di atti di vandalismo quando il veicolo è in sosta, in caso di collisione tra due auto a un incrocio, oppure per accertare un tamponamento mentre il veicolo è fermo. Situazioni altrimenti difficili da verificare, nelle quali solitamente nessuno vuole ammettere la propria colpa aprendo lunghi conteziosi.

La dash cam può anche registrare quello che succede dentro l’interno del veicolo, opzione molto utili per talune categorie professionali particolarmente esposte a rischi, come ad esempio i tassisti notturni. Inoltre consente di archiviare momenti piacevoli con amici e familiari, registrando un viaggio “on the road” dall’inizio alla fine, in sicurezza, consentendo di concentrarsi sulla guida senza distrazioni per registrare video con lo smartphone.

Dash cam: cosa dice la legge

Nel nostro paese l’articolo 2712 del Codice Civile prevede che “le riproduzioni fotografiche informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”. Perciò i filmati hanno efficacia di prova solamente se non verranno contestati da parte avversa. Inoltre secondo una sentenza della Corte di Cassazione l’eventuale disconoscimento della parte avversa deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito, “dovendo concretizzarsi nell’allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta” (Cassazione Civile, Sez. Lav., 21/09/2016, n. 18507).

Perciò questi video possono fungere da prova se non sono contestati dalle parti, ma la contestazione non può essere meramente generica, poiché deve basarsi su fatti convincenti. Sarà comunque il giudice, caso per caso, a valutare se la videoregistrazione può essere presa in visione ai fini della risoluzione del contenzioso.

In Italia il Garante per la tutela dei dati personali ha emanato il Provvedimento in materia di videosorveglianza con il quale si stabiliscono i casi in cui è necessario avere il consenso per la rivelazione delle immagini, e la diffusione di dati privati a enti pubblici.

I video possono essere registrati anche senza consenso nell’intento di perseguire un legittimo interesse del titolare, o di un terzo, attraverso la raccolta di mezzi di prova o perseguendo fini di tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, o finalità di prevenzione di incendi o di sicurezza del lavoro.

È bene precisare che la dash cam può essere utilizzata solo da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale, e il campo visivo di videoripresa deve essere limitato unicamente allo spazio necessario alle finalità prefissate, ossia la protezione e la tutela personale in caso di incidenti o altri eventi significativi durante la circolazione stradale.

Infine quando il dispositivo è predisposto a registrare anche l’audio, eventuali passeggeri devono esserne informati di questa possibilità.

 

 

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