Escherichia coli: divieto di balneazione nell’Adriatico

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Nelle acque dell’Adriatico, in alcune zone della costa di Rimini, Riccione, Cattolica, Ferrara e Cesena, è stata rilevata la presenza sopra la soglia di escherichia coli. Questo ha portato l’Arpa Emilia-Romagna (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia) a diramare un divieto di balneazione temporaneo dal 30 luglio al 1° agosto.

Le acque che bagnano il Belpaese vengono monitorare costantemente, con prelievi e analisi periodici durante tutta la stagione estiva, sotto la spupervisione del Ministero della Salute.

Quando la concentrazione di escherichia coli supera una determinata soglia, scatta il divieto di balneazione, che viene revocato appena i livelli scendono sotto la soglia. Come è accaduto in questo caso, lasciando però come vedremo uno strascico di polemiche tra gli operatori del settore turistico e appunto le autorità preposte ai controlli.

Quali sono i rischi di un’elevata concentrazione di escherichia coli nelle acque?

L’escherichia coli è un batterio presente nella flora batterica dell’uomo e di altri animali. La presenza nel nostro organismo è garanzia di una digestione corretta e contrasta la colonizzazione dell’intestino da parte di patogeni.
Ma l’ingestione di acqua o cibi contaminanti da questo batterio può portare a disturbi anche gravi come diarrea, febbre alta, dolori addominali, perdite di sangue, disidratazione.
Nei soggetti più deboli come anziani e bambini può portare anche a forme gravi di insufficienza renale.

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Divieto di balneazione: le proteste degli operatori turistici

Per tutti questi motivi in via precauzionale l’Arpa dispone i divieti temporanei di balneazione come quello che ha interessato la costa romagnola.
Alla data in cui si scrive l’allarme è rientrato e la balneazione ripristinata. Ma restano le polemiche.
La presidente di Federalberghi Rimini, Patrizia Rinaldis, si esprime decisamente contro il divieto:

Non è possibile che nel 2019 per colpa di una burocrazia ottusa e regole assurde, che impongono prelievi in una giornata di divieto, la nostra immagine ed economia venga pesantemente colpita.

L’oggetto del contendere è la tempestività di prelievi e rimozione del divieto, dal momento che già i risultati intermedi dei prelievi fatti nel primo giorno di divieto parlano di allarme rientrato.
L’assessore all’ambiente del Comune di Rimini, Anna Montini, afferma:

La carica batterica è tornata nella norma, i risultati intermedi, ricevuti questa mattina e i relativi a prelievi effettuati in mare ieri, vanno bene. Domani [1° agosto 2019, NdR] saranno pronti i definitivi e la balneazione sarà ripristinata.
Il processo di sedimentazione per analizzare i campioni richiede dei tempi tecnici.

Ed è sui tempi tecnici che si gioca la partita tra operatori turistici e amministrazioni, con cooperativa dei bagnini, Federalberghi e associazioni di categoria di Riccione che in una nota chiedono:

un confronto a livello regionale dove venga fatta chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità da adottare nei prelievi delle acque, prelievi effettuati in questo caso il giorno 29 luglio preceduto da violenti temporali.

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