Evasometro: partono i controlli dei conti correnti

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L’operazione evasometro è partita nel mese di agosto 2019 e punta ad individuare sostanziali scostamenti tra gli importi presenti sui conti correnti e quanto dichiarato nel 730 e sui modelli Redditi.

Controlli a tappeto dei conti correnti delle persone fisiche, al momento di tre istituti di credito, per combattere l’evasione fiscale. Il tutto viene gestito da un algoritmo che fa un incrocio tra i dati bancari e quelli dichiarati al Fisco. Non si tratta, dunque, di controlli gestiti da funzionari dall’Agenzia delle Entrate.

Se l’algoritmo rileva scostamenti superiori del 20%, tra quanto indicato nella dichiarazione dei redditi e quanto presente nei conti correnti, scattano le verifiche dei funzionari del Fisco e le convocazioni dei contribuenti sospettati di evasione.

Come funziona l’evasomentro?

L’algoritmo dell’evasometro controlla in particolare:

  • giacenza media sul conto corrente;
  • entrate e uscite mensili;
  • saldi mensili e annuali.

L’accesso ai conti correnti dei contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate è stato introdotto dal governo Monti e ne abbiamo abbiamo parlato in questo articolo Risparmiometro: il Fisco guarda nei conti correnti. Ora, si chiama evasometro ma la sostanza non cambia, la novità consiste nella nei controlli a tappeto avviati su tutti i correntisti (persone fisiche) degli istituti di credito Unicredi, Intesa Sanpaolo e BNL. Sperimentazione volta ad affinare l’algoritmo che ha il compito di individuare i “movimenti sospetti”.

La combinazione dell’evasometro con la fattura elettronica e scontrino elettronico dovrebbe permettere al Fisco di recuperare tra i 10 e i 15 miliardi di tasse evase.

Controllo conti correnti: al via l’evasometro Click To Tweet

Come mi difendo dall’evasometro?

La notizia di una fase sperimentale può essere presa come una buona notizia, dal momento che il Fisco sta cercando di migliorare le proprie presunzioni per evitare di avviare accertamenti su movimenti assolutamente giustificabili.

Potresti aver ricevuto un bonifico da parte di amici e parenti perché hanno deciso di farti un regalo oppure potresti aver raccolto dei fondi per conto di un gruppo di persone (si pensi ad un rappresentante di classe che deve fare un versamento unitario per la gita scolastica all’estero).

Presta estrema attenzione alle causali di bonifici in entrata e in uscita e ai documenti che accompagnano incassi e pagamenti. In questo modo puoi rispondere alle richieste del fisco ed evitare riprese a tassazione di redditi accertati ma che effettivamente non possiedi. Tutto quello che avviene sui tuoi conti bancari deve poter essere spiegato al Fisco.

 

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