Family Act, assegno universale e tutte le novità per le famiglie

Il Consiglio dei ministri dell’11 giugno 2020 ha approvato il Family Act, uno schema di disegno di legge che delega il Governo ad adottare misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia.

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Cos’è il Family Act?

Il Family Act è uno schema di disegno di legge che delega il Governo ad adottare misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia.

Schema di disegno di legge, dicevamo. Questo significa che il Family Act è una cornice entro la quale andranno emanati i decreti relativi ai singoli provvedimenti. Di seguito gli obiettivi del Family Act:

  • sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie;
  • contrastare la denatalità;
  • valorizzare la crescita armoniosa delle bambine, dei bambini e dei giovani;
  • favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile.

Vediamo nel dettaglio le novità che verranno introdotte nel nostro ordinamento.

Assegno universale a chi spetta

La misura più attesa è quella dell’assegno universale per le famiglie. Non più dunque un assegno familiare dedicato ai soli lavoratori dipendenti o pensionati da lavoro dipendente, ma una misura che riguardi tutte le famiglie con figli.

Di seguito i principi che regoleranno il decreto sull’assegno universale mensile, atteso entro il 30 novembre 2020:

  • riguarderà tutti i nuclei familiari con figli a carico;
  • previsto un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figli, che potrà essere modulato per scaglioni in base all’ISEE;
  • per i figli successivi al secondo, l’assegno verrà maggiorato del 20%;
  • prevista una maggiorazione per i figli disabili;
  • assegno mensile che potrà essere corrisposto direttamente alle famiglie o erogato sotto forma di credito di imposta da utilizzare in compensazione dei debiti con il Fisco;
  • beneficio garantito dal 7° mese di gravidanza fino al compimento del 18° anno di ciascun figlio.

Occorre precisare che l’assegno non concorrerà a formare reddito per il riconoscimento delle prestazioni sociali, e il trattamento economico non potrà comunque essere inferiore a quello attualmente previsto per gli aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare attualmente previsto dal nostro ordinamento.

Sostegno alla spesa educativa

Previsto entro 12 mesi il riordino delle misure per la promozione delle attività educative di bambini e ragazzi:

  • revisione dei benefici fiscali per le spese educative;
  • potenziamento dei servizi educativi su tutto il territorio nazionale;
  • misure di sostegno per l’accesso ai servizi di asili nido e scuole per l’infanzia, la fascia 0-6 in sostanza;
  • sostegno per le spese sostenute per figli affetti da patologie fisiche e non, inclusi i disturbi dell’apprendimento;
  • sostegno per le spese per attività come gite scolastiche, iscrizione alle attività sportive, acquisto biglietti per spettacoli teatrali e cinematografici ecc.;
  • bonus per acquisto di libri scolastici e supporti informaci.

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Riforma del congedo parentale e di paternità

Entro 24 mesi verranno riformati il congedo parentale e il congedo di paternità, nel dettaglio le novità previste per il congedo parentale:

  • introduzione di modalità flessibili nella gestione dei congedi parentali;
  • previsione del diritto dei genitori lavoratori di usufruire di un permesso retribuito, della durata di almeno 5 ore nell’arco dell’anno, per andare al colloquio con i professori e partecipare in maniera attiva al percorso di crescita dei figli;
  • definizione di un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio.

Per il congedo di paternità, le previsioni sono:

  • congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi, da utilizzare nei primi mesi dalla nascita del figlio;
  • diritto al congedo concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore;
  • diritto non subordinato ad una determinata anzianità lavorativa e di servizio;
  • ragionevole periodo di preavviso da dare al datore di lavoro;
  • diritto garantito in egual misura ai lavoratori del settore pubblico e privato;
  • estensione della disciplina sui congedi parentali anche ai lavoratori autonomi.

Lavoro femminile

Entro 12 mesi dovranno essere adottate le misure attuative per:

  • indennità integrativa della retribuzione erogata dall’INPS alle madri lavoratrici, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio;
  • detrazioni o deduzioni delle spese per addetti ai servizi domestici e all’assistenza di familiari assunti con contratto di lavoro subordinato;
  • modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratore nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio;
  • incentivi ai datori di lavoro che prevedano iniziative di armonizzazione tra vita privata e lavoro;
  • lavoro agile o smart working per genitori di figli minori di 14 anni;
  • quota di riserva, della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.

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