Flock, come funziona l’insurtech che assicura i droni

Dall’assicurazione per i droni a quella per le auto, tutto all’insegna di tecnologie all’avanguardia e degli ultimi sistemi di telematica: è questo il percorso di Flock, startup insurtech britannica che proprio questa estate ha chiuso un nuovo round di investimenti, di Serie A, raccogliendo 17 milioni di dollari.

Ecco come funzionano i prodotti di Flock e cosa vede la startup nel suo futuro.

Flock, dai droni alle auto

Flock è nata a Londra, nel Regno Unito, nel 2015 dall’idea di Antton Peña (oggi Chief Product Officer) ed Ed Leon Klinger, attuale Ceo. “Flock è stata fondata con la convinzione che il settore assicurativo non fosse più adatto per le necessità di un mondo iper-connesso, che si muove velocemente” si legge sul sito della startup. Fin dai primi momenti di attività quindi l’obiettivo è stato quello di creare una compagnia globale e completamente digitalizzata, al passo con i tempi che cambiano.

Le prime polizze, pensate per i droni, sono state lanciate nel 2018, e due anni dopo Flock ha deciso di allargare la propria offerta con prodotti assicurativi studiati per flotte di veicoli commerciali.

Nel corso degli anni i prodotti assicurativi per droni di Flock sono stati scelti da aziende di primo livello come Netflix, BBC e anche il National Health Service, il servizio sanitario nazionale britannico. Per quanto riguarda le polizze auto, invece, queste sono utilizzate per esempio da Jaguar Land Rover.

Il punto di forza della startup sta nell’uso di tecnologie all’avanguardia e di dispositivi telematici che, collegati ai veicoli assicurati, permettono di attivare le polizze soltanto quando i mezzi sono effettivamente in movimento. Se l’auto è parcheggiata invece, e quindi il livello di rischio è minimo, la copertura viene temporaneamente disattivata.

Secondo Reuters, i premi per droni e auto vengono personalizzati anche in base a elementi estremamente specifici come le condizioni metereologiche, le abitudini degli autisti e la distanza effettivamente percorsa dai  veicoli.

“La proliferazione delle auto elettriche, l’arrivo di nuovi modelli di business con il ridesharing, e l’emergere di veicoli a guida autonoma rappresentano importanti sfide per le quali gli assicuratori tradizionali non sono preparati” ha detto Klinger a TechCrunch.

L’uso di sistemi API e di tecnologie interconnesse si è rivelato vincente per la startup, che fino ad oggi ha raccolto più di 21 milioni di dollari.

L’ultimo round di investimenti

Il 29 luglio Flock ha chiuso un round di investimenti di Serie A – il primo dopo una serie di seed round – raccogliendo 17 milioni di dollari. Le operazioni sono state guidate da Social Capital, il veicolo di investimenti guidato da Chamath Palihapitiya, investitore SPAC e chairman di Virgin Galactic.

“Flock sta chiudendo il divario rimasto tra l’industria assicurativa di oggi e il mondo dei trasporti di domani” ha detto Palihapitiya, aggiungendo: “Grazie all’utilizzo dati raccolti ed elaborati in tempo reale per comprendere realmente i rischi a cui vanno incontro i veicoli, Flock risponde alle necessità di un mondo iper connesso e in rapida evoluzione”.

Grazie alla nuova liquidità la startup intende ampliare il suo staff, passando da 20 a 80 dipendenti, e rafforzare l’espansione a livello europeo.

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