Guida in stato di ebbrezza: sanzioni, tasso alcolemico e patente

guida in stato di ebbrezza

Mettersi alla guida di un veicolo ubriachi rappresenta un rischio per se stessi e per gli altri. Il divieto di guida in stato di ebbrezza è disciplinato,  agli articoli 186 e 186 bis, dal Codice della Strada, che pone il limite del tasso alcolemico a 0,5 grammi/litro. La guida con un tasso di alcol nel sangue superiore a questo limite viene punita molto severamente, con sanzioni elevate, decurtazione di 10 punti della patente e sanzioni accessorie ancora più severe.

Se poi il tasso è oltre 0,8 grammi/litro guidare diventa reato penale. Attenzione però, una sentenza della Cassazione del 25 marzo 2019 ribalta tutto, vediamo come e perché.

Guida in stato di ebbrezza: niente sanzioni penali anche con tasso doppio del limite

Prendiamo in considerazione la sentenza della Cassazione n. 12863/2019.
La Suprema Corte ha giudicato il caso di un anziano signore che guidava, con passeggero a bordo, avendo un tasso alcolemico pari a 1,03 grammi/litro, stabilendo l’esclusione delle sanzioni penali (che leggerai in questo articolo, vanno dai 6 mesi a 1 anno di reclusione).
La Cassazione nella sentenza ha fatto riferimento all’articolo 131-bis del Codice penale che prevede che:

nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

In sostanza, la condotta dell’anziano signore è stata inquadrata nello specchio della “tenuità del fatto”, non avendo causato alcun danno e non essendo stati rilevati “comportamenti di guida inadeguati né difficoltà a parlare né, ancora, incertezze nei movimenti”, si è ritenuto di escludere la condanna penale.

Etilometro, alcol test, esami del sangue e sanzioni

Le misurazioni sono effettuate con l’etilometro, un particolare strumento che misura la quantità di alcol contenuta nell’aria espirata. Per sicurezza, l’esame è ripetuto due volte a distanza di 5 minuti l’una dall’altra, visto che la costituzione fisica del singolo individuo, come noto, può alterare i risultati.

Le conseguenze della rilevazione di alcol cambiano a seconda del tasso alcolemico accertato. In particolare:

  • tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 g/litro: si paga una sanzione amministrativa da 532 a 2.127 euro. Questa violazione fa scattare anche la sanzione accessoria della sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
  • tra 0,8 e 1,5 g/litro: la faccenda si fa molto più seria, la violazione diventa reato e si è puniti con una ammenda che va da 800 a 3.200 euro e arresto fino a un massimo di 6 mesi, oltre alla sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno;
  • oltre gli 1,5 g/litro: la pena è ancora più grave, infatti è prevista un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da 6 mesi a un anno, la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, la sospensione della patente è raddoppiata. La patente è invece revocata in caso di recidiva, cioè ripetizione del reato, nell’arco di due anni. La macchina può essere sottoposta a sequestro e, con la sentenza di condanna, viene definitivamente confiscata (cioè passa in proprietà allo Stato), almeno che non appartenga a persona estranea al reato.

In caso di incidente causato da chi guida in stato di ebbrezza, le sanzioni sono raddoppiate e viene applicato il fermo amministrativo del veicolo, almeno che non appartenga a terzi estranei ai fatti. Se poi, chi causa l’incidente ha un tasso alcolemico che supera la misura di 1,5g/litro, si applica anche la revoca della patente.Le previsioni  di questo articolo hanno rilevanza anche nella applicazione del recentissimo art. 589 bis del codice penale, che prevede e punisce il reato di omicidio stradale.

In tutti questi casi, almeno che non vi sia il sequestro del mezzo, la macchina può essere guidata da altro conducente che non abbia bevuto, oppure fatta trasportare presso un luogo indicato dall’interessato.

Esistono poi quattro categorie di soggetti per i quali vige il divieto assoluto di guida dopo aver ingerito sostanze alcoliche, nello specifico conducenti:

  1. infraventunenni;
  2. che abbiano conseguito la patente di guida B da meno di tre anni;
  3. che effettuano “attività di trasporto di cose “ ad esempio autotrasportatori e assimilati, secondo quanto revisto dagli artt. 86,86 e 87 del Codice della Strada, o “persone” secondo quanto previsto dagli artt. 88, 89 e 90 del Codice della Strada;
  4. di autoveicoli con massa a pieno carico maggiore di 3,5 tonnellate oppure di “treno“ (autocarro con rimorchio) con massa complessiva maggiore di 3,5 tonnellate, oppure di autoarticolati, autosnodati autobus o altri mezzi adibiti al trasporto di persone con oltre otto posti disponibili.

Quando la prova con alcol test ha dato esito positivo, nei casi di incidente e se comunque vi sono elementi per ritenere che il soggetto fermato sia sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, la Polizia stradale può richiedere o far svolgere anche gli esami del sangue.

Il rifiuto a sottoporsi agli accertamenti prescritti viene punito con le misure previste per il caso di tasso alcolemico più alto. Se poi, il rifiuto è opposto da una di quelle persone per cui c’è il divieto assoluto di guida in stato di ebbrezza, le pene previste  sono aumentate di 1/3.

Guida in stato di ebbrezza: revoca patente di guida

Ricapitolando, la patente di guida è sempre revocata quando:

  • le violazioni sono commesse da conducenti di autobus o di veicolo destinato a trasporto merci (con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate) per queste categorie c’è infatti l’obbligo di avere un tasso alcolemico pari a zero;
  • in caso di recidiva, entro un periodo di due anni (la stessa persona compie la medesima violazione in un arco di tempo inferiore a un biennio).

La revoca della patente viene inoltre disposta quando il conducente ha tasso alcolemico superiore a 1,5 g/litro o è sotto l’effetto di droga e stupefacenti.

In caso di guida in stato di ebbrezza chi provoca un sinistro stradale può restare privo di patente di guida per un periodo di 3 anni (o più). La circolare del Ministero dei Trasporti n. 938/2016 ha stabilito che tale periodo decorre dal momento del decreto di condanna (dalla sentenza) e non dall’accertamento del reato.

Guida in stato di ebbrezza e assicurazione

Un’altra conseguenza negativa della guida in stato di ebbrezza è l’inoperatività delle polizze assicurative: in altre parole, l’assicurazione può legittimamente rifiutarsi di pagare le lesioni subite da chi guidava avendo bevuto oltre i limiti consentiti.

L’ha chiarito la Cassazione, con ordinanza n. 9448, dell’11 maggio 2015: nel caso esaminato dalla Corte un conducente di auto, che si era reso colpevole di guida in stato di ebbrezza, chiedeva il risarcimento ad una nota assicurazione in virtù di due polizze assicurative relative a salute e reddito. Il sinistro era stato provocato dallo stesso conducente, che era finito fuori strada procurandosi lesioni gravissime;  il suo tasso alcolemico era risultato però di 6 volte superiore a quello consentito e gli esami tossicologici dimostravano anche la positività all’assunzione di droga.

La Corte ha riconosciuto che l’assicurazione non aveva obbligo di risarcire i danni. Infatti le polizze in questione contenevano una clausola che escludeva il risarcimento in casi simili. La Corte ha ritenuto questa clausola legittima, e non vessatoria, perché semplicemente riproduceva quanto previsto dall’art. 1900 del codice civile, per il quale l’assicurazione non si estende ai rischi provocati volontariamente e con colpa grave del beneficiario, principio che si applica anche nel caso in cui la condotta dolosa o colposa dell’assicurato non sia stata l’unica causa dell’evento dannoso.

Guida in stato di ebbrezza: quanto bere per non rischiare

La domanda è: quanto alcol è possibile bere senza superare il limite di tasso alcolemico consentito? La risposta non è né facile né assoluta: il tasso alcolemico dipende da molteplici fattori, quali peso, età, sesso, alimentazione e metabolismo. Deve quindi essere chiaro che non esiste una quantità di alcol sicura, almeno che non sia pari a zero. Alcune indicazioni di massima però si possono dare e possono essere utili nel valutare la situazione di rischio.

A questo fine lo stesso Ministero della Salute ha preparato delle tabelle  che individuano il tasso di alcolemia presunto in base al tipo di alcol ingerito, alla quantità, al sesso e al peso del soggetto. Da queste tabelle è possibile desumere che, in linea di massima, per un uomo di media corporatura dovrebbe essere possibile rimanere sotto il tasso alcolemico di 0,5 g/litro con 1 birra normale o 1 calice di vino se a stomaco vuoto (qualcosa in meno per le donne) e circa il doppio a stomaco pieno. Per le donne la tolleranza è sempre minore e va considerato.

Fai l’alcool test prima di guidare! Mettersi alla guida con un tasso alcolemico sopra il limite previsto per legge non solo è una violazione o addirittura un reato, ma è soprattutto pericoloso, per te e per gli altri. La sicurezza maggiore è data certamente dal non bere ma, in alternativa, procurati un alcol test portatile da tenere sempre in auto.

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