Il testamento: cos’è, i vari tipi e i casi in cui si può impugnare

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Il testamento permette di esprimere in maniera libera e indipendente la propria volontà, ecco perché è bene sapere cosa si intende per testamento, quanti tipi ce ne sono, se è sempre obbligatorio avvalersi di un notaio o invece se ne può fare a meno.

Cos’è il testamento

Come abbiamo detto, il testamento è un atto con cui una persona manifesta la sua volontà. Di solito riguardante la situazione patrimoniale, ma non è escluso che chi fa testamento dia delle indicazioni anche di tipo morale o che riguardano per esempio disposizioni sul suo funerale o sepoltura o indicazioni su come utilizzare i beni ecc…

L’etimo (ossia l’origine della parola) è di natura latina ed è legato al verbo “testari” che significa per l’appunto attestare.

Il testamento è dunque un atto revocabile nel senso che può essere modificato, cambiato o anche “ritirato” se non ci si ritrova nelle cose che magari si è detto qualche anno prima.

Cosa importante: deve essere redatto per iscritto, altrimenti non ha valore. Attraverso l’istituto del testamento, regolato dall’art. 587 del Codice Civile, una persona può, con dei limiti ben precisi, derogare alla normativa riguardante la successione legittima e includere tra gli eredi anche estranei alla famiglia o ripartire meglio le quote tra i soggetti già eredi legittimi come figli, moglie ecc…

Da sapere: se nel testamento gli eredi legittimi dovessero essere esclusi o si dovessero sentire lesi nella quota a loro destinata dal testore, possono comunque rivalersi. Infatti chi fa testamento non decide dell’intera sorte del proprio patrimonio ma della cosiddetta “quota disponibile”.

I tipi di testamento

Esistono vari tipi di testamento: il testamento olografo, quello pubblico e quello segreto. Ecco quali sono le diverse caratteristiche.

Il testamento olografo

Si tratta del testamento che viene scritto dal cosiddetto testatore, ossia chi dà disposizioni riguardo ai propri beni. Viene definito così perché è scritto di suo pugno nonché firmato e datato.

Per avere un valore deve essere scritto a penna (o a matita, pennarello, gesso eccc..) su carta, cartoncino e persino su stoffa o anche inciso. Non è invece accettabile che sia scritto a macchina o al computer anche perché potrebbe essere attribuibile a chiunque. Inoltre, qualora fosse necessario, si potrà fare una perizia per verificare se la grafia è davvero della persona in questione o meno.

Tra i suoi vantaggi, per chi sceglie questo tipo di testamento, c’è il fatto di scriverlo nel momento in cui ci si sente e in totale intimità. Inoltre, lo si può nascondere nel posto che si ritiene più congeniale, in modo da farlo trovare o da sperare che lo trovino le persone che sono direttamente interessate.

Fino a che nessuno l’avrà scoperto, resta riservato e segreto e non prevede il coinvolgimento del notaio.

Tra gli svantaggi c’è, però, proprio questo: tale testamento può essere distrutto, bruciato, strappato, sottratto o ancora alterato. Insomma è soggetto, se viene trovato, a interventi da parte di altre persone magari interessate all’eredità e che ne sono state escluse.

Inoltre, non essendo stato redatto davanti a un notaio che magari può chiedere maggiori delucidazioni in merito, le disposizioni a volte possono non essere così chiare. C’è da considerare un’altra cosa: il testore potrebbe averlo nascosto così bene che magari è difficile trovarlo, o magari si trova a distanza di anni, quando il patrimonio ha avuto altri destinatari.

Impugnazione del testamento olografo

Per quanto riguarda poi l’impugnazione, i motivi per cui si può andare in una direzione simile possono riguardare vizi di forma, di sostanza o magari sospetti sulle piene capacità di intendere e volere di chi ha fatto testamento. O magari il testamento può avere un contenuto che è difforme rispetto a quello che prevede la legge. Un esempio? Quando tutti i beni vengono lasciati in favore del notaio che, di fatto, è un pubblico ufficiale.

Un altro caso che però riguarda l’eventuale incapacità di intendere e volere è quando viene lasciato tutto alla badante.

Ancora: potrebbe essere impugnato perché il testore era molto malato o non completamente cosciente. Altri casi, poi, possono riguardare la volontà quando, per esempio, il testamento è sì stato scritto di suo pugno dal testore, ma c’è il sospetto che sia stato minacciato o costretto a farlo anche con la violenza.

Questi sono tutti casi in cui si può provare a impugnarlo.

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Il testamento pubblico davanti a un notaio

Oltre a quello olografo, c’è il testamento pubblico, che viene redatto dal notaio in presenza di 2 testimoni. Chi sta dunque dando disposizioni testamentarie lo fa davanti ad altre due persone che sottoscrivono quanto hanno sentito, ma nonostante questo non possono divulgarlo. Nessuno può farlo finché la persona in questione non è deceduta.

Quali sono i vantaggi di un testamento del genere? Sicuramente nessuno può manometterlo e soprattutto c’è la certezza di avere capito qual è la volontà del testore (compito del notaio è infatti il redigerlo nella maniera più chiara possibile) oltre alla sicurezza che nessuno lo ha costretto a fare nulla o ha agito violentemente nei suoi confronti.

Molti notai suggeriscono di procedere in questo modo, anche quando si è giovani o non si è particolarmente malati in modo da essere certi che, qualsiasi cosa succeda, vengano rispettate le proprie volontà.

Quanto a questo testamento pubblico, a conservarne una copia è il notaio che provvede anche alla registrazione al Registro dei Testamenti di Roma. Insomma, per annullarlo, il testore ne deve fare un altro.

Gli svantaggi? Sicuramente per fare un atto del genere ci vuole coraggio ma bisogna anche avere le idee chiare su quello che si vorrebbe accadesse dopo la propria morte e questo non è per tutti un argomento facile da affrontare. Inoltre, a differenza del testamento olografo, che si può magari scrivere in qualsiasi momento e nell’intimità della propria casa, questo è “pubblico” e come tale prevede una condivisione con altre persone.

Impugnazione del testamento pubblico

Nonostante quanto abbiamo detto sopra, anche un testamento pubblico può essere impugnato. Uno dei motivi per cui un mancato erede, o chi ha ricevuto in eredità una quota inferiore a quanto si aspettasse, procede in questo modo è che magari ha il dubbio che il testore non abbia agito in modo indipendente. O ancora: può impugnare il testamento per la grave infermità del testore o i vari vizi che valgono anche per il testamento olografo.

Il testamento segreto

Terzo e ultimo tipo di testamento è quello segreto che può essere scritto sia da chi lascia in eredità i propri beni che da un’altra persona per suo conto. Nel primo caso, basta sempre fare una verifica calligrafica, nel secondo caso è valido solo qualora sia stato sottoscritto dal testore in ogni foglio.

Perché si chiama segreto? Perché, a differenza di quello pubblico, non viene “dettato” al notaio, ma gli viene consegnato in una busta sigillata, anche stavolta davanti a testimoni. Chi propende per questa tipologia è perché preferisce, per l’appunto, redigere il testamento di suo pugno e nella sua intimità e allo stesso tempo affidarlo a un pubblico ufficiale (come il notaio) affinché nessuno possa manometterlo, sottrarlo, modificarlo, rubarlo, come può succedere per l’olografo.

I costi della pubblicazione di un testamento

Fin qui tutto chiaro, ma quanto costa pubblicare un testamento? Varia da notaio a notaio, diciamo che tendenzialmente si aggira, tra l’onorario e i vari oneri fiscali e non fiscali, sui 700 – 2mila euro.

È obbligatorio pubblicare il testamento olografo?

Se sei venuto a conoscenza di un testamento olografo o l’hai trovato per caso, sappi che sei costretto a pubblicarlo, non puoi fare finta di nulla.

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