ISEE 2020: cos’è, come funziona, documenti e come richiederlo

L’ISEE è uno strumento che consente alla Pubblica Amministrazione (ma anche ad enti privati) di assegnare agevolazioni e servizi, sulla base delle effettive condizioni economiche dell’interessato e del suo nucleo familiare. In sostanza possedere questo documento può significare, se l’indicatore non supera determinati limiti, notevoli risparmi e accesso ad alcuni servizi pubblici.

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Cos’è l’ISEE 2020?

Sempre più prestazioni sociali, servizi e bonus vengono erogati sulla base della fascia ISEE di appartenenza.

L’ISEE è un indicatore che serve a misurare la situazione economica e patrimoniale delle famiglie al fine appunto di erogare agevolazioni e servizi, come ad esempio:

  • tariffe agevolate per asili nido e altri servizi educativi per l’infanzia;
  • mense scolastiche;
  • prestazioni scolastiche (libri scolastici, borse di studio, ecc.);
  • agevolazioni per tasse universitarie;
  • prestazioni del diritto allo studio universitario;
  • servizi socio-sanitari domiciliari;
  • servizi socio-sanitari diurni, residenziali, ecc.;
  • agevolazioni per servizi di pubblica utilità (telefono, luce, gas);
  • altre prestazioni economiche assistenziali.

Precisiamo che non si tratta di un elenco esaustivo, anche perché molte prestazioni e agevolazioni vengono erogate a livello locale, quindi dipende anche dal Comune in cui risiedi. Un esempio è quello della famigerata TARI. In alcuni comuni, come Torino, la tassa sull’immondizia può diminuire sensibilmente per le famiglie che presentano un ISEE basso.

Per quanto concerne le fasce ISEE che consentono l’accesso o meno alle diverse agevolazioni, è impossibile determinarne univocamente il valore. Esse varieranno a seconda dell’agevolazione richiesta e anche territorialmente, poiché ciascun Ente determina in autonomia i vari limiti per erogare e modulare le agevolazioni stesse.

Come si ottiene l’ISEE?

L’ISEE scade il 31 dicembre di ogni anno, dunque bisogna ricalcolarlo annualmente.

Per farlo occorre compilare la DSU, dichiarazione sostitutiva unica. Si tratta di una procedura telematica che si può fare:

  • autonomamente attraverso il sito dell’INPS, utilizzando le proprie credenziali di accesso (PIN INPS, SPID, CIE o CNS);
  • tramite CAF o patronati che provvedono alla compilazione e all’invio all’INPS (questi soggetti devono fornire la propria assistenza a titolo gratuito, dal momento che percepiscono dall’INPS un compenso per ogni DSU compilata e trasmessa correttamente).

Per ottenere il calcolo dell’ISEE occorre poi attendere una o due settimane al massimo, 10 giorni lavorativi, dal momento che l’INPS procede con la verifica di tutte le informazioni autodichiarate nella DSU interrogando i database della Pubblica Amministrazione (dichiarazioni fiscali, conti correnti, catasto, motorizzazione ecc.).

Una volta ottenuto l’indicatore si potrò procedere con le domande o i rinnovi di prestazioni e agevolazioni.

Attenzione! Molte agevolazioni scattano in automatico al rinnovo dell’ISEE, è importante chiarire in fase di compilazione della DSU, per quali prestazioni stai richiedendo l’indicatore:

  • ISEE standard o ordinario, valido nella maggior parte dei casi;
  • ISEE università, per le prestazioni universitarie;
  • ISEE socio sanitario, per prestazioni come l’assistenza domiciliare;
  • ISEE socio sanitario residenze, per le prestazioni residenziali come le RSA;
  • ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi;
  • ISEE corrente, un versione aggiornata per chi in corso d’anno vede la propria situazione cambiata radicalmente.

Nucleo familiare ISEE

Per la determinazione del nucleo familiare ISEE, occorre tenere ben presente alcuni fattori:

  • i coniugi, o parti di unioni civili, sono considerati parte del medesimo nucleo familiare, anche in caso di residenza anagrafica diversa;
  • fanno eccezione, rispetto al punto precedente, le situazioni particolari come la separazione;
  • il coniuge iscritto nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, AIRE, viene considerato ai fini ISEE parte del nucleo dell’altro coniuge;
  • i figli minori di 18 anni fanno sempre parte del nucleo familiare del genitore con il quale convivono;
  • i figli maggiori di 18 anni, che sono a carico dei genitori ai fini IRPEF, lo sono anche ai fini ISEE soltanto se non hanno a loro volta una famiglia (dunque non devono essere coniugati né avere figli);
  • se i genitori non appartengono allo stesso nucleo, il figlio maggiorenne, se fiscalmente a carico di entrambi, può scegliere di far parte del nucleo di uno dei due genitori (informazione fondamentale in caso si necessiti dell’ISEE per la determinazione delle tasse universitarie da versare).

C’è poi il caso particolare dell’ISEE minorenni, per la richiesta di prestazioni sociali rivolti ai minori di 18 anni. L’ISEE minorenni prende in considerazione nel nucleo del minore anche il genitore non coniugato e non convivente col minore stesso a meno che non si dia documentata prova dell’assenza del contributo di detto genitore al sostentamento del minore.

La legge prevede tassativamente i casi in cui, ai fini ISEE, il genitore non coniugato e non convivente può essere escluso dal nucleo ISEE del minore:

  • il genitore risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;
  • il genitore risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;
  • sia stato stabilito con provvedimento dell’autorità giudiziaria il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;
  • sussista esclusione dalla potestà sui figli o sia stato adottato, ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
  • risulti accertata in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

In sostanza in caso di situazione familiare particolare, occorre consultare CAF, patronato o INPS per verificare nel dettaglio la documentazione da produrre.

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Quali sono i documenti per l’ISEE?

Come detto la DSU è un’autocertificazione, ma per compilarla o farla compilare ad un CAF, occorre avere a portata di mano i seguenti documenti:

  • documenti di identità e tessere sanitarie, controlla che non siano scaduti, di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • dichiarazione dei redditi (730, Redditi) dell’anno precedente;
  • documentazione relativa agli importi percepiti per borse e assegni studio;
  • redditi percepiti e tassati all’estero;
  • visura catastale o atto di compravendita di fabbricati e terreni e valore di mercato per i terreni edificabili;
  • saldi di conti correnti e libretti di risparmio bancari e postali;
  • giacenza media di conti correnti e libretti di risparmio bancari e postali;
  • documentazione relativa a titoli, obbligazioni, certificati di deposito, buoni azionari;
  • numero delle polizze e ammontare dei premi versati ed eventuali riscatti effettuati delle assicurazioni vita (tranne assicurazioni auto);
  • capitale residuo del mutuo per mutui stipulati per l’acquisto o la costruzione delle abitazioni in possesso (non solo quelli stipulati per l’abitazione principale);
  • contratto d’affitto con estremi di registrazione e importo canone annuo (escluse le spese);
  • per autoveicoli, moto, navi e imbarcazioni da diporto è necessario il numero di targa o gli estremi di registrazione;
  • trattamenti erogati dall’INPS;
  • donazioni di immobili effettuate verso famigliari e non (in caso di richiesta di prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuo);
  • verbale attestante data rilascio e percentuale invalidità.

Ovviamente per le situazioni familiari particolari sarà opportuno consultare il CAF di riferimento, unico punto di raccolta di questa documentazione.

In ogni caso consigliamo di richiedere al CAF, unitamente all’appuntamento per la compilazione del modello, un elenco della documentazione da predisporre in modo da ottimizzare i tempi.

Come si calcola la giacenza media sui conti correnti?

Il calcolo della giacenza media è complesso e la via più semplice per ottenere il dato è quella di richiederlo alla banca o in posta, a seconda di dove hai i tuoi conti e/o depositi.

Per determinare autonomamente la giacenza media occorre essere in possesso degli estratti conto periodici. Bisogna poi sommare le giacenze per ogni giorno dell’anno e dividere il risultato per 365.

Sugli estratti conto vanno individuati i “numeri creditori”, sommarli e dividere la somma per 365.

Attenzione i numeri creditori possono avere altre denominazioni sui tuoi estratti conto, ad esempio “riassunto scalare, “calcolo delle competenze”, “calcolo degli interessi”, “scalare per valuta”. Se sei in difficoltà per l’individuazione degli importi rivolgiti alla banca o chiedi al CAF se è sufficiente portare gli estratti conto (potrebbero determinare direttamente loro l’importo).

In caso di conto cointestato, saldo e giacenza media vanno suddivisi in percentuale tra i cointestatari.

ISEE precompilato

Dal 1° gennaio 2020 è disponibile anche il cosiddetto ISEE precompilato, che contiene già tutte le informazioni sul nucleo familiare del richiedente che sono già in possesso di INPS e Agenzia delle Entrate.

Per ora la parte precompilata è ancora minima rispetto a tutte le informazioni richieste, ma come è avvenuto per il 730 precompilato, di anno in anno i dati già presenti saranno sempre più numerosi.
Per il primo anno di applicazione, poi, il modello precompilato riguarderà soltanto coloro che nel triennio 2016-2018 hanno presentato una DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica per la richiesta del calcolo ISEE, all’INPS in via telematica.

Approfondisci questo tema con il nostro articolo ISEE precompilato 2020: che cosa cambia?

ISEE corrente

Abbiamo già accennato all’ISEE corrente e alla sua funzione. È fondamentale nei casi in cui la situazione economica cambia e diventa urgente produrre un ISEE che la rispecchi per ottenere le relative prestazioni sociali.

La richiesta di questo documento può essere fatta soltanto in determinati casi:

  • un componente del nucleo famigliare ha perso il suo lavoro da dipendente, oppure c’è stata una riduzione o sospensione del lavoro;
  • un componente del nucleo famigliare ha cessato l’attività di lavoro autonomo;
  • il reddito complessivo del nucleo familiare ha subito una variazione superiore al 25% rispetto alla situazione calcolata con l’ISEE ordinario;
  • un componente del nucleo famigliare non percepisce più un trattamento assistenziale, previdenziale o indennità perché venuto meno.

Approfondisci questo tema con il nostro articolo ISEE corrente: come richiedere l’indicatore aggiornato della situazione economica della famiglia

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