Modello 730 precompilato 2020: scadenza, istruzioni, costi e sanzioni

Con il 730 precompilato c’è l’opportunità di vedersi riconosciuto un bonus in busta paga dovuto al recupero di spese deducibili e detraibili, sostenute nel corso dell’anno. Vediamo come.

modello 730 precompilato 2020

Cos’è il 730 precompilato?

Partiamo dal 730, che è un modello di dichiarazione dei redditi che consente di recuperare parte delle spese sostenute nel corso dell’anno e di trasformarle in uno stipendio maggiorato.

Questo modello può essere utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati.

Con il sistema delle deduzioni e delle detrazioni alcune delle spese sostenute nell’anno concorrono ad una riduzione del reddito da tassare o delle tasse stesse, che per un lavoratore dipendente significa maturare il diritto al rimborso di quanto già pagato in corso d’anno, accreditandolo direttamente in busta paga.

Il 730 precompilato è stato introdotto con le dichiarazioni del 2016 relative ai redditi 2015. Si tratta del classico modello 730 che però contiene già una serie di informazioni, fornite da diversi soggetti, per cui, salvo casi particolari, il contribuente non deve far altro che approvare i dati contenuti nella dichiarazione e reinviarli all’Agenzia delle Entrate.

Tra i diversi soggetti che immettono le informazioni utili alla precompilazione del modello troviamo:

  • Anagrafe tributaria;
  • sostituti d’imposta tenuti a rilasciare la certificazione del compensi, come i datori di lavoro ad esempio;
  • soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, imprese di assicuratrici, enti previdenziali e forme pensionistiche;
  • medici e centri medici per le informazioni relative alle spese sanitarie deducibili;
  • università per le spese di iscrizione e frequenza degli atenei;
  • soggetti che hanno emesso fatture relative a spese funebri.

Il modello è visualizzabile esclusivamente online e il contribuente non può ricevere alcuna copia cartacea o via mail. Una volta presa visione del modello e dei dati contenuti, il contribuente potrà decidere di accettare la dichiarazione e questo lo esonererà da qualsiasi controllo fiscale in merito.

Qual è la differenza tra deduzioni e detrazioni?

Quando parliamo di deduzioni e detrazioni è possibile fare confusione. Non sono la stessa cosa e seguono logiche e regole differenti, vediamole.

Deduzioni

Le deduzioni riguardano il reddito imponibile e quindi si tratta di quelle spese che vanno ad abbassare l’importo su cui poi andranno determinate le imposte. Nel 730 per il 2020 abbiamo in particolare:

  • contributi previdenziali ed assistenziali, inclusi quelli sostenuti per i familiari a carico;
  • contributi versati all’INAIL per le persone del nucleo familiare a tutela dagli infortuni domestici (la cosiddetta assicurazione casalinghe);
  • contributi versati per colf e badanti;
  • spese di assistenza e ricovero disabili;
  • assegni corrisposti al coniuge;
  • somme versate alle forme pensionistiche complementari e individuali, incluse quelle versate per i familiari a carico;
  • donazioni alle organizzazioni non governative (ONG) riconosciute idonee, che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Ovviamente non abbiamo elencato tutte le deduzioni possibili, per un approfondimento ti consigliamo di consultare le Istruzioni per la compilazione del modello 730 dell’Agenzia delle Entrate: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/730-2020/modello-e-istruzioni

Detrazioni

Le detrazioni, invece, vanno a ridurre direttamente l’importo delle imposte da versare. Di seguito le principali detrazioni previste per il modello 2020 relative alle spese sostenute nel 2019:

  • 19% delle spese funebri sostenute, anche nel caso in cui non vi sia alcun grado di parentela tra chi ha sostenuto le spese e la persona deceduta (il limite massimo di spese detraibile è pari a 1.550 euro);
  • 19% delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, con un limite massimo di 800 euro per alunno o studente;
  • 19% delle spese per la frequenza dell’università;
  • 19% degli interessi sul mutuo prima casa, su un importo massimo di 4.000 euro;
  • 50% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, cosiddetto bonus ristrutturazioni, con un limite pari a 96.000 euro;
  • 50% delle spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, cosiddetto bonus mobili, ma soltanto se relativi ad un immobile oggetto di ristrutturazione (con un limite pari a 10.000 euro);
  • dal 65% all’85% su spese per interventi volti al risparmio energetico degli edifici, all’adozione di misure antisismiche, all’acquisto e posa in opera delle schermature solari e di impianti di climatizzazione invernali dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • tra il 50% e l’80% delle spese sostenute per la messa in sicurezza degli edifici, cosiddetto sisma bonus;
  • 36% per interventi di “sistemazione a verde” delle aree private scoperte, il cosiddetto bonus giardini e terrazzi;
  • 19% sulle assicurazioni sul rischio di morte di coloro che si occupano di persone con disabilità gravi, norma definita “dopo di noi“.

Approfondisci il tema delle detrazioni sugli immobili con il nostro articolo Bonus Casa 2020: facciate, infissi, ristrutturazioni, elettrodomestici e mobili

730 precompilato 2020: le novità

Nel 730 precompilato 2020, entrano finalmente tutte le spese mediche. In particolare tra i dati già inseriti nel modello troverai anche:

  • spese per le prestazioni sanitarie di dietisti, fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali, tecnici ortopedici e altre categorie di professionisti sanitari;
  • spese sanitarie per le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie militari;
  • contributi previdenziali versati all’INPS tramite il Libretto Famiglia, i cosiddetti nuovi voucher.

Con il 730 precompilato 2020 viene inoltre data la possibilità agli eredi di utilizzare questo tipo di modello per la dichiarazione del defunto, se quest’ultimo nel 2019 ha percepito redditi dichiarabili con tale modello poiché lavoratore dipendente, pensionato o percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Date e scadenza del 730 precompilato

Ricapitoliamo le diverse date da tenere a mente per completare le operazioni sul 730 precompilato:

  • dal 5 maggio è possibile visualizzare il modello;
  • dal 14 maggio si possono accettare o modificare i dati al fine di chiudere l’adempimento;
  • il 30 settembre è l’ultimo giorno utile per accettare il modello o trasmetterlo con le integrazioni se si decide di agire autonomamente.

Se invece ti rivolgi a CAF o professionisti abilitati, il calendario è diversificato a seconda della data in cui presenterai loro la tua dichiarazione:

  • 15 giugno se presenti il 730 entro il 31 maggio;
  • 29 giugno per le presentazioni dal 1° al 20 giugno;
  • 23 luglio per le presentazioni dal 21 giugno al 15 luglio;
  • 15 settembre per le presentazioni dal 16 luglio al 31 agosto;
  • 30 settembre per le presentazioni dal 1° al 30 settembre.

E ancora fino al 25 ottobre i sostituti d’imposta, i CAF e i professionisti abilitati, potranno accedere al modello per trasmettere le dichiarazioni rettificative o integrative.

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Come si accede al modello 730 precompilato?

È possibile prelevare online il documento a partire dal 5 maggio. Si tratta del modello 730/2020 relativo ai redditi 2019. Due le strade per ottenerlo:

  • direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate previa richiesta del PIN per il cassetto fiscale;
  • rivolgendosi ad intermediari abilitati come CAF, commercialisti o consulenti del lavoro.

Per poter accedere è dunque necessario ottenere i propri PIN e password personali che consentono la navigazione all’interno dell’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I suddetti codici possono essere richiesti direttamente online, al call center dell’Agenzia delle Entrate che risponde al numero 848.800.444 o presso gli uffici dell’Agenzia.

Per ottenere PIN e password sono necessarie circa un paio di settimane poiché una parte di essi vengono recapitati a mezzo posta (è importante conoscere la tempistica, vista la necessità di rispettare le scadenze fiscali). Oltre alle opzioni sopra citate, è possibile accedere al modello tramite:

  • PIN INPS dispositivo;
  • credenziali del servizio SPID;
  • credenziali del sistema NoiPA, per i dipendenti pubblici che hanno aderito al sistema;
  • Carta Nazionale dei Servizi. In questo caso la carta va inserita in un lettore che genera il PIN da usare per accedere ai servizi di Fisconline.

Come si inseriscono i dati mancanti sul 730 precompilato?

Nel caso in cui il contribuente verifichi la mancanza di informazioni oppure che alcuni dei dati debbano essere rivisti, potrà apportare delle modifiche.

Le modifiche possono essere fatte accedendo tramite le proprie credenziali oppure dando mandato a CAF o professionisti abilitati di inserire i dati mancanti o modificare quelli presenti.

Ma attenzione! Nel momento in cui deciderai di “mettere mano” alla dichiarazione, si ritornerà ai metodi tradizionali e dunque il Fisco potrà operare i consueti controlli su quanto dichiarato.

Inoltre se si ricorre ai servizi di CAF o professionisti abilitati, come i commercialisti, questi saranno responsabili degli eventuali errori commessi in sede di revisione e/o integrazione dei dati.

Si può fare il 730 precompilato congiunto?

Una delle opportunità concesse mediante il 730 precompilato è quella di poter procedere alla compilazione e all’invio congiunto da parte dei coniugi.

Il 730 precompilato congiunto consente di dichiarare in un unico modello i redditi di entrambi i coniugi, in modo da poter compensare i debiti di un coniuge con i crediti dell’altro direttamente in dichiarazione.

Per ottenere un modello precompilato congiunto, sarà sufficiente accedere al 730 precompilato di un dei due coniugi e integrarlo con i dati anagrafici e reddituali dell’altro coniuge. Come visto in precedenza si tratterà pertanto di una dichiarazione con integrazioni, il che comporta sanzioni in caso di errori.

Come annullare l’invio del 730 precompilato

Chi ha modificato la dichiarazione precompilata, ma ha commesso degli errori o ha dimenticato dei dati può annullarla, anche se già inviata all’Agenzia delle Entrate tramite la piattaforma dedicata. L’invio del 730 può essere annullato una sola volta e puoi procedere accedendo al sito con le credenziali che hai usato per la modifica e l’invio della dichiarazione precompilata.

Per poter annullare l’invio del 730 precompilato è necessario che lo stato della dichiarazione sia indicato come “elaborato”. Se accedi al sito con le credenziali Fisconline dovrai inserire di nuovo il PIN per poter richiedere l’annullamento della dichiarazione mentre, se accedi con le credenziali INPS, NoiPA o SpID puoi procedere senza che sia necessario ripetere il PIN.

L’annullamento comporta la cancellazione di tutti i dati modificati e inseriti manualmente. In pratica, se annulli l’invio viene ripristinata la dichiarazione precompilata così come è stata elaborata dall’Agenzia delle Entrate. Questo vuol dire che viene annullato l’F24 e vengono annullati gli eventuali modelli Redditi aggiuntivo e il correttivo del 730.

Cosa fare dopo aver annullato l’invio del 730 precompilato

Una volta che hai accesso alla dichiarazione precompilata di partenza puoi modificarla inserendo le informazioni mancanti, rettificando i dati imprecisi e inviarla di nuovo. Non potrai farlo subito però, perché per il ripristino dei dati bisogna aspettare 24/48 ore dal momento dell’annullamento.

In caso di dichiarazione congiunta è il dichiarante che deve presentare la richiesta di annullamento. La ricevuta della richiesta di annullamento del 730 e dell’F24 collegato è consultabile nella sezione Ricevute del sito.

730 precompilato: costi e sanzioni

Come detto sono diverse le modalità di accettazione/presentazione del modello 730 precompilato. Questo significa anche costi diversi a seconda di come si intende procedere:

  • Accettazione/integrazione autonoma. Questa operazione non comporta alcun esborso economico, ma è sicuramente quella più onerosa in termini di tempo, visto che bisogna recuperare gli accessi e seguire passo per passo le istruzioni.
  • CAF/Consulenti. Rivolgersi ad un CAF o ad un professionista abilitato comporta il pagamento di una parcella, ma come vedremo nel paragrafo successivo, potrebbe essere una garanzia in caso di errori. Le tariffe oscillano tra i 30 e i 100 euro a seconda del soggetto a cui ci si rivolge, all’eventuale tesseramento (ad esempio ad un patronato) e alla complessità della situazione del contribuente, si pensi a chi possiede molti immobili.

In caso di errori a CAF e professionisti verrà richiesta direttamente una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente; imposte, sanzioni e interessi che verranno addebitati direttamente al contribuente se quest’ultimo procede in autonomia con integrazione ed invio della dichiarazione.

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