Pensione di cittadinanza: come funziona, i requisiti e come richiederla

pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza è un’altra delle misure previste dall’attuale Governo, insieme al reddito di cittadinanza, per aiutare le famiglie e le persone meno abbienti. Un’integrazione che è destinata in linea di massima alle famiglie composte da membri con un’età di almeno 67 anni, con qualche eccezione come vedremo subito sotto.

Le ultime notizie in merito alla pensione di cittadinanza (indicata anche con l’acronimo PdC) prevedevano un aumento dell’importo per il 2020, ma questa voce nel momento in cui scriviamo non è stata confermata. In attesa di eventuali altre novità, cerchiamo di capire chi può richiedere la pensione di cittadinanza, quali sono i requisiti per farlo, come viene erogata e quanto dura.

Cos’è e come funziona la pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza è un’integrazione al reddito per quei nuclei familiari formati da una o più persone con un’età di almeno 67 anni. A erogarla è l’INPS in base a determinati requisiti anagrafici, reddituali e patrimoniali attestati grazie alla presentazione del modello ISEE.

Per avere la pensione di cittadinanza infatti, non basta che solo il capofamiglia abbia l’età di cui sopra, ma questo vale anche per tutti i componenti del nucleo familiare che, oltre ad avere compiuto 67 anni, devono essere residenti in Italia da almeno 10 anni, possibilmente gli ultimi 2 in modo continuativo. Se si vive da soli, si ha comunque diritto alla pensione di cittadinanza, anche se con le dovute differenze che chiariamo meglio sotto.

La pensione di cittadinanza, inoltre, può essere erogata anche nel caso in cui il componente o i componenti di età pari o superiore ai 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone di età inferiore, in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

Come si può intuire, si tratta di una misura per contrastare la povertà degli anziani, il requisito di età infatti non è casuale, ma coincide con l’età pensionabile, 67 anni. A differenza del reddito di cittadinanza, però, per ovvie ragioni anagrafiche, a chi percepisce la pensione di cittadinanza non viene chiesto di iscriversi a un Centro per l’impiego e di rispettare il Patto per il lavoro.

La pensione di cittadinanza, possiamo dire, può innalzare il reddito del pensionato con un’integrazione che non deve essere superiore ai 513 euro al mese e comunque non superare – anche in caso di eventuali maggiorazioni – i 780 euro mensili.
Vediamo nel dettaglio qual è l’importo previsto e a seguire gli altri requisiti richiesti.

L’importo della pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza è sostanzialmente composta da 2 voci, fermo restando che, come abbiamo detto, può arrivare a massimo 780 euro:

  • Integrazione del reddito per massimo 630 euro al mese per singolo componente che può arrivare, in presenza di più componenti con i requisiti, a 1323 euro al mese per un totale annuo di 15,876 euro. Nel caso di persone in famiglia con disabilità gravi o non autosufficienti si può arrivare a 1386 euro;
  • contributo per il pagamento del canone di locazione che può arrivare massimo fino a 150 euro mensili e che vale anche come integrazione per la rata del mutuo. Quest’ultima possibilità in caso i destinatari della pensione di cittadinanza abbiano acquistato l’abitazione dove risiedono e uno di loro sia intestatario del mutuo.

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I requisiti per la pensione di cittadinanza

Abbiamo detto: i requisiti sono di natura anagrafica – età di almeno 67 anni e residenza in Italia da almeno di 10 anni – ma anche di natura patrimoniale e reddituale.

Per ottenere dunque la pensione di cittadinanza bisogna:

  • avere un reddito ISEE del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro
  • avere per il singolo componente un reddito inferiore a 6mila euro, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo viene elevato a 9630 euro per chi paga un eventuale affitto
  • avere un patrimonio immobiliare, ossia in terreni e fabbricati, che non superi i 30mila euro. Da questo viene esclusa la prima casa dove la famiglia ha la residenza
  • aver un patrimonio mobiliare della famiglia ossia le somme sul conto corrente bancario o postale, investite in titoli, obbligazioni, libretti, partecipazioni ecc… che non superi i 6mila euro per solo componente. Tale soglia si incrementa di 2mila euro per ogni familiare successivo al primo. A meno che non ci sia un componente familiare con disabilità: in questo caso, la somma viene incrementata di 5mila euro per ogni componente del nucleo familiare con disabilità e arriva a 7500 euro per ogni componente che abbia una disabilità grave o non sia autosufficiente. Va da sé che nel calcolo del reddito non viene inserita l’eventuale indennità di accompagnamento
  • nessun membro della famiglia deve essere in possesso di autoveicoli che siano stati immatricolati nei 6 mesi che precedono la presentazione della domanda per la pensione di cittadinanza o con cilindrata superiore a 1600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc o immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da riporto.

Da sapere: la pensione di cittadinanza è compatibile anche con l’attività lavorativa o con una evenutuale NASPI, sostanzialmente integra questi redditi fino ad arrivare, complessivamente, all’importo di 780 euro al mese.

Alla luce di questi requisiti e di quelli anagrafici, a richiedere la pensione di cittadinanza possono essere tutti i titolari di pensioni minime, di assegno sociale, invalidità civile o di pensioni al di sotto di 780 euro, comprese le pensioni di reversibilità.

Come richiedere la pensione di cittadinanza

Per richiedere la pensione bisogna essere in possesso della dichiarazione DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) o ISEE 2019 e si può farlo attraverso il modulo SR180 che può essere accompagnato da 2 moduli integrativi come lo SR181 o SR182, entrambi scaricabili dal sito dell’INPS, e che permettono di dare maggiori informazioni riguardo alle proprie attività.
La domanda può essere inoltrata nei seguenti modi:

  • rivolgendosi a un CAF
  • andando in un ufficio postale
  • sul sito www.redditodicittadinanza.gov

Come viene erogata la pensione di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza, così come il reddito di cittadinanza, viene appunto erogata attraverso una carta ad hoc, chiamata carta Pdc e che, come una Postepay, viene ricaricata mensilmente dall’INPS. Attenzione che tramite questa carta non puoi certo pagare tutto, ma puoi usarla per pagare l’affitto o il  mutuo tramite bonifico o altro pagamento tracciato, aquistare beni e servizi per la famiglia, prelevare contanti per un massimo di 220 euro.

Niente acquisti online né tantomeno di giochi con montepremi in denaro, acquisto o noleggio e leasing di imbarcazioni, navi da riporto e tanto altro che non sia previsto per integrare il reddito di una famiglia.

Otterrai questa carta qualora la tua domanda per la pensione di cittadinanza venga accettata. Sarai avvisato via SMS o via e-mail e dopodiché potrai andare nell’ufficio postale indicato per ritirarla. Ti verrà data corredata di PIN e già “ricaricata” per il primo mese.

Quanto dura la pensione di cittadinanza

Tale integrazione non è in eterno, ma è prevista per un massimo di 18 mesi, trascorsi i quali si può chiedere il rinnovo.

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