Permessi Legge 104: a chi spettano e come presentare domanda

La Legge 104 permette di a persone con disabilità o a parenti di usufruire di permessi retribuiti e di allontanarsi dal luogo di lavoro per te stesso o accudire chi ha bisogno. In questo articolo vediamo come funziona nel dettaglio, quanti giorni oppure ore sono concessi, come presentare domanda e come comportarti con il tuo datore di lavoro.

Legge 104: a chi spettano i permessi retribuiti

Intanto, cerchiamo di fare chiarezza e capiamo chi ha diritto a questa tipologia di permessi. Essendo la 104 del 1992 una legge per l’assistenza, integrazione sociale e per i diritti delle persone con handicap tali permessi spettano sia al lavoratore disabile ma anche ai suoi familiari, a patto che ci siano determinate condizioni.
Nel dettaglio, come si può leggere sul sito dell’INPS, i beneficiari sono:

  • persone disabili in situazione di gravità ossia che presentano una minorazione di tipo fisico o psichico o sensoriale che comporta loro difficoltà di apprendimento, relazione e integrazione, lavorativa, ma in genere sociale
  • genitori biologici ma anche adottivi o affidatari di figli con disabilità grave
  • coniugi ma anche conviventi di fatto (come previsto dalla legge Cirinnà del 2016), parte dell’unione civile, parenti o affini entro il secondo gradi di familiari disabili con una situazione di gravità. Diritto che può essere anche esteso a parenti e affini di terzo grado, ma questo solo se le persone che abbiamo citato prima hanno superato i 65 anni di età o sono anche loro in una situazione invalidante o siano deceduti o mancanti.

I requisiti per avere i permessi della Legge 104

I permessi retribuiti della 104 riguardano solo chi è un lavoratore dipendente, pubblico o privato, con contratto a tempo determinato o indeterminato.
Non spettano dunque a:

  • lavoratori autonomi ossia freelance/liberi professionisti
  • addetti ai lavori domestici e familiari
  • lavoratori a domicilio
  • lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata e questo né per loro stessi né come genitori o familiari di persone con disabilità
  • lavoratori parasubordinati, chi ha cioè un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, lavora con prestazione occasionale, a progetto ecc…

Inoltre per avere i permessi della 104, è necessario che:

  • la persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi sia in situazione di disabilità grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92 riconosciuta dall’apposita Commissione Medica Integrata ASL/INPS (art. 4, comma 1 L. 104/92);
  • la persona in situazione di disabilità grave non sia in una situazione di ricovero a tempo pieno.

Cosa si intende per ricovero a tempo pieno? Quello per le intere 24 ore in strutture ospedaliere o simili, che possono essere sia pubbliche o private e che garantiscano un’assistenza sanitaria continua. Va da sé che, in situazioni simili, prendere un permesso per assistere una persona disabile non ha senso.

Anche se, bisogna dire, ci sono delle eccezioni in cui è previsto il permesso, come precisa sempre l’INPS con la circolare 32 del 2012.

Queste sono: eventuale interruzione del ricovero a tempo pieno perché la persona disabile in situazione di gravità deve andare fuori dalla struttura per effettuare delle visite e delle terapie, purché siano certificate.

Un’altra eccezione è il ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine così come per il disabile in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.

Un dipendente che usufruisce dei permessi per assistere un familiare disabile grave residente in un comune che ha una distanza superiore a 150 km, deve dimostrarla al datore di lavoro con un titolo di viaggio o altra documentazione idonea.

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Permessi Legge 104: come funzionano e cosa spetta

Vediamo nel dettaglio le varie differenze per chi ha diritto ai permessi della Legge 104.

Permessi 104 per i lavori disabili

Ai lavoratori disabili in una situazione di gravità spettano:

  • riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore a seconda dell’orario di lavoro;
  • 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore).

Non entrambe le cose, ma o l’una o l’altra.

Permessi 104 per genitori di disabili

Ai genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità minori di tre anni spettano, sempre in alternativa:

  • 3 giorni di permesso mensili, anche frazionabili in ore;
  • prolungamento del congedo parentale con diritto per tutto il periodo ad un’indennità pari al 30% della retribuzione. Questo prolungamento si può usufruire a partire dal periodo tradizionale di congedo parentale che un genitore potrebbe avere in quanto appunto genitore, e questo indipendentemente se l’ha utilizzato prima o l’ha esaurito. Da ricordare che i giorni che si sono avuti come congedo parentale ordinario e come prolungamento non possono superare in totale i tre anni e che appunto sono da prendere entro quando il bambino compie 12 anni. Questo vale per i genitori naturali, per quelli adottivi o affidatari, possono fruire del prolungamento del congedo parentale fino a 3 anni, compreso il periodo di congedo parentale ordinario, nei primi dodici anni da quando il bambino riconosciuto disabile in situazione di gravità è entrao in famiglia e questo indipendentemente dalla sua età e comunque non oltre il compimento dei 18 anni.
  • permessi orari retribuiti rapportati all’orario giornaliero di lavoro: 2 ore al giorno in caso di orario lavorativo pari o superiore a 6 ore, un’ora in caso di orario lavorativo inferiore a 6 ore.

Ai genitori biologici di figli disabili in situazione di gravità di età compresa tra i tre e i dodici anni di vita e ai genitori adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità che abbiano compiuto i tre anni di età ed entro dodici anni dall’ ingresso in famiglia del minore, spettano in alternativa:

  • 3 giorni di permesso mensili che si possono anche frazionare in ore;
  • il prolungamento del congedo parentale come dicevamo sopra

Mentre superati i 12 anni di età o di ingresso del minore in famiglia spettano 3 giorni di permesso.

Ai genitori biologici di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni di età e ai genitori adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni dall’ ingresso in famiglia del minore spettano:

3 giorni di permesso mensili, anche frazionabili in ore.

Coniugi e conviventi

Al coniuge, alla parte dell’unione civile, al convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016), ai parenti e agli affini della persona disabile in situazione di gravità spettano:
3 giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore.

Permessi 104 per parenti e affini di terzo grado del disabile grave

Possono avere diritto ai 3 giorni di permesso al mese anche i parenti e gli affini di terzo grado della persona disabile in situazione di gravità ma questo, come dicevamo, soltanto se i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona in situazione di disabilità grave hanno compiuto 65 anni o sono affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Cosa si intende per mancanti? Non solo se assenti per assenza naturale e giuridica (celibato/nubilato o figlio naturale non riconosciuto) ma situazioni che possono essere assimilate. Cioè se la persona è divorziata, si è separata o, come nel caso dei minori, è stata abbandonata.
La possibilità di passare dal secondo al terzo grado di assistenza si verifica anche nel caso in cui uno solo dei soggetti menzionati – coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto , genitore – si trovi nelle descritte situazioni (assenza, decesso, patologie invalidanti).

Legge 104 e patologie invalidanti

La Legge 104 consente delle agevolazioni per chi ha patologie invalidanti, quelle cioè a carattere permanente indicate dall’art. 2, comma 1, lettera d, numeri 1, 2 e 3 del Decreto Interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000. Lo sono, solo per dirne qualcuna, le patologie dell’apparato cardiocircolatorio, respiratorio, digerente, urinario, endocrino, locomotore e osteoarticolare, neurologico, psichiche, dell’apparato visivo, uditivo e fonatorio, congenite, ematologiche, reumatiche e rare.

Da sapere: è possibile frazionare a ore i 3 giorni di permesso però con un limite orario mensile che è uguale all’orario normale di lavoro settimanale diviso il numero dei giorni lavorativi settimanali per 3.

Legge 104: permessi di 2 ore giornaliere

Il permesso giornaliero di 2 ore di cui abbiamo parlato sopra è concesso al lavoratore portatore di un handicap grave che lo può alternare ai 3 giorni di permesso mensile retribuiti.

Non viene, invece, più riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per assistere la stessa persona. Il referente deve essere unico, tranne nel caso dei genitori, anche adottivi, cui viene concesso di usufruire dei permessi in maniera alternata e sempre ovviamente nel limite dei 3 giorni.

Da sapere: il referente unico può cambiare, anche temporaneamente, purché si tratti di un parente entro il terzo grado e purché si faccia apposita richiesta.

Quanto spetta per i permessi della Legge 104

Nel caso tu usufruisca dei permessi a giorni, questi ti verranno indennizzati sulla base della tua retribuzione così come i permessi fruiti a ore.
La situazione invece cambia nel caso che tu prolunghi il congedo parentale fino al 12 anno di vita: la retribuzione qui è del 30%.
Sappi che anche se usufruisci dei permessi retribuiti, hai diritto all’assegno per il nucleo familiare (ANF).
Quanto alla tredicesima, la quota è già inclusa e compresa nell’indennità erogata dall’INPS.
A ogni modo, quanto alle modalità di pagamento, l’indennità legata alla 104 per i lavoratori dipendenti è anticipata dal datore di lavoro mentre per gli operai agricoli a tempo determinato (OTD) e a tempo indeterminato (OTI), per i lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a termine, l’indennità viene pagata direttamente dall’Inps a seguito di domanda dell’interessato.
I pagamenti delle prestazioni a sostegno del reddito possono avvenire anche mentre sei all’estero.

Permessi Legge 104 e part-time

Se sei un lavoratore part time, il numero dei giorni di permesso sarà ridimensionato proporzionalmente e arrotondato all’unità inferiore o superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.

Permessi Legge 104 e lavoro agricolo

Nel caso di un rapporto di lavoro agricolo a tempo determinato, i 3 giorni di permesso vengono concessi solo se i lavoratori sono occupati con contratto stagionale di almeno un mese e l’attività lavorativa è prevista su 6 giorni della settimana o 5 giorni se effettuano la settimana corta.
I giorni di permesso non vengono riconosciuti per le frazioni di mese in cui l’attività viene svolta solo per alcuni giorni.
I permessi della Legge 104 spettano anche agli LSU o lavoratori socialmente utili senza che venga ridotto o sospeso l’assegno. Sono previsti sempre 3 giorni al mese che si possono anche frazionare a ore.

Come presentare domanda per i permessi della Legge 104

Va presentata all’INPS in una delle seguenti modalità:

  • online tramite i servizi telematici dell’INPS purché si sia già in possesso di PIN e andando sulla pagina: servizio di “Invio online di domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • patronati
  • contact center multicanale: chiamando il numero 803164 (gratuito da fisso) o lo 06164164 dal cellulare (con tariffa che varia a seconda del piano di chi chiama).

Spetta dunque all’INPS il controllo dei requisiti e inviare al datore di lavoro una pec che gli comunica il diritto del dipendente ai permessi 104. Il datore di lavoro pertanto non può opporsi, ma va da sé che in un rapporto di correttezza e trasparenza, è meglio che tu l’avvisi per tempo in modo da organizzare tutto il lavoro anche con i colleghi, anziché che lo sappia direttamente dall’INPS.

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