Quanto costa ricaricare il condizionatore auto nel 2019

ricarica condizionatore auto

Ci siamo: stai per partire per le agognate vacanze e hai deciso di fare il viaggio in macchina. Oppure in vacanza ci sei già e ti stai muovendo per lo più in auto. Comunque sia, devi fare i conti con il condizionatore e ti sembra che il tuo non vada più bene. Forse è arrivato il momento di ricaricarlo.

Ma quanto costa quest’operazione nel 2019? E quale gas utilizzare? Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla ricarica del condizionatore.

Il costo della ricarica del condizionatore auto nel 2019

I costi per la ricarica dipendono da tutta una serie di fattori.
In primo luogo dall’officina cui ti rivolgi e allo stesso tempo anche dagli impianti refrigeranti, ossia dalle loro dimensioni. Perché determinante per il costo della ricarica è sia la quantità di gas che viene stoccata all’interno dell’impianto che anche il tipo di gas che viene inserito.

Possiamo dire che in linea di massima i fattori da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Manutenzione: si va dai 50 ai 100 euro per intervento
  • Gas: se gas R32 il costo è tra i 25 e i 30 euro al kg, se R410A tra i 79 e gli 80 euro al kg, se gas R407 C tra gli 80 e i 90 euro, se R422 D tra i 90 e i 100 euro al KG.
  • Eventuale filtro antipolline intasato: 35 euro circa
  • Compressore guasto (quello che aumenta la pressione dell’aria): si va dai 500 ai 700 euro per un compressore nuovo, ai 200-300 euro per uno rinnovato.

A conti fatti, dunque il costo della ricarica del condizionatore può variare tra i 100 e i 200 euro, sempre appunto che non ci siano il filtro da sistemare e il compressore guasto.

I differenti tipi di gas

Variano a seconda dell’impatto che hanno sull’ambiente e sono regolarizzati dal Regolamento Europeo Nr. 517/2014 che impone che dal 2025 debbano essere eliminati i condizionatori (mono o multi split) che hanno un Global Warming Potential (GWP) superiore a 750.

Le nuove direttive europee pertanto vietano l’utilizzo di alcuni refrigeranti, come l’R410A o l’R22, che sono ritenuti nocivi per l’ambiente, nello specifico, per lo strato di ozono, mentre un gas caldamente consigliato è l’R32. Questo, oltre a non essere dannoso, ha un indice GWP decisamente più basso rispetto all’R410A.

Inoltre fa parte dei gas refrigeranti a bassa infiammabilità e si infiamma solo se presente in elevate concentrazioni. Per la minima quantità di gas contenuto nel condizionatore, il rischio è pressoché nullo. Pertanto, è più conveniente e vantaggioso rispetto ad altri.

Quando ricaricare il condizionatore auto

Come probabilmente saprai, il climatizzatore è un impianto composto da: un serbatoio che può contenere un gas refrigerante (quelli di cui parlavamo sopra), un insieme di tubi e un compressore che è legato al motore.

Fisicamente funziona così: l’aria calda che viene aspirata dall’esterno cede il calore al gas refrigerante, in questo modo si abbassa la temperatura, si perde l’umidità (che viene scaricata all’esterno) e l’abitacolo dell’auto si rinfresca. Questo fa sì che, in generale, il gas con il tempo non diminuisca particolarmente, a meno che appunto non ci siano perdite di vario tipo.

Ciò significa che, in linea di massima, puoi considerarti tranquillo per almeno 2 anni, o anche più, sebbene dipenda anche dal tipo di vettura.

Se invece vedi che il tuo climatizzatore auto non sta funzionando, ossia che l’aria fredda è assente o non basta o che la macchina non raggiunge la temperatura desiderata (se hai il climatizzatore automatico), potrebbe essersi verificata una perdita, quindi è il caso di intervenire.

Attenzione: anche se c’è chi dice che per la ricarica si possa anche fare da soli, grazie a kit fai da te, il nostro consiglio è di avvalerti di un professionista.

Stiamo parlando di gas, della tua sicurezza quando sei in auto per te e per gli altri, pertanto meglio affidarsi a chi sa fare il suo lavoro, anche se, abbiamo visto, non sempre il costo è indifferente.

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