Radiazioni dei cellulari: elenco smartphone che ne emettono di più

radiazioni dei cellulari

Quante volte, guardando lo smartphone e notando il suo massiccio utilizzo, ti sei chiesto se questo stretto legame potrebbe causarti problemi di salute?

Non sei l’unico: utilizziamo lo smartphone tutti i giorni per telefonare, per navigare su internet, scaricare la posta elettronica, rispondere ai messaggi di WhatsApp, ma anche per farci portare in città sconosciute, ascoltare la musica, scattare foto durante i viaggi e, di consueto, per svegliarci di mattina, posizionandolo sul comodino accanto alla nostra testa per tutta la notte.

Questo legame così morboso con gli smartphone, può causare danni alla salute?

Le radiazioni elettromagnetiche dei cellulari

Com’è naturale che sia, esistono dei limiti massimi da rispettare da parte dei produttori, obbligati ad effettuare test sui dispositivi realizzati e ad immettere sul mercato globale soltanto device che si trovano al di sotto della soglia massima stabilita per la salute dei consumatori.

È il Bundesamt für Strahlenschutz, l’Ufficio federale per la protezione dalle radiazioni, a monitorare il valore più importante in relazione all’emissione di radiazioni dei cellulari, ovvero il SAR: Specific Absorption Rate. Questo valore indica il tasso di assorbimento delle radiazioni dei cellulari da parte del corpo umano durante le telefonate, e quindi il livello di radiazioni a cui è sottoposta la testa dell’interlocutore durante una chiamata con uno specifico smartphone.

Il limite massimo stabilito dalla Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, dalla Commissione tedesca per la protezione radiologica, e dalla Commissione europea, è fissato a 2W/Kg: i dispositivi che provocano un tasso di assorbimento superiore a questo valore non possono essere commercializzati.

È proprio il Bundesamt für Strahlenschutz a curare un database dove vengono inseriti i dettagli relativi a tutti gli smartphone immessi sul mercato, pertanto l’Ufficio tedesco è in grado di stabilire quali sono gli smartphone che emettono più radiazioni e quelli, invece, a bassa emissione di radiazioni elettromagnetiche.

I 15 smartphone a più alta emissione di radiazioni

Ai posti più alti della classifica dei dispositivi che emettono più radiazione troviamo:

  1. Xiaomi Mi A1 – 1,75 W/kg
  2. OnePlus 5T – 1,68 W/kg
  3. Xiaomi Mi Max 3 – 1,58 W/kg
  4. OnePlus 6T – 1,55 W/kg
  5. HTC U12 life – 1,48 W/kg
  6. Xiaomi Mi Mix 3 – 1,45 W/kg
  7. Google Pixel 3 XL – 1,39 W/kg
  8. OnePlus 5 – 1,39 W/kg
  9. iPhone 7 – 1,38 W/kg
  10. Sony Xperia XZ1 Compact – 1,36 W/kg
  11. HTC Desire 12/12+ – 1,34 W/kg
  12. Google Pixel 3 – 1,33 W/kg
  13. OnePlus 6 – 1,33 W/kg
  14. iPhone 8 – 1,32 W/kg
  15. Xiaomi Redmi Note 5 – 1,29 W/kg

Il report con l’elenco dei cellulari e delle radiazioni elaborato da Statista , indica come i device prodotti dai più noti brand cinesi del momento sono quelli con più alta emissione di radiazioni. Sul podio, infatti, abbiamo Xiaomi e OnePlus. Su 15 terminali presenti nella classifica, ben 4 portano la firma di Xiaomi, mentre 2 sono di Apple: iPhone 7 ed iPhone 8 rientrano nelle posizioni più basse dell’elenco.

smartphone SAR

Tra i nomi citati, grandi assenti: Samsung ed LG non compaiono ai primi posti della classifica della maggiori radiazioni dei cellulari, segno che i coreani sono molto più accorti al tema e realizzano prodotti a bassa emissione di radiazioni.

Arrivati a questo punto, se il tuo smartphone non è rientrato nella precedente classifica, potresti aver voglia di controllare la prossima che riguarda i 10 smartphone con il più basso tasso di radiazioni.

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I 10 smartphone a più bassa emissione di radiazioni

Tra le marche più conosciute, ecco i modelli a più bassa emissione, be 5 su 10 sono Samsung:

  1. Samsung Galaxy Note 8 – 0,17 W/kg
  2. ZTE Axon Elite – 0,17 W/kg
  3. LG G7 – 0,24 W/kg
  4. Samsung Galaxy A8 – 0,24 W/kg
  5. Samsung Galaxy S8+ – 0,26 W/kg
  6. Samsung Galaxy S7 Edge – 0,26 W/kg
  7. HTC U11 Life – 0,28 W/kg
  8. LG Q6 – 0,28 W/kg
  9. Samsung Galaxy S9+ – 0,29 W/kg
  10. Motorola Moto G5 Plus – 0,30 W/kg

Quanto sono affidabili queste classifiche?

È importante evidenziare che tutti gli smartphone presenti nella classifica di quelli a più alta emissione di radiazioni hanno valori inferiori ai 2W/kg indicati dal BfS: ciò significa che non sono ritenuti dannosi per la salute.

Inoltre, i valori riportati dall’ente tedesco Bundesamt für Strahlenschutz sono quelli forniti dagli stessi produttori e ogni produttore sceglie laboratori differenti per i suoi test. I cinesi di Xiaomi/OnePlus scelgono una laboratorio cinese (Sporton International Shenzhen Inc.) che prende le misurazioni della testa a 0 mm dal telefono. Apple prende come misura 5 mm. Samsung utilizza un laboratorio americano (PCTest Engineering Laboratory Inc.) e sceglie 15mm come distanza di misurazione.

Usare lo smartphone fa male?

Ancora non lo sappiamo con certezza, poiché ad oggi non esistono ancora studi a lungo termine che possano osservare l’impatto delle radiazioni emesse dai telefoni cellulari sulla salute dell’essere umano.

Certo è che tenere lo smartphone appiccicato al corpo tutto il giorno non si può considerare una pratica salutare e infatti i consigli degli esperti, in attesa di risultati di ricerche certi, sono sempre gli stessi: evitare di tenere i cellulari vicino alla testa, al cuore e agli organi genitali.

Facile a dirsi, dal momento che lo smartphone adorato è prima di tutto un telefono: come si fa a non tenerlo vicino alla testa se lo si usa per telefonare?
La soluzione è presto detta: basta ricorrere all’utilizzo di comodi auricolari, le cuffiette di facile reperimento dotate di microfono che mettono una distanza tra noi e il cellulare senza impedirci di telefonare.

Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini e leader di uno studio sull’impatto delle radiazioni sui ratti, afferma che:

Sebbene l’evidenza sia quella di un agente cancerogeno di bassa potenzail numero di esposti è di miliardi di persone, e quindi si tratta di un enorme problema di salute pubblica, dato che molte migliaia potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze. Inoltre i nostri dati rafforzano la richiesta di adottare precauzioni di base a livello globale. Semplici misure sugli apparecchi, come un auricolare a molla incorporato nel telefono, oppure segnalazioni di pericolo sia nelle istruzioni che nella confezione di acquisto perché l’apparecchio venga tenuto lontano dal corpo. Certo non immagino che si possa tornare indietro nella diffusione di questa tecnologia, ma sono sicura che si possa fare meglio. La salute pubblica necessita di un’azione tempestiva per ridurre l’esposizione, le compagnie devono concepire tecnologie migliori, investire in formazione e ricerca, puntare su un approccio di sicurezza piuttosto che di potenza, qualità ed efficienza del segnale radio. Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che i telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino rischi conosciuti e ignorati per decenni.

 

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