Reddito di cittadinanza: requisiti ISEE, domanda, guida RdC 2019

reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è una misura introdotta nella Legge di Bilancio 2019, è un sussidio in denaro previsto per tutti coloro che sono residenti in Italia (da almeno 10 anni) e questo a prescindere dal fatto che abbiano un lavoro o meno.

Reddito di cittadinanza 2019: cos’è e come funziona

A differenza della Naspi e Asdi, che sono sussidi di disoccupazione, per cui condizione imprescindibile è quella di non avere un lavoro, il reddito di cittadinanza ha a che fare con l’ISEE e la soglia di povertà. Pertanto, anche chi ha un impiego, ma ha un reddito molto basso (sotto i 780 euro mensili) può ricevere questo sussidio.

Ha infatti diritto al reddito di cittadinanza:

  • chi possiede un reddito al di sotto dei 780 mensili e è da solo in famiglia quindi il nucleo familiare è composto da una sola persona. Il reddito comunque non deve superare i 6mila euro annui, compenso che sale a 7.560 euro qualora si abbia anche la pensione di cittadinanza ossia l’integrazione fino a 780 euro per tutti coloro che avevano una pensione al di sotto di questa cifra (anche questo stabilito con la Legge di Bilancio del 2019).
  • chi è in una famiglia con un numero di componenti maggiore di uno, ma in questo caso il reddito di riferimento viene moltiplicato per un coefficiente denominato scala di equivalenza, vuol dire: 0,4 per ogni componente della famiglia purché sia maggiorenne e dello 0,2 per ogni componente minorenne (per una famiglia di 4 persone con due figli minorenni avremo un coefficiente pari a 1,2). Il massimo possibile dell’incremento è comunque il 2,1.
  • l’indicatore ISEE comunque non deve superare i 9.360 euro all’anno.

In merito all’ISEE occorre fare un paio di precisazioni:

  • la sfasatura tra ISEE, che prende i dati dei redditi 2017, e redditi attuali dei richiedenti, potrebbe portare all’erogazione del beneficio anche a chi non ne avrebbe diritto, almeno fino a settembre quando debutterà l’ISEE precompilato con i dati aggiornati al 2018;
  • fino a che non ci sarà l’ISEE precompilato, l’INPS utilizzerà il modello SR182 che richiede le informazioni reddituali aggiornate rispetto all’indicatore della situazione economica (che come detto prende i dati relativi al 2017).

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Reddito di cittadinanza: domanda

Ricordiamo che prima di fare domanda occorre calcolare il proprio ISEE e che il modello scade a gennaio di ogni anno, quindi bisogna accertarsi di essere in possesso di un conteggio valido.

Le domande possono essere inoltrate, a partire dal 6 marzo 2019:

  • online attraverso il sito dedicato al Reddito di Cittadinanza;
  • tramite gli uffici postali;
  • tramite CAF.

L’INPS verifica se si è in possesso dei requisiti. Dopo l’accettazione, entro 30 giorni, il beneficiario verrà contattato dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.

ATTENZIONE! Non è prevista alcuna scadenza per la presentazione della domanda di reddito di cittadinanza. La domanda può essere fatta online e tramite CAF in ogni momento e negli uffici postali dopo il 6 di ogni mese. Effettuati i dovuti controlli, se si ottiene l’ok, il reddito viene erogato dal mese successivo a quello della domanda.

Come viene erogato il reddito di cittadinanza

Da aprile saranno emesse le prime carte prepagate delle Poste, simile a un bancomat, le cosiddette Carta Rdc (dove Rdc è la sigla per reddito di cittadinanza). Utile per pagare bollette, affitti, mutuo e per acquistare beni di prima necessità. Sarà possibile effettuare prelievi per un massimo di 100 euro al mese per singolo individuo, moltiplicato per la scala di equivalenza di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti.

Le movimentazioni sono disponibili grazie alle piattaforme informatiche dedicate proprio al reddito di cittadinanza all’interno del cosiddetto “Sistema informativo unitario dei servizi sociali”.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del reddito è necessario spendere il reddito, pena il decurtamento del 20% sull’importo del mese successivo. Ad esempio il reddito di cittadinanza di aprile va speso entro maggio.

Requisiti: a chi spetta il reddito di cittadinanza

Quanto detto sopra vale nelle linee generali, andiamo a vedere i requisiti ancora più in dettaglio:

  • avere più di 18 anni quindi essere maggiorenne;
  • essere in possesso della cittadinanza italiana o di paesi dell’Unione Europea o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o proveniente dai Paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, o cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per lunghi periodi;
  • essere residenti in Italia da almeno 10 anni;
  • avere un reddito da lavoro inferiore a quanto prevista dalla soglia di povertà (vedi quanto detto sopra);
  • percepire una pensione al di sotto della soglia di povertà;
  • avere un patrimonio immobiliare, eccezione fatta per la prima casa, che non superi i 30mila euro;
  • non avere depositi in conto correnti, obbligazioni o azioni per un valore superiore ai 6mila euro. Attenzione: tale somma aumenta però di 2mila per ogni componente della famiglia (se c’è un disabile tale somma arriva a 5mila). Esempio: se la tua famiglia si compone di 3 persone, il vostro totale può raggiungere al massimo 8mila euro. Il tetto massimo non può comunque superare i 10mila euro, indipendentemente dal numero dei componenti del nucleo famigliare;
  • se una famiglia abita in una casa in affitto, il reddito da cui poter partire, come nucleo familiare per la richiesta del reddito di cittadinanza è di 9.360 euro.

Altri requisiti, come si legge nelle disposizioni riguardo al reddito di cittadinanza, riguardano i cosiddetti beni durevoli:

  • nessun componente della famiglia deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di autoveicoli immatricolati per la prima volta nei 6 mesi che precedono la richiesta del sussidio o autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc, ma anche motoveicoli che non siano superiori ai 250 cc, immatricolati per la prima volta nei 2 anni precedenti eccezion fatta per autoveicoli o motoveicoli per persone con disabilità per le quali sono previste determinate agevolazioni
  • non bisogna, inoltre, essere in possesso di navi o imbarcazioni e questo vale per tutti i membri della famiglia.

Da sapere: tali “condizioni” vengono poi valutate, integrate ed eventualmente modificate, nel limite delle risorse disponibili, se il nucleo familiare, sulla base di indicatori di disagio socioeconomico – così si legge sulla bozza – si verificano situazione di povertà “multidimensionale” e ci sono anche condizioni di esclusione sociale, di privazione socio-economica, educativa e abitativa.

Possono essere anche previste agevolazioni non in denaro ma per l’uso dei mezzi pubblici, per il sostegno alla casa, all’istruzione o per la tutela alla salute.

Chi non ha diritto al reddito di cittadinanza

Oltre a chi non rispetta i requisiti che abbiamo elencato sopra, non hanno diritto a questo sussidio:

  • le persone che si trovano in carcere, per tutta la durata della pena;
  • chi è ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica;
  • i nuclei famigliari in cui tra i componenti c’è una o più persone disoccupate a seguito di dimissioni volontarie nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni, eccezion fatta per le dimissioni per giusta causa.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza

Il massimo previsto è di 780 euro al mese per chi non ha un lavoro ed è senza reddito.

Chi ha un reddito, invece, ma è comunque al di sotto della soglia di povertà, integrerà quello che percepisce con il reddito di cittadinanza, ma non potrà superare i 780 euro previsti.

Ci sono però delle differenze a seconda del nucleo famigliare:

  • famiglia composta da un componente: il massimo ottenibile, come integrazione, è pari a 6mila euro l’anno, ossia 500 euro al mese (la quota varia per la pensione di cittadinanza);
  • famiglia con più componenti: il massimo ottenibile è di 1050 euro al mese ossia 12600 euro all’anno.

Inoltre c’è una seconda componente del reddito di cittaddinanza che varia a seconda che la famiglia abbia un affitto da pagare o un mutuo:

  • chi ha un affitto da pagare, visto che il reddito di cittadinanza nasce essenzialmente per sostenere le incombenze mensili, può avere una integrazione per il canone di affitto che è di 360 euro al mese, ossia 3.720 euro anni;
  • tale quota si dimezza per chi ha una pensione di cittadinanza;
  • in caso di mutuo, il massimo previsto è di 150 euro al mese, ossia 1.800 euro all’anno, questo ovviamente se il contratto di mutuo è a nome di uno dei componenti del nucleo familiare. Per intenderci: se il mutuo è a carico di un genitore e il figlio si è poi fatto una famiglia che però vive al di sotto della soglia di povertà, non c’è questa integrazione perché il mutuo non è a carico di uno dei componenti della famiglia.

La durata

Se si hanno tutti i requisiti si può ottenere il reddito di cittadinanza per un massimo 18 mesi, con possibilità di rinnovo e, in tal caso, con sospensione per un mese.

Il reddito di cittadinanza è legato anche ai patti di inclusione e lavoro, pertanto se i centri per l’impiego, così come vorrebbe il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, saranno rafforzati, nel periodo in cui si ottiene il sussidio, potrebbero arrivare delle offerte di lavoro che possono essere rifiutate al massimo 2 volte.

Inoltre, qualsiasi variazione della condizione occupazionale di uno o più componenti della famiglia deve essere comunicata all’INPS entro 30 giorni, altrimenti il beneficio decade.

Controlli sulle domande di reddito di cittadinanza

Alla fine di marzo 2019 sono partiti i controlli sulle quasi 900mila domande giunte online o tramite uffici postali e CAF.

A rischio una domanda su tre, dal momento che le richieste inoltrate online o tramite uffici postali non hanno subito una scrematura preventiva, dunque chiunque ha potuto accedervi.

Discorso diverso per le 600mila domande “bollinate” dai CAF che hanno fatto un controllo a priori della documentazione, accettando esclusivamente quelle che rispettavano tutti i requisiti di legge.

Le prime carte con relativa ricarica saranno erogate a fine aprile, ma le domande inoltrate l’ultima settimana di marzo potrebbero restare in attesa per via dei controlli e far slittare la prima erogazione al mese successivo.

Sito reddito di cittadinanza: sito ufficiale e allarme privacy

Si moltiplicano i siti fasulli dedicati al Reddito di Cittadinanza e creati per estorcere i dati personali dei malcapitati. Il vero sito ha il seguente indirizzo, che indichiamo per esteso: https://www.redditodicittadinanza.gov.it/

Purtroppo i problemi non finisco qui. Il Garante per la Privacy, l’8 febbraio 2019, ha pubblicato una memoria contenente alcuni rilievi inerenti il sito dedicato al reddito di cittadinanza, in particolare:

  • viene gestito un patrimonio complesso e articolato di informazioni, la cui delicatezza e circolazione necessitavano di un parere dell’Autorità che non è stato richiesto;
  • il decreto è troppo generico rispetto alle procedure di gestione di suddette informazioni;
  • il monitoraggio della card può sfociare nell’intrusione nella vita privata dei soggetti utilizzatori;
  • l’ISEE precompilato può costituire una falla nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate;
  • il sito presenta delle criticità in quanto consentirebbe la trasmissione di dati a terze parti private e non è dotato di un’informativa propria sul trattamento dei dati rifacendosi semplicemente a quella del Ministero del Lavoro.

Reddito di cittadinanza: ultime notizie

Dal 6 marzo 2019 è possibile fare domanda per il reddito di cittadinanza ma la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione è arrivata soltanto il 29 marzo scorso.

La legge di conversione ha apportato delle modifiche in corsa al provvedimento sul reddito di cittadinanza:

  • incremento dei controlli su possibili elusioni della norma (richieste da parte di chi non ne ha alcun diritto);
  • stretta sui richiedenti extracomunitari;
  • esclusione dalle domande per chi ha subito delle condanne.

A questo punto molti dei soggetti che hanno già fatto domanda, potranno essere riconvocati da CAF e uffici postali per la consegna di ulteriori documenti e certificazioni (in particolare i cittadini extracomunitari che potrebbero dover reperire documenti dal Paese di origine tradotti in italiano).

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