Stress e velocità, due problemi in più durante il lockdown

I dati delle scatole nere delle automobili confermano alcune tendenze preoccupanti, e l’uso del cellulare alla guida resta un grave problema che non accenna a ridursi.
Le cattive abitudini sono tornate, appena la circolazione stradale si è ristabilita.

La sicurezza stradale rappresenta un grande problema sociale ed economico in Italia, il miglioramento dell’educazione, soprattutto delle giovani generazioni resta una priorità fondamentale in tutto il mondo. I dati sugli incidenti stradali del lockdown non devono infatti illuderci: appena la circolazione nelle strade è ripresa regolarmente il numero dei sinistri è tornato a crescere in modo preoccupante, e l’utilizzo improprio del telefono cellulare resta un problema molto grave che non accenna a diminuire in modo significativo. Ma si osservano anche problemi nuovi: la pressione emotiva alla quale tutti siamo stati sottoposti durante la pandemia ha concorso ad aumentare le distrazioni e il nervosismo al volante. Inoltre la riduzione del traffico ha portato in molti casi ad andare più veloci in auto, aumentando rischi e pericoli.

La pressione emotiva del lockdown

Distrazioni e imprudenze sulla strada sono ricomparse, oltre alla pressione emotiva

Meno incidenti ma a velocità più elevata

La pandemia non ha indotto gli automobilisti a riconsiderare i comportamenti scorretti

Cellulare alla guida, un problema che non diminuisce

In USA il 57% degli incidenti è causato dall’utilizzo degli smartphone

La pressione emotiva del lockdown

I report sugli incidenti e la sicurezza stradale nel 2020, lo confermano: le criticità presenti prima della pandemia sono tutte ricomparse, tra cui la pericolosissima distrazione generata dall’uso compulsivo del cellulare mentre si è sulla strada.

Ma si sta osservando un nuovo problema: la sinistrosità autonoma dei veicoli, incidenti che coinvolgono un solo mezzo, causati da distrazione o malori dovuti dalla forte pressione emotiva in un periodo molto stressante. Il nervosismo e la rabbia, alla base dei comportamenti scorretti alla guida, sono cresciuti in questi mesi, raggiungendo livelli di guardia.

Meno incidenti ma a velocità più elevata

Oggi molte automobili sono dotate di “scatole nere”, dispositivi di sicurezza con sensori e geolocalizzatore GPS, per monitorare i parametri tecnici del mezzo e il comportamento del conducente. Un dispositivo elettronico di piccole dimensioni che può essere installato a bordo di autovetture, autocarri e motoveicoli e in caso di incidente rende possibile una ricostruzione dettagliata dei fatti.

Tutte le soluzioni telematiche assicurative ad alto valore tecnologico del Gruppo Unipol sono fornite da AlfaEvolution Technology, che attraverso l’analisi dei dati effettuata in forma anonima, ha rilevato alcune informazioni molto interessanti ai fini della sicurezza stradale: durante il lockdown sono calati gli incidenti, ma gli impatti sono avvenuti a velocità più elevate, in particolare nelle autostrade, ma anche nelle strade extraurbane e urbane.

Si è osservato un aumento della media dell’accelerazione massima al momento dell’urto dovuto molto probabilmente alla riduzione del traffico, e al conseguente aumento della velocità di transito. Una tendenza preoccupante, che se abbinata all’utilizzo improprio del cellulare alla guida, fornisce indicazioni chiare: le variabili intervenute in un anno particolare come il 2020 non hanno, di fatto, indotto gli automobilisti ad una riconsiderazione dei propri comportamenti scorretti alla guida. La conferma che l’obiettivo della sicurezza stradale deve restare tra le priorità educative sin dalle giovani generazioni, ancora prima di ottenere la patente. Consapevolezza e sicurezza viaggino sempre insieme.

Cellulare alla guida, un problema che non diminuisce

Lo sanno tutti, usare il cellulare alla guida è pericolosissimo, eppure il problema non accenna a ridursi in modo consistente: un comportamento tra i maggiori fattori di rischio di distrazione e quindi di incidenti stradali. Per renderci conto della gravità del problema vi sono numerosi indicatori, basti pensare che l’uso del cellulare per scrivere messaggi aumenta il rischio di incidenti del 2.300%, perché coinvolge tutti i tipi di distrazione: manuale, visiva e cognitiva. Solo per leggere un nome sul display dello smartphone occorrono circa 3 secondi, un arco minimo di tempo sufficiente per percorrere 100 metri senza guardare la strada, a una velocità di 130 chilometri orari.

Analizzando le informazioni sullo stile di guida tramite smartphone si è osservato che durante i mesi più duri della pandemia il rischio di incidenti è aumentato del +63% rispetto all’anno precedente. Secondo Zenddrive – azienda americana che raccoglie e analizza dati sui comportamenti alla guida – c’è una forte correlazione tra il comportamento al volante, il ricorso al cellulare alla guida con il numero di incidenti. Analizzando i dati di viaggio degli utenti nei mesi di gennaio, marzo e ottobre, novembre 2020 si è osservato che il ricorso al cellulare alla guida è persino aumentato.

Negli Stati Uniti, ad esempio, il 57% degli incidenti stradali sono riconducibili all’uso del cellulare. La cosa sorprendente è che nel confronto tra gennaio e novembre 2020, l’uso del cellulare alla guida è in media diminuito, ma è risultato più frequente il ricorso allo smartphone per brevi distrazioni, questa tendenza ha comportato anche l’aumento del +63% di incidenti per milione di miglia percorse tra gennaio e novembre 2020.

In generale la media di incidenti che si verificano entro 5 secondi, da quando il conducente ha iniziato a distrarsi, è del 17%.

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