Tasse partite IVA: addio a saldo e acconti, arrivano le rate mensili

Per le partite IVA potrebbe davvero cambiare tutto sul fronte del pagamento delle tasse. Non più pesantissimi F24 a giugno e novembre, ma prelievi diretti sugli incassi mese per mese. Vediamo il progetto del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.

tasse partite iva

Tasse partite IVA: sistema semplificato dal 2021

A dare l’annuncio la sottosegretaria al Ministero dell’Economia, Laura Castelli, con un post Facebook del 22 luglio 2020:

siamo pronti a dire addio all’attuale sistema di acconti e saldi, ormai obsoleto, per sostituirlo con uno più semplice ed immediato. Obiettivo 1 gennaio 2021.
[…]
Il progetto prevede il passaggio ad un sistema di pagamento basato sugli incassi e le spese effettive. Un metodo di cassa insomma. In questo modo non ci si dovrà più preoccupare di accantonare una somma per le imposte dell’anno successivo che ancora non si sa come andrà, ma si pagheranno le tasse solo su quanto già effettivamente guadagnato.

La sottosegretaria afferma che questa importante novità rientra nei progetti del Governo di semplificare il rapporto con il Fisco, e che riguarderà circa 4 milioni di contribuenti tra autonomi, professionisti e partite IVA.

Come funzionerà il nuovo sistema delle tasse per le partite IVA?

Ma entriamo nel merito di questo progetto di riforma.

Le tasse, anziché attraverso i due acconti di giugno e novembre per l’anno successivo e il saldo per l’anno precedente, dovrebbero essere pagate con una rata mensile determinata sulla base di quanto effettivamente incassato e speso dalla partita IVA. Quindi agendo per cassa e non pagando più le imposte su ricavi presunti dell’anno successivo. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate la definisce già cash flow tax, cioè tassa sui flussi di cassa.

Come potrebbe avvenire questo pagamento mensile delle tasse per le partite IVA?

Ruffini, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, ha anticipato il metodo che dovrebbe essere adottato:

  • prelievi mensili che verrebbero calcolati direttamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • contribuente che dovrebbe autorizzare questi prelievi dal proprio conto corrente professionale o aziendale che sia;
  • importi determinati su base mensile o al massimo trimestrale, facendo riferimento ad incassi e pagamenti effettivamente avvenuti.

Immaginiamo poi la previsione di un conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi, come avviene già per i lavoratori dipendenti attraverso il 730 precompilato, per determinare la situazione di debito o credito di imposta.

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Quali sarebbero le conseguenze del nuovo sistema di pagamento per le tasse delle partite IVA?

Possiamo ipotizzare alcune ripercussioni sull’adozione di questo nuovo sistema, nel dettaglio:

  • eliminazione di imposte versate su incassi ipotetici e che potrebbero non verificarsi mai (si pensi alle fatture insolute che spesso mettono in difficoltà gli autonomi);
  • flussi di cassa costanti per lo Stato, che non avrebbe più i tipici picchi di giugno e novembre;
  • incentivo al puntuale pagamento dei propri fornitori, dal momento che le imposte mensili o trimestrali verranno determinate sugli importi effettivamente pagati e incassati;
  • migliore gestione finanziaria del soggetto con partita IVA che non dovrebbe più pensare agli accantonamenti e potrebbe abituarsi maggiormente a ragionare sul guadagno netto e non sul fatturato, avendo tremende sorprese a giugno e luglio, con conseguenti possibili crisi di liquidità.

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