2021, insurtech in ripresa: ecco i maggiori round del primo trimestre

Insurtech in ripresa: secono i dati di Crunchbase, il primo trimestre del 2021 ha visto il maggior numero totale di round di finanziamento insurtech dal 2019, con lo stesso numero di round oltre i 10 milioni di dollari del primo trimestre 2019.

Ecco alcuni dei round insurtech più importanti del 2021, tra USA, Canada ed Europa.

1. Next Insurance

Il primo posto va al round di serie E per Next Insurance: guidato da FinTLV Ventures e Battery Ventures, ha raccolto ben 250 milioni.

Next Insurance, di cui abbiamo parlato qui, si concentra su polizze assicurative per piccole e medie imprese e vale attualmente 4 miliardi di dollari.

2. Coalition

Con 175 milioni di dollari segue Coalition, che grazia al round di serie D chiuso a marzo ha raggiunto una valutazione di 1,75 miliardi di dollari, con un finanziamento totale di 315 milioni.

Fondata nel 2017 e sostenuta da Swiss Re e Arch Insurance, Coalition strumenti di cybersecurity insieme alla copertura assicurativa informatica, e serve oltre 42.000 clienti.

3. Zego

Il gradino finale del podio se lo aggiudica Zego, con un round da 150 milioni di dollari.

Zego è stata la prima insurtech britannica a ottenere la licenza assicurativa. Nata nel 2016, ha saputo intercettare un nuovo bisogno assicurativo rimasto scoperto: si concentra sull’offerta di polizze assicurative flessibili e on-demand per i lavoratori della gig economy, in segmenti come il ride-hailing, ride sharing, noleggio auto e scooter sharing.

4. Pie Insurance

Ha raccolto 118 milioni Pie Insurance, in un round di serie C guidato da Allianz X e Acrew Capital.

Nata nel 2017, Pie Insurance offre polizze per la copertura retributiva dei lavoratori in piccoli business e PMI, per ora sul mercato americano.

5. Corvus Insurance

Insight Partners ha guidato un round da 100 milioni di dollari per Corvus Insurance, fornitore di prodotti assicurativi aziendali basati sull’intelligenza artificiale, portando la sua valutazione a 750 milioni di dollari.

Corvus fornisce assicurazioni cyber e trasporto merci tramite intelligenza artificiale e machine learning applicati ai data analytics.

6. TypTap Insurance

Ha ottenuto 100 milioni anche TypTap Insurance, sussidiaria di HCI Group che si occupa di assicurazioni casa e disastri naturali.

Il round, in questo caso di private equity, è stato guidato da un fondo affiliate a Centerbridge Partners.

7. Rhino Insurance

Un round di private equity anche quello da 95 milioni per Rhino Insurance, guidato da Tiger Global, che ha portato la compagnia a quasi 500 milioni di dollari di valutazione.

Nata nel 2017, Rhino è un insurtech che fornisce alle società immobiliari un prodotto assicurativo che funge da alternativa alle tradizionali cauzioni degli inquilini in affitto. La società offre anche agli affittuari un simile prodotto assicurativo di deposito cauzionale.

Scopri qui gli altri grandi round insurtech del primo trimestre 2021

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Internet of Things 2020: il mercato regge la pandemia, in Italia vale 6 miliardi

La pandemia frena la crescita dell’Internet of Things, ma il mercato italiano regge l’urto, con solo 3% di calo: in linea con l’andamento registrato nei principali paesi occidentali, con un valore nel 2020 di 6 miliardi di euro.

II ruolo chiave dell’IoT nella trasformazione digitale è testimoniato, oltre che da un mercato complessivamente in salute anche nell’anno della pandemia, dai numerosi benefici che può generare per consumatori, aziende e PA, in termini economici, ambientali e di riduzione del rischio.

Ad oggi sono 93 milioni le connessioni IoT attive in Italia, di cui 34 milioni di connessioni cellulari (+10%) e 59 milioni abilitate da altre tecnologie (+15%). Tra queste, emergono le reti Low Power Wide Area (LPWA), che raggiungono per la prima volta un milione di connessioni, con una crescita de 100%.

Una forte spinta arriva anche dalla componente dei servizi collegati agli oggetti connessi, un comparto particolarmente interessante per il settore assicurativo, con un valore di 2,4 miliardi di euro e una crescita del 4%, in controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato.

Internet of Things 2020

Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. Ecco i punti salienti.

Internet of Things 2020: Utility, Smart Car e Smart Building ai primi posti

Il primo segmento del mercato Internet of Things è costituito dallo Smart Metering & Smart Asset Management nelle Utility, con un valore di 1,5 miliardi (-13%) che rappresenta il 25% del totale, spinto ancora dagli obblighi normativi.

Seguono la Smart Car, con un fatturato di 1,18 miliardi di euro (-2%), pari al 20% del mercato, e 17,3 milioni di veicoli connessi (il 45% del parco circolante in Italia). Al terzo posto, in crescita, è lo Smart Building, che vale 685 milioni di euro (+2%) ed è legato prevalentemente alla videosorveglianza e alla gestione dei consumi energetici all’interno dell’edificio.

I settori più in crescita: Smart Agricolture, Logistica e Smart City

Il comparto con la crescita più significativa è invece la Smart Agricolture (140 milioni di euro, +17%). Crescono anche le soluzioni smart per la fabbrica (385 milioni di euro, +10%), la Smart Logistics (610 milioni di euro, +4%).

Significativa anche la crescita della Smart City (560 milioni di euro, +8%): il settore regge la prova del Covid, che aumenta anzi la sua rilevanza in Italia, con un aumento del numero dei progetti avviati dai comuni, nuovi finanziamenti, e i primi esempi di successo di collaborazioni fra pubblico e privato. Il 59% del campione ha avviato progetti negli ultimi tre anni, ma il 46% di questi è ancora in fase pilota.

In calo, invece, la Smart Home (505 milioni di euro, -5%) e l’ambito Smart Asset Management in contesti diversi dalle utility (265 milioni di euro, -20%), legato principalmente al monitoraggio di gambling machine, ascensori, e distributori automatici.

Internet of Things 2020

Internet of Things, il divario tra grandi aziende e PMI

Nel 2020 si riduce il divario fra grandi aziende e PMI in termini di consapevolezza e propensione a innovare in ottica 4.0 attraverso l’Internet of Things. Come emerge da un sondaggio condotto dall’Osservatorio, il 94% delle grandi aziende conosce le soluzioni IoT per l’industria 4.0 e il 68% ha avviato almeno un progetto, mentre fra le PMI solo il 41% ne ha sentito parlare e appena il 29% ha attivato iniziative.

Tuttavia, il gap è diminuito del 5% in termini di conoscenza e del 6% per quanto riguarda la presenza di progetti.

Le applicazioni più diffuse sono legate alla gestione della fabbrica (Smart Factory, 66% dei casi), soprattutto per il controllo in tempo reale della produzione e dei consumi energetici, poi quelle di supporto alla logistica (Smart Logistics 27%), guidate dalla tracciabilità dei beni nel magazzino o lungo la filiera, e lo Smart Lifecycle (7%), con progetti per migliorare lo sviluppo di nuovi modelli e l’aggiornamento dei prodotti.

L’emergenza ha portato le imprese a rivedere le proprie priorità in termini di avvio di progetti e di investimenti. Nel 2020 solo il 15% delle PMI e il 12% delle grandi aziende ritiene prioritario attivare iniziative di IoT, contro rispettivamente il 25% e il 16% che le mettono in secondo piano. Il 22% delle grandi imprese ha aumentato il budget dedicato ai progetti IoT per l’Industria 4.0 (il 14% lo ha ridotto), contro solo l’11% delle PMI (il 12% lo ha diminuito), mentre un quarto delle grandi imprese e un terzo delle PMI rimandano la decisione ai prossimi mesi.

Internet of Things, quali i vantaggi

L’Internet of Things ha la potenzialità di generare numerosi benefici per consumatori, aziende e PA, in termini economici, ambientali e di riduzione del rischio.

Il consumatore che acquista prodotti connessi può sempre più gestirne le funzionalità da remoto e accedere a nuovi servizi, come il monitoraggio in tempo reale del proprio stato di salute, nonchè la riduzione dei consumi energetici della propria abitazione, la possibilità di sottoscrivere polizze assicurative per la casa che variano il premio in base al suo livello di smartness.

Le imprese che impiegano dispositivi intelligenti riescono a ottimizzare i propri sistemi e processi. Nella manifattura, ad esempio, i dati provenienti da macchinari connessi (Smart Factory) consentono una migliore gestione delle attività di manutenzione, anticipando il malfunzionamento, invece di correggerlo, e riducendo tempi e costi legati all’inattività del macchinario.

Le città, infine, possono migliorare la gestione del patrimonio pubblico ed erogare nuovi servizi ai cittadini grazie all’impiego di soluzioni IoT sul proprio territorio. Un esempio è l’installazione di contatori idrici, che portano benefici per i gestori della rete idrica e per i cittadini sia dal punto vista economico, come la lettura del contatore da remoto, maggiore accuratezza della bolletta, rilevazione di frodi e identificazione di guasti, sia ambientale, come il risparmio di acqua, stimato fra 0,9 e 3,4 milioni di metri cubi all’anno (circa 18-20 m3/anno risparmiati da ogni famiglia).

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Aprile è stato il mese contro distrazione alla guida: ma dobbiamo stare attenti tutto l’anno

Negli Stati Uniti,  è il mese nazionale della sensibilizzazione per prevenire la guida distratta. Anche nel resto del mondo è un’occasione valida per riorganizzarsi e assumersi la responsabilità delle scelte che facciamo quando guidiamo un’automobile o una motocicletta.

Aprile è il mese per la sensibilizzazione alla guida sicura

Il numero degli incidenti dovuto alle distrazioni non si riduce, serve un cambio radicale

Il cellulare è la principale distrazione alla guida

Tra le tante occasioni di distrazioni a causa dei dispositivi elettronici, il telefono resta la più frequente

Suggerimenti pratici per la sicurezza stradale

Le cattive abitudine vanno cambiate, bastano pochi semplici accorgimenti per autista e passeggeri

Aprile è il mese per la sensibilizzazione alla guida sicura

Negli Stati Uniti d’America, aprile è il mese nazionale di sensibilizzazione sui rischi della distrazione alla guida – Distracted Driving Awareness Month – un tema importantissimo in tutto il mondo. L’occasione per educare con ancora più attenzione le persone al volante, facendole riflettere sui comportamenti scorretti. Una iniziativa che si aggiunge alle numerose campagne di sensibilizzazione che periodicamente, anche in Italia, vengono promosse per ridurre il numero di incidenti con morti e feriti.

Nel 2019 negli Stati Uniti la guida distratta ha provocato 3.142 persone decedute, un aumento del 10% rispetto al 2018. I giovani conducenti sembrano più inclini a usare il telefono durante la guida. Secondo una ricerca NHTSA, quelli di età compresa tra 16 e 24 anni utilizzano i dispositivi elettronici portatili mentre guidano, in proporzione molto più elevata rispetto ai conducenti più anziani.

Anche in Italia il problema mantiene dimensioni molto preoccupanti, nonostante la transitoria diminuzione dei veicoli circolanti dovuti al lockdown nel 2020. Non si è infatti osservato un cambiamento sostanziale di mentalità, né l’adozione massiccia di comportamenti virtuosi, e lo dimostra il fatto che nel periodo tra agosto e settembre dell’anno scorso, con la circolazione della auto a pieno regime, si è registrato un nuovo incremento del 22% rispetto al 2019 di sanzioni per infrazione dell’articolo 173 del Codice della Starda, che disciplina l’uso dei telefoni cellulari durante la guida.

Servono misure radicali e molti stati si stanno organizzando con provvedimenti più severi. In America ad esempio quarantotto stati, il Distretto di Columbia, Porto Rico, Guam e le Isole Vergini vietano l’invio di messaggi di testo a tutti i conducenti; 25 stati vietano ai conducenti di utilizzare telefoni cellulari portatili durante la guida; e 39 stati più il Distretto di Columbia, Porto Rico, Guam e le Isole Vergini vietano l’uso del cellulare da parte di conducenti adolescenti o principianti.

Il cellulare è la principale distrazione alla guida

L’uso del telefono cellulare in automobile rimane  la principale causa di distrazione. Chi usa il cellulare al volante rischia gravissimi incidenti già a 50 km/h. Guardare il monitor di uno smartphone per appena due secondi ad una velocità di 50 chilometri all’ora, corrisponde a percorrere 28 metri alla cieca. Eppure nonostante le evidenze, l’inasprimento delle sanzioni e numerose campagne di sensibilizzazione, questa pessima abitudine resta diffusissima, soprattutto tra gli automobilisti più giovani.

Quasi il 100% degli adolescenti concorda sul fatto che inviare SMS e guidare è pericoloso, ma la metà ha ammesso di farlo comunque. Allargando il focus a tutte le età, secondo il recente monitoraggio dell’Osservatorio stili di guida promosso da A4 Holding nel 2020, su 1.330 veicoli il 12% del totale dei conducenti guida in autostrada utilizzando lo smartphone. Un comportamento rischiosissimo che non accenna a diminuire. Nonostante tutto, l’obiettivo di ANAS rimane la riduzione degli incidenti stradali sulla rete stradale e autostradale del 50% entro il 2030.

Suggerimenti pratici per la sicurezza stradale

Ecco alcuni semplici e pratici suggerimenti, praticabili da tutti per evitare distrazioni pericolose:

Se hai necessità di inviare un messaggio, accosta e parcheggia l’auto in un luogo sicuro.

Consenti al passeggero di accedere al tuo telefono per rispondere alle chiamate o messaggi, al posto tuo.

Non scorrere le app, inclusi i social media, durante la guida. L’uso del telefono cellulare può creare dipendenza. Se pensi di non riuscire ad astenerti dalla consultazione dello smartphone, riponilo prima di partire in un vano portaoggetti della tua vettura o nel sedile posteriore.

Se chi guida sta scrivendo messaggi o è distratto in altro modo, digli di fermarsi e concentrarsi sulla strada.

Chiedi ai tuoi amici di unirsi a te nell’impegno a non guidare distratti. Potresti salvare una vita! Condividi la tua promessa sui social media per spargere la voce – #JustDrive.

 

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Le auto del futuro per il “rischio zero” incidenti

Le tecnologie ADAS sono ad un punto di svolta, i nuovi prototipi e le auto connesse a guida autonoma potrebbero ridurre drasticamente i sinistri e le distrazioni

In futuro guideremo auto a rischio zero di incidenti? Un giorno, magari non troppo lontano, gli autoveicoli saranno in grado di ridurre i sinistri stradali, correggendo manovre sbagliate e distrazioni? Pensando agli effetti positivi prodotti dalle tecnologie ADAS (Advanced Driver Assistance System) possiamo essere ottimisti, il punto di svolta è stata la frenata Abs, a cui è seguita il controllo elettronico di stabilità Esp. Poi cruise control per mantenere la velocità costante, i sensori di pioggia, la frenata automatica di emergenza e il lane keeping system, che è in grado di allertare il guidatore nel caso in cui dovesse superare la linea divisoria e invadere l’altra corsia, e riportare l’auto nella posizione corretta. Ma lo sviluppo delle innovazioni procede senza sosta, attualmente sono allo studio alcuni prototipi di auto a guida autonoma per trasferire molte funzionalità che prima erano compito di chi è al volane, direttamente alla vettura. Tutte tecnologie con effetti positivi sulla sicurezza stradale.

Auto connesse e a guida autonoma

La connettività per il trasferimento dei dati diventa il futuro della mobilità

I dispositivi obbligatori dal 2022

Saranno installate nuove tecnologie di ausilio alla guida e protezione di nuova generazione

Gli effetti sulla sicurezza stradale

Tecnologie per limitare gli errori umani, ma la prudenza resta la migliore alleata

Auto connesse e a guida autonoma

Quelle che chiamiamo auto intelligenti, autonome e connesse sono veicoli in grado di dialogare tra loro, dotati di radar, telecamere, sensori di diagnostica e altri strumenti telematici sofisticati che grazie alle connessioni internet e al trasferimento rapidissimo di dati, sono in grado di connettersi con il mondo esterno, con le infrastrutture o con altri dispostivi, permettendo di semplificare la guida e migliorare la sicurezza stradale. Si tratta di un settore ormai trainante per il mercato italiano, raggiungendo un valore di 1,2 miliardi di euro, in linea con l’incremento dei principali paesi occidentali, per un totale di 16,7 milioni di veicoli connessi, pari a oltre il 40% delle vetture circolanti.

Uno degli elementi caratterizzanti di questo tipo di veicoli riguarda la guida autonoma e i sistemi di assistenza alla guida (ADAS): dispositivi che permettono di inviare allarmi in caso di avvicinamento ad altri veicoli o superamento della carreggiata, che consentono di ottimizzare la frenata, la velocità e il rilevamento dei veicoli nell’angolo cieco. Si sta cercando di capire se sarà effettivamente possibile realizzare automobili a guida completamente autonoma e autogestita, consentendo all’autista di diventare passeggero a tutti gli effetti, non dovendosi occupare di nulla durante il tragitto impostato al momento della partenza. Stiamo parlando di prototipi in corso di studio e sviluppo, sebbene in Italia la normativa vigente non prevede la possibilità per un’automobile di spostarsi in strada autonomamente, senza un conducente con patente di guida.

I dispositivi obbligatori dal 2022

I dispositivi tecnologici di assistenza alla guida, sia quelli già in dotazione in molte auto, che quelli in progettazione, sono una realtà concreta. Non più fantascienza, ma prospettiva reale, al punto che dal prossimo anno tutti i nuovi veicoli omologati a partire dal luglio 2022 dovranno essere equipaggiati con un set di dispositivi di ausilio alla guida e protezione attiva di nuova generazione.

  • Sistema di adattamento intelligente della velocità che notifica al guidatore, tramite vibrazione del pedale dell’acceleratore, se si sta superando il limite di velocità.
  • Dispositivo di rivelazione dell’affaticamento e anti-distrazione per lo stato d’attenzione di chi è alla guida.
  • Luci stop adattive: indicano ai veicoli che seguono se quello che li precede ha dovuto frenare d’improvviso attraverso il lampeggiamento delle luci di stop.
  • Telecamera posteriore che rivelerà la presenza di pedoni, animali ed oggetti così da prevenire la collisione.
  • Dispositivo pressione pneumatici per monitorare la pressione delle gomme del mezzo informando il conducente in caso di anomalie.
  • Predisposizione dell’elemento di avviamento per monitorare lo stato di ebrezza del conducente tramite un etilometro che impedisce l’avviamento del motore se il conducente non è idoneo alla guida. Trattandosi di una predisposizione significa semplicemente rendere la vettura tecnicamente abilitata e compatibile con l’etilometro.

Gli effetti sulla sicurezza stradale

Buona parte degli incidenti è causata da errori umani e le tecnologie delle auto del futuro quando saranno ampiamente diffuse all’intero mercato automobilistico, consentiranno di ridurre rischi ed incidenti.

La connessione tra automobili per trasferire informazioni in tempo reale tra il guidatore e le infrastrutture tecnologiche circostanti, avranno effetti positivi sulla prevenzione dei sinistri stradali.

Le automobili saranno in grado di riconoscere la tridimensionalità degli altri veicoli, favorendo la capacità di evitare pericoli e incidenti anche su traiettorie non parallele, come gli incroci e i sorpassi.

Strade più sicure, non solo per automobilisti ma anche per motociclette e pedoni, grazie ai sistemi che rilevano la presenza di persone e motociclisti, studiati e sviluppati per la sicurezza degli utenti della strada. Tecnologie in progettazione in grado persino di identificare gli altri utenti vulnerabili della strada, ad esempio come i jogger che si trovano dietro l’angolo o al di là degli edifici, in prossimità di spuntare davanti al veicolo in marcia.

In tutti i casi, soprattutto in questa fase di transizione, sarebbe sbagliatissimo e potenzialmente fatale, abbassare la guardia e il livello di attenzione deve restare massimo. La prudenza, e il rispetto delle regole previste dal Codice della Strada, restano le azioni più efficaci e indispensabili per la sicurezza di tutti.

 

 

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Keyless, 3 milioni per la startup che ha vinto Open-F@b Call4Ideas 2020

Keyless, piattaforma per il riconoscimento biometrico e la gestione delle identità vincitrice di Open-F@b Call4Ideas 2020, chiude un round di investimento da 3 milioni di dollari guidato dal gestore di Venture Capital P101 SGR, attraverso il suo secondo veicolo P102 e ITALIA 500 (fondo di venture capital istituito da Azimut Libera Impresa sgr e gestito in delega da P101). All’operazione hanno partecipato inoltre investitori italiani e internazionali quali Primomiglio SGRInventures Investment Partners e Gumi Cryptos Capital.

Il round porta il totale raccolto dalla startup in poco più di due anni a 9,2 milioni dollari.

Keyless, la startup che usa la fotocamera per l’autenticazione

Fondata a gennaio 2019 a Londra da Andrea CarmignaniFabian Eberle, Giuseppe Ateniese e Paolo Gasti, Keyless, di cui abbiamo parlato qui, è una società di cybersecurity che ha sviluppato una tecnologia unica per abilitare il riconoscimento biometrico dei dipendenti di banche e imprese, che potranno così accedere ai propri account in modalità passwordless, in tutta sicurezza, utilizzando qualsiasi device con una fotocamera.

“Se utilizzate correttamente, le soluzioni di autenticazione biometrica possono aiutare a semplificare l’esperienza di accesso, proteggendo allo stesso tempo milioni di utenti da frodi e furti di identità.” spiega Andrea Carmignani, CEO, “Abbiamo sviluppato una soluzione sofisticata che non solo può eliminare truffe, phishing e minacce di furto degli account, ma è in grado anche di garantire che le informazioni biometriche sensibili non vadano perse, vengano rubate o gestite in modo improprio”.

Le attuali soluzioni di mercato archiviano dati altamente sensibili direttamente sul dispositivo dell’utente. Keyless ha sviluppato una tecnologia che permette di archiviare in una rete di cloud distribuiti, anziché su singoli dispositivi o server centralizzati, i dati biometrici (fisionomia del volto e comportamento) di ogni utente, in totale sicurezza, perché crittografati tramite tecniche di “zero-knowledge” e “secure multi-party computation” – quindi non ricollegabili all’identità degli utenti e in linea con la normativa GDPR. La tecnologia brevettata dalla società permette quindi di offrire soluzioni senza password di multi-factor authentication per i dipendenti delle aziende, e di strong customer authentication per i clienti di banche e fintech.

Biometria per la cybersecurity, un mercato fiorente

Keyless ha registrato negli ultimi 12 mesi una forte crescita, con un fatturato di 250.000 dollari che ha permesso alla società di ampliare il proprio team e sviluppare nuove tecnologie avanzate che saranno implementate a quelle attuali. Uno sviluppo in linea con il trend di crescita del mercato della cybersecurity e in particolare della biometria applicata alla sicurezza informatica, che secondo le stime varrà a livello mondiale 59 miliardi di dollari entro il 2025 (dati CB Insights), con un tasso di crescita del +13,6% tra il 2020 e il 2027 (fonte Data Bridge).

A guidare il mercato è la crescente adozione di dispositivi mobili per l’esecuzione di transazioni finanziarie, che spingerà entro il 2022 il 60% delle multinazionali e il 90% delle medie imprese implementerà metodi di autenticazione passwordless (Gartner).

Non solo, secondo l’ultimo Data Breach Investigations Report di Verizon Business, nel 2020 a causare la maggior parte degli attacchi di hacking (circa l’80%) sono stati proprio episodi di furto di credenziali. In particolare, durante la pandemia, le segnalazioni di furto di identità sono raddoppiate, mentre per quanto riguarda l’attività di phising, Google ha segnalato un aumento del 27% dei siti noti e gli attacchi di questo tipo hanno rappresentato l’80% degli incidenti di sicurezza.

Keyless, come sarà usato il finanziamento

I fondi raccolti in questo nuovo round di finanziamento verranno destinati al potenziamento della ricerca e sviluppo legata al tema della privacy e di soluzioni di autenticazione biometrica, in particolare con l’introduzione della biometria comportamentale, che si affiancherà a quella facciale. Inoltre la startup intende accelerare la propria strategia go-to-market per puntare all’espansione internazionale, anche grazie all’introduzione di nuove partnership con i fornitori di IAM (Identity and Access Management) in Europa, come quelle già strette nel corso degli ultimi 12 mesi con Microsoft, OneLogin, Auth0 e FIDO Alliance.

In particolare, grazie all’accordo con Microsoft Azure AD B2C, i clienti B2C della piattaforma potranno usufruire della prima autenticazione senza password tramite biometria facciale, in conformità alle linee guida PSD2 e GDPR.

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Next Insurance: l’unicorno insurtech da 4 miliardi di dollari che aiuta le piccole e medie imprese

Una valutazione da 4 miliardi di dollari, più di 880 milioni raccolti e 200 mila clienti: sono i numeri di Next Insurance, unicorno insurtech americano che non smette di sorprendere i mercati.

Next Insurance offre polizze assicurative per piccole e medie imprese, un settore spesso dimenticato dalle grandi aziende che preferiscono tradizionalmente concentrarsi sui grossi clienti commerciali o sulle polizze individuali, come quelle mediche o sulla vita.

In molti ora vociferano di una possibile entrata in Borsa per la startup, ma per il momento il Ceo Guy Goldstein preferisce continuare a puntare sulla “crescita della compagnia”.

Come funziona Next Insurance

La startup è stata fondata nel 2016 a San Francisco, nell’area della Silicon Valley, da tre imprenditori di origini israeliane: Guy Goldstein (attuale CEO), Alon Huri (CTO) e Nissim Tapiro.

Next Insurance offre polizze completamente digitalizzate pensate per soddisfare le esigenze delle piccole e medie imprese. Le coperture offerte riguardano cinque diverse categorie di rischio: danni e infortuni, responsabilità civile e professionale, auto aziendali e attrezzature o strumenti tecnici. Grazie anche all’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale in tutti i suoi processi, i prodotti assicurativi di Next Insurance permettono di risparmiare fino al 30% rispetto alle polizze tradizionali.

La startup vanta al momento un tasso di gradimento da parte degli utenti pari a 4,7 su 5. Tutte le assicurazioni sono personalizzabili e acquistabili direttamente online e, sempre attraverso il sito della startup, è possibile ricevere un preventivo in meno di cinque minuti.

Un modello vincente

Il modello operativo di Next Insurance si è rivelato vincente. A fine marzo la startup ha chiuso un round di investimenti di serie E dal valore di 250 milioni di dollari, raddoppiando la propria valutazione dai 2 miliardi iniziali a 4 miliardi di dollari.

A dicembre 2020, inoltre, Next Insurance ha acquisito Juniper Labs, compagnia specializzata in analisi predittiva dei dati e machine learning applicati al settore assicurativo. Lo scorso marzo, poi, ha concluso la sua seconda acquisizione con AP Intego, agenzia assicurativa digitalizzata con un focus sulle piccole attività commerciali che serve più di 75 mila clienti in tutti i 50 stati americani.

Nel corso del 2020 l’ammontare dei premi lordi sottoscritti da Next Insurance è raddoppiato, passando da 100 a 200 milioni di dollari tra febbraio 2020 e febbraio 2021. Come fa notare TechCrunch, però, queste stime sono precedenti all’acquisizione di AP Intego, che al momento dell’operazione gestiva all’incirca 185 milioni di dollari in premi attivi.

Da pochi mesi, inoltre, Next Insurance ha avviato una partnership con Amazon grazie alla quale i membri del programma Business Prime possono ottenere facilmente una copertura assicurativa per le loro operazioni, a prezzi vantaggiosi.

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Ruschlikon Italia: un ecosistema assicurativo interconnesso per guidare la digitalizzazione

Guidare la digitalizzazione, non subirla: questa la visione da cui nasce Ruschlikon Italia, progetto che vuole prendere le redini dell’inevitabile trasformazione digitale per plasmarla secondo le specifiche esigenze del mercato assicurativo italiano.

Ruschlikon Italia, anche denominato RIGI, sarà il primo progetto a livello mondiale ad implementare un ecosistema (ri) assicurativo digitale interconnesso per un intero mercato, al fine di inviare e ricevere dati e informazioni tecnico-contabili (inclusi i pagamenti) in riassicurazione. Utilizzerà una piattaforma, creata da ASG (ACORD) per garantire l’accesso a Compagnie di Assicurazioni, Brokers, Riassicuratori operanti nel mercato italiano.

Il modello sviluppato per il mercato italiano, parte del più ampio progetto Ruschlikon, farà da apripista per progetti simili in lavorazione in altri paesi.

Il progetto è stato presentato durante il webinar “Attori o spettatori di un mercato che cambia” organizzato da Italian Insurtech Association, con la partecipazione di rappresentati dei membri del suo Steering Committee.

Che cos’è il progetto Ruschlikon Italia (RIGI)

Ruschlikon è un’iniziativa nata nel 2008 con la partecipazione di assicuratori, broker e riassicuratori, finalizzato a rendere più efficienti i processi del mercato (ri)assicurativo tramite lo scambio digitale dei dati con adozione di Standard ACORD (già largamente adottata in USA e Regno Unito). Nell’ambito del progetto sono stati creati gruppi di lavoro regionali, tra cui quello italiano (RIGI).

RIGI nasce nel 2019 con il sostegno di Swiss Re, SCOR e C Consulting, la partecipazione di buona parte degli attori locali dell’ecosistema (assicuratori, riassicuratori, broker e IT provider), e di Ania, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici.

Utilizzando una serie di strumenti basati su piattaforma ACORD, il progetto mira ad adottare uno standard globale per lo scambio delle informazioni, con diversi vantaggi che spaziano dall’aumento dell’efficienza tramite l’eliminazione di processi ridondanti, ad una maggiore garanzia di monitoraggio e controllo della gestione, alla condivisione di conoscenza a vantaggio di tutti i partecipanti, ed una maggiore flessibilità agli imprevisti, per modellare il mercato verso un miglioramento nel tempo.

Come afferma Raffaele Riva, Head of P&C Business Management Italy di Swiss Re Italy:

“Con RIGI vogliamo dettare le regole di come la quarta rivoluzione industriale deve avvenire, per diventare attori attivi anziché spettatori passivi”.

Come funziona la piattaforma digitale

La piattaforma su cui si basa il progetto è sviluppata come un hub centralizzato, per permettere l’interconnessione dei diversi attori in modo più gestibile a livello tecnico e più appetibile a tutte le realtà.

Il modello di interazione è infatti articolato su vari livelli, e consente ad ogni attore di partecipare secondo il proprio grado di maturità tecnologica e operativa, con modalità d’accesso che spaziano da gateway o API per chi ne sia fornito, all’upload e alla condivisione di semplici file excel o PDF. Sarà inoltre possibile convertire tali file in linguaggio ACORD, permettendo a chiunque salga a bordo di adeguare gradualmente i propri sistemi.

La piattaforma sarà inclusiva, ovvero aperta a tutti i player attivi nel mercato italiano, sia in regime di stabilimento che in libera prestazione di servizi.

Il sistema funzionerà nel pieno rispetto delle normative sulla privacy (GDPR) e delle best practice di cyber security: tutti i messaggi e i dati scambiati saranno criptati, e la piattaforma memorizzerà soltanto i log di transito dei messaggi, non i dati trasferiti.

La piattaforma è creata con la possibilità di una futura interconnessione anche a livello internazionale, una volta che verranno implementati gli analoghi progetti che si stanno sviluppando parallelamente in altri paesi.

Ruschlikon Italia, a che punto siamo

Il progetto Ruschlikon Italia è già in lavorazione da due anni, ed è ora nella sua fase implementativa: nonostante la pandemia, nel 2020 è stato concluso con successo il primo test di trasmissione di dati reali tra assicuratore e riassicuratore.

Nell’arco di quest’anno sarà effettuato un secondo test di trasmissione, l’implementazione degli standard ACORD da parte degli IT provider e della piattaforma digitale, e il test finale di trasmissione tra assicuratori, broker e riassicuratori, con il lancio ufficiale della piattaforma previsto per il 2022.

Quali sono i costi?

Il progetto sarà avviato con una sponsorship da parte di diversi membri dello Steering Committee di Ruschlikon e di ASG-ASCORD. Non ci sarà quindi nessun costo per la realizzazione ed implementazione della piattaforma, né alcun costo di membership per i partecipanti.

Inoltre, lo scambio di messaggi sulla piattaforma non avrà costi per i primi 2 milioni di messaggi (volume stimato per corprire in media tre anni di utilizzo sul mercato italiano).

All’esaurimento della sponsorship, è previsto un costo a consumo, è stimato tra 0,06 e 0,09 euro per messaggio.

RIGI non è il primo progetto di questo tipo, perché quindi dovrebbe avere successo dove altri, come RINET più di 20 anni fa, hanno fallito?

“Un vecchio adagio recita che ‘C’è un tempo per ogni cosa’” commenta Riva, “Il fatto che questo sia il giusto tempo è dato principalmente dal combinato disposto di due fattori: un mondo ed una industria che sono già prepotentemente sulla via del digitale e la chance di farlo stabilendo come Italia le regole del gioco”.

La digitalizzazione avverrà, e già sta avvenendo, che il mondo assicurativo lo voglia a meno. La domanda diventa quindi se subirla, o se guidarla.

“Partecipare a RIGI significa investire il minimo indispensabile e cavalcare immediatamente i nuovi paradigmi dei nostri tempi.”

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Auto e Sostenibilità, il futuro del settore automotive secondo BMW

L’industria automotive corre verso l’elettrico, inseguendo la parola chiave “sostenibilità”. Senz’altro c’è un grande futuro per l’industria dell’auto, ma sarà molto diverso dal suo passato. In confronto ai recenti sviluppi di altre grandi case, come per esempio Renault con la sua Renaulution, pareva che BMW fosse rimasta indietro con i tempi. Questo fino alla presentazione del bilancio 2020, con l’annuncio di due nuove vetture completamente elettriche, il primo SUV e la prima sportiva.

“Non una dichiarazione di intenti ma un risultato assolutamente concreto” precisa Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia, che sottolinea come BMW lavori all’elettrificazione da ben 15 anni con un’idea molto chiara del futuro. Perché innovazione e sostenibilità sono percorsi che richiedono tempo.

La visione di sostenibilità di BMW ha infatti portato la casa automobilistica al primo posto nella categoria Automobiles del Dow Jones Sustainability Index. Non solo, BMW ha già raggiunto e superato l’obiettivo posto dalla UE, con una riduzione delle emissioni del 53% dal 1995.

Già nel 2021 progetta di avere la prima flotta di auto a idrogeno, alimentata attraverso la batteria elettrica. Il futuro di BMW prevede la riduzione delle emissioni C02 del 40% per chilometro percorso entro il 2030, di pari passo alla vendita del 50% di auto elettriche.

Grandi obiettivi, frutto di un percorso cominciato da oltre un decennio. Ma Di Silvestre sottolinea che non tutti gli sforzi dovrebbero venire esclusivamente dalle aziende.

“Ci aspettiamo che il Governo metta in atto un piano ambizioso” afferma, “Ci sono le competenze, adesso ci sono le risorse, quindi è il momento di fare la sintesi e mettersi all’opera.”

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BeSafe Rate, l’insurtech italiana per agevolare il turismo

Uno dei settori più colpiti dalla pandemia covid, il turismo ha perso solo in Italia miliardi di euro di profitti durante il 2020. L’attuale regime di stop & go non rende certo le cose facili, né per gli albergatori, che rischiano di perdere tutti i proventi se attuano politiche di rimborso, né per i clienti, che a loro volta non si sentono sicuri a prenotare con il timore di restare a casa dopo aver pagato.

In questo momento complesso, viene in aiuto al turismo BeSafe Rate, startup insurtech italiana che offre una soluzione win-win.

BeSafe Rate nasce nel 2018 per risolvere una problematica sempre più sentita nel settore turismo e hospitality: da un lato la minore disponibilità da parte dei viaggiatori nel prenotare con tariffe prepagate e, dall’altro, le difficoltà degli albergatori nel vendere i loro servizi con una tariffa “non rimborsabile”.

La startup ha ideato un servizio digitale che si integra con tutti i software di prenotazione delle strutture ricettive, abilitando una tariffa alberghiera prepagata con assicurazione di viaggio inclusa a favore del viaggiatore, che tutela il viaggiatore in caso di cancellazione, assicurando contemporaneamente il guadagno alla struttura ricettiva. In caso di un evento inaspettato che comprometta il soggiorno, inclusa l’impossibilità di viaggiare per alcune delle ragioni connesse agli sviluppi della pandemia come la contrazione del virus e la quarantena, sarà infatti l’assicurazione partner di BeSafe Rate a gestire la pratica e ad occuparsi di erogare il rimborso.

Accelerata nel 2020 da LUISS EnLabs, il Programma di Accelerazione di LVenture Group, BeSafe Rate ha oggi raggiunto oltre 550 strutture in tutta Italia, tra cui importanti catene alberghiere come VOIhotels del Gruppo Alpitour, JSH Hotels & Resorts, Club Esse Hotels & Resorts, Arbatax Park Resort e Felix Hotels. Dalla sua nascita, sono più di 35 mila i turisti che hanno usufruito della tariffa, con quasi 11 mila prenotazioni generate.

Ha ricevuto a febbraio 2021 il suo ultimo round di finanziamento, raccogliendo 485 milioni di euro.

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Assistenza Vaccini Covid-19: BNP Paribas Cardif, BNL ed Europ Assistance lanciano un’infoline dedicata per le vaccinazioni

Il mondo finanziario e assicurativo si muove rapidamente per rispondere in modo efficace ai nuovi bisogni delle persone e all’esigenza di poter avere punti di contatto e di informazione qualificati riguardo al Covid-19. È da qui che parte la nuova collaborazione tra BNP Paribas Cardif, BNL ed Europ Assistance Italia grazie alla quale nasce Assistenza Vaccini Covid-19, legata ad una polizza assicurativa, per consulenza e assistenza telefoniche qualificate e di consulto medico post vaccino anti Covid-19.

Assistenza Vaccini Covid-19 è offerta a tutti gli Assicurati attuali di Polizza Unica BNL e a coloro che sottoscriveranno il piano entro il 25 settembre 2021. Polizza Unica BNL, realizzata da BNP Paribas Cardif in sinergia con BNL, mette a disposizione soluzioni modulari con aree di intervento specifiche in campo socio-sanitario, sia per il sottoscrittore sia per i suoi cari, e strumenti di Digital Care per dare assistenza digitale e a domicilio attraverso un’app dedicata.

Con Assistenza Vaccini Covid-19, in particolare, i clienti avranno una Infoline Vaccinazione Covid-19 dedicata per fornire informazioni e indicazioni sulle vaccinazioni, dando un orientamento qualificato che aiuti anche a distinguere tra notizie fondate e “fake news”. Per chi si è già sottoposto alla vaccinazione è disponibile poi un consulto medico telefonico per valutare lo stato di salute e, nel caso si rendesse necessario, è previsto anche l’invio di un medico al domicilio.

I consulti medici e l’assistenza sono gestiti dalla Centrale Medica di Europ Assistance che dal 2013 ha ottenuto la qualifica di struttura sanitaria, composta da un direttore sanitario, 20 medici disponibili in Centrale Operativa 24/7, 42 medici pronti a partire per assistere i clienti all’estero e 45 operatori altamente specializzati e aggiornati.

“In questo scenario di emergenza in cui evolvono in maniera repentina le necessità legate alla salute, noi rispondiamo alle mutate esigenze reinventando l’assistenza e continuando così ad affiancare i nostri clienti nelle loro necessità più attuali. Siamo lieti di far parte di questo progetto, offrendo la nostra esperienza nell’ambito dell’assistenza a distanza e contribuendo ad aiutare le persone a distinguere tra informazioni fondate e fakenews grazie alla nostra Centrale Medica” spiega Fabio Carsenzuola, amministratore delegato di Europ Assistance.ù

“Oggi sentiamo forte la responsabilità di dover assumere un ruolo sempre più attivo nel più ampio ecosistema della salute restando al fianco delle persone” ha affermato Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif. “La nostra missione, rendere l’assicurazione più accessibile, si sostanzia anche nel rispondere prontamente ai bisogni non solo in termini di cura ma anche informativi ed assistenziali, mettendo in sinergia diversi operatori intorno allo stesso valore condiviso.”

“Oggi un’azienda socialmente responsabile deve sapersi confrontare con un contesto in costante cambiamento a causa della straordinaria situazione sanitaria, sociale ed economica che tutti ancora viviamo,” conclude Mauro Bombacigno, Direttore Engagement BNL e BNP Paribas in Italia, “In BNL Gruppo BNP Paribas siamo impegnati nell’interpretare i nuovi bisogni e le aspettative delle diverse comunità cui ci rivolgiamo e sviluppiamo iniziative concrete per essere al fianco delle persone in modo utile ed efficace. Questo nuovo servizio di assistenza sui vaccini è un modo per informare i nostri clienti e contribuire a renderli più consapevoli e sereni su un argomento che riguarda la salute, la vita e il futuro di tutti noi”.

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