E-health, così Top doctors abilita la telemedicina

Nasce a Barcellona nel 2013 Top Doctors, startup della digital health che ha creato una piattaforma online che permette di trovare e contattare i migliori specialisti medici della sanità privata.

Con una forte presenza internazionale, ha ottenuto a ottobre 2021 un aumento di capitale di 13 milioni di dollari da parte di Impact Partners e ICF Venture Tech II, diventati nuovi azionisti. Ecco cosa offre e quali sono i suoi progetti futuri.

Top Doctors, come funziona la piattaforma di e-health

Top Doctors lavora su due fronti, offrendo strumenti sia per i pazienti che per i medici specialisti.

Grazie alla sua piattaforma tecnologica, offre ai pazienti l’accesso ad un panel medico con più di 90.000 esperti di oltre 50 specialità controllati e certificati da un rigoroso processo di selezione.

Tramite il sito, il paziente ha facile accesso agli studi medici degli specialisti e ai centri medici di maggior livello, consentendo al tempo stesso un sistema di selezione che garantisce al paziente di raggiungere l’esperto nella patologia di interesse, aiutando così i medici a ottimizzare il loro flusso di pazienti.

La sua soluzione Saas per i professionisti del settore medico, inoltre, consiste in una serie di strumenti di digitalizzazione che comprendono servizi di gestione di presenza online e brand image, assistenza per prenotazioni di visite mediche, servizi di teleconsulto e soluzioni di pagamento.

Il modello Saas di Top Doctors supporta anche Ospedali, Cliniche e Centri Diagnostici o di Analisi Cliniche nella loro trasformazione digitale, integrandosi con i loro HIS in modo che possano offrire ai loro pazienti strumenti digitali come la telemedicina o l’agenda online e completare le informazioni dei loro medici attingendo dai dati verificati pubblicati su Top Doctors.

I progetti futuri

Nel 2020 e 2021 Top Doctors ha scelto di migliorare e ampliare i servizi di digitalizzazione medica, lanciando un gran numero di iniziative volte a sostenere il sistema sanitario durante la pandemia.

Il nuovo capitale ottenuto è destinato a rafforzare la leadership di Top Doctors nelle principali aree geografiche di riferimento e in quelle con maggiore difficoltà di accesso agli specialisti, continuando a sostenere i medici nel loro processo di digitalizzazione.

La società prevede di superare nel 2021 i 16 milioni di dollari di fatturato.

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Open-f@b Call4Ideas 2021, ultima settimana di Digital Battle! Ecco i progetti del terzo gruppo di semifinalisti

Open-f@b Call4Ideas 2021, la finale è a un passo! Siamo giunti al terzo e ultimo gruppo di semifinalisti nella Digital Battle dell’ottava edizione del contest promosso da BNP Paribas Cardif e InsuranceUp in collaborazione con PNICube.

In questo ultimo girone di pitch battle è il turno di Ecosteer, Contesto, Easy Cai, Agente Più, Zelros e Meedox: dovranno “scontrarsi” a colpi di video pitch per presentare e sostenere i loro progetti che rispondono al tema di quest’anno: rendere l’assicurazione più inclusiva ed accessibile.

Tutti voi potrete partecipare alla selezione dei finalisti, dando la vostra valutazione online. Le votazioni sono aperte dal 26 ottobre al 2 novembre.

Qui il link per votare le semifinaliste di Open-f@b Call4Ideas 2021

I progetti scelti dal comitato di valutazione si uniranno a quelli già scelti nei precedenti due gironi: 3 per ogni gruppo assieme ad una startup meritevole ripescata tramite sondaggio interno. I 10 finalisti si confronteranno durante l’evento conclusivo del 25 novembre, nel corso del quale saranno individuati e premiati i vincitori di Open-F@b Call4Ideas 2021.

Open-f@b Call4Ideas 2021, le startup del terzo gruppo della Digital Battle

Ecco le startup che si sfidano questa settimana e i loro progetti.

Ecosteer

Ecosteer ha sviluppato Data Ownership Platform, una piattaforma che restituisce il controllo dell’accesso ai dati ai suoi proprietari – i consumatori – che ottengono così il controllo esclusivo sull’accesso di terze parti ai propri dati IoT, guadagnando token in cambio della condivisione.

La piattaforma supporta il flusso di dati su marketplace aziendali e istituzionali, coinvolgendo consumatori e business partner un ciclo di data monetization a norma di GDPR.

Contesto

Ha creato il portale Assibot, che affronta le tematiche connesse a rischi, assicurazioni e diritto. Scopo del progetto è quello di sensibilizzare e informare gli utenti sulla necessità di una soluzione assicurativa per tutelarsi in base ai propri bisogni. Pienamente flessibile, la piattaforma può essere modulata con i contenuti più adatti per definiti target di clientela (retail, corporate. P.A. etc)

Easy Cai

Easy Cai è una app che sostituisce in tutto e per tutto il CAI cartaceo: una volta registrato, in caso di incidente l’utente può accedere al proprio account e compilare il CAI in modo semplice e rapido da mobile.

L’applicazione consente di aggiungere foto del sinistro per verifica, e selezionata la compagnia di destinazione provvede automaticamente all’inoltro del documento e di una copia direttamente alla mail degli assicurati.

Agente Più

Agente Più è una piattaforma digitale, sia web che app iOS e Android, per la distribuzione di prodotti assicurativi.

Attraverso la tecnologia gestisce in modo smart, semplice e innovativo una rete di intermediari e agenti, occupandosi di formazione, consulenza alla vendita e alla gestione contratti.

Zelros

Zelros ha sviluppato una tecnologia AI dedicata al settore bancario e assicurativo che apporta significativi benefici in termini di performance di vendita e produttività del servizio clienti.

Fornisce la giusta Customer Intelligence ai Sales & Digital Marketing teams per creare esperienze personalizzate nel canale giusto, col giusto timing.

Meedox

L’idea di Meedox consiste nella creazione di un ecosistema per la cura della salute propria e dei propri familiari e animali domestici favorendo la connessione di utenti, medici, strutture sanitarie e farmacie in un’unica piattaforma. La piattaforma permette agli attori coinvolti una gestione centralizzata delle informazioni e delle operazioni.

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Lydia AI: dal Canada a Taiwan, la startup insurtech che digitalizza le polizze mediche

Ha chiuso a fine ottobre un nuovo round di investimenti di Serie A+ la startup insurtech canadese Lydia AI, raccogliendo 8 milioni di dollari grazie alla partecipazione di fondi e compagnie come, tra gli altri, Information Venture Partners e 500 Global.

Lydia AI opera in ambito medico e fornisce agli assicuratori gli strumenti tecnologici necessari per automatizzare i propri processi e migliorare l’esperienza dei clienti. Basata a Toronto, la compagnia pensa ora all’espansione sui mercati asiatici. Ecco come  funzionano i suoi servizi.

Infrastruttura digitale per le polizze mediche

Lydia AI – precedentemente conosciuta come Knowtions Research ­­– è nata a Toronto, Canada, nel 2013 da un’idea di Anthony Lee (attuale Ceo), Christina Cai (Chief Marketing Officer), Fedor Suprychev (Chief of UI/UX) e Kesmir Bojcic.

La startup ha le idee chiare: come si legge sull’homepage del sito, questa punta ad “assicurare il prossimo miliardo di persone”, sfruttando soprattutto le potenzialità della tecnologia. La startup infatti collabora con gli assicuratori per fornire l’infrastruttura digitale necessaria per gestire in modo più efficiente il calcolo del rischio, personalizzare l’esperienza degli utenti, accelerare i processi di sottoscrizione delle polizze e sviluppare nuovi prodotti inclusivi e automatizzati.

In particolare, la piattaforma sviluppata da Lydia AI permette di assegnare a ogni cliente un punteggio che, tramite l’analisi approfondita di una serie di parametri, misura i livelli individuali di salute e permette quindi di offrire prodotti che rispecchiano le esigenze specifiche di ogni utente.

“Crediamo che l’intelligenza artificiale e l’accesso a fonti di dati alternative ci permetteranno di creare prodotti assicurativi più semplici da acquistare e in grado di coprire più persone, tra cui anche e soprattutto coloro che ancora non sono serviti correttamente dal mondo insurance” ha affermato il Ceo.

Gli investimenti e l’espansione in Asia

Lo scorso 19 ottobre Lydia AI ha chiuso un round di investimenti di Serie A+ da 8 milioni di dollari (circa 10 milioni di dollari canadesi), raggiungendo così un totale di 14 milioni di dollari raccolti a partire dalla sua fondazione.

I nuovi fondi saranno utilizzati per assumere 25 nuovi dipendenti, che andranno ad aggiungersi al team attualmente composto da 42 persone. Lydia AI ha scelto il Taiwan, il quarto mercato assicurativo più grande al mondo, come area pilota per lanciare i propri prodotti, e ha intenzione di espandersi presto in Giappone, Corea del Sud e nel sud-est del continente.

La scelta dell’Asia come area geografica di riferimento per le operazioni di Lydia AI non è causale: secondo il Ceo Anthony Lee, infatti, nel continente “gli interventi medici non effettuati a causa della mancanza di risorse economiche ammontano a 92 miliardi di dollari”.

Sul lungo termine la compagnia intende posizionare il proprio sistema di punteggi come nuovo standard per il settore delle polizze mediche ed espanderne il campo di applicazione ad altri ambiti assicurativi. “Crediamo che Lydia AI sia in grado di diventare la nuova spina dorsale per le assicurazioni sanitarie digitalizzate” ha infatti affermato David Unsworth, investitore chiave per il nuovo round di Serie A+ e General Partner a Information Venture Partners.

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Le assicurazioni e l’insostenibile leggerezza della sostenibilità

L’industria assicurativa sta bene, ma non è messa benissimo. L’inevitabile calo del 2020, dopo un biennio di bilanci brillanti, sembra essere già stato recuperato nel primo semestre 2021, grazie alla ripresa nel comparto vita e non-auto. Ci sono impegni importanti che l’attendono.  “L’industria assicurativa ha la capacità e l’interesse a investire in attività sostenibili e di lungo termine. Può contribuire, quindi, a finanziare la transizione verso economie a emissioni zero, efficienti sotto il profilo delle risorse e più sostenibili”, ha ricordato la presidente dell’Ania Maria Bianca Farina al recente Insurance Summit.

People, Planet, Prosperity sono i tre pilastri del programma della presidenza italiana del G20 che sostengono il concetto di “one health”: “preservare la sicurezza umana, animale, ambientale, assicurando una forte ripresa economica che sia al contempo inclusiva e sostenibile”, come ama spiegare il premier Mario Draghi. Sono tutte missioni che sembrano disegnate per una compagnia di assicurazioni che ha nel suo DNA la cultura della protezione, del benessere e dello sviluppo. Eppure la sostenibilità non è una cosa semplice.

“Le aziende devono cominciare a capire che la sostenibilità non è un’aggiunta, una tinteggiatura di colore di un business che in fondo non cambia”, ha detto il filosofo Luciano Floridi in un’intervista a EconomyUp. “La partita sarà vincente se l’impresa riuscirà a re-ingegnerizzare processi e prodotti destinati al mercato a favore dell’ambiente e della società. Se invece continuerà a fare “business as usual” sarà destinata al fallimento”. In una sola parola, all’alba di questo nuovo decennio non c’è vera sostenibilità senza innovazione, di processo, di prodotto e di mindset.

E qui la sostenibilità per le compagnie di assicurazione rischia di diventare impegnativa, faticosa, complicata in assenza di un’accelerazione su quella trasformazione digitale necessaria per essere più efficienti, efficaci e, quindi, sostenibili, di fronte a una domanda in profonda trasformazione. Secondo una ricerca internazionale di Accenture il 50% dei consumatori ha cambiato priorità e obiettivi, dopo la pandemia. Che cosa cercano questi “reimagined customer”, come vengono definiti nella survey? Accessibilità dei servizi e personalizzazione soprattutto, e poi sostenibilità, salute e sicurezza, assegnando meno importanza alla qualità e al prezzo. Rispetto al periodo pre-Covid è cresciuta poi la propensione all’uso dei canali ibridi (in Italia li usa circa il 42%).

Accenture si lancia in una previsione da brivido: man mano che i clienti rinnoveranno le loro polizze seguendo le offerte basate sui dati 140 miliardi di dollari di premi entro il 2026 potrebbero spostarsi dai canali tradizionali verso prodotti e servizi con una forte componente tecnologica che propongono esperienze d’acquisto digitali. Insomma, chi non si adeguerà velocemente al nuovo mercato, rischia di vedersi sfuggire clienti e ricavi. È una sfida tecnologica, ma soprattutto culturale che si gioca nel prossimo biennio.

“Le compagnie assicurative dovranno essere in grado di soddisfare i bisogni di un cliente sempre più esigente, ma anche di evolvere i propri modelli di business e operativi sulla base dei programmi trasformativi già in atto in diversi settori, puntando sulla sostenibilità e sull’innovazione accelerata da tecnologie abilitanti, come il cloud e da ecosistemi aperti”, spiega Daniele Presutti, Insurance Lead Europe di Accenture. “Le assicurazioni dovranno inoltre proporsi al consumatore come partner attivo nella prevenzione e mitigazione del rischio e per farlo saranno chiamate a dotarsi con urgenza di nuove competenze”.

Sarà un lavoro davvero impegnativo, se si guardano i recenti dati di un’indagine EY con Italian Insurtech Association: il 71% degli assicurativi non ha competenze digitali adeguate, il 65% non conosce le soluzioni innovative disponibili sul mercato e addirittura c’è un 39% che non sa neanche usare gli strumenti tecnologici di base come l’email. Non sembra un esercito pronto ad affrontare la sfida con i nuovi player, tradizionali e meno, nazionali e internazionali, che stanno entrando ed entreranno nel mercato (non dimentichiamo che Amazon bussa alle porte). Ma certamente le compagnie di assicurazioni troveranno rapidamente la via per non farsi sottrarre, anno dopo anno, premi e margini.

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Cyberangels, una startup per la cybersecurity delle piccole e medie imprese

La protezione informatica alla portata di tutti: è la missione di Cyberangels, startup cyber-insurtech nata per fornire a PMI, micro imprese e liberi professionisti gli strumenti necessari a proteggersi dagli attacchi informatici.

Nominata “Best Insurtech” agli Italian Insurtech Awards 2021, Cyberangels adotta un approccio a tutto tondo, a partire da awareness e formazione fino a soluzioni di cyber protection create per i bisogni delle piccole imprese.

Cybersecurity, un mercato in rapida crescita

Oggi il mercato della cybersecurity è stimato intorno ai 170 miliardi, con un tasso di crescita annuo del 12%, ma è popolato quasi esclusivamente da grandi aziende.

Sono infatti molte le offerte di cybersecurity pensate per aziende già consolidate ma spesso inadatte alle PMI, sia per questioni di budget sia per la mancanza di personale specializzato in grado di gestirne gli aspetti più tecnici. Ma con la crescita del digitale, anche le PMI sono sempre più soggette ad attacchi informatici: prima della pandemia, erano soggette in media a 1 attacco ogni 5 ore, oggi la frequenza è aumentata del 600%.

Che cos’è Cyberangels

“L’idea di Cyberangels nasce da un episodio piuttosto ironico”, racconta Andrea Toponi, CEO e Co-founder della startup con un passato di consulenza per grandi aziende. “Nel 2019, un broker voleva propormi una polizza di protezione degli attacchi informatici. Durante l’incontro, era evidente che si stesse arrampicando sugli specchi: lui stesso non la capiva a fondo e non sapeva come venderla. È stato in quel momento che mi sono reso conto che, in Italia, c’era un mercato ancora verde da esplorare sul tema cybersecurity”.

È per rispondere a questo mercato “ancora un po’ sommerso” che, nel 2020, fonda assieme a Fabrizio Cardinali la startup Cyberangels.

Come funziona la piattaforma

La piattaforma di Cyberangels non si limita ad offrire copertura assicurativa, ma tratta il rischio informatico come una “malattia” che si può prevenire. La sua soluzione opera in tre fasi:

  1. Misurazione: una fase di rilevamento dei parametri di “salute” dell’azienda e della traccia digitale che lascia sul web, per elaborare il livello di vulnerabilità ad un potenziale attacco informatico
  2. Prevenzione: la proposta di step e percorsi da adottare per incrementare la protezione dell’azienda, “una dieta sana ed equilibrata”. Questi step sono automaticamente suggeriti dall’AI della piattaforma, ma è possibile in più richiedere dal marketplace speciali “challenge” consigliate direttamente dai Cyber Angels.
  3. Protezione: un’assicurazione cyber risk che protegga l’azienda in caso di attacchi, coprendo i danni e supportando la veloce ripresa del business.

Il tutto si concretizza in un’applicazione che comincia da risk assessment gratuito sul sito, con suggerimenti per coprire eventuali buchi di protezione, e dà la possibilità a chi non voglia proseguire nel percorso di utilizzare i risultati ottenuti per adottare in autonomia step per proteggersi. L’utente che sceglie di registrarsi alla piattaforma, invece, entra in un programma di continuo monitoraggio e prevenzione.

“Crediamo che sia fondamentale prima di tutto creare consapevolezza dei rischi informatici” spiega Toponi, “Vogliamo garantire a tutti il diritto alla protezione informatica, per evitare di “entrare nella giungla con bermuda e infradito.” Il nostro mercato non è solo cyber security, ma quello nascente della cyber protection: prevenzione e protezione a 360 gradi”.

Cyberangels oggi e i progetti per il futuro

Oltre ad offrire servizi per le PMI, Cyberangels si pone come abilitatore per l’intero ecosistema, offrendo l’utilizzo dei suoi report a intermediari in ottica B2B2C, con la possibilità di proporre soluzioni as-a-service. Da fine ottobre, la startup implema un modello freemium con nuove feature disponibili con la sottoscrizione a pagamento.

Si è chiusa intanto la campagna di crowdfunding su Backtowork, con un totale raccolto di 205mila euro, il doppio del target.

“Ora stiamo finalizzando gli altri accordi di investimento fuori crowd, come da strategia iniziale, per chiudere questa prima fase a 500mila euro con un obiettivo intermedio per la chiusura del seed a 1 milioni di euro tra 10 mesi” racconta Toponi.

Tra i progetti per il futuro, uno dei temi è la creazione di un network di Cyber Angels per fornire manodopera qualificata per le PMI.

“Riteniamo importante sensibilizzare sui rischi informatici, non semplicemente lanciando messaggi terroristici ma creando una consapevolezza virtuosa” sottolinea Toponi, “L’ambizione è quella di aiutare a colmare il gap di personale qualificato, anche fornendo formazione per preparare nuovi Cyber Angels. Siamo alla ricerca di accordi con enti e community che possano portare valore a questa mission. Crediamo molto nelle iniziative a livello di sistema: la torta è ampia, e collaborazione è la chiave”.

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Open-f@b Call4Ideas 2021, continua la Digital Battle: ecco i protagonisti del secondo turno

Un minuto di tempo per conquistare un posto in finale: è il momento del secondo gruppo di startup partecipanti alla Digital Battle di Open-f@b Call4Ideas 2021, l’innovation contest di BNP Paribas Cardif con InsuranceUp e PNICube quest’anno alla sua ottava edizione.

Chiuse le votazioni per il primo gruppo, sono ora Inspector, Tiassisto24, Baboop, Insurance4music, One T e Italcare a sfidarsi con i pitch dei loro progetti per “l’Assicurazione + Accessibile”.

Dal 19 al 25 ottobre, è possibile vedere sul sito ufficiale della call le video presentazioni delle loro idee innovative, e votare le più convincenti.

Qui il link per votare le semifinaliste di Open-f@b Call4Ideas 2021

I 3 progetti più votati di ogni gruppo accederanno alla finale, assieme ad una startup meritevole ripescata tramite sondaggio interno, per un totale di 10 finalisti che si sfideranno il 25 novembre per stabilire i vincitori dell’edizione 2021.

Ecco cosa fanno le startup che si sfidano questa settimana.

Open-f@b Call4Ideas 2021, le startup del secondo gruppo della Digital Battle

Inspector

Inspector è un tool di Code Execution Monitoring, uno strumento per il debug che aiuta gli sviluppatori software a scoprire problemi e malfunzionamenti nelle applicazioni aziendali, ancora prima che se ne accorgano i clienti.

Tiassisto24

Tiassisto24 ha sviluppato Drivers Services Platform (DSP), piattaforma tecnologica di micro-servizi basata su AI e Machine Learning per la gestione dei veicoli, che permette di tenere traccia di scadenze, multe, prodotti assicurativi, autoriparazioni e pagamenti.

È progettata per una configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2B, B2B2C e B2C mediante un’infrastruttura di API e soluzioni white label.

Baboop

Baboop è una digital insurance innovativa e dinamica dedicata alla protezione degli animali domestici.

Permette di creare polizze su misura attraverso consulenti dedicati o comodamente online. Inoltre, grazie al suo network di cliniche convenzionate, in caso di spese veterinarie può essere usata per pagare direttamente la clinica.

Insurance4music

Insurance4music nasce dall’incontro di esperienze diverse in ambito IT, musicale e assicurativo per offrire a tutti i musicisti, professionisti e appassionati, la possibilità di trovare l’assicurazione strumenti musicali ideale per le proprie esigenze.

Si tratta di comparatore dedicato al mondo della musica, che consente di cercare la polizza e aderire in pochi passaggi, completamente online.

Cristail

Cristail sviluppa strategie di investimento proprietarie AI-based a supporto di banche e società di investimento.

Mediante l’implementazione di tecniche di machine learning e di deep learning, offre strumenti innovativi per l’asset manager, sistemi automatizzati di investimento nei mercati finanziari e di supporto alle decisioni di investimento.

Italcare

Italcare presenta AmaliaCare, che ha realizzato un algoritmo di recruiting in grado di individuare per ogni famiglia il caregiver più idoneo per gestire una specifica situazione, utilizzando analisi predittive tra centinaia di candidati.

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Humn, storia dell’insurtech che rivoluziona con i dati le polizze per flotte di veicoli commerciali

Tecnologie all’avanguardia per usare i dati e calcolare i rischi, così da offrire preventivi personalizzati e minimizzare le perdite per tutte le parti coinvolte: è il modello di Humn, startup insurtech britannica specializzata nelle polizze per flotte di veicoli commerciali, che ha raccolto 10,1 milioni di sterline – pari a circa 12 milioni di euro – con un nuovo, fortunato round di investimenti di Serie A guidato da BXR Group e Shell Ventures.

Vediamo come funzionano, quindi, i servizi di Humn e quali sono i suoi punti di forza.

Flotte di veicoli commerciali: tra assicurazioni e calcolo del rischio

Humn.ai è stata fondata nel 2017 a Londra da Alberto Romero, Chris Clarke, Mark Musson e Peter Bousquet. La startup sfrutta la tecnologia per combinare i servizi assicurativi con quelli di calcolo del rischio, offrendo così prodotti personalizzati e minimizzando le perdite per tutte le parti coinvolte.

RiskOS, la piattaforma di controllo del rischio sviluppata da Humn, è infatti in grado di analizzare migliaia di data points in tempo reale e fornire quindi una valutazione contestualizzata del rischio alla guida. Le previsioni vengono poi ingerite da Rideshur, il servizio di assicurazione dinamica della startup, che modifica continuamente i premi proprio in base all’esposizione in tempo reale a potenziali ostacoli o pericoli.

I servizi sono pensati per le flotte di veicoli commerciali, che grazie ai servizi di Humn possono ridurre gli incidenti del 65% e risparmiare fino al 20% sui premi rispetto alle polizze tradizionali.

Durante la pandemia di Covid-19 Humn ha ottenuto la licenza assicurativa rilasciata dalla Financial Conduct Authority britannica, e può quindi sottoscrivere autonomamente le proprie polizze.

Gli investimenti e i progetti di Humn

Dalla sua fondazione Humn ha raccolto più di 23 milioni di dollari – circa 17 milioni di sterline – in cinque round di investimenti. L’ultimo, in particolare, è stato chiuso lo scorso 13 ottobre per 10,1 milioni di sterline.

Secondo il CEO Mark Musson la nuova liquidità permetterà di “accelerare la nostra fase di scaleup”. L’obiettivo, infatti, è “crescere in modo esponenziale nel Regno Unito e in alcune aree europee”, con un focus iniziale su Spagna e Francia. Allo stesso tempo, la compagnia intende allargare il team – attualmente composto da circa 40 dipendenti –tramite l’assunzione di nuove figure professionali nei settori vendite, marketing e customer success. In futuro, poi, Humn punta a “realizzare la prima polizza assicurativa per veicoli a guida autonoma”.

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Partecipa a Open-F@b per crescere: la storia di Mirko, unico italiano al Global Student Prize

Da Open-f@b Call4Ideas al “Global Student Prize” per lo studente più “impattante” al mondo. È la storia di Mirko Cazzato, studente pugliese ed unico italiano scelto tra i finalisti del premio, gemello del “Global Teacher Prize” dedicato dal 2015 ai migliori docenti del mondo, quest’anno alla sua prima edizione.

Mirko è il fondatore di Mabasta, startup prima classificata ad Open-F@b Call4Ideas 2018, la quinta edizione del contest di open innovation promosso da BNP Paribas Cardif con InsuranceUp.

La partecipazione a Open-F@b Call4Ideas è stata quindi per Mirko il primo passo per un percorso di crescita importante, un trampolino di lancio che lo ha portato alla ribalta internazionale.

È questo solo uno degli esempi di storie di successo cominciate con il progetto di open innovation giunto quest’anno all’ottava edizione: dedicata al tema “Assicurazione+Accessibile”, Open-F@b Call4Ideas 2021 cerca soluzioni innovative per l’accessibilità e l’inclusività del mondo assicurativo. La fase di raccolta delle candidature si chiude il 30 settembre.

Per partecipare clicca qui

Mabasta, la startup vincitrice della quinta edizione di Open-F@b

Mirko Cazzato aveva 14 anni quando, nel 2016, insieme agli altri alunni della sua classe ha dato vita alla startup sociale Mabasta, acronimo di “Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti”

Nonostante la giovane età, la sua idea ha conquistato la giuria di Open-F@b Call4Ideas 2018, dedicato quell’anno al tema “Positive Impact Innovation”, ideato per ricercare soluzioni innovative con impatto sociale positivo sulle persone e sulla società nel suo complesso.

Impatto positivo che Mirko ha centrato con la sua startup sociale, dedicata a combattere bullismo e cyberbullismo nelle scuole con azioni svolte “dal basso”, da parte dei ragazzi stessi. Ha così conquistato il primo posto e il supporto del team R&D di BNP Paribas Cardif per lo sviluppo e la concretizzazione del progetto.

Da allora, e in particolare da giugno 2020, la startup ha visto una progressiva crescita, fino a farsi conoscere in tutta Italia. Ha da poco lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela per raccogliere fondi per la crescita.

Mirko ha avviato circa un anno fa il progetto “1000 a 0 – Sport Vince Bullismo Perde”, coinvolgendo il mondo dello sport italiano, e sta ora frequentando un corso dedicato all’imprenditorialità sociale presso la WeDo Academy in modalità “learning by doing”, con la guida di esperti coach.

“Non sono assolutamente una persona speciale” racconta a caldo Mirko, “sono solo un semplice ragazzo che ha creduto e voluto fare qualcosa di concreto per aiutare il prossimo e, insieme alla mia classe, abbiamo deciso di occuparci dei pessimi fenomeni di bullismo e cyberbullismo fra giovani.”

Il giovane vincitore di Open-F@b Call4Ideas è stato l’unico italiano tra i 50 finalisti selezionati per il premio internazionale fra oltre 3.500 candidati da 94 Paesi. Non solo, ad ottobre ha passato l’ulteriore selezione della shortlist, entrando nella top 10 dei finalisti.

Sarà proclamato a novembre il vincitore assoluto, a cui la Varkey Foundation insieme a Chegg.org, promotori e organizzatori del premio, consegneranno il premio di 100mila dollari.

“Voglio approfittare di questo momento per invitare tutti i giovani ad impegnarsi sui temi sociali” commenta Mirko, “io ho a cuore il bullismo ma ci sono tanti altri aspetti altrettanto importanti, come l’eco-sostenibilità, la lotta alla fame, alla violenza, alle discriminazioni, l’essere vicini agli anziani, a chi soffre, a chi è in difficoltà, l’Agenda 2030 ne è piena. Aiutare gli altri, sia come lavoro sia da volontari, permette di andare a letto ogni notte col cuore che sorride e di svegliarsi ogni mattina con una grande voglia di fare.”

Open-f@b Call4Ideas, l’impegno per accessibilità e inclusione

Dal suo lancio nel 2014, Open-F@b Call4Ideas rispecchia l’impegno di BNP Paribas Cardif nel costruire un modello di innovazione che metta la persona al centro.

L’invito di Mirko risuona in maniera particolare con i temi della call di quest’anno, che cerca idee innovative per un’assicurazione più accessibile e inclusiva, aperta a tutti coloro che ne hanno bisogno.

“L’assicurazione non può essere un lusso” spiega Andrea Veltri, Deputy CEO Digital Transformation di BNP Paribas Cardif, “Non può, ad esempio, escludere aprioristicamente chi ha determinate patologie o trascurare chi ha oggettive difficoltà a comprendere le condizioni di polizza.”

Sempre nello spirito di apertura e inclusione, novità di quest’anno è la partnership della call con PNICube, associazione che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane. La nuova collaborazione ha permesso al contest di raggiungere in maniera capillare anche le università d’Italia e i suoi studenti. Tra cui potrebbe esserci un altro Mirko.

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I giovani, alleati per la mobilità del futuro

Un contest per ragazzi promosso da Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva, per la realizzazione del primo Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana

Immaginare e progettare la mobilità e le comunità del futuro, migliorando la sicurezza sulle strade: il Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana è online, costruito con le parole e le idee degli studenti, dopo un lungo percorso iniziato nel 2019 che ha visto coinvolti 1.863 studenti di 93 classi, provenienti dalle 14 Città Metropolitane. Un’iniziativa nata dalla consapevolezza di un’urgenza: servono interventi per migliorare la sicurezza stradale, ridurre le emissioni, favorire la mobilità connessa. L’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promuove la progettazione di comunità intelligenti, inclusive, sostenibili, e i giovani studenti sono i protagonisti più importanti per un diffuso cambio di mentalità orientato a scelte consapevoli e responsabili.

Per queste ragioni la Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva hanno ideato il progetto O.R.A. – Open Road Alliance, l’alleanza dei giovani che uniscono le idee per progettare le comunità del futuro, realizzando il primo Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana.

Il progetto O.R.A.

La community promossa da Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva. Linear Assicurazioni è partner.

La presentazione del Manifesto

Un progetto per immaginare e progettare concretamente le comunità del futuro

Le quattro aree tematiche del Manifesto

Determinazioni, Cambiamenti, Proposte e Futuro: idee e proposte per la mobilità

La mobilità sostenibile e la sicurezza stradale

Conoscere le regole del Codice della Strada ci farà vivere la mobilità in modo responsabile

Il progetto O.R.A.

Il Progetto O.R.A. è una Open Road Alliance che include la community che ha realizzato il Manifesto, nasce dalla consapevolezza che la promozione di una nuova cultura del muoversi e della strada come bene comune, rappresentino la strategia migliore per affrontare le questioni connesse alla mobilità nelle aree metropolitane.

L’educazione svolge un ruolo fondamentale per raggiungere un nuovo modello di mobilità sostenibile, basato non solo sull’attenzione ai temi ambientali, ma anche sulla condivisione dei mezzi, la sicurezza, un orientamento alla multimodalità e all’interoperabilità, oltre che a un approccio più sostenibile al mondo dei servizi pubblici locali. Linear Assicurazioni è partner del progetto.

La presentazione del Manifesto

Il 16 settembre 2021 in occasione della settimana europea della mobilità 2021, le studentesse e gli studenti dell’Open Road Alliance hanno presentato al Ministro Enrico Giovannini, il primo Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana. Un lavoro iniziato nel 2019 nelle aree metropolitane italiane, partendo dall’analisi dello stato della mobilità nella sua dimensione sociale, economica, ambientale e della sicurezza stradale.

Le classi che hanno partecipato hanno presentato un elaborato multimediale che attraverso diversi linguaggi artistici e creativi racconta la mobilità sicura e sostenibile.

I 10 lavori selezionati sono online in un portale interattivo dove si trovano i consigli e le parole chiave del progetto, per raccontare la mobilità sostenibile in modi differenti.

Mappature dei territori e proposte di miglioramenti sullo stato della mobilità, ma anche la denuncia del profondo senso di insicurezza sulla strada che i ragazzi vivono nella loro esperienza.

Entro dicembre 2021 il Manifesto sarà presentato​ in tutte le città metropolitane e gli studenti delle classi partecipanti saranno coinvolti negli incontri locali, per presentare gli elaborati e condividere con la cittadinanza la propria idea di futuro e di mobilità​.​​​

Le quattro sezioni del Manifesto

Il Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana si compone di quattro sezioni: Determinazioni, Cambiamenti, Proposte e Futuro.

Definizione del concetto di mobilità sostenibile elaborate dagli studenti, i cambiamenti che dovrebbero realizzarsi nelle diverse città, proposte concrete per le amministrazioni comunali e pillole di futuro per immaginare e descrivere la mobilità del domani.

La mobilità sostenibile e la sicurezza stradale

Tra le varie determinazioni e proposte del Manifesto, la sicurezza stradale è strettamente collegata alla mobilità sostenibile, proprio perché non può esserci mobilità senza conoscere le regole del Codice della Strada, per spostarsi in modo responsabile e maturo.

Il concetto di mobilità sostenibile per far comprendere come i sistemi di trasporto debbano corrispondere ai bisogni di sicurezza e di rispetto dell’ambiente, cercando di minimizzare le ripercussioni negative anche in campo economico e sociale. Le modalità di spostamento risultano sostenibili da un punto di vista sociale nella misura in cui sono accessibili agli utenti deboli, contribuendo a migliorare la sicurezza per chi viaggia. Di conseguenza gli utenti della strada possono rendere la città funzionale, sicura e sostenibile solo conoscendo e rispettando il Codice della Strada.

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Competenze digitali nelle assicurazioni: due corsi dell’Italian Insurtech Association

Due percorsi formativi per sostenere le competenze digitali nel mondo delle assicurazioni: è la risposta di IIA – Italian Insurtech Associtation, al forte ritardo digitale che penalizza il settore.

Oggi, infatti, in Italia solo il 34% delle compagnie ha una struttura dedicata all’innovazione, contro il 77% in Europa e solo il 24% intermediari assicurativi (indagine IIA, EMF Group elipsLife) ritengono di avere un livello di business molto digitalizzato, mentre per il 52% il processo si trova in uno stato di avanzamento e per il 24% è solo alle fasi iniziali.

“Il Gap di competenze tecniche e digitali rappresenta uno dei principali limiti dell’Insurtech italiano – commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA “Per superarlo prevediamo per i prossimi 5 anni un fortissimo sforzo in termini di formazione, transfer di competenze tramite collaboratività e rinnovamento delle compagnie attraverso l’apertura alle nuove discipline del digitale. Il nostro impegno formativo è proprio quello di incoraggiare i professionisti a guidare l’evoluzione digitale nell’industria assicurativa. Per questo auspichiamo inoltre che gli investimenti in formazione per la digital transformation diventino massivi e invitiamo gli Amministratori Delegati, i CDA e i management ad affrontare questa esigenza nel più breve tempo possibile. Non basterà l’open innovation a creare un humus su cui far germogliare l’insurtech”.

Assicurazioni, il ritardo digitale in Italia

Secondo una survey realizzata da IIA, il grave gap in termini di competenze tecnologiche e digitali nel comparto assicurazioni è percepito dal 71% degli impiegati del settore, di cui il 53% che si dice molto preoccupato per questo divario che rischia di limitare la capacità del settore di sviluppare nuovi prodotti e servizi in linea con le esigenze di un consumatore sempre più digitale.

Il 39% ritiene di non essere in grado di usare al meglio strumenti tecnologici di base come la mail o strumenti operativi e il 65% non conosce il significato di tecnologie e soluzioni alla base della rivoluzione digitale in atto in qualsiasi settore: IoT, Blockchain, Machine learning.

Competenze digitali, il gap che frena il mercato assicurativo in Italia

Non solo: dalla ricerca EY realizzata in collaborazione con IIA sull’impatto dell’innovazione sull’organizzazione delle aziende assicurative emerge inoltre che il 43% dei professionisti del settore non sappia cosa siano le polizze on demand. Di fronte a questa consapevolezza di un mismatch di competenze rispetto alle esigenze del mercato, l’82% degli intervistati dall’indagine richiede nei prossimi 12 mesi più formazione e training proprio in ambito tecnologico e digitale.

Due iniziative per la formazione in competenze digitali per le assicurazioni

Per rispondere a questa esigenza, IIA, da sempre impegnata nel promuovere la formazione tecnica e la condivisione di best practice tecnologiche degli operatori del settore, ha aperto le iscrizioni per due nuovi percorsi formativi: il Master in Insurtech e il corso The Digital Reinvention of Insurance – The Future of Insurance Technology. Le due iniziative hanno l’obbiettivo di amplificare le competenze dei futuri professionisti del mondo assicurativo.

Il Master in Insurtech

In partenza il 1 novembre la seconda edizione del Master in Insurtech, organizzato da IIA con fintechjobs.today, la community che offre servizi di recruitment e formazione innovativi  e focalizzati sul mercato finanziario italiano.

Il Master ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per comprendere e gestire le innovazioni digitali che stanno trasformando l’industria assicurativa. Il percorso avrà la durata di 6 settimane e sarà articolato in 5 moduli di studio. Per chi avrà superato l’80% della frequenza, verrà rilasciato un Executive Master Certificate.

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The Digital Reinvention of Insurance

Il corso The Digital Reinvention of Insurance si rivolge agli executive, ai quali è stata affidata la responsabilità di guidare l’innovazione e la digital trasformation della propria azienda. Si tratta di 5 giornate, dal 18 al 22 ottobre, svolte in modalità live streaming, in lingua inglese e con la presenza di speaker delle principali compagnie assicurative, dell’ecosistema insurtech e di aziende tecnologiche della Silicon Valley, che porteranno la loro visione innovative del settore.

Al termine del corso verrà rilasciata una certificazione.

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Mercato assicurativo, le nuove sfide

Tra le nuove sfide per il mercato assicurativo, emerge sempre più la nuova figura dell’assicuratore che deve avere competenze che sappiano fondere data science, intelligenza artificiale, ingegneria matematica. Nei prossimi 10 anni tutte le compagnie dovranno assumere e formare personale sulla base delle nuove professionalità emergenti, quali: Digital Trasformation Managers, IG Data Scientist; & Business Analyst, IA and Machine Learning Expert, Digital Project Manager, Cloud Architect, Growth Hacker, Scrum Master, UX Designer, Digital Marketing & Performance Leader, Digital Strategy Leaders, Business Process Automation Leaders, Cybersecurity Leaders, Robotics Engineers, Fintech Engineers e Digital Underwriters.

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