Le auto del futuro per il “rischio zero” incidenti

Le tecnologie ADAS sono ad un punto di svolta, i nuovi prototipi e le auto connesse a guida autonoma potrebbero ridurre drasticamente i sinistri e le distrazioni

In futuro guideremo auto a rischio zero di incidenti? Un giorno, magari non troppo lontano, gli autoveicoli saranno in grado di ridurre i sinistri stradali, correggendo manovre sbagliate e distrazioni? Pensando agli effetti positivi prodotti dalle tecnologie ADAS (Advanced Driver Assistance System) possiamo essere ottimisti, il punto di svolta è stata la frenata Abs, a cui è seguita il controllo elettronico di stabilità Esp. Poi cruise control per mantenere la velocità costante, i sensori di pioggia, la frenata automatica di emergenza e il lane keeping system, che è in grado di allertare il guidatore nel caso in cui dovesse superare la linea divisoria e invadere l’altra corsia, e riportare l’auto nella posizione corretta. Ma lo sviluppo delle innovazioni procede senza sosta, attualmente sono allo studio alcuni prototipi di auto a guida autonoma per trasferire molte funzionalità che prima erano compito di chi è al volane, direttamente alla vettura. Tutte tecnologie con effetti positivi sulla sicurezza stradale.

Auto connesse e a guida autonoma

La connettività per il trasferimento dei dati diventa il futuro della mobilità

I dispositivi obbligatori dal 2022

Saranno installate nuove tecnologie di ausilio alla guida e protezione di nuova generazione

Gli effetti sulla sicurezza stradale

Tecnologie per limitare gli errori umani, ma la prudenza resta la migliore alleata

Auto connesse e a guida autonoma

Quelle che chiamiamo auto intelligenti, autonome e connesse sono veicoli in grado di dialogare tra loro, dotati di radar, telecamere, sensori di diagnostica e altri strumenti telematici sofisticati che grazie alle connessioni internet e al trasferimento rapidissimo di dati, sono in grado di connettersi con il mondo esterno, con le infrastrutture o con altri dispostivi, permettendo di semplificare la guida e migliorare la sicurezza stradale. Si tratta di un settore ormai trainante per il mercato italiano, raggiungendo un valore di 1,2 miliardi di euro, in linea con l’incremento dei principali paesi occidentali, per un totale di 16,7 milioni di veicoli connessi, pari a oltre il 40% delle vetture circolanti.

Uno degli elementi caratterizzanti di questo tipo di veicoli riguarda la guida autonoma e i sistemi di assistenza alla guida (ADAS): dispositivi che permettono di inviare allarmi in caso di avvicinamento ad altri veicoli o superamento della carreggiata, che consentono di ottimizzare la frenata, la velocità e il rilevamento dei veicoli nell’angolo cieco. Si sta cercando di capire se sarà effettivamente possibile realizzare automobili a guida completamente autonoma e autogestita, consentendo all’autista di diventare passeggero a tutti gli effetti, non dovendosi occupare di nulla durante il tragitto impostato al momento della partenza. Stiamo parlando di prototipi in corso di studio e sviluppo, sebbene in Italia la normativa vigente non prevede la possibilità per un’automobile di spostarsi in strada autonomamente, senza un conducente con patente di guida.

I dispositivi obbligatori dal 2022

I dispositivi tecnologici di assistenza alla guida, sia quelli già in dotazione in molte auto, che quelli in progettazione, sono una realtà concreta. Non più fantascienza, ma prospettiva reale, al punto che dal prossimo anno tutti i nuovi veicoli omologati a partire dal luglio 2022 dovranno essere equipaggiati con un set di dispositivi di ausilio alla guida e protezione attiva di nuova generazione.

  • Sistema di adattamento intelligente della velocità che notifica al guidatore, tramite vibrazione del pedale dell’acceleratore, se si sta superando il limite di velocità.
  • Dispositivo di rivelazione dell’affaticamento e anti-distrazione per lo stato d’attenzione di chi è alla guida.
  • Luci stop adattive: indicano ai veicoli che seguono se quello che li precede ha dovuto frenare d’improvviso attraverso il lampeggiamento delle luci di stop.
  • Telecamera posteriore che rivelerà la presenza di pedoni, animali ed oggetti così da prevenire la collisione.
  • Dispositivo pressione pneumatici per monitorare la pressione delle gomme del mezzo informando il conducente in caso di anomalie.
  • Predisposizione dell’elemento di avviamento per monitorare lo stato di ebrezza del conducente tramite un etilometro che impedisce l’avviamento del motore se il conducente non è idoneo alla guida. Trattandosi di una predisposizione significa semplicemente rendere la vettura tecnicamente abilitata e compatibile con l’etilometro.

Gli effetti sulla sicurezza stradale

Buona parte degli incidenti è causata da errori umani e le tecnologie delle auto del futuro quando saranno ampiamente diffuse all’intero mercato automobilistico, consentiranno di ridurre rischi ed incidenti.

La connessione tra automobili per trasferire informazioni in tempo reale tra il guidatore e le infrastrutture tecnologiche circostanti, avranno effetti positivi sulla prevenzione dei sinistri stradali.

Le automobili saranno in grado di riconoscere la tridimensionalità degli altri veicoli, favorendo la capacità di evitare pericoli e incidenti anche su traiettorie non parallele, come gli incroci e i sorpassi.

Strade più sicure, non solo per automobilisti ma anche per motociclette e pedoni, grazie ai sistemi che rilevano la presenza di persone e motociclisti, studiati e sviluppati per la sicurezza degli utenti della strada. Tecnologie in progettazione in grado persino di identificare gli altri utenti vulnerabili della strada, ad esempio come i jogger che si trovano dietro l’angolo o al di là degli edifici, in prossimità di spuntare davanti al veicolo in marcia.

In tutti i casi, soprattutto in questa fase di transizione, sarebbe sbagliatissimo e potenzialmente fatale, abbassare la guardia e il livello di attenzione deve restare massimo. La prudenza, e il rispetto delle regole previste dal Codice della Strada, restano le azioni più efficaci e indispensabili per la sicurezza di tutti.

 

 

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Aprile è stato il mese contro distrazione alla guida: ma dobbiamo stare attenti tutto l’anno

Negli Stati Uniti,  è il mese nazionale della sensibilizzazione per prevenire la guida distratta. Anche nel resto del mondo è un’occasione valida per riorganizzarsi e assumersi la responsabilità delle scelte che facciamo quando guidiamo un’automobile o una motocicletta.

Aprile è il mese per la sensibilizzazione alla guida sicura

Il numero degli incidenti dovuto alle distrazioni non si riduce, serve un cambio radicale

Il cellulare è la principale distrazione alla guida

Tra le tante occasioni di distrazioni a causa dei dispositivi elettronici, il telefono resta la più frequente

Suggerimenti pratici per la sicurezza stradale

Le cattive abitudine vanno cambiate, bastano pochi semplici accorgimenti per autista e passeggeri

Aprile è il mese per la sensibilizzazione alla guida sicura

Negli Stati Uniti d’America, aprile è il mese nazionale di sensibilizzazione sui rischi della distrazione alla guida – Distracted Driving Awareness Month – un tema importantissimo in tutto il mondo. L’occasione per educare con ancora più attenzione le persone al volante, facendole riflettere sui comportamenti scorretti. Una iniziativa che si aggiunge alle numerose campagne di sensibilizzazione che periodicamente, anche in Italia, vengono promosse per ridurre il numero di incidenti con morti e feriti.

Nel 2019 negli Stati Uniti la guida distratta ha provocato 3.142 persone decedute, un aumento del 10% rispetto al 2018. I giovani conducenti sembrano più inclini a usare il telefono durante la guida. Secondo una ricerca NHTSA, quelli di età compresa tra 16 e 24 anni utilizzano i dispositivi elettronici portatili mentre guidano, in proporzione molto più elevata rispetto ai conducenti più anziani.

Anche in Italia il problema mantiene dimensioni molto preoccupanti, nonostante la transitoria diminuzione dei veicoli circolanti dovuti al lockdown nel 2020. Non si è infatti osservato un cambiamento sostanziale di mentalità, né l’adozione massiccia di comportamenti virtuosi, e lo dimostra il fatto che nel periodo tra agosto e settembre dell’anno scorso, con la circolazione della auto a pieno regime, si è registrato un nuovo incremento del 22% rispetto al 2019 di sanzioni per infrazione dell’articolo 173 del Codice della Starda, che disciplina l’uso dei telefoni cellulari durante la guida.

Servono misure radicali e molti stati si stanno organizzando con provvedimenti più severi. In America ad esempio quarantotto stati, il Distretto di Columbia, Porto Rico, Guam e le Isole Vergini vietano l’invio di messaggi di testo a tutti i conducenti; 25 stati vietano ai conducenti di utilizzare telefoni cellulari portatili durante la guida; e 39 stati più il Distretto di Columbia, Porto Rico, Guam e le Isole Vergini vietano l’uso del cellulare da parte di conducenti adolescenti o principianti.

Il cellulare è la principale distrazione alla guida

L’uso del telefono cellulare in automobile rimane  la principale causa di distrazione. Chi usa il cellulare al volante rischia gravissimi incidenti già a 50 km/h. Guardare il monitor di uno smartphone per appena due secondi ad una velocità di 50 chilometri all’ora, corrisponde a percorrere 28 metri alla cieca. Eppure nonostante le evidenze, l’inasprimento delle sanzioni e numerose campagne di sensibilizzazione, questa pessima abitudine resta diffusissima, soprattutto tra gli automobilisti più giovani.

Quasi il 100% degli adolescenti concorda sul fatto che inviare SMS e guidare è pericoloso, ma la metà ha ammesso di farlo comunque. Allargando il focus a tutte le età, secondo il recente monitoraggio dell’Osservatorio stili di guida promosso da A4 Holding nel 2020, su 1.330 veicoli il 12% del totale dei conducenti guida in autostrada utilizzando lo smartphone. Un comportamento rischiosissimo che non accenna a diminuire. Nonostante tutto, l’obiettivo di ANAS rimane la riduzione degli incidenti stradali sulla rete stradale e autostradale del 50% entro il 2030.

Suggerimenti pratici per la sicurezza stradale

Ecco alcuni semplici e pratici suggerimenti, praticabili da tutti per evitare distrazioni pericolose:

Se hai necessità di inviare un messaggio, accosta e parcheggia l’auto in un luogo sicuro.

Consenti al passeggero di accedere al tuo telefono per rispondere alle chiamate o messaggi, al posto tuo.

Non scorrere le app, inclusi i social media, durante la guida. L’uso del telefono cellulare può creare dipendenza. Se pensi di non riuscire ad astenerti dalla consultazione dello smartphone, riponilo prima di partire in un vano portaoggetti della tua vettura o nel sedile posteriore.

Se chi guida sta scrivendo messaggi o è distratto in altro modo, digli di fermarsi e concentrarsi sulla strada.

Chiedi ai tuoi amici di unirsi a te nell’impegno a non guidare distratti. Potresti salvare una vita! Condividi la tua promessa sui social media per spargere la voce – #JustDrive.

 

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Airbag: tipologie, come funziona e dove si trova

Un dispositivo molto importante per la sicurezza stradale che si gonfia istantaneamente in caso di incidente, proteggendo conducente e passeggeri. Non sostituisce la cintura di sicurezza e vanno comunque prese alcune precauzioni.

L’airbag è un dispositivo elettrico di sicurezza installato all’interno dei veicoli, brevettato nel 1952 ma diffuso nell’industria automobilistica negli anni successivi, perfezionandone le funzionalità. Si tratta di un sistema di sensori collegati a cuscini a gonfiaggio istantaneo in caso di incidente, installati in tutte le autovetture, comprese quelle di minor cilindrata. Il sistema airbag integrato nei veicoli è fondamentale nelle situazioni di pericolo, è certificata la sua utilità per evitare gravi lesioni al conducente e ai passeggeri, a patto che vengano sempre allacciate le cinture di sicurezza.


  • Tipologie di airbag
    Oltre agli airbags per i posti anteriori, vi sono quelli per i posti posteriori, laterali e superiori
  • Dove si trova l’airbag
    Ve ne sono di diverse dimensioni installati in varie parti dell’abitacolo, anche lateralmente

Airbag: cos’è e come funziona

L’airbag è un dispositivo automatico di sicurezza istantaneo che si attiva appena si verifica un urto abbastanza forte; non è necessario un comando per l’attivazione e in pochi millisecondi i cuscini protettivi si gonfiano per evitare o ridurre eventuali lesioni al conducente e ai passeggeri. Un sistema molto collaudato nell’industria automobilistica che rientra nell’omologazione del pacchetto completo delle tecnologie per la sicurezza stradale.

L’automobile viene dotata di alcuni cuscini di tessuto molto robusto, a gonfiaggio istantaneo, che fuoriescono dai vani del cruscotto, del volante e degli sportelli, ideati per avvolgerci e proteggere il corpo da violenti urti. L’airbag è costituito da un sensore elettronico che rileva la decelerazione brusca dovuta all’impatto, e trasmette il segnale alla centralina che innesca il detonatore collegato ad una piccola capsula con del gas che gonfia i cuscini.

Tra i vari servizi di sicurezza l’airbag non sostituisce la cintura di sicurezza, ma ne migliora l’azione protettiva impedendo che la testa o il torace urtino violentemente contro parti dell’abitacolo. Gli airbag vanno sottoposti a manutenzione, sono utilizzabili una sola volta, perciò dopo l’apertura causata dell’urto devono essere sostituiti con ricambi nuovi. In tal caso vanno anche verificate le funzionalità dei sensori e della centralina, provvedendo eventualmente alla loro riparazione.

Tipologie di airbag

Vi sono diversi modelli di airbags con differenti caratteristiche, che hanno superato tutti i test di sicurezza, non compromettono il design o il comfort dei veicoli. Oltre a quelli per i posti anteriori, ci sono airbags installati posteriormente (fuoriescono dagli schienali), laterali (escono da vani delle portiere), superiori (escono dai montanti superiori dei vani delle porte).

Oltre che per la forma del cuscino, si differenziano per la diversa taratura e il posizionamento del sensore. A seconda del sistema e del numero di airbags, i sensori di collisione o di accelerazione vengono montati direttamente nella centralina, o come satelliti nella parte frontale o laterale del veicolo. Quelli per i posti anteriori e posteriori hanno il sensore alla base del parabrezza, e sono innescati da urti anteriori superiori ai 15-20 km/h di velocità, pertanto rimangono insensibili rispetto ad urti laterali o posteriori. Il contrario avviene per gli airbags laterali ed hanno la responsabilità di proteggere gli occupanti del veicolo in caso di impatto sulle fiancate.

Tra gli airbags a lato del passeggero, ci sono quelli a tendina, che proteggono la testa dei passeggeri in presenza di forze d’urto di tipo trasversale. Una volta esploso, l’airbag si posiziona tra la testa del passeggero e il finestrino, offrendo protezione anche in caso di ribaltamento del veicolo.

Recentemente sul mercato sono disponibili anche airbag esterni laterali, in grado di gonfiarsi per tutta la lunghezza, compresa tra ruote posteriori e anteriori.

Dove si trova l’airbag

La tecnologia airbag è stata adattata alle più diverse parti dell’abitacolo, ve ne sono di differenti forme e dimensioni; oltre al classico airbag per guidatore e passeggero per proteggere volto e torace, ci sono airbags posteriori, a tendina, i laterali fino agli ultimi dispositivi più piccoli, installati sotto il volante, che salvaguardano le gambe e le ginocchia di chi è alla guida e del passeggero.

Airbag: quali precauzioni adottare

L’airbag si gonfia energicamente e bruscamente, occupando molto spazio, perciò è fondamentale adottare la corretta posizione in auto e allacciare le cinture a garanzia della vostra sicurezza. Bisognerebbe non sedersi troppo vicino al volante e al cruscotto, per consentire al cuscino di avere tutto lo spazio necessario per espandersi.

Se vi sono bambini a bordo bisogna assicurarsi che siano seduti nel loro apposito seggiolino per auto. È bene posizionarli nella parte posteriore della vettura, poiché è il luogo più sicuro in caso di collisione. Se invece dovete necessariamente mettere il seggiolino nella parte anteriore del veicolo, assicuratevi di posizionarlo alla maggior distanza possibile dal cruscotto. Le indicazioni relative alla protezione dei bambini sono anche riportate nell’apposito manuale di istruzioni dell’autovettura, ma non ci sono disposizioni comuni per tutte le case automobilistiche poiché le dimensioni degli airbags sono variabili.

Evitate di ricoprire il vano dove è posto l’airbag con oggetti che ne ostruiscano la corretta fuoriuscita.

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Guidare senza assicurazione, quali sono i rischi?

Mettersi in auto senza assicurazione o avendo superato la data di scadenza è un reato e comporta sanzioni pesanti. Le nuove procedure di controllo facilitano l’individuazione dei trasgressori. Ecco cosa si rischia.

Guidare un veicolo assicurato è una tutela per sé stessi e per gli altri automobilisti, ma secondo le stime della Polizia di Stato in Italia circolano almeno 3 milioni di veicoli privi di copertura delle compagnie assicurative, violando il Codice della Strada che prevede sanzioni severe. L’assicurazione è obbligatoria per la sicurezza di qualsiasi veicolo, compresi quelli posteggiati su un’area pubblica; guidare sprovvisti della polizza comporta una serie di rischi e di sanzioni. Chi provoca un sinistro stradale è obbligato a risarcire in proprio i danni provocati a terzi.
Vediamo quali sono le conseguenze e le sanzioni.


Guidare senza assicurazione: le sanzioni previste

L’articolo 193 del Codice della Strada stabilisce che tutti veicoli a motore senza guida di rotaie, compreso i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi. Un obbligo valido anche quando il veicolo è parcheggiato in un’area pubblica.

Il guidatore che circola senza la copertura dell’assicurazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di 849,00 fino a 3.396,00 euro (pagamento entro 60 giorni). È possibile fare ricorso presso un tribunale se si ritiene di avere argomenti validi per un reclamo formale.

Ma c’è la possibilità di un risparmio: infatti, secondo le disposizioni in vigore del Codice della Strada, la sanzione può essere ridotta del 25% se il rinnovo della polizza viene effettuato entro 30 giorni. La riduzione vale anche in caso di demolizione del mezzo entro 30 giorni dal verbale.

Nell’ipotesi di recidiva in cui il trasgressore violi per una seconda volta l’obbligo di assicurazione, la legge stabilisce il doppio della sanzione pecuniaria, la sospensione della patente di guida e il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo per 45 giorni.

Per chi viaggia su strada senza copertura assicurativa e provoca un sinistro, è obbligatorio il risarcimento a suo carico dei danni provocati a terzi. A tutela delle vittime il risarcimento dei danni viene garantito dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada, che a sua volta farà richiesta di rimborso al conducente del veicolo sprovvisto di RC Auto. A volte il responsabile dell’incidente che sia sprovvisto di assicurazione per il proprio mezzo peggiora la sua posizione e fugge via senza prestare aiuto. Il mancato soccorso legittima il malcapitato a sporgere denuncia e darà il via ad un procedimento disciplinato dal codice penale.

È comunque prevista una tolleranza ai sensi dell’art. 1901 del Codice Civile. In caso di mancato pagamento dei premi, l’assicurazione produce effetto per i 15 giorni seguenti e rimane sospesa a partire dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quella della scadenza. Si tratta quindi di una proroga bonus, durante la quale regolarizzare i pagamenti e il rinnovo dell’assicurazione. Inoltre la sanzione amministrativa è ridotta ad un quarto quando l’assicurazione del veicolo per la responsabilità verso i terzi sia comunque resa operante nei 15 giorni successivi al termine di cui all’art. 1901 del Codice Civile. La sanzione amministrativa è ridotta ad un quarto quando l’interessato entro trenta giorni dalla contestazione della violazione, previa autorizzazione dell’organo accertatore, esprime la volontà e provvede alla demolizione e alle formalità di radiazione per demolizione del veicolo. In tale caso l’interessato ha la disponibilità del veicolo e dei documenti relativi esclusivamente per le operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo previo versamento di una cauzione pari all’importo della sanzione minima di 849,00 euro.

Vi sono anche automobilisti che pensano di essere in regola ma in realtà sono vittime di truffe con finte assicurazioni, perciò rivolgetevi sempre ad imprese assicuratrici affidabili. L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni sottolinea che la richiesta di pagamenti di premi su carte PostePay o su altre carte ricaricabili intestate a privati sono irregolari.

Guida senza assicurazione e sequestro del veicolo

Oltre al verbale con sanzione, scatta anche il provvedimento di sequestro dell’auto che viene prelevata con un carro attrezzi, trasportata e custodita in un luogo sicuro e non di pubblico passaggio. Il ritiro del veicolo durerà fino al rinnovo della polizza o alla demolizione definitiva.

Per ottenere la restituzione occorre pagare la sanzione, attivare una polizza assicurativa della durata di almeno 6 mesi, pagare le spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo.

Guida senza assicurazione e punti patente

Mettersi alla guida con l’assicurazione auto non in regola comporta una serie di sanzioni e conseguenze pesanti per il proprietario del veicolo. Infatti, oltre alla multa e al sequestro del veicolo, con le relative spese da pagare, chi viene sorpreso senza l’assicurazione obbligatoria o con l’assicurazione scaduta dopo i 15 giorni di margine consentito si vedrà decurtare 5 punti dalla patente.

Guida senza assicurazione: nuove procedure di controllo

Oggi sfuggire ai controlli sperando di farla franca non è facile, infatti sono state introdotte nuove misure di controllo per rilevare gli automobilisti non in regola con il pagamento del bollo dell’assicurazione. Ad esempio le telecamere che sorvegliano gli accessi alle zone ZTL, oltre agli Autovelox, Tutor e Telepass possono essere utilizzati anche per monitorare le auto non assicurate.

Senza dimenticare il nuovo dispositivo Autoscan con il quale la Polizia Stradale può leggere in tempo reale la targa dei veicoli a motore. L’Autoscan 2.0 è un dispositivo dotato di telecamere che si può montare su un cavalletto in grado di leggere le targhe dei veicoli; è collegato alla banca dati della Motorizzazione e può svolgere numerosi accertamenti, scovare auto senza assicurazione oppure con la revisione scaduta, macchine rubate e perfino trovare la classe ambientale di appartenenza dell’auto.

Ulteriore assistenza la si trova sul sito web del Portale dell’Automobilista, nel quale è disponibile il servizio “Verifica Copertura Assicurativa RCA” dove basta inserire il numero di targa di un veicolo o di un ciclomotore per scoprire se questo è coperto.

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Auto km 0: cosa sono?

Quando si vuole cambiare automobile ma c’è l’esigenza di risparmiare, cercare auto a km 0 può essere molto conveniente. Veicoli di ottima qualità, quasi nuovi, a prezzi accessibili, per soddisfare diverse disponibilità di spesa. Vediamo che requisiti hanno i veicoli a km zero, perché sono così convenienti e a cosa bisogna prestare attenzione.


Cosa si intende per auto a km 0?

Le auto km zero sono vetture quasi nuove, di tutti i tipi, alimentate con carburanti tradizionali, oppure elettriche e ibride, direttamente immatricolate dalle concessionarie. Non si possono considerare dei veicoli usati a tutti gli effetti, non sono stati utilizzati per le prove con i clienti o per le dimostrazioni di prodotto.

Si tratta di autovetture di serie, spesso dotate di molti optional, che hanno percorso pochissimi chilometri, solitamente meno di 100, nella maggior parte dei casi nei piazzali per spostamenti interni o brevi percorsi stradali. Possono essere definite delle vetture usate, perché già immatricolate ed intestate alla concessionaria, ma da un punto di vista pratico offrono tutti i vantaggi delle auto nuove. Il nuovo acquirente diventerà, su carta, il secondo proprietario della vettura.

Attenzione a non confondere le auto a km 0 con le auto aziendali, queste ultime infatti sono auto già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Da non confondere nemmeno con le auto a noleggio a lungo termine, infatti un veicolo a km zero viene acquistato a tutti gli effetti e diventa di proprietà dell’acquirente.

La manutenzione di un’auto a km zero è uguale a quella necessaria per qualsiasi altra vettura e ovviamente non dovrete dimenticare di sottoscrivere un’assicurazione RCA auto per circolare.

Differenza tra auto a km 0 e auto nuove

Quando conviene acquistare un’auto a km 0? Vi sono alcune importanti differenze tra le auto nuove e quelle a km zero: prima di tutto la personalizzazione dei veicoli è limitata, l’auto viene rivenduta con l’equipaggiamento, il colore e gli allestimenti sono scelti dal concessionario e non si possono modificare, mentre quelle nuove possono essere personalizzate negli allestimenti e colore.

Le auto a km 0 sono in pronta consegna nei saloni delle concessionarie, un ritiro anticipato per evitare le lunghe attese. Un veicolo nuovo, invece, viene ordinato alla casa madre, personalizzato, ma questo comporta diverse settimane di attesa prima di poterlo ritirare.

Vi sono differenze anche per la garanzia: nel caso dei veicoli a Km 0 il periodo di garanzia della casa madre si riduce dai tradizionali 24 mesi a un anno, a meno che il concessionario non decida di estenderlo di propria iniziativa.

Infine il prezzo: un veicolo a km 0 ha in media ha un prezzo molto inferiore rispetto ad uno completamente nuovo, risparmiando fino al 30% rispetto al prezzo di listino. Ma su questo aspetto possono esserci grosse differenze tra le varie concessionarie in ragione delle rispettive politiche commerciali, perciò conviene fare una ricerca tra diversi rivenditori per trovare l’opportunità migliore per le vostre esigenze.

Auto km 0: vantaggi e svantaggi

In confronto ad un’auto completamente nuova, vi sono diversi fattori da considerare; i vantaggi maggiori sono relativi al prezzo e alla scontistica decisamente più vantaggiosa rispetto ad una vettura nuova. A volte alcuni modelli di auto sono ritenuti passati appena la casa costruttrice lancia sul mercato una nuova versione con un restyling o alcuni dettagli più o meno visibili.

Talvolta in concessionaria si trovano auto ordinate per il lancio di un nuovo modello, super accessoriate e anche molto care a listino se fossero ordinate come nuove; modelli che servono per lo showroom e che hanno in dotazione tanti optional.

Per quanto riguarda gli svantaggi stiamo comunque parlando di auto già pronte che non si possono adattare ai singoli gusti ed esigenze del compratore. Le si acquista così come sono, senza la possibilità di personalizzarle.

Nel caso in cui si tratti di auto esposte in un salone, ci si può imbattere in qualche graffietto o poco altro (da cui poter eventualmente ottenere un ulteriore sconto), ma si può trattare anche di auto tenute in depositi all’aperto, quindi soggette alle intemperie.

Va fatta anche una considerazione sulla svalutazione dei veicoli, perché tecnicamente si sta parlando di auto usate, ossia immatricolate dalla concessionaria e successivamente rivendute, perciò l’acquirente è il secondo proprietario. Successivamente, in sede di contrattazione dell’usato, subirà un calo di prezzo più elevato rispetto a un’auto di prima immatricolazione.

Le auto a km 0 possono avere percorso al massimo 100 km, messe in strada solo per qualche prova. Occhio quindi al contachilometri.

Vi possono essere vantaggi anche per il bollo: il primo deve essere pagato da chi risulta proprietario all’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento, ossia il bollo grava su chi è intestatario della vettura il giorno della scadenza del termine del pagamento. Quindi se l’acquisto avviene successivamente al suddetto termine, il primo bollo è sempre a carico del concessionario che ha effettuato l’immatricolazione. In caso contrario, sarà l’acquirente a pagarlo.

Per le auto a km zero non sono disponibili ulteriori incentivi ed ecobonus, oltre a quelli eventualmente già richiesti dalla concessionaria al momento dell’acquisto dalla casa automobilistica.

Scegliere un’auto a km 0: alcuni consigli utili

Il compratore, prima di procedere all’acquisto ed effettuare il passaggio di proprietà, dovrebbe controllare il chilometraggio effettivo della vettura per constatare che non sia superiore ai 100 km. È importante prestare attenzione alla data di immatricolazione della vettura per verificare che non sia troppo vecchia, e che non sia rimasta parcheggiata per troppo tempo nel magazzino dello stock di rivendita. Perciò controllate attentamente lo stato dell’auto, carrozzeria, pneumatici e guarnizioni. Magari chiedete un test drive per verificare personalmente le condizioni del motore.

Controllate il libretto di circolazione e per le auto alimentate a benzina o gasolio verificate il livello di emissioni CO2 (Euro5 o Euro 6, ecc) e consumi; inoltre fate attenzione al rapporto potenza/peso nel caso dei guidatori neopatentati (non può superare i 55 Kw per tonnellata).

Altra specifica importante è il numero dei passeggeri trasportabili. Specialmente su alcune city car i posti possono essere 4 o 5 a seconda dell’allestimento, magari la vettura immatricolata ne ha solo 4 e voi avete l’esigenza di trasportare cinque persone.

Prezzo: la quotazione proposta dal concessionario dovrebbe essere inferiore almeno del 20% rispetto a quello di listino di un’auto nuova.

Fate attenzione alle vetture provenienti dall’estero: il rischio è di trovare un modello sul quale non è stata pagata l’Iva, sebbene siano casi molto rari in quanto il venditore è obbligato a versarla prima di procedere all’immatricolazione.

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Cambiare la batteria dell’auto: guida fai-da-te e consigli utili

Per sostituire la batteria non è sempre necessario rivolgersi a un’officina specializzata, ma si può procedere in autonomia seguendo alcuni accorgimenti importanti. Vediamo quali.

La batteria dell’automobile con il trascorrere del tempo disperde corrente, perciò tenderà a scaricarsi completamente. Un problema che riguarda le vetture, i camion e i motocicli. Situazioni del genere sono abbastanza frequenti, magari per colpa di alcune disattenzioni, dispositivi dimenticati accesi come la radio, le luci o un’altra fonte di energia, così quando arriva il momento di girare la chiave la macchina non parte. Vediamo alcuni accorgimenti per limitare i problemi e provvedere al cambio della batteria per evitare di trovare l’auto scarica.


Come misurare la carica della batteria

Il malfunzionamento della batteria solitamente è segnalato dalla spia sul cruscotto: quando si accende può indicare diverse problematiche legate agli accumulatori o all’alternatore, ma anche di avarie all’impianto elettrico del veicolo.

Trovare il veicolo con la batteria scarica che ne impedisce l’accensione è un problema fastidioso e molto serio, soprattutto nel caso in cui la macchina serva per delle urgenze.

Per mantenere la batteria efficiente potete collegarla al mantenitore di carica, un dispositivo facilmente disponibile sul mercato per misurarne le variazioni, che entra in funzione se il livello di energia scende sotto certi limiti.

Per limitare la perdita di energia elettrica si può scollegare la batteria prima di una lunga sosta, ma questo non impedirà il suo deterioramento in caso di elevate temperature.

Per verificare l’effettivo livello di efficienza di una batteria dovete munirvi di un tester per misurare la carica della batteria in uso, e la sua effettiva capacità di avviare un motore spento da giorni.

Per riattivare una batteria scarica si possono utilizzare gli appositi cavi collegandosi alla batteria carica di un’altra vettura, con il motore acceso. Basterà aprire il cofano, collegare il cavo rosso (polo positivo) delle batterie e successivamente quello nero (polo negativo).

Sono disponibili anche avviatori di emergenza, i caricabatterie booster, piccoli e leggeri, per rimettere in moto l’auto. In questo caso basta collegare le due pinze dell’avviatore ai due poli della batteria da caricare, con l’accortezza di porre quella rossa sul polo positivo, e quella nera su quello negativo.

Qualsiasi modello di batteria pienamente carica mostrerà un valore tra 12.4 e 12.7 V. Se durante il controllo notate che il voltaggio è inferiore ai 12 volt, significa che la tensione non è più sufficiente per accendere il veicolo, e la batteria dovrebbe essere ricaricata il più presto possibile oppure sostituita.

Qualora l’auto non dovesse proprio ripartire allora la batteria potrebbe essere danneggiata o completamente esaurita, perciò sarà necessario recarsi da un elettrauto che dispone degli apparecchi necessari per la sostituzione. Oppure potete provvedere a una sostituzione fai-da-te. Vediamo come.

Cambio della batteria fai-da-te

La durata delle batterie al piombo o al litio è molto variabile, dipende dalla qualità, dalla corretta manutenzione e dallo stile di guida, ma se è mantenuta in buone condizioni, senza danni alle componenti, può restare efficiente fino a 5 anni.

Il prezzo di una batteria nuova può arrivare fino a 200 euro, un costo che dipende dal modello e dalla qualità. Al momento dell’acquisto leggete i dati sul libretto di uso e manutenzione dell’auto; infatti le dimensioni e l’amperaggio devono essere uguali a quelle della batteria da sostituire. Inoltre sulle batterie di tutte le marche sono scritte le specifiche tecniche e le informazioni di cui non potete fare a meno.

Le batterie vengono vendute già precaricate ma verificate la data di fabbricazione che non deve essere troppo indietro negli anni. Il consiglio è di eseguire un lento ciclo di ricarica della batteria prima di montare la batteria nuova, in caso possedessimo un caricatore idoneo.

Per sostituire la batteria dovete smontare quella vecchia ormai usurata, seguendo le istruzioni che saranno indicate nel libretto. Solitamente basta una chiave inglese del 10 e del 13.

Smontate eventuali coperture e blocchi di sicurezza che tengono ferma e proteggono la batteria, sganciate i morsetti collegati ai poli della batteria, uno alla volta, prima quello negativo (simbolo – o colore nero, verde o blu) e poi quello positivo (simbolo + o colore rosso).

Una volta staccati i morsetti fate attenzione a non farli toccare con parti metalliche dell’automobile, per evitare scariche o danneggiamenti all’impianto elettrico.

Scollegata la vecchia batteria, potete toglierla dal suo vano.

Per montare quella nuova sarà sufficiente rifare le stesse operazioni, avendo cura di collegare e stringere il morsetto positivo e negativo sui poli giusti.

Infine rimontate i blocchi di sicurezza per completare l’opera. A quel punto procedete alla messa in moto della vettura per verificare che tutto proceda al meglio, e che il montaggio sia stato eseguito correttamente.

Effettuate la sostituzione utilizzando sempre i guanti per evitare il contatto con eventuale acido corrosivo di una batteria danneggiata. Evitate sempre di mettere a contatto il polo positivo con la carrozzeria dell’auto, e non connettere mai i cavi dei morsetti tra di loro.

Le operazioni di sostituzione potrebbero accidentalmente causare il blocco delle portiere, in quanto la centralina che controlla la chiusura centralizzata potrebbe essere sollecitata, perciò ricordate di effettuare sostituzione tenendo uno sportello aperto, e non inserite le chiavi.

La batteria acquistata da un privato, presso un rivenditore o un’officina di qualsiasi tipo (autorizzata o indipendente), dà luogo a una garanzia di due anni, mentre quella acquistata da un’impresa, o da qualsiasi soggetto che richiede fattura e detrae l’iva, ha diritto solo alla garanzia annuale.

 

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Pulire il cruscotto dell’auto: guida pratica

Ecco cosa vi serve per mantenere pulita e sanificata la plancia, proteggere la salute e preservare il valore del veicolo.

Secondo alcuni studi un conducente può trascorrere mediamente fino a tre anni della sua vita all’interno di un’automobile. Un’enorme quantità di tempo trascorso dentro un ambiente che deve essere pulito e sanificato. La pulizia del cruscotto dell’auto, delle plastiche e del display è un’operazione di manutenzione indispensabile, ed è importante rimuovere con cura lo sporco, proteggere la salute di chi trascorre molto tempo nell’abitacolo, e contrastare l’invecchiamento della macchina e dei veicoli commerciali. Polvere, sporcizia, particelle con agenti patogeni e batteri, si depositano continuamente sulle superfici e nelle fessure, le impurità opacizzano la qualità delle plastiche, della radica e del legno. Vediamo come pulire il cruscotto in modo protettivo, senza rovinarlo.


Pulire il cruscotto dell’auto: tutto l’occorrente

Provvedere alla sanificazione profonda degli interni dell’auto, facendo attenzione a non rovinare il cruscotto con solventi troppo abrasivi, contribuisce a mantenere il valore del veicolo e a consentirvi di viaggiare in un ambiente salubre, senza cattivi odori. Vi sono detergenti specifici e lucida cruscotti, naturali ed ecologici, per non rovinare i materiali, pulire perfettamente la plancia dell’automobile e i tessuti che si sporcano facilmente. Vediamo cosa è necessario.

  • un panno morbido e pulito in microfibra antistatico
  • aspirapolvere con beccuccio
  • spugna
  • acqua e detergente neutro (oppure un prodotto apposito per la pulizia delle plastiche)
  • una spazzola a setole morbide
  • un piccolo pennello a setole morbide
  • prodotto per lucidare il cruscotto che sia antistatico, idrorepellente e con barriera anti-UVA/UVB
  • cere lucidanti per carrozzerie

Come pulire il cruscotto dell’auto e renderlo come nuovo

È necessario pulire le superfici toccate di frequente, tra cui il volante, le maniglie delle portiere, la leva del cambio, i pulsanti o gli schermi tattili, le aste dei tergicristalli, gli indicatori del parabrezza, e tutti i punti che possono entrare in contatto con le mani.

La prima cosa da fare è liberare il cruscotto da tutto ciò che è superfluo, oggetti di vari tipo come monete, chiavi, telecomandi. Successivamente provvedete ad aspirare i residui e le impurità più visibili sulla plancia centrale e sull’area vicina ai bocchettoni di areazione. Eliminate accuratamente la polvere con il panno in microfibra pulito e umido, oppure con un piumino a setole morbide.

Per accedere alle fessure più difficili da raggiungere potete usare il piccolo pennello, o in alternativa un comune cotton fioc o uno spazzolino a setole morbide. Per rimuovere le macchie dovete miscelare una soluzione con acqua calda e sapone neutro, oppure usate dei prodotti detergenti specifici comunemente acquistabili nei negozi per ricambi auto; inumidite uno straccio morbido pulito e passatelo con delicatezza sulle parti in plastica sporche e opache.

A lavaggio completato, con il panno pulito asciugate la superficie per evitare la formazione di aloni, spruzzate un prodotto lucidante e antipolvere.

Vi sono anche rimedi casalinghi per lucidare il cruscotto, senza ricorrere a prodotti specifici, ad esempio usando una soluzione a base di acqua e 10 cucchiaini di zucchero per litro. Una volta preparata la soluzione, agitatela per sciogliere bene lo zucchero, e spruzzatela sul cruscotto in modo uniforme, poi provvedete a lucidare con un panno asciutto.

Potete preparare anche un detergente ecologico mescolando mezza tazza di aceto bianco, succo di un limone, una tazza di acqua e mezzo cucchiaino da tè di olio d’oliva. Mettete tutto all’interno di un contenitore spray, agitate bene prima di spruzzare la miscela sul panno, dopo aver aspirato la polvere.

Per rallentare l’opacità della carrozzeria potete usare un’efficace barriera protettiva come la cera lucidante.

Pulire il cruscotto dell’auto con alcool: sì o no?

Se volete pulire l’interno della vostra auto con alcool etilico denaturato, fate particolare attenzione, essendo l’alcool una sostanza dall’elevata capacità disinfettante e antibatterica, ma potenzialmente in grado di rovinare i materiali in plastica. Perciò serve una soluzione diluita con 30% di acqua e 70% di alcool, efficaci tra l’altro contro il coronavirus. Quasi tutte le superfici interne di un veicolo possono essere pulite con alcool e risciacquate subito dopo. Non è consigliabile, invece, utilizzare acqua ossigenata. Assolutamente da evitare l’utilizzo di detergenti a base di ammoniaca sui touchscreen, poiché possono danneggiare i rivestimenti antiriflesso e anti-impronta digitale.

Gli errori da evitare nella pulizia del cruscotto

Evitate prodotti abrasivi che non siano appositamente indicati per la pulizia degli interni delle automobili. Se usate detergenti fatti in casa, fate attenzione che non siano troppo diluiti o troppo concentrati. Se sul cruscotto c’è del materiale appiccicoso come la resina, se è ancora morbida, non fate l’errore di cercare di grattarla via con il dito: potreste spalmarla ancora di più sulla carrozzeria.

Un atro errore da evitare è spruzzare i prodotti per la pulizia direttamente sulle plastiche. Meglio evitare, per non lasciare sulla plancia da pulire un quantitativo eccessivo di detergente, creando aloni. Perciò usate i panni in microfibra inumiditi con i detergenti.

Per la lucidatura del cruscotto non strofinate troppo energicamente il panno, magari con detergenti disinfettanti, ma inadatti per donare lucentezza. Esistono prodotti studiati appositamente per far brillare le superfici interne dell’auto, senza essere aggressivi.

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Usa, Amazon vende polizze ai suoi clienti in partnership con l’unicorno Next Insurance

Amazon entra nel business dell’insurance, e lo fa in collaborazione con un unicorno insurtech.

Next Insurance, insurtech con sede in California, ha stipulato una partnership con Amazon Business per offrire soluzioni assicurative digitali convenienti alle piccole imprese. L’accordo consentirà ai membri di Business Prime di ottenere facilmente un preventivo e acquistare una copertura assicurativa per responsabilità generica, responsabilità professionale, workers’ compensation, RC Auto e strumenti e attrezzature.

“Crediamo che il futuro dell’esperienza di acquisto di assicurazioni implichi incontrare i clienti dove si trovano già, e rendere facile l’acquisto di polizze personalizzate e convenienti”, ha affermato Guy Goldstein, Ceo di Next Insurance. “Siamo orgogliosi di essere scelti da grandi aziende come Amazon, che capiscono che il modo migliore per servire le piccole imprese è attraverso soluzioni digitali”.

Next Insurance, l’insurtech americana scelta da Amazon

Nata nel 2016, Next Insurance è una società fondata ad Israele, ma con sede in California, che utilizza l’intelligenza artificiale per offrire una copertura assicurativa su misure per le piccole e micro imprese.

Nel 2020, con l’ultimo round di finanziamento di novembre, ha raggiunto la valutazione di 2 miliardi di dollari.

Nel corso dell’anno ha inoltre visto i suoi premi lordi raddoppiare, raggiungendo il valore di 200 milioni di dollari, grazie a costi del 30% inferiori alle polizze tradizionali e preventivi personalizzati online in soli 10 minuti.

Next Insurance collabora attivamente con piattaforme di terze parti per raggiungere le piccole imprese in modo sempre più capillare e mantenere la sua traiettoria di crescita: già a ottobre ha collaborato con la fintech Quickbook specializzata in accounting. Ora, grazie alla partnership con Amazon, Next insurance ha la possibilità di raggiungere i milioni di PMI che utilizzano Amazon Business Prime.

Perché Amazon entra nel mondo delle assicurazioni?

L’entrata di Amazon nel business dei servizi assicurativi mira a ridurre l’attrito acquisto / vendita ed eliminare la necessità di lasciare la sua piattaforma per servizi di terze parti.

“Sappiamo che i proprietari di piccole imprese sono alla ricerca di modi innovativi ed economici per semplificare le loro attività e risparmiare tempo” spiega Todd Heimes, direttore di Amazon Business Prime, “la partnership con Next Insurance mira a questo”

Amazon già richiede ad alcuni venditori di avere un’assicurazione per vendere sulla sua piattaforma, ma solo il 28% delle piccole imprese americane ha una polizza di questo tipo, creando un divario di copertura che potrebbe penalizzare le PMI facendogli perdere opportunità di vendita. Con Next Insurance, i membri Business Prime possono accedere ad una copertura assicurativa senza soluzione di continuità, aumentando la comodità di utilizzare Amazon per vendere i loro prodotti.

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Nuove zone rosse: quali limitazioni agli spostamenti?

Italia sempre più zona rossa, con altre 9 regioni che, sulla base delle indicazioni della Cabina di Regia e sulla base delle ordinanze del Ministro della Salute, dal 15 marzo andranno ad aggiungersi a Campania e Molise, che restano rosse.

nuove zone rosse limitazione spostamenti

Nuove zone rosse: inasprimento delle misure

Ad un anno dal primo, duro, lockdown di due mesi iniziato il 10 marzo 2020, l’Italia è nuovamente davanti a scelte difficili circa la circolazione delle persone e la possibilità per spostarsi per svago, studio o lavoro. Dal 15 marzo 2021 le regioni che diventano zone rosse sono:

  • Emilia Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte
  • Puglia
  • Veneto
  • Provincia autonoma di Trento

Per un totale di 11 regioni in zona rossa se si sommano anche Campania e Molise che restano delle colorazione con più alto livello di contagi.

Dal Ministero della Salute, giungono le seguenti dichiarazioni:

Tutte le altre Regioni saranno in area arancione per gli effetti del decreto legge approvato stamane. È in corso una verifica sui dati della Basilicata. La sola Sardegna resta in area bianca.

In attesa di un progresso spedito nelle vaccinazioni, è in corso la terza ondata con un’accelerazione dei contagi e dell’impegno delle strutture ospedaliere.

Ricordiamo che la zona rossa comporta la chiusura di tutti gli esercizi non essenziali e il divieto di spostamenti anche all’interno del comune di residenza, domicilio o abitazione, a meno che non si abbiano le consuete ragioni di:

  • lavoro;
  • salute;
  • necessità.

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Decreto con nuove misure anti Covid

Il Governo ha inoltre varato un nuovo decreto che delinea le misure anti Covid da applicare fino a Pasqua, per la precisione sono operative dal 15 marzo al 6 aprile 2020.

I provvedimenti in sintesi sono i seguenti:

  • da lunedì 15 marzo fino al 6 aprile le Regioni che avranno un numero settimanale di casi superiore a 250 ogni 100mila abitanti passeranno automaticamente in zona rossa, un meccanismo automatico dunque e non più sulla base di provvedimenti presi di volta in volta;
  • per le festività pasquali, dal 3 al 5 aprile, le misure previste per la zona rossa si applicano sull’intero territorio nazionale;
  • nei giorni dal 3 al 5 aprile è possibile spostarsi all’interno della propria regione verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, massimo due persone (possibilità sospesa negli altri giorni in tutte le aree in zona rossa).

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Auto ibride: spariranno come dice l’AD di Stellantis?

Una netta accelerata verso l’elettrico per Stellantis. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni dell’AD, che pronostica una sparizione delle auto ibride a favore di quelle ad esclusiva propulsione elettrica.

auto ibride

Auto ibride: le dichiarazioni di Carlos Tavares

Stellantis è il nuovo colosso dell’automotive, nato dalla fusione di FCA (Fiat, Alfa, Lancia, Maserati, Jeep, Chrysler ecc.) e PSA (Peugeot, Citroen, Opel e DS).

L’amministratore delegato, Carlos Tavares, nel corso di un’intervista ha rilevato che le auto ibride “alla lunga scompariranno”, poiché:

il mix di vendite all’interno dei veicoli elettrificati si sta spostando rapidamente verso le auto a batteria.

E ancora:

Sto sfidando i miei ingegneri e stiamo lavorando molto sulla capacità di accumulo dell’energia, ma anche sul coefficiente di efficienza energetica dei motori, sulle trasmissioni e sull’aerodinamica.

È indubbio che in Europa vi sia una spinta verso l’elettrico puro, se si pensa che anche il Next Generation EU Plan (il piano per la ripresa economica post crisi pandemica) verrà dedicato per il 37% alla transizione ecologica. Nel nostro Paese la spinta arriva dagli incentivi statali e locali, che tendono ad abbattere l’onerosità dei veicoli elettrici, il cui costo è una delle barriere all’adozione di questa tipologia di auto.

Leggi anche i nostri approfondimenti:

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Auto elettriche: previsioni delle cause automobilistiche

Abbiamo visto il chiaro parere dell’AD di Stellantis, ma cosa accade nelle altre case automobilistiche?

In particolare rileviamo i piani di Volvo, che ha annunciato che entro il 2030 tutte le sue vetture saranno elettriche, con un obiettivo intermedio del 50% entro il 2025. Un 2030 solo elettrico anche per Ford, che entro la metà del 2026, garantisce che ogni modello disponibile in gamma avrà almeno una versione Plug-in o elettrica.

In controtendenza le dichiarazioni di Akio Toyoda, numero uno della Toyota, che ritiene che i veicoli elettrici siano sopravvalutati. E rincara la dose affermando che i promotori di questa modalità di alimentazione, non prendono in considerazione in maniera adeguata le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla generazione di elettricità, i costi sociali della transizione energetica, e i rischi di blackout se tutto il parco auto fosse elettrico.

Quel che è sicuro è che la transizione andrà pianificata e gestita, non solo dalle case automobilistiche ma soprattutto dalle istituzioni nazionali e sovranazionali.

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