BNP Paribas Cardif Health Challenge 2021, l’iniziativa in collaborazione con Healthy Virtuoso per la salute dei dipendenti

Da sempre in prima linea sul tema della salute, BNP Paribas Cardif, ha deciso di coinvolgere i propri collaboratori nella prima BNP Paribas Cardif Health Challenge, la sfida digitale attivata grazie alla collaborazione con Healthy Virtuoso, startup dedicata alla salute vincitrice di Open-F@b Call4Ideas 2019. Un’iniziativa che fa leva sullo spirito competitivo per produrre effetti positivi per i collaboratori e per l’intera comunità grazie ad un meccanismo innovativo e originale.

In un’Italia più sedentaria, in cui, secondo le ultime stime dell’Istituto Superiore di Sanità, 4 persone su 10 combattono con la bilancia, e solo 1 su 10 consuma la corretta quantità di frutta e verdura, occorrono idee innovative in grado di generare il cambiamento anche in tema di benessere. E se queste riescono anche a coniugare i valori della prevenzione e della sostenibilità, a favore della salute e con un sguardo all’impatto sociale positivo, la svolta può essere radicale.

È questo l’obiettivo della BNP Paribas Cardif Health Challenge 2021, una competizione digitale della durata di due mesi che premia un corretto e sano stile di vita. Partecipando alla sfida tramite l’app Healthy Virtuoso, ogni dipendente guadagna dei crediti grazie alle attività salutari svolte ogni giorno: dai passi effettuati fino allo sport, dal riposo notturno alla meditazione e tanto altro. Tutti i collaboratori possono scegliere di far parte di uno dei 6 team (Milano, New York, Sidney, Buenos Aires, Città del Capo, Singapore) con il quale raggiungere gli obiettivi prefissati e sfidare i colleghi. Grazie all’integrazione con le App Salute e Fitness si possono inoltre monitorare i propri progressi. Sulla base dei crediti guadagnati da ogni collaboratore viene stilata la classifica della BNP Paribas Cardif Health Challenge con i collaboratori più virtuosi.

Ma a beneficiare dell’iniziativa non saranno solo i partecipanti. Al raggiungimento di traguardi predefiniti, dati dalla sommatoria delle attività effettuate da tutti i collaboratori iscritti e tramutate in passi totali, BNP Paribas Cardif effettuerà delle donazioni all’associazione PlayMore! per garantire l’accesso a corsi e fornire attrezzature sportive a persone con disabilità o con altre situazioni di difficoltà. Inoltre, per ogni partecipante che si iscrive Healthy Virtuoso pianterà un albero in giro per il mondo, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 nel pianeta.

In un periodo storico in cui, tra restrizioni e smart working, sono diminuite le opportunità sia di team building che di movimento, la BNP Paribas Cardif Health Challenge è quindi un modo innovativo e divertente per rafforzare lo spirito di squadra, migliorare il proprio benessere e generare valore per la società e l’ambiente che ci circonda. Un’idea, quella di Healthy Virtuoso di remunerare chi si impegna in challenge personali o di gruppo, in cui la Compagnia ha creduto da subito: nel 2019 gli esperti di BNP Paribas Cardif avevano premiato la startup all’interno del contest Open-F@b Call4Ideas, per aver saputo interpretare al meglio il concetto di Human Data Science, l’analisi dei dati e la tecnologia avanzata al servizio della persona.

L’iniziativa consolida ulteriormente l’impegno di BNP Paribas Cardif in materia di salute, che considera un valore sociale, anche nei confronti dei clienti. Oltre alle molte iniziative lanciate durante l’emergenza con focus sul Covid-19, la Compagnia ha recentemente rinnovato la sua strategia sulla salute con un “New Health journey”, che si è concretizzato con numerose iniziative sui prodotti tra cui: servizi di assistenza medica a domicilio, nuovi strumenti di Digital Care, scontistiche e promozioni, sostegno alla ricerca Telethon attraverso borse di studio, servizi ad hoc come “Assistenza Vaccini Covid-19”.

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Open Insurance, 7 ecosistemi ad alto potenziale per il futuro dell’assicurazione

Il futuro dell’ecosistema assicurativo è nell’open insurance. Come già avvenuto per l’open banking in relazione al mondo dei pagamenti digitali, anche il settore assicurativo si sta aprendo ad ecosistemi esterni, con la possibilità di proporre e fruire di polizze su piattaforme operanti in settori non assicurativi: un trend che rivoluzionerà il rapporto tra assicurazioni e clienti.

L’applicazione dell’open innovation al settore insurance è una grande scommessa per il futuro dell’ecosistema: un’opportunità di attirare sul mercato nuovi attori e creare, con le loro proposte, la nuova domanda per conquistare i clienti in cerca di innovazione.

“Per innovare realmente il settore assicurativo non basta proporre online quello che prima si vendeva in agenzia, ma serve un totale cambio di approccio” spiega Pietro Menghi, CEO di Neosurance, scaleup insurtech globale che ha sviluppato una Open Insurance Platform As A Service. “Se il cliente è prima di tutto un consumatore digitale, il dialogo deve iniziare dalle community digitali per lui più rilevanti nei vari momenti della sua giornata.”

Con l’open insurance, l’assicurazione “entra” nei contesti digitalizzati che frequentiamo ogni giorno, dall’app per fare sport a quella per noleggiare un monopattino elettrico e così via.

Ecco quali saranno i maggiori ambiti di applicazione.

Open insurance e Smart Home

Si prevede che i ricavi globali previsti per le tecnologie, i prodotti e i servizi delle città intelligenti raggiungeranno i 129 miliardi di dollari nel 2021. Tra questi sono inclusi anche prodotti smart home.

La possibilità di controllare le case attraverso la domotica sta aprendo diverse possibilità in materia di assicurazione contro furti, incendi e altri rischi domestici. L’integrazione fra sistemi assicurativi e dispositivi intelligenti consentirà ad esempio di attivare (e pagare) una polizza contro furto o incendio solo quando un sensore non rileva la nostra presenza in casa o se porte e finestre sono state chiuse con uno smart lock. L’impatto sarà notevole anche sul fronte riduzione delle frodi, grazie a un migliore controllo sui dati.

Open Insurance e Sport

Il settore sport & fitness sta subendo una grande trasformazione, con la sempre maggiore integrazione di servizi digitali. Solo Nel 2020, complice l’emergenza covid, nel mondo sono state lanciate 71.000 nuove app dedicate al fitness e alla salute: segno di un mercato in rapida espansione.

Le community digitali di sportivi, utenti molto attivi di app di prenotazioni, corsi online e fitness tracker, rappresentano inoltre una delle categorie più soggette a infortuni. La condizioni ricorrenti di rischio in quest’ambito cambiano sensibilmente in base a disciplina, età e molti altri aspetti che, analizzati in chiave big data, possono fornire informazioni preziose per la proposta di micro-polizze istantanee o prodotti più complessi, personalizzati in base alle reali esigenze dei singoli.

Open Insurance e Energia

Altro ambito di grande potenziale è il settore energia. L’integrazione con i sistemi di smart metering dei nuovi contatori connessi e le app con cui paghiamo le bollette consente di attivare coperture di vario tipo per garantire la continuità del servizio anche quando, ad esempio, una persona perde il lavoro o si trova ad affrontare spese inattese. Solo negli Stati Uniti, nell’ultimo anno, si è generato un debito di circa 40 miliardi di dollari di bollette non pagate, secondo i dati riportati dalla National Energy Assistance Directors’ Association.

Open Insurance e Micromobilità 

La micromobilità urbana sta vivendo un boom e con essa stanno crescendo i bisogni di copertura. Secondo recenti studi, ad oggi sarebbero circa 30mila i monopattini in sharing e circa 800mila quelli di proprietà. Se per i primi è già obbligatoria l’assicurazione per responsabilità civile verso terzi, resta il problema dei mezzi privati e comunque della copertura infortuni/danni subiti dal conducente.

Integrando su ogni mezzo un dispositivo connesso, è possibile identificare il monopattino/bici e, quindi, renderlo assicurabile attraverso una sorta di ”RCA” dedicata, che presto potrebbe essere obbligatoria. Grazie ai paradigmi dell’Open Insurance, gli assicuratori potranno interagire con app e community della micromobilità urbana, pubblica e privata, fornendo proposte assicurative più complete e soluzioni attivabili solo in base al reale utilizzo del mezzo.

Open Insurance e lavoro freelance e Gig economy 

Nel 2020 il 72% delle nuove P.IVA è stato aperto da una persona fisica. Anche se sempre più numerosi, i lavoratori autonomi godono ancora di scarse tutele in termini di salute, assistenza legale, infortuni, maternità e altri fattori che possono mettere seriamente a rischio la possibilità di lavorare e di avere un reddito continuativo.

Tramite piattaforme interconnesse, chi svolge un lavoro freelance – che si tratti di un consulente, di un rider o di un autista – sarà in grado di accedere più facilmente a polizze personalizzate in termini di costo, tempi e bisogni. Il canale digitale metterà a disposizione soluzioni molto più semplici e accessibili per queste categorie produttive, che si tratti di una protezione giornaliera sugli infortuni o di una annuale contro i rischi informatici in smart working.

Un esempio di successo in questo ambito è Zego, startup insurtech londinese dedicata proprio alla copertura dei nuovi servizi di mobilità, che ad aprile 2021ha raggiunto lo status di unicorno.

Open Insurance e Sanità digitale

Secondo Statista il mercato delle soluzioni di telemedicina, o eHealth, oggi vale 45 miliardi di dollari e potrebbe toccare i 175 miliardi entro il 2026.

La possibilità di accedere a parametri e indicatori sulla salute delle persone permette di elaborare profili di rischio sempre più precisi e suggerire strumenti di protezione e assistenza anche agli utenti meno consapevoli, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale. Non solo: è possibile valorizzare gli stili di vita più virtuosi, monitorando attività legate a sport e benessere. Una sempre maggiore integrazione tra ecosistemi di telehealth e wellness con quelli assicurativi faciliterà anche l’intero processo di gestione delle informazioni, rimborso delle cure, erogazione di indennizzi, riducendo sensibilmente il rischio di frodi e i tempi di istruttoria e burocrazia.

Open Insurance e Connected Car

Quella dell’auto connessa è uno dei maggiori settori trainanti della connected insurance. Secondo il sondaggio Insurance Nexus condotto da Reuters Events, circa il 78% degli assicuratori automobilistici ha già almeno un prodotto connesso sul mercato. ABI Research stima che saranno messe sul mercato oltre 115 milioni di auto connesse entro il 2025, e secondo una ricerca dell’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano, a fine 2020 sono 17,3 milioni i veicoli connessi solo in Italia, quasi il 45% del parco circolante.

Il settore assicurativo ha iniziato ad integrarsi con dispositivi e app collegati alle automobili, per offrire polizze digitali più flessibili, basate sui chilometri effettivamente percorsi o sullo stile di guida, premiando i soggetti più virtuosi. Analizzando velocità, frenate, sterzate e altri parametri, non solo è possibile elaborare assicurazioni profilate, ma anche prevenire i rischi attraverso suggerimenti personalizzati.

Secondo alcune stime dell’Osservatorio, prendendo come riferimento un campione di auto dotate di sistemi ADAS con cilindrata compresa tra 1.300 e 1.800 cc, e a fronte di un premio equo iniziale compreso tra 170 e 200 €/anno, è possibile ottenere una riduzione del rischio di incidente compresa tra il 15 e il 20%, con conseguente decremento del premio equo pari 25-40 €/anno.

Allo stesso tempo, risulta più semplice ed efficace fornire assistenza in tempo reale in caso di incidente e aprire un sinistro.

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Healthtech, il nuovo report sul settore da 350 miliardi di dollari che continua a crescere

Quale sarà la prossima startup europea a diventare “decacorno”, raggiungendo una valutazione di oltre 10 miliardi di dollari? Secondo il nuovo report curato da Dealroom.com in collaborazione con il fondo VC Inkef Capital e la società di investimenti MTIP, è probabile che questa arrivi dal mondo dell’Healthtech, un settore incredibilmente promettente e in rapida crescita.

Vediamo cosa dicono i dati, e quali sono le proiezioni per un futuro segnato dalla digitalizzazione della sanità.

Healthtech: il valore attuale e proiezioni di crescita

Il settore sanitario a livello globale gestisce operazioni per un valore stimato di 8 trilioni di dollari, e potrebbe raggiungere i 10 trilioni entro il 2022 a causa del costante aumento del costo della ricerca, dell’accesso alle cure e ai farmaci.

In questo enorme universo, spesso ancora arretrato e restio al cambiamento, le compagnie innovative vedono oggi un enorme alleato per crescere e rivoluzionare modalità operative ormai diventate obsolete, in modo anche da abbassare i prezzi e rendere le cure mediche realmente accessibili per tutti.

Il mondo dell’Healthtech, la tecnologia applicata all’ambito medico, aveva nel 2019 un valore stimato di 350 miliardi di dollari, ma la cifra è destinata a crescere e potrebbe raggiungere i 600 miliardi entro il 2024.

Anche l’interesse degli investitori è aumentato in modo più o meno costante: se nel 2016 i fondi di venture capital avevano investito circa 1,9 miliardi di dollari in aziende healthtech europee, l’importo è salito fino a 4,1 miliardi nel 2019, per poi scendere leggermente a 4 miliardi l’anno successivo. Il numero di operazioni di valore pari o superiore a 2 milioni di dollari, invece, è aumentato costantemente passando da 171 nel 2016 a 289 nel 2020.

Spesso si dice che la pandemia di Covid-19, tutt’ora in corso, abbia causato “dieci anni di evoluzione nel mercato in dieci settimane”. Alla luce di questi dati però, appare chiaro come l’interesse verso le potenzialità dell’healthtech fosse consolidato anche negli anni precedenti.

Healthtech, le compagnie principali

A livello europeo, il valore combinato delle startup healthtech è cresciuto in modo costante negli ultimi cinque anni, passando da 8 a 41 miliardi di dollari tra il 2016 e il 2021. È quindi probabile che il prossimo decacorno europeo – un termine derivato da “unicorno” con cui ci si riferisce alle compagnie valutate per almeno 10 miliardi di dollari – arrivi proprio da questo settore.

Tra i player fondamentali nell’attuale scenario healthtech europeo troviamo Babylon, compagnia londinese valutata per 2 miliardi di dollari che offre consulti virtuali con medici specializzati e piattaforme per il monitoraggio dei sintomi e dello stato di salute generale degli utenti.

DocPlanner, invece, permette ai suoi utenti di prenotare dal proprio smartphone appuntamenti con professionisti privati e cliniche ospedaliere. La compagnia è nata a Varsavia, in Polonia, ma opera attualmente in 12 Paesi tra Europa e Sud America.

Servizi simili sono offerti anche da Doctolib, startup francese che offre la possibilità di prenotare visite mediche in modalità fisica o virtuale e avere sempre a portata di mano i propri documenti sanitari; e la svedese Kry.

In campo assicurativo si fanno notare invece la tedesca wefox, startup insurtech da 2 miliardi di dollari, e Alan, basata a Parigi, che ha recentemente raggiunto lo status di unicorno dopo aver raccolto 185 milioni di euro.

Lumeon e Aidence, invece, sono specializzate nel supportare in modo diretto gli ospedali, i professionisti e i provider di servizi medici, offrendo una piattaforma che permette di digitalizzare le operazioni e automatizzare l’organizzazione degli appuntamenti.

I nuovi trend e i problemi da risolvere

Come abbiamo visto, oggi il settore della telemedicina va ben oltre le visite virtuali: nel corso dei prossimi anni la tecnologia avrà un ruolo sempre più importante in diversi ambiti legati alla prevenzione, il monitoraggio, la ricerca e il mondo assicurativo.

Da tenere d’occhio sono ad esempio le startup tech che offrono gli strumenti necessari per svolgere test medici in autonomia e l’impatto dei dispositivi dispositivi wearable per il monitoraggio dei parametri fisici, come gli smartwatch. L’acquisto e la consegna a domicilio di farmaci e altri dispositivi medici, poi, è particolarmente promettente e ben si presta alla rivoluzione tecnologica.

Dall’altro lato della medaglia, il mondo dell’healthtech porta con sé anche diverse problematiche. Particolarmente delicato, ad esempio, è il tema della privacy: i dispositivi di monitoraggio, così come le app che permettono di prenotare consulti medici e le compagnie assicurative, gestiscono dati estremamente sensibili e personali. Come assicurarsi che la trasformazione digitale rispetti la confidenzialità che caratterizza il tradizionale rapporto tra medico e paziente?

“L’intelligenza artificiale è uno strumento utile e sicuro, ma il suo lato più problematico è relativo alla protezione dei dati” ha detto Derk Arts, founder della startup Castor che semplifica gli studi clinici aggregando dati provenienti da diverse fonti. Per assicurare il rispetto dell’anonimato, secondo Castor le compagnie healthtech dovrebbero “generare copie digitali, che riportino dati reali senza rivelare l’identità dei pazienti”.

Da non dimenticare, inoltre, è l’importanza dell’approccio umano nella gestione delle informazioni e, soprattutto, dei risultati. “Sostituire le interazioni umane o i processi manuali con alternative automatizzate potrebbe abbassare i livelli di soddisfazione dei clienti” ha spiegato Lars-Old Eriksson, Cso di Trialbee, startup che aiuta i ricercatori a trovare i giusti soggetti per i propri studi. “L’equilibrio tra tecnologia e servizi rimane la soluzione migliore in ambito healthcare”.

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Dacadoo, la scaleup svizzera che misura la salute in pochi click (e aiuta gli assicuratori)

In campo assicurativo i dati sono ormai diventati il nuovo petrolio, e la scaleup svizzera Dacadoo non si è lasciata sfuggire l’opportunità di rivoluzionare di conseguenza il mondo delle polizze su vita e salute.

Grazie alla sua Digital Health Engagement Platform (DHEP), la compagnia permette agli assicuratori di monitorare in tempo reale lo stato di salute generale dei propri clienti. Lo scopo è quello di promuovere uno stile di vita più sano, basato sull’attività fisica e la corretta alimentazione, in modo da ridurre i rischi e prevenire lo sviluppo di possibili patologie croniche.

Diverse compagnie in tutto il mondo hanno già scelto Dacadoo come partner principale nei propri programmi di sensibilizzazione e per tenere sotto controllo lo stato fisico dei detentori delle polizze: vediamo quindi come funziona la piattaforma, e quali sono i vantaggi per utenti e assicuratori.

Come funziona Dacadoo

Fondata a Zurigo, in Svizzera, nel 2010, la scaleup Dacadoo sfrutta l’intelligenza artificiale e l’analisi rapida dei dati per creare piattaforme digitali pensate per assicuratori e riassicuratori specializzati in ambito vita e salute. I prodotti principali sono due: la Digital Health Engagement Platform (DHEP) e il Risk Engine.

La piattaforma digitale di Decadoo

La DHEP di Dacadoo è una piattaforma digitale in grado di misurare in tempo reale lo stato fisico dei clienti. Dopo essersi registrato sul portale, ogni utente può inserire manualmente i propri parametri (come peso, altezza, abitudini alimentari, salute mentale e ore di sonno) e collegarsi via Bluetooth con i propri dispositivi di tracking, come i contapassi o le app che misurano le calorie spese in diverse attività.

All’interno della piattaforma, poi, gli utenti possono connettersi con amici e colleghi, scambiarsi messaggi, organizzare sfide e commentare le rispettive attività, tutte visualizzate in una dashboard.

Elaborando tutte le informazioni disponibili la piattaforma di Dacadoo fornisce un Indice di Salute: un punteggio dinamico da 0 a 1.000 che rappresenta lo stato di salute di un utente in modo rapido e immediato.

Il Risk Engine per gli assicuratori

Partendo dall’Indice di Salute e dai dati personali aggiunti manualmente, per ogni utente registrato il sistema di Risk Engine della startup calcola il rischio di mortalità e morbilità ed elabora un dataset con 100 variabili, completando automaticamente i dati mancanti sulla base di quelli inseriti.

Gli assicuratori possono utilizzare queste informazioni per migliorare le operazioni di sottoscrizione delle polizze su vita e salute, integrando il Risk Engine nelle loro analisi e proponendo quindi polizze e premi personalizzati.

Dacadoo, i vantaggi e i partner

Grazie alla piattaforma interattiva, gli utenti di Dacadoo tengono continuamente sotto controllo il loro stato di salute in modo olistico, e hanno sempre a disposizione una panoramica completa rispetto a diversi parametri che rimarrebbero altrimenti dimenticati. In base alle abitudini individuali, poi, il sistema permette agli utenti di accumulare punti sfruttabili su shop online o come sconti sul premio assicurativo.

Allo stesso tempo, gli assicuratori scelgono Dacadoo per migliorare i livelli di engagement e incentivare i clienti ad adottare uno stile di vita più salutare, riducendo così i rischi di malattie e complicazioni facilmente prevenibili. Inoltre, l’interfaccia della Digital Health Engagement Platform è completamente personalizzabile e integrabile con il branding della propria compagnia.

Diversi assicuratori in tutto il mondo hanno avviato partnership con Dacadoo per sfruttare la piattaforma interattiva e l’analisi dei dati del Risk Engine: tra le altre troviamo Foresters Financial (Canada), Irish Life (Irlanda), Seguros Unimed (Brasile) e Falck Healthcare (Danimarca).

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BNP Paribas Cardif, la nuova strategia “New health journey”: più prevenzione e digitalizzazione

In risposta alle nuove esigenze sanitarie della nuova normalità, BNP Paribas Cardif (tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia secondo ANIA 2019) consolida la propria strategia, orientandola sempre più su salute e prevenzione per i propri clienti e i loro familiari. Nasce così “New health journey”, l’evoluzione di un percorso iniziato nel 2018, che si rinnova per andare incontro ai nuovi bisogni di salute delle persone, mettendo al centro la prevenzione, ancora prima della cura, l’assistenza – anche a domicilio – e la digitalizzazione, su cui BNP Paribas Cardif continua a investire.

Coerente con questa strategia, la polizza “Unica BNL”, la soluzione modulare di protezione realizzata in sinergia con BNL, mette a disposizione qauutro aree di intervento specifiche nel campo socio-sanitario.

BNP Paribas Cardif, quattro aree di intervento per la salute

Con “Assistenza medico-sanitaria” sarà possibile ottenere una visita medica a domicilio, ricevere farmaci a casa, assistenza per minori e familiari, monitorare il ricovero ospedaliero.

Novità anche per l’assistenza domiciliare post-ricovero, grazie all’area “Temporary Medical Care”.

Per la parte di “Personal Care” si allargano i confini di intervento: sarà possibile sia ricevere un supporto qualificato a casa (anche a seguitodi un intervento chirurgico), sia un servizio di spesa a domicilio. Per le persone con invalidità permanente, invece, è prevista la copertura per le spese di adattamento della casa e dell’auto.

Infine, con l’area “Family Care”, la polizza “Unica BNL” prevede la possibilità di richiedere una visita pediatrica a domicilio, il servizio di baby-sitting e l’accompagnamento dei figli a scuola in caso di ricovero dell’assistito.

Inoltre, grazie alla nuova app dedicata e gratuita di “Unica BNL” che già offre vari servizi – informazioni sulle garanzie, richiesta di rimborsi, appuntamenti presso le strutture convenzionate – è ora possibile effettuare una video-consulenza medica e gestire i propri dati sanitari in modo sicuro all’interno del Libretto sanitario digitale, che potrà essere anche condiviso con il medico in sede di visita.

Il cambio di prospettiva nel settore assicurativo

“La salute, oggi più che mai, è un bene prezioso da tutelare, non solo in termini di cura ma anche attraverso la prevenzione e l’educazione al benessere.” commenta Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif. “Crediamo fortemente nel nostro ruolo sociale di impresa e vogliamo rappresentare un punto centrale nel benessere delle famiglie nel lungo periodo rendendo l’assicurazione, inclusa quella salute, sempre più accessibile”

“Nel settore assicurativo si sta assistendo ad un cambio di prospettiva, complice anche la Pandemia che ha trasformato in bisogno ciò che prima sembrava un plus: così un consulto medico a distanza o visualizzare in un’app la propria cartella clinica diventano oggi necessari e nel contempo distintivi, non più un’opzione. La creazione di ecosistemi salute, iniziata nel 2018 in collaborazione con le tech company, ci ha consentito di dare un focus maggiore proprio a questa componente di servizio, anche digitale, e di incentivare i comportamenti preventivi facilitando l’accesso ai prodotti e alle cure”.

Marco Tarantola, Vice Direttore Generale di BNL e Responsabile Divisione Commercial Banking e Reti Agenti della Banca, aggiunge: “Le sinergie tra BNL e BNP Paribas Cardif sono sempre più intense generando valore aggiunto nell’offerta di servizi e soluzioni innovativi ai clienti e ai loro familiari. Questo è uno dei tratti distintivi del modello di business del Gruppo BNP Paribas che in Italia è presente con società attive in diversi settori di attività. Nel campo dei servizi di protezione e assicurazione, in particolare, la tutela delle persone non è solo un modo per essere ulteriormente al fianco dei clienti, per di più in un momento ancora complesso a causa della Pandemia in corso, ma risponde anche alla nostra strategia di #PositiveBanking che coniuga il business con la sostenibilità, l’attenzione ai singoli e al loro benessere, nel rispetto di un ambiente più sano e di una Società migliore”.

BNP Paribas Cardif e BNL: azioni concrete in un momento difficile

Tutte queste novità hanno un elemento in comune: portare i servizi al cliente nei loro luoghi di vita e di cura. I clienti, infatti, possono usufruire dei nuovi servizi direttamente dove risiedono o dove sia più comodo; a ciò si aggiunge anche un servizio di prevenzione senza alcun limite di utilizzo, 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

Il nuovo percorso salute testimonia il costante impegno di BNP Paribas Cardif e di BNL nel continuare a sostenere insieme i propri clienti in un momento in cui persistono le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, sociale ed economica generata dal Covid-19. La compagnia e la banca sono infatti intervenute, già nella prima fase della Pandemia, con azioni concrete a favore di persone e delle famiglie, con l’ampliamento gratuito di alcune garanzie della polizza “Unica BNL” e favorendo servizi di Digital Care, campagne di screening per il Covid-19 e sconti su tamponi e test sierologici.

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Unicorni insurtech, le polizze sanitarie personalizzate di Sidecar Health

La startup insurtech americana Sidecar Health, fondata nel 2018,  è stata valutata per 1 miliardo di dollari, raggiungendo così lo status di unicorno, dopo aver chiuso un round di investimenti di Serie C da 125 milioni di dollari: un enorme passo avanti rispetto ai 20 milioni raccolti lo scorso luglio.

Come funziona Sidecar Health

Oggi negli Stati Uniti i processi assicurativi in campo sanitario sono generalmente associati a un labirinto burocratico o a costi insostenibili, tanto che nel 2019 più di 33 milioni di persone non avevano un’assicurazione. Sidecar Health punta a semplificare il settore offrendo polizze flessibili e digitalizzate, gestibili completamente online.

Il punto di forza principale della startup è la possibilità di personalizzare la copertura sanitaria in base alle esigenze individuali: i clienti possono infatti scegliere i servizi che desiderano includere nel proprio pacchetto assicurativo, visitare ogni medico disponibile (negli Stati Uniti spesso le assicurazioni sono vincolate a un singolo network di istituti ospedalieri), e comparare i prezzi offerti dai vari professionisti nella propria zona prima di effettuare una visita.

Inoltre, Sidecar Health mette a disposizione una carta di debito con la quale è possibile pagare l’importo dovuto immediatamente dopo aver ricevuto la prestazione richiesta: una novità negli Usa, dove generalmente le agenzie assicurative rimborsano i medici soltanto dopo aver completato una visita.

Secondo la compagnia, questa formula assicurativa permette di risparmiare fino al 40% rispetto al prezzo mensile delle polizze tradizionali.

Anche grazie al nuovo round di investimenti Sidecar Health intende raggiungere i 30mila utenti entro il 2021, e allargarsi rispetto ai 16 stati americani attualmente serviti arrivando a coprire l’intero territorio nazionale.

Gli unicorni insurtech

Nel corso degli ultimi anni diverse startup insurtech sono diventate “unicorni”: hanno quindi raggiunto una valutazione pari o superiore a $1 miliardo, pur non essendo ancora quotate in Borsa.

Oltre alla nuova arrivata Sidecar Health, l’ambito medico e sanitario presenta una serie di (ex)unicorni insurtech, tutti americani: Bright Health, Oscar Health, che ha appena avviato le operazioni per quotarsi in Borsa, e Clover Health, che è diventata pubblica lo scorso gennaio.

L’entrata nei mercati finanziari è infatti considerata da sempre più unicorni insurtech, in tutti i settori, come il naturale proseguimento della propria crescita. Già a luglio 2020 Lemonade, forte di una valutazione da $2 miliardi, è entrata in Borsa raccogliendo $319 milioni. La compagnia offre assicurazioni digitalizzate che coprono proprietari di immobili, affittuari, e anche animali domestici. A novembre, poi, è stato il turno di Root Insurance, insurtech specializzata nelle polizze auto, che con la quotazione ha raccolto più di $700 milioni.

Altri unicorni sono invece intenzionati a esordire sui mercati nel prossimo futuro. A fine luglio il colosso delle assicurazioni casa Hippo ha raccolto $150 milioni, facendo salire la propria valutazione a $1,5 miliardi, e potrebbe entrare in Borsa nel 2021. Interessata a fare il salto è anche l’insurtech Metromile, che offre assicurazioni auto in formula pay-per-mile e lo scorso novembre è stata valutata per $1,3 miliardi.

Infine, altre startup insurtech promettenti sono Next Insurance, specializzata nelle assicurazioni per le piccole imprese e valutata per $2 miliardi; e wefox, che offre invece piattaforme digitali pensate per connettere assicuratori, clienti e distributori.

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E-health, che cos’è la sanità digitale e quali tecnologie usa

Negli ultimi dieci anni l’e-health, o sanità digitale, ha visto una forte crescita, spinta soprattutto di recente dalla pandemia.  Le tecnologie dedicate si sono diversificate e specializzate: app per la salute, dispositivi smart indossabili o impiantabili, sistemi di diagnostica digitale, soluzioni data driven potenziati dall’Augmented Reality e dall’Intelligenza Artificiale.

La trasformazione digitale della sanità porta con sé diversi vantaggi e benefici, che toccano il paziente, il medico e l’intero sistema sanitario, ed è un’opportunità per promuovere un modello sostenibile di miglior accesso alle cure.

A livello globale, PWC prevede una crescita del mercato della sanità digitale da 147 miliardi di dollari stimati nel 2019 a 234,5 miliardi di dollari nel 2023.

Sanità digitale, la spinta della pandemia

Secondo gli analisti di Deloitte il 65% (in Italia 66%) dei medici europei ha dichiarato che la propria organizzazione ha incrementato l’impiego di tecnologie digitali per supportare il lavoro degli operatori sanitari.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo di tecnologie digitali per fornire supporto e modalità di ingaggio virtuali ai pazienti, il 64% dei rispondenti in Europa dichiara di aver assistito in generale a un incremento.

E-health, un approccio incentrato sul paziente

Rispetto alla sanità tradizionale, l’e-health si evolve in una direzione più integrata e disruptive, che mette al centro il paziente anziché il medico.

Il nuovo approccio digitale alla sanità vede il paziente non come destinatario passivo, ma come attore attivo, dandogli gli strumenti per accedere alle cure in modo più rapido e funzionale, potendo contare su consigli e informazioni affidabili. In parallelo, offre maggiori garanzie di trasparenza in merito ai dati sanitari, permettendo al paziente di mantenere il possesso per decidere con chi condividerli e per quali scopi. L’approccio paziente centrico permette inoltre di alimentare processi di prevenzione che si basano sull’identificare e riconoscere il paziente, così da seguirlo in maniera quanto più possibile personalizzata.

E-Health, le tecnologie

In Europa si sta registrando un frequente utilizzo delle tecnologie digitali per accedere all’assistenza sanitaria, compreso l’utilizzo di Internet per la ricerca delle informazioni, la prenotazione degli appuntamenti e le teleconsultazioni.

A favorire questo nuovo approccio alla sanità sono innanzitutto le le tecnologie di connessione di ultima generazione: il 4G e, ancora di più, il 5G, che abilitano rilevazioni, analisi dati e risposte in tempo reale.

Si diffonde anche l’utilizzo di intelligenza artificiale e deep learning, con funzioni di tecnologia predittiva, monitoraggio del dati biometrici e simili processi data driven.

Anche l’IoT viene in aiuto al medico, soprattutto applicato alle piattaforme di telemedicina e alla “smartificazione” di apparecchiature mediche in un sistema interconnesso.

Scopri i progetti di e-Health in Italia e molto altro nell’articolo integrale su ZeroUno

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Digital Health: Healthware Group acquisisce la finlandese Make Helsinki

Healthware, il gruppo italiano di consulenza, marketing e innovazione al servizio delle aziende dei settori life science e assicurazione, acquisisce l’agenzia finlandese Make Helsinki Ltd, fondata nel 2015, specializzata in servizi di comunicazione che vanno dalla Realtà Virtuale alla Customer Experience, dal Design alla Realtà Aumentata e al recruitment per studi clinici.

Dice il CEO di Healthware Roberto Ascione: “Un’operazione che estende la nostra presenza nell’area Nordics & Baltics, incrementando ulteriormente la copertura internazionale”.

Healthware, il gruppo italiano per la digital health

Healthware, fondata nel 1997 e guidata dall’esperto di salute digitale Roberto Ascione (che qui abbiamo intervistato e che ha fatto parte della giuria della settima edizione di Open-F@b CallforIdeas appena conclusa), ha visto una rapida crescita negli ultimi anni, diventando un partner in grado di guidare la trasformazione digitale delle aziende life-sciences e un player attivo nell’ecosistema dell’innovazione, con uno speciale focus sulle startup di digital health e di digital therapeutics.

Healthware, assieme al joint venture partner Intouch, rappresenta il primo player globale indipendente con un team combinato di oltre 1300 persone e una forte presenza internazionale con uffici a New York, Boston, Kansas City, Chicago, Londra, Colonia, Milan, Roma, Salerno e Mumbai.

All’inizio del 2019, Healthware Group ha beneficiato di un investimento da parte di FITEC (Fondo Italiano Tecnologia e Crescita), che ha contribuito ad accelerare il percorso di crescita, favorendo acquisizioni strategiche nell’ambito delle scienze della vita e della sanità digitale.

Che cosa fa Make Helsinki

Make Helsinki è un’agenzia con una vasta esperienza nello sviluppo di servizi e prodotti digitali per le aziende farmaceutiche e del benessere in settori come il mobile, il web, la realtà virtuale e la realtà aumentata e il marketing digitale. I progetti di Make Helsinki comprendono software GMP (Good Medical Practices), GCP (Good Clinical Practices) e software convalidati CE, servizi per studi clinici e soluzioni terapeutiche digitali.

Healthware e Make Helsinki, una collaborazione consolidata

Con l’acquisizione di Make Helsinki, frutto di una consolidata collaborazione tra le due realtà, il gruppo italiano si arricchisce delle conoscenze e competenze tipiche dei paesi nordici, come il design, la user experience avanzata e le tecnologie digitali più innovative. L’acquisizione combina così i servizi di digital health, consulenza strategica e di comunicazione di Healthware, con l’esperienza di Make Helsinki nella realtà virtuale, nella customer experience, nel design e nel reclutamento dei pazienti per le sperimentazioni cliniche.

Amplia la presenza internazionale del gruppo italiano, con la realizzazione di un hub dedicato al nord Europa e alla regione baltica, oltre le sedi di Salerno, Roma, Milano in Italia e le altre presenti in Germania, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

La società finlandese sarà ribrandizzata come Healthware, e Petteri Kolehmainen, CEO e co-founder di Make Helsinki, assumerà il ruolo di Managing Director Finland di Healthware Group.

“Abbiamo collaborato insieme per diversi anni – commenta Petteri Kolehmainen – scoprendo una forte affinità culturale e di obiettivi. Come parte di Healthware Group possiamo servire al meglio i nostri clienti attuali e futuri, più velocemente e con una competenza più ampia che mai”.

Roberto Ascione, CEO e fondatore di Healthware Group, aggiunge: “Siamo entusiasti di questa nuova acquisizione che estende la nostra presenza internazionale nell’area Nordics & Baltics e rafforza l’esperienza in discipline chiave sempre più importanti per il futuro della salute”.

L’articolo Digital Health: Healthware Group acquisisce la finlandese Make Helsinki proviene da InsuranceUp.


Come il Covid sta cambiando la percezione del rischio salute negli italiani

Il rischio rispetto alla perdita delle libertà personali sfiora appena il 7%  degli italiani, il 9% si preoccupa degli effetti psicologici del coronavirus, il 38% delle conseguenze economiche e il 43% è giustamente molto preoccupato della propria salute. Sono alcuni dei dati rilevati dallo studio di Deloitte ‘From now on – Future of health insurance COVID-19: come rispondere all’urgenza di servizi in ambito salute?‘.

L’indice di paura degli italiani è il più alto in Europa (i cittadini spaventati sono circa il 90%), ma sopratutto, nota lo studio,  oltre alla diffusione e alla pericolosità del virus, preoccupa  l’impatto del COVID-19 sul sistema sanitario nel suo complesso.

Fatto che finora è emerso poco nelle cronache, ma che i cittadini già percepiscono e vivono sulla propria pelle: le altre malattie non si sono scansate perché è arrivato il coronavirus, però tutta la gestione sanitaria ‘ordinaria’ è stata messa in secondo piano dall’emergenza, prova ne sia che, secondo quando dichiarato a Libero da Walter Ricciardi ” il rinvio di ricoveri e interventi sta già facendo aumentare del 10% la mortalità per malattie oncologiche e cardiovascolari”  in Italia. Ma non solo, i disservizi sanitari si manifestano in ogni area: si va dalla impossibilità di prenotare le visite specialistiche, ai farmaci che mancano, dai malati cronici e addirittura ai malati di cancro trascurati, ai quali vengono negate le cure.

Da una parte il servizio è stato messo in “stand by”, dice Deloitte, e ha preso in carico solo casi molto gravi. Questo ha avuto conseguenze significative: più di un italiano su due è costretto a rinunciare, sospendere o rimandare cure e terapie mediche a causa dell’attuale emergenza. Dall’altra, gli ospedali, i centri diagnostici, i centri per anziani, il pronto soccorso sono alcuni dei luoghi in cui il virus ha circolato con maggior forza e velocità. Proprio dove ci si sentiva al sicuro e curati.Questo ha generato timore e paura che hanno portato, ad esempio, alla diminuzione nel numero di pazienti che usufruiscono del pronto soccorso anche se urgente e necessario (es. -50% di pazienti con ictus celebrale nel Q1 2020 rispetto al Q1 20196; -40% di pazienti con infarto tra febbraio e marzo7). Le conseguenze sono facilmente immaginabili. La sempre più concreta percezione del rischio e le difficoltà di accesso al servizio hanno quindi generato negli italiani cambiamenti sostanziali rispetto al tema salute e benessere.

Tuttavia, come sappiamo, l’italiano ha fatto di necessità virtù e ha cominciato a usare il digitale: dalla prenotazione dei servizi alle video visite,  dalla richiesta di farmaci e di specialisti a domicilio al monitoraggio delle cure. Anche gli operatori hanno dovuto adattare i propri modelli e spostarsi verso il “virtual care”. Ad oggi, i video e tele consulti specialistici, sono per la quasi totalità erogati da medici e strutture, spesso tramite piattaforme sviluppate ad hoc da società terze e start-up. I fondi erogati per le start-up di telemedicina e monitoraggio pazienti sono cresciuti rispettivamente del 1818% e 168% rispetto al Q1 2019 a livello mondiale.

Questi cambiamenti, questa digitalizzazione dei servizi sanitari, è destinata a restare anche una volta che la pandemia sarà vinta, perché tali sistemi hanno dimostrato di essere efficaci per migliorare i servizi sanitari, renderli più accessibili e capillari. Questo comporta, e comporterà sempre di più, un coinvolgimento delle compagnie assicurative e una rimodulazione del loro ruolo, dice Deloitte, per rispondere a nuovi bisogni delle persone.

La società di consulenza individua quattro leve di intervento:

A. Lanciare nuove soluzioni di servizio

B. Gestire l’innovazione industrialmente

C. Costruire modelli distributivi in grado di intercettare i giusti target

D. Disporre di un modello operativo dedicato ed abilitante

Ma soprattutto, dice, esiste un quinto punto, forse addirittura al di sopra di tutto questo e che in Italia sarebbe una vera rivoluzione, cioè aprire le porte ad una valutazione più profonda su come il settore assicurativo possa supportare il Sistema Sanitario Nazionale garantendo un pieno coordinamento tra pubblico e privato.

Qui di seguito una schematizzazione di come i servizi assicurativi in ambito salute potrebbero evolversi.

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Digital Health, 8 idee per innovare la salute e affrontare il Covid-19

Oggi, 29 ottobre 2020, per 8 startup della digital health prende il via Open Accelerator, il programma di accelerazione internazionale del Gruppo Zambon, che sarà erogato per 4 settimane, causa pandemia,  esclusivamente online. Si tratta di realtà provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Stati Uniti e Canada, selezionate tra numerose candidature pervenute per questa quarta edizione di Open Accelerator, che vedrà anche delle sessioni speciali che includono due approfondimenti interattivi con alcuni esperti nel settore: il primo dedicato alla raccolta di fondi realizzato grazie alla presenza di Venture Capital e Business Angel e il secondo sulle opportunità di collaborazione con le aziende assicurative per le startup digital health.

Un vero e proprio percorso di accelerazione a 360° che garantisce ai partecipanti una formazione di alto livello per un valore complessivo di circa 25.000€ a partecipante.

“L’avvio di Open Accelerator è uno sguardo al futuro di cui abbiamo sempre bisogno, ma mai come oggi le grandi sfide che attendono il mondo della salute e la sostenibilità del sistema, così come il ruolo importante che possono giocare le startup, sono così evidenti – commenta Elena Zambon, Presidente dell’omonima impresa farmaceutica e ideatrice del programma di accelerazione – Siamo sempre più convinti che la nostra responsabilità sia anche quella di promuovere imprenditorialità di valore, cercando di anticipare il futuro”.

LE 8 IDEE CHE PARTECIPERANNO AL PROGRAMMA

L’edizione 2020 di Open Accelerator è dedicata alle soluzioni digitali più all’avanguardia e utili a migliorare la vita dei pazienti, principalmente nelle aree terapeutiche del sistema nervoso centrale e respiratorio, e introduce anche una categoria speciale dedicata al Covid-19 e ai nuovi modi di interazione tra professionisti sanitari, Industria e comunità. Ma quali sono le idee ritenute particolarmente meritevoli? Eccole qui di seguito:

#1 – IL DISPOSITIVO INTERATTIVO PER LA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Proveniente dal Canada, la startup Hyivy Health si concentra sulla salute della donna attraverso un dispositivo di riabilitazione del pavimento pelvico. Il dispositivo è smart, validato clinicamente e può essere utilizzato comodamente a casa del paziente. Il loro prodotto, pensato per la riabilitazione post operatoria e post partum, include funzioni elettriche e meccaniche, nonché un’app per mostrare dati, video educativi e monitorare i progressi. L’obiettivo è quello di creare un dispositivo che monitora, traccia e previene diversi disagi vissuti dalle donne per capire se e come intervenire.

#2 – IL SOFTWARE CHE CALCOLA LA PROBABILITÀ DI AVERE MALATTIE RESPIRATORIE

La startup lussemburghese VoiceMed si è affidata all’intelligenza artificiale per elaborare il suo software che calcola la probabilità che una persona soffra di malattie respiratorie attraverso l’analisi dei biomarcatori vocali raccolti attraverso la tosse, il respiro ed il linguaggio. Un’idea innovativa, utile per far fronte all’emergenza sanitaria legata al COVID-19, che vuole semplificare l’accesso all’assistenza sanitaria attraverso uno screening delle malattie rapido, accurato e da remoto.

#3 – LA PIATTAFORMA DI NEGOZIAZIONE PER ACCELERARE L’ACCESSO A CURE INNOVATIVE

Axess4You è la startup milanese che sta lavorando a una piattaforma trasparente di negoziazione dei prezzi tra sistema sanitario e aziende farmaceutiche con l’obiettivo di accelerare l’accesso a cure innovative. Axess4You vuole creare il primo archivio integrato e certificato di dati per diverse aree terapeutiche al fine di migliorare le negoziazioni di market access e velocizzare gli iter di approvazione.

#4 – UNA WEARABLE TECHNOLOGY PER VALUTARE LA CAPACITÀ MOTORIA PER I MALATI DI PARKINSON

La startup pisana WEARnCARE fa leva sulla combinazione di wearable technology, intelligenza artificiale e protocolli standardizzati, per fornire ai neurologi un sistema accurato e affidabile per valutare le capacità motorie dei malati di Parkinson, rendere oggettiva la diagnosi clinica e monitorare la progressione della patologia. Il prodotto serve da supporto decisionale nella valutazione dei primi sintomi e per monitorare le variazioni dovute a cambiamenti della terapia farmacologica.

#5 – IL VIDEOGAME PERSONALIZZATO PER MIGLIORARE LA SALUTE MENTALE

La portoghese Nevaro ricorre all’espediente del serious game, ovvero dei videogame che vanno oltre l’intrattenimento e diventano dei veri e propri strumenti educativi, per migliorare la salute mentale, aiutando in modo particolare chi soffre di esaurimento nervoso. Il videogame, grazie anche a una serie di bio marcatori fisiologici e comportamentali e a un visore, analizza agli stati d’animo dei giocatori, si adatta agli stati d’animo e fornisce contenuti terapeutici in tempo reale in grado di alleviare lo stress o di mitigare gli stati d’ansia.

#6 – IL SISTEMA DI MONITORAGGIO PER PREVENIRE LE COMPLICAZIONI POST OPERATORIE

The BreatheCore Adaptive Autopilot e la startup italoamericana che partecipa a Open Accelerator con un progetto sulle malattie del sistema respiratorio. In particolare, il team internazionale ha ipotizzato un sistema di monitoraggio del drenaggio toracico che offre l’analisi dei dati in tempo reale, in modo da poter migliorare i risultati clinici, evitare complicazioni prevedibili e potenzialmente fatali e modulare lo stato funzionale intrapleurico.

#7 – IL PULSOSSIMETRO INDOSSABILE PER IL MONITORAGGIO CONTINUO DELLA SATURAZIONE

Anche la spagnola Oxifing è scesa in campo per dare il suo contributo all’assistenza per i malati di COVID-19. In particolare, il team spagnolo propone un pulsossimetro indossabile utile a monitorare in modo continuo la saturazione periferica di ossigeno e la frequenza cardiaca. La soluzione, brevettata, è particolarmente precisa, è personalizzata sui parametri fisiologici del paziente ed è utilizzabile anche per l’attività sportiva e per la fisioterapia domiciliare.

#8 – LO SMARTWATCH PER LE PERSONE AFFETTE DA MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Nemo Lab, Hub italiano per lo sviluppo di innovazioni tecnologiche nelle malattie neuromuscolari sostenuto dal Centro Clinico Nemo, propone una soluzione efficace per seguire da remoto i pazienti affetti da malattie neurodegenerative o con marker genetici che ne indicano una predisposizione. Il servizio nasce dalla combinazione di tre elementi: uno smartwatch – che raccoglie dati dal paziente – un’app – che convalida i dati raccolti dal dispositivo e propone dei test cognitivi – e un sito dove vengono integrati tutti i dati raccolti dei pazienti.

A dicembre, al termine del programma, i progetti ritenuti più meritevoli (fino a un massimo di 3) saranno premiati con un investimento fino a € 100.000 ciascuno.

“L’impatto della pandemia ha evidenziato come solo preparandoci sia possibile gestire l’imprevisto. Per questo lavorare sui processi di innovazione, “istituzionalizzarli” e renderli una parte costante della nostra società diventa fondamentale. Con Open Accelerator vogliamo conciliare l’esigenza di soddisfare in modo etico e sostenibile un bisogno primario, ovvero la tutela della salute umana, con l’esigenza di creare dei percorsi di crescita imprenditoriale sostenibili e di impatto. Siamo orgogliosi delle proposte arrivate quest’anno e non vediamo l’ora di premiare le idee tecnologicamente innovative che avranno anche un chiaro impatto in termini di progresso e miglioramento della qualità della vita dei cittadini” – ha dichiarato Fabrizio Conicella, General Manager e Board Member di OpenZone e Zcube.

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