C’è una startup italiana nella classifica degli investimenti insurtech europei: Wallife, ecco che cosa fa

Una startup italiana si è classifica sesta per raccolta nei round di finanziamenti di startup insurtech in Europa nel 2021 secondo la classifica recentemente stilata da Crunchbase. Si tratta di Wallife, che nel suo primo round di agosto 2021 ha raccolto 4,8 milioni di dollari.

La startup si occupa di assicurazioni vita con un twist innovativo: utilizza parametri mai sperimentati prima, offrendo una protezione dai rischi derivanti dall’innovazione tecnologica e dal progresso scientifico nelle tre aree di genetics, biometrics e biohacking.

Wallife, l’insurtech italiana per la protezione dai nuovi rischi tra genetica e digitale

Fondata nel 2021 da Fabio Sbianchi, imprenditore visionario già fondatore di Octo Telematics nel 2002, Wallife è la prima azienda al mondo in grado di fornire risposte sulla sicurezza e sulla protezione dell’individuo da rischi ancora sconosciuti, che ad oggi agisce su tre aree di ricerca: Biometrics, Genetics, Biohacking.

L’obiettivo di Wallife è proteggere la persona per tutto l’arco temporale della sua esistenza ed oltre. Studiando il mutato panorama, in considerazione delle potenzialità incrementali della scienza e della tecnologia, Wallife indaga i nuovi rischi, i nuovi problemi e le inedite criticità a cui potrebbero – o potranno – essere esposti gli esseri umani.

Tra le aree di forte interesse, la manipolazione genetica, il biohacking e l’uso dei digital data. Oltre ad approfondire i nuovi rischi emergenti, Wallife si pone anche l’obiettivo di ideare prodotti assicurativi innovativi per fronteggiare rischi già esistenti e noti, ma che non trovano copertura nelle offerte attualmente disponibili.

Perché Wallife è la sesta insurtech per round d’investimento nel 2021

Grazie alla sua proposta innovativa, Wallife ha suscitato l’interesse di oltre quaranta investitori di grande influenza nel settore economico-finanziario, tra cui Wellness Holding di Nerio Alessandri, (fondatore e presidente di Technogym), Antonio Assereto (Proximity Capital) e Andrea Dini (Aptafin) e altre figure di spicco nel panorama finanziario internazionale tra banche e private equities.

Ha così chiuso il suo primo round per una cifra di 4,8 milioni di dollari a pochi mesi dalla fondazione, aggiudicandosi il sesto posto in Europa nel settore insurtech per valore del round di investimento Seed secondo la classifica di Crunchbase, tra i principali database a livello globale di informazioni finanziarie su aziende private, in particolare startup.

A motivare l’interesse degli investitori è la mission che Wallife si pone: studiare e indagare i nuovi confini dei rischi, originati dal progresso tecnologico e scientifico, legati all’esistenza stessa dell’essere umano, negli ambiti che costituiscono l’individualità stessa della persona: il patrimonio biologico e quello digitale. In particolare i rischi ancora sconosciuti sono quelli derivati dalle innovazioni in ambito genetico (conservazione di materiale biologico e identità genetica), i potenziali pericoli relativi ai dati biometrici (impronte digitali, riconoscimento facciale) e, da ultimo, quelli riguardanti il biohacking (uso delle tecnologie all’interno del corpo umano, quali protesi e dispositivi medici impiantabili).

“Siamo orgogliosi e soddisfatti – ha dichiarato Maria Enrica Angelone, CEO di Wallife – del risultato del primo round di investimenti, chiuso ad agosto 2021: un risultato che condividiamo con tutti i nostri soci che hanno avuto fiducia nella nostra visione e proposta di valore. Una realtà unica nel suo genere, quella di Wallife, che per la prima volta mette insieme scienza, tecnologia ed assicurazione e che vuole esplorare l’innovazione di prodotto”.

I progetti per il futuro

Grazie al Seed round il team di Wallife è già al lavoro per studiare e brevettare nuove modalità di protezione degli individui e sviluppare la piattaforma assicurativa. La squadra di Wallife può contare sul contributo di un Advisory Board globale, composto da professori e ricercatori di università europee e americane.

È previsto nel corso del 2022 un secondo round di investimenti finalizzato alla realizzazione e al lancio di nuovi prodotti.

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2 milioni per Crea Assicurazioni, la startup per la distribuzione digitale delle polizze

Ha completato un round di investimento da oltre 2 milioni di euro Crea Assicurazioni, startup di polizze assicurative interamente in digitale. Partecipano al round l’italiana Step, che offre soluzioni per l’efficientamento della gestione di reti di filiali e punti vendita dei maggiori gruppi bancari e assicurativi, CDP Venture Capital Sgr attraverso il Fondo Acceleratori, con un investimento di 300 mila euro, e gli investitori esistenti, Digital Magics, Velocity Technology EIS Fund, Metrica e Roberto Montandon.

Crea, la startup insurtech per digitalizzare le assicurazioni

Crea Assicurazioni è una startup insurtech che si propone di ridisegnare il processo di distribuzione delle polizze e della sottoscrizione dei rischi nel settore assicurativo attraverso una piattaforma/API rivolta a banche e intermediari assicurativi. Il business model adottato da Coverholder è B2B/B2B2C e si rivolge a qualsiasi player che desidera distribuire prodotti assicurativi in cross/up selling.

Nata nel 2018, ha creato una piattaforma tecnologica che consente ad intermediari professionisti – broker, agenti e banche – e player di qualsiasi settore, di distribuire prodotti assicurativi digitali, attraverso una soluzione interamente digitale ed immediatamente integrabile all’interno della propria offerta.

Crea, che opera attraverso le managing general agent Insurtech MGA S.r.l. ed Insurtech MGA LTD, si pone come punto di riferimento nel segmento insurtech italiano, con oltre 45.000 polizze e 20 milioni di euro di premi intermediati.

Una spinta alla trasformazione digitale dell’insurance

 Feliciano Lombardi, Amministratore Delegato di Crea ha commentato: “Siamo entusiasti dell’ingresso di Step e CDP Venture Capital in CREA. Con loro avremo l’opportunità di valorizzare ulteriormente il nostro progetto digitale che punta ad offrire soluzioni assicurative efficienti, in particolare con il supporto di Step per il segmento bancario. Grazie alla tecnologia, sviluppata internamente, faciliteremo l’integrazione tra Banche e Compagnie di Assicurazioni a beneficio dell’intera filiera distributiva”.

Fabrizio Crespi, Amministratore Delegato di Step ha commentato: “L’operazione oltre ad essere finalizzata a dare ulteriore impulso all’importante progetto di crescita che stiamo portando avanti in Step, e perfettamente coerente con la strategia di business che stiamo implementando: aiutare i nostri clienti a sviluppare il proprio business offrendo soluzioni sempre piu digitali – sia in termini di processo che di offerta di prodotti – in grado di semplificare l’operativita di tutti i giorni.”

Stefano Molino, Responsabile Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital SGR – Fondo Italiano Innovazione, ha commentato: “Siamo entusiasti di partecipare alla crescita di una startup come Crea, che opera con successo in un ambito, quello Insurtech, tra i piu strategici e in forte crescita sia in Italia che nel resto del mondo. Si tratta infatti di uno dei settori verticali a cui stiamo rivolgendo particolare attenzione, con l’obiettivo di stimolare una crescita sostenibile dell’ecosistema innovativo italiano e un incremento delle capacita competitive del nostro Paese a livello internazionale”.

Michele Novelli, Partner di Digital Magics ha commentato: “L’operazione conferma la posizione di leadership di Digital Magics nel segmento fintech e insurtech, con un portfolio di 22 investimenti che hanno totalizzato una raccolta di oltre 25 M€ ed alla cessione di Moneymour a Klarna ad inizio 2020. Abbiamo seguito Crea fin dalla partecipazione al nostro programma di accelerazione verticale sul fintech e insurtech nel 2018 e proseguito con due follow on in linea con la strategia di investire nelle societa del portfolio con maggiore potenzialita”.

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Fly Now Pay Later, la fintech per pagare i voli a rate

Pagare i voli aerei a rate: questa l’idea alla base di Fly Now Pay Later, la startup fintech ha mostrato al settore viaggi una via per risollevarsi.

Fondata da Jasper Dykes nel 2015, la startup ha avuto un’intuizione molto interessante: rendere più flessibile il pagamento dei viaggi. Anzichè investire in anticipo nell’acquisto dei biglietti a prezzo pieno, gli utenti di FlyNowPayLater possono ripartire il costo su 1-12 mesi, partendo da un minimo di 0% come tasso percentuale annuale. Dopo una rapida verifica del credito, la piattaforma suggerisce opzioni di pagamento, offrendo prestiti che vanno da 100 a 3.000 dollari.

La startup si propone come un intermediario che offre vantaggi sia all’utente che al fornitore: dal lato dei provider di viaggi, la possibilità di iscriversi per essere presenti sulla piattaforma diventa opportunità per attirare nuovi segmenti di pubblico.

Attualmente Fly Now Pay Later impiega 70 dipendenti nel Regno Unito. Nel corso di questi anni la società ha costruito una forte attività B2B, ma amplierà il lato B2C lanciando presto un’app per i pagamenti al consumo.

Si tratta di una soluzione particolarmente interessante nell’ottica della fase 2 della pandemia, con una maggiore possibilità di situazioni straordinarie che interferiscano con i programmi di viaggio, rendendo inutilizzabili biglietti già comprati. Inoltre, Dykes prevede che, man mano che le restrizioni di viaggio si allenteranno e le compagnie aeree cercheranno di recuperare le entrate perse, il costo dei voli aumenterà e più persone dovranno ricorrere a prestiti per finanziare i propri biglietti.

In virtù delle sue potenzialità in questo scenario, la startup ha ricevuto un importante finanziamento: 35 milioni di sterline (ovvero 39,2 milioni di euro o 42,6 milioni di dollari circa) in un round di serie A guidato da Revenio Capital, con la partecipazione di Shawbrook Bank e BCI Finance, due debt providers istituzionali in finanza specializzata. I fondi saranno utilizzati per potenziare l’offerta di prodotti, e supporteranno il lancio di una nuova app.

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AppQuality, dal leader del crowdtesting italiano servizi bug free per le aziende

Fondata nel 2015 presso il Campus di Cremona del Politecnico di Milano e cresciuta in PoliHub, incubatore certificato del Politecnico di Milano, AppQuality è una startup di crowdtesting che aiuta le aziende a realizzare servizi Bug Free e a ottimizzare la User Experience di app, siti web, chatbot, dispositivi Internet of Things, e-commerce.

Tramite la tecnica del crowdtesting è in grado di portare gli utenti finali e i cercatori di bug direttamente nel design, nello sviluppo e nell’evoluzione di un prodotto digitale. La società ad oggi conta una community mondiale di 14.000 tester qualificati e certificati.

AppQuality è cresciuta a ritmi sostenuti negli ultimi anni, arrivando ad affermarsi il leader in Italia del crowdtesting. Dal 2017 ad oggi ha triplicato il fatturato e il personale, ampliando il mercato e portafoglio di prodotti, creando partnership con professionisti qualificati, e muove ora i primi passi nel mercato internazionale. AppQuality conta tra i propri clienti oltre 100 aziende corporate del calibro di Pirelli, BMW, Bending Spoons, Unicredit, Moncler, Allianz, Enel, Vodafone, Dyson.

WHITEPAPER

CX: perchè l’intelligenza emotiva è importante per fidelizzare i clienti?
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Ha di recente chiuso un nuovo round di finanziamenti da 3,5 milioni di euro guidato dal gestore di Venture Capital P101, con la partecipazione di IAG, Club degli Investitori e Club Italia Investimenti 2, già nel capitale della società insieme a Digital360.

I fondi raccolti verranno destinati, tra le altre cose, allo sviluppo di strumenti e tecnologie proprietarie in grado di rendere i servizi offerti ancora più rapidi, meno costosi e più efficaci rispetto ai metodi di testing tradizionali. Per AppQuality il focus continuerà ad essere quello di creare strumenti di Defect Detection e servizi per l’ottimizzazione della Customer Experience, creando un crowd di competenze sempre più profonde e aumentando il potenziale dell’intelligenza collettiva grazie a strumenti di collaboration sempre più efficaci, che si sono dimostrati particolarmente utili in questo periodo di emergenza dettata dal Coronavirus. Inoltre, aumenteranno gli investimenti per potenziare l’espansione internazionale sui mercati europei.

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