Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare

L’insurtech americana Devoted Health si appresta a ricevere una nuova valutazione da record: dopo aver raccolto 1,2 miliardi di dollari con il suo ultimo round di investimenti, di Serie D, il valore della compagnia potrebbe infatti raggiungere la cifra di 11,5 miliardi di dollari. A riportarlo è il sito di informazione americano Axios, ma i numeri non sono ancora stati confermati.

Attiva da appena quattro anni, Devoted Health opera in ambito medico e offre polizze pensate per i clienti di Medicare, il programma finanziato dal governo statunitense per aiutare i cittadini più anziani che non possono permettersi altre forme di copertura sanitaria.

Ecco come funzionano i servizi di Devoted Health, a tutti gli effetti una delle startup di punta del mondo insurtech.

Le polizze mediche di Devoted Health

Devoted Health è stata fondata a Waltham, in Massachusetts (Stati Uniti) nel 2017 da Ed Park, Jeremy Delinsky e Todd Park. Fin da subito la compagnia si è specializzata nel campo delle polizze sanitarie pensate in modo specifico per i clienti di Medicare, un programma di aiuti finanziato dal governo americano per aiutare i cittadini con più di 65 anni in difficoltà economica ad acquistare una copertura sanitaria.

Con i suoi programmi, completamente digitalizzati, Devoted Health punta a semplificare il mondo delle polizze Medicare, creando un’esperienza utente intuitiva, rapida e immediata in un settore noto per le sue complessità burocratiche. “Vogliamo servire i clienti di Medicare con servizi sanitari ben coordinati e più attenti alle loro esigenze, proprio come vorremmo fosse fatto per i nostri famigliari” si legge infatti sul sito della compagnia.

Oggi Devoted Health serve più di 40,000 clienti in quattro stati americani – Arizona, Florida, Texas e Ohio – ma sul lungo termine punta a operare a livello nazionale.

Un insurtech da record – ma ancora niente profitti

In circa quattro anni di attività Devoted Health ha raccolto più di 800 milioni di dollari – 812 milioni, per essere precisi – in quattro round di investimenti. Secondo Axios a questi si aggiungeranno presto ulteriori 1,2 miliardi di dollari in arrivo con l’ultimo round, di Serie D.

La startup era già diventata unicorno nel 2018 quando, dopo appena un anno di attività, aveva raccolto 300 milioni di dollari con un round di Serie B raggiungendo una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. Ad aprile 2020, poi, la compagnia ha chiuso nuovo round di Serie C per 450 milioni di dollari. Ora, con una potenziale valutazione da 11,5 miliardi di dollari – ancora da confermare – Devoted Health si posiziona senza dubbio tra le startup insurtech più prestigiose a livello globale.

Dall’altro lato della medaglia, la compagnia non sta generando profitti: nella prima metà del 2021 ha riportato perdite nette per 27,2 milioni di dollari, a fronte di entrate per 247,3 milioni.

L’articolo Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare proviene da InsuranceUp.


Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare

L’insurtech americana Devoted Health si appresta a ricevere una nuova valutazione da record: dopo aver raccolto 1,2 miliardi di dollari con il suo ultimo round di investimenti, di Serie D, il valore della compagnia potrebbe infatti raggiungere la cifra di 11,5 miliardi di dollari. A riportarlo è il sito di informazione americano Axios, ma i numeri non sono ancora stati confermati.

Attiva da appena quattro anni, Devoted Health opera in ambito medico e offre polizze pensate per i clienti di Medicare, il programma finanziato dal governo statunitense per aiutare i cittadini più anziani che non possono permettersi altre forme di copertura sanitaria.

Ecco come funzionano i servizi di Devoted Health, a tutti gli effetti una delle startup di punta del mondo insurtech.

Le polizze mediche di Devoted Health

Devoted Health è stata fondata a Waltham, in Massachusetts (Stati Uniti) nel 2017 da Ed Park, Jeremy Delinsky e Todd Park. Fin da subito la compagnia si è specializzata nel campo delle polizze sanitarie pensate in modo specifico per i clienti di Medicare, un programma di aiuti finanziato dal governo americano per aiutare i cittadini con più di 65 anni in difficoltà economica ad acquistare una copertura sanitaria.

Con i suoi programmi, completamente digitalizzati, Devoted Health punta a semplificare il mondo delle polizze Medicare, creando un’esperienza utente intuitiva, rapida e immediata in un settore noto per le sue complessità burocratiche. “Vogliamo servire i clienti di Medicare con servizi sanitari ben coordinati e più attenti alle loro esigenze, proprio come vorremmo fosse fatto per i nostri famigliari” si legge infatti sul sito della compagnia.

Oggi Devoted Health serve più di 40,000 clienti in quattro stati americani – Arizona, Florida, Texas e Ohio – ma sul lungo termine punta a operare a livello nazionale.

Un insurtech da record – ma ancora niente profitti

In circa quattro anni di attività Devoted Health ha raccolto più di 800 milioni di dollari – 812 milioni, per essere precisi – in quattro round di investimenti. Secondo Axios a questi si aggiungeranno presto ulteriori 1,2 miliardi di dollari in arrivo con l’ultimo round, di Serie D.

La startup era già diventata unicorno nel 2018 quando, dopo appena un anno di attività, aveva raccolto 300 milioni di dollari con un round di Serie B raggiungendo una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. Ad aprile 2020, poi, la compagnia ha chiuso nuovo round di Serie C per 450 milioni di dollari. Ora, con una potenziale valutazione da 11,5 miliardi di dollari – ancora da confermare – Devoted Health si posiziona senza dubbio tra le startup insurtech più prestigiose a livello globale.

Dall’altro lato della medaglia, la compagnia non sta generando profitti: nella prima metà del 2021 ha riportato perdite nette per 27,2 milioni di dollari, a fronte di entrate per 247,3 milioni.

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Waterdrop, una insurtech cinese a Wall Street: che cosa fa

A Wall Street c’è un nuovo unicorno insurtech ed è cinese. Il 7 maggio ha infatti debuttato Waterdrop, scaleup fondata nel 2016 e che ha fra i suoi investitori anche Tencent: finora ha ottenuto 631 milioni di dollari di finanziamenti. Nel giorno del collocamento ha raccolto 360 milioni (30milioni di azioni vendute a 12 dollari l’una), raggiungendo una valutazione di 4,7 miliardi

Waterdrop è tra le poche aziende fintech cinesi ad aver finalizzato l’entrata sui mercati americani, nonostante la crescente regolamentazione di un settore già delicato come quello delle polizze mediche.

Vediamo allora come funziona Waterdrop, le tipologie di servizi offerti e le sfide che dovrà affrontare nel prossimo futuro.

Waterdrop, crowdfunding e polizze sanitarie

Waterdrop si compone attualmente di due unità operative fondamentali: la piattaforma di crowdfunding e il programma Waterdrop Insurance Mall, attraverso il quale vende polizze assicurative in campo medico.

Per quanto riguarda la prima, l’insurtech aiuta gli utenti con problemi di salute a organizzare e gestire campagne di raccolta fondi, sfruttando anche la popolarità dei suoi canali di comunicazione. Questa modalità è ancora poco esplorata dal settore insurtech europeo, ma decisamente promettente: a luglio 2020 le campagne organizzate da Waterdrop avevano raccolto un totale di 4,6 miliardi di dollari tramite più di un miliardo donazioni effettuate da 320 milioni di utenti.

Le campagne di raccolta fondi vengono organizzate e diffuse tramite i social network, primo tra tutti il colosso cinese WeChat.

Waterdrop Insurance Mall è invece la sezione dedicata alla sottoscrizione di polizze sanitarie. Nella prima metà del 2020 questa contava 120 milioni di clienti e un premio complessivo di 865 milioni di dollari, in continua crescita. La compagnia punta a offrire prodotti assicurativi economici e accessibili a tutti: le polizze a lungo termine partono da 4 yuan (0,58 dollari) al mese.

In passato Waterdrop vantava anche una terza unità operativa tramite la quale gestiva un programma di aiuto reciproco (mutual aid): gli utenti interessati versavano una qualsiasi cifra su un fondo comune, e la compagnia provvedeva poi a pagare fino a 43 mila dollari nel caso in cui i contribuenti fossero andati incontri a problemi di salute. Il programma aveva più di 70 milioni di utenti e nel 2019 aveva rimborsato spese per 2 miliardi di yuan, che equivalgono a più di 300 milioni di dollari.

Il fondo di mutual aid è stato chiuso lo scorso marzo, a causa della crescente complessità delle norme che regolano il settore.

Secondo Bloomberg, i prodotti offerti da Waterdrop si rivolgono principalmente ai residenti delle città cinesi meno in vista e ai giovani utenti esperti nella navigazione in internet. In Cina, le stime sostengono che entro i prossimi di anni il mercato delle assicurazioni digitalizzate potrebbe crescere di 2.5 trilioni di yuan (387 miliardi di dollari).

L’ingresso in Borsa tra investimenti, perdite e problemi normativi

Waterdrop è stata fondata nel 2016 da Shen Peng, che attualmente ricopre il ruolo di Ceo. In cinque anni di attività la compagnia ha raccolto investimenti per 631 milioni di dollari, divisi in nove diversi round. L’ultimo, di Serie E, ha visto il colosso Tencent – lo sviluppatore di WeChat – investire 150 milioni di dollari. In precedenza, ad agosto 2020, la compagnia aveva raccolto 230 milioni di dollari in un round di Serie D guidato da Swiss Re e Tencent.

La compagnia ha acquisito lo status di unicorno nell’aprile 2019, e a maggio 2021 si è quotata con successo sulla Borsa di New York raccogliendo 360 milioni di dollari.

Ancora oggi, però, Waterdrop non ha mai generato profitti e si è detta dubbiosa riguardo alla possibilità di ribaltare la situazione nel breve termine. Nel 2020, ad esempio, ha generato entrate per 464 milioni di dollari, ma ha comunque chiuso l’anno in negativo con perdite per 101 milioni.

Nel prossimo futuro, inoltre, l’insurtech dovrà affrontare una serie di ostacoli normativi: il settore delle polizze mediche – specialmente se offerte tramite metodi non convenzionali come il crowdfunding – è infatti particolarmente complesso e le regolamentazioni in vigore stanno diventando via via più serrate. Importanti cambiamenti potrebbero quindi minacciare il futuro di Waterdrop.

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Assistenza Vaccini Covid-19: BNP Paribas Cardif, BNL ed Europ Assistance lanciano un’infoline dedicata per le vaccinazioni

Il mondo finanziario e assicurativo si muove rapidamente per rispondere in modo efficace ai nuovi bisogni delle persone e all’esigenza di poter avere punti di contatto e di informazione qualificati riguardo al Covid-19. È da qui che parte la nuova collaborazione tra BNP Paribas Cardif, BNL ed Europ Assistance Italia grazie alla quale nasce Assistenza Vaccini Covid-19, legata ad una polizza assicurativa, per consulenza e assistenza telefoniche qualificate e di consulto medico post vaccino anti Covid-19.

Assistenza Vaccini Covid-19 è offerta a tutti gli Assicurati attuali di Polizza Unica BNL e a coloro che sottoscriveranno il piano entro il 25 settembre 2021. Polizza Unica BNL, realizzata da BNP Paribas Cardif in sinergia con BNL, mette a disposizione soluzioni modulari con aree di intervento specifiche in campo socio-sanitario, sia per il sottoscrittore sia per i suoi cari, e strumenti di Digital Care per dare assistenza digitale e a domicilio attraverso un’app dedicata.

Con Assistenza Vaccini Covid-19, in particolare, i clienti avranno una Infoline Vaccinazione Covid-19 dedicata per fornire informazioni e indicazioni sulle vaccinazioni, dando un orientamento qualificato che aiuti anche a distinguere tra notizie fondate e “fake news”. Per chi si è già sottoposto alla vaccinazione è disponibile poi un consulto medico telefonico per valutare lo stato di salute e, nel caso si rendesse necessario, è previsto anche l’invio di un medico al domicilio.

I consulti medici e l’assistenza sono gestiti dalla Centrale Medica di Europ Assistance che dal 2013 ha ottenuto la qualifica di struttura sanitaria, composta da un direttore sanitario, 20 medici disponibili in Centrale Operativa 24/7, 42 medici pronti a partire per assistere i clienti all’estero e 45 operatori altamente specializzati e aggiornati.

“In questo scenario di emergenza in cui evolvono in maniera repentina le necessità legate alla salute, noi rispondiamo alle mutate esigenze reinventando l’assistenza e continuando così ad affiancare i nostri clienti nelle loro necessità più attuali. Siamo lieti di far parte di questo progetto, offrendo la nostra esperienza nell’ambito dell’assistenza a distanza e contribuendo ad aiutare le persone a distinguere tra informazioni fondate e fakenews grazie alla nostra Centrale Medica” spiega Fabio Carsenzuola, amministratore delegato di Europ Assistance.ù

“Oggi sentiamo forte la responsabilità di dover assumere un ruolo sempre più attivo nel più ampio ecosistema della salute restando al fianco delle persone” ha affermato Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif. “La nostra missione, rendere l’assicurazione più accessibile, si sostanzia anche nel rispondere prontamente ai bisogni non solo in termini di cura ma anche informativi ed assistenziali, mettendo in sinergia diversi operatori intorno allo stesso valore condiviso.”

“Oggi un’azienda socialmente responsabile deve sapersi confrontare con un contesto in costante cambiamento a causa della straordinaria situazione sanitaria, sociale ed economica che tutti ancora viviamo,” conclude Mauro Bombacigno, Direttore Engagement BNL e BNP Paribas in Italia, “In BNL Gruppo BNP Paribas siamo impegnati nell’interpretare i nuovi bisogni e le aspettative delle diverse comunità cui ci rivolgiamo e sviluppiamo iniziative concrete per essere al fianco delle persone in modo utile ed efficace. Questo nuovo servizio di assistenza sui vaccini è un modo per informare i nostri clienti e contribuire a renderli più consapevoli e sereni su un argomento che riguarda la salute, la vita e il futuro di tutti noi”.

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Dacadoo, la scaleup svizzera che misura la salute in pochi click (e aiuta gli assicuratori)

In campo assicurativo i dati sono ormai diventati il nuovo petrolio, e la scaleup svizzera Dacadoo non si è lasciata sfuggire l’opportunità di rivoluzionare di conseguenza il mondo delle polizze su vita e salute.

Grazie alla sua Digital Health Engagement Platform (DHEP), la compagnia permette agli assicuratori di monitorare in tempo reale lo stato di salute generale dei propri clienti. Lo scopo è quello di promuovere uno stile di vita più sano, basato sull’attività fisica e la corretta alimentazione, in modo da ridurre i rischi e prevenire lo sviluppo di possibili patologie croniche.

Diverse compagnie in tutto il mondo hanno già scelto Dacadoo come partner principale nei propri programmi di sensibilizzazione e per tenere sotto controllo lo stato fisico dei detentori delle polizze: vediamo quindi come funziona la piattaforma, e quali sono i vantaggi per utenti e assicuratori.

Come funziona Dacadoo

Fondata a Zurigo, in Svizzera, nel 2010, la scaleup Dacadoo sfrutta l’intelligenza artificiale e l’analisi rapida dei dati per creare piattaforme digitali pensate per assicuratori e riassicuratori specializzati in ambito vita e salute. I prodotti principali sono due: la Digital Health Engagement Platform (DHEP) e il Risk Engine.

La piattaforma digitale di Decadoo

La DHEP di Dacadoo è una piattaforma digitale in grado di misurare in tempo reale lo stato fisico dei clienti. Dopo essersi registrato sul portale, ogni utente può inserire manualmente i propri parametri (come peso, altezza, abitudini alimentari, salute mentale e ore di sonno) e collegarsi via Bluetooth con i propri dispositivi di tracking, come i contapassi o le app che misurano le calorie spese in diverse attività.

All’interno della piattaforma, poi, gli utenti possono connettersi con amici e colleghi, scambiarsi messaggi, organizzare sfide e commentare le rispettive attività, tutte visualizzate in una dashboard.

Elaborando tutte le informazioni disponibili la piattaforma di Dacadoo fornisce un Indice di Salute: un punteggio dinamico da 0 a 1.000 che rappresenta lo stato di salute di un utente in modo rapido e immediato.

Il Risk Engine per gli assicuratori

Partendo dall’Indice di Salute e dai dati personali aggiunti manualmente, per ogni utente registrato il sistema di Risk Engine della startup calcola il rischio di mortalità e morbilità ed elabora un dataset con 100 variabili, completando automaticamente i dati mancanti sulla base di quelli inseriti.

Gli assicuratori possono utilizzare queste informazioni per migliorare le operazioni di sottoscrizione delle polizze su vita e salute, integrando il Risk Engine nelle loro analisi e proponendo quindi polizze e premi personalizzati.

Dacadoo, i vantaggi e i partner

Grazie alla piattaforma interattiva, gli utenti di Dacadoo tengono continuamente sotto controllo il loro stato di salute in modo olistico, e hanno sempre a disposizione una panoramica completa rispetto a diversi parametri che rimarrebbero altrimenti dimenticati. In base alle abitudini individuali, poi, il sistema permette agli utenti di accumulare punti sfruttabili su shop online o come sconti sul premio assicurativo.

Allo stesso tempo, gli assicuratori scelgono Dacadoo per migliorare i livelli di engagement e incentivare i clienti ad adottare uno stile di vita più salutare, riducendo così i rischi di malattie e complicazioni facilmente prevenibili. Inoltre, l’interfaccia della Digital Health Engagement Platform è completamente personalizzabile e integrabile con il branding della propria compagnia.

Diversi assicuratori in tutto il mondo hanno avviato partnership con Dacadoo per sfruttare la piattaforma interattiva e l’analisi dei dati del Risk Engine: tra le altre troviamo Foresters Financial (Canada), Irish Life (Irlanda), Seguros Unimed (Brasile) e Falck Healthcare (Danimarca).

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BNP Paribas Cardif, la nuova strategia “New health journey”: più prevenzione e digitalizzazione

In risposta alle nuove esigenze sanitarie della nuova normalità, BNP Paribas Cardif (tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia secondo ANIA 2019) consolida la propria strategia, orientandola sempre più su salute e prevenzione per i propri clienti e i loro familiari. Nasce così “New health journey”, l’evoluzione di un percorso iniziato nel 2018, che si rinnova per andare incontro ai nuovi bisogni di salute delle persone, mettendo al centro la prevenzione, ancora prima della cura, l’assistenza – anche a domicilio – e la digitalizzazione, su cui BNP Paribas Cardif continua a investire.

Coerente con questa strategia, la polizza “Unica BNL”, la soluzione modulare di protezione realizzata in sinergia con BNL, mette a disposizione qauutro aree di intervento specifiche nel campo socio-sanitario.

BNP Paribas Cardif, quattro aree di intervento per la salute

Con “Assistenza medico-sanitaria” sarà possibile ottenere una visita medica a domicilio, ricevere farmaci a casa, assistenza per minori e familiari, monitorare il ricovero ospedaliero.

Novità anche per l’assistenza domiciliare post-ricovero, grazie all’area “Temporary Medical Care”.

Per la parte di “Personal Care” si allargano i confini di intervento: sarà possibile sia ricevere un supporto qualificato a casa (anche a seguitodi un intervento chirurgico), sia un servizio di spesa a domicilio. Per le persone con invalidità permanente, invece, è prevista la copertura per le spese di adattamento della casa e dell’auto.

Infine, con l’area “Family Care”, la polizza “Unica BNL” prevede la possibilità di richiedere una visita pediatrica a domicilio, il servizio di baby-sitting e l’accompagnamento dei figli a scuola in caso di ricovero dell’assistito.

Inoltre, grazie alla nuova app dedicata e gratuita di “Unica BNL” che già offre vari servizi – informazioni sulle garanzie, richiesta di rimborsi, appuntamenti presso le strutture convenzionate – è ora possibile effettuare una video-consulenza medica e gestire i propri dati sanitari in modo sicuro all’interno del Libretto sanitario digitale, che potrà essere anche condiviso con il medico in sede di visita.

Il cambio di prospettiva nel settore assicurativo

“La salute, oggi più che mai, è un bene prezioso da tutelare, non solo in termini di cura ma anche attraverso la prevenzione e l’educazione al benessere.” commenta Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif. “Crediamo fortemente nel nostro ruolo sociale di impresa e vogliamo rappresentare un punto centrale nel benessere delle famiglie nel lungo periodo rendendo l’assicurazione, inclusa quella salute, sempre più accessibile”

“Nel settore assicurativo si sta assistendo ad un cambio di prospettiva, complice anche la Pandemia che ha trasformato in bisogno ciò che prima sembrava un plus: così un consulto medico a distanza o visualizzare in un’app la propria cartella clinica diventano oggi necessari e nel contempo distintivi, non più un’opzione. La creazione di ecosistemi salute, iniziata nel 2018 in collaborazione con le tech company, ci ha consentito di dare un focus maggiore proprio a questa componente di servizio, anche digitale, e di incentivare i comportamenti preventivi facilitando l’accesso ai prodotti e alle cure”.

Marco Tarantola, Vice Direttore Generale di BNL e Responsabile Divisione Commercial Banking e Reti Agenti della Banca, aggiunge: “Le sinergie tra BNL e BNP Paribas Cardif sono sempre più intense generando valore aggiunto nell’offerta di servizi e soluzioni innovativi ai clienti e ai loro familiari. Questo è uno dei tratti distintivi del modello di business del Gruppo BNP Paribas che in Italia è presente con società attive in diversi settori di attività. Nel campo dei servizi di protezione e assicurazione, in particolare, la tutela delle persone non è solo un modo per essere ulteriormente al fianco dei clienti, per di più in un momento ancora complesso a causa della Pandemia in corso, ma risponde anche alla nostra strategia di #PositiveBanking che coniuga il business con la sostenibilità, l’attenzione ai singoli e al loro benessere, nel rispetto di un ambiente più sano e di una Società migliore”.

BNP Paribas Cardif e BNL: azioni concrete in un momento difficile

Tutte queste novità hanno un elemento in comune: portare i servizi al cliente nei loro luoghi di vita e di cura. I clienti, infatti, possono usufruire dei nuovi servizi direttamente dove risiedono o dove sia più comodo; a ciò si aggiunge anche un servizio di prevenzione senza alcun limite di utilizzo, 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

Il nuovo percorso salute testimonia il costante impegno di BNP Paribas Cardif e di BNL nel continuare a sostenere insieme i propri clienti in un momento in cui persistono le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, sociale ed economica generata dal Covid-19. La compagnia e la banca sono infatti intervenute, già nella prima fase della Pandemia, con azioni concrete a favore di persone e delle famiglie, con l’ampliamento gratuito di alcune garanzie della polizza “Unica BNL” e favorendo servizi di Digital Care, campagne di screening per il Covid-19 e sconti su tamponi e test sierologici.

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Unicorni insurtech, le polizze sanitarie personalizzate di Sidecar Health

La startup insurtech americana Sidecar Health, fondata nel 2018,  è stata valutata per 1 miliardo di dollari, raggiungendo così lo status di unicorno, dopo aver chiuso un round di investimenti di Serie C da 125 milioni di dollari: un enorme passo avanti rispetto ai 20 milioni raccolti lo scorso luglio.

Come funziona Sidecar Health

Oggi negli Stati Uniti i processi assicurativi in campo sanitario sono generalmente associati a un labirinto burocratico o a costi insostenibili, tanto che nel 2019 più di 33 milioni di persone non avevano un’assicurazione. Sidecar Health punta a semplificare il settore offrendo polizze flessibili e digitalizzate, gestibili completamente online.

Il punto di forza principale della startup è la possibilità di personalizzare la copertura sanitaria in base alle esigenze individuali: i clienti possono infatti scegliere i servizi che desiderano includere nel proprio pacchetto assicurativo, visitare ogni medico disponibile (negli Stati Uniti spesso le assicurazioni sono vincolate a un singolo network di istituti ospedalieri), e comparare i prezzi offerti dai vari professionisti nella propria zona prima di effettuare una visita.

Inoltre, Sidecar Health mette a disposizione una carta di debito con la quale è possibile pagare l’importo dovuto immediatamente dopo aver ricevuto la prestazione richiesta: una novità negli Usa, dove generalmente le agenzie assicurative rimborsano i medici soltanto dopo aver completato una visita.

Secondo la compagnia, questa formula assicurativa permette di risparmiare fino al 40% rispetto al prezzo mensile delle polizze tradizionali.

Anche grazie al nuovo round di investimenti Sidecar Health intende raggiungere i 30mila utenti entro il 2021, e allargarsi rispetto ai 16 stati americani attualmente serviti arrivando a coprire l’intero territorio nazionale.

Gli unicorni insurtech

Nel corso degli ultimi anni diverse startup insurtech sono diventate “unicorni”: hanno quindi raggiunto una valutazione pari o superiore a $1 miliardo, pur non essendo ancora quotate in Borsa.

Oltre alla nuova arrivata Sidecar Health, l’ambito medico e sanitario presenta una serie di (ex)unicorni insurtech, tutti americani: Bright Health, Oscar Health, che ha appena avviato le operazioni per quotarsi in Borsa, e Clover Health, che è diventata pubblica lo scorso gennaio.

L’entrata nei mercati finanziari è infatti considerata da sempre più unicorni insurtech, in tutti i settori, come il naturale proseguimento della propria crescita. Già a luglio 2020 Lemonade, forte di una valutazione da $2 miliardi, è entrata in Borsa raccogliendo $319 milioni. La compagnia offre assicurazioni digitalizzate che coprono proprietari di immobili, affittuari, e anche animali domestici. A novembre, poi, è stato il turno di Root Insurance, insurtech specializzata nelle polizze auto, che con la quotazione ha raccolto più di $700 milioni.

Altri unicorni sono invece intenzionati a esordire sui mercati nel prossimo futuro. A fine luglio il colosso delle assicurazioni casa Hippo ha raccolto $150 milioni, facendo salire la propria valutazione a $1,5 miliardi, e potrebbe entrare in Borsa nel 2021. Interessata a fare il salto è anche l’insurtech Metromile, che offre assicurazioni auto in formula pay-per-mile e lo scorso novembre è stata valutata per $1,3 miliardi.

Infine, altre startup insurtech promettenti sono Next Insurance, specializzata nelle assicurazioni per le piccole imprese e valutata per $2 miliardi; e wefox, che offre invece piattaforme digitali pensate per connettere assicuratori, clienti e distributori.

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Walmart diventa una compagnia assicurativa, Walmart Insurance

Una delle cose che Amazon insegna è che in commercio, una volta conquistato il consumatore finale, non ci sono taboo sulla tipologia di prodotti che gli si può vendere. E’ una strategia che anche altri ‘retailer’ stanno adottando, Walmart per esempio (da tempo in guerra aperta con la ditta Bezos), che ha deciso di puntare sull’healthcare a tutto tondo, dall’assistenza sanitaria all’assicurazione. Anche Amazon lo fa: è un’industria che negli Stati uniti vale oltre 4 trilioni di dollari e ha un modello entrato da tempo in crisi lasciando spazi a nuovi player. Un sistema basato sull’assicurazione sanitaria che, per coloro che non se la possono permettere, significa andare incontro ai spropositati costi della sanità privata.

Walmart, definito da alcuni commentatori ‘il gigante dormiente del sistema sanitario’ (in US)  ha detto recentemente alla CNBC che adesso comincerà a vendere piani di assicurazione sanitaria, sono già comparse le offerte di lavoro sul suo sito per “Walmart Insurance Services LLC”.

Fino a questo momento, Walmart forniva informazioni assicurative attraverso i centri Walmart Health, il suo nuovo concetto di assistenza sanitaria indipendente. Ha un programma di educazione, chiamato Healthcare Begins Here, progettato per aiutare le persone a trovare una polizza assicurativa.

“Siamo sempre alla ricerca di modi per aiutare i nostri clienti a risparmiare denaro e a vivere meglio, e i servizi assicurativi sono un altro modo per farlo”, ha detto il portavoce di Walmart Randy Hargrove alla CNBC. “Stiamo espandendo i nostri attuali servizi assicurativi per includere anche la vendita di polizze ai nostri clienti….. Abbiamo bisogno di professionisti appassionati di assicurazione sanitaria che ci aiutino a costruire questo nuovo business dalle fondamenta e a raggiungere la nostra missione”.

La società, denominata Walmart Insurance, è stata registrata presso il Segretario di Stato dell’Arkansas il mese scorso.

Già da anni Walmart ha inserito all’interno dei suoi supermercati degli ambulatori, ma ora il gigante del retail ha già aperto 4 centri medici low-cost Walmart Health e ha in piano di aggiungerne altri, ha effettuato acquisizioni come la startup Carezone volte a migliorare la sua tecnologia per la digital health. Ha grandi ambizioni, come ha recentemente espresso in una sorta di lettera aperta agli stakeholder Sean Slovenski, Senior Vice President Health & Wellness, Walmart U.S.A.

“Avere accesso a un’assistenza sanitaria di qualità e a prezzi accessibili non è mai stato così importante negli Stati Uniti. Stiamo attraversando una pandemia globale che ha messo a nudo le vulnerabilità del nostro sistema sanitario e rende difficile per molte famiglie ottenere le cure di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno. Ci troviamo anche di fronte a una disoccupazione record, lasciando molte famiglie senza accesso a risorse sanitarie vitali nel processo.

Con il 90% degli americani che vivono nel raggio di 10 miglia da un negozio Walmart, crediamo di poter aiutare portando assistenza sanitaria di qualità alle comunità che ne hanno più bisogno. Non prendiamo alla leggera la responsabilità di servire i nostri clienti in questo modo, anche attraverso il nostro programma di prescrizione generica da 4 dollari che abbiamo lanciato più di dieci anni fa. È più importante che mai, ed è per questo che stiamo aprendo più sedi Walmart Health, in modo da poter aiutare ancora più clienti ad accedere all’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno.”

Espandersi in un settore come la salute per Walmart ha prima di tutto motivazioni di welfare aziendale: dopo il Dipartimento della difesa americano, è il più grande datore di lavoro in US con oltre 2,3 milioni di dipendenti.

Secondo Business Insider, a doversi preoccupare di Walmart Insurance dovrebbero essere non tanto le compagnie tradizionali, quanto le startup assicurative, soprattutto quelle nate per cogliere le opportunità del mercato Medicare Advantage, ovvero il sistema di assistenza sanitaria pubblica statunitense, riservato ad alcune categorie (come gli over 65) e gestita attraverso società private selezionate.

Sembra che Walmart possa concentrarsi sulla vendita di piani di MA, dato che ha pubblicato annunci di lavoro per i supervisori di vendita di Medicare e gli agenti assicurativi autorizzati. Per quanto riguarda il contesto, i piani di MA sono offerti da pagatori privati con contratto con Medicare.

Walmart vanta oltre 5.000 sedi solo negli Stati Uniti – e quasi 265 milioni di clienti in tutto il mondo, oltre a quel paio di milioni di dipendenti sopra citati. E’ chiaro che con i prezzi scontati che sempre la contraddistinguono e un’ampia conoscenza del retail, Walmart Insurance può facilmente mettere in ombra le startup assicurative come Bright Health e Devoted Health.

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Arriva la mascherina IoT che protegge da smog e Covid

“Ancor prima dell’emergenza sanitaria, a inizio anno abbiamo testato la maschera coinvolgendo un campione di cinquanta persone tra camminatori, runner e ciclisti, per ottenere feedback su usabilità, funzionalità ed estetica. In seguito alla pandemia, il nostro progetto ha trovato nuove motivazioni e una utilità oggettivamente riconosciuta”, così Ewoud Westerduin, co-founder e Head of Design di Narvalo, presenta l’innovativa mascherina, o forse sarebbe meglio dire, l’innovativo device.

Perché Narvalo Urban Mask è appena nata ma è facile intuire che ha delle caratteristiche che la rendono unica e ad alto potenziale, considerato che le sue feature tech sono al momento embrionali.

Cosa fa, dunque, questa mascherina?

Realizzata in tessuto 3D, la Narvalo Mask è traspirante, lavabile, idrorepellente e antistrappo, ma soprattutto filtra il 99,9% degli agenti inquinanti oltre a virus, batteri, polveri ed odori, grazie allo strato in carbone attivo. La mascherina Narvalo è così in grado di proteggere dall’inquinamento atmosferico e da virus e batteri, trasmissibili attraverso l’aria mediante droplet e particelle di aerosol, nonché di filtrare pollini ed altre particelle che causano reazioni allergiche, incrementando il comfort di respirazione.

Inoltre è dotata di una valvola di espirazione studiata per assicurare grande traspirabilità poiché capace di massimizzare il deflusso d’aria, evitando eccessivi accumuli di calore e umidità all’interno. Allo stesso tempo, la confezione di Narvalo Urban Mask prevede un tappo “anti-Covid” che, se applicato, blocca la fuoriuscita di goccioline anche durante l’espirazione: può essere facilmente rimosso quando non necessario e applicato nei luoghi affollati o dove lo impone la normativa, per assicurare protezione per se stessi e gli altri.

Per la fine dell’anno è inoltre previsto il rilascio della versione “Active” della maschera, ancora più tecnologica poiché equipaggiata con una valvola elettronica dotata di una ventola di estrazione intelligente e di sensoristica a bordo. La maschera diventerà così un device IoT di ultima generazione che permetterà di monitorare dati come la temperatura e l’umidità in maschera nonché i pattern respiratori dell’utente, garantendo sempre più sicurezza e comfort in diversi ambiti.

Accanto alla mascherina, c’è la Narvalo App che, grazie al GPS dello smartphone, è in grado di restituire un quadro molto chiaro sulla qualità dell’aria respirata durante il proprio tragitto, mostrando la differenza dell’aria che si respira con o senza la maschera. L’app è scaricabile e utilizzabile da chiunque, con l’obiettivo di fare prevenzione e sensibilizzare le persone sulla qualità dell’aria delle città in cui vivono.

Un dispositivo di questo tipo potrebbe essere d’interesse anche per il mondo assicurativo.

La pandemia, come abbiamo scritto, ha posto nuove sfide alle Compagnie, accelerando la maturazione digitale in risposta a una spinta molto forte verso nuovi prodotti. Già prima dell’emergenza coronavirus il mondo assicurativo e quello tech (attraverso dati e device) cominciavano a convergere in ambiti ben specifici, come quello della digital health.

Secondo una ricerca di Yolo, la ricerca online di polizze per la salute nei giorni del lockdown era cresciuta 800%.

Una mascherina evoluta come Narvalo, che integra tecnologie IoT e sensoristica particolare, possiamo immaginarla in un prossimo futuro in grado di registrare molti più dati, addirittura potrebbe intercettare e dare l’allarme se rileva virus, non sorprenderebbe trovarla come parte di una polizza salute.

L’articolo Arriva la mascherina IoT che protegge da smog e Covid proviene da InsuranceUp.


Arriva la mascherina IoT che protegge da smog e Covid

“Ancor prima dell’emergenza sanitaria, a inizio anno abbiamo testato la maschera coinvolgendo un campione di cinquanta persone tra camminatori, runner e ciclisti, per ottenere feedback su usabilità, funzionalità ed estetica. In seguito alla pandemia, il nostro progetto ha trovato nuove motivazioni e una utilità oggettivamente riconosciuta”, così Ewoud Westerduin, co-founder e Head of Design di Narvalo, presenta l’innovativa mascherina, o forse sarebbe meglio dire, l’innovativo device.

Perché Narvalo Urban Mask è appena nata ma è facile intuire che ha delle caratteristiche che la rendono unica e ad alto potenziale, considerato che le sue feature tech sono al momento embrionali.

Cosa fa, dunque, questa mascherina?

Realizzata in tessuto 3D, la Narvalo Mask è traspirante, lavabile, idrorepellente e antistrappo, ma soprattutto filtra il 99,9% degli agenti inquinanti oltre a virus, batteri, polveri ed odori, grazie allo strato in carbone attivo. La mascherina Narvalo è così in grado di proteggere dall’inquinamento atmosferico e da virus e batteri, trasmissibili attraverso l’aria mediante droplet e particelle di aerosol, nonché di filtrare pollini ed altre particelle che causano reazioni allergiche, incrementando il comfort di respirazione.

Inoltre è dotata di una valvola di espirazione studiata per assicurare grande traspirabilità poiché capace di massimizzare il deflusso d’aria, evitando eccessivi accumuli di calore e umidità all’interno. Allo stesso tempo, la confezione di Narvalo Urban Mask prevede un tappo “anti-Covid” che, se applicato, blocca la fuoriuscita di goccioline anche durante l’espirazione: può essere facilmente rimosso quando non necessario e applicato nei luoghi affollati o dove lo impone la normativa, per assicurare protezione per se stessi e gli altri.

Per la fine dell’anno è inoltre previsto il rilascio della versione “Active” della maschera, ancora più tecnologica poiché equipaggiata con una valvola elettronica dotata di una ventola di estrazione intelligente e di sensoristica a bordo. La maschera diventerà così un device IoT di ultima generazione che permetterà di monitorare dati come la temperatura e l’umidità in maschera nonché i pattern respiratori dell’utente, garantendo sempre più sicurezza e comfort in diversi ambiti.

Accanto alla mascherina, c’è la Narvalo App che, grazie al GPS dello smartphone, è in grado di restituire un quadro molto chiaro sulla qualità dell’aria respirata durante il proprio tragitto, mostrando la differenza dell’aria che si respira con o senza la maschera. L’app è scaricabile e utilizzabile da chiunque, con l’obiettivo di fare prevenzione e sensibilizzare le persone sulla qualità dell’aria delle città in cui vivono.

Un dispositivo di questo tipo potrebbe essere d’interesse anche per il mondo assicurativo.

La pandemia, come abbiamo scritto, ha posto nuove sfide alle Compagnie, accelerando la maturazione digitale in risposta a una spinta molto forte verso nuovi prodotti. Già prima dell’emergenza coronavirus il mondo assicurativo e quello tech (attraverso dati e device) cominciavano a convergere in ambiti ben specifici, come quello della digital health.

Secondo una ricerca di Yolo, la ricerca online di polizze per la salute nei giorni del lockdown era cresciuta 800%.

Una mascherina evoluta come Narvalo, che integra tecnologie IoT e sensoristica particolare, possiamo immaginarla in un prossimo futuro in grado di registrare molti più dati, addirittura potrebbe intercettare e dare l’allarme se rileva virus, non sorprenderebbe trovarla come parte di una polizza salute.

L’articolo Arriva la mascherina IoT che protegge da smog e Covid proviene da InsuranceUp.