Pronta la sandbox insurtech per sperimentare i progetti di innovazione nelle assicurazioni

C’è una bella notizia per insurtech e compagnie d’assicurazioni in tutta Italia: nasce una sandbox regolamentare per il settore, un progetto realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con l’Ivass, la Banca d’Italia e la CONSOB.

Come si legge sul sito ufficiale dell’Ivass, si tratta di “un ambiente controllato nel quale operatori tradizionali e del fintech / insurtech potranno testare prodotti e servizi tecnologicamente innovativi beneficiando di un regime semplificato transitorio, in costante dialogo e confronto con le Autorità di vigilanza.”

Dal 15 novembre 2021 al 15 gennaio 2022 sarà possibile presentare all’Ivass le richieste di ammissione.

Perché una sandbox regolamentare?

Quello della mancanza di regolamentazione adeguata è uno dei più grossi ostacoli per lo sviluppo del modello open insurance, e per la trasformazione digitale del settore assicurativo in generale. È per questo che l’iniziativa rappresenta un importante passo avanti per la digitalizzazione del settore in Italia.

Commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA e Founder di YOLO: “Secondo l’Italian Insurtech Association è una iniziativa UNICA per creare sperimentazione, metriche e nuove iniziative. Speriamo vivamente i progetti siano numerosi e di qualità”.

Come funziona la sandbox regolamentare per l’insurtech

La sandbox agisce come un ambiente controllato all’interno del quale sarà possibile testare prodotti e servizi tecnologicamente innovativi in ambito insurtech e fintech, beneficiando di un regime semplificato e transitorio.

L’Ivass utilizzarà la sandbox come banco di prova, per valutare i progetti insurtech e attuare gli interventi normativi necessari per agevolare lo sviluppo tecnologico e digitale del settore assicurativo riducendo i potenziali rischi.

Come sperimentare nella sandbox

Dal 15 novembre 2021 al 15 gennaio 2022, e in seguito in altre finestre temporali determinate dalle autorità, sarà possibile presentare richiesta d’ammissione tramite il modulo scaricabile in questa pagina.

Potranno partecipare attività “significativamente innovative”, in uno stato sufficientemente avanzato per la sperimentazione e sostenibili da un punto di vista economico e finanziario.

Qui i criteri per la valutazione stabiliti dall’Ivass.

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Italian Insurtech Summit 2021, i numeri della seconda edizione

Grande successo per Italian Insurtech Summit 2021: l’evento ha totalizzato numeri da record con oltre 34mila visitatori unici nel corso delle 36 ore di interventi.

Organizzato da Italian Insurtech Association, l’evento si è tenuto in forma ibrida, sia in streaming sia live, per una due giorni completamente dedicati all’innovazione digitale del settore e agli scenari che l’ecosistema Insurtech ha davanti, anche alla luce delle conseguenze della pandemia.

Già durante la sua prima edizione l’evento aveva raccolto più di 100 speaker provenienti da 24 paesi, per oltre 20 ore di interventi, ed attirato 20mila visitatori.

Quest’anno il Summit dedicato all’insurtech si è superato con 167 speaker, di cui 30 internazionali, che si sono avvicendati nel corso di 36 ore di diretta. 34.200 i visitatori unici registrati sul sito, con picchi di connessione fino a 9.000 contemporanei. Su LinkedIn oltre 50.000 impression in 48 ore.

Durante il pomeriggio del secondo giorno, l’evento ha ospitato l’annuncio dei vincitori degli Italian Insurtech Awards 2021.

Scopri qui i vincitori

“Cresce sempre più la community dell’Insurtech in Italia e la grande partecipazione alla seconda edizione del Summit, con il 15% di accessi dall’estero lo dimostra” commenta Simone Ranucci Brandimarte Presidente di IIA.  “In questi due giorni abbiamo parlato dell’urgenza di attuare un cambiamento importante e strutturale all’interno della filiera assicurativa. Una rivoluzione che auspichiamo venga attuata attraverso una serie d’azioni: formazione digitale per allineare le competenze degli addetti nel settore assicurativo a quelle dei colleghi europei, aumento delle sperimentazioni tecnologiche e maggiore collaborazione tra compagnie e startup.”

“L’appuntamento con l’Italian Insurtech Summit è per l’anno prossimo” continua Ranucci, “dove la manifestazione sempre in formato phygital avrà una connotazione ancora più internazionale con speaker di alto profilo e il supporto di strumenti e contributi video interattivi per coinvolgere sempre di più il pubblico su temi così importanti per il settore”.

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Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare

L’insurtech americana Devoted Health si appresta a ricevere una nuova valutazione da record: dopo aver raccolto 1,2 miliardi di dollari con il suo ultimo round di investimenti, di Serie D, il valore della compagnia potrebbe infatti raggiungere la cifra di 11,5 miliardi di dollari. A riportarlo è il sito di informazione americano Axios, ma i numeri non sono ancora stati confermati.

Attiva da appena quattro anni, Devoted Health opera in ambito medico e offre polizze pensate per i clienti di Medicare, il programma finanziato dal governo statunitense per aiutare i cittadini più anziani che non possono permettersi altre forme di copertura sanitaria.

Ecco come funzionano i servizi di Devoted Health, a tutti gli effetti una delle startup di punta del mondo insurtech.

Le polizze mediche di Devoted Health

Devoted Health è stata fondata a Waltham, in Massachusetts (Stati Uniti) nel 2017 da Ed Park, Jeremy Delinsky e Todd Park. Fin da subito la compagnia si è specializzata nel campo delle polizze sanitarie pensate in modo specifico per i clienti di Medicare, un programma di aiuti finanziato dal governo americano per aiutare i cittadini con più di 65 anni in difficoltà economica ad acquistare una copertura sanitaria.

Con i suoi programmi, completamente digitalizzati, Devoted Health punta a semplificare il mondo delle polizze Medicare, creando un’esperienza utente intuitiva, rapida e immediata in un settore noto per le sue complessità burocratiche. “Vogliamo servire i clienti di Medicare con servizi sanitari ben coordinati e più attenti alle loro esigenze, proprio come vorremmo fosse fatto per i nostri famigliari” si legge infatti sul sito della compagnia.

Oggi Devoted Health serve più di 40,000 clienti in quattro stati americani – Arizona, Florida, Texas e Ohio – ma sul lungo termine punta a operare a livello nazionale.

Un insurtech da record – ma ancora niente profitti

In circa quattro anni di attività Devoted Health ha raccolto più di 800 milioni di dollari – 812 milioni, per essere precisi – in quattro round di investimenti. Secondo Axios a questi si aggiungeranno presto ulteriori 1,2 miliardi di dollari in arrivo con l’ultimo round, di Serie D.

La startup era già diventata unicorno nel 2018 quando, dopo appena un anno di attività, aveva raccolto 300 milioni di dollari con un round di Serie B raggiungendo una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. Ad aprile 2020, poi, la compagnia ha chiuso nuovo round di Serie C per 450 milioni di dollari. Ora, con una potenziale valutazione da 11,5 miliardi di dollari – ancora da confermare – Devoted Health si posiziona senza dubbio tra le startup insurtech più prestigiose a livello globale.

Dall’altro lato della medaglia, la compagnia non sta generando profitti: nella prima metà del 2021 ha riportato perdite nette per 27,2 milioni di dollari, a fronte di entrate per 247,3 milioni.

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Polizze integrate: il caso Cover Genius, l’insurtech australiana che vale un miliardo

Con un recente round di investimenti di Serie C da 100 milioni di dollari australiani – circa 73 milioni di dollari americani, o 63 milioni di euro – l’insurtech Cover Genius ha raggiunto una valutazione da un miliardo di dollari australiani.

Nata a Sydney, oggi Cover Genius ha uffici in dieci metropoli sparse su quattro continenti. Ecco come funziona la startup, i prodotti offerti e piani per il futuro.

Cover Genius e il mondo delle polizze integrate

Cover Genius è stata fondata a Sydney, in Australia, nel 2014 da Angus McDonald, attuale Ceo, e Chris Bailey, Chief Innovation Officer. In sette anni di attività la startup è diventata leader nel campo delle polizze assicurative integrate: i suoi servizi permettono infatti a compagnie terze, attive in diversi settori, di offrire coperture ai rispettivi clienti direttamente tramite il proprio sito o app mobile.

Il prodotto di punta di Cover Genius è infatti XCover, una piattaforma di distribuzione per servizi assicurativi personalizzabili in base a una serie di parametri come la lingua, il Paese o la valuta d’interesse. I clienti di XCover possono quindi creare polizze su misura, integrarle con le proprie piattaforme digitali e commercializzarle tramite un sistema di API dinamico che ottimizza prezzi e prodotti in tempo reale.

Grazie alla loro flessibilità, i servizi di Cover Genius si adattano alle necessità di  compagnie attive in una lunga lista di settori, dai viaggi alla casa, passando per il commercio al dettaglio, la gig economy, la logistica, i pagamenti e le operazioni in ambito fintech e neobanking.

Tra le compagnie che si affidano alle polizze integrate del neo-unicorno australiano troviamo nomi come Skyscanner, Descartes ShipRush, eBay e Shopee. Oggi la startup opera in tutti i 50 stati americani e in altri 60 Paesi a livello mondiale, con uffici a New York, San Francisco, Londra, Amsterdam, Tokyo, Singapore, Manila, Seoul, Kuala Lumpur e la nativa Sydney.

Gli investimenti e i progetti futuri

Con un nuovo round di investimenti di Serie C, chiuso a fine settembre, Cover Genius ha raggiunto la valutazione di un miliardo di dollari australiani, corrispondenti a circa 728 milioni di dollari americani.

Il round, dal valore di 100 milioni di dollari australiani – circa 72,6 milioni di dollari americani – è stato guidato da Sompo Holdings, che ha contribuito per circa 68 milioni di dollari australiani.

L’operazione arriva in un momento di intensa crescita per Cover Genius: negli ultimi sei mesi la compagnia ha triplicato il valore dei propri premi lordi e avviato 20 nuove partnership in diversi settori. Ora, la nuova liquidità sarà utilizzata per espandere la piattaforma di distribuzione globale e avviare ulteriori collaborazioni nei settori dell’e-commerce, auto e mobilità, viaggi, casa e servizi finanziari.

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Italian Insurtech Summit 2021, i numeri della seconda edizione

Grande successo per Italian Insurtech Summit 2021: l’evento ha totalizzato numeri da record con oltre 34mila visitatori unici nel corso delle 36 ore di interventi.

Organizzato da Italian Insurtech Association, l’evento si è tenuto in forma ibrida, sia in streaming sia live, per una due giorni completamente dedicati all’innovazione digitale del settore e agli scenari che l’ecosistema Insurtech ha davanti, anche alla luce delle conseguenze della pandemia.

Già durante la sua prima edizione l’evento aveva raccolto più di 100 speaker provenienti da 24 paesi, per oltre 20 ore di interventi, ed attirato 20mila visitatori.

Quest’anno il Summit dedicato all’insurtech si è superato con 167 speaker, di cui 30 internazionali, che si sono avvicendati nel corso di 36 ore di diretta. 34.200 i visitatori unici registrati sul sito, con picchi di connessione fino a 9.000 contemporanei. Su LinkedIn oltre 50.000 impression in 48 ore.

Durante il pomeriggio del secondo giorno, l’evento ha ospitato l’annuncio dei vincitori degli Italian Insurtech Awards 2021.

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“Cresce sempre più la community dell’Insurtech in Italia e la grande partecipazione alla seconda edizione del Summit, con il 15% di accessi dall’estero lo dimostra” commenta Simone Ranucci Brandimarte Presidente di IIA.  “In questi due giorni abbiamo parlato dell’urgenza di attuare un cambiamento importante e strutturale all’interno della filiera assicurativa. Una rivoluzione che auspichiamo venga attuata attraverso una serie d’azioni: formazione digitale per allineare le competenze degli addetti nel settore assicurativo a quelle dei colleghi europei, aumento delle sperimentazioni tecnologiche e maggiore collaborazione tra compagnie e startup.”

“L’appuntamento con l’Italian Insurtech Summit è per l’anno prossimo” continua Ranucci, “dove la manifestazione sempre in formato phygital avrà una connotazione ancora più internazionale con speaker di alto profilo e il supporto di strumenti e contributi video interattivi per coinvolgere sempre di più il pubblico su temi così importanti per il settore”.

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Devoted Health, l’insurtech da record che digitalizza le polizze Medicare

L’insurtech americana Devoted Health si appresta a ricevere una nuova valutazione da record: dopo aver raccolto 1,2 miliardi di dollari con il suo ultimo round di investimenti, di Serie D, il valore della compagnia potrebbe infatti raggiungere la cifra di 11,5 miliardi di dollari. A riportarlo è il sito di informazione americano Axios, ma i numeri non sono ancora stati confermati.

Attiva da appena quattro anni, Devoted Health opera in ambito medico e offre polizze pensate per i clienti di Medicare, il programma finanziato dal governo statunitense per aiutare i cittadini più anziani che non possono permettersi altre forme di copertura sanitaria.

Ecco come funzionano i servizi di Devoted Health, a tutti gli effetti una delle startup di punta del mondo insurtech.

Le polizze mediche di Devoted Health

Devoted Health è stata fondata a Waltham, in Massachusetts (Stati Uniti) nel 2017 da Ed Park, Jeremy Delinsky e Todd Park. Fin da subito la compagnia si è specializzata nel campo delle polizze sanitarie pensate in modo specifico per i clienti di Medicare, un programma di aiuti finanziato dal governo americano per aiutare i cittadini con più di 65 anni in difficoltà economica ad acquistare una copertura sanitaria.

Con i suoi programmi, completamente digitalizzati, Devoted Health punta a semplificare il mondo delle polizze Medicare, creando un’esperienza utente intuitiva, rapida e immediata in un settore noto per le sue complessità burocratiche. “Vogliamo servire i clienti di Medicare con servizi sanitari ben coordinati e più attenti alle loro esigenze, proprio come vorremmo fosse fatto per i nostri famigliari” si legge infatti sul sito della compagnia.

Oggi Devoted Health serve più di 40,000 clienti in quattro stati americani – Arizona, Florida, Texas e Ohio – ma sul lungo termine punta a operare a livello nazionale.

Un insurtech da record – ma ancora niente profitti

In circa quattro anni di attività Devoted Health ha raccolto più di 800 milioni di dollari – 812 milioni, per essere precisi – in quattro round di investimenti. Secondo Axios a questi si aggiungeranno presto ulteriori 1,2 miliardi di dollari in arrivo con l’ultimo round, di Serie D.

La startup era già diventata unicorno nel 2018 quando, dopo appena un anno di attività, aveva raccolto 300 milioni di dollari con un round di Serie B raggiungendo una valutazione da 1,8 miliardi di dollari. Ad aprile 2020, poi, la compagnia ha chiuso nuovo round di Serie C per 450 milioni di dollari. Ora, con una potenziale valutazione da 11,5 miliardi di dollari – ancora da confermare – Devoted Health si posiziona senza dubbio tra le startup insurtech più prestigiose a livello globale.

Dall’altro lato della medaglia, la compagnia non sta generando profitti: nella prima metà del 2021 ha riportato perdite nette per 27,2 milioni di dollari, a fronte di entrate per 247,3 milioni.

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Insurtech, come il mercato raggiungerà i 159 miliardi entro il 2030

Il mercato insurtech globale, attualmente valutato per 9,4 miliardi di dollari, potrebbe generare quasi 160 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso annuale di crescita composto pari al 32,7%. Sono i risultati del nuovo report rilasciato a luglio 2021 da Allied Market Research, società specializzata in consulenza aziendale e ricerche di mercato.

Il momento di forte crescita che sta coinvolgendo il mondo assicurativo è in gran parte attribuibile all’arrivo della tecnologia e all’avvio di un processo di trasformazione digitale da parte di numerose aziende, dalle più affermate e di stampo tipicamente tradizionale alle startup fondate di recente.

Tra i motivi principali di preoccupazione, invece, troviamo problemi legati alla privacy dei clienti alla trasparenza delle operazioni, uniti a un quadro legale che rischia di bloccare le idee più innovative.

Mercato insurtech, innovazione e tecnologia alla base della crescita

L’industria assicurativa è unanimemente conosciuta come una tra le più conservatrici, legata a modalità operative ormai obsolete. Da qualche anno però – e in modo particolarmente marcato in seguito alla pandemia di coronavirus – la situazione sta cambiando.

Secondo la società di consulenza Accenture, per esempio, oggi quasi l’86% degli assicuratori punta a modificare i propri modelli di business puntando sull’innovazione e sulla tecnologia, in modo da far salire la domanda per i loro prodotti e mantenere un profilo competitivo.

L’adozione di soluzioni digitali permette inoltre di scalare le proprie attività, offrire servizi altamente personalizzati e concentrarsi sulla customer experience offerta ai clienti, migliorando di conseguenza anche la situazione economica della propria compagnia.

L’importanza delle economie emergenti

Secondo Allied Market Research, le economie in via di sviluppo saranno fondamentali per il futuro del mondo insurtech: i principali player del settore, infatti, hanno la possibilità di espandere le proprie attività in mercati ancora largamente inesplorati, in cui milioni di persone non possono permettersi le polizze costose e rigide offerte dalle compagnie tradizionali.

Un esempio è la regione dell’Asia-Pacifico: secondo Allied Market Research investire nella trasformazione digitale e nell’adozione di nuove tecnologie – come l’intelligenza artificiale, il machine learning o i chatbot – e allargarsi in aree geografiche come la Cina, l’India, Singapore o la Corea del Sud potrebbe portare a grandi risultati nel corso dei prossimi anni.

Inoltre, anche se nel 2020 il nordamerica è rimasta l’area geografica principale per il mondo insurtech, rappresentando tre quinti del mercato, il report prevede che da qui al 2030 la regione con il CAGR più alto – pari al 36,7% – sarà proprio quella dell’Asia-Pacifico.

L’impatto della pandemia di Covid-19 sul mercato insurtech

L’emergenza sanitaria portata dalla pandemia di nuovo coronavirus, che continua ormai da più di un anno, ha modificato positivamente le dinamiche del mondo insurance favorendone la digitalizzazione e la crescita.

In una situazione di generale incertezza infatti molti clienti hanno deciso di sottoscrivere più polizze, acquistando per esempio servizi pensati per la salute o la casa. La crescita della domanda e le soluzioni innovative messe in campo per gestire le nuove richieste hanno dato al mondo insurtech la spinta necessaria per crescere anche durante la pandemia.

Gli ostacoli: le complicazioni legali

I principali problemi evidenziati dal report sono relativi al complesso e ormai superato framework legale che regolamenta il settore assicurativo. Le compagnie innovative si trovano infatti a dover fare i conti con un labirinto di norme in continuo aggiornamento, e spesso queste cambiano di giurisdizione in giurisdizione complicando l’avvio di operazioni internazionali o la creazione di prodotti assicurativi validi su scala globale.

Secondo Allied Market Research, l’eterogeneità delle norme e la presenza di numerosi organismi regolatori è “uno dei principali fattori che ostacolano la crescita del settore”.

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+Simple, in Italia la piattaforma per abilitare il cross-industry per gli intermediari assicurativi

Approda in Italia +Simple, la società francese che offre agli intermediari assicurativi la possibilità di arricchire il portafoglio d’offerta con i prodotti di primarie compagnie per diverse categorie professionali (come dottori commercialisti, avvocati, commercianti, artigiani) e piccole imprese.

Tramite +Simple, gli intermediari hanno la possibilità di offrire ai propri clienti un’ampia gamma di prodotti in modo immediato e semplificando i processi amministrativi.

Interamente digitale, la sua proposta è un esempio di strumenti utili per colmare il gap del mercato degli intermediari assicurativi in Italia, un comparto che in quanto a digitalizzazione ancora lascia desiderare.

Insurtech, il ritardo digitale degli intermediari assicurativi

La versione italiana della piattaforma sarà disponibile entro la fine del 2021.

Cosa fa +Simple

Fondata nel 2015 in Francia, l’insurtech +Simple propone una gamma di prodotti che includono le polizze per RC Professionale, D&O, MedMal, Tutela Legale, Vita e Salute, Auto e Mobilità, Casa e Tempo Libero.

La proposta di +Simple, interamente digitale, è rivolta agli intermediari indipendenti e agli agenti mandatari di compagnie che non hanno in portafoglio prodotti in grado di rispondere ai bisogni assicurativi di categorie professionali (avvocati, dottori commercialisti, ecc.) e imprenditoriali (piccole e medie imprese, artigiani, ecc.).

Come funziona la tecnologia

L’attività di +Simple è supportata dalla tecnologia robo broker che incrementa l’efficienza dell’attività d’intermediazione semplificando operatività e processi di sottoscrizione, senza trascurare l’importanza della consulenza assicurativa. Facilita inoltre la gestione della relazione con i clienti e il cross-selling aumentando il tasso di fidelizzazione.

+Simple, un modello di successo

Il modello di servizio di +Simple ha dimostrato di essere efficace in Francia, mercato assicurativo con una distribuzione analoga all’italiana. Nel 2020 la società ha raggiunto un fatturato di 10 milioni di euro con 55.000 assicurati raggiunti grazie a una rete distributiva di 6.000 collaboratori e prevede di generare nel 2021 20 milioni di commissioni, grazie anche alle diverse acquisizioni effettuate a livello europeo.

“Gli intermediari professionali esercitano un ruolo centrale nel mercato assicurativo italiano, accentuato dalla crescente domanda di consulenza da parte di imprese e professionisti”, dichiara Fabrice Kron, CEO di +Simple Italia Agency “Questa funzione essenziale può essere esercitata con maggiore efficacia estendendo ed affinando l’offerta di soluzioni assicurative e migliorando l’efficienza della gestione. Il modello di +Simple è stato sperimentato in Francia con successo. Riteniamo che nel mercato italiano ci siano oggi le condizioni adatte per ottenere risultati analoghi”.

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Italian Insurtech Summit 2021, ecco di che cosa si parlerà

Il più grande evento innovativo del settore assicurativo italiano torna a settembre con la sua seconda edizione. Si terrà il prossimo 20 e 21 settembre con il sottotitolo “Ora o mai più” Italian Insurtech Summit 2021, organizzato da IIA – Italian Insurtech Association.

L’evento, rivolto ad assicurazioni, broker, agenti tecnologici, all’industria e ai liberi professionisti, si articolerà in due giorni completamente dedicati all’innovazione digitale del settore, e agli scenari che l’ecosistema Insurtech ha davanti, anche alla luce delle conseguenze della pandemia.

Italian Insurtech Summit 2021, due giornate all’insegna dell’insurtech

Come nell’edizione precendente a partecipazione gratuita, l’evento si terrà in forma ibrida, sia in streaming sia live, nel rispetto delle normative Covid-19: una vera e propria maratona in due giorni con circa 30 ore di interventi di oltre 150 speaker, italiani ed esteri, provenienti dal mondo dei servizi finanziari, dell’innovazione, della tecnologia e della creatività, che porteranno la loro esperienza per creare contaminazione e sperimentazione, le chiavi per aiutare a evolvere e crescere il mercato assicurativo italiano.

Durante il pomeriggio del secondo giorno avrà luogo la seconda edizione degli Insurtech Awards: verranno premiate le migliori realtà che nel 2020/2021 si sono distinte per capacità innovativa e di eccellenza in 16 categorie che meglio rappresentano il concetto di Insurtech.

italian insurtech summit

Flock, come funziona l’insurtech che assicura i droni

Dall’assicurazione per i droni a quella per le auto, tutto all’insegna di tecnologie all’avanguardia e degli ultimi sistemi di telematica: è questo il percorso di Flock, startup insurtech britannica che proprio questa estate ha chiuso un nuovo round di investimenti, di Serie A, raccogliendo 17 milioni di dollari.

Ecco come funzionano i prodotti di Flock e cosa vede la startup nel suo futuro.

Flock, dai droni alle auto

Flock è nata a Londra, nel Regno Unito, nel 2015 dall’idea di Antton Peña (oggi Chief Product Officer) ed Ed Leon Klinger, attuale Ceo. “Flock è stata fondata con la convinzione che il settore assicurativo non fosse più adatto per le necessità di un mondo iper-connesso, che si muove velocemente” si legge sul sito della startup. Fin dai primi momenti di attività quindi l’obiettivo è stato quello di creare una compagnia globale e completamente digitalizzata, al passo con i tempi che cambiano.

Le prime polizze, pensate per i droni, sono state lanciate nel 2018, e due anni dopo Flock ha deciso di allargare la propria offerta con prodotti assicurativi studiati per flotte di veicoli commerciali.

Nel corso degli anni i prodotti assicurativi per droni di Flock sono stati scelti da aziende di primo livello come Netflix, BBC e anche il National Health Service, il servizio sanitario nazionale britannico. Per quanto riguarda le polizze auto, invece, queste sono utilizzate per esempio da Jaguar Land Rover.

Il punto di forza della startup sta nell’uso di tecnologie all’avanguardia e di dispositivi telematici che, collegati ai veicoli assicurati, permettono di attivare le polizze soltanto quando i mezzi sono effettivamente in movimento. Se l’auto è parcheggiata invece, e quindi il livello di rischio è minimo, la copertura viene temporaneamente disattivata.

Secondo Reuters, i premi per droni e auto vengono personalizzati anche in base a elementi estremamente specifici come le condizioni metereologiche, le abitudini degli autisti e la distanza effettivamente percorsa dai  veicoli.

“La proliferazione delle auto elettriche, l’arrivo di nuovi modelli di business con il ridesharing, e l’emergere di veicoli a guida autonoma rappresentano importanti sfide per le quali gli assicuratori tradizionali non sono preparati” ha detto Klinger a TechCrunch.

L’uso di sistemi API e di tecnologie interconnesse si è rivelato vincente per la startup, che fino ad oggi ha raccolto più di 21 milioni di dollari.

L’ultimo round di investimenti

Il 29 luglio Flock ha chiuso un round di investimenti di Serie A – il primo dopo una serie di seed round – raccogliendo 17 milioni di dollari. Le operazioni sono state guidate da Social Capital, il veicolo di investimenti guidato da Chamath Palihapitiya, investitore SPAC e chairman di Virgin Galactic.

“Flock sta chiudendo il divario rimasto tra l’industria assicurativa di oggi e il mondo dei trasporti di domani” ha detto Palihapitiya, aggiungendo: “Grazie all’utilizzo dati raccolti ed elaborati in tempo reale per comprendere realmente i rischi a cui vanno incontro i veicoli, Flock risponde alle necessità di un mondo iper connesso e in rapida evoluzione”.

Grazie alla nuova liquidità la startup intende ampliare il suo staff, passando da 20 a 80 dipendenti, e rafforzare l’espansione a livello europeo.

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