Digital health: cos’è, vantaggi e mondo insurance

L’impatto della trasformazione digitale ha rivoluzionato in modo irreversibile anche il settore della sanità, con l’ascesa del settore digital health, o e-health. Complice la pandemia di Covid-19, infatti, la sanità digitale sta rivoluzionando gli schemi tradizionali dell’ambito medico: dal rapporto tra medico e paziente all’archiviazione dei dati sensibili, passando per le modalità con cui effettuare le visite, le attività di screening e di monitoraggio.

Che cos’è la digital health

La digital health, o salute digitale,  è il punto d’incontro tra tecnologie digitali e il settore della salute personale, del benessere, dell’assistenza sanitaria. La digital health è telemedicina, ma è anche fascicolo sanitario elettronico, app salute, ricetta sanitaria elettronica, digital therapeutics, IoT e dispositivi indossabili, robotica, e via dicendo.

E’ un settore piuttosto ampio, che cerca di rispondere fondamentalmente a una mission: una sanità migliore, più accessibile per tutti, più efficiente, più intelligente.

I vantaggi della e-health

L’e-health abbandona l’approccio tradizionale in cui l’attenzione è posta principalmente sul ruolo del medico per adottare una visione nuova e integrata, che mette il paziente al centro di ogni processo. Nella sanità digitale infatti il paziente non è più un destinatario passivo, ma diventa attore attivo che ha a disposizione tutti gli strumenti necessari per accedere alle cure in modo rapido ed efficiente, contando su consigli e informazioni affidabili e comunicate in modo tempestivo, non appena ne sorge la necessità. Di conseguenza, ogni paziente viene immediatamente identificato dai medici con cui si confronta, che possono così seguirlo in maniera efficace e, soprattutto, personalizzata.

Altro importante vantaggio dell’e-health sta nelle procedure di trattamento dei dati: la sanità digitale infatti offre maggiori garanzie riguardo alla trasparenza dei dati sanitari, permettendo ai pazienti di mantenere il controllo per decidere con chi condividerli e per quali scopi.

Infine, l’e-health porta i benefici della medicina a portata di tutti, in ogni luogo e in ogni momento, grazie alla possibilità di organizzare visite anche in modalità virtuale e ricevere quindi un parere medico a distanza, evitando contatti non necessari.

La digital health e la sanità territoriale

La salute digitale fa rima con prevenzione, personalizzazione, sanità di prossimità, sanità territoriale.

Quest’ultima è quella che ha fatto acqua in Italia nell’emergenza Covid e che ci ha distinto per numero di morti da Paesi come la Germania, dove il supporto sanitario a domicilio è molto più diffuso, come dice l’Osservatorio delle Malattie Rare, che sottolinea: ‘Tra gli addetti ai lavori, ma anche nella consapevolezza collettiva, è ormai piuttosto chiaro che il problema di gestione sanitaria dell’emergenza COVID-19 non fosse tanto, o anzitutto, nella quantità di posti letto, quanto nella facoltà di ‘arrivare prima’ del ricovero, e semmai evitarlo. Facoltà che da anni si invoca con la formula della “sanità territoriale”, che altro non è che la possibilità di dialogo tempestivo e assistenza diretta. Semplice, a casa, addirittura a portata di smartphone o PC. Basta chiedere a Paesi europei come la Germania, dove il ‘mistero dei pochi morti’, a fronte di contagi vicini ai nostri, in realtà non c’è, perché trova risposta in un sistema personalizzato di supporto sanitario, anzitutto a domicilio”.

Sono anni che la digital health si va sviluppando in tutto il mondo e che molti esperti ci dicono che è il futuro della medicina e della sanità, ne avevamo parlato con Roberto Ascione fondatore di Healthware, ma con la pandemia ogni possibile remora culturale, comportamentale, organizzativa ha ceduto di fronte alla necessità di farvi ricorso, mostrando palesemente quanto gli strumenti tecnologici possano fare la differenza nella gestione sanitaria. Lo hanno capito i medici in primis.

Per esempio, secondo un report di CompuGroup Medical (CGM) sulla risposta digitale in Italia all’emergenza Covid-19, durante la pandemia oltre 4mila medici, farmacisti, dentisti, psicologi e altri operatori hanno utilizzato la piattaforma di teleconsulto Clickdoc, fornita gratuitamente durante l’emergenza per alimentare la relazione medico-paziente, salvaguardare la continuità assistenziale, con particolare riferimento alla cronicità. Migliaia di farmacie in tutta Italia hanno inoltre aderito a ricettainfarmacia.it, sistema che, fornito anch’esso gratuitamente, permette al paziente l’invio della ricetta elettronica (NRE) direttamente alla sua farmacia, così da ridurre spostamenti e file e ricevere i medicinali anche a domicilio.

Questa è solo una parte dello scenario “competitor” che si è creato tra le applicazioni di telemedicina nate o cresciute sull’onda dell’emergenza: l’ Instant Report COVID-19 n. 8 di ALTEMS del maggio 2020, evidenziava infatti come molte aziende sanitarie avessero attivato servizi di telemedicina, dedicati sia ai pazienti Covid che non-Covid, già nelle prime fasi dell’emergenza. In generale, secondo la società di consulenza Deloitte, l’emergenza COVID-19 ha complessivamente accelerato l’utilizzo del digitale, sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.

Vi sono poi diverse piattaforme “private”: PagineMediche.it – che a marzo 2021 in 10 giorni ha visto l’iscrizione di oltre mille medici alla sua piattaforma di videovisita –, Miodottore.it, DaVinci Salute, Telemedicina del Centro medico Santagostino, Topdoctors, LiviConnect, Ultraspecialisti, ecc. Come riporta la tabella precedente, infatti, l’universo digital health comprende altro oltre alla telemedicina: è anche fascicolo sanitario elettronico, app salute, ricetta sanitaria elettronica, digital therapeutics,  IoT e dispositivi indossabili, robotica, etc.

L’ecosistema digital health

A livello di player l’ecosistema comprende grandi aziende, startup, istituzioni, investitori, il mondo dei medici, degli operatori sanitari e dei farmacisti, le strutture ospedaliere pubbliche e private, le RSA, i pazienti stessi e i caregiver, il mondo della formazione, delle università, della ricerca, ma anche quello delle assicurazioni. Il successo della digital health dipende da tutti questi elementi ed è un processo anche culturale, che mette la persona al centro e ha come obiettivo il miglioramento della salute individuale e del sistema sanitario.

Sul fronte del venture capital e delle startup, che tendono a dettare le tendenze di quello che chiamiamo “futuro”, è opinione degli esperti che nonostante un rallentamento generale degli investimenti registrato negli ultimi due anni, causa coronavirus, nel prossimo futuro il settore sarà probabilmente più vivace proprio negli ambiti direttamente coinvolti nella lotta alla pandemia (i.e., settore dei dispositivi medici e biotecnologie) o in quelli che prevediamo possano influenzare la ripresa dell’economia mondiale nella fase post-Covid-19, in primis la digital health.

Chiara Maiorino (EIT Health Italia): il settore Health in Italia ha un grande potenziale, serve coesione

Esempi e applicazioni della digital health

L’e-health fa affidamento sulle tecnologie di connessione di ultima generazione, come il 4G e, ancora di più, il 5G, che abilitano rilevazioni, analisi dati e risposte in tempo reale. Si diffonde anche l’utilizzo di intelligenza artificiale e deep learning, con funzioni di tecnologia predittiva, monitoraggio del dati biometrici e simili processi data driven.

Fondamentali anche i dispositivi interconnessi Internet of Things (IoT), che possono rappresentare un valido aiuto per i medici quando applicati alle piattaforme di telemedicina e alla “smartificazione” di apparecchiature mediche in un sistema interconnesso. Un esempio pratico sono gli smartwatch o gli altri dispositivi wearables che permettono di tenere sempre sotto controllo il battito cardiaco, l’ossigenazione e altri parametri vitali. Questo a sua volta aiuta il campo della medicina preventiva, basata proprio sulle attività di screening precoce.

Come accennato, tra gli esempi di applicazione della digital health troviamo anche la possibilità di svolgere visite mediche a distanza, tramite la telemedicina, e poter quindi ricevere consulti in ogni luogo e in ogni momento. L’e-health permette anche di conservare i dati dei pazienti in modo semplice e sicuro, e di analizzarli con tecnologie all’avanguardia, come l’intelligenza artificiale, per definire terapie ad hoc, affidabili e personalizzate.

Infine, la medicina virtuale semplifica le comunicazioni tra medico e paziente e facilita anche il monitoraggio dell’aderenza terapeutica, per esempio tramite app per smartphone che collegano in video farmacista, medico e paziente per garantire che quest’ultimo assuma il dosaggio di farmaco prescritto nel momento giusto e secondo le modalità indicate.

Il futuro è nella Digital Health

Altro esempio di successo nel campo dell’e-health è il servizio di teleassistenza infermieristica specializzata fornito da ParkinsonCare. Ideato da Careapt – startup del gruppo Zambon – e reso gratuito fin dalle primissime fasi dell’emergenza Covid-19 grazie alla collaborazione con Confederazione Parkinson Italia Onlus, nei primi mesi della pandemia ha contribuito a realizzare 4.500 interventi di supporto a persone con malattia di Parkinson e ai loro familiari, di cui 3.389 in teleassistenza infermieristica, 235 video-consulti con neurologi e altri professionisti del team multidisciplinare, 7 accessi al MMG e 2 soli accessi al pronto soccorso.

Di questo esempio italiano hanno parlato anche pubblicazioni scientifiche internazionali,  come il  Journal of Parkinsonisms and Related Disorders o The Lancet, per sottolineare l’importanza della telemedicina nell’assistenza ai malati di diverse patologie, in particolare di quelle neurodegenerative, che possono essere costantemente monitorate da una rete di figure altamente specializzate all’interno del proprio ambiente domestico, da cui è possibile restituire una prospettiva più realistica delle condizioni del paziente. Si tratta del cosiddetto modello “home-hub-and-spoke”, che mette in comunicazione l’ambito domestico, i professionisti sanitari e il personal care manager, una figura che affianca il paziente nella vita quotidiana, organizzando l’intervento di tutti gli attori coinvolti.

Quello della salute digitale (Digital Health) è stato anche uno dei temi di riferimento della settima edizione del contest internazionale promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp, organizzata nel 2020 e dedicata al Next Normal, il futuro dopo la pandemia. Appartiene a questa categoria anche una delle tre startup vincitrici: Morphogram, piattaforma innovativa dedicata ai professionisti del mondo della nutrizione.

Morphogram®, la piattaforma innovativa per il mondo della nutrizione

Digital health e assicurazioni

Il mondo assicurativo si è adeguato rapidamente alle nuove richieste e alle possibilità offerte dalla sanità digitale. Molte startup attive in ambito medico, per esempio, da anni offrono la possibilità di ricevere consulti in modalità virtuale, approfittando quindi della telemedicina.

Altra potenzialità dell’e-health sfruttata dal mondo insurance è quella della cartella clinica elettronica, quindi l’archiviazione digitale dei dati sanitari di un paziente, che in questo modo diventano sicuri, facilmente condivisibili e sempre consultabili.

Inoltre alcuni dispositivi Internet of Things (IoT) collegati all’e-health, come gli smartwatch o altri strumenti in grado di misurare i parametri vitali, possono aiutare le compagnie assicurative a tenere sotto controllo il livello di salute dei propri pazienti, promuovendo se necessario l’adozione di comportamenti salutari.

La grossa mole di dati raccolti e immagazzinati tramite l’e-health può poi essere analizzata tramite l’intelligenza artificiale, che permette di rielaborarli rapidamente per adattarli alle esigenze specifiche del mondo assicurativo.

Le startup in primo piano

Ro

Tra le principali startup attive nel mondo e-health troviamo l’americana Ro, una piattaforma digitale per la salute che si prende cura del paziente dalla diagnosi alla delivery della cura e all’assistenza. Nata a New York nel 2017, fino ad oggi ha raccolto investimenti per un miliardo di dollari.

Il suo Ceo CEO Zachariah Reitano ha espresso un concetto molto importante a Crunchbase. “Pensiamo che l’assistenza sanitaria digitale sia qui per restare”, ha detto Reitano. “Anche se non tutte le problematiche sanitarie sono adatte per l’assistenza a distanza, pensiamo di essere nel bel mezzo di un massiccio cambiamento paradigmatico verso una mentalità digitale, dove i pazienti penseranno prima di tutto se possono ricevere un’assistenza sicura e di alta qualità online, e poi cercheranno un’assistenza di persona, se può servire meglio le circostanze specifiche”.

1000Farmacie

Un esempio italiano recente è invece 1000Farmacie, che a febbraio 2022 ha raccolto 15 milioni di dollari in un round di investimenti guidato da P101 SGR e HBM Healthcare Investments.

La società è nata nel 2019 con lo scopo di unire le migliori farmacie italiane, con i rispettivi magazzini, per mettere a disposizione degli utenti la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di prodotti al prezzo migliore e riceverli direttamente a casa tramite il servizio di consegna, ma, complice il Covid, ha già ampliato la sua missione.

“L’attuale esperienza sanitaria è estremamente frammentata comportando disagi per il cliente finale. 1000Farmacie punta a unificare l’esperienza sanitaria digitale: dall’acquisizione di informazioni attendibili online alla consegna di farmaci a domicilio in poche ore, passando per il teleconsulto e i test diagnostici. La nostra piattaforma riunisce in modo sinergico circa 1000Farmacie autorizzate, con l’obiettivo di offrire ai consumatori il più grande assortimento disponibile e la possibilità̀ di acquistare in sicurezza online direttamente dalle farmacie di fiducia”, ha affermato il CEO e cofondatore Nicolò Petrone.

DaVinci Healthcare

Un altro esempio, sempre italiano, è DaVinci Healthcare, che sta vivendo una grandissima crescita. Nel 2020, per esempio, la startup ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork che ha raggiunto l’obiettivo minimo di 50 mila euro già 29 giorni prima della chiusura programmata.

DaVinci è una startup innovativa che fa telemedicina, in particolare teleconsulti e telemonitoraggi, facendo leva sulle più avanzate tecnologie, offrendo servizi medici e psicologici a distanza in video o chat. Il servizio è offerto tramite app o webapp e garantisce un tempo di attesa massimo di 20 minuti.

A maggio 2022 il sito di DaVinci Healthcare conta 650 mila visite all’anno, e i suoi sistemi organizzano 35 mila appuntamenti medici.

AllWell

Nata a Milano nel 2021, AllWell è una startup insurtech italiana per il segmento salute che punta a rendere più semplice e fruibile la copertura sanitaria, così da prevenire piuttosto che curare. Si tratta di un modello di copertura assicurativa interamente tecnologico e digitale per prestazioni sanitarie, con soluzioni parametriche basate su abbonamento mensile.

“L’idea deriva da un’intuizione: quelli che sono gli elementi alla base della trasformazione digitale del settore assicurativo, ovvero una fiducia limitata da parte della clientela e l’importanza del networking, una complessità dei processi e un’attivazione del servizio in momenti difficili, entrano in sinergia con il settore health” ha spiegato a InsuranceUp il founder Gerardo di Francesco.

Qui un approfondimento

A settembre 2021 AllWell ha lanciato una versione beta, e una volta terminata la fase di testing la piattaforma sarà aperta al mercato. “Tra i nostri progetti futuri prevediamo servizi di mappatura genetica, sistemi di gestione del rischio legati ai parametri vitali rilevati da wearable, attività di donazione del sangue” ha spiegato Di Francesco.

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Fin+Tech, le 16 startup scelte dal programma di accelerazione fintech e insurtech di CDP Venture Capital

Fin+Tech, il programma di accelerazione fintech e insurtech lanciato da CDP Venture Capital, ha selezionato le sue prime 16 startup, e c’è anche Insurance4Music, tra i vincitori della call Open-F@b Call4Ideas 2021 promossa da BNP Paribas Cardif con Insuranceup.

Insurance4music, l’assicurazione digitale dedicata al mondo della musica

Nato da un’iniziativa di CDP Venture Capital insieme a Digital MagicsStartupbootcampFintech DistrictNexi e Credem, Fin+Tech è parte della Rete Nazionale Acceleratori CDP, un network presente su tutto il territorio per aiutare la crescita di nuove realtà specializzate nei mercati a maggiore potenziale.

Qui un approfondimento

La prima call, lanciata a luglio 2021, si è conclusa con la raccolta di 300 candidature di cui circa il 50% provenienti dall’estero: un importante segno dell’interesse verso il mercato italiano per i segmenti insurtech e fintech.

La selezione è stata effettuata su criteri di innovatività della soluzione, composizione del team, scalabilità del progetto, potenziale di mercato. In ambito fintech sono state premiate quelle iniziative legate ai sistemi di pagamento, lending, sistemi di certificazione e interoperabilità basate sulla blockchain, sistemi di credito e scoring per e-commerce, intelligenza artificiale e open banking, soluzioni di tokenizzazione per transazioni finanziarie e piattaforme di robo advisory. Per quel che riguarda l’insurtech sono stati privilegiati sistemi di digitalizzazione delle polizze online, piattaforme di automatizzazione delle transazioni assicurative, risk management in ambito assicurativo, prodotti assicurativi IoT based.

Fin+Tech, la lista delle startup selezionate

  • Cents, piattaforma ad impatto sociale che unisce l’esperienza del dono ad ogni acquisto, connettendo persone, aziende ed istituti finanziari al Terzo settore.
  • Earnext SA, piattaforma di total wealth management indirizzata a consulenti finanziari.
  • Exain, piattaforma blockchain-based per la tokenizzazione e la gestione di asset.
  • Flowbe ha progettato ed ingegnerizzato TENet (Trasted Exchange Network): prima piattaforma di interoperabilità che consente ad aziende/operatori/utenti di interagire in seno a processi specifici in modalità nativamente digitale e certificata.
  • Icashly, app mobile di digital banking volta a semplificare e migliorare gli aspetti finanziari delle persone: paga, risparmia, investi ed impara.
  • Ooki, app per il financial well-being, consente agli utenti di ottimizzare il proprio livello di rischio di credito attraverso l’open banking.
  • Politically, piattaforma che punta a rendere digitale e trasparente la raccolta fondi durante le campagne elettorali.
  • SplittyPay, piattaforma che offre soluzioni di pagamento innovative.
  • Aptus.ai, startup innovativa che rende i regolamenti bancari accessibili in formato machine readable applicando tecnologie proprietarie di intelligenza artificiale per automatizzare l’analisi d’impatto in un contesto multi-lingua e cross-country.
  • Coyzy, applicazione mobile di sicurezza personale e prevenzione della violenza basata sul concetto di crowd-sourcing, con il supporto delle community locali.
  • Delega, SAAS cloud based fintech la cui missione è digitalizzare interamente il processo delle procure bancarie per le aziende di medie e grandi dimensioni.
  • Fairsich, startup che fornisce soluzioni IoT e software per valutare in tempo reale il livello di rischio di un guidatore, abilitando modelli di prezzo dinamico in ambito mobility.
  • Insurance4Music, primo broker interamente dedicato al mondo della musica, che, tramite una piattaforma digitale, offre diverse soluzioni assicurative, dall’assicurazione sugli strumenti musicali alle polizze eventi.
  • Lawing, piattaforma web che semplifica il processo di vendita da remoto di prodotti finanziari, consentendo a banche e assicurazioni di incontrare in video meeting clienti e prospect, condividere con loro documenti e/o contratti e riceverli firmati digitalmente.
  • Open-Source Modelling, startup che si occupa dello sviluppo e fornitura di modelli attuariali e/o di calcolo del rischio attraverso soluzioni open-source.
  • TrueScreen, app che consente di certificare foto, video, screenshot, documenti e registrazioni audio garantendo con estremo valore probatorio che ogni contenuto generato da smartphone o tablet sia autentico ed immodificabile.

Le 16 startup, operative in ambito fintech e insurtech, avranno la possibilità di accedere al programma beneficiando di un investimento iniziale di 48.500 euro, di un percorso di accelerazione di 4 mesi con il supporto di un network di mentor, corporate di settore e del mondo venture capital e, per le realtà che saranno considerate più promettenti, di un follow-on di investimento fino a 300mila euro.

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Tiassisto24, il “ponte” digitale tra assicurazioni e mondo automotive

Un ponte tra il settore assicurativo e quello automotive reso possibile dalla tecnologia: è Tiassisto24, tra le startup vincitrici di Open-F@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione del contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp dedicata al tema “L’Assicurazione + Accessibile”.

La sua sfida? Supportare le compagnie nel rendere l’assicurazione più attrattiva e accessibile grazie all’arricchimento con micro-servizi digitali per il veicolo che semplificano la vita quotidiana anche nelle piccole cose, dalle scadenze fino agli inconvenienti come una multa.

Come nasce Tiassisto24

Tiassisto24 nasce nel 2014 all’interno del programma di accelerazione di LUISS EnLabs a Roma, da un’idea di Michele e Giuseppe Romagnoli, co-founder, e Claudio Della Loggia, assicuratore. Il progetto nasce dall’incontro della necessità dei clienti di un supporto per la gestione dei veicoli e delle pratiche ad essi legate, rilevata da Della Loggia, e con l’esperienza nel settore dei servizi automotive dei fratelli Romagnoli.

Nel 2015, dopo un round di finanziamento da 350mila euro, va live la prima versione della piattaforma. Comincia così la fase di gavetta per capire come presentarsi ai mercati insurance e automotive.

“Tiassisto24 nasce come piattaforma B2C, pensata per l’uso diretto dei driver” racconta Michele Romagnoli, CEO e co-founder. “Nei successivi tre anni abbiamo notato come fosse molto apprezzata da chi li aveva come clienti: nel 2018 si sviluppa quindi una seconda anima per il mondo delle autofficine, con un’offerta di servizi come gestione di scadenze e multe, prenotazione della manutenzione o gestione dei documenti, da proporre al cliente per aumentare la fidelizzazione.”

Nel 2019 arriva un secondo round di crowdfounding da 130mila euro finalizzato allo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale. Nascono così applicazioni “spin-off” come per esempio Multe24, app che attraverso tool di lettura delle immagini permette la gestione delle multe. Queste applicazioni possono essere scaricate e usate dagli utenti, ma sono pensate come un servizio professionale, basato su API per permettere l’integrazione in altri applicativi o con competenze verticali e facilmente scalabile.

Tiassisto24 diventa così quello che è oggi: una piattaforma basata su intelligenza artificiale e machine learning che permette la configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2C, B2B2C e B2B.

Negli ultimi anni, Tiassisto24 si è consolidata in particolare sul mercato B2B ed è stato scelto da clienti come Arval, società leader nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità sostenibile, e Arag Italia, compagnia assicurativa specializzata nella tutela legale.

Tiassisto24, come funziona la piattaforma

La piattaforma Tiassisto24 offre una serie di micro-servizi “driver-centric” per la gestione dei veicoli: da strumenti per gestione di scadenze e documenti a tagliandi, assicurazioni, multe, pagamenti online e servizi complementari di soccorso stradale, tutela legale e recupero dei punti della patente.

Per fare un esempio dell’utilizzo pratico, Romagnoli ci ha raccontato come funziona lo strumento Multe24, che permette non solo di pagare le multe, ma anche di fare ricorso per quelle considerate non corrette.

“Per prima cosa, l’applicazione acquisisce l’immagine della multa tramite foto e ne ricava le informazioni necessarie. Attraverso un bot, conferma i dati necessari alla valutazione e richiede quelli mancanti. A questo punto rilascia uno scoring che indica la percentuale di successo in caso di ricorso. Il processo si completa con il reindirizzamento a consulenti legali se ricorribile, o in alternativa al pagamento per la pubblica amministrazione, completamente digitale grazie all’integrazione di PagoPA.”

Uno sguardo al futuro: incentivare i componenti virtuosi dell’automobilista

“Open-F@b Call4Ideas ha rappresentato per noi un riconoscimento importante perché è l’evidenza del perfetto marketfit del nostro modello con le nuove logiche del mercato delle corporate, che non a caso arriva in questo momento storico di grandi cambiamenti paradigmatici nella relazione con i clienti” afferma Romagnoli.

“Non è facile scalare su mercati come quello assicurativo e automotive perché si tratta di settori che devono imprimere una forte accelerazione sulla trasformazione digitale. Ma oggi, con le seconde generazioni “digitali”, cominciano ad esserci maggiori opportunità”.

L’obiettivo ora è crescere e scalare attraverso questa nuova ventata di digitalizzazione, strutturata e spinta anche dalle grandi corporate grazie all’open innovation.

“Abbiamo dovuto aspettare un bel po’ affinché questo mondo si muovesse, ma ora siamo di fronte a una nuova era di relazione con il cliente finale, che può e deve diventare un soggetto responsabile, un ‘driver virtuoso’” – spiega Romagnoli. “Non è solo un tema hardware. Ci aspetta un periodo grigio e ibrido di transizione, dove ci saranno ancora veicoli endotermici. Per i prossimi 10-15 anni sarà importante il ruolo del driver virtuoso che adotta i componenti migliori – scadenzati e organizzati grazie a tecnologie come la nostra e all’intelligenza artificiale – per rendere il parco circolante più possibile ecosostenibile. Penso che abbiamo il ruolo essenziale di supportare il driver con servizi che gli offrano la possibilità di adottare quotidianamente comportamenti sostenibili e monitorarli nel tempo”.

Per quanto riguarda il modello di business, il focus di Tiassisto24 sarà sempre più focalizzato su B2B e B2B2C brandizzati, ma resterà l’anima di B2C puro come laboratorio di messa a punto dei servizi.

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Insurance4music, l’assicurazione digitale dedicata al mondo della musica

Un intermediario digitale per tutti i bisogni del mondo della musica. Così si definisce Insurance4music, tra le startup vincitrici di Open-F@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione del contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp dedicata al tema “L’Assicurazione + Accessibile”.

È proprio accessibilità che vuole portare Insurance4music, attraverso l’offerta di polizze digitali per i professionisti della musica che, spesso, non hanno a disposizione coperture adatte alle loro esigenze.

Come nasce Insurance4music

“L’interesse per il mondo della musica deriva dalle mie origini” racconta Carmine Capone, Ceo e co-founder. “Sono un broker originario di Cremona, città famosa per la liuteria. Avvicinandomi al mondo delle assicurazioni per gli strumenti musicali, mi sono reso conto che molti musicisti non erano a conoscenza di questo servizio.”

Il settore entertainment è un mercato che solo in Italia conta oltre 4,6 milioni di musicisti, con oltre mezzo milione di strumenti venduti all’anno: un grande bacino ancora fortemente sottoassicurato.

Assieme a Carlo Francesco Dettori, broker specializzato in digitalizzazione e distribuzione assicurativa, Capone decide quindi di studiare l’idea di digitalizzare l’offerta assicurativa per la musica. Con Manuele Bassanini, Ceo di IT Impresa, e Alessandro Achilli, co-founder dell’azienda IT Pragmatica web, il team è al completo: nel 2018 viene fondata Insurance4music.

Nel corso dell’anno successivo, la piattaforma ottiene un buon feedback iniziale alla sua presentazione a importanti eventi del settore, come quello della Scuola Internazionale Musicale di Milano, il MIR di Rimini e Cremona Mondo Musica.

Online da alcuni mesi, la piattaforma Insurance4music ha già raccolto circa 2000 interazioni, distribuito un migliaio di preventivi e stipulato 200 polizze.

“Il nome di Insurance4music si sta affermando come un esperimento di digitalizzazione per il settore. Abbiamo da poco chiuso un accordo con DocServizi, una delle più importanti cooperative per la tutela dei diritti degli operatori del mondo dello spettacolo, e con MusicPool, il più grande gruppo di acquisto di prodotti musicali in Italia, che sarà distributore dei nostri prodotti assicurativi.”

Insurance4music, come funziona la piattaforma

“La piattaforma è, per scelta, molto semplice e intuitiva” spiega Capone. “È sufficiente compilare i propri dati e rispondere a un veloce questionario per ricevere una prima proposta adatta alle proprie esigenze. Per procedere è sufficiente completare la propria anagrafica completa, e si riceve una mail con il preventivo, l’informativa sulla privacy, e accesso al tool per la verifica del proprio strumento”.

Il sistema verifica quindi lo strumento permettendo di caricare un documento che ne attesti il valore, o una foto dotata di numero seriale. A questo punto viene automaticamente emessa la polizza, che si attiva non appena ricevuto il pagamento (digitale) da parte del consumatore.

L’intero processo richiede circa 3 minuti al consumatore per l’inserimento dei dati e documenti richiesti, e si conclude nel giro di 24 ore.

Le prospettive future

Dopo la vittoria di Open-F@b Call4Ideas 2021, Insurance4music ha partecipato nel mese di gennaio al programma di accelerazione Fin+Tech di CDP Venture Capital. Nel corso dell’anno, la sua piattaforma continuerà a evolversi.

“Abbiamo scelto l’assicurazione dello strumento musicale come prima offerta full digital, ma stiamo lavorando per digitalizzare completamente anche opzioni più complesse, come la copertura per gli eventi musicali” dice Capone, “l’obiettivo per il 2022 è inserire anche polizze per infortuni, responsabilità civile e viaggio dedicate ai musicisti. Vogliamo offrire una copertura completa e complessiva per il settore musica, attraverso il canale digitale”.

Il 2022 vedrà anche accelerare il progetto che la startup sta realizzando in partnership con la società informatica Round T Block per il primo tag NFC associato alla blockchain per la certificazione degli strumenti musicali.

“Stiamo creando un tag NFC passivo che, applicato allo strumento, permetterà di registrare i suoi dati di tracciamento su una piattaforma blockchain per garantirne la provenienza”. Scansionando il tag tramite l’apposita app mobile, sarà possibile visualizzare tutte le informazioni relative a produzione, distribuzione e proprietari precedenti, garantendo la tracciabilità. Uno strumento utile a combattere la contraffazione e il mercato degli strumenti rubati.

“Si tratta del primo passo verso il nostro progetto finale” ci rivela Capone. “Vogliamo creare il primo network IoT attivo applicato agli strumenti. In pratica, un sistema di sensoristica che permetta di rilevare le abitudini di utilizzo dello strumento per abilitare assicurazioni personalizzate e flessibili – sempre tutto in digitale.”

Le possibilità sono diverse: polizze che si attivano e disattivano in automatico solo quando lo strumento “esce” per un concerto e non quando non è utilizzato, o l’inoltro automatico del sinistro quando il tag rilevi un urto.

“Dopo questi due anni di pandemia ci auguriamo di vedere a compimento i nostri progetti, anche grazie al supporto di BNP Paribas Cardif” conclude Capone.

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Klondike, la piattaforma per l’Intelligenza Artificiale alla portata di tutti

Fornire soluzioni per automatizzare i processi con il potere dell’AI, in modo semplice e integrato per aziende di tutte le dimensioni: è la mission di Klondike, uno dei tre vincitori dell’ottava edizione di Open-F@b Call4Ideas 2021, – l’open innovation contest promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con Insuranceup – dedicata al tema “L’Assicurazione + Accessibile”.

Klondike lavora per consentire a tutte le imprese, piccole e grandi, di utilizzare l’Intelligenza Artificiale nei loro processi aziendali in maniera semplice, veloce ed economica. Si propone come alternativa all’offerta di AI oggi più diffuse sul mercato, che tendono ad essere costose, richiedono sviluppatori interni e hanno lunghi tempi di realizzazione. Eliminando queste barriere all’entrata, Klondike punta a democratizzare e industrializzare l’utilizzo degli algoritmi di intelligenza artificiale.

Come nasce Klondike

“Klondike nasce tra fine 2020 e inizio 2021, dall’idea di offrire soluzioni di utilizzo concreto dell’intelligenza artificiale a misura di azienda, dando anche a piccole e medie imprese la possibilità di toccare con mano le sue potenzialità,” racconta Alex Roggero, CEO e Co-founder. “La sua concezione risale a qualche anno prima, dall’incontro tra l’esperienza dei suoi founder e il know how della ricerca universitaria in un progetto con l’Università di Verona per agevolare l’implementazione di AI in azienda.”

Il team dei founder è composto da Alex Roggero e Lorenzo Tiberi, entrambi con un background in posizioni di sales e sviluppo di business Software as a Service nel mercato B2B italiano e internazionale, Davide Giarolo e Davide Bonamini, già founder del tool di CRM open source italiano vtenext, Denis Dal Maso e Manuele Maporti. Ad affiancarli, un team di tecnici, sviluppatori e data scientist.

“La tematica Intelligenza Artificiale è oggi molto attuale, un po’ una buzzword sulla bocca di tutti” spiega Roggero, “La nostra declinazione è un modo nuovo di presentarla, prima di tutto molto concreto”.

Quella di Klondike si è rivelata una proposta vincente: la startup incontra subito l’interesse del mercato ottenendo nel giro di poco tempo diversi riconoscimenti – a partire dalla vittoria di contest come Open-F@b Call4ideas 2021 e il premio 2031, il concorso della Camera di Commercio Italiana a Barcellona Mt Start BCN, e l’opportunità di percorsi di incubazione in I3P del Politecnico di Torino e The Net Value di Mario Mariani.

Klondike, come funziona la piattaforma

Un’importante particolarità della piattaforma cloud di Klondike è che i suoi strumenti sono sviluppati per essere integrabili ai software di CRM, ERP, o e-Commerce più comunemente utilizzati dalle aziende, permettendo un’implementazione immediata che non richiede di imparare l’utilizzo di nuovi tool.

Klondike offre diversi tipi di algoritmi, da chatbot a uso sia esterno che interno all’organizzazione, a classificatori che permettono di automatizzare processi come lo smistamento di mail e ticket ai team di competenza, fino a strumenti di computer vision con riconoscimento ottico dei caratteri, per la digitalizzazione di immagini con testo e documenti.

La piattaforma si basa su tre componenti:

-Connettori, che permettono lo scambio di dati tra i tool di CRM, ERP etc dell’azienda con la piattaforma

-Un motore BPM (Business Process Management), che permette all’azienda di disegnare i processi aziendali e inserire gli algoritmi che preferisce senza la necessità di scrivere codici

-Gli algoritmi AI, sviluppati dal team di Klondike o in collaborazione con spinoff o startup terze.

Questo sistema permette di avere un’ampia scelta di algoritmi, sempre rinnovati e facilmente implementabili perché già connessi all’ambiente di lavoro “solito” dell’azienda.

Le prospettive future

“Finora ci siamo autofinanziati, e già il progetto potrebbe sopravvivere con le sue gambe: nel primo anno di vita abbiamo raccolto diversi clienti B2B, con importanti obiettivi di fatturato per il 2022” spiega Roggero. “Penso che oggi abbiamo il grande vantaggio competitivo di essere unici sul mercato tra proposition, target di riferimento e posizionamento trasversale. Per questo puntiamo a raccogliere un round seed entro la fine del primo trimestre dell’anno”.

Tra i progetti di crescita per il 2022 c’è la prospettiva di lanciare nuove collaborazioni con startup nazionali e internazionali per ampliare il catalogo dei suoi algoritmi, nonché creare combo sempre più articolate da offrire come pacchetti per le aziende. In più, Klondike punta a creare una rete di partner per vendere le sue soluzioni più capillarmente, anche sul mercato europeo.

Infine, potenzierà il proprio team interno per lavorare sul miglioramento della piattaforma, con l’obiettivo di renderla sempre più automatizzata e il più possibile self-service.

L’articolo Klondike, la piattaforma per l’Intelligenza Artificiale alla portata di tutti proviene da InsuranceUp.


L’insurtech per assicurazioni più aperte in una società che cresce

Che cosa sarebbe accaduto se la pandemia fosse scoppiata nel 2001? Oppure, ancora peggio, nel 1981? Senza Internet, senza l’ecommerce, senza la rete digitale che ormai ci avvolge? Di fronte alla quarta ondata del coronavirus mutato le domande pulsano in testa. Come avremmo potuto reggere senza la possibilità di fare scuola a distanza? Di continuare a lavorare seppur davanti a un monitor? Di ordinare la spesa online? Di vedere i nostri cari attraverso uno schermo?
È stato comunque un dramma ma sarebbe stato molto peggio senza il lavoro di tante imprese che hanno visto il futuro prima di altre, hanno investito sulla tecnologia ma hanno soprattutto saputo immaginare modi nuovi per fare cose vecchie, che è poi l’essenza dell’innovazione. Molte sono startup, avvantaggiate dalla loro agilità e dalla dimestichezza con la tecnologia e le sue applicazioni.
Durante l’emergenza, a più di un italiano su due le tecnologie digitali hanno consentito di provvedere alle proprie necessità (58,6%), di mantenere le relazioni sociali (55,3%) e di continuare a lavorare o studiare (55,2%), ci ricorda il 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: la dimensione digitale ha mostrato tutta la sua potenza e, come dice da tempo il filosofo Luciano Floridi, la sua inevitabile legame con la dimensione fisica. Siamo sempre gli stessi ma possiamo fare cose, ottenere servizi, avere accesso a relazioni prima impossibili o in modalità prima impensabili. Difficilmente si potrà tornare allo stato ante Covid.

Il digital vortex è entrato nelle nostre vite. Adesso aziende e pubbliche amministrazioni devono adeguarsi. Lo stanno facendo, non sempre è facile ma è ormai necessario, inevitabile. Un modo per farlo più rapidamente è scoprire le soluzioni delle startup, sostenerle, farle proprie, lavorare con imprenditori che hanno deciso di affrontare un rischio e lavorano per farlo diventare un valore. La tendenza è forte: l’81% delle grandi aziende fa open innovation e la metà collabora con le startup, ci dice la ricerca annuale degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Trasformation Academy  della School of Management del Politecnico di Milano.

Sono sempre di più quindi le aziende quelle che hanno individuato nelle startup un interlocutore privilegiato per accelerare l’innovazione, che poi vuol dire crescita e sviluppo: si cercano idee, soluzioni, prodotti, competenze, modelli di business in grado di potenziare la tradizione e l’esperienza dell’azienda, la sua presenza sul mercato, la relazione con i clienti. Lo fa persino l’INPS e adesso anche Banca d’Italia, perché l’innovazione aperta può rappresentare la soluzione di un grande freno allo sviluppo.

Lasciamolo spiegare a chi ha teorizzato ormai oltre 20 anni fa l’open innovation. Henry Chesbrough, professore a Berkley, nel suo libro più recente (“Il futuro della open innovation, pubblicato in Italia dalla LUISS, dove ha una cattedra) scrive che l’open innovation serve a risolvere il paradosso davanti al quale si trovano le aziende e i Paesi ad economia avanzata: il progresso tecnologico sta accelerando, mentre la crescita della produttività economica è in calo. Conoscere e incontrarsi con le startup, accettarne gli stimoli, persino le provocazione è un modo senza dubbio concreto per risolvere questo paradosso e dare nuova spinta a un’azienda ma anche a un intero sistema economico e quindi a un Paese.
Nelle assicurazioni la risoluzione del paradosso si chiama insurtech e lo dimostra la crescita degli investimenti a livello globale. La tecnologia serve a migliorare i processi e ottimizzare i margini ma anche ad accrescere la dimensione della copertura, a portare più protezione a chi ancora non ce l’ha o non può permettersela. L’insurtech permette alle assicurazioni di essere, quindi, più inclusive, come ci ha ricordato il tema di Open-F@b Call4Ideas 2021 promossa da BNP Paribas Cardif con InsuranceUp: Assicurazione+Accessibile.  Andate a vedere che cosa fanno le tre startup premiate: mostrano come sia possibile portare utilità, semplicità e velocità in un’industria antica come quella assicurativa. Ne avranno vantaggio le compagnie ma anche la società tutta.

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Open-F@b Call4Ideas 2021, il 25 novembre la finale: ecco il programma

Siamo alle porte della finale per Open-F@b Call4Ideas 2021: giovedì 25 novembre si terrà l’ultimo scontro delle 10 startup finaliste uscite vittoriose dalla Digital Battle per la conquista del titolo di vincitori.

Anche quest’anno, l’evento finale è aperto al pubblico in diretta streaming.

Registrati qui per assistere alla finale!

Per la sua ottava edizione, il contest di BNP Paribas Cardif si è concentrato sul tema “l’Assicurazione + Accessibile”, per portare attraverso l’innovazione maggiore inclusività e accessibilità nel mondo assicurativo.

A sfidarsi con le loro idee innovative sono Agente Più, Contesto, Cristail, Insurance4Music, Klondike, Lawing, Lifedata, Meedox, Messagenius e Tiassisto24.

Scopri qui i progetti finalisti

Open-F@b Call4ideas 2021, il programma dell’evento finale

L’evento finale, che si terrà dalle 15.30 alle 17.00, prevede un pomeriggio all’insegna dell’innovazione, con interventi a tema ed interviste ai finalisti ad alternarsi a battaglie di pitch fino alla proclamazione dei vincitori.

Tra gli ospiti Andrea Veltri, Business Lines Director di BNP Paribas Cardif, Andrea Rangone, Presidente di Digital360 – la società che amministra il network di cui fa parte InsuranceUp – e come Special Guest Nicolò Briante, Co-Founder di D-Heart, azienda tecnologica italiana di e-health specializzata in prodotti per il monitoraggio della salute cardiaca.

Conduce il direttore di InsuranceUp, Giovanni Iozzia.

Ecco l’agenda:

15.30 Benvenuto

Conduce Giovanni Iozzia, Chief Editor EconomyUp e InsuranceUp, Digital 360

15.35 Apertura lavori

Roberta Avanzini, Head of Research&Development, BNP Paribas Cardif
Andrea Rangone, President, Digital360

15.50 Battle | Top 10

Introdotte da Giovanni Iozzia, Chief Editor EconomyUp e InsuranceUp, Digital 360

16.10 Speech

Intervento di Giovanni Iozzia, Chief Editor EconomyUp e InsuranceUp, Digital 360

16.20 Battle | La finale

Giovanni Iozzia e Andrea Rangone intervistano le 5 startup finaliste

16.45 Special Guest

Intervento di Nicolò Briante, Co-Founder di D-Heart con Andrea Rangone

17.00 Premiazione vincitori e Chiusura lavori

Andrea Veltri, Business Lines Director, BNP Paribas Cardif

Roberta Avanzini, Head of Research&Development, BNP Paribas Cardif

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Open-f@b Call4Ideas 2021, i vincitori sono Insurance4music, Klondike e Tiassisto24

Insurance4music, Klondike e Tiassisto24 sono i vincitori dell’8a edizione di Open-F@b Call4Ideas 2021, il contest dedicato a startup, scale-up, giovani studenti e imprese innovative, promosso da BNP Paribas Cardif in collaborazione con InsuranceUp e PNICube.

A seguito della Digital Battle che ha permesso al Comitato di Valutazione di BNP Paribas Cardif in Italia di selezionare i 9 migliori progetti, a cui si è aggiunto quello scelto dai dipendenti della Compagnia tramite sondaggio, i 10 finalisti si sono sfidati durante la Final Challenge di ieri. Dopo la votazione del pubblico online, che ha seguito l’evento e selezionato i 5 migliori pitch, la giuria composta da membri di BNP Paribas Cardif ed esperti esterni di vari ambiti ha premiato le startup Insurance4music, Klondike e Tiassisto24. Saranno loro ad essere affiancate dal team R&D di BNP Paribas Cardif nello sviluppo e nella concretizzazione del loro progetto, che sarà integrato nei prodotti o nei modelli di offerta della Compagnia.

Tre progetti per l’Assicurazione + Accessibile

Il tema dell’edizione 2021 di Open-F@b Call4Ideas, “L’Assicurazione + Accessibile”, è stato scelto con l’obiettivo di individuare soluzioni in grado di: veicolare una comunicazione semplificata; rendere l’esperienza assicurativa più fluida; accelerare la velocità di risposta al mercato; migliorare la proposizione e la gestione delle attività assicurative per raggiungere una platea più ampia di clienti e stakeholders.

Ad approfondire la tematica all’evento finale, condotto da Giovanni Iozzia, Direttore EconomyUp e InsuranceUp, si sono alternati gli interventi di Roberta Avanzini, Head of Research&Development di BNP Paribas Cardif, Andrea Rangone, Presidente di Digital360 Società Benefit e Nicolò Briante, Co-Founder di D-Heart.

Con le loro idee Insurance4music, Klondike e Tiassisto24 sono riuscite a fornire stimoli originali interpretando le esigenze emergenti nel settore con strumenti innovativi che possono contribuire a rendere “L’Assicurazione + Accessibile”.

Open-f@b 2021, i premi per vincitori e finalisti

I tre vincitori, oltre al supporto di BNP Paribas Cardif, avranno la possibilità di presentare il progetto e confrontarsi con altre startup ospitate a BivwAk! l’incubatore interno del Gruppo BNP Paribas con sede a Parigi.

Tutti i finalisti dell’edizione 2021 saranno, inoltre, introdotti a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation, che ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione della Compagnia attraverso investimenti in startup early stage, e inclusi nella piattaforma interna impiegata nell’ecosistema di Open Innovation di BNP Paribas per condividere, gestire e promuovere la cooperazione con le start-up.

Quest’anno, inoltre, grazie alla partnership con PNICube – associazione con 50 associate tra Università e incubatori accademici che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane, nata con l’obiettivo di stimolare la nascita e accompagnare al mercato nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza di provenienza universitaria – la call è stata estesa anche ai più giovani in maniera più capillare sul territorio.

Open-f@b Call4Ideas 2021, i progetti vincitori

Insurance4music

Insurance4music è il primo intermediario assicurativo verticalizzato nel settore entertainment. La startup vuole affermarsi come punto di riferimento per tutti gli operatori del settore – dal singolo musicista alle scuole di musica, fino ad arrivare ai grandi organizzatori di concerti – tramite una piattaforma online che permetta di stipulare in maniera semplice ed immediata le polizze assicurative.

Tre aggettivi per descrivere il progetto

Semplice, immediato, accessibile

Contributo del progetto per rendere l’Assicurazione + Accessibile

La piattaforma Insurance4music permetterà di stipulare in maniera semplice e immediata le polizze assicurative di cui gli operatori del settore avranno bisogno; tramite l’utilizzo di IoT e blockchain questa procedura sarà ancora più immediata, perché si potrà fare in modo che le polizze (o le denunce di sinistro) si attivino in automatico al verificarsi di un determinato evento.

Team

Carmine Capone, Carlo Francesco Dettori, Manuele Carlo Mino Bassanini, Alessandro Achilli, Diego Carlo Camnasio

Klondike

Klondike si pone l’obiettivo di democratizzare l’accesso all’Intelligenza artificiale per tutti. Attraverso la creazione di un Marketplace di algoritmi facile da usare, Klondike permette a tutte le aziende, di qualsiasi settore e dimensione, di sfruttare il potere dell’AI direttamente all’interno dei propri processi aziendali in modo facile, veloce e sostenibile, a costi ridotti e senza la necessità di assumere personale specializzato.

Tre aggettivi per descrivere il progetto

Semplice, veloce, sostenibile

Contributo del progetto per rendere l’Assicurazione + Accessibile

Grazie a Klondike l’Assicurazione potrà dotarsi di chatbot per rispondere in real time alle domande più semplici dei propri clienti e lead, classificare le richieste e le mail in entrata e smistarle in pochi istanti al team/persona corretta (aumentando la customer experience), digitalizzare qualsiasi documento in entrata come contratti, carta di identità, fatture, polizze, ecc. potendo poi classificare i dati ottenuti e utilizzarli per altre attività. Tutto questo, direttamente all’interno del proprio consueto tool aziendale (CRM, ERP, ecc.).

Team

Alex Roggero, Lorenzo Tiberi, Davide Giarolo, Davide Bonamini

Tiassisto24

Tiassisto24 è la piattaforma di micro-servizi basata su AI e Machine Learning per la gestione dei veicoli come scadenze, multe, prodotti assicurativi e autoriparazioni, che permette la configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2C, B2B2C e B2B.

Tre aggettivi per descrivere il progetto

Utile, fidelizzante, integrabile

 Contributo del progetto per rendere l’Assicurazione + Accessibile

La sfida di Tiassisto24 è supportare le compagnie nel rendere l’assicurazione più attrattiva e accessibile attraverso il concetto di “servitizzazione” dei prodotti, grazie all’arricchimento con micro-servizi digitali che semplificano la vita quotidiana anche nelle piccole cose, dalle scadenze fino agli inconvenienti come una multa. Grazie alla piattaforma basata su AI, Machine Learning e API è possibile integrare e personalizzare qualsiasi prodotto assicurativo.

Team

Michele Romagnoli, Lorenzo Sfarra, Giuseppe Romagnoli, Nicola Piccoli, Vincenzo Di Deo, Sebastiano Davoli

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Open-F@b Call4Ideas 2021 verso la finale: ecco i 10 finalisti

Si avvicina alla sua conclusione Open-f@b Call4Ideas 2021, l’ottava edizione dell’innovation contest di BNP Paribas Cardif con InsuranceUp e, novità di quest’anno, PNICube.

Dopo tre serrati gironi di Digital Battle, durante la quale i semifinalisti si sono confrontati con i pitch dei loro progetti innovativi, sono stati decretati i 10 finalisti, che si sfideranno il 25 novembre in diretta streaming davanti alla giuria di esperti per decretare i vincitori.

Registrati qui per assistere all’evento finale!

Open-F@b 2021: l’Assicurazione + Accessibile

Inclusività, accessibilità e semplicità le parole chiave della call di quest’anno, il cui tema è “l’Assicurazione + Accessibile”.

I concorrenti dovranno convincere la giuria con soluzioni per rendere l’assicurazione più vicina al consumatore, più aperta, e in grado di raggiungere quante più persone possibili per aiutare ad arginare il “protection gap” in Italia.

Open-f@b 2021, chi sono i finalisti

Sono Agente Più, Contesto, Cristail, Insurance4Music, Klondike, Lawing, Lifedata, Meedox, Messagenius e Tiassisto24 i 10 finalisti scelti dal comitato.

Andiamo a conoscere i loro progetti.

Agente Più

Agente Più è una piattaforma digitale, sia web che app iOS e Android, per la distribuzione di prodotti assicurativi.

Attraverso la tecnologia gestisce in modo smart, semplice e innovativo una rete di intermediari e agenti, occupandosi di formazione, consulenza alla vendita e alla gestione contratti.

Contesto

Contesto ha creato il portale Assibot, che affronta le tematiche connesse a rischi, assicurazioni e diritto. Scopo del progetto è quello di sensibilizzare e informare gli utenti sulla necessità di una soluzione assicurativa per tutelarsi in base ai propri bisogni. Pienamente flessibile, la piattaforma può essere modulata con i contenuti più adatti per definiti target di clientela (retail, corporate. P.A. etc)

Cristail

Cristail sviluppa strategie di investimento proprietarie AI-based a supporto di banche e società di investimento.

Mediante l’implementazione di tecniche di machine learning e di deep learning, offre strumenti innovativi per l’asset manager, sistemi automatizzati di investimento nei mercati finanziari e di supporto alle decisioni di investimento.

Insurance4music

Insurance4music nasce dall’incontro di esperienze diverse in ambito IT, musicale e assicurativo per offrire a tutti i musicisti, professionisti e appassionati, la possibilità di trovare l’assicurazione ideale per i propri strumenti musicali in base alle proprie esigenze.

Si tratta di comparatore dedicato al mondo della musica, che consente di cercare la polizza e aderire in pochi passaggi, completamente online.

Klondike

Klondike automatizza i processi aziendali grazie al potere dell’AI, aumentando l’efficienza interna e offrendo una migliore customer experience. Ha creato un Marketplace di algoritmi di facile utilizzo sempificando l’accesso all’AI alle aziende di qualsiasi settore.

Lawing

Lawing ha sviluppato Agree.Live, una piattaforma di video conferenza che consente di apporre la Firma Elettronica (Avanzata e con SPID) durante le videocall. Su Agree.Live gli utenti possono vedersi, parlarsi e formalizzare i loro accordi, firmando elettronicamente i contratti on line.

Lifedata

Lifedata AI accelera il business con customer intelligence e personalizzazione: semplifica le interazioni umane con i dispositivi connessi e trasforma le informazioni in ROI.

Meedox

L’idea di Meedox consiste nella creazione di un ecosistema per la cura della salute propria e dei propri familiari e animali domestici favorendo la connessione di utenti, medici, strutture sanitarie e farmacie in un’unica piattaforma. La piattaforma permette agli attori coinvolti una gestione centralizzata delle informazioni e delle operazioni.

Messagenius

Messagenius è specializzata in messaggistica istantanea enterprise: fornisce alle corporate soluzioni di messaggistica istantanea per comunicazioni sicure, produttive e integrate.

Tiassisto24

Tiassisto24 ha sviluppato Drivers Services Platform (DSP), piattaforma tecnologica di micro-servizi basata su AI e Machine Learning per la gestione dei veicoli, che permette di tenere traccia di scadenze, multe, prodotti assicurativi, autoriparazioni e pagamenti.

È progettata per una configurazione modulare e scalabile di soluzioni end-to-end per i canali B2B, B2B2C e B2C mediante un’infrastruttura di API e soluzioni white label.

Open-f@b 2021, l’evento finale

Si svolgerà giovedì 25 novembre a partire dalle 15.30 l’evento finale della call. I 10 finalisti avranno l’occasione di convincere il comitato speciale di esperti in un ultimo round di pitch, al termine del quale saranno decretati i vincitori.

Assisti all’evento per scoprire i vincitori!

I vincitori guadagneranno il supporto del team R&D di BNP Paribas Cardif per lo sviluppo e la concretizzazione del proprio progetto innovativo, e la possibilità per due membri di ogni team vincente di presentare il progetto e confrontarsi con altre startup all’interno dell’incubatore del Gruppo BNP Paribas, BivwAk!.

In più, tutti i finalisti avranno accesso a C. Entrepreneurs Fund, il fondo venture capital di BNP Paribas Cardif con Cathay Innovation. Saranno inoltre inclusi nella piattaforma interna di BNP Paribas per promuovere la cooperazione con le startup in ottica di open innovation.

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Nathalie Dorè (BNP Paribas Cardif): ecco come portiamo innovazione e più accessibilità nelle assicurazioni

Innovazione interna e open innovation, con un occhio attento all’accessibilità per portare l’assicurazione a tutti coloro che ne hanno bisogno: è la ricetta di innovazione di BNP Paribas Cardif.

Nathalie Dorè, Chief Digital and Acceleration Officer alla guida dell’accelerazione digitale e del Gruppo, in questa intervista a InsuranceUp racconta come funziona la “macchina” che lavora per il raggiungimento della mission dell’azienda.

Mission che torna nel tema di Open-f@b Call4Ideas 2021, ottava edizione dell’open innovation contest promosso in collaborazione con InsuranceUp: “l’Assicurazione + Accessibile”. A fine novembre si conosceranno i vincitori, che saranno selezionati con un obiettivo preciso: individuare soluzioni per essere sempre più vicini ai clienti, per offrire protezione a quante più persone possibili, con un focus su inclusività, semplicità e accessibilità.

Segui qui l’evento finale del 25 novembre 2021

Partiamo dalle basi: com’è strutturata l’attività di innovazione all’interno di BNP Paribas Cardif?

In BNP Paribas Cardif, l’attività di innovazione è organizzata in tre step principali: Esplorazione, Sperimentazione e Industrializzazione.

La fase di Esplorazione consiste nel ricercare idee innovative interessanti, tra contest come Open-F@b Call4Ideas, iniziative interne e attività di scouting.

Nella fase di Sperimentazione testiamo il mercato con progetti pilota o su piccola scala, per verificare nel concreto la portata innovativa del nuovo prodotto ed il suo potenziale di crescita. Utilizziamo una metodologia lean startup, un processo dedicato per lavorare con le piccole realtà innovative: all’interno delle nostre Innovation Factory, il cui cuore per l’Europa è il nostro acceleratore BivwAk!, testiamo le proposte delle startup e otteniamo la risposta degli utenti finali. È qui che si ferma la corsa di quei progetti che potevano sembrare interessanti in teoria, ma non stimolano l’“appetito” del mercato. Cruciale in questa fase è essere veloci, per differenziare in fretta i progetti su cui continuare ad investire da quelli senza futuro.

Infine, ultima ma non meno importante, è la fase di industrializzazione, dove i progetti più interessanti vengono strutturati su larga scala, pronti ad affrontare il mercato. È uno step spesso sottovalutato che invece fa la differenza tra un progetto di successo e un bel PoC senza alcun vero impatto.

Per dare un’idea dei numeri, in media acceleriamo con questo metodo 8 progetti all’anno in Asia e 6 in Europa, di cui il 25% arrivano alla fase di industrializzazione.

Per sperimentare le innovazioni più disruptive utilizziamo sandbox, ambienti controllati e protetti per testare nuovi prodotti. Abbiamo un’Innovation Factory per ogni regione: una in Asia, una in Europa e una in costruzione in America Latina.

E a livello locale?

Per quanto riguarda i diversi Paesi in cui operiamo, la nostra politica è quello fornire a tutti gli strumenti e le best practice necessarie ad innovarsi e di “esportare” le migliori innovazioni di ogni area locale alle altre. Così facendo creiamo un sistema virtuoso dove il meglio di ognuno è valorizzato ed esteso a tutte le altre aree dove quel tipo di innovazione può essere applicata.

Abbiamo a questo scopo programmi come l’annuale Innovation Ambassador Program, dove ognuno dei 33 Paesi partecipanti presenta le sue migliori iniziative innovative d’impatto. Assieme agli Head of Strategy e Head of Region delle varie aree valutiamo quali abbiano il maggior potenziale a livello di compagnia. Gli Ambassador selezionati poi si occupano per l’anno successivo di organizzare sessioni di formazione, in cambio di visibilità sia all’interno del gruppo sia in grandi eventi di innovazione.

Qual è il peso dell’open innovation all’interno dell’innovazione di BNP Paribas Cardif?

Crediamo che l’open innovation sia una parte fondamentale del nostro percorso. L’innovazione è nel DNA di BNP Paribas Cardif fin dalla sua nascita. Abbiamo sempre investito sia in innovazione interna sia in collaborazioni con compagnie e startup: sono come due “gambe” per la compagnia, entrambe ugualmente importanti

Siamo sempre al lavoro per migliorare i nostri processi e la nostra capacità di assorbire e sviluppare innovazione. Principalmente ci stiamo concentrando su tre assi: trovare nuove collaborazioni con partner B2B2C come banche o retailers, investire in piattaforme digitali, e spingere sull’impatto sociale, in particolare tramite l’accessibilità – progetto per cui un importante pillar è il nostro contest di open innovation Open-f@b Call4Ideas.

Che cosa significa per una compagnia come BNP Paribas Cardif essere più accessibile?

Rendere l’assicurazione più accessibile vuol dire renderla fruibile da tutte le persone che hanno bisogno di protezione. Oggi vediamo ancora, a livello globale e in Italia in particolare, un grande “protection gap”, ovvero una vasta fetta di popolazione che non ha alcuna copertura assicurativa. Maggiore accessibilità significa raggiungere più persone e diminuire questo “buco” di protezione. Nel concreto significa prima di tutto offrire prodotti assicurativi più semplici, chiari e trasparenti, dando alle persone la possibilità di capire come funzionino e come possano proteggerli.

Qual è il ruolo della tecnologia in questo processo?

La tecnologia e il digitale sono strumenti molto importanti a questo scopo.

Il digitale può essere prima di tutto un nuovo canale, più efficiente di quello tradizionale. È attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di sottoscrivere un’assicurazione e avere accesso a claim e a tutti gli altri servizi in qualsiasi momento ce ne sia bisogno.

Ma non solo: è essenziale perché permette di educare il consumatore. Grazie all’accesso a internet, è uno strumento prezioso per aumentare la consapevolezza del rischio e le opportunità di protezione. Vediamo per esempio la questione del rischio informatico per bambini e ragazzi, e come la tecnologia digitale può aiutare le famiglie ad essere proattive nel proteggere i propri figli.

Crediamo che il canale digitale sia solo un punto di partenza. Vogliamo spingerci oltre, per fare il digitale ed essere digitali a tutto tondo, a partire dal modo di pensare e progettare i nuovi prodotti assicurativi di domani.

Questo è un percorso che non affrontiamo da soli, ma fianco a fianco con i nostri collaboratori e altre realtà innovative.

Qual è la posizione di BNP Paribas Cardif rispetto al crescente trend dell’Open Insurance?

La trasformazione del settore assicurativo verso un sistema aperto è qualcosa che abbiamo già visto nel settore finanza con la diffusione dell’Open Banking. Di fronte a questa trasformazione, le strade sono due: si può essere reattivi, e limitarsi ad adeguarsi alla transizione in atto, oppure proattivi, e cercare di cavalcarla.

BNP Paribas Cardif si muove all’interno di un’architettura aperta. Riguardo all’Open Insurance, ci prospettiamo due possibili approcci: offrire soluzioni ad altri player con un approccio “as a service” e usare gli asset di altri player con un approccio “as a platform”. Stiamo al momento lavorando su entrambi.

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