2021, insurtech in ripresa: ecco i maggiori round del primo trimestre

Insurtech in ripresa: secono i dati di Crunchbase, il primo trimestre del 2021 ha visto il maggior numero totale di round di finanziamento insurtech dal 2019, con lo stesso numero di round oltre i 10 milioni di dollari del primo trimestre 2019.

Ecco alcuni dei round insurtech più importanti del 2021, tra USA, Canada ed Europa.

1. Next Insurance

Il primo posto va al round di serie E per Next Insurance: guidato da FinTLV Ventures e Battery Ventures, ha raccolto ben 250 milioni.

Next Insurance, di cui abbiamo parlato qui, si concentra su polizze assicurative per piccole e medie imprese e vale attualmente 4 miliardi di dollari.

2. Coalition

Con 175 milioni di dollari segue Coalition, che grazia al round di serie D chiuso a marzo ha raggiunto una valutazione di 1,75 miliardi di dollari, con un finanziamento totale di 315 milioni.

Fondata nel 2017 e sostenuta da Swiss Re e Arch Insurance, Coalition strumenti di cybersecurity insieme alla copertura assicurativa informatica, e serve oltre 42.000 clienti.

3. Zego

Il gradino finale del podio se lo aggiudica Zego, con un round da 150 milioni di dollari.

Zego è stata la prima insurtech britannica a ottenere la licenza assicurativa. Nata nel 2016, ha saputo intercettare un nuovo bisogno assicurativo rimasto scoperto: si concentra sull’offerta di polizze assicurative flessibili e on-demand per i lavoratori della gig economy, in segmenti come il ride-hailing, ride sharing, noleggio auto e scooter sharing.

4. Pie Insurance

Ha raccolto 118 milioni Pie Insurance, in un round di serie C guidato da Allianz X e Acrew Capital.

Nata nel 2017, Pie Insurance offre polizze per la copertura retributiva dei lavoratori in piccoli business e PMI, per ora sul mercato americano.

5. Corvus Insurance

Insight Partners ha guidato un round da 100 milioni di dollari per Corvus Insurance, fornitore di prodotti assicurativi aziendali basati sull’intelligenza artificiale, portando la sua valutazione a 750 milioni di dollari.

Corvus fornisce assicurazioni cyber e trasporto merci tramite intelligenza artificiale e machine learning applicati ai data analytics.

6. TypTap Insurance

Ha ottenuto 100 milioni anche TypTap Insurance, sussidiaria di HCI Group che si occupa di assicurazioni casa e disastri naturali.

Il round, in questo caso di private equity, è stato guidato da un fondo affiliate a Centerbridge Partners.

7. Rhino Insurance

Un round di private equity anche quello da 95 milioni per Rhino Insurance, guidato da Tiger Global, che ha portato la compagnia a quasi 500 milioni di dollari di valutazione.

Nata nel 2017, Rhino è un insurtech che fornisce alle società immobiliari un prodotto assicurativo che funge da alternativa alle tradizionali cauzioni degli inquilini in affitto. La società offre anche agli affittuari un simile prodotto assicurativo di deposito cauzionale.

Scopri qui gli altri grandi round insurtech del primo trimestre 2021

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BeSafe Rate, l’insurtech italiana per agevolare il turismo

Uno dei settori più colpiti dalla pandemia covid, il turismo ha perso solo in Italia miliardi di euro di profitti durante il 2020. L’attuale regime di stop & go non rende certo le cose facili, né per gli albergatori, che rischiano di perdere tutti i proventi se attuano politiche di rimborso, né per i clienti, che a loro volta non si sentono sicuri a prenotare con il timore di restare a casa dopo aver pagato.

In questo momento complesso, viene in aiuto al turismo BeSafe Rate, startup insurtech italiana che offre una soluzione win-win.

BeSafe Rate nasce nel 2018 per risolvere una problematica sempre più sentita nel settore turismo e hospitality: da un lato la minore disponibilità da parte dei viaggiatori nel prenotare con tariffe prepagate e, dall’altro, le difficoltà degli albergatori nel vendere i loro servizi con una tariffa “non rimborsabile”.

La startup ha ideato un servizio digitale che si integra con tutti i software di prenotazione delle strutture ricettive, abilitando una tariffa alberghiera prepagata con assicurazione di viaggio inclusa a favore del viaggiatore, che tutela il viaggiatore in caso di cancellazione, assicurando contemporaneamente il guadagno alla struttura ricettiva. In caso di un evento inaspettato che comprometta il soggiorno, inclusa l’impossibilità di viaggiare per alcune delle ragioni connesse agli sviluppi della pandemia come la contrazione del virus e la quarantena, sarà infatti l’assicurazione partner di BeSafe Rate a gestire la pratica e ad occuparsi di erogare il rimborso.

Accelerata nel 2020 da LUISS EnLabs, il Programma di Accelerazione di LVenture Group, BeSafe Rate ha oggi raggiunto oltre 550 strutture in tutta Italia, tra cui importanti catene alberghiere come VOIhotels del Gruppo Alpitour, JSH Hotels & Resorts, Club Esse Hotels & Resorts, Arbatax Park Resort e Felix Hotels. Dalla sua nascita, sono più di 35 mila i turisti che hanno usufruito della tariffa, con quasi 11 mila prenotazioni generate.

Ha ricevuto a febbraio 2021 il suo ultimo round di finanziamento, raccogliendo 485 milioni di euro.

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Circulo Health, l’insurtech che digitalizza le polizze Medicaid negli Usa

Fondata meno di un anno fa, nel 2020, l’insurtech Circulo Health si è già rivelata essere estremamente promettente. Nel suo primo round di investimenti, chiuso a metà febbraio, la startup ha infatti raccolto 50 milioni di dollari grazie anche al supporto ricevuto da compagnie di rilievo come Drive Capital e General Catalyst.

Circulo Health promette di rivoluzionare il mercato americano delle polizze sanitarie Medicaid grazie all’uso di tecnologie innovative: il Ceo Sean Lane, infatti, è anche alla guida della compagnia di intelligenza artificiale Olive.

Gli obiettivi di Circulo Health

Basata a Columbus, in Ohio, al momento Circulo Health si rivolge a un pubblico prettamente americano e, più nel dettaglio, ai clienti del programma Medicaid: un servizio assicurativo federale dedicato a individui e famiglie con difficoltà economiche e appartenenti a una fascia di reddito particolarmente bassa. Attualmente più di 77 milioni di persone fanno affidamento su Medicaid per avere accesso a una copertura sanitaria di base, non potendo accedere ad altre polizze private e spesso particolarmente costose.

Circulo Health lavora con le agenzie statali che erogano le polizze Medicaid – un ambito dall’alto potenziale, ma spesso trascurato dal mondo insurtech – mettendo a loro disposizione una piattaforma digitalizzata e intuitiva che renda più semplice la gestione del processo assicurativo.

La startup sta ancora muovendo i primi passi, ed è attualmente alla ricerca di personale.

Sean Lane e il legame con Olive

Circulo Health nasce da un’idea di Sean Lane, noto imprenditore e già Ceo della compagnia tech Olive, specializzata nei sistemi di intelligenza artificiale per il mondo della sanità. La startup, recentemente diventata unicorno, collabora con più di 600 ospedali e offre software per la gestione di pratiche tanto quotidiane quanto complesse dal punto di vista burocratico, come il controllo della posizione assicurativa dei pazienti o lo scambio di ricette mediche tra farmacie.

Circulo Health porterà quindi nel mondo insurtech l’ormai rodata tecnologia di Olive, in modo da automatizzare la gestione delle polizze Medicaid e semplificare il lavoro delle agenzie statali incaricate di monitorare il programma.

Il profilo del Ceo Sean Lane, d’altra parte, è ben noto nel panorama tech americano: prima di lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria, Lane ha lavorato per i servizi di intelligence e ha servito per diversi anni nell’esercito, portando a termine spedizioni in Iraq e Afghanistan. Le difficoltà comunicative sperimentate sul campo hanno portato Lane a co-fondare la sua prima compagnia, Battlefield Telecommunications Solutions LLC (Bts), nel 2011.

Da allora, non si è mai fermato: oltre a Olive e Circulo Health, è anche co-founder della Digital Harbor Foundation, un’organizzazione non-profit che promuove programmi formativi in ambito digitale; e Betamore, co-working e hub di innovazione nei pressi di Baltimora.

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Dacadoo, la scaleup svizzera che misura la salute in pochi click (e aiuta gli assicuratori)

In campo assicurativo i dati sono ormai diventati il nuovo petrolio, e la scaleup svizzera Dacadoo non si è lasciata sfuggire l’opportunità di rivoluzionare di conseguenza il mondo delle polizze su vita e salute.

Grazie alla sua Digital Health Engagement Platform (DHEP), la compagnia permette agli assicuratori di monitorare in tempo reale lo stato di salute generale dei propri clienti. Lo scopo è quello di promuovere uno stile di vita più sano, basato sull’attività fisica e la corretta alimentazione, in modo da ridurre i rischi e prevenire lo sviluppo di possibili patologie croniche.

Diverse compagnie in tutto il mondo hanno già scelto Dacadoo come partner principale nei propri programmi di sensibilizzazione e per tenere sotto controllo lo stato fisico dei detentori delle polizze: vediamo quindi come funziona la piattaforma, e quali sono i vantaggi per utenti e assicuratori.

Come funziona Dacadoo

Fondata a Zurigo, in Svizzera, nel 2010, la scaleup Dacadoo sfrutta l’intelligenza artificiale e l’analisi rapida dei dati per creare piattaforme digitali pensate per assicuratori e riassicuratori specializzati in ambito vita e salute. I prodotti principali sono due: la Digital Health Engagement Platform (DHEP) e il Risk Engine.

La piattaforma digitale di Decadoo

La DHEP di Dacadoo è una piattaforma digitale in grado di misurare in tempo reale lo stato fisico dei clienti. Dopo essersi registrato sul portale, ogni utente può inserire manualmente i propri parametri (come peso, altezza, abitudini alimentari, salute mentale e ore di sonno) e collegarsi via Bluetooth con i propri dispositivi di tracking, come i contapassi o le app che misurano le calorie spese in diverse attività.

All’interno della piattaforma, poi, gli utenti possono connettersi con amici e colleghi, scambiarsi messaggi, organizzare sfide e commentare le rispettive attività, tutte visualizzate in una dashboard.

Elaborando tutte le informazioni disponibili la piattaforma di Dacadoo fornisce un Indice di Salute: un punteggio dinamico da 0 a 1.000 che rappresenta lo stato di salute di un utente in modo rapido e immediato.

Il Risk Engine per gli assicuratori

Partendo dall’Indice di Salute e dai dati personali aggiunti manualmente, per ogni utente registrato il sistema di Risk Engine della startup calcola il rischio di mortalità e morbilità ed elabora un dataset con 100 variabili, completando automaticamente i dati mancanti sulla base di quelli inseriti.

Gli assicuratori possono utilizzare queste informazioni per migliorare le operazioni di sottoscrizione delle polizze su vita e salute, integrando il Risk Engine nelle loro analisi e proponendo quindi polizze e premi personalizzati.

Dacadoo, i vantaggi e i partner

Grazie alla piattaforma interattiva, gli utenti di Dacadoo tengono continuamente sotto controllo il loro stato di salute in modo olistico, e hanno sempre a disposizione una panoramica completa rispetto a diversi parametri che rimarrebbero altrimenti dimenticati. In base alle abitudini individuali, poi, il sistema permette agli utenti di accumulare punti sfruttabili su shop online o come sconti sul premio assicurativo.

Allo stesso tempo, gli assicuratori scelgono Dacadoo per migliorare i livelli di engagement e incentivare i clienti ad adottare uno stile di vita più salutare, riducendo così i rischi di malattie e complicazioni facilmente prevenibili. Inoltre, l’interfaccia della Digital Health Engagement Platform è completamente personalizzabile e integrabile con il branding della propria compagnia.

Diversi assicuratori in tutto il mondo hanno avviato partnership con Dacadoo per sfruttare la piattaforma interattiva e l’analisi dei dati del Risk Engine: tra le altre troviamo Foresters Financial (Canada), Irish Life (Irlanda), Seguros Unimed (Brasile) e Falck Healthcare (Danimarca).

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Insurtech Hub Munich, l’acceleratore nel cuore di Monaco supportato dal governo tedesco

Istutuito nel 2016, InsurTech Hub Munich (ITHM) è una piattaforma di innovazione senza scopo di lucro che unisce partner assicurativi e cross-industry internazionali, startup, investitori, università ed enti governativi per trasformare il futuro del settore insurance.

Lancerà il 12 aprile il suo settimo Innovation Programme: NTX: Enterprise, che si concentrerà sulle Smart Enterprise.

Si trova a Werksviertel, il cuore creativo di Monaco, considerata la capitale europea del settore assicurativo. Tra i suoi fondatori raccoglie professionisti provenienti non solo dalla Germania, ma anche da India, Regno Unito, Austria, Australia, Paesi Bassi, Spagna, Francia e Thailandia.

“La visione fondante dell’acceleratore è quella di fornire accesso all’innovazione a un pubblico di aziende più ampio attraverso un approccio comunitario.” spiega Corine Ackermann, Community Manager di InsurTech Hub Munich, in questa intervista, “Stiamo cercando di costruire insieme un futuro più sicuro, in cui quelli che sono tradizionalmente concorrenti si siedano allo stesso tavolo per scambiare idee e sviluppi su innovazione, agilità e digitalizzazione.”

InsurTech Hub Munich è uno dei 12 digital hub supportati dal governo tedesco, parte di The Digital Hub Initiative (DE:Hub), ed è finanziato dal Ministero Bavarese dell’Economia, dello Sviluppo Regionale e dell’Energia.

Tra i suoi partner figurano anche la Città di Monaco, Università quali la Ludwig Maximilian di Monaco (LMU), Hochschule Coburg e l’Universität der Bundeswehr München, e grandi corporate come Allianz, ADAC, ARAG, Generali, Munich RE, Kasko, Roche e Dai-Ichi Life e dal 2020 lo storico gruppo software SAP, fondato negli anni ’70 da 5 ex-IBM.

Ogni anno, il team di InsurTech Hub Munich guida i fondatori delle startup attraverso una varietà di programmi, collegandoli con decision maker del settore, esperti sul campo e mentori e investitori di livello mondiale. Gestisce due programmi acceleratori: W1 Forward InsurTech, un programma di due mesi con WERK1 Hub, per startup in early stage, e InsurTechEurope PWD, programma dell’acceleratore californiano Plug and Play, per startup later stage.

Dall’inizio della sua attività ha già guidato sei gruppi di startup, con ben due batch nel 2020, tra cui lo speciale H+ Digital Health Innovation Programme dedicato a soluzioni di salute digitale per il new normal.

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SafetyWing: come funziona la startup insurtech che assicura i digital nomad

Lo smartworking ha aperto la strada a nuovi modi di approcciarsi al lavoro fuori dall’ufficio, ma come gestire l’assicurazione di lavoratori in movimento? La startup SafetyWing nasce proprio per questo.

Abbandonare un luogo di lavoro fisso per viaggiare e spostarsi liberamente in giro per il mondo: è questo lo stile di vita scelto dai digital nomads, i “nomadi digitali” che grazie a un computer e una connessione internet ben funzionante possono lavorare completamente da remoto, ovunque si trovino.

Se l’idea di poter viaggiare e lavorare allo stesso tempo è sicuramente invitante, questa porta con sé una serie di complicazioni burocratiche che potrebbero spaventare molti potenziali nomads. Il problema si pone anche dal punto di vista assicurativo, dato che la maggior parte delle compagnie tradizionali richiede un indirizzo di residenza fisso come prerequisito per sottoscrivere una qualsiasi polizza.

La startup insurtech SafetyWing vuole cambiare questa situazione offrendo prodotti assicurativi estremamente flessibili e studiati appositamente per rispondere alle necessità dei lavoratori itineranti.

Come funziona SafetyWing

La startup è stata fondata nel 2017 a San Francisco da tre imprenditori norvegesi: Sondre Rasch, attuale Ceo, Sarah Sandnes (Cto) e Hans Nyvold Kjellby (Coo). Fin da subito SafetyWing si è concentrata sui lavoratori della gig economy che non seguono stili di vita standardizzati e si spostano spesso tra diversi Paesi e giurisdizioni.

Al momento la startup offre infatti un’assicurazione sanitaria globale, acquistabile completamente online e utilizzabile in tutto il mondo. Le opzioni principali sono due: la Nomad Insurance – che per 40 dollari al mese copre sia alcune procedure mediche che gli imprevisti di viaggio, come i bagagli persi o i voli in ritardo – e la Remote Health Insurance, che costa invece 153 dollari al mese e consiste in un’assicurazione medica completa e attiva a livello globale.

SafetyWing offre anche un pacchetto assicurativo pensato per le aziende il cui team lavora principalmente da remoto. In questo modo, le compagnie più innovative possono assumere dipendenti basati in qualunque Paese e garantire loro adeguata protezione medica, senza richiedere trasferimenti forzati che spesso portano con sé infinite complicazioni.

Nell’ultimo periodo la possibilità di creare un team internazionale è diventata particolarmente importante per molte aziende che, dopo essere rapidamente passate allo smart working nel corso della pandemia di Covid-19, hanno deciso di adottare questa nuova modalità operativa in modo permanente, lasciando i dipendenti liberi di scegliere se lavorare da casa – ovunque essa sia – o andare in ufficio.

Il nuovo round di finanziamenti e i progetti futuri

Secondo il Ceo Sondre Rasch, la missione principale di SafetyWing è riuscire a esportare il sistema di protezione sociale norvegese in tutto il mondo: “Per costruire i nostri prodotti prendiamo ogni parte della rete di protezione sociale. Siamo partiti dalla copertura sanitaria, e ci allargheremo poi al resto” ha detto a Forbes.

A fine gennaio SafetyWing ha chiuso un round di investimenti di Serie A raccogliendo 8 milioni di dollari. Con i nuovi fondi, la startup ha intenzione di creare l’infrastruttura digitale necessaria per andare in pensione da remoto senza preoccuparsi di poter perdere i propri risparmi. Fondamentale sarà anche lo sviluppo di soluzioni legate alla telemedicina, che permettano quindi ai clienti assicurati di effettuare visite mediche in modo completamente virtuale.

La compagnia conta attualmente circa 30 dipendenti, tutti operativi da remoto, ma ha intenzione di allargare presto il team.

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Insurtech Innovation Index: nel 2020 una risicata sufficienza per l’Italia

Per poter influenzare un fenomeno bisogna prima misurarlo. Per questo l’Italian Insurtech Association ha elaborato assieme all’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano l’Insurtech Innovation Index, un indice che, a partire dal 2020, mappa e misura lo stato degli investimenti insurtech in Italia per tenere traccia della sua evoluzione.

Si tratta del primo indicatore italiano dedicato al settore insurtech, utile non solo di capirne l’andamento all’interno del Paese, ma anche di comparare le dinamiche italiane con quelle internazionali.

Venerdì 12 febbraio sono stati presentati nel corso dell’evento digitale dedicato i risultati del primo report.

Qui il link per rivedere la presentazione del report

Insurtech innovation Index, com’è calcolato

L’Insurtech Innovation Index è stato calcolato sui dati del campione delle prime 20 compagnie italiane per raccolta premi (riferite alle polizza di danni), quest’anno secondo la classifica del 2019, che hanno costituito il 73% del market share.

L’indice prende in considerazione tre diverse dimensioni:

  • Investimenti di capitale nelle startup insurtech e PMI innovative del settore assicurativo
  • Investimenti di innovazione interna nello sviluppo digitale compiuti da compagnie, intermediari professionali e fornitori dell’industria assicurativa
  • Investimenti nella collaborazione fra attori della filiera finalizzati a sviluppare soluzioni innovative

Le percentuali ottenute sono infine pesate in base al loro impatto e vanno a formare un indice espresso in trentesimi.

Insurtech innovation Index, il risultato del 2020

Secondo le rilevazioni, durante il 2020, solo il 19% delle compagnie assicurative analizzate ha effettuato almeno un investimento in una startup Insurtech. A queste compagnie sono riconducibili 13, con un controvalore totale di poco più di 5 milioni di euro, e un capitale medio investito a circa 0,4 milioni.

Per quanto riguarda l’innovazione interna, i risultati sono più rosei: il 63% delle compagnie assicurative ha avviato progetti sviluppati internamente in campo Insurtech, per un totale di 127 operazioni. Il controvalore totale supera i 31 milioni di €, ed il valore medio investito sul singolo progetto è di circa 0,3 milioni.

Buono anche il dato riferito alle partnership, che vede il 75% delle compagnie attive in collaborazioni con altri attori. In totale le partnership sono state 27, circa 2 per compagnia assicurativa.

Un dato interessante, che mostra un’apertura del settore a pensare ed agire come un ecosistema, per fornire al consumatore pacchetti che includano anche servizi non prettamente assicurativi, sempre più richiesti.

Nel complesso, l’indagine mostra un settore aperto alla collaborazione, ma che ancora predilige sviluppare internamente la maggior parte delle progettualità, con poca propensione all’investimento in startup.

Il voto complessivo per l’anno 2020 è 18/30: una sufficienza risicata. Un risultato comunque positivo, ma che lascia spazio a molto potenziale inespresso.

Naturalmente, bisogna tenere in considerazione come, essendo questo il primo anno in cui l’indice viene realizzato, manchi un framework di confronto in cui collocarlo. Servirà tuttavia da importante baseline per tenere traccia con più consapevolezza delle evoluzioni future.

Investimenti nelle startup insurtech in Italia, un problema culturale

Approfondendo i risultati raccolti sugli investimenti destinati a startup del settore insurtech, si può osservare un interessante distinzione: sebbene il grosso delle operazioni sia stato diretto a startup con base in Italia (83%), degli oltre 5 milioni complessivi ben il 73% è raccolto da quell’8% di startup con sede fuori dall’Europa, mentre le startup italiane raccolgono in totale solo il 25%.

L’investimento medio in startup italiane è insomma estremamente inferiore rispetto a quello in startup internazionali (0,1 milioni di euro contro i 3,7 delle extra europee), segnale di un mercato dei capitali italiano non ancora sviluppato rispetto ad altri Paesi.

“È interessante come il 73% degli investimenti siano andati a startup internazionali” commenta Gianluca De Cobelli, founder e CEO della startup insurtech YOLO, “C’è forse ancora un problema di cultura: gli stessi italiani non guardano all’Italia.”

Non solo: dall’indagine risulta che la maggioranza delle startup considera come competitor principali altre startup anziché gli incumbent – che pure destinano molti più investimenti in innovazione interna che in realtà innovative esterne.

“Ancora, un problema culturale” fa notare De Cobelli, “Gli incumbent non vedono nelle startup italiane possibilità di crescita”.

Investimenti insurtech, le proiezioni per il 2021

Cosa possiamo aspettarci per l’anno a venire?

In base alle risposte raccolte dall’indagine, le compagnie assicurative sembrano confermare una preferenza per i progetti Insurtech sviluppati internamente (per il 61% l’attività di maggior rilievo). Lieve aumento previsto per l’investimento in startup (priorità per il 25% delle compagnie), che resta però nettamente inferiore.

Secondaria anche l’attenzione che nel 2021 verrà data alla creazione di nuove partnership, prioritaria solo per il 14% delle compagnie assicurative.

Nonostante la diminuzione di attenzione verso le partnership, il quadro complessivo indica, almeno nelle intenzioni, un incremento generale.

Per quanto riguarda le tecnologie di destinazione degli investimenti, su un campione di 34 startup Insurtech italiane l’81% mostra di riconoscere l’importanza dell’utilizzo di Big Data Analytics, e il 75% di far uso di Artificial Intelligence.

Un segnale positivo anche il fatto che più della metà delle startup ha inoltre dichiarato di utilizzare API, tecnologia abilitante di una logica di ecosistema.

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Unicorni insurtech, le polizze sanitarie personalizzate di Sidecar Health

La startup insurtech americana Sidecar Health, fondata nel 2018,  è stata valutata per 1 miliardo di dollari, raggiungendo così lo status di unicorno, dopo aver chiuso un round di investimenti di Serie C da 125 milioni di dollari: un enorme passo avanti rispetto ai 20 milioni raccolti lo scorso luglio.

Come funziona Sidecar Health

Oggi negli Stati Uniti i processi assicurativi in campo sanitario sono generalmente associati a un labirinto burocratico o a costi insostenibili, tanto che nel 2019 più di 33 milioni di persone non avevano un’assicurazione. Sidecar Health punta a semplificare il settore offrendo polizze flessibili e digitalizzate, gestibili completamente online.

Il punto di forza principale della startup è la possibilità di personalizzare la copertura sanitaria in base alle esigenze individuali: i clienti possono infatti scegliere i servizi che desiderano includere nel proprio pacchetto assicurativo, visitare ogni medico disponibile (negli Stati Uniti spesso le assicurazioni sono vincolate a un singolo network di istituti ospedalieri), e comparare i prezzi offerti dai vari professionisti nella propria zona prima di effettuare una visita.

Inoltre, Sidecar Health mette a disposizione una carta di debito con la quale è possibile pagare l’importo dovuto immediatamente dopo aver ricevuto la prestazione richiesta: una novità negli Usa, dove generalmente le agenzie assicurative rimborsano i medici soltanto dopo aver completato una visita.

Secondo la compagnia, questa formula assicurativa permette di risparmiare fino al 40% rispetto al prezzo mensile delle polizze tradizionali.

Anche grazie al nuovo round di investimenti Sidecar Health intende raggiungere i 30mila utenti entro il 2021, e allargarsi rispetto ai 16 stati americani attualmente serviti arrivando a coprire l’intero territorio nazionale.

Gli unicorni insurtech

Nel corso degli ultimi anni diverse startup insurtech sono diventate “unicorni”: hanno quindi raggiunto una valutazione pari o superiore a $1 miliardo, pur non essendo ancora quotate in Borsa.

Oltre alla nuova arrivata Sidecar Health, l’ambito medico e sanitario presenta una serie di (ex)unicorni insurtech, tutti americani: Bright Health, Oscar Health, che ha appena avviato le operazioni per quotarsi in Borsa, e Clover Health, che è diventata pubblica lo scorso gennaio.

L’entrata nei mercati finanziari è infatti considerata da sempre più unicorni insurtech, in tutti i settori, come il naturale proseguimento della propria crescita. Già a luglio 2020 Lemonade, forte di una valutazione da $2 miliardi, è entrata in Borsa raccogliendo $319 milioni. La compagnia offre assicurazioni digitalizzate che coprono proprietari di immobili, affittuari, e anche animali domestici. A novembre, poi, è stato il turno di Root Insurance, insurtech specializzata nelle polizze auto, che con la quotazione ha raccolto più di $700 milioni.

Altri unicorni sono invece intenzionati a esordire sui mercati nel prossimo futuro. A fine luglio il colosso delle assicurazioni casa Hippo ha raccolto $150 milioni, facendo salire la propria valutazione a $1,5 miliardi, e potrebbe entrare in Borsa nel 2021. Interessata a fare il salto è anche l’insurtech Metromile, che offre assicurazioni auto in formula pay-per-mile e lo scorso novembre è stata valutata per $1,3 miliardi.

Infine, altre startup insurtech promettenti sono Next Insurance, specializzata nelle assicurazioni per le piccole imprese e valutata per $2 miliardi; e wefox, che offre invece piattaforme digitali pensate per connettere assicuratori, clienti e distributori.

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L’insurtech in Francia, primo mercato europeo: i trend e le sei startup da conoscere

Insurtech in Francia ormai significa l’innovazione nel primo mercato assicurativo d’Europa dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Il settore fintech francese non accenna a rallentare: anche nel 2020, nonostante le difficoltà iniziali, ha fatto registrare livelli di crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente, raccogliendo in totale quasi €830 milioni (+18,5%) in 63 operazioni del valore medio di €13 milioni (+20,6%).

Nell’universo di startup finanziarie in Francia spicca il settore insurtech, che nel 2020 ha visto crescere il proprio peso anche grazie a importanti round di finanziamenti e a un interesse sempre più netto verso la digitalizzazione delle operazioni, una pratica trasformata in necessità dalla pandemia di Covid-19.

Il panorama insurtech in Francia

Secondo uno studio di European Insurance relativo al 2018, a livello europeo la Francia rappresenta il secondo mercato principale per il settore assicurativo, posizionandosi subito dopo il Regno Unito (ora uscito ufficialmente dall’Unione): è quindi diventato il primo in Europa, seguito dalla Germania, sia per quanto riguarda l’ammontare dei premi sottoscritti che per il valore delle compensazioni pagate.

Non stupisce quindi che il mondo insurtech francese sia un settore in forte crescita: nel 2019 la società di consulenza Ailancy ha individuato ben 187 startup specializzate nelle assicurazioni digitali, contro le 106 del 2018 e le 47 del 2017.

Inoltre, se nel 2018 in Francia il settore insurtech ha raccolto il 13% degli investimenti totali in ambito fintech, un report di France FinTech afferma invece che la percentuale ha toccato il 21% nel 2020, soprattutto grazie allo sviluppo di nuove startup innovative che offrono polizze on-demand o parametriche, e ai passi avanti fatti in termini di gestione e analisi dei dati.

Insurtech in Francia, le startup più promettenti

Tra i 15 principali round di investimenti avviati da compagnie fintech francesi nel 2020, quattro sono stati chiusi da startup insurtech. La prima è Alan, che ha raccolto €50 milioni a fine aprile, il primo mese di ripresa dopo l’arrivo della pandemia e il conseguente crollo degli investimenti nel periodo di febbraio e marzo. A dicembre anche Luko ha raccolto la stessa cifra, approfittando però di un periodo di grande crescita negli investimenti.

La terza startup è Descartes, con circa €16 milioni ($18,5 milioni) raccolti in settembre, e infine Tinubu Square, che a febbraio ha raccolto €15 milioni.

Il 2021 è poi iniziato in maniera estremamente promettente: due startup, Lovys e LeoCare, hanno infatti raccolto rispettivamente €17 e €15 milioni in due round di investimenti chiusi di recente.

Guardiamo allora di cosa si occupano queste startup, le più promettenti nel panorama insurtech francese.

Alan, l’assicurazione per il wellnes

Fondata nel 2016 da Jean-Charles Samuelian e Charles Gorintin, Alan è stata la prima compagnia assicurativa indipendente nata in Francia dopo il 1986.

Il focus delle polizze di Alan non si ferma alla copertura di incidenti o operazioni mediche di routine, ma guarda anche alla sfera del wellness, offrendo sconti per strumenti di meditazione come Headspace e coprendo anche le cure omeopatiche o osteopatiche.

Grazie alla partnership con Livi, poi, Alan si è allargata nel campo della telemedicina, offrendo ai propri clienti la possibilità di ricevere consulti medici virtuali ovunque si trovino, nel giro di 30 minuti.

Oggi la startup offre assicurazioni sanitarie completamente digitalizzate a più di 76mila utenti, tra cittadini e aziende: una crescita netta rispetto ai 27mila clienti serviti nel 2018.

Luko, etica e assicurazioni per la casa

Dal 2018 la startup parigina Luko punta a rivoluzionare il campo delle assicurazioni per casa e affitto con una strategia basata sull’etica: con il programma Giveback, infatti, la compagnia devolve ogni anno ciò che rimane dei suoi incassi, al netto delle spese operative e delle compensazioni, ad associazioni di beneficenza scelte dai suoi 100mila clienti.

Oltre a polizze completamente digitalizzate e personalizzabili in base alle diverse esigenze di ogni utente, Luko ha implementato anche un servizio di tele-consultazioni con professionisti utili per risolvere i piccoli problemi domestici, dal lavandino che perde agli intoppi con la caldaia.

A differenza di Alan, però, Luko non ha ottenuto la licenza operativa e per sottoscrivere le proprie polizze si appoggia ad assicuratori esterni, come Munich Re e Swiss Re.

Descartes, la previsione del rischio per l’ambiente

Ambito ancora diverso per Descartes: la compagnia si muove infatti nel settore della previsione del rischio, soprattutto in campo ambientale, per aiutare gli assicuratori ad avere sotto controllo tutte le possibili implicazioni di una polizza.

Per operare, Descartes sfrutta l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things (IoT), ad esempio attraverso l’analisi di immagini satellitari o l’uso di sensori studiati appositamente per monitorare le condizioni climatiche di zone considerate particolarmente a rischio.

Di conseguenza, Descartes offre ai propri clienti assicurazioni parametriche estremamente precise, dove il premio viene calcolato in base alle probabilità che un evento ha di verificarsi. Nel 2020 ha avviato una partnership con l’unità Property and Casualty di Generali.

Lovys, la polizza online in due minuti

Lovys offre polizze assicurative per casa, auto, animali domestici e smartphones: un’offerta variegata, resa possibile anche dalla semplificazione delle pratiche e dalla completa digitalizzazione dei processi.

Le assicurazioni sono infatti attivabili online in meno di due minuti, e liberano gli utenti dalla marea di carte e documenti richieste dagli agenti tradizionali. Fondata nel 2017, la startup ha al momento 20mila clienti, ma ha intenzione di raggiungere i 100mila entro la fine dell’anno.

Tinubu Square, servizi digitali per le assicurazioni

Fondata nel 2000, la startup Tinubu Square opera nel settore SaaS (Software as a Service), fornendo servizi digitali alle compagnie che si occupano di assicurazione del credito o di fideiussioni bancarie.

I clienti di Tinubu Square hanno infatti accesso ad una suite di soluzioni cloud-based che semplificano la trasformazione digitale per tutti i processi operativi, riducendo i costi e migliorando, allo stesso tempo, l’esperienza del cliente e i livelli di compliance.

Con uffici a Parigi, Londra, New York, Montreal, Mumbai e Singapore, nel 2018 Tinubu Square era attiva in 20 Paesi. Nel 2020 ha poi acquisito la compagnia americana SuretyWave e l’insurtech eSURETY.

LeoCare, la polizza su misura

Infine, LeoCare offre assicurazioni digitali per casa, auto e dispositivi elettronici. Le polizze sono attivabili rapidamente tramite l’app della compagnia e personalizzabili anche in base ai cambiamenti imprevisti: secondo TechCrunch, ad esempio, durante il periodo di lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19 molti utenti di LeoCare hanno deciso di abbassare i premi delle loro assicurazioni auto.

LeoCare opera oggi come managing general agent (MGA) e, con i suoi 20mila clienti, gestisce circa €1 milione in premi mensili, la maggior parte dei quali provenienti da polizze auto.

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Assicurazioni Online, Digital Magics entra nel capitale di viteSicure

L’incubatore di startup Digital Magics entra come azionista nel capitale del broker assicurativo Bridge Insurance Services Srl, per accelerare la crescita della startup viteSicure, il primo esempio in Italia di insurtech dedicato alla distribuzione B2C e B2B2C di assicurazioni vita e protezione che si rivolge primariamente a un segmento di mercato trascurato dei canali assicurativi tradizionali: le giovani famiglie con bassa capacità di risparmio.

“Abbiamo trovato viteSicure molto interessante fin dai primi incontri e la decisione di investire è perfettamente in linea con la nostra visione, in particolare in un comparto, il fintech, a elevata crescita nel nostro paese” ha dichiarato Gabriele Ronchini, CEO di Digital Magics “Sono sicuro che tra le nostre e le loro competenze si svilupperanno grandi sinergie”.

Digital Magics contribuirà agli sviluppi tecnologici e di business di viteSicure, sia direttamente, che attraverso la propria rete di partner, e costituirà un supporto fondamentale per l’aumento di capitale che viteSicure prevede nel corso del 2021.

viteSicure, l’insurtech per l’assicurazione vita dedicato alle giovani famiglie

Lanciato nel 2019 dai due Founder Eleonora del Vento e Alessandro Turra, viteSicure è una piattaforma digitale che permette di scegliere i propri servizi assicurativi direttamente sul web, costruendo il proprio preventivo ed acquistando la polizza on-line in totale autonomia. Si caratterizza per una user experience innovativa che, attraverso la piattaforma proprietaria, permette l’acquisto istantaneo di una polizza vita caso morte. La coniugazione di una polizza semplice e di qualità con la modalità di vendita immediata e completamente online hanno incontrato i favori del mercato e nel 2020 le vendite delle polizze viteSicure sono cresciute esponenzialmente.

“Siamo felici di iniziare il 2021 con un nuovo azionista come Digital Magics” ha commentato Eleonora Del Vento, CEO di viteSicure, “Se il 2020 è stato un buon anno per noi, la nostra intenzione per i prossimi 12 mesi è confermare viteSicure come il player vita con il tasso di crescita più veloce del mercato e grazie all’apporto di Digital Magics, acquisiamo know-how ed esperienze importanti, che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi”.

Il progetto 2021 di viteSicure è di attrarre capitali per continuare ad aumentare i tassi di crescita, potenziare gli sviluppi tecnologici ed essere fra i protagonisti dell’open innovation.

Digital Magic, l’incubatore per il digital made in Italy

Digital Magics, è un business incubator che supporta le startup del mondo digital e tech con servizi per il potenziamento e l’accelerazione del business. Digital Magics, Talent Garden e Tamburi Investment Partners hanno creato un hub nazionale di innovazione per il Digital Made in Italy, offrendo alle startup innovative il supporto per creare progetti di successo, dall’ideazione fino all’IPO. Digital Magics è partner di imprese innovative con i propri servizi di Open Innovation, creando un ponte sinergico fra le aziende e le startup digitali.

Tra le varie iniziative, è promotore di MIA – Miss In Action, la call per l’imprenditorialità femminile, e del programma di accelerazione internazionale Magic Wand per le startup Fintech, Insurtech, Blockchain e Cybersecurity.

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