Digitalizzazione e personalizzazione, così l’insurtech Ladder si prepara a diventare unicorno

Con un nuovo round di investimenti di Serie D da 100 milioni di dollari, la startup insurtech Ladder ha raggiunto una valutazione da 900 milioni di dollari e si avvicina quindi allo status di unicorno, attribuito generalmente alle compagnie con una valutazione pari o superiore al miliardo.

Nata a Palo Alto, California, nel 2015, Ladder offre assicurazioni sulla vita flessibili e completamente digitalizzate. Ecco come funziona la startup e i traguardi raggiunti finora.

Le polizze sulla vita personalizzabili di Ladder

Ladder è stata fondata nel 2015 a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley californiana, da Jamie Hale, attuale Ceo, Jack Dubie (Chief Technology Officer), Laura Hale (Head of Product) e Jeff Merkel.

La startup offre polizze sulla vita pensate per utenti con un’età compresa tra i 20 e i 60 anni – l’età media dei clienti è di 37 anni – con coperture tra i 100 mila e gli 8 milioni di dollari.

Il punto di forza di Ladder sta nella flessibilità dei suoi prodotti: tutte le polizze sono infatti personalizzabili in base alle esigenze individuali e lasciano quindi agli utenti la possibilità di cambiare i livelli di copertura secondo le necessità del momento. “La tua vita è qualcosa di dinamico, e dovrebbe esserlo anche la tua assicurazione” ha infatti affermato il Ceo Jamie Hale.

Tutte le polizze di Ladder sono digitalizzate e gestibili in modo completamente virtuale grazie a un’interfaccia utente intuitiva e a una forte integrazione tra tutti i servizi offerti. Circa due terzi dei clienti della startup, infatti, sottoscrivono la propria assicurazione direttamente dallo smartphone.

La crescita e l’ultimo round da 100 milioni

Lo scorso 4 ottobre Ladder ha raccolto 100 milioni di dollari con un nuovo round di investimenti di Serie D guidato da Thomvest Ventures e OMERS Growth Equity.

Il totale dei fondi raccolti dalla compagnia sale così a 194 milioni di dollari, e la sua valutazione raggiunge i 900 milioni di dollari: un valore ormai prossimo alla soglia del miliardo che permetterebbe a Ladder di entrare nel gruppo di unicorni insurtech americani.

La startup, d’altra parte, sta attraversando un momento di forte crescita: secondo Crunchbase News entro la fine del 2021 sottoscriverà polizze dal valore complessivo di 30 miliardi di dollari, e le sue entrate sono cresciute di 4,5 volte nel corso dell’ultimo anno.

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Polizze integrate: il caso Cover Genius, l’insurtech australiana che vale un miliardo

Con un recente round di investimenti di Serie C da 100 milioni di dollari australiani – circa 73 milioni di dollari americani, o 63 milioni di euro – l’insurtech Cover Genius ha raggiunto una valutazione da un miliardo di dollari australiani.

Nata a Sydney, oggi Cover Genius ha uffici in dieci metropoli sparse su quattro continenti. Ecco come funziona la startup, i prodotti offerti e piani per il futuro.

Cover Genius e il mondo delle polizze integrate

Cover Genius è stata fondata a Sydney, in Australia, nel 2014 da Angus McDonald, attuale Ceo, e Chris Bailey, Chief Innovation Officer. In sette anni di attività la startup è diventata leader nel campo delle polizze assicurative integrate: i suoi servizi permettono infatti a compagnie terze, attive in diversi settori, di offrire coperture ai rispettivi clienti direttamente tramite il proprio sito o app mobile.

Il prodotto di punta di Cover Genius è infatti XCover, una piattaforma di distribuzione per servizi assicurativi personalizzabili in base a una serie di parametri come la lingua, il Paese o la valuta d’interesse. I clienti di XCover possono quindi creare polizze su misura, integrarle con le proprie piattaforme digitali e commercializzarle tramite un sistema di API dinamico che ottimizza prezzi e prodotti in tempo reale.

Grazie alla loro flessibilità, i servizi di Cover Genius si adattano alle necessità di  compagnie attive in una lunga lista di settori, dai viaggi alla casa, passando per il commercio al dettaglio, la gig economy, la logistica, i pagamenti e le operazioni in ambito fintech e neobanking.

Tra le compagnie che si affidano alle polizze integrate del neo-unicorno australiano troviamo nomi come Skyscanner, Descartes ShipRush, eBay e Shopee. Oggi la startup opera in tutti i 50 stati americani e in altri 60 Paesi a livello mondiale, con uffici a New York, San Francisco, Londra, Amsterdam, Tokyo, Singapore, Manila, Seoul, Kuala Lumpur e la nativa Sydney.

Gli investimenti e i progetti futuri

Con un nuovo round di investimenti di Serie C, chiuso a fine settembre, Cover Genius ha raggiunto la valutazione di un miliardo di dollari australiani, corrispondenti a circa 728 milioni di dollari americani.

Il round, dal valore di 100 milioni di dollari australiani – circa 72,6 milioni di dollari americani – è stato guidato da Sompo Holdings, che ha contribuito per circa 68 milioni di dollari australiani.

L’operazione arriva in un momento di intensa crescita per Cover Genius: negli ultimi sei mesi la compagnia ha triplicato il valore dei propri premi lordi e avviato 20 nuove partnership in diversi settori. Ora, la nuova liquidità sarà utilizzata per espandere la piattaforma di distribuzione globale e avviare ulteriori collaborazioni nei settori dell’e-commerce, auto e mobilità, viaggi, casa e servizi finanziari.

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Insurify, l’agente assicurativo virtuale spinoff del MIT

Un “agente assicurativo virtuale” in grado di assistere i clienti nelle operazioni di comparazione e acquisto di polizze assicurative: così si presenta l’insurtech americana Insurify, che a inizio settembre 2021 ha raccolto 100 milioni di dollari in un round di investimenti di Serie B guidato da Motive Partners.

Cosa ha catturato l’attenzione del mercato? Vediamo come funzionano i suoi servizi, e quali sono le prospettive per il futuro.

Insurify, l’“agente assicurativo virtuale”

Insurify è nata a Boston nel 2013 come spinoff del rinomato premio da 100 mila dollari attribuito dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) a idee imprenditoriali considerate particolarmente promettenti. CEO e co-fondatrice della startup (assieme a Tod Kiryazov) è Snejina Zacharia, che proprio alla Sloan School of Management del MIT ha conseguito il Master in Business Administration (MBA).

Il sito di Insurify è stato lanciato nel 2016, e da quel momento la compagnia è impegnata ad aiutare i consumatori americani a “riprendere il controllo sulle proprie necessità in ambito assicurativo”.

La startup opera come un marketplace virtuale dove gli utenti possono comparare diversi prodotti assicurativi, offerti da compagnie nazionali o regionali, scegliere il piano più adatto alle esigenze individuali e completare l’acquisto direttamente sul sito di Insurify. Il tutto, promette la compagnia, “in appena cinque minuti”.

Attualmente la piattaforma di Insurify aggrega polizze sulla vita, l’auto e la casa, e ha licenza per operare in tutti i 50 stati americani. Le varie offerte vengono proposte e visualizzate sulla piattaforma in modo personalizzato grazie all’uso dell’intelligenza artificiale e dello speciale algoritmo RateRank, che permette di abbinare le varie polizze alle richieste specifiche di ogni utente. Secondo la startup, i clienti che acquistano una polizza auto su di Insurify risparmiano in media 489 dollari all’anno.

Il megaround di investimenti e i progetti per il futuro

Il primo settembre Insurify ha chiuso un round di investimenti da 100 milioni di dollari: una cifra importante, che porta il totale dei fondi raccolti in otto anni di attività a quasi 130 milioni di dollari. Al round, guidato da Motive Partners, hanno partecipato, tra gli altri, Viola FinTech, MassMutual Ventures, Nationwide e Hearst Ventures. Al momento però la compagnia non ha voluto rivelare a quanto ammonta la sua valutazione.

In ogni caso, secondo TechCrunch Insurify sta seguendo un percorso di crescita costante: negli ultimi tre anni ha raggiunto un tasso annuale di crescita composto (CAGR) del 151%, e le entrate anno-su-anno continuano ad aumentare.

La nuova liquidità sarà utilizzata per espandersi, accelerare i piani di crescita e allargare il team, già ora composto da 125 persone. “Vogliamo costruire il nostro sistema di API, per offrire ai clienti la possibilità di ricevere preventivi personalizzati in modo istantaneo” ha detto a TechCrunch Tod Kiryazov, co-founder e Chief Product Officer. La compagnia punta inoltre a esplorare nuovi settori – tra cui le assicurazioni per gli animali domestici – e a rafforzare la propria brand awareness.

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Coincover, l’insurtech inglese che protegge dai rischi delle criptovalute

L’insurtech, in continua espansione, fa il suo ingresso anche nel settore all’avanguardia delle criptovalute, un universo dall’alto potenziale ma ancora largamente inesplorato dalle compagnie tradizionali. A inizio luglio infatti Coincover, startup insurtech britannica, ha raccolto 9,2 milioni di dollari con un round di investimenti di Serie A guidato da London’s Element Ventures. Hanno partecipato, tra gli altri, anche DRW Venture Capital, CMT Digital e Avon Ventures.

Basata a Cardiff, in Inghilterra, Coincover offre polizze innovative e al passo con i tempi, che proteggono i clienti dai rischi di frode o dai potenziali danni economici in cui è possibile incappare quando si lavora con le criptovalute. Vediamo come funzionano i servizi della startup e quali sono i progetti per il futuro.

Criptovalute, i rischi secondo Coincover

Gli attacchi informatici che prendono di mira il mondo delle criptovalute sono in grande crescita: 122 solo nel 2020, per un valore complessivo di 3,78 miliardi dollari. Allo stesso tempo anche gli errori umani possono causare perdite e danni non indifferenti. Le criptovalute infatti vengono generalmente gestite con “portafogli digitali”, accessibili con chiavi virtuali private, oppure tramite dispositivi hardware su cui salvare i propri dati. Se la chiave viene dimenticata o corrotta, oppure il dispositivo viene perso, risulta impossibile accedere al proprio portafoglio.

Secondo Coincover oggi sono più di 100 milioni gli utenti vulnerabili agli attacchi. “Tramite una combinazione unica di tecnologia sofisticata e polizze sottoscritte da Lloyd’s of London, forniamo ai nostri partner e ai loro clienti finali una protezione garantita contro la perdita delle credenziali di accesso o i furti che si possono verificare nei fondi crypto”, si legge sul sito della compagnia.

Un altro punto debole delle nuove valute digitali sta proprio nella loro intrinseca complessità. “Le criptovalute possono risultare confusionarie e molte persone hanno timori legittimi riguardo alla sicurezza dei loro fondi” ha affermato David Janczewski, co-founder e Ceo di Coincover. “Noi mettiamo a disposizione dei nostri clienti uno strumento fondamentale per un settore che sta maturando rapidamente, permettendo a tutti di essere coperti in caso di errori che altrimenti possono arrivare a costare anche migliaia di dollari”.

Secondo Janczewski, grazie ai nuovi fondi Coincover potrà scalare rapidamente la propria crescita per rispondere alle richieste del mercato e dei clienti, lasciando gli utenti liberi di investire nelle crypto in modo sicuro.

Una piattaforma per le polizze assicurative sulle criptovalute

Coincover collabora con importanti compagnie del settore, da BitGo a Fireblocks, per offrire prodotti e soluzioni innovative a una platea composta da milioni di potenziali utenti finali. I fornitori di servizi possono integrare rapidamente la piattaforma di Coincover nei loro sistemi, in modo da offrire ai clienti la possibilità di acquistare polizze assicurative e operare quindi con maggiore serenità.

Dalla sua fondazione, nel 2018, Coincover ha raccolto 11,6 milioni di dollari in tre round di investimenti. Ora, i nuovi fondi permetteranno alla startup di accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti, supportare i propri partner nell’attivazione e l’adozione delle criptovalute e diffondere tra il pubblico maggiore consapevolezza riguardo a questa nuova modalità di investimento.

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